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Giovanna Voi


Problemi di coppia: Problema urgente
Argomento: Le risposte dell'Esperto (8 letture)
Le risposte dell'Esperto

Massimo, 27 (165615)


La mia Storia: Salve, premetto che non so se inviandovi questo messaggio sto adempiendo alla giusta prassi per richiedere una consulenza online gratuita. Ho un problema con la mia ragazza.
Da circa 4 mesi sto iniziando una relazione con una ragazza di 21 anni, io ne ho 27.
La mia precedente storia è durata circa 5 anni con una ragazza mia coetanea. La storia finì per l'immaturità di entrambi, complice pure un tradimento da parte di lei.
Mi ci sono voluti 2 anni per tornare a dedicarmi a me stesso e a poter essere in grado di apprezzare una nuova relazione.
Solo che in questo ultimo mese stanno venendo a galla diversi aspetti che riguardano la mia attuale ragazza che mi lasciano perplesso.
Soffre della cosiddetta sindrome di Borderline. Tende ad eccedere in tutto, nel cibo, nel digiuno, si procura il vomito spontaneo, piange spesso per via dei suoi repentini sbalzi di umore, è affetta da crisi e attacchi di ansia. Sto cercando di starle vicino e aiutarla ad uscire da questa sua condizione.
Il suo ex, un ragazzo suo coetaneo, durante la loro precedente relazione, una storia durata 5 anni, ha fatto di lei, scusate l'espressione, "lo schifo".
Lui era al corrente della sua situazione, però ha preferito abusare di lei in varie forme senza che lei si rendesse conto che quello che facevano era amorale nell'atto in cui lo facevano, ma poi dopo, si sentiva una ragazza sporca e questo le ha procurato la perdita delle sue precedenti amicizie.
L'ex l'ha lasciata per via che arrivò a chiederle una cosa abominevole, che pertanto consumarono e volto dai sensi di colpa, non ha più osato chiederle altro e l'ha lasciata.
La scorsa estate, ad Agosto lei conobbe me e il mio modo di essere e il mio fare romantico l'hanno spinta verso i miei sentimenti, anche perché le promettevo (ed è così anche adesso) un rapporto normale.
La storia prosegue da 4 mesi appunto. In questo arco di tempo, la sfera sessuale è stata ben appagata per entrambi, almeno sembrava così, mi lasciava credere questo.
Ieri sera sono venuto a sapere che anche se lei mi vuole bene e non mi vuole perdere perché con me sta riuscendo a superare determinati aspetti della sua condizione, quando facciamo quello che per me è amore, lei non prova nulla e tutto quello che fa, lo fa meccanicamente, perché è così che richiede la situazione.
Me ne ha parlato perché non vuole mentirmi. Io personalmente mi sento ferito, perché questo significa che durante un qualsiasi amplesso, mentre io godevo, lei faceva quelle cose per forza e le chiamo "cose" perché se per lei non sono dimostrazioni di affetto ma solo atti meccanici, il pensiero mi fa stare male. Ed io non sono quel tipo di persona.
Io le ho detto perché non mi diceva semplicemente "che non le andava" e lei mi ha risposto che fingeva per non ferirmi e lasciarmi contento.
Ma io adesso ci sto male. Non so cosa fare.
Soprattutto perché ho notato che il suo desiderio sessuale si accende in pubblico o comunque in situazioni in cui proprio non si possono fare certe cose.
E' attratta dal trasgressivo mentre io sono un ragazzo riservato.
Prima di ieri sera, pensavo che quando mi faceva certe battutine in pubblico, all'orecchio e mi guardava in un certo modo, credevo che fosse una maniera per dirmi voglio stare sola con te e fare l'amore. Così io puntualmente trovavo una scusa qualsiasi per lasciare gli amici o comunque a fine serata, andando da me, preparavo la stanza, sapete con candele, il letto, creare l'atmosfera e lei..e lei puff eccitazione finita, sparita.
Questo non va bene. Non ditemi di assecondarla in questo perché non sono il suo ex che le chiedeva e la spingeva ad andare con altri e altre per sollazzarsi lui.
Sarò bigotto ma mi fanno schifo queste cose.
Coinvolgono l'istinto, il piacere personale, la sottomissione e il prevalere sugli altri, sono concetti che stonano con la mia cognizione di fare l'amore che è qualcosa di raccolto per me, di intimo, di unico e condiviso, cioè senza che uno deve soggiogare l'altro.
Lei invece si eccita se io la prendo con irruenza, se parlo in un certo modo, se cambio il mio timbro di voce e emetto frasi da stronzo. Cosa devo fare?
Mi sento estremamente ferito da ciò. Ma ormai mi sono affezionato e nell'eventualità che la lascio, sono sicuro che troverebbe un altro tizio se non l’ex di prima che abuserebbe di lei ancora.
Voglio dire dell'altro però. Lei non è solo sesso, cioè quello è il problema. Aldilà di esso, è una ragazza dolce, affettuosa, le piace creare le cose che sia musica o quadri.
Non capisco perché le piace essere sottomessa accidenti.

Per favore se potete seguirmi in questa questione non so gratuitamente o pagando qualcosa, io però non navigo nell'oro, cioè sono uno studente universitario. Se potete aiutarmi vi ringrazio infinitamente. Buon lavoro comunque grazie per aver letto il mio messaggio.

Massimo.



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Ansia: Ansia, università, disturbi del sonno
Argomento: Le risposte dell'Esperto (30 letture)
Le risposte dell'Esperto

Chiara, 20 (165613)


La mia Storia: Salve. Sono una studentessa al secondo anno di università (studio lingue).
Sono in crisi nera.
Non so se questa sia la mia strada. Sto male tutti i giorni, mi sveglio con l'ansia e ho continui attacchi di diarrea.
Credo di aver sbagliato tutto.
Diciamo che io provengo dal Liceo classico, all'inizio volevo fare ingegneria ma poi mi sono detto:" ma io sono una letterata!"
E perciò siccome i miei non mi hanno fatto scegliere lettere moderne o filosofia mi sono ritrovata a fare lingue. il primo anno è passato ma da dicembre sono on continua crisi tutti i giorni e mia madre invece di cercare di capirmi urla in continuazione mi dice che sono una sfaticata mi urla contro perché dice che mi chiudo in me stessa e non sorrido e non sto bene.
La mia è una famiglia normale... noi padre è dipendente statale, mia madre casalinga e ho due fratelli disoccupati che mi prendono in giro perché quando sto a casa non parlo.
Sono in una brutta situazione vorrei solo morire ho il terrore di studiare e di tornare a marzo all'università.
La prego mi aiuti. La ringrazio.
Distinti saluti.

Chiara




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Dipendenze e Abusi: Vizio della chat
Argomento: Le risposte dell'Esperto (27 letture)
Le risposte dell'Esperto

Mamma preoccupata, 61 (165563)


La mia Storia: Mia figlia, 28 anni, passa gran parte del suo tempo a chattare su facebook e su siti appositi con uomini sconosciuti, e non riesce a far a meno di perdersi in questa attività ore e ore, da cui nascono tante relazioni sessuali prima via chat e poi subito "dal vivo" che però durano pochissimo.
Tutti questi sono amanti perché lei ha un fidanzato all'insaputa di tutto.
Ha cominciato da adolescente e non ha mai smesso, e non riesce a trovare un lavoro neanche saltuario per dedicarsi ad altro.
Temo per lei e la sua incolumità, troppi incontri al buio, piena di incoscienza e non sa anche lei cosa sta cercando.
Cosa si può fare?
Esiste una maniera per uscire da questo vizio?
A volte si rende conto che sbaglia ma non ha mai smesso neanche un giorno!


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Patologie: Philofobia o Narcisismo patologico?
Argomento: Le risposte dell'Esperto (21 letture)
Le risposte dell'Esperto

Riferimento, 23 (165561)


La mia Storia: Salve, da 6 anni vivo una storia abbastanza travagliata con un ragazzo di cinque più grande di me.
Siamo stati insieme sul serio quando io avevo 18 anni per un anno circa, poi per la mia gelosia e per la distanza ci siamo lasciati.
Abbiamo continuato a vederci da amici e da amanti per altri tre anni, finché la situazione è degenerata e abbiamo deciso di chiudere qualsiasi tipo di rapporto e comunicazione, anche su richiesta dei genitori ed amici, che stremati dal vederci soffrire, hanno chiesto che smettessimo questa frequentazione.
Siamo stati senza vederci né sentirci per un anno, periodo nel quale sia io che lui abbiamo avuto altre storie.
A marzo di quest'anno ci siamo rincontrati per caso e da quel giorno, quasi ogni giorno, ci sentiamo e almeno una volta a settimana ci vediamo.
Io ho chiesto di ufficializzare il rapporto ma lui mi ha risposto che gli altri non avrebbero capito.
A questo punto ho deciso di chiudere ma lui è scoppiato a piangere dicendo che ha paura, ha paura di distrarsi dal suo dovere, ha paura per i suoi sentimenti nonostante sente di avere bisogno di me. Abbiamo deciso di stare un po' distanti e vedere cosa succede, ma a questo punto come devo comportarmi?
Leggo in molti siti di Philofobia o Narcisismo, da quel poco che potrebbe aver capito da questa descrizione, potrebbe trattarsi del mio caso?


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Problemi di coppia: Fine di una relazione
Argomento: Le risposte dell'Esperto (27 letture)
Le risposte dell'Esperto

Ragazza, 30 (165364)


La mia Storia: Buonasera,

Sono una ragazza di 30 anni.

Vi scrivo perché sto' attraversando una fase comune a tutti ma dolorosa della mia vita. Io e la mia compagna eravamo assieme da 3 anni e mezzo.
Nell'ultimo periodo la nostra relazione si era "stabilizzata" nel senso che sia dal punto sessuale che da quello emotivo, sentivo un certo appiattamento, che penso sia comune a tutte le relazioni di lunga data.
Nonostante ciò non ho mai sentito il bisogno di tradirla o cercare un diversivo perché pensavo di amarla e la mia "quotidianità" con lei mi piaceva e mi faceva sentire "al sicuro".
Meno di tre mesi fa, ho incontrato una donna di 27 anni, che non sapevo essere omosessuale come me, con la quale sono entrata da subito in sintonia e con la quale frequentavo un luogo comune che ci portava a vederci tutti i giorni.
Non avevano molti amici di mio, la presenza di questa persona mi ha fatto sperare di poterci stringere amicizia e frequentarla anche fuori dal luogo comune nel quale ci vedevamo tutti i giorni.
Per evitare di creare situazioni imbarazzanti tra me e lei, ho deciso di confessarle che ero omosessuale e che avevo una relazione da tre anni. In un primo momento, mi ha fatto capire di non avere nessun pregiudizio e di essere felice di questa mia confessione.
Pochi giorni dopo mi ha però confessato di essere omosessuale anche lei e di avere una relazione altrettanto lunga con una ragazza.

Li per lì non è cambiato nulla, almeno per me. Infatti mi sembrava solo un qualcosa in più che avevamo in comune e che ci poteva legare ancora di più.
Più tardi però, anche per una sua esternazione, ho capito che tra di noi c’era forze un attrazione fisica già in atto e che anche da parte mia non era più solo un'amicizia tra due donne.
La cosa è andata crescendo tra messaggi, uscite di nascosto e telefonate finché da un bacio siamo passate ad andare al letto insieme.
Tutto questo è avvenuto nell'arco di 2 settimane, tempo in cui ho perso totalmente la lucidità e la ragione e mi sono lasciata trasportare solo dalle emozioni del momento.
Mi sono resa conto, di non volere rinunciare a questa persona e a voler condividere con lei molto di più di qualche ora al giorno di nascosto.
Tra la confusione e il senso di colpa fortissimo provato nei confronti della mia compagna, ho deciso di confessarle il mio tradimento, dicendole che non potevo rimanere assieme a lei perché non riuscivo a fare a meno di questa persona. Ovviamente la reazione è stata devastante.
E la mia storia di tre anni è finita così. Non ho nulla da ridire sulla mia ex. E' una persona meravigliosa, che non mi ha mai tradita e che mi ha sempre supportata e amata.
Non posso credere ancora di averle fatto questo soprattutto in un momento della sua vita in cui aveva bisogno di me.
Non riesco a capacitarmi di quello che ho fatto. E questo mi fa stare molto male.
Io non so' più se la amo ancora o meno e sinceramente non so' neanche se la amavo quando ancora eravamo assieme.
So' solo che sono fortemente attratta da questa persona che ho incontrato e che quando sono con lei, solo in rari momenti riesco a pensare al dolore che ho causato alla mia ex e comunque non riesco a pentirmi del tutto. Probabilmente lo rifarei.
So' che questo non mi rende onore anzi...E' solo che ho dei dubbi sui miei reali sentimenti.
Ovviamente ho iniziato ad affezionarmi anche a questa persona, a conoscerla. E non posso dire che non sto bene con lei.
Anzi...stiamo praticamente sempre insieme e più il tempo passa più ho voglia di frequentarla e conoscerla.
Non sono sicura che questa persona sia quella giusta per me ma non riesco assolutamente a farne a meno.

Ciò che mi chiedo è perché' continuo ad avere questo macigno nel petto, ogni volta che penso alla mia compagna e al dolore che le ho causato.
Ho paura di aver sbagliato ma nello stesso tempo continuo a voler stare con l'altra persona.

Come posso fare chiarezza e capire ciò che veramente voglio?



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Sessualità: Fantasie sessuali
Argomento: Le risposte dell'Esperto (80 letture)
Le risposte dell'Esperto

Annalisa, 39 (165604)


La mia Storia: Buongiorno e grazie in anticipo della risposta.
Sono una donna felicemente sposata da 15 anni, con un buon rapporto di complicità con mio marito, anche a livello sessuale.
Vorrei chiedere consulenza su una questione che mi mette profondamente in crisi da molto tempo.
Ho rapporti molto belli e soddisfacenti con il mio compagno ma quando sento avvicinarsi il momento dell'orgasmo automaticamente mi trovo a fantasticare di essere un uomo forte e dominante, che sta facendo sesso con una giovane donna o un giovane uomo!
Mi sento davvero come se avessi l'organo sessuale maschile, e mi sembra proprio di essere e sentire come un maschio, con tanto di percezione di eiaculazione durante l'orgasmo. Tutto ciò dura una manciata di secondi, appena raggiungo l'orgasmo la fantasia scompare e se provo a tornarci volutamente con il pensiero, provo una sensazione di fastidio!
Cosa può significare tutto ciò? premetto che non ho alcuna attrazione per le donne e  credo di essere una donna dolce e femminile.
Questa fantasia non rovina la mia vita affettiva però mi chiedo spesso il senso di quello che mi succede, se sono sana oppure c'è qualcosa in me che non funziona.
Grazie dell'ascolto



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Sessualità: Sesso
Argomento: Le risposte dell'Esperto (46 letture)
Le risposte dell'Esperto

Roberto, 49 (165599)


La mia Storia: Buongiorno; ho difficoltà ad uniformarmi ad un tal comportamento sessuale, in quanto provo da sempre desiderio sessuale per il corpo femminile, quando è bello e curato e preferibilmente giovane, ma allo stesso tempo  mi eccitano mentalmente e talvolta metto in pratica, atti di mia cosiddetta sottomissione  nei confronti di maschi per i quali provo il desiderio di soddisfarli manualmente, oralmente e a volte analmente, senza io per questo giungere all'orgasmo, ma ritenendomi comunque appagato da tali pratiche.
Non mi piace il corpo maschile ma provo desiderio per il pene e solo per quello; al contrario il corpo femminile mi piace tutto. 
Fin da bambino ho iniziato a masturbarmi anche compiendo pratiche di autoerotismo con l'inserimento nel mio ano di oggetti, il tutto osservandomi con grande soddisfazione attraverso il posizionamento di specchi di casa, tale da permettere di visionare il mio corpo posteriormente.
Da bambino ho subito punizioni anche fisiche da parte dei miei genitori, sotto forma di sculacciate e sonori schiaffoni.
Soffro da sempre di ansia da prestazione fintanto che non raggiungo un buon grado di ripetutà intimità con il partner femminile; diversamente, il fatto di concedermi passivamente al maschio mi permette di lasciarmi andare ed osare senza problemi ma anche senza provare eccitazione fisica, non ho erezione, ma solo celebrale.

Ringrazio.

Roberto



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Problemi di coppia: Relazione col partner
Argomento: Le risposte dell'Esperto (60 letture)
Le risposte dell'Esperto

Caterina , 18 ( 165392)


La mia Storia: Un po’ di tempo fa ho pensato al mio ex e mi son sentita talmente in colpa nei confronti del mio ragazzo a tal punto che questa cosa mi perseguitava.
Ogni tanto penso al mio ed ex e oggi l ho anche sognato e ciò mi porta a pensare che il sentimento verso il mio ragazzo non sia più lo stesso ma stiamo assieme solo per abitudine.
Non voglio lasciarlo perché con lui sto bene e non credo di non amarlo al 100% ma che sto passando solo un brutto periodo...
mi capita di vedere il mio ex spesso in giro ma non ho nostalgia di stare con lui, mi capita però di guardarlo.
La prego mi aiuti


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Ansia: Giudizio vergogna ansia
Argomento: Le risposte dell'Esperto (91 letture)
Le risposte dell'Esperto

Giovanni, 40 (165568 )


La mia Storia: salve, vorrei sottoporvi un quesito.
Sono un uomo di 40 anni, mi vorrei sposare e avere dei figli ma non ho il coraggio di farmi avanti con le donne perché' mi vergogno di non avere un lavoro e so bene che dichiararmi disoccupato ad una donna è un umiliante irritante suicidio senza speranza, ho fatto diversi lavori in passato ma per varie ragioni mi sono sempre trovato male e ho sempre finito con l'abbandonare l'impiego.
Ora ho ereditato da una mia cara zia che è deceduta recentemente un capitale di circa 1 milione di euro, QUINDI DISPONGO DI MEZZI ECONOMICI SUFFICIENTI PER METTERE SU FAMIGLIA, se non con un'italiana di sicuro con una donna di un paese molto più povero del nostro (es. Cambogia, Laos).
La mia domanda è la seguente: ESISTE UN MODO PRETTAMENTE PSICHICO CHE POSSA FARMI SUPERARE QUESTO IMPASSE SENZA DOVERE PER FORZACOMINCIARE A FARE UN LAVORO OPPURE L'UNICA SOLUZIONE ESISTENTE AL MONDO E' LAVORARE?
se l'unica soluzione è andare a lavorare (sento un coro di voci dei lettori che mi esorta) lo faccio, ma vorrei che voi esperti psicologi mi trovaste una soluzione psicologica e non che mi rispondiate semplicemente in modo convenzionale di andare a lavorare. Infatti è chiaro che se vogliamo definirci esseri intelligenti, deve esistere la possibilità di liberarsi da un pensiero castrante senza per forza dover obbedire al problema.
E' troppo facile affermare che mi sentirò inadeguato fino a quando non avrò un lavoro e perciò l'unica soluzione è lavorare.
Deve esistere al contrario un insieme di pensieri che mi diano la libertà di fare quello che mi pare senza farmi stare male.
Non so se riesco a farvi capire cosa intendo, ma credo che una mente non può definirsi libera se è come un cane con al collo una catena (=il giudizio sociale su me stesso) di cui può liberarsi solamente facendo ciò che il padrone gli dice di fare.
Attorno a me vedo milioni di cani, che sono pronti a buttarsi dal settimo piano se perdono improvvisamente il lavoro, che devono usare la parola "lavoro" in tutte le prime frasi che usano quando approcciano una donna, che si ammalano fisicamente di ansia sociale fortissima se devono ammettere pubblicamente di essere disoccupati.
Questa non è libertà e voi psicologi avete l'unico vero compito di liberare la mente da queste catene, quindi mi aspetto da voi una riflessione che non sia solo: ti manca l'autostima perché non lavori, vai a lavorare inutile viziatissimo ereditiere.
Deve esistere un modo PSICOLOGICO per liberarsi dal peso psicologico che le donne ci buttano addosso per mantenerci dei bravi schiavetti produttivi.
NON PRODUCI? NON SEI UN UOMO, NON MERITI AMORE.
Deve esistere un modo di pensare corretto che possa liberare un uomo da questo maledetto odiatissimo diktat sociale così amato e supportato dalle donne per ovvie ragioni di convenienza.
Un diktat sociale che è supportato anche dal 95% dei maschi, che essendo dei nullatenenti invidiosi ci tengono moltissimo a ripetermi in continuazione: E' GIUSTO E DOVEROSO E SACROSANTO CHE TU TI SENTA UNA SCHIFEZZA SE NON LAVORI, PARASSITA, TU LA DONNA NON PUOI AVERLA, NON LA MERITI, LA DONNA LA PIGLIO IO CHE LAVORO, TU DEVI MORIRE SOLO E TRISTE COSI' IMPARI A ESSERE RICCO. I SOLDI DALLI A ME CHE POI STARAI MEGLIO PERCHE' DOVRAI SGOBBARE. Ecco, anche per questa pressione negativa da parte dei maschi deve esistere un antidoto psicologico che non sia semplicemente (come un bravo burattino di cui loro tirano i fili) un fare quello che loro per invidia vogliono che io faccia e cioè sgobbare come loro.
Deve esiste un antidoto PSICOLOGICO all'imperante pensiero comunista che viene inoculato per ottenere che le donne sposino i nullatenenti operosi invece che i benestanti sfaccendati.
E' chiaro che il pensiero comunista domina la nostra società e so bene che di questo siete tutti contenti, ma ripeto... credo che il lavoro degli psicologi sia trovare il modo PSICOLOGICO di liberarsi di tutto questo.
Grazie cordiali saluti Giovanni


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Problemi di coppia: Amare due persone: chi scegliere
Argomento: Le risposte dell'Esperto (80 letture)
Le risposte dell'Esperto

Giulia, 20 (165594)


La mia Storia: Salve, mi trovo a vivere in una situazione difficile.
Ho 20 anni e sono fidanzata da 4 con un ragazzo (coetaneo) stupendo, che mi riempie di attenzioni e mi ama.
Da qualche mese però mi sento con un altroragazzo di Napoli (io sono di Roma) più grande di me di tre anni.
Questo ragazzo di Napoli ha tutto ciò che manca al mio attuale ragazzo.. ora però mi sta chiedendo di scegliere perché questa situazione lo fa soffrire.
Ma non so chi scegliere.. sento mi amare entrambi.
Ho provato a mettere in discussione i sentimenti che provo per entrambi, ma non arrivo mai a una conclusione pratica.
Pensare di perdere uno dei due mi fa soffrire molto.. ma continuo a vivere in quest'indecisione che mi tormenta.
Non capisco chi amo veramente.. se il mio ragazzo (e quella per il ragazzo di napoli sarebbe solo infatuazione) o il nuovo ragazzo (e per il mio ragazzo sarebbe solo abitudine)non so neanche chi possa aiutarmi a decidere.. so solo che a volte desidero vivere due vite divise in modo da stare con entrambi.. ma so che questa cosa non è possibile..

La ringrazio anticipatamente, spero mi possa aiutare perché sono arrivata al limite...




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