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EDITORIAL STAFF MEMBERS
Luigi Di Giuseppe
Coordinatore
Diana Baggieri
Lucia Banchelli
Laura Bongiorno
Lucia D. Bosa
Sabrina Costantini
Fabio Gherardelli
Massimo Giusti
Sara Minozzi
Sergio Puggelli
Giacomina Rienzo
Paola Taufer
Renato Vignati
Giovanna Voi


Sogni: Angelica, 23
Argomento: Le risposte dell'Esperto (1 lettura)
Le risposte dell'Esperto

Salve,
stanotte ho fatto un sogno che mi ha lasciata molto turbata, vorrei un aiuto per capire cosa sta succedendo alla mia psiche. Ho avuto una relazione di due anni con un uomo che aveva 10 anni in più che si è conclusa in malo modo circa un anno fa. E' stata la mia prima storia e quindi per me ha avuto grande importanza nonostante adesso stia felicemente con un’altra persona. Stanotte mi è capitato di sognare il mio ex, ero nella mia camera da letto e lui entrava dal mio balcone chiedendomi di ritornare insieme, io ero molto spaventata nel sogno sia da lui che dal fatto che qualcuno lo potesse trovare poiché ero cosciente di essere ufficialmente impegnata con un'altra persona che anche i miei familiari conoscevano. Ed ecco che mentre pensavo a questo è arrivata proprio mia madre, con cui cercavo di giustificarmi dicendogli che era entrato dalla finestra e che io stessa gli avevo detto di andar via. Appena sveglia mi sono sentita non impaurita ma qualcosa del genere. Non trovo senso logico in questo sogno, spero mi possiate aiutare.



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Ossessioni e Fobie: Chiara, 35
Argomento: Le risposte dell'Esperto (2 letture)
Le risposte dell'Esperto

Buonasera,
ho 35 anni, sono laureata in ingegneria (voto 106/110), ho un fidanzato da oltre 1 anno e convivo da circa 6/7 mesi anche se a mezzogiorno ho sempre pranzato a casa dei miei genitori. Da 5/6 anni lavoro in proprio (con partita IVA) e collaboro con alcuni studi di Ingegneria. Soffro di problemi di deglutizione da alcuni anni (per 3 anni ho assunto il Daparox che ho smesso ca. Un anno e mezzo fa in quanto il problema sembrava oramai superato). Purtroppo da 2/3 mesi questo problema si è ripresentato e negli ultimi giorni si è accentuato. Infatti solo pensare al cibo mi vengono attacchi di panico, ansia e stress. Anche solo avvicinare il cibo alla bocca. Senso di restringimento della gola, soffocamento e paura che il cibo vada per traverso e mi soffochi. Vado avanti solo con cibi liquidi e bevande sostitutive di pasti (tipo ensure). Mi alimento in una stanza a parte, da sola in quanto devo assolutamente concentrarmi sul cibo e sulla corretta deglutizione (anche se liquido). Sono diminuita di peso (ora peso 43 Kg. Con una altezza di m. 1,65). Non sono mai stata grassa, al massimo sono arrivata a pesare 48/49 Kg. Ora la mia ossessione è non potere mangiare. Mi vedo magra e vorrei mangiare di tutto ma non riesco. Dopo tante visite mediche mi è stato riferito che non ho nulla fisicamente e che non sono anoressica. Però io mi vedo magra eccessivamente e ho paura di non farcela. Attualmente sono in mano ad una brava psicologa però ad oggi nessun risultato. Potreste consigliarmi? Secondo voi il mio caso è da sottoporre ad un Neurologo oppure ad uno Psichiatra?
Vi ringrazio ed attendo con trepidazione una vostra risposta.
Chiara



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Per saperne di più: Nicola, 39
Argomento: Le risposte dell'Esperto (15 letture)
Le risposte dell'Esperto

Buonasera,
fifa coins for sale cheapest fifa coins fifa 15 coins ps3 vorrei esporre il mio caso. Sono un avvocato di 38 anni, cresciuto in un ambiente famigliare normale, genitori protettivi, ma mai oppressivi od invadenti. Ho una relazione sentimentale stabile e non sono soffro di disturbi mentali o fisici.
Sono una persona equilibrata e sensibile. Ho una buona autostima e una vita serena e felice.
Tuttavia, ho un problema: io non sono per nulla coraggioso, al punto che quando una persona qualunque (a prescindere dal ruolo che riveste) alza la voce con me, io mi intimidisco, mi spavento e mi chiudo in un imbarazzante silenzio. Non riesco a reagire perché ho paura (di essere aggredito fisicamente, di essere ferito nell'onore, di essere offeso ecc...)
Allo stesso modo, non riesco a fronteggiare fisicamente gli altri, avendo paura di essere più debole e di subire lesioni.
La cosa che mi provoca ancor più rabbia è il constatare che la maggior parte delle persone riesce a "fronteggiare" il proprio interlocutore, alzando la voce, rispondendo con toni altrettanto netti, facendosi rispettare. Io, invece, non ci riesco e provo un vero e proprio timore.
Da cosa dipende tutto ciò? Questa situazione mi provoca un immenso disagio.
Grazie in anticipo per la cordiale risposta



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Crescita personale: Marina, 30
Argomento: Le risposte dell'Esperto (11 letture)
Le risposte dell'Esperto

Buongiorno a tutti.
Dopo un pensa e ripensa ho deciso di scrivere a voi per cercare di capire se ciò che sto attraversando è normale o è sintomo di una mia immaturità o di un mio carattere debole che forse sarebbe il caso di correggere. Ho 30 anni e un anno e mezzo fa ho dovuto lasciare la mia terra per trasferirmi in una città del Nord.
Dico che ho dovuto perché in primo luogo ho seguito il mio fidanzato che ha trovato un ottimo lavoro in questa città, ma anche per una mia realizzazione professionale, dato che al Sud sarebbe stato impossibile trovare un'occupazione per dare giustizia alle due lauree che ho conseguito. Così ho lasciato famiglia, affetti, la mia vita in generale, per venire a vivere in una città che mi piace moltissimo e in cui mi trovo benissimo.
Peccato, però, che da qualche mese a questa parte non sono più convinta che la mia sia la scelta giusta. Cioè, razionalmente so che forse è questa l'unica strada da seguire (a meno che non decida di andare all'estero), ma sento un peso nel petto, un'ansia continua che davvero mi fa stare malissimo.
Tutti i miei familiari sono giù in Sicilia e io sono sradicata in questa terra che non mi appartiene, lontana dalla quotidianità che anche io dovrei vivere con loro, impossibilitata a condividere anche solo pochi momenti della mia vita. Non so spiegare se il mio è un senso di gelosia o esclusione...mi sento davvero sola e abbandonata da tutti. In tutto ciò non ho ancora trovato un lavoro, quindi la frustrazione e il senso di fallimento aumentano.
Sto sempre a casa (anche se cerco di occupare il mio tempo in qualche modo tra palestra e attività che mi piacciono) e mi sembra di vivere una vita che non è la mia, da nessun punto di vista. L'unico punto fermo è il mio fidanzato con cui formerò presto una famiglia. Tutti mi dicono che col matrimonio e i figli l'attenzione si sposterà sulla famiglia che vado a creare, ma sarà vero?
O questa rischia di diventare una fuga dal mio reale senso di disagio? Come posso riuscire a vivere serenamente la mia vita con tutte queste cose che mi mancano?
E come superare l'ansia, la frustrazione, il senso di inutilità?
Vi ringrazio in anticipo per lo sfogo, purtroppo capisco benissimo che non posso sempre tormentare il mio fidanzato con questi discorsi, altrimenti rischio davvero di creare dei problemi con lui (dato che comunque questo per noi è un percorso comune che dovremmo vivere con entusiasmo).
 Spero di ricevere presto un aiuto. Grazie

 



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Problemi familiari: Adele, 50
Argomento: Le risposte dell'Esperto (11 letture)
Le risposte dell'Esperto

È complicato riassumere in poche righe le difficoltà di una famiglia sgangherata...dove ogni componente tenta di dare la colpa agli altri per le cose che non funzionano. E tutti si atteggiano a vittime...probabilmente ognuno di noi ha una grande responsabilità nelle varie situazioni. Siamo tre sorelle, tutte sulla cinquantina...e poi c'è mamma. Il babbo è morto da qualche anno...la situazione economica fuori controllo. Mamma ha una pensione modesta che gestisco io ormai da 9 anni. Una sorella è disoccupata. Il nucleo è composto da mamma e le mie due sorelle. Hanno le mani bucate, debiti e caratteri assurdi che impedisce una pacifica convivenza. E poi ci sono io, ho la mia vita, autonoma e indipendente, in un certo senso ho fatto tanta strada per non assumere gli stessi atteggiamenti negativi e mi sono costruita faticosamente un angolo in cui non fare entrare nessuno a rovinare la mia serenità. Quello che capisco è che non posso fidarmi di quello che dicono perché se le ascolto individualmente, hanno ragione tutte e quante, mentre se le raduno per cercare di discutere pacificamente...apriti cielo, sembra che l'unica regola che esista sia quella di chi grida più forte ha ragione. Il mio ruolo è sempre stato fare la mediatrice, stemperare le tensioni, fare il giullare per tentare di portare un sorriso nel dramma. Poi c'è mia figlia che si rifiuta di andarle a trovare e non so darle torto. A volte mi guarda e mi dice: Mamma, ma ancora perdi tempo con loro??? Non è facile abbandonarle ma riconosco che se vado avanti così, mi trascineranno nella loro spirale perversa. So che non vi sto dando elementi per capire ma...non so a chi rivolgermi...giudice di pace, assistente sociale...ho timore di peggiorare la situazione intervenendo in questo senso...cordiali saluti



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Ansia: Ansia, panico
Argomento: Le risposte dell'Esperto (32 letture)
Le risposte dell'Esperto

Buonasera
il consulto riguarda mia figlia, 21 anni. é sempre stata una brillante studentessa dalle elementari al liceo, poi all' università le cose sono cambiate: ha scelto una facoltà difficile, ha avuto difficoltà nel superare gli esami, è rimasta indietro, nella sessione stiva non è riuscita a dare nemmeno un esame.Nonostante i nostri consigli, ha voluto continuare con questa facoltà anche se si sente l'ultima del suo corso, come dice lei. E' carina, ma non cura il suo aspetto fisico; a quanto ne so , non ha mai avuto un ragazzo. Ha un rapporto conflittuale con me, mentre adora suo padre. Per la prima volta, nel corso di una vacanza negli Stati Uniti in un parco divertimenti,ha avuto quello che è stato definito , a posteriori, un attacco di panico:si sentiva svenire, non respirava bene, tremava, era pallida e sudava freddo. è stata portata al pronto soccorso, ma dalle analisi non è risultato niente se non pressione bassa e agitazione. é stata quindi rimandata a casa ma durante la notte si è sentita male di nuovo: si sentiva un nodo alla gola,, respirava male,non riusciva a dormire ed era molto agitata. l'abbiamo riportata al pronto soccorso, le hanno fatto una TAC, ma non hanno trovato niente, quindi l'hanno rimandata con la prescrizione di un antibiotico. nei giorni successivi ha alternato momenti in cui stava un pò meglio ( al massimo mezza giornata)ma poi si sentiva ancora male anche se non in modo eclatante come il primo giorno, e si sentiva debole.Ora siamo tornati da alcuni giorni ma la situazione non è cambiata. una sera siamo stati al pronto soccorso ( ha voluto andarci lei che non si fida della sanità americana)e le hanno fatto una diagnosi di ansia, consigliando un tranquillante, al bisogno. Vorrei portarla da uno psicologo ma non sono ancora riuscta a convincerla inoltre so che sono terapie con risultati a lunga scadenza ed io non ce la faccio a vederla così.Lei si ostina a pensare di avere qualcosa a livello fisico anche perchè, dice , ha avuto situazioni stressanti e non le è mai successo niente mentre quella sera era un pò stanca ma niente di più. Io non so cosa pensara: l'unico sintomo che ricordo è una tossetta secca,el lei avava detto che sentiva u del catarro alla gola. Adeso non riesce a stare bene neanche ungiorno intero. vorrei un suo parere. Grazie.



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Per saperne di più: Problemi di salute
Argomento: Le risposte dell'Esperto (22 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gentili Signori,

Nell’ultimo anno ho avuto problemi di salute piuttosto seri, ho subito un'operazione per l'asportazione di un tumore maligno al femore e dopo 20 giorni dall'intervento il femore ha subito una frattura scomposta patologica, causata probabilmente da un errore di valutazione nel primo intervento. Quindi sono stata ricoverata in ospedale e ho subito un secondo intervento, nel quale mi è stato sistemato l'osso e inserita una placca piuttosto grande e 10 viti. Fortunatamente non dovrò fare terapie per il tumore, però in questo periodo mi sento molto giù e piango spesso. Il recupero della funzionalità della gamba purtroppo è lento e non so nemmeno se recupererò al 100%. Sto facendo fisioterapia, ma dall'inizio del ciclo ho perso altri gradi di flessione del ginocchio. Ho ripreso il lavoro, ma mi stanco facilmente, devo camminare ancora con una stampella e lavorando a Venezia devo farmi accompagnare con la carrozzina. E' tutto difficile, non ho lavorato per molti mesi e questo ha inciso molto sulla mia precaria situazione economica. Ho diritto a dei rimborsi, ma tardano ad arrivare. Per fortuna, dopo anni di precariato, ho finalmente firmato un contratto a tempo indeterminato, quindi sto stringendo i denti per non perderlo. Non guido da 5 mesi e ho perso la mia autonomia. Nonostante tutto, devo dire che riesco ad essere abbastanza forte, più di quello che mi sarei aspettata. Al momento sto perdendo anche molti capelli, a causa probabilmente dello stress e del fatto che ho perso sangue e ho subito due trasfusioni; i valori non sono ancora rientrati nella norma. Dovrò fare controlli per i prossimi 5 anni, ma sono pronta. E' solo che ho sbalzi di umore, mi sento giù a volte e piango quando mi sento stanca e in difficoltà e quando mi sembra di non fare nessun progresso. So che ho bisogno di parlarne con qualcuno, ma al momento non posso permettermi di pagare la psicoterapia.
Spero di poter contare sul Vostro supporto.
Grazie in anticipo, un caro saluto. Barbara



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Problemi familiari: Problemi familiari (163145)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (39 letture)
Le risposte dell'Esperto

Claudia, 19

Salve,
LA mia famiglia non è molto unita. Mio padre ha tradito mia madre, e adesso, anche a distanza di due anni, loro continuano a litigare sempre e mia madre ogni volta tira fuori questa storia. Avevano già chiarito tutto, ma lei trova sempre l'occasione per parlarne. I loro litigi mi hanno causato tantissimi problemi, anche perchè la mia famiglia era sempre stata unita. Io sono diventata obesa, ho passato un periodo di clausura, ovvero non uscivo più di casa, stavo tutto il giorno sul divano. Pur avendo risolto alcuni di questi disagi, altri rimangono presenti come la sfiducia totale verso me stessa, non riesco a relazionarmi con la gente e ho sempre paura di morire o che qualcuno a me caro perda la vita, non riesco a cercare un lavoro perchè ho paura di essere rifiutata e quindi di fallire. I loro problemi sono diventati i miei. Il mio problema è che ho tantissimo bisogno di allontanarmi da loro,gente egoista, ma non riesco. Non voglio ritrovarmi a 30 anni ancora a casa a gestire le crisi isteriche di mia madre.

Cosa devo fare?? potrò mai trovare la forza per andarmene? riuscirò a non sentirmi in colpa ogni giorno della mia vita?

Grazie in anticipo,

Claudia



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Dipendenze e Abusi: Gioco d'azzardo patologico
Argomento: Le risposte dell'Esperto (32 letture)
Le risposte dell'Esperto

Beatrice, 23

Salve a tutti. Ho 23 anni e un grave problema economico lavorativo e ormai di alto stress mentale. Lavoro in una tabaccheria da semplice dipendente. Negli ultimi mesi dopo tre giorni la mia paga di mille e più euro la spendo tutta al gioco del 10 e lotto e gratta e vinci. La mia vita e rovinata... Non ho i soldi per le bollette, per la vita sociale e per mangiare, continuo ad andare in prestito di soldi e non riesco più a riprendermi... Nonostante tutto in qualche modo li faccio saltar fuori a lavoro... Contribuendo così al mal funzionamento Dell azienda. 
Sono in panico, sono allo stremo e non ho più ina lira... Ovviamente nessuno sa di questa situazione, tantomeno il mio compagno, che se lo scoprisse mi caccerebbe da casa... Sono disperata... Spero in un vostro aiuto... Grazie in anticipo...



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Ostilità Figlio-Madre
Argomento: Le risposte dell'Esperto (37 letture)
Le risposte dell'Esperto

Salve,
Mi presento, sono un uomo di quasi quarant’anni, sono diplomato, non sono sposato, sono poco socievole, vivo "ahimè" ancora con i miei genitori e non ho buone competenze relazionali e affettive. Attualmente non lavoro da lungo tempo, sia per motivi della crisi congiunturale economica e sia perchè non mi sento + all'altezza. Nel mio periodo lavorativo ho cambiato diversi aziende, alcune per motivi di crisi aziendale e altre, penso, per motivi relazionali, pur essendo un stacanovista del lavoro. Vi scrivo perchè, da tempo, mi chiedo le motivazioni, le cause, le dinamiche per le quali ho un cattivo rapporto con mia madre e come poterle migliorare. Mia madre è una persona (che io ricordo, sin da piccoli) che facilmente cade sull'orlo dell'esaurimento nervoso. E' una donna "dittatoriale" (ora adulto posso contrastala), da carattere forte, voce gridante, invasiva, scarsa empatia, da modi bruschi, poco tatto e forma. I sui punti di vista sono quasi assoluti, da toni irascibile e quando uno cerca di confrontarsi o appuntare il suo punto di vista il discorso subito finisce e con frasi irritate del tipo: "va bene, va bene basta":" e che fa'" facendoti sentire svalutato, non compreso e che lei ha ragione. Ance i sui comportamenti (nulla di disonorevole o immorale) non li condivido e volte mi rendono rabbioso. Capita che quando lei mi da una carezza in segno di affetto non sento quel calore affettivo, che a volte ha + valore di mille parole. Io sono il secondo dei figlie mia madre ha sempre coccolato, ammirato, e portato in palmo di mano mio fratello maggiore, il quale andava bene a scuola, università ecc. Molto ha compensato mio padre, pur essendo assente per motivi lavorativi. Infatti lui ha molto + empatia di mia madre e quando ti abbraccia o ti fa una carezza ti trasmette calore, sentimenti di gioia, sostegno o comprensione. La cosa brutta che per la maggiore delle volte nei confronti di mia madre non sento sentimenti affettivi ma di ostilità e forse rabbia. DEVO DI RE ANCHE UNA COSA MOLTO IMPORTANTE, CHE MIA MADRE SUPPUR POCO EMPATICA, FORSE ANCHE FREDDA SI PRODIGA PER LA CURA MIA E DI MIO FRATELLO(SPOSATO) E CERCA DI FARE TUTTO QUELLO CHE E' POSSIBILE PER NOI.



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