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Articles Tagged ‘terapia di coppia’

Come capire se un rapporto sta giungendo al capolinea

Captare alcuni segnali può aiutare a prevenire la fine di un rapporto

Fine relazione Affrontare la fine di un rapporto è una delle esperienze più difficili che le persone possano affrontare nella vita.

La "fine" reale di un rapporto non avviene da un momento all’altro, ma piuttosto avviene nel corso del tempo, in conseguenza ad una serie di eventi che non hanno un ordine preciso.

Ho scoperto di vivere con una bugiarda patologica, che fare? (1468936847429)

le risposte dellespertoAlberto79, 35

 

D

 

 

Purtroppo mi sto rendendo conto di vivere da un anno con una compagna bugiarda patologica. Mente su qualunque cosa: ad es. mi ha raccontato di avere un certo ruolo al lavoro invece ne ha un altro completamente diverso (e non parlo di minuzie, ad es. è come se una persona vi dicesse che fa il professore in una scuola e invece fa il bidello).

Il confine nelle dinamiche di coppia: usare il test I.Co.S.

Il Test I.Co.S. è un test semi-proiettivo che permette di ottenere indicazioni dettagliate sugli aspetti di personalità e sulle relazioni dei singoli soggetti a cui viene somministrato ed è particolarmente utile nell'indagine delle dinamiche relazionali della coppia, sia a livello individuale che del rapporto fra i partner.

confine dinamiche di coppiaIl Test I.Co.S., un test semi-proiettivo sul Confine del Sé, nella misura in cui fornisce indicazioni estremamente dettagliate sugli aspetti della personalità relativi allo stile di gestione delle relazioni, rappresenta uno strumento particolarmente utile nella terapia di coppia, sia dal punto di vista diagnostico/prognostico che da quello terapeutico in senso stretto.

Madri

Dal complesso di Edipo alle madri reali

MadriLa funzione materna non è pensabile come individuale e non si può circoscrivere esclusivamente alla figura femminile.

È una caratteristica relazionale, che coinvolge diversi soggetti, appartenenti a una comunità più ampia e complessa.
Questa è la tesi di fondo su cui i due autori, psicologi e psicoterapeuti esperti in terapia di coppia e familiare, costruiscono una narrazione originale della maternità.

Miti sulla terapia di coppia

La terapia di coppia può essere vista in modo negativo e alcune idee comuni non aiutano a vederla nella giusta luce.

miti terapia di coppiaSe dovessi chiederti cosa pensi nell'andare in terapia di coppia, quale sarebbe la tua reazione? Forse ti sentiresti impaziente, desideroso o sollevato dall'idea. In tal caso, non saresti sicuramente l'unico a sentirti in quel modo. Ma se ti ritrovassi a ridere dell'idea, o a sentirti a disagio, indeciso, imbarazzato o titubante, per citare solo alcune risposte, anche questo avrebbe molto senso. La prospettiva di andare in terapia di coppia può essere intimidatoria e ci sono diverse ragioni per questo. Per qualcuno, la terapia di coppia comporta vulnerabilità. Immagina di sederti fianco a fianco con il tuo partner mentre racconti i dettagli più intimi della tua vita e della tua relazione, con uno sconosciuto.

Sessualità, raggiungimento dell’orgasmo e relazione di coppia

La letteratura suggerisce che esistono delle abilità che possono essere allenate e rafforzate durante la masturbazione al fine di facilitare il raggiungimento dell’orgasmo.

sessualità relazione orgasmoL’orgasmo rappresenta, sia per gli uomini che per le donne, il massimo grado dell’espressione del piacere erotico-sessuale.

Può capitare, soprattutto nella pratica clinica, e più nel dettaglio, nel campo della terapia sessuale, che molte donne confessino di avere difficoltà a raggiungere l’orgasmo con il proprio partner.

Terapia di coppia ( 1450106596682)

le risposte dellespertoNuvolarossa, 32

 

D

Mi chiamo Anna e sono sposata da circa un anno e mezzo. Purtroppo, a causa di frequenti litigi tra me e mio marito, dopo così poco tempo abbiamo deciso di intraprendere un percorso di terapia di coppia.

Vorrei chiedere consigli e sentire esperienze di altre persone che hanno intrapreso questa strada, soprattutto se può portare effettivamente a dei miglioramenti. Noi abbiamo iniziato questo percorso da settembre, facciamo una seduta a settimana.

Io penso che molti dei problemi che abbiamo dipendano dal carattere e dal rapporto tra mia suocera e mio marito, è un rapporto quasi di dipendenza psicologica, nonostante tra di loro ci siano sempre stati molti contrasti ( es. mia suocera telefona a mio marito in continuazione, prima anche di sera, poi quando le ho detto che la sera è l'unico momento in cui io e mio marito possiamo parlare, ha smesso per fortuna, durante il viaggio di nozze due telefonate al giorno erano proprio fisse con orari specifici, guai a non farle!).

Lui inoltre è molto iroso e qualsiasi cosa io dica lui la vede come un giudizio su di sè, anche se magari riguarda una specifica situazione o è semplicemente una battuta.
Mio marito per questioni di ansia assume un farmaco (paroxetina) ma solo da qualche settimana.

Da quando facciamo terapia di coppia, io mi sento molto demoralizzata ed arrabbiata, soprattutto alla fine della seduta, un po' per le parole che la dottoressa mi dice (es. non è il momento di fare un figlio, occorre essere in condizioni psicologiche diverse, io ho 32 anni non posso aspettare in eterno).

Come posso sentirmi meglio?
Grazie.

 


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R


Buongiorno Nuvolarossa,
Ho letto con attenzione la sua domanda.

Lei chiede se la terapia di coppia aiuta. Certamente: alcune volte aiuta a capire che ci sono i presupposti per risolvere la conflittualità che si è creata nella coppia e ci permette di andare a ricostruire il rapporto; altre volte aiuta a capire che ciò non è possibile e persistere nel rapporto genera solo dolore a tutti i coinvolti. Aiuta a rielaborare la fine di un grosso investimento.

Lei ritiene che la maggior parte dei vostri problemi derivi dal rapporto simbiotico che suo marito ha con la madre, da ciò che descrive potrebbe essere parte del vostro problema. Il rapporto però, di suo marito con la mamma, deve essere risolto da suo marito e sua mamma, che dovono trovare un modo nuovo e diverso di viverlo, ma devono accorgersi loro per primi, che qualcosa non va e avere il desiderio di cambiarlo. Ovviamente poi se suo marito non riesce ad arginare la madre,questo si ripercuote su di voi.

Capisco che alcune volte possa uscire arrabbiata o frustrata dalla terapia, del resto ci andate per parlare di problemi e conflitti, perciò in alcuni casi è inevitabile anche se può risultare faticoso.

La Dottoressa ha ragione quando vi dice di aspettare ad avere un figlio perché non ci sono le condizioni.  Siete in terapia perché il vostro matrimonio è in crisi e state cercando di capire se la crisi può essere risolta. Un figlio ha bisogno di un ambiente sereno per venire al mondo e la coppia deve essere più che solida, per affrontare tutti i cambiamenti che l'arrivo di un figlio comporta. Dobbiamo pensare prima al figlio e al suo benessere e solo dopo ai nostri desideri.

Avete iniziato da pochi mesi un percorso che non sapete ancora dove vi porterà.  Occorre tempo per capire e cambiare.
Andate avanti per la strada intrapresa con coraggio e con la mente aperta. Non abbiate paura di vedere.

 

(a cura della Dottoressa Alessandra Carini)

 

Pubblicato in data 21/12/2015

 


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le risposte dellespertoAle_tata, 31

 

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Mio marito non ha chiaro i sentimenti che prova per me, mi ha tradita, credo che senta ancora questa persona e ora se n'è andato di casa per capire. Ci sentiamo spesso e spesso ci vediamo sempre su sua richiesta.

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Intervistiamo Virginia Maloni, dopo la presentazione del suo volume presso l'Ordine degli Psicologi Abruzzo a Pescara (13-5-2016).

virginia Maloni

Perché parlare di coppia e soprattutto perché parlare del futuro delle coppia di oggi? Cosa sta cambiando nelle relazioni di coppia rispetto alle generazioni precedenti?

In effetti la coppia oggi non può far riferimento né ai codici precedenti, cioè alle famiglie costituite in epoche precedenti, né a schemi futuri che possano aiutare a capire se la famiglia che si è costruita può avere un futuro oppure se le coppie attuali vanno avanti "galleggiando" quasi in una sorta di esorcizzazione del vuoto identitario in cui viviamo.

Nei casi clinici esaminati e di cui si parla nel libro, si riscontrano spesso situazioni in cui soprattutto le ragazze iniziano relazioni per risolvere problemi personali, per cercare stabilità, per una sorta di fuga da innamoramento, una sorta di fuga dalla propria cultura, dal caos generale. In definitiva le ragioni che spingono spesso ad entrare in relazione con l'altro è il bisogno di sicurezza, di protezione.

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