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Lucia D. Bosa
Sabrina Costantini
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Sara Minozzi
Sergio Puggelli
Giacomina Rienzo
Paola Taufer
Renato Vignati
Giovanna Voi


Ansia: Blocco universitario, paura, ansia(164306 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (344 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gentile dottoressa,
scrivo in cerca di un po' di sollievo, l'ansia questa notte mi divora e non so più cosa fare. Sono una studentessa universitaria (25 anni), iscritta al secondo anno della laurea specialistica in biologia molecolare. Ho superato la triennale (stesso indirizzo) con voti alti (pur impiegando un annetto e mezzo in più, rientrando nella norma). Gli anni della triennale sono stati i più belli della mia vita sotto qualsiasi punto di vista, ma ogni giorno mi svegliavo prestissimo per raggiungere la facoltà (distante da casa mia), non mi sono mai concessa una vacanza, gli svaghi sono stati pochi e ho cercato di mantenermi sempre dando ripetizioni a domicilio. I miei genitori non mi hanno mai fatto pressione sugli studi, sono stati fieri di me e lo saranno in qualsiasi caso (sono l'unica della famiglia con una laurea, nemmeno i miei fratelli hanno continuato a studiare). Piano piano ho superato quei 40
esami così interessanti e così complicati, ma l'ultimo di questi è stato il più ostico, nessuno del corso è riuscito a superarlo facilmente e la maggioranza di noi ha impiegato un anno di tempo per ottenere la promozione. Io non ero mai stata bocciata ad un orale, l'ho dovuto sostenere 5 o 4 volte di fila e per me è stato un periodo complicatissimo e traumatico. Alcune mie amiche sono state seguite da uno psicologo per superare l'ansia derivata dalla situazione insostenibile (professoresse da galera, rate ulteriori da pagare, frustrazione, stanchezza, incertezza sulle reali possibilità lavorative future), io invece ho accumulato tutto dentro di me, piangendo sempre, e quando finalmente ho conseguito la laurea, mi sono concessa un'estate di riposo, sempre comunque rimanendo in città, pronta a ripartire immediatamente con la specialistica, ma in un altro ateneo più vicino a casa mia, per eliminare il fattore lontananza e per cambiare ambiente (adesso mi pento di questo, tutti i miei amici più cari sono rimasti lì e io, persona molto solitaria, seppure solare e molto popolare, mi accorgo  di quanto fossero stranamente essenziali per me). In questo nuovo ateneo è tutto nuovo, tutto diverso, ma presto mi sono accorta di non trovarmi bene con le persone (troppo competitive, con pochissimi interessi, con gusti intellettuali diversissimi dai miei, lamentose, morbose), ho studiato sempre di meno per stanchezza mentale e per una paura di sostenere esami che non mi abbandona più dall'anno in cui ho dovuto superare lo scoglio di quel mio ultimo esame difficile. Per me adesso ogni esame è un incubo, e per questo scrivo qui. Ho sempre avuto molta ansia prima degli esami (orali, soprattutto), ho sempre pianto in camera, mi sono sempre sentita malissimo, un peso sopra al cuore, ai polmoni, pensieri negativi, apparentemente ingiustificabili, visto che la mia famiglia assolutamente non mi mette fretta e addirittura spesso mi consiglia di distrarmi, ma adesso è ancora peggio. Ho sempre sostenuto esami pensando di aver preso voti bassi e ritrovandomi molto spesso con 28, 27, 30. Sono molto indietro con gli esami, adesso che sono iscritta alla specialistica. Ho un blocco che mi spinge a rimandarli, mi ritrovo senza appunti, lezioni, ho paura di venire bocciata a qualsiasi esame perchè magari mi capita la domanda sull'argomento che non ho potuto approfondire. Per avvantaggiarmi un po', ho svolto un tirocinio che mi valesse come esami teorici, in un laboratorio. Sono stata addirittura assunta con un contratto per un breve periodo, per sostituire una dipendente, ero orgogliosa di me ma in quel periodo ovviamente la vita universitaria è stata nulla. A volte mi guardo intorno e vedo ragazzi che a 30 anni ancora non hanno la triennale e mi tiro un po' su, altre volte mi sento sormontata perchè i miei amici danno esami e io no e non vedo la fine. Non riesco a superare questo blocco, questo malessere, questa paura. Era un sogno per me diventare una biologa e pensavo che la specialistica fosse molto più facile, in effetti forse per il numero di esami lo è, ma la sto affrontando nella maniera peggiore. Non so perchè ho scritto qui e non è importante che io riceva una risposta, mi chiedo solo se ci sia un modo per studiare serenamente, per non disperare degli esiti cattivi, per non lasciarsi influenzare dai successi degli altri o se per caso io stia attraversando questo periodo perchè semplicemente non sono capitata nell'ambiente giusto, non ci capisco niente, non so come fare per tornare la ragazza di prima, che si svegliava alle 7 per studiare, che studiava tutto il giorno e non si distraeva così tanto. I problemi seri sono altri e lo so, ma nel mio piccolo quest'ansia mi distrugge e ormai sto perdendo la lucidità.
Ringrazio chiunque abbia letto. Un saluto.


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Attacchi di Panico: Attacchi di panico (164469 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (200 letture)
Le risposte dell'Esperto

Anonima, 21

Gentile dottore,
sono sempre stata ansiosa e da qualche anno soffro di attacchi di panico. Da quando a luglio ho ricevuto la bocciatura e l'"umiliazione" dell'insegnante ad un esame complesso, i miei attacchi di panico sono divenuti più intensi e si sono verificati soltanto al momento di svolgere un esame orale. Infatti, da quel momento non sono più riuscita a svolgere esami orali, nonostante lo studio. Come risolvere il problema?



( Leggi Tutto... | 3409 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona | Attacchi di Panico )

Sessualità: Amore/sessualità (164698)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (242 letture)
Le risposte dell'Esperto

Arianna, 19

Gentile dottore,
sono una ragazza di 19 anni e ho un "problema" con il mio attuale fidanzato. Stiamo insieme da ormai quasi un anno e lui ha 7 anni più di me. Il problema è che lui non vuole fare l'amore con me, dice che sono troppo piccola per certe cose e che perderei la mia purezza (sono ancora vergine). Addirittura i gesti d'affetto sono più unici che rari..ho provato a chiedergli come mai si comporta così e lui mi ha risposto che non è una cosa facile perchè sono piccola e bisogna andarci piano, non mi abbraccia nè bacia per "evitare di scombussolarmi gli ormoni". Ma facendo così mi fa sentire poco importante e non amata..non so come fare per fargli capire questa cosa, quando glielo spiego lui mi rassicura dicendo che mi vuole bene e che ci tiene a me, ma non me lo dimostra e anzi, si lamenta che non lo coccolo mai. Ma come posso fare se mi considera così? Non so bene se è opportuno chiedere la consulenza di uno psicologo, ma non so più che pesci prendere! Grazie per l'ascolto. Arianna



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Depressione: Lutto (156777)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (179 letture)
Le risposte dell'Esperto

Francesca, 21

Gentile dottoressa,
a gennaio, dopo tre anni di relazione, mi sono lasciata con il mio ex ragazzo e ho iniziato a frequentare una persona, il mio attuale ragazzo. 3 mesi dopo che ci siamo lasciati il mio ex ragazzo è mancato in seguito ad un incidente stradale in moto. Per me è stato un duro colpo che credevo di aver superato, soprattutto grazie al mio ragazzo e alle persone che mi sono state vicine. Solo che, a distanza di mesi, mi rendo conto che forse non sono stata veramente così in grado di superare il colpo, ma che al contrario mi sono chiusa in me stessa con il mio dolore. Mi sono accorta di essere completamente cambiata nei confronti delle persone e nel mio modo di affrontare la vita. Mi sento come se tutto ormai non avesse importanza e mi scivolasse addosso. Non ho più passione nelle cose che faccio, non ho più voglia di fare le cose che facevo prima. Non riesco più a confidarmi realmente con nessuno, perché mi rendo conto che con la gente indosso una maschera che mi fa dire: "Tranquilli, sto bene, è tutto passato", quando invece non è così. Il mio pensiero torna a quella notte e a lui 24 ore su 24 e quando sono sola piango,non riesco a darmi pace. E questo mi influenza anche nel mio rapporto poiché ho una continua paura di perdere anche lui, di dover vivere ogni attimo della nostra relazione come se fosse l'ultimo, di non poter perdere neanche un secondo perché potrebbe non esserci più. E questo è sbagliato perché, per prima cosa io non sono così e secondo non lascio a lui gli spazi necessari. Non ce la faccio più ad andare avanti così...voglio tornare a vivere come una ragazza di ventuno anni, semplice e spensierata che si gode i suoi giorni ricchi di nuove esperienze fatte per puro piacere e non per aver paura di non aver molto tempo per farle.
Grazie per questo sfogo.


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Problemi familiari: mio padre ( 163712 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (196 letture)
Le risposte dell'Esperto

Luca, 57

Gentile dottoressa,
sono oramai più di 10 anni da quando mio padre ha incominciato a dare segnali di anormalità sempre più forti. è diventato un caso sociale in quanto non si vuole iscrivere nella lista per i casi sociali(per riaevere una casa), accumula tonnellate di giornali, dice che è famoso, la Merkel è sua amica, in Tv parlano di lui, che è della Digos, che è della polizia segreta, che riceverà millioni di euro dalla provincia, che noi non sappiamo niente e che lui è normale. Ha centinaia di gatti e non fa entrare nessuno, nemmeno i Aiutatmi per favore
Luca



( Leggi Tutto... | 3825 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona | Problemi familiari )

Ansia: ansia, dap ( 164257 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (171 letture)
Le risposte dell'Esperto

Vittoria, 30

Gentile dottore,
premetto che soffro di crisi di panico dall'adolescenza. A partire dall'età di 24 anni e per un paio di anni a seguire ho consultato un medico psichiatra, il quale mi prescriveva Paroxetina e Xanax, dopo qualche tempo ho voluto però interrompere il trattamento perchè non sopportavo l'idea di dipendere dagli psicofarmaci e perchè la loro utilità era andata scemando nel tempo. Premetto anche che il suo parere rispetto al mio disturbo era la presenza di influenze familiari (educazione piuttosto autoritaria), lui ebbe in cura anche i miei genitori a causa di una depressione di mio padre.Le scrivo perchè sto attraversando adesso un periodo di profondissima crisi nella mia vita: in breve, mi sono ritrovata completamente sola poichè tutti i miei amici più cari sono emigrati per lavoro,e in generale la mia vita è come bloccata, non ho ancora terminato gli studi nonostante mi manchino appena due esami dalla fine del percorso universitario e i miei problemi di ansia mi impediscono di decidermi a trovare un impiego. Le cose più allarmanti che mi stanno succedendo però sono le seguenti: a causa del prolungato isolamento ho grosse difficoltà ad uscire con persone nuove, cosa di cui avrei allo stesso tempo estremo bisogno. Non riesco (ma sono problemi risalenti all'adolescenza anche questi, nonostante a volte scompaiano del tutto)a mangiare in pubblico e soprattutto a firmare alcunchè. In qualunque situazione in cui devo apporre una firma la mano mi trema in modo esagerato e non posso proseguire, devo rinunciare, inoltre generalmente la cosa è seguita da un attacco di panico. Sento che la mia vita è in una gabbia: prigioniera di questi problemi che mi impediscono di compiere tutte le attività che caratterizzano una vita normale. Ogni tanto, se sto particolarmente male, prendo qualche goccia di xanax, ma esclusivamente al bisogno.
Il problema è che sono ben consapevole del fatto che dovrei rivolgermi di presenza ad uno psicologo ed iniziare una terapia, ma non riesco a farlo. Questo sia perchè non posso permettermelo economicamente, e quindi dovrei per forza rivolgermi ad una asl, ma soprattutto perchè sono terrorizzata dall'idea stessa di rivolgermi ad uno specialista. Da qualche tempo ho paura dei medici in generale e così salto molte visite mediche e di controllo. Non so come superare il problema, mi piacerebbe sapere se esiste la possibilità di una terapia on line, a distanza, ma ne dubito e so già che comunque la disapproverebbe.Nel frattempo però non so proprio come andare avanti ogni giorno, e mi sento sempre più abbattuta e depressa dal fatto di non avere nemmeno una spalla su cui piangere. Posso evitare la terapia? Esiste la possibilità che riesca ad uscirne fuori da sola?
Spero vorrà darmi qualche imput, di questo La ringrazio in anticipo, ho davvero bisogno del Suo parere.



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Depressione: Depressione(55555)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (190 letture)
Le risposte dell'Esperto

Erika, 21

Gentile dottoressa,
cercherò di essere breve ho 21 anni e da quando ne avevo 15 sono cominciati dei problemi familiari pesanti in casa mia, io e mia madre siamo state buttare fuori di casa dai nostri parenti in seguito alla morte di mio nonno, che per me era un padre, e ad un periodo di insulti giornalieri e discussioni pesanti tanto che ho chiamato i carabinieri diverse volte. Dopo essercene andate io sono stata male, ho sofferto di una lieve depressione, la mattina appena sveglia vomitavo, mi capitava di passare 30 minuti o un ora a fissare qualcosa senza rendermi conto del tempo che passava. In questo periodo sono in attesa che mi chiamino per un intervento al seno per togliere un fibroadenoma ed analizzarlo perchè sono presenti delle microcalcificazioni, ho smesso da un mese la pillola e il ciclo mi è finito pochi giorni fa, sono molto nervosa, davvero molto irritabile, non ho voglia di stare in compagnia, passo moltissimo tempo al letto, davanti alla tv o al pc, sto allontanando il mio ragazzo ogni giorno di più, anche lui sta avendo comportamenti che non mi piacciono, ma non distinguo se sia io ad accentuare le cose o se sia davvero solo colpa sua. Quando diversi anni fa andai dalla psicologa mi disse che i problemi che stavo avendo erano dovuti al fatto che non avevo ancora affrontato le emozioni relative al periodo brutto della mia vita, ed effettivamente è così ma non so come fare, non trovo il coraggio di farlo da sola. Attualmente ho problemi alla tiroide, non riesco a prendere peso, peso 47 kg e sono leggermente sottopeso. Sono anemica dall'infanzia, ho un ernia alla schiena che mi provoca spesso dolore e soffro di bruxismo che oltre a consumarmi i denti mi sta provocando danni ai muscoli di bocca collo e spalle, inoltre ogni volta mi rilasso anche solo per un pisolino di 10 minuti, mi risveglio con dei forti dolori alla bocca alla testa e sotto agli occhi. Qualcuno può aiutarmi a capire cosa posso fare?



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Sessualità: Sessualità (164553)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (214 letture)
Le risposte dell'Esperto

Serena, 24

Gentile dottore,
innanzitutto grazie per il servizio che offrite! mi chiamo serena e ho 24 anni. Da sei anni ho una felice storia d'amore. Purtroppo non vivo bene la sessualità. Ho avuto rapporti solo con il mio attuale fidanzato, all'inizio credevo che la mancanza di esperienza ne fosse la causa , ma ormai sento che mi sto perdendo qualcosa . Tutti parlano di quanto sia bello magico e coinvolgente il sesso, ma per me non è cosi. Siamo davvero innamorati l'uno dell'altra e abbiamo una relazione basata sul dialogo, sul rispetto e sulle coccole. Circa due anni fa, durante una visita medica, ho scoperto di avere una contrattura perenne in corrispondenza del peritoneo. Questa mi provoca dolori durante la penetrazione togliendo gran parte del piacere. Inoltre durante il rapporto mi "distraggo" cioè mi vengono in mente tante cose e perdo la concentrazione. Dal momento che tendiamo a venire sempre insieme fin dai primi rapporti e al momento non desideriamo un figlio, non ho mai avuto un orgasmo durante il rapporto. Di carattere lui è molto dolce, ma nell'intimità ho timore della sua aggressività. Riesco a rilassarmi un Po di più solo se tutto va esattamente come io vorrei.. Ma sinceramente nella vita raramente va tutto come si vorrebbe ! Tra l'altro non reputo giusto impormi sempre: sarebbe bello se io potessi godere della sua spontaneità in modo semplice e naturale. Di carattere sono ansiosa e sin da piccola ho somatizzato gli stress in mal di testa o allergie alla pelle. Mi domando se anche la contrattura al peritoneo possa essere di origine psicosomatica, in realtà non ricordo un evento sessuale spiacevole o il momento in cui mi è venuta. Credo di averla sempre avuta. Ho una lubrificazione normale, ho orgasmi durante la masturbazione, e se è lui a toccarmi. Diciamo che "biologicamente" dovrebbe essere tutto a posto, ma l'orgasmo anche in questo caso è privo di coinvolgimento globale. Sinceramente credo sia un problema di come mi pongo nei confronti della sessualità e del mio partner.. Non so, sono forse le aspettative che ho sul fare l'amore troppo elevate? E per quella contrattura, può davvero essere di origine mentale? Se si, esiste una terapia? Credetemi, ho preso il coraggio a due mani per essere sincera con voi e descrivere la mia situazione, desidero davvero risolverla e godere dell'intimità. Purtroppo al momento non ho soldi per andare da uno psicologo. Spero che mi risponderete! Grazie ancora allo specialista che prenderà in esame la mia richiesta !




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Adolescenza: Confusione mentale, apatia e blocco emotivo (163889)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (263 letture)
Le risposte dell'Esperto

Sebastian, 19

Gentile dottoressa,
da circa 1 settimana sono andato incontro ad una spiacevole situazione mentale che mi svilisce e mi deprime molto.
Premetto che non sono mai stato un tipo chiacchierone, al quale piaceva parecchio l''essere soli (nelle giuste misure), ma d''altro canto ero molto emotivo e sensibile, croce e delizia per me, mootivo di vanto ma anche portatore di problemi.
Tutti mi consideravano una persona particolare, mai banale e piacevole con cui parlare, anche se a volte certi miei pensieri erano di difficile interpretazione ad alcuni dei miei interlocutori. Di questo me ne sono sempre vantato, mi faceva stare bene e mi sentivo importante ai miei occhi.
Da circa una settimana però tutto ciò è venuto a mancare, nel senso che, e non riesco davvero a spiegarmi come, d''improvviso è stato come se il mio cervello si fosse spento.
Un clic dietro il collo, e poi buio nella mia testa. Sono stato colto da un grave senso di apatia, le cose che faccio le faccio senza pensare, come fossi una specie di automa. Ma la cosa più grave è che non riesco più ad elaborare informazioni e concetti, e non riesco più ad avere opinioni su nulla. Le cose che adoravo svogere, ad un tratto han perso valore ai miei occhi, e se volessi riprenderle, non potrei, perché non riesco più nemmeno a concentrarmi a sufficienza. Le emozioni, che prima vivevo intensamente, non sembrano esserci più. Questa situazione mi ha stancato, so che c''è qualcisa che non va, ma è come se il mio cervello si rifiutasse. Non mi sento più me stesso, è come se mi fossi sdoppiato, mi sento un estraneo dentro me stesso. Non so veramente che pesci prendere.



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Ansia: Ansia (164146)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (182 letture)
Le risposte dell'Esperto

Pasquale, 41

Gentile dottoressa,
da qualche settimana ho stati d'ansia con palpitazioni ed insonnia dovuti soprattutto a stress. Da qualche mese sono stato costretto a lasciare il mio posto di lavoro causa mobbing e ambiente di lavoro ormai problematico. Adesso collaboro con una persona che stimo e l'ambiente di lavoro è molto bello. Purtroppo però abbiamo problemi economici e gli
stipendi arrivano a singhiozzo. Questo mi sta portando ad un fortissimo stress e a questi stati d'ansia. In passato, circa una 15a di anni fa, ho avuto gli stessi sintomi poi passati con psicoterapia. Anche se la mia compagna, i miei familiari mi sono molto vicini e cercano di tranquillizzarmi non riesco ad uscire da questa situazione. Sto cercando di usare prodotti naturali per alleviare un po' la tensione ma con pochi risultati purtroppo. Sono stato dal mio medico generico che mi ha prescritto qualche goccia di lexotan per alleviare il mio stato. Cosa posso fare? Grazie infinite



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