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Articles Tagged ‘psicosi’

Deliri nelle psicosi. Scoperto il difetto nell'elaborazione dell'informazione.

Il modo in cui il cervello riconosce e elabora nuove informazioni è alla base della psicosi, hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Cambridge e del King's College di Londra.

Deliri nelle psicosi

La loro scoperta che i segnali cerebrali difettosi nei pazienti con psicosi possono essere modificati con i farmaci apre la strada a nuovi trattamenti per la malattia. I risultati, pubblicati sulla rivista Molecular Psychiatry, descrivono come un messaggero chimico nel cervello chiamato dopamina "sintonizza" il cervello al livello di novità in una situazione e ci aiuta a rispondere in modo appropriato, aggiornando il nostro modello di realtà o scartando le informazioni come non importanti.

Disturbo Borderline di Personalità: tratti e caratteristiche

Delineare i tratti e le caratteristiche del Disturbo borderline di personalità, partendo dalla percezione del rifiuto, reale o immaginario, fino all'insorgenza di esperienze dissociative è quello che cercheremo di fare in questo articolo.

Disturbo Borderline di Personalità: tratti e caratteristicheGli individui che presentano una psicopatologia come il Disturbo Borderline di Personalità compiono enormi sforzi per evitare l'abbandono reale o immaginario.

La percezione dell'imminente separazione o rifiuto, o la perdita del supporto esterno, può portare a profondi cambiamenti nell'immagine di sé, nell'affetto nella cognizione e nel comportamento.

Disturbo Schizotipico di Personalità

Disturbo Schizotipico di PersonalitaL'individuo con Disturbo Schizotipico di Personalità presenta tratti di stranezza, eccentricità, così come un marcato e persistente isolamento sociale.

Il disturbo schizotipico della personalità è una condizione psichiatrica caratterizzata da disturbi del comportamento e del pensiero, credenze e paure insolite, nonché difficoltà a formare e mantenere relazioni interpersonali.

Esperienze precoci di maltrattamento e psicosi

Trauma infantile, uso di cannabis e nevroticismo aumentano il rischio di soffrire di psicosi in età adulta

psicosi e traumaUno studio effettuato presso l’Università di Granada ha dimostrato che esperienze precoci traumatiche ripetute durante l’infanzia e l’adolescenza moltiplica di ben sette volte il rischio di soffrire di psicosi durante l’età adulta.

Feccia

FECCIAL’adolescenza è un’età difficile. L’adolescenza privata della propria infanzia è un’età incomprensibile.

Con la crescita, le esperienze si moltiplicano e gli eventi si susseguono, rendendo indispensabile il soccorso della mente. Un’adolescenza senza testa, senza una testa pensante, è come una biglia d’acciaio che rimbalza a caso in un flipper.

Guardare la psicosi con gli occhi della psicoanalisi

La psicosi ci mette di fronte al problema del significato consensuale: come possiamo comprendere la persona “folle” in assenza di una realtà condivisa?

la psicosi con gli occhi della psicoanalisiLa psicosi è principalmente associata al delirio, ed il delirio è letto come segno distintivo o  caratteristica fondamentale della pazzia.

Mentre gli individui apertamente psicotici formano una piccola parte della popolazione generale, la follia è un filo implicito nei discorsi che informano la nostra vita sociale e politica.

Hanna Segal. La creatività e la psicosi (1918-2011)

hanna segalL'influenza di Hanna Segal nel panorama psicoanalitico è stata confermata quando, a sua insaputa, questa citazione dal suo articolo “A Psychoanalytical approach to aesthetics” è stata utilizzata come 'richiamo' per il World Trade Center Mural Project: “E' quando il mondo dentro di noi viene distrutto, quando è morto e senza amore, quando i nostri cari sono in frammenti, e noi stessi nella disperazione indifesa – è allora che dobbiamo ricreare il nostro mondo di nuovo, riassemblare i pezzi, infondere vita in frammenti morti, ricreando la vita”.

I disturbi percettivi non sono necessariamente predittori dell’inizio della Schizofrenia

Un nuovo studio ha trovato che i disturbi percettivi, una forma più leggera rispetto alle allucinazioni vere e proprie, che comprendono il vedere le ombre o il sentire dei rumori con la sensazione che queste esperienze siano “irreali”, non sono necessariamente sintomi predittivi della Schizofrenia.

distubi percettivi

Secondo i ricercatori, nonostante molte persone che presentano tale tipo di disturbi finiscano per sviluppare una Psicosi, ci sono anche individui per i quali ciò non avviene.

Infatti, gli autori dello studio hanno scoperto che è un contenuto del pensiero di tipo sospettoso ed inusuale ad avere maggiori probabilità di segnalarne l’inizio e che il rischio è maggiore se la persona mostra difficoltà di attenzione e concentrazione.

Il pensiero delirante. Intervista a Magni e Scaccabarozzi

Delirio. Composizione e scomposizione del pensiero delirante di Enrico Magni e Simon Pietro Scaccabarozzi (Punti di Vista - Edizioni Psiconline) è stato appena pubblicato e registra una particolare attenzione da parte degli operatori del settore.

enrico magni, autore di DelirioSi tratta di un volume che entra nel profondo della struttura delirante e la viviseziona per renderla concreta e comprensibile al lettore e Psiconline.it ha voluto, grazie a questa nuova intervista, realizzata della dottoressa Alice Fusella, che analizza dettagliatamente i contenuti del volume, consentire ai propri visitatori di apprezzare fino in fondo i particolari contenuti del volume.

Invecchiamento cerebrale più rapido nel disturbo psicotico

L' invecchiamento rapido dei netwok cognitivi, in seguito all'insorgenza della malattia, offre la possibilità di poter effettuare un intervento precoce.

Invecchiamento

I pazienti con psicosi hanno un accelerato invecchiamento di due network cerebrali importanti per la cognizione generale - il network frontoparietale (FPN) ed il network cingulo-opercolare (CON) - secondo un nuovo studio del Biological Psychiatry.

L’impatto della solitudine sulla paranoia e sull’ideazione persecutoria

La solitudine può essere considerata come un fattore affettivo-cognitivo addizionale che partecipa alla formazione e al mantenimento della paranoia; i risultati hanno suggerito che la solitudine ha un impatto causale sulla paranoia, specialmente in individui con maggiore inclinazione alla psicosi.

psicosi e paranoia.0La solitudine è un problema abbastanza comune nei pazienti con schizofrenia, e potrebbe essere particolarmente connessa con l’ideazione persecutoria. Tuttavia, la solitudine, intesa come potenziale fattore di rischio nella formazione e mantenimento del delirio di persecuzione non è stata ancora esplorato.

La Psicosi secondo Jung

“Anche le persone abbastanza normali devono fare i conti con la forte irrazionalità del proprio inconscio”

jungCarl Gustav Jung si dedicò, fin dall’inizio della sua carriera, allo studio delle psicosi. Condusse una serie di esperimenti, su pazienti gravi, attraverso i quali sviluppò la sua interpretazione della patologia psicotica (De Coro, Iberni, 2010).

La psicosi: tra Jung, Freud e le relazioni oggettuali

La psicosi è, in gran parte, il risultato di una diade soggetto-oggetto che è presenta nella mente dell’individuo psicotico. Questo significa che la mente della persona psicotica contiene sia il “Sé” che “l’altro”.

psicosi Freud jung relazioni oggettualiCon il termine psicosi si vuole designare una condizione patologica di sovvertimento della struttura psichica nei rapporti tra rappresentazione ed esistenza.

La teoria del doppio legame. Gregory Bateson (1904-1980)

Gregory Bateson, antropologo, linguista e scienziato sociale, nel corso dei suoi studi applicò la teoria dei sistemi alle scienze sociali arrivando a sviluppare la famosa teoria del doppio legame.

gregory bateson e la teoria del doppio legameGregory Bateson nacque il 9 maggio del 1904 a Grantchester, in Inghilterra. Studiò alla Charterhouse School e prese una laurea in biologia al St.John's College.

Continuò i suoi studi a Cambridge e, nel 1929, ottenne la cattedra di linguistica presso l'Università di Sydney in Australia.

Le prime fasi della psicosi

PRIME FASI PSICOSI

“… il valore di questo libro deriva dal suo essere interamente “pratico”. Gli autori hanno la consapevolezza che lo staff che opera nei Servizi della salute mentale può favorire la guarigione personale dei pazienti solo se è formato in maniera specifica, se ha un’attitudine orientata all’ottimismo e all’empatia.” Graham Thornicroft

Le Psicosi nella storia

malattia mentale 1“Fin dalle epoche più remote l’uomo ha tentato di scoprire le cause della malattia mentale, classificarla nelle diverse manifestazioni e curarla con gli strumenti culturali che aveva a disposizione” (De Nicolò, Beretta, 1988, in Colazzo, 2001, pag.159).

Psicosi

psicosiIl termine Psicosi è stato introdotto nel 1845 da von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia".

Esso è un disturbo psichiatrico e descrive gravi affezioni mentali, caratterizzate da un difetto dell’autocritica e da un distacco della realtà. La psicosi è molto comune e il suo esordio può avvenire nell’adolescenza e nella precoce età adulta, essa è quasi sempre il risultato di fattori organici, psicologici e costituzionali.

Psicosi e dintorni

Piscosi e dintorniIn questa raccolta di lavori l'autore ci mostra lo sviluppo del suo pensiero sulla psicosi. Sono articoli che coprono un ampio arco di tempo, affrontando via via vari aspetti del funzionamento mentale e delle qualità relazionali specifiche della psicosi, inserendoli sempre in una visione unitaria.

Psicosi e Violenza

Il legame ambiguo tra psicosi e violenza

psicosi e violenzaLa vita di Jeroen Ensink è stata interrotta quando un uomo con problemi di salute mentale lo ha pugnalato a morte fuori dal suo appartamento a nord di Londra.In un'inchiesta, la vedova di Ensink, ha chiesto di sapere perché esistono questi tipi di omicidi: "continuano a succedere ancora e ancora".

Rêverie

“Rêverie sta a designare lo stato mentale aperto alla ricezione di tutti gli ‘oggetti’ provenienti dall’oggetto amato, quello stato cioè di recepire le identificazioni proiettive del bambino, indipendentemente dal fatto se costui le avverta come buone o come cattive. In conclusione la rêverie è uno dei fattori della funzione alfa della madre”. Wilfred Bion

Rêverie bionNella primissima infanzia le strutture basilari della mente iniziano a prendere forma e sono ovviamente indispensabili per ogni successiva evoluzione.

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