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Adolescenza: Problemi (163899)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (22 letture)
Le risposte dell'Esperto

Francesca, 65

Gentile psicologo, desidero esporle un problema relativo auna mia nipote di 15 anni. La ragazza non è molto aperta, ma va bene ascuola ed è apparentemente tranquilla. Ha poche amiche, generalmente compagne di scuola, e durante il periodo invernale pratica sport e studia,esce con la famiglia. Ha un fratello più piccolo e la famiglia è un famiglia seria, frequenta la parrocchia, la mamma è particolarmente attenta a tutte le esigenze dei bambini e non vi sono problemi particolari. Il rapporto con il padre è buono. E' sempre stata attorniata dall'affetto dei genitori, dei nonni e degli zii. Tutto procedeva in maniera tranquilla fino al termine della scuola. La madre casualmente ha scoperto che la ragazza frequenta una chat online dove è possibile conoscere ragazzi con i quali intrattiene poi dei colloqui "privati". La mamma è rimasta sconvolta da ciò che la figlia diceva in queste chat dove vi erano riferimenti espliciti al sesso ed invio di immagini (per fortuna ancora al massimo in costume da parte della figlia ma con immagini del sesso da partedei ragazzi )e con scambi verbali e riferimenti espliciti all'atto sessuale, come se la conversazione avvenisse fra persone adulte. Che fare in questa situazione? La madre è intervenuta più volte controllando l'accesso alla chat della ragazza, ma per non tradire la sua fiducia e temendodi non poter più controllare la situazione, si limita a paternali giornaliere sull'uso corretto dei mezzi informatici (senza svelarle però che è al corrente del suo segreto). Purtroppo però la situazione sta continuando. Temo che mia nipote si possa mettere nei guai.

Attendo una risposta e grazie anticipatamente per l'attenzione. Una nonnapreoccupata.



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Problemi di coppia: Coppia (163673)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (18 letture)
Le risposte dell'Esperto

Giovanni, 22

Cari dottori, premetto che è la prima volta, in vita mia, che prendo in considerazione l'idea di sentire il parere di un professionista su qualcosa che mi riguarda direttamente. Siccome mi chiedo sempre il perché di ciò che accade e do sempre un peso particolare alle cause di un avvenimento o di un'azione piuttosto che alle sue conseguenze, non ho mai avuto bisogno di pareri altrui per fare le mie scelte, ho sempre agito di testa mia e non mene sono (quasi) mai pentito. Ora però c'è un problema che non riesco a risolvere. Ho così tanta paura di sbagliare che non so decidere cosa fare e tanto meno riesco a fare qualcosa di concreto per risolvere il mio problema. Sto, da più di un anno, insieme ad una ragazza di sei anni più giovane di me. La nostra relazione è meravigliosa, soddisfacente, appagante. Stiamo divinamente insieme e, anche se abbiamo passato momenti difficili,siamo una coppia stabile. Ultimamente ci sono stati dei problemi che mi hanno spinto a riflettere molto. Purtroppo una sera la mia ragazza ha baciato un altro. L'ha solo baciato e avrebbe potuto andare oltre ma si è trattenuta. La sera stessa mi ha chiamato chiedendomi di andarla a prendere e mi ha subito confessato tutto. Non c'è bisogno di dire che l'ho perdonata. Nei giorni successivi tuttavia ho iniziato a chiedermi (come d'abitudine)per quale motivo lei lo abbia fatto. Lui non le piace, né dal punto divista fisico né dal punto di vista caratteriale e una spiegazione non è stata capace di darla. Così ci ho rimuginato sopra per un po' e, parlandone con lei, ho avanzato l'ipotesi che lei ne abbia la necessità. Per quale motivo ho pensato questo? Be' c'è da dire che lei ha 16 anni e che, prima di conoscere me si aspettava di fare diverse esperienze sessuali con diverse persone, ha perso la verginità con me e per di più non aveva mai avuto una storia così seria; va detto che nemmeno la voleva, ci siamo messi insieme con la convinzione che prima o poi ci saremmo lasciati. Non è andata così. Ora sia io che lei immaginiamo un futuro insieme. Però rimane il fatto che se davvero le cose tra noi durassero come desideriamo entrambi lei perderebbe la possibilità di fare quelle esperienze che, prima di conoscermi, era certa di fare. Questo è sempre stato un tasto delicato. Io non sono particolarmente geloso ma ho sempre ripugnato l'idea di fare esperienze esterne alla coppia. Lei, da parte sua, dichiarò, tempo fa, di essere disposta a rinunciare a fare sesso con altre persone pur di stare con me. Il problema sta proprio in questo. Secondo me la libertà nella coppia è più che fondamentale. Se una persona è, in qualche modo limitata, secondo me, non può godere a pieno della sua felicità. Le conclusioni che ho tratto da tutta questa riflessione, che, ci tengo aprecisarlo, è stata fatta insieme a lei, è che la mia ragazza sia spinta a tradirmi dal fatto che l'idea di stare con me "per sempre" la limita. Cioè, lei vuole davvero stare con me, lo vuole quanto me e non sopporta l'idea di ferirmi ma si sente legata. Questo fatto ci ha portato sull'orlo di una rottura definitiva. Il fatto è che nessuno dei due vuole che questa rottura si verifichi davvero. Io sono certo che se le cose rimanessero così come sono, prima o poi, lei sarebbe spinta di nuovo a tradirmi e che, a lungo andare, una rottura tra di noi sarebbe inevitabile. Così ho iniziato a pensare ad una soluzione. L'idea che, piano piano, si è fatta strada in me è questa: consentirle, temporaneamente, di avere esperienze con altri ragazzi mentre sta con me per non privarla della sua adolescenza, per far sì che la nostra relazione non sia, per lei, un peso o una limitazione. Questo mi causerebbe un'infinita sofferenza ma,per amore, potrei portarne il peso. Il mio dubbio è: sto facendo la cosa giusta? Sto dando modo alla nostrarelazione di continuare serena o le sto dando il colpo di grazia? Dovreiinvece troncare direttamente la nostra storia? Oppure dovrei pretendere da lei solo fedeltà? Io spero lei sappia rinunciare volontariamente all'idea di fare quelle esperienze ma dubito seriamente che ne possa essere capace. D'altro canto io non voglio assolutamente privarla di qualcosa che potrebbe rimpiangere per tutta la vita. Preciso che la nostra vita sessuale non ha problemi, siamo entrambi soddisfatti e la causa di questo suo desiderio non è in alcun modo l'insoddisfazione siccome ho molta cura di lei anche sotto questo aspetto. Vorrei, se possibile, ricevere qualche indicazione riguardo cosa possa essere meglio fare affinché entrambi possiamo essere felici. Nella consapevolezza che ciò che ci rende più felici sia il fatto di stare insieme e che entrambi soffriamo immensamente anche solo all'idea di perderci avicenda. Secondo voi ciò che sto considerando di poter fare potrà rafforzare ulteriormente il nostro rapporto? E per di più: se le concedessi di tradirmi, nel momento in cui lei avesse fatto le esperienze volute,sarà in grado di tornare ad essermi fedele?



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Sessualità: Amore/sessualità (164698)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (31 letture)
Le risposte dell'Esperto

Marco, 54

Buongiorno, chiedo scusa per il nome di fantasia, ma nel caso che la mail fosse pubblicata. La mia domanda riguarda l'omosessualità. Da giovane nononstante fossi attratto dalle ragazze avevo spesso desideri di avere un rapporto di tipo passivo con un uomo. ma poi quando ero in con la presenza reale di un uomo non provavo attrazione anzi repulsione. Fu cosi a forza di avere questi pensiere che ho deciso di avere un rapporto di questo tipo, ho consì conosciuto un ragazzo in posto frequenato da gay ed ho avuto un rapporto. Non ho provato un gran che da questo rapporto che per me è stata più una forzatura ed o quindi deciso per una vita eterosessuale e mi sono sposato ed avuto figli. Questi pensieri non sono più comparsi per un po di tempo per poi ricomparire a episodi dopo un periodo in cui io e mia moglie abbiamo avuto grossi problemi ecconomici e stavamo per separarci. adesso nel tempo attuale si stanno di nuovo presentando, e usando la chat ho fatto conoscenze che poi non sono sfociate mai in un'incontro perch'è all'ultimo momento mi tiravo indietro o per qualche casualità. Nelle mie fantasia c'è anche quella di vestire abiti femminile ed essere trattato come una donna, anche se pero di fatto non ho mai indossato abiti femminile. Nella masturbazione penso molto spesso a un mio rapporto passivo con un uomo, anche se continua non avere repulsione quando incontro un uomo dal vero. Ha questo punto non capisco più nulla, non vorrei mettere a rischio il mio rapporto e non penso sia la cosa migliore avere qualche rapporto occasionale. Faccio veramente fatica e sofro, forse lo sbaglio e usare internet e la chat che con molti stimoli, amplificano questi mie pensieri. Le faccio quindi una domanda difficile: Secondo lei sono un gay represso,come dicono alcuni oppure le mie turbe hanno altra origine. Mi scuso molto e la ringrazio se mi vorrà dare qualche consiglio Saluti



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Sessualità: Amore/sessualità (164698)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (29 letture)
Le risposte dell'Esperto

Buona sera mi chiamo Martina ho 22 anni e circa quattro anni fa ho iniziato la mia psicoterapia con una giovane psicoterapeuta consigliata dal consultorio della mia città purtroppo economicamente non avendo l apro dei miei genitori non potevo permettermi una terapia a pagamento, è andata tutto per il meglio i miei problemi in parte sono stati risolti il problema è che io e la mia psicoteraupeta siamo diventate sempre più intime messaggi battute provocazione e chi più ne ha più ne metta tutto questo a gennaio di quest'anno dopo molto tempo prima eravamo fredde e distaccate entrambe. Premetto che sono omossesuale ma il motivo per cui sono andata in terapia non è il mio orientamento ma per delle cose del passato o meglio nellamia infanzia che non ho mai risolto. Io ho iniziato a vederla in un altro modo e da subito ho comunicato la cosa a lei ma lei continuava a far finta di nulla, e così abbiamo continuato fino a giugno quando io sono scoppiata perché questa situazione metteva a rischio me ma ancora di più la mia storia d amore con la mia ragazza e il rapporto e l analisi che non facevo più su di me, da li in poi il calvario, lei non ha accettato che io smettessi sieè messa a piangere il che mi ha lasciato senza parole e come una scema mi ha lasciato dicendomi se scegli questo va bene vattene via, io sono persa ora , le scrivo un sms al giorno premetto che anche lei è lesbicama tutto questo non era il problema il problema è che ora lei non si è più fatta sentire e io mi sento sbagliata non capisco che cosa le ho fatto? Mi aveva promesso di fare parte di me. Per sempre e ora Dove è finita? So che è fidanzata ma perché reagisce così ? Una mia amica neolauereata in psicologia dice che secondo lei anche lei si era presa una cotta e quindi non ha saputo gestire la cosa... ma io ora mi sento sola e non so come fare ogni giorno penso a lei e a questa rottura. Non c'è mai stato niente oltre sms ma per me b era tanto con una persona come lei . Grazie in anticipo.



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Ansia: Blocco universitario, paura, ansia(164306 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (408 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gentile dottoressa,
scrivo in cerca di un po' di sollievo, l'ansia questa notte mi divora e non so più cosa fare. Sono una studentessa universitaria (25 anni), iscritta al secondo anno della laurea specialistica in biologia molecolare. Ho superato la triennale (stesso indirizzo) con voti alti (pur impiegando un annetto e mezzo in più, rientrando nella norma). Gli anni della triennale sono stati i più belli della mia vita sotto qualsiasi punto di vista, ma ogni giorno mi svegliavo prestissimo per raggiungere la facoltà (distante da casa mia), non mi sono mai concessa una vacanza, gli svaghi sono stati pochi e ho cercato di mantenermi sempre dando ripetizioni a domicilio. I miei genitori non mi hanno mai fatto pressione sugli studi, sono stati fieri di me e lo saranno in qualsiasi caso (sono l'unica della famiglia con una laurea, nemmeno i miei fratelli hanno continuato a studiare). Piano piano ho superato quei 40
esami così interessanti e così complicati, ma l'ultimo di questi è stato il più ostico, nessuno del corso è riuscito a superarlo facilmente e la maggioranza di noi ha impiegato un anno di tempo per ottenere la promozione. Io non ero mai stata bocciata ad un orale, l'ho dovuto sostenere 5 o 4 volte di fila e per me è stato un periodo complicatissimo e traumatico. Alcune mie amiche sono state seguite da uno psicologo per superare l'ansia derivata dalla situazione insostenibile (professoresse da galera, rate ulteriori da pagare, frustrazione, stanchezza, incertezza sulle reali possibilità lavorative future), io invece ho accumulato tutto dentro di me, piangendo sempre, e quando finalmente ho conseguito la laurea, mi sono concessa un'estate di riposo, sempre comunque rimanendo in città, pronta a ripartire immediatamente con la specialistica, ma in un altro ateneo più vicino a casa mia, per eliminare il fattore lontananza e per cambiare ambiente (adesso mi pento di questo, tutti i miei amici più cari sono rimasti lì e io, persona molto solitaria, seppure solare e molto popolare, mi accorgo  di quanto fossero stranamente essenziali per me). In questo nuovo ateneo è tutto nuovo, tutto diverso, ma presto mi sono accorta di non trovarmi bene con le persone (troppo competitive, con pochissimi interessi, con gusti intellettuali diversissimi dai miei, lamentose, morbose), ho studiato sempre di meno per stanchezza mentale e per una paura di sostenere esami che non mi abbandona più dall'anno in cui ho dovuto superare lo scoglio di quel mio ultimo esame difficile. Per me adesso ogni esame è un incubo, e per questo scrivo qui. Ho sempre avuto molta ansia prima degli esami (orali, soprattutto), ho sempre pianto in camera, mi sono sempre sentita malissimo, un peso sopra al cuore, ai polmoni, pensieri negativi, apparentemente ingiustificabili, visto che la mia famiglia assolutamente non mi mette fretta e addirittura spesso mi consiglia di distrarmi, ma adesso è ancora peggio. Ho sempre sostenuto esami pensando di aver preso voti bassi e ritrovandomi molto spesso con 28, 27, 30. Sono molto indietro con gli esami, adesso che sono iscritta alla specialistica. Ho un blocco che mi spinge a rimandarli, mi ritrovo senza appunti, lezioni, ho paura di venire bocciata a qualsiasi esame perchè magari mi capita la domanda sull'argomento che non ho potuto approfondire. Per avvantaggiarmi un po', ho svolto un tirocinio che mi valesse come esami teorici, in un laboratorio. Sono stata addirittura assunta con un contratto per un breve periodo, per sostituire una dipendente, ero orgogliosa di me ma in quel periodo ovviamente la vita universitaria è stata nulla. A volte mi guardo intorno e vedo ragazzi che a 30 anni ancora non hanno la triennale e mi tiro un po' su, altre volte mi sento sormontata perchè i miei amici danno esami e io no e non vedo la fine. Non riesco a superare questo blocco, questo malessere, questa paura. Era un sogno per me diventare una biologa e pensavo che la specialistica fosse molto più facile, in effetti forse per il numero di esami lo è, ma la sto affrontando nella maniera peggiore. Non so perchè ho scritto qui e non è importante che io riceva una risposta, mi chiedo solo se ci sia un modo per studiare serenamente, per non disperare degli esiti cattivi, per non lasciarsi influenzare dai successi degli altri o se per caso io stia attraversando questo periodo perchè semplicemente non sono capitata nell'ambiente giusto, non ci capisco niente, non so come fare per tornare la ragazza di prima, che si svegliava alle 7 per studiare, che studiava tutto il giorno e non si distraeva così tanto. I problemi seri sono altri e lo so, ma nel mio piccolo quest'ansia mi distrugge e ormai sto perdendo la lucidità.
Ringrazio chiunque abbia letto. Un saluto.


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Attacchi di Panico: Attacchi di panico (164469 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (243 letture)
Le risposte dell'Esperto

Anonima, 21

Gentile dottore,
sono sempre stata ansiosa e da qualche anno soffro di attacchi di panico. Da quando a luglio ho ricevuto la bocciatura e l'"umiliazione" dell'insegnante ad un esame complesso, i miei attacchi di panico sono divenuti più intensi e si sono verificati soltanto al momento di svolgere un esame orale. Infatti, da quel momento non sono più riuscita a svolgere esami orali, nonostante lo studio. Come risolvere il problema?



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Sessualità: Amore/sessualità (164698)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (292 letture)
Le risposte dell'Esperto

Arianna, 19

Gentile dottore,
sono una ragazza di 19 anni e ho un "problema" con il mio attuale fidanzato. Stiamo insieme da ormai quasi un anno e lui ha 7 anni più di me. Il problema è che lui non vuole fare l'amore con me, dice che sono troppo piccola per certe cose e che perderei la mia purezza (sono ancora vergine). Addirittura i gesti d'affetto sono più unici che rari..ho provato a chiedergli come mai si comporta così e lui mi ha risposto che non è una cosa facile perchè sono piccola e bisogna andarci piano, non mi abbraccia nè bacia per "evitare di scombussolarmi gli ormoni". Ma facendo così mi fa sentire poco importante e non amata..non so come fare per fargli capire questa cosa, quando glielo spiego lui mi rassicura dicendo che mi vuole bene e che ci tiene a me, ma non me lo dimostra e anzi, si lamenta che non lo coccolo mai. Ma come posso fare se mi considera così? Non so bene se è opportuno chiedere la consulenza di uno psicologo, ma non so più che pesci prendere! Grazie per l'ascolto. Arianna



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Depressione: Lutto (156777)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (240 letture)
Le risposte dell'Esperto

Francesca, 21

Gentile dottoressa,
a gennaio, dopo tre anni di relazione, mi sono lasciata con il mio ex ragazzo e ho iniziato a frequentare una persona, il mio attuale ragazzo. 3 mesi dopo che ci siamo lasciati il mio ex ragazzo è mancato in seguito ad un incidente stradale in moto. Per me è stato un duro colpo che credevo di aver superato, soprattutto grazie al mio ragazzo e alle persone che mi sono state vicine. Solo che, a distanza di mesi, mi rendo conto che forse non sono stata veramente così in grado di superare il colpo, ma che al contrario mi sono chiusa in me stessa con il mio dolore. Mi sono accorta di essere completamente cambiata nei confronti delle persone e nel mio modo di affrontare la vita. Mi sento come se tutto ormai non avesse importanza e mi scivolasse addosso. Non ho più passione nelle cose che faccio, non ho più voglia di fare le cose che facevo prima. Non riesco più a confidarmi realmente con nessuno, perché mi rendo conto che con la gente indosso una maschera che mi fa dire: "Tranquilli, sto bene, è tutto passato", quando invece non è così. Il mio pensiero torna a quella notte e a lui 24 ore su 24 e quando sono sola piango,non riesco a darmi pace. E questo mi influenza anche nel mio rapporto poiché ho una continua paura di perdere anche lui, di dover vivere ogni attimo della nostra relazione come se fosse l'ultimo, di non poter perdere neanche un secondo perché potrebbe non esserci più. E questo è sbagliato perché, per prima cosa io non sono così e secondo non lascio a lui gli spazi necessari. Non ce la faccio più ad andare avanti così...voglio tornare a vivere come una ragazza di ventuno anni, semplice e spensierata che si gode i suoi giorni ricchi di nuove esperienze fatte per puro piacere e non per aver paura di non aver molto tempo per farle.
Grazie per questo sfogo.


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Problemi familiari: mio padre ( 163712 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (231 letture)
Le risposte dell'Esperto

Luca, 57

Gentile dottoressa,
sono oramai più di 10 anni da quando mio padre ha incominciato a dare segnali di anormalità sempre più forti. è diventato un caso sociale in quanto non si vuole iscrivere nella lista per i casi sociali(per riaevere una casa), accumula tonnellate di giornali, dice che è famoso, la Merkel è sua amica, in Tv parlano di lui, che è della Digos, che è della polizia segreta, che riceverà millioni di euro dalla provincia, che noi non sappiamo niente e che lui è normale. Ha centinaia di gatti e non fa entrare nessuno, nemmeno i Aiutatmi per favore
Luca



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Ansia: ansia, dap ( 164257 )
Argomento: Le risposte dell'Esperto (216 letture)
Le risposte dell'Esperto

Vittoria, 30

Gentile dottore,
premetto che soffro di crisi di panico dall'adolescenza. A partire dall'età di 24 anni e per un paio di anni a seguire ho consultato un medico psichiatra, il quale mi prescriveva Paroxetina e Xanax, dopo qualche tempo ho voluto però interrompere il trattamento perchè non sopportavo l'idea di dipendere dagli psicofarmaci e perchè la loro utilità era andata scemando nel tempo. Premetto anche che il suo parere rispetto al mio disturbo era la presenza di influenze familiari (educazione piuttosto autoritaria), lui ebbe in cura anche i miei genitori a causa di una depressione di mio padre.Le scrivo perchè sto attraversando adesso un periodo di profondissima crisi nella mia vita: in breve, mi sono ritrovata completamente sola poichè tutti i miei amici più cari sono emigrati per lavoro,e in generale la mia vita è come bloccata, non ho ancora terminato gli studi nonostante mi manchino appena due esami dalla fine del percorso universitario e i miei problemi di ansia mi impediscono di decidermi a trovare un impiego. Le cose più allarmanti che mi stanno succedendo però sono le seguenti: a causa del prolungato isolamento ho grosse difficoltà ad uscire con persone nuove, cosa di cui avrei allo stesso tempo estremo bisogno. Non riesco (ma sono problemi risalenti all'adolescenza anche questi, nonostante a volte scompaiano del tutto)a mangiare in pubblico e soprattutto a firmare alcunchè. In qualunque situazione in cui devo apporre una firma la mano mi trema in modo esagerato e non posso proseguire, devo rinunciare, inoltre generalmente la cosa è seguita da un attacco di panico. Sento che la mia vita è in una gabbia: prigioniera di questi problemi che mi impediscono di compiere tutte le attività che caratterizzano una vita normale. Ogni tanto, se sto particolarmente male, prendo qualche goccia di xanax, ma esclusivamente al bisogno.
Il problema è che sono ben consapevole del fatto che dovrei rivolgermi di presenza ad uno psicologo ed iniziare una terapia, ma non riesco a farlo. Questo sia perchè non posso permettermelo economicamente, e quindi dovrei per forza rivolgermi ad una asl, ma soprattutto perchè sono terrorizzata dall'idea stessa di rivolgermi ad uno specialista. Da qualche tempo ho paura dei medici in generale e così salto molte visite mediche e di controllo. Non so come superare il problema, mi piacerebbe sapere se esiste la possibilità di una terapia on line, a distanza, ma ne dubito e so già che comunque la disapproverebbe.Nel frattempo però non so proprio come andare avanti ogni giorno, e mi sento sempre più abbattuta e depressa dal fatto di non avere nemmeno una spalla su cui piangere. Posso evitare la terapia? Esiste la possibilità che riesca ad uscirne fuori da sola?
Spero vorrà darmi qualche imput, di questo La ringrazio in anticipo, ho davvero bisogno del Suo parere.



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