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EDITORIAL STAFF MEMBERS
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Diana Baggieri
Lucia Banchelli
Laura Bongiorno
Lucia D. Bosa
Sabrina Costantini
Fabio Gherardelli
Massimo Giusti
Sara Minozzi
Sergio Puggelli
Giacomina Rienzo
Paola Taufer
Renato Vignati
Giovanna Voi


Problemi di coppia: Relazione extraconiugale
Argomento: Le risposte dell'Esperto (22 letture)
Le risposte dell'Esperto Giuseppe, 45(165431)


La mia Storia: Buongiorno, sono a esporre il mio problema.Ho una relazione sentimentale da circa 6 mesi con una donna sposata.
Inizialmente doveva essere una evasione, una storiella di poco conto ma poi si è rivelata molto intensa e importante.
Lei era in crisi con il marito, un matrimonio fatto più x interesse che altro, lui benestante, una bambina voluta più da lei che da lui che ora ha 9 anni.
Ci siamo conosciuti grazie ad amici in comune e è riuscita ad avere il mio numero di telefono dal quale sono iniziati messaggi di saluti e piccole confidenze e sfoghi.
Poi a inizio estate c'è stato un invito da parte sua a prenderci un caffè e da li ho capito che non era un semplice caffè ma un interesse più profondo verso di me.
Dopo 15 gg ne è seguito un altro di caffè, siamo stati un po' di tempo insieme e ci siamo salutati come 2 persone che hanno capito di non essere indifferenti, ma non ho avuto il coraggio di baciarla sapendo la sua situazione anche se i suoi occhi me lo chiedevano. Al terzo invito questa volta da parte mia lei mi ha voluto incontrare a casa mia e li abbiamo iniziato a fare sul serio, baci abbracci e c'è stato anche un approccio sessuale ma non un rapporto completo, probabilmente lei non si sentiva pronta e neanche io quindi di comune accordo ci siamo fermati ai preliminari.

La storia prosegue e continuiamo a vederci clandestinamente la 4 volta e facciamo l'amore.
Lei scopre in me dolcezze negate dal marito, un sesso non fatto di egoismo e insoddisfazione ma da subito l'ho fatta sentire al primo posto,interessante e a suo agio, cosa che non sentiva oramai da tanti, troppi anni.
Mi confidò che con il marito faceva sesso oramai da anni e non amore, che lui pretendeva anche giochini per il proprio eccitamento, e lei che fingeva orgasmi e non vedeva l'ora che lui arrivasse al dunque x scrollarselo di dosso.Con me è diverso, lei rimane con me dentro anche dopo l'orgasmo, ne seguono altri e si rilassa abbracciata a me sentendosi a suo completo agio.
Continuiamo a vederci e avendo amici in comune usciamo tutti insieme marito compreso.
Ci massaggiamo di nascosto con il cellulare ma lui ci scopre e fa una scenata portandola via e sequestrandole il telefono.Parlano tutta la notte, la bimba piange perché ha assistito alla sua scenata e decidono di andare avanti per la bambina, lei gli tiene nascosto di noi 2 dicendogli che eravamo solo confidenti.

Il giorno dopo mi chiama e mi dice che ha sbagliato, non vuole lui ma vuole me e non vuole quella vita di rinunce e accomodamenti alla quale è destinata, io le chiedo se è sicura e decidiamo di andare avanti clandestinamente. Dopo qualche giorno ci incontriamo ad una uscita con gli amici e lui mi affronta davanti ad uno di questi insultandomi e chiedendomi di stare alla larga dalla sua famiglia. Io ho deciso di non litigare, ma gli do del vigliacco perché mi affronta in pubblico e non privatamente.
Oltretutto aveva promesso alla moglie di non fare scenate ma non ha resistito.
Ha la mania del plateale, tutti devono vedere e sapere quello che fa......parla ad alta voce, gli piace essere notato e al centro dell'attenzione, lui è perfetto, gli altri no.

Andiamo avanti vedendoci con molta attenzione e a fine estate lei prende la situazione in mano, decide di lasciarlo definitivamente e fissa una data, il compleanno della figlia per non farle mancare questa gioia o farle pesare il fatto della loro separazione.

Purtroppo litigano il giorno prima del compleanno e lei non riesce a trattenere che non lo ama più che tutto è finito.

Lui di pronta risposta dice che la sua vita non ha senso e parla di suicidio, vuole annullare il compleanno (invitati, rinfresco, musica e tutto) e mette davanti alla madre la bambina chiedendo alla mamma di dirgli che la festa non si faceva più.

Ovviamente la bimba scoppia in un lago di lacrime e singhiozzante cercano di consolarla ma la ferita è fatta. Lui chiede scusa alla moglie per il suo gesto di isterismo incosciente e la festa viene fatta ugualmente. L'indomani della festa continuano i chiarimenti e lei sottolinea più volte che non lo ama più e la sua intenzione di lasciarlo.
La notte stessa lui non va a dormire, lei si alza e lo trova sul tavolo a scrivere qualcosa che copre per non farglielo vedere.
Il pomeriggio seguente lei vuole incontrarmi per aggiornarmi sugli sviluppi e mi mostra il foglio che il marito stava scrivendo la notte che all'ora di pranzo le ha consegnato.

Nel foglio era scritto di pugno: Io sottoscritto xx nel pieno delle mie facoltà lascio tutti i miei beni a mia figlia xx che ne diventa proprietaria a tutti gli effetti. PS: Intendo che tutti sappiano che è responsabile mia moglie xx per il gesto che andrò a compiere per la cattiveria e indifferenza che ha avuto nei miei confronti.

In poche parole il marito minaccia di suicidarsi, lo aveva già annunciato durante i loro chiarimenti ma questa volta sembra veramente intenzionato.

La moglie a questo punto fa un passo indietro, e impaurita dal gesto che vuole fare e non meritevole di una responsabilità che non le appartiene gli promette di provare ad andare avanti ma alle sue condizioni.

Stanno insieme, stesso tetto ma non si può aspettare grandi cose da lei, e tantomeno un rapporto sessuale che lui chiede prontamente ma che lei sente di non dargli.
Lei stanca alla sera e lui "Facciamo qualcosa?" indicando il letto......oppure "posso darti fastidio?" e lei risponde pikke alle sue provocazioni.
Lui non accetta le rinunce e una domenica parte di casa dicendo di andare alla messa ma dopo 2 ore non rientra Lei preoccupata lo va a cercare e lo trova che sta rientrando.
Gli dice che era andato a farla finita ma poi ha avuto una luce e ci ha ripensato.

Seguono altri episodi del genere e ovviamente aumenta la preoccupazione di lei che non si sente di prendere in pugno la situazione ma lei continua a starci insieme senza provare null'altro che un po' di affetto avendoci ovviamente passato 20 anni insieme.

Io la amo e sto aspettando che si decida ad affrontarlo ma cosa che non potrà mai succedere per i motivi suddetti.

La mia pazienza cede ogni giorno, poi ci incontriamo e consolidiamo quanto ci amiamo e ci desideriamo.

Le consiglio di parlare con qualcuno ma non si da fare, lui è malato e furbo, le sue crisi isteriche fanno sì che lei sia legata al guinzaglio per paura di ripercussioni o gesti impropri.
Gli amici vedono un po' di nervoso fra loro ma lui vuole salvare le apparenze, la prende per mano, la abbraccia perché' sa che lei non farebbe scenate in pubblico….come dicevo per lui è molto importante quello che pensa la gente, non accetterebbe il ruolo del separato e tantomeno del tradito e per questo parla di suicidio.

Lei gli ha anche consigliato di farsi curare e parlare con qualcuno ma lui è andato su tutte le furie perché' non si ritiene malato......lui parla della storia con amici simili a lui quindi lo appoggiano e si sente nella ragione.

Mi rivolgo a voi affinché' si possa trovare una soluzione a tutto questo, affinché' lui possa capire che se la figlia vede i genitori non si amano la vita non finisce ma va avanti,e che non può tenere la moglie al guinzaglio sotto minaccia del suicidio, cosa che secondo me non farà mai ma chi lo può dire? lui ha capito che lei ha paura perciò furbamente lo usa come strumento.

Anche io sono separato ma senza figli da tanti anni e ho sopravvissuto a umiliazioni e rinunce ma non per questo voglio farla finita......




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Problemi di coppia: Sesso e amore
Argomento: Le risposte dell'Esperto (35 letture)
Le risposte dell'Esperto Anna, 28 (165428)


La mia Storia: sono fidanzata da otto anni (lui vorrebbe dei figli e sposarsi al più presto) ma facciamo pochissimo l'amore. Passano anche tre mesi tra un rapporto e l'altro.
All'inizio prendevo io l'iniziativa, oggi non mi va più, perché tanto so che è lui a decidere quando avere il rapporto.
I primi anni si faceva l'amore anche due volte a settimana, col tempo è andato sempre peggio.
Non è stato mai un grande passionale, io invece credo di esserlo e l'idea che per lui sia una cosa secondaria non riesco proprio a capirla.
Non abbiamo mai fatto l'amore in macchina, non li è mai scattata la scintilla in un momento inopportuno, sempre molto controllato.
All'inizio lo provocavo, ora ho perso le speranze.
Mi ha spenta e sono invidiosa quando percepisco la passione nelle altre coppie.
Ci ho parlato di questo, lui resta in silenzio e mi ascolta, senza rispondermi o dicendomi che mi sto sbagliando, che non è come penso io.
Questo peggioramento può dipendere dal fatto che gioca spesso alle scommesse sportive?
C'è qualcosa in lui che non va? È un rapporto che può durare? Io credo di amarlo e so che è la persona con cui voglio stare tutta la vita, ma il fatto di non sentirmi desiderata mi fa pensare e mi fa mettere tutto in discussione



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Anoressia e Bulimia: Anoressia e Bulimia
Argomento: Le risposte dell'Esperto (51 letture)
Le risposte dell'Esperto

Anna, 50 (165320 )

La mia Storia: Buongiorno, sono la mamma di una ragazza di 22 anni che soffre di anoressia/bulimia da circa due anni. E' già stata ricoverata più volte ma ancora la sua ossessione rispetto al cibo è forte.
Oggi, per la prima volta mi dice che a volte ruba biscotti nei supermercati. Sono rimasta meravigliata, non pensavo che questa malattia "bastarda" la portasse a tanto. La domanda che le vorrei fare è la seguente: mia figlia dice che rispetto alla malattia, il fatto di rubare non è niente e mio marito è della stessa idea: "per un pacchetto di biscotti" dicono.
Per me rubare è sempre rubare anche se si tratta di pochi euro. Ovviamente ho discusso con mio marito. Io mi chiedo e le vorrei chiedere: se questa malattia rende schiava mia figlia non trovo giusto che "schiavizzi" anche noi. Io non voglio colpevolizzare mia figlia, ma metterla di fronte alle sue responsabilità e soprattutto, se la malattia possiede lei, non possiede me è allora le posso tranquillamente dire che: non si ruba e se la voglia di biscotti è
incontrollabile allora i biscotti si pagano come è giusto che sia.
La ringrazio se vorrà scrivermi due righe in proposito. Anna



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Psicoterapie: Dubbi
Argomento: Le risposte dell'Esperto (62 letture)
Le risposte dell'Esperto

Giulia, 30 (165311 )

La mia Storia: Buongiorno sono una ragazza di 25 anni con parecchi problemucci legati all'ansia e lo stress, il problema per il quale mi rivolgo a lei è abbastanza grave, dato che conoscendo sempre più il mio psicologo già precedentemente che lo diventasse, mi innamoro sempre piu di lui e a lui non penso di essere indifferente è una cara persona sempre gentile e disponibile per aiutarmi, è fidanzato, ha 12 anni più di me, ho cercato di dirglielo, ma non riesco gli voglio troppo bene e ho paura di rovinare tutto tra noi.
Come posso fare a capire cosa prova lui per me?
Come la potrebbe pensare?
Io ho paura di un suo allontanamento da me.



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Problemi di coppia: Gelosia,invidia retroattive e inadeguatezza
Argomento: Le risposte dell'Esperto (111 letture)
Le risposte dell'Esperto

Rose, 27 (165348)

La mia Storia: sono una quasi trentenne disperata e ho bisogno di un consiglio per uscire da questo baratro di invidia, gelosia e inadeguatezza.
Vengo al dunque: attendo con ansia che il mio attuale compagno (33 anni) ottenga il divorzio dopo un matrimonio civile contratto sei anni fa e durato giusto il tempo che lei conoscesse un altro (la loro relazione è durata in tutto circa 7 anni, strascichi compresi).
Nel frattempo mi imbatto in grotteschi ritrovamenti (per vari motivi, primariamente economici viviamo nella casa dove conviveva con la ex): giarrettiera e confetti, foto, bigliettini romantici, partecipazioni al matrimonio...il diretto interessato, che affermava di aver distrutto il comune nido d'amore dopo la confessione del tradimento, dice che non si ricordava di averli e in più di un'occasione attribuisce alla ex consorte la scelta del grande passo (poi ritratta...in fondo in fondo un pochino c'aveva sperato!).

Il fatto che sia stata lei a lasciarlo e che lui non abbia avuto voce in capitolo mi fa sentire una scelta di comodo. Lui sembra molto innamorato, ma è pur vero che al nostro primo incontro
(1 anno e mezzo fa) ha detto che sarei "uguale alla sua ex moglie". boh.

Lui dichiara di amarmi incondizionatamente e che per la prima volta nella sua vita desidererebbe avere un figlio e io sarei la persona giusta...peccato che io abbia trovato la busta di un regalo destinato a lui, da parte di sua sorella e della ex moglie, in cui c'era scritto "sarai un babbo meraviglioso!
"...anche qui, lui dice di non ricordare e io mi faccio venire mille dubbi, anche alla luce del fatto che a quanto pare la prima cosa che lei ha fatto col nuovo compagno sia stata dare alla luce un bimbo e purtroppo sono addirittura arrivata a pensare che lui voglia in qualche modo "ripagarla" con la stessa moneta, che forse sarebbe l'averle negato un figlio e poi farlo dopo poco tempo con me che sarei la misera sostituta del suo sogno d'amore infranto...

Del suo matrimonio parlava in termini di sobrietà e leggerezza e invece vengo a scoprire che la sua famiglia ha investito molti soldi e organizzato il ricevimento in una villa prestigiosa, con tutti i crismi del caso.

Insomma, a che gioco sta giocando? Sto sbagliando a porre a lui e a me stessa così tante domande? Sono forse premature queste mie preoccupazioni sul futuro?
Mi sento molto insicura, brutta, inadeguata e ho paura di non avere ho alcuna speranza di conquistare davvero il suo amore.
Sono forse destinata ad essere perpetuamente considerata la ruota di scorta? La compagna di serie B a cui verosimilmente, visti i deludenti precedenti, non verranno mai concesse la fiducia e la possibilità di fregiarsi dell'ambito titolo?
Avevo messo in conto di poter incontrare un uomo che non volesse sposarsi, ma la questione è diversa: perché con lei sì e con me no?

Sento che forse riuscirò a sentirmi bene solo quando affronterà questo passo anche con me e riusciremo a cancellare tutto, o perlomeno a parlarne serenamente senza omissioni e rancori.

Mi sento davvero distrutta.

 


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Sessualità: Piacere
Argomento: Le risposte dell'Esperto (97 letture)
Le risposte dell'Esperto

Federica, 19 (165376)

La mia Storia: Non riesco a provare più piacere sessuale. Ho avuto parecchie delusioni, non di tipo amoroso ma più relazionale (sono state relazioni davvero brevi limitate a qualche appuntamento). L'unico ragazzo che mi interessava/interessa davvero non mi calcola e l'altra sera l'ho incontrato (solitamente ci salutiamo, ma sta volta non è successo...) e l'unico ragazzo che sembra sia interessato a me si trova dall'altra parte dell'Italia per motivi lavorativi, ma non so se mi piace perché mi piace o solo perché so di piacergli... Come faccio a sbloccarmi? So solo che la mia è paura di rimanere sola e di non essere vista bene dai ragazzi. Ho anche problemi con il mio corpo e so di conseguenza che mi piace quando interesso a qualcuno e questo mi ha anche portato a situazioni spiacevoli. Ma sono davvero preoccupata per la mancanza di piacere sessuale. E' un blocco "mentale"?

 
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Problemi di coppia: Fiducia e tradimenti
Argomento: Le risposte dell'Esperto (59 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gioacchino, 31

Cheap sunglasses Earrings fifa coins Necklaces Chiffon Dresses La mia Storia: Mia moglie ha incontrato per caso un suo ex e ci ha parlato con molta serenità. Me l'ha raccontato e ho manifestato il mio disappunto. In quell'occasione lei mi ha risposto che essendo stata una storia da adolescenti, ormai che siamo grandi e abbiamo pure 2 figli non ha senso innervosirsi. Io non ho contro ribattuto. L'indomani questo pensiero mi si ripeteva in testa all'ossessione, mi sembrava assurdo che potesse incontrare un ex senza avere alcuna reazione. Ho provato a fare al contrario e ho cercato su facebook una mia ex, giusto per curiosità, ma ancora di più per capire se è normale non dire che si tratta ormai solo di passato. Trovandola e rivedendola a me ha dato fastidio l'idea e infatti dopo ho chiuso il profilo, chiaramente senza contattarla ne niente. Dopo una 10ina di giorni mia moglie, guardando per caso nella cronologia ricerche facebook del mio cellulare ha visto che io avevo cercato la mia ex e si è molto adirata, anche perché non glielo avevo raccontato. Io onestamente me lo ero scordato a dirglielo. Ora mi dice che non si fida di me, addirittura per lei è un tradimento. Io ci tengo troppo a lei e alla mia famiglia e non voglio che si distrugga tutto. Cosa mi consigliate di fare per farla rasserenare.

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Problemi di coppia: Relazione extraconiugale
Argomento: Le risposte dell'Esperto (77 letture)
Le risposte dell'Esperto

Ettore, 43 (165350)

Relazione extraconiugale. Entrambi 43enni, io libero e attualmente disoccupato, lei sposata, lavoratrice, con un figlio piccolo e orfana di padre.
Conosciuti in rete nel 2012 ed abitanti in regioni diverse, all'inizio l'avvisai che non sarebbe stato facile portare avanti Cheap sunglasses Earrings fifa coins Necklaces Chiffon Dresses una relazione a simile distanza ma lei manifestò l'intenzione di proseguire.
I primi 8/12 mesi furono discreti. Ci riuscivamo a vedere e, lei, addirittura aveva fatto domanda di trasferimento nella mia regione. A dicembre 2013, il marito ha dei sospetti.
Lei fa di tutto per rassicurarlo e ci riesce. Fa una nuova domanda di trasferimento per la regione dove risiede la madre Anche se ci sentivamo abbastanza, la sua volontà di vedermi ha una battuta d'arresto. Pare che la sua paura a tale proposito, sia quella che il marito ci possa scoprire insieme.
Decidiamo di lasciarci e io decido anche di ridurre il volume delle telefonate e delle conversazione su Skype. Lei, dopo pochi giorni, mi chiama e mi implora di non farlo e afferma di sentirsi legata a me. Ha anche episodi di gelosia nei miei confronti. Una sera, chiude repentinamente la sua conversazione su Skype dicendo che ha dei problemi.
Avendo sempre avuto la psw del suo social network datami da lei (anche lei l'aveva del mio), ho effettuato l'accesso nel suo account e ho scoperto che la stessa sera contattava una persona, anche questa residente in un'altra regione, alla quale diceva di esser sposata ma che con il marito era finita e, su richiesta dell'interlocutore, forniva il suo numero di cellulare.
La mattina successiva, feci un copia-incolla della chat e la filtrai da tutti i sistemi di comunicazione. Dopo qualche tentativo telefonico, mi mandò una email dicendo che la sua era solo curiosità e che io ero stato avvisato che in lei qualcosa si è rotto. Ovviamente non ci credetti e, dopo una serie di email, le scrissi che se un giorno troverò le forze, forse potrò contattarla in modo sporadico. La sua risposta è stata affermativa con l'aggiunta della frase "chiama quando vuoi, per ora sono giù, più avanti magari”. La cosa mi lasciò veramente male.
Qualche giorno fa, sapendo che doveva fare dei controlli, le mandai un msg chiedendole l'esito. La sua risposta fu il testo del risultato.
Il giorno successivo fu lei a contattarmi chiedendomi come stavo e dicendomi che se dovessi aver bisogno, lei c'è. A breve, comincerò un ciclo di psicoterapia, perché la depressione è ciclica, a ancora non mi so dare un motivo per odiare questa persona che per quasi due anni, come si capisce, mi ha preso in giro.
Volevo chiedere, per favore, un vostro parere sull'intera vicenda e sul perché io non riesca ad avere, appunto, risentimento.
Grazie



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Ansia: Ansia, apatia, tristezza, insoddisfazione
Argomento: Le risposte dell'Esperto (63 letture)
Le risposte dell'Esperto

Luca, 21 (165341)

Dipendenza di mia mamma.
Un giorno lei cadde a terra notevolmente ubriaca e rimase paralizzata per un po’ di tempo, capii che la situazione andava avanti da molto e cercai di parlare con lei per risolvere il problema ma ovviamente non funzionò, iniziammo a togliere tutto l'alcool da casa ma in qualche modo riusciva a bere lo stesso allora cercai di coinvolgere di più mio padre che era già a conoscenza Floral Dresses Winter Coats Belts Brooches della situazione (il rapporto tra i miei era già compromesso da altre situazioni, in seguito scoprii che volevano lasciarsi da tempo ma non lo fecero per non far soffrire noi). Nel frattempo la mia vita andava un pò allo sbaraglio, frequentavo il liceo scientifico dove fui bocciato al secondo anno (per le troppe assenze e una sospensione), la sera aspettavo che mia mamma dormisse mio padre lavorava la notte quindi uscivo di nascosto per andare dagli amici e iniziai e bere (non eccessivamente) e fare uso di marijuana, tornavo a casa la mattina presto e spesso non riuscivo ad andare a scuola anche quando mi sforzavo non riuscivo lo stesso a seguire la lezione. Lo stesso anno in cui fui bocciato ebbi una relazione con una ragazza, era carina e mi trovavo bene con lei però non gli parlai mai dei miei problemi in realtà non ne ho mai parlato con nessuno, non parlo mai.
Dopo un pò di tempo lasciai questa ragazza forse per dei miei complessi di inferiorità (lei era un pò più alta di me), non riuscivo a stare bene con me stesso anche se a lei ci tenevo ancora, passarono due o tre settimane e piano piano iniziai a scriverle di nuovo cercando di forgiarmi come avrei voluto essere e non com'ero, lei rispondeva sempre a volte più o meno interessata nel frattempo continuavo a uscire con gli amici di sempre e in particolare mio cugino (della stessa mia età con il quale sono praticamente cresciuto insieme e ha avuto un posto molto importante nella mia vita) ovviamente anche lui non sapeva nulla dei miei problemi e dei mie complessi però gli raccontavo che avevo intenzione di tornare insieme alla mia ex, scoprii che loro due si vedevano di nascosto e fu una delusione immensa, non molto per lei ma per la fiducia che avevo in mio cugino.
Come sempre mi chiusi in me stesso non lo raccontai a nessuno piangevo spesso ma da solo in silenzio. Credevo di essere una persona forte e dopo qualche mese buttai tutto alle spalle ma non diedi più fiducia a nessuno in particolare di sesso maschile. I miei rimasero molto delusi dalla mia bocciatura e decisero di inscrivermi alla scuola privata per recuperare l'anno perso facendo due anni in uno (non erano a conoscenza del funzionamento delle scuole private dalla mie parti, feci un anno senza aprire un libro quasi sempre senza professori, si entrava alle nove, si usciva a mezzogiorno e si faceva un’ora di ricreazione).
Sono una persona timida e cambiare classe mi creò molti problemi, finita la scuola privata tornai a quella statale ma ovviamente ero molto indietro e non riuscivo a seguire le lezioni,lo dissi ai miei e mi consigliarono di cambiare corso, (la mia stava diventato una fobia nei confronti della scuola, ero timido non volevo cambiare ancora classe ma accettai il loro consiglio) mi trasferii al quarto geometra ovviamente non riuscivo a capire nulla anche li e parlando con il preside due mesi dopo mi spostò nel terzo geometra, una vergogna ai limiti dell'immaginabile non la lasciavo traspirare mai, tutti credevano che fossi forte e senza paure ma ripresi subito a saltare la scuola per passare le mattine al bar a pentirmi di non essere entrato ed a immaginare cosa poteva esserci nel mio futuro con un passato e un presente del genere. Fui rimandato ancora una volta e i miei mi mandarono ancora alla privata dove feci due anni in uno e mi diplomai in tempo ma senza aver imparato niente (feci gli esami a Napoli e non fù una cosa molto legale). Non pensai all'università nemmeno per un momento, cercai lavoro e trovai posto in un call center con un contratto a progetto (se ci riesci sei dentro se non ci riesci sei fuori) contemporaneamente conobbi una ragazza e iniziai una storia con lei ma con tutte le mie dovute precauzioni (sono diventato quasi ossessivo e possessivo spesso mi dava fastidio quando qualche maschio le sorrideva o la toccava, vedo del marcio ovunque ma cercai di tenere le emozioni per me e di non tenerla legata ma di andarle dietro) le cose iniziarono un pò male, lei voleva andare a ballare era piena di vità io ero ansioso e spesso preoccupato, lei si innamorò lo stesso di me e per farmi felice evitammo di andare a ballare e situazioni che potevano darmi fastidio.
La situazione a casa stava diventando troppo pesante e dopo una violenta lite tra i miei genitori mia mamma uscì di casa senza telefono e non si fece più sentire per qualche ora, poco tempo prima di questo episodio una mia cara amica e amica di mia sorella si tolse la vita a 16 anni nella sua cameretta legando una sciarpa al collo, quando andai a trovarla rimasi sconvolto dall'accaduto e mentre cercavo mia mamma avevo continuamente quella scena in testa e un terrore profondo che avesse potuto fare una cosa del genere.
Dopo ore provai ad andare nella cantina di casa e la porta era chiusa dall'interno, andai sul retro dove c'è una piccola finestra e inizia a urlare e a prenderla a calci ma non rispondeva nessuno, sapevo che mia mamma era lì dentro e il fatto che non rispondeva mi faceva tornare sempre di più in mente la scena della mia amica, rompetti il vetro con un attrezzo e solo dopo mia mamma si svegliò e la sentii parlare, era ubriaca sul divano e non aveva sentito niente perché dormiva. Decisi che non poteva continuare mi arrabbiai con mio padre perché l'aveva colpita in testa lasciandole una ferita, decisi di occuparmi di persona della faccenda e la portai a fare delle visite, andammo dallo psicologo le prescrisse dei farmaci e iniziò una terapia da casa per eliminare l'alcool dalla sua vita.
Contemporaneamente a questo continuavo a portare avanti la mia relazione sentimentale, ovviamente senza confidarle i miei problemi anche se la portavo spesso a casa e forse qualche volta si sarà accorta che c'era qualcosa che non andava in mia madre, iniziai a farmi due conti e l'anno successivo sapevo che la mia ragazza sarebbe andata all'università quindi dopo circa un anno e mezzo di call center (ero abbastanza bravo e non mi cacciarono mai) decisi spinto da tutte le mie ansie dal terrore di lasciarla andare da sola e dalla paura che potesse trovare di meglio e mi lasciasse di inscrivermi a ingegneria senza una base accettabile e senza la benché minima idea di come funzionasse l'università ma comunque spinto anche dalla passione per le costruzioni e quindi scelsi ingegneria. Quell'anno mio nonno paterno (a cui ero molto affezionato, il mio nome e il mio cognome sono come i suoi e io sono il suo unico erede) cadde dal tetto di una villetta che a 76 anni era intento a costruire da solo (lavorò per tutta la vita e trovò fortuna in Canada dove mise da parte un bel gruzzolo e poi lo diede in gestione a mio padre e le mie 3 zie che lo investirono male e fecero fallire l'azienda di famiglia), non mori sul colpo e lo immagino ancora agonizzante a terra aspettando dei soccorsi che chi sà quanto tempo dopo arrivarono e chi li avrà chiamati, morì poco dopo essere arrivato all'ospedale e io non feci in tempo a vederlo.
La sua morte mi portò altra depressione e una continua paura della morte in generale. Arrivò il momento anche per la mia ragazza di andare all'università e tra tutti i corsi scelse medicina, (il mio terrore interno aumentava al pensiero di tutti gli uomini che avrebbe dovuto toccare ma non dissi niente a nessuno e rimasi a soffrire in silenzio consapevole che il problema era il mio).
Siamo quasi arrivati ai giorni d'oggi ma devo raccontare ancora qualcosa, mia sorella più piccola è "diventata" omosessuale, i miei sono molto all'antica e forse anche io, non riesco ad accettare bene questa cosa perché ha avuto diversi ragazzi maschi con cui è stata anche molto tempo, in più si è messa con una donna di 36 anni mentre lei ne aveva 17! cercai di parlare anche con lei ma sentivo che c'era un muro davanti, forse per la dipendenza di mamma o forse per le maniere troppo violente di mio padre, si è allontanata tanto da noi e non vuole più ascoltare nessuno tant'è che è andata via di casa.
Ora sono al secondo anno di ingegneria ma come potete immaginare non sono riuscito a fare un gran che, in un anno sono riuscito a passare un solo esame ed è anche un parziale, sono continuamente in ansia per tutto, non riesco a dormire la notte e spesso non voglio alzarmi la mattina.
Faccio uso di marijuana tutti i giorni perché è l'unica cosa che mi può far ridere, fingo di essere felice all'esterno perché nessuno sa niente compresa la mia ragazza che ora studia a pochi km da me, voglio smettere di vivere così non ce la faccio più. Sta mattina sono andato all’ASL per avere un parlare con uno psicologo ma serve l'impegnativa del mio medico curante che ovviamente è in un’altra città.
Credo di essere depresso spesso vorrei piangere ma non ci riesco, ho continuamente un peso sullo stomaco e mi sento in colpa che sono qui a fumare erba e ne ho fumata così tanta che non riesco a ricordare quello che studio, adesso sono 3 giorni che non fumo perché voglio provare a cambiare ma il mio umore è peggiorato forse ho anche qualche crisi di identità vorrei il parere di un esperto ma non ho soldi per andare da un privato, quindi scrivo qui sperando che qualcuno possa aiutarmi, aggiungo un ultimo episodio che è successo ieri, la mia ragazza va a lezione e mi racconta che le hanno fatto prendere le misure di un ragazzo di medicina dell'ultimo anno per analizzare i dati al computer e calcolare la densità del corpo umano, forse non mi crederete ma sono riuscito a piangere, solo all'idea che le sue mani abbiano toccato un altro ragazzo in diverse parti del corpo. Sembra una cosa da pazzi e forse è proprio così.
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Ansia: Ansia e stress
Argomento: Le risposte dell'Esperto (113 letture)
Le risposte dell'Esperto

MG,26 ( 165306)

Buonasera egregi Dottori,
sono un ragazzo di 26 anni e vi scrivo per chiedere il parere di esperti riguardo alla mia situazione. A cavallo tra luglio e agosto, a seguito di un periodo di forte stress lavorativo, ho iniziato a soffrire di ansia. In passato non avevo mai avuto problemi del genere, ma durante questo periodo stressante ho iniziato a soffrire di insonnia (non difficoltà ad addormentarmi ma frequenti risvegli notturni), ad essere stanco 24 ore su 24 e ho iniziato a soffrire di giramenti di testa. Inizialmente ho pensato che avessi bisogno di riposo ma, purtroppo, la situazione lavorativa è peggiorata e ai sintomi iniziali si sono aggiunti anche: senso di sbandamento, confusione mentale e, a volte durante la giornata, un terribile senso di irrealtà. Visto che le ferie si stavano avvicinando, ho pensato che con un po' di riposo e di relax la situazione sarebbe tornata alla normalità. Però mi sbagliavo, anzi, inspiegabilmente (per me) durante la vacanza la situazione è peggiorata e ho anche sofferto di vere e proprie crisi di panico in cui avevo paura di essere impazzito, o di stare impazzendo, e ho pianto molto pensando a tutto quello (famiglia, amici, ragazza, la mia vita insomma) che avevo perso. Mi sono recato dal medico di base e ho descritto la mia situazione. Dopo alcune analisi e controlli, fatte per escludere problemi di natura organica, il medico ha attribuito il tutto a una forte ansia. Io non credevo che l'ansia potesse manifestarsi in maniera così violenta, ma a seguito della cura che mi ha prescritto (integratore MiraEnergy al mattino per ritrovare un po' d'energia, due compresse di Ansiodep al giorno, e 5 gocce di Ipnolor prima di dormire) congiuntamente con il cambio di lavoro (sono molto contento della mia attuale situazione lavorativa), la situazione è molto migliorata. Ora dormo tranquillamente e mi sembra di essermi impossessato nuovamente della mia vita (quella sensazione terribile di irrealtà è scomparsa, per ora). Mi capita però, nei momenti di relax (nei week end, durante giorni di ferie o quando dovrei svagarmi) di pensare a quello che ho vissuto: non provo i sintomi descritti ma quando ci penso mi rattristo, diventando apatico e distratto, assorto in quei brutti pensieri, che non mi permettono di godere a pieno dei momenti di svago. La mia domanda è la seguente: avendo allontanato quella che è considerata la causa dei miei problemi d'ansia, ho bisogno di tempo per "assimilare" o "accettare" quanto mi è successo e, in qualche modo, "dimenticare" questa brutta esperienza? Oppure è necessario che mi rivolga a uno specialista? In caso affermativo, che tipo di specialista sarebbe opportuno contattare? E, per ultimo, secondo Voi è necessaria anche una cura farmacologica?
Vi ringrazio in anticipo e Vi saluto cordialmente.



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