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Renato Vignati
Giovanna Voi


Problemi di coppia: Maltrattamento e violenza fisica
Argomento: Le risposte dell'Esperto (19 letture)
Le risposte dell'Esperto

Ambra, 23 (165705)


La mia Storia: Salve, sono una studentessa in scienze della formazione, ho 23 anni e sono molto entusiasta della mia vita attuale.
Ultimamente però mi ritrovo a dover affrontare dei demoni che finora avevo accantonato; circa un anno e mezzo fa mi innamorai perdutamente di un ragazzo, tanto di decidere di trasferirmi con lui all'estero dopo una brevissima frequentazione.
Quando arrivai li mi ritrovai davanti una persona diversissima da quella che pensavo di conoscere, inizio un brutto periodo, prima iniziò a criticarmi per ogni cosa, a non voler sentire la mia voce e poi arrivarono gli insulti, la mia autostima piano piano arrivò sotto i miei piedi, gli ultimi mesi iniziammo a litigare ferocemente ed accadeva spesso che mi picchiasse, e per quanto io cercassi di difendermi i tentativi erano piuttosto vani.
Dopo qualche mese mi sbatté fuori di casa con la febbre a 40 alle nove di sera e così ritornai a stare un periodo a casa dei miei genitori.
Ciò che più mi distrugge è che i coinquilini che assistettero più volte alle scene di maltrattamento non intervenirne mai, sono poi venuta a sapere che era un'abitudine per lui eccedere in violenza, ma nessuno dei suoi amici trova il coraggio di dirlo, ed io stessa l'ho raccontato solo alle persone a me più care.
Ultimamente ho iniziato a fare dei sogni ricorrenti in cui raccconto tutto a queste persone ed espongo le mie analisi, vivo nel terrore di subire ulteriori ripercussioni se decidessi di scrivere a queste persone ma non voglio che questo possa accadere nuovamente ad un’altra ragazza.


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Patologie: Disturbo della personalità?
Argomento: Le risposte dell'Esperto (42 letture)
Le risposte dell'Esperto

Francesca, 21 (165683)


La mia Storia: Salve,
sono una ragazza di 21 anni e sono stata in terapia da uno psichiatra per circa 3 anni (non mi ricordo esattamente) privatamente e al cps. Sono stata in una clinica per tentato suicidio e in una residenzialità leggera per 8 mesi.
Il mio dottore mi ha diagnosticato un disturbo della personalità borderline con una struttura di personalità narcisista (in linea di massima).
Ho lasciato la terapia per motivi familiari a causa dei quali mi sono anche dovuta ritrasferire a Roma dopo essere stata 7 anni a Milano con mia madre.
Mi sento male da un bel po', diciamo. Con il tempo e con la terapia ho imparato a gestire le emozioni, ma in realtà la conclusione è che per lo più le seppellisco da qualche parte o mi convinco che non sono vere ecc. però da un anno o più, forse due a questa parte non sono più in grado di controllare questo processo e quindi mi ritrovo a non provare mai niente se non vuoto in tutti i sensi. Nessuno in genere se ne accorge perché cerco di amplificare le sensazioni ma di emozioni vere non ne ho.
Questo mi ha lasciata indifferente fino a quando non è morta mia madre.
Quando è morta le tenevo la mano le ho visto uscire la vita dal corpo, non posso dimenticarlo ma dopo una volta tornata a Roma il lunedì (lei è morta di venerdì a Milano), zero. Come se fosse un sogno lontano.
Ero ormai abituata a questa sorta di apatia, ma non sentire nemmeno la sofferenza per mia madre mi spaventa.
Altre cose che mi spaventano sono che per lo più da un annetto sono più le volte che non riconosco il mio corpo che quelle che si.
E' una sensazione disturbante perché pur sapendo che il corpo è il mio non riesco a sentirlo come mio, spesso e ultimamente sempre mi sento come se la me pensante guardasse dall'esterno la me che si relaziona agli altri e che muove quel cazzo di corpo e quando succede penso pure che la mia parte che si relaziona sia una reietta idiota.
Conseguente a questo sento continuamente il mondo circostante le cose la casa il pavimento tutto (tranne il computer con quello non mi è mai successo) siano distanti come se fossero li ma fossero non so a 2mila km o come se fossero finti e l'unica cosa vera è quella parte di me che guarda l'altra parte di me dall'esterno.
Prima era una cosa sempre presente ma leggera, in sottofondo, gestivo il senso di confusione, ma adesso è diventata una cosa imponente che mi spaventa perché ho paura che prima o poi andrò fuori del tutto e rimarrà di me solo qualcosa che mi guarda da fuori.
Ho avuto precedenti cose simili quando ero più piccola (ho passato diverso tempo ad evitare di guardarmi allo specchio perché ogni volta che lo facevo avevo la sensazione di non essermi guardata mai per vent'anni), diciamo che dai sedici forse prima?
Ho cominciato ad avere queste sensazioni ma adesso sono totali, ogni cosa è filtrata da questa sensazione sempre e comunque.
Inoltre sono assediata dal terrore del fatto che io non ho un posto nel mondo e non potrò mai averlo a causa dei pensieri che faccio soprattutto adesso che mia madre se ne è andata e non ho molto che mi resta per mantenermi. Faccio le pulizie la mattina non ho ancora la patente e non riesco a studiare perché sono una fessa che non riesce a non vivere dentro se stessa per più di mezz'ora e lo sforzo per lo studio impone che io ci riesca almeno un po’ e quando guardo la mia amica che non è più intelligente di me, non è più furba o più vogliosa di studiare che diventerà ingegnere e siederà sulle sedie che io pulisco la mattina impazzisco.
Di rabbia di sconforto di odio per me stessa di odio per la vita di odio per tutto. Però poi, quando passa ci rifletto e penso che lei lo meriti di più che io non ho le stesse capacità o lo stesso merito, e mi assale quel terrore suddetto di non avere un posto nel mondo.
Diciamo che sono cose che provavo anche prima e che sono riuscita a controllare e ad abituarmici nella misura in cui erano prima, ma adesso sono diventate cose che mi devastano l'esistenza, ho paura di uscire di testa completamente di essere messa in clinica di nuovo, ma non tanto perché mi turba la clinica, ma perché poi sarebbe evidente la mia debolezza e non riuscirei più a guardare in faccia nessuno.
Per questo scrivo qua e non vado di persona perchè dovrei spiegarlo a mio padre che mi deve accompagnare ma non ce la posso fare.
Non voglio che nessuno sappia niente di quello che sento e sono. Ho omesso tante cose che non so dove infilare: ho fatto/faccio spesso sogni in cui uso cocaina fino all'overdose o che mi fermo poco prima, e sento il bisogno di provarla per sentirmi bene (non so non l'ho manco mai vista però ho questa sensazione invadente), ho la responsabilità di tutta casa compresi gli animali e assisto mio padre che è dializzato(il motivo per cui mi ero ritrasferita a Roma), non ho un soldo e mi viene l'ansia a pensarci, non mi innamoro da anni non ho un fidanzato da almeno 3.
Sono chiusa all'inverosimile per quanto riguarda i miei sentimenti e sensazioni, non riesco nemmeno a parlare del fatto che mi manchi mamma che è una cosa evidente né di nulla mi tocchi sul serio. E poi non so che altro metterlo o come metterlo, non mi ricordo come si scrive un testo organico e mi dimenticherei i pezzi e alla fine rinuncerei, così l'ho messa come mi veniva, chiedo scusa (a riguardo dopo il meraviglioso 2014 ho riscontrato un mio calo cognitivo, mi concentro meno fuori da me stessa e ho problemi di memoria, anche se credo siano dati dallo scarso interesse per le cose dfa ricordare anche se nella normalità sarebbero importanti).
Comunque dopo questo papiro di cose inutili la mia domanda è (oltre allo sfogo dello scritto in se stesso) devo rivolgermi a qualcuno? devo andare dallo psichiatra riprendere le medicine da capo? devo vedere uno psicologo? cioè il sostegno di qualcuno è necessario pena il peggioramento delle mie condizioni? o se continuo così e cerco di abituarmi e controllare la paura posso risolvere? Non so proprio cosa fare.
Non posso ammazzarmi ne finire tossica perchè non vorrei urtare chi ho intorno, quindi non so proprio che fare.
Grazie chiedo scusa per la lunghezza.

 

 



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Attacchi di Panico: Attacchi di panico e disturbi d'ansia forti
Argomento: Le risposte dell'Esperto (34 letture)
Le risposte dell'Esperto

Giorgia, 17 (165519)


La mia Storia: Salve, mi chiamo Giorgia e soffro da 6 anni di attacchi di panico e disturbi d'ansia acuta.
Sono stata 3 anni sotto terapia prendendo la sertralina, però recentemente mi hanno prescritto un altro medicinale perché la sertralina non faceva più effetto.
Ora sto prendendo la fluexitina affiancata dallo xanax in caso di bisogno.
Il mio problema principale è che non so più come controllarli.
Vado nel panico più totale mi agito, incominciò a sudare, a tremare e il cuore mi batte a mille.
Purtroppo sto chiedendo aiuto perché quest’ansia, questi attacchi di panico mi condizionano anche nella scuola, non riuscendo ad andarci soprattutto quando c’è una professoressa che mi incute molto timore.

Vi prego datemi dei consigli per cosa fare quando sono in preda al panico, per non pensarci e non agitarmi riuscendo a vivere tranquillamente perché non ne posso veramente più.

Grazie



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Ansia: Ansia
Argomento: Le risposte dell'Esperto (21 letture)
Le risposte dell'Esperto

Naomi, 20 (165507)


La mia Storia: Buonasera, ho bisogno di un consiglio di un esperto.
Al terzo superiore la mia professoressa di matematica mi disse fin dal primo semestre che mi avrebbe rimandato a settembre, anche se mi fossi impegnata nel secondo semestre.
Non so se è stato questo evento a scatenare la mia ansia, ma iniziai ad avere attacchi di forte ansia ogni volta che avevo un'interrogazione o compito in classe. È una situazione che non riesco a gestire, anzi è andata peggiorando nel tempo.
Quando vado a lezione all università, vengo presa dall' ansia senza che ci sia una reale motivazione.
Prima di un esame, mi sì corrode lo stomaco, devo mandare giù qualcosa per sentirmi meglio e davanti al professore mi sì abbassa la voce e non riesco a parlare normalmente.
Anche quando esco, ho l ansia di non essere all'altezza di un ragazzo o un'amica.
C è un rimedio a questa mia situazione senza ricorrere ad ansiolitici o altri farmaci?



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Minori: Maturazione bambino
Argomento: Le risposte dell'Esperto (36 letture)
Le risposte dell'Esperto

Alessandro, 13 (165667)


La mia Storia: Alessandro è un bambino che abbiamo adottato in Russia all'età di 8 anni, frequenta la terza media è molto buono, educato e affettuoso, il problema è che mentre a 8 anni bene o male ha socializzato con i suoi coetanei, ha imparato bene l'italiano, usciva il pomeriggio per cercare gli amici per giocare, col passare del tempo mentre gli altri crescevano e pian piano cominciavano ad avere interessi sempre inerenti all'età lui è rimasto per così dire indietro.
Oggi gli altri coetanei sono spesso su facebook, su whatsApp, o parlano di ragazze ecc ecc, lui si trova sempre più isolato in quanto ancora legato a cose molto più semplici.
Il suo divertimento massimo è tipo giocare a nascondino, giocare con modellini di camion che si porta sempre dietro, magari di nascosto dagli amici perché capisce non essere un gioco adeguato ma è ciò che gli piace fare.
L'ho iscritto su facebook ma non ci va mai, gli ho preso un cellulare ma non ha mai salvato nessun numero di amico né tantomeno scrive messaggi.
In epoca passata poteva essere sicuramente un bambino più facilmente inseribile ma oggi purtroppo non lo è.
Quest'altranno frequenterà le superiori e speriamo che la sua lenta maturazione prima o poi raggiunga quella degli altri che a un certo punto rallenterà.
All'apparenza è felice ma stà troppo dentro casa dove si sente al sicuro.
Credo che tutti gli anni trascorsi in orfanotrofio gli abbiano tolto quell'infanzia serena che gli altri invece hanno avuto.
Siamo un pò preoccupati, se avete esperienza di casi analoghi vi saremmo grati di poter essere tranquillizzati sui loro sviluppi .



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Problemi di coppia: Amore
Argomento: Le risposte dell'Esperto (43 letture)
Le risposte dell'Esperto

Angie, 42 (165679)


La mia Storia: La prego mi aiuti. Non ho più voglia di vivere. Sto dimagrendo, non riesco a dormire e sono arrivata a 2 pacchetti di sigarette al giorno.
Mi sono follemente innamorata 6 mesi fa di un africano musulmano. E' stato un colpo di fulmine e abbiamo vissuto 6 mesi di passione con tanto di promesse x un futuro insieme ecc.
Dieci giorni fa lui ha chiamato la madre in africa (è gambiano) e le ha detto tutto di noi.
Lei gli ha ordinato di lasciarmi, dicendogli che lo sto usando e che tutto quello che ha fatto è contrario alla loro religione.
Io sono più grande di 10 anni, ho un bambino (sono divorziata) e sono bianca.
Lui si è chiuso nel silenzio, escludendo sporadici sms, prende tempo ma è chiaro che vorrà interrompere la nostra storia.
Per me questa non è solo una storia, è tutto perchè da anni non mi sentivo così amata e capita, viva.
Ora tutto mi sta scivolando dalle mani e, nonostante le loro ragioni, la cosa che mi ferisce di più è che lui non possa scegliere me e il nostro amore così grande.
Credevo in lui e ora vivo nella paura costante di perderlo.

Grazie per quello che potrà fare.



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Sessualità: Perversione
Argomento: Le risposte dell'Esperto (67 letture)
Le risposte dell'Esperto

Lella, 26 (165749)


La mia Storia: Scrivo non per me, ma per un problema legato a mio fratello.

Mio fratello è un ragazzo di quasi 23 anni, un ragazzo a modo all' apparenza ma con uno strano problema.
Verso l'età di 13 anni ha iniziato a propormi giochi strani, del tipo se poteva annusarmi i piedi in cambio di qualche favore. Io rifiutavo sempre le sue richieste, mi apparivano sì strane ma allo stesso tempo le collegavo alle prime voglie sessuali e me ne sono sempre disinteressata.
Poi verso l'età di 18 anni, mi prestò un suo cellulare poiché il mio era in riparazione e trovai messaggi davvero assurdi indirizzati a ragazze sue coetanee. Insisteva nel regalare scarpe, nel voler ricevere foto di piedi in cambio di ricariche al telefonino e allora iniziai a prendere il problema più seriamente. Mostrai i messaggi a mia madre e a mia sorella maggiore.
Rimasero scioccate, tanto da chiamare una ad una le destinatarie dei messaggi per rimproverarle di accettare tali richieste e regali.
Come se la colpa fosse loro. In mio fratello, invece, riscontrarono il problema di approcciarsi in modo sbagliato con le ragazze.
Cose da matti, ma andiamo avanti. Per un po’ la situazione si ristabilì. Finché non mi arrivò un messaggio da parte di mio fratello, con scritto se ero interessata ad una ricarica. Crollai.
Sì, il problema c'era, ma finché lo dimostrava con ragazze estranee poteva essere una semplice poca autostima di se stesso o "un modo sbagliato di approcciarsi”, ma io sono sua sorella.
E questo è un problema più grave. E non fu un messaggio solo.
Ad ogni offerta rispondevo seccata e decisa. Ne parlai con mia sorella.
Ci avrebbe pensato lei, avrebbe provato ad osservarlo meglio. Ma fino ad oggi non ha combinato nulla.
Il pensiero di mandarlo da uno psicologo l' ho avuto. Ma come fare?
Non posso caricarlo in macchina e portarlo contro la sua volontà da un dottore
In questi giorni, essendo a casa dal lavoro, controllo spesso il suo pc e le cose non sono cambiate.
Ora però le offerte sono peggiorate.
Ora in cambio di foto di piedi promette ricariche PayPall di 550/600€,oltre al vantarsi di essere uno schiavo disposto a tutto. Cosa devo fare?
In casa mia i problemi non si sono mai affrontati per paura delle chiacchiere della gente, piuttosto si evitano.
La cosa inizia a farmi paura, non è più un ragazzino.
Aiutatemi.



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Sessualità: Sessualità
Argomento: Le risposte dell'Esperto (53 letture)
Le risposte dell'Esperto

Piero, 47 (165748)


La mia Storia: vorrei un consiglio, premettendo che amo mia moglie, non riesco a fermare l'impulso di andare a prostitute dopo sto male e con sensi di colpa.
Cosa posso fare per ritornare ad una vita normale?
Ringrazio in anticipo e vi sarei grati di una risposta.   



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Crescita personale: Rapporti affettivi
Argomento: Le risposte dell'Esperto (51 letture)
Le risposte dell'Esperto

Felicity, 27 (165560)


La mia Storia: Salve,

Avrei particolare urgenza di parlare con qualcuno esperto di psicologia perché sto vivendo un momento della mia vita che mi sta distruggendola mia vita fa schifo e mi sento impotente! non so come cambiarla forse ho contribuito io a renderla così ma non so come venirne fuori e ho bisogno di una mano.
In maniera urgente perché più le cose vanno avanti più peggioro il tutto.

Sono arrivata addirittura a pensare di scomparire definitivamente, ma perché "scappare" quando posso affrontarlo.
Aiutatemi vi prego.



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Attacchi di Panico: Attacchi di panico-ansia
Argomento: Le risposte dell'Esperto (42 letture)
Le risposte dell'Esperto

Marco, 22 (165690)


La mia Storia: Buonasera sono un ragazzo neolaureato che tempo fa ha avuto un attacco di panico nel mese di agosto.
A novembre ho conseguito la laurea e successivamente ho seguito un periodo di riposo dove mi sono riposato molto mentalmente e sono riuscito un po’ a riprendermi dalla situazione.
Fino ad oggi mi sento molto meno ansioso anche se non mi sento del tutto di aver superato le mie paure.
Infatti ancora non riesco ad andare in aereo perché temo che mi possa accadere qualcosa ma penso di affrontare il viaggio prima o poi. Io all'inizio nei primi mesi non riuscivo a gestire bene le mie paure infatti sono stato male ma con il passare del tempo sono riuscito a controllarmi di più è sono riuscito a viaggiare serenamente in treno senza pensare di potere morire.
Io quando mi sento ansioso spesso provo un senso di oppressione allo stomaco e vicino al cuore ho già attuato tt gli accertamenti cardiologici analisi del sangue e rx torace e tt è nella norma.
La mia situazione familiare è ottima io penso che il vero motivo dell'attacco è il grosso carico di studio che ho avuto per la laurea e anche il fatto di nn potere stare vicino alla mia ragazza perché siamo di regioni diverse mi ha portato troppo stress e ansia.
La mia richiesta è cosa potete dirmi su quanto può volerci prima che con l'ansia possa convivere tranquillamente e i sintomi possano smettere del tutto ?


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