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EDITORIAL STAFF MEMBERS
Luigi Di Giuseppe
Coordinatore
Diana Baggieri
Lucia Banchelli
Laura Bongiorno
Lucia D. Bosa
Sabrina Costantini
Fabio Gherardelli
Massimo Giusti
Sara Minozzi
Sergio Puggelli
Giacomina Rienzo
Paola Taufer
Renato Vignati
Giovanna Voi


Ostilità Figlio-Madre
Argomento: Le risposte dell'Esperto (0 letture)
Le risposte dell'Esperto

Salve,
Mi presento, sono un uomo di quasi quarant’anni, sono diplomato, non sono sposato, sono poco socievole, vivo "ahimè" ancora con i miei genitori e non ho buone competenze relazionali e affettive. Attualmente non lavoro da lungo tempo, sia per motivi della crisi congiunturale economica e sia perchè non mi sento + all'altezza. Nel mio periodo lavorativo ho cambiato diversi aziende, alcune per motivi di crisi aziendale e altre, penso, per motivi relazionali, pur essendo un stacanovista del lavoro. Vi scrivo perchè, da tempo, mi chiedo le motivazioni, le cause, le dinamiche per le quali ho un cattivo rapporto con mia madre e come poterle migliorare. Mia madre è una persona (che io ricordo, sin da piccoli) che facilmente cade sull'orlo dell'esaurimento nervoso. E' una donna "dittatoriale" (ora adulto posso contrastala), da carattere forte, voce gridante, invasiva, scarsa empatia, da modi bruschi, poco tatto e forma. I sui punti di vista sono quasi assoluti, da toni irascibile e quando uno cerca di confrontarsi o appuntare il suo punto di vista il discorso subito finisce e con frasi irritate del tipo: "va bene, va bene basta":" e che fa'" facendoti sentire svalutato, non compreso e che lei ha ragione. Ance i sui comportamenti (nulla di disonorevole o immorale) non li condivido e volte mi rendono rabbioso. Capita che quando lei mi da una carezza in segno di affetto non sento quel calore affettivo, che a volte ha + valore di mille parole. Io sono il secondo dei figlie mia madre ha sempre coccolato, ammirato, e portato in palmo di mano mio fratello maggiore, il quale andava bene a scuola, università ecc. Molto ha compensato mio padre, pur essendo assente per motivi lavorativi. Infatti lui ha molto + empatia di mia madre e quando ti abbraccia o ti fa una carezza ti trasmette calore, sentimenti di gioia, sostegno o comprensione. La cosa brutta che per la maggiore delle volte nei confronti di mia madre non sento sentimenti affettivi ma di ostilità e forse rabbia. DEVO DI RE ANCHE UNA COSA MOLTO IMPORTANTE, CHE MIA MADRE SUPPUR POCO EMPATICA, FORSE ANCHE FREDDA SI PRODIGA PER LA CURA MIA E DI MIO FRATELLO(SPOSATO) E CERCA DI FARE TUTTO QUELLO CHE E' POSSIBILE PER NOI.



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Ossessioni e Fobie: Consigli per un amico
Argomento: Le risposte dell'Esperto (47 letture)
Le risposte dell'Esperto

Carlo, 26

Buonasera, la contatto per conto di un mio amico non so come io possa aiutarlo, quando andiamo a fare una passeggiata lui si gira e guarda fisso indietro, è come se avesse paura di stare nei posti affollati, se passa vicino ad un palazzo guarda in alto con la paura che gli cadesse qualcosa, quando fa uno sbaglio deve passare sempre nel posto dove ha sbagliato fino a quando non fa un altro sbaglio nuovo più grosso, e come se avesse un mostro in testa che gli dice che cosa deve fare, mi raccontò una volta che gli veniva voglia di farsi del male da solo, questo ragazzo ha 26 anni non è sempre stato cosi avendo avuto degli anni sotto stress e costretto a lavorare per mantenere la famiglia e diventato in questo modo, in base a questi elementi che gli ho fornito mi saprebbe dire di che cosa si potrebbe trattare e come muovermi? La ringrazio buona serata



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Ansia: Ansia (164146)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (37 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gianluca, 30

Salve mi chiamo Gianluca e ho 30 anni, da sempre ho sofferto di piccoli disaggi emotivi che ho cercato di controllare. Quando sono agitato mi tremano lievemente le mani e spesso tendo a sudare, soprattutto quando sono in ansia o agitato. Ora però c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ho accompagnato mia moglie ad una visita ginecologica perchè aspettiamo un figlio e durante la visita sono svenuto. Ora voglio risolvere assolutamente i miei problemi perchè voglio stare vicino a mia moglie per tutta la gravidanza e affrontare qualunque problema. Cosa devo fare? quale terapia posso usare? devo assumere farmaci?



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Psicoterapie: Relazione con il terapeuta
Argomento: Le risposte dell'Esperto (36 letture)
Le risposte dell'Esperto

Victor, 25

Salve dottori. Scrivo perché ho bisogno di un consiglio. Vi spiego subito il problema. Io circa un anno fa mi sono rivolto ad una psicoterapeuta a causa di problemi come una forte ansia,una fortissima paura del giudizio altrui,una forte ansia riguardo al mio rapporto con il sesso che purtroppo in rari casi mi ha anche impedito di avere rapporti completi e che comunque,anche negli altri casi in cui riuscivo ad avere rapporti completi,mi impediva di vivere bene il sesso.A questo si unisce il forte bisogno di ricercare l'amore altrui e un patologico pensare troppo!il pensiero ossessivo,non ossessivo su un qualche oggetto in particolare ma ossessivo su mille piccole cose...tipo :ma dovrei comportarmi così o cosi?e se mi comporto così allora va bene per questo e non per quello,mentre se mi comporto in quest'altro modo va per bene per quest'altro ma non per...etcetc..

La domanda che faccio è questa. Io dopo aver interrotto con la prima terapista (era di indirizzo psicoanalitico) a causa di gravi disturbi psichici della stessa,sono passato da circa 5 mesi ad una terapista ad indirizzo sistemico relazionale e sto facendo terapia individuale.Voi pensate che la terapia che sto facendo possa essere adatta per i disturbi che presento io oppure no?per il momento non sono stato meglio e la terapia non sta funzionando..è normale ed è solo questione di aspettare ed andare avanti oppure c'è qualcosa che non va?la mia terapista di fronte ai miei dubbi dice "il suo problema è la famiglia e si deve parlare di quello" però a me parlare di quelle cose non mi tocca!cioè sicuramente mi toccava quando ero piccolo ma adesso parlare dei miei genitori mi lascia indifferente e non mi mette in difficoltà ne mi da sollievo..

un'ultima domanda.la terapia individuale sistemico relazionale è efficace?ci sono stati degli studi sui suoi risultati che ne abbiamo evidenziato l'efficacia come per la cognitivo comportamentale?

grazie per l'attenzione.

Cordiali saluti;)



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Ansia: Paura della morte
Argomento: Le risposte dell'Esperto (31 letture)
Le risposte dell'Esperto

Salve sono una donna di 32 anni che a seguito del parto del suo secondo figlio porta dentro di sè una forte paura della morte.
Questa paura non mi permette di vivere serenza in quanto mi aspetto che da un momento all'altro io possa sentirmi male e possa morire (d'infarto, d'arresto cardiaco improvisso, di un'aneurisma celebrale).
Tutto questo non mi permette di essere felice di godere delle belle cose della vita.
Non riesco più a programmare la mia vita a lunga scadenza in quanto penso magari non ci sarà un domani...
Come si può essere felici se si sa che prima o poi non potermo più vedere i ns. figli, la ns. casa ecc....
Attendo un Vs.  gentile riscontro.

Cordiali saluti


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Le risposte dell' esperto
Argomento: Le risposte dell'Esperto (44 letture)
Le risposte dell'Esperto

Antonio,50

Buongiorno dottori,
grazie per questo bel servizio di consulenza, mi rivolgo a voi sperando di poter dare un senso alla situazione che sto vivendo. da cinque anni ho una nuova compagna, più giovane di me di 18 anni e che vive però in un'altra città,  che la scorsa estate mi ha reso padre per la seconda volta dopo quasi vent'anni. (ho una figlia di 19 anni avuta da un precedente matrimonio).La notizia mi ha sorpreso ma sono stato felice di iniziare alla mia età questa nuova avventura. Siamo andati a vivere insieme (a casa mia) , io la mia compagna e i miei due cani, con i quali da anni faccio soccorso alpino come volontario. Tutto bene, mia figlia grande ha accettato con entusiasmo questo fratellino, la mia ex moglie si è dimostrata saggia come sempre, non ostacolando questo rapporto. La
nascita del bambino però ha portato un inaspettato grande scombussolamento!! La mia compagna si è attaccata moltissimo al bimbo, non lo lascia un minuto, neppure a me. Ha preteso l'allontanamento dei cani da casa, perché li ritiene troppo esuberanti e quindi potenzialmente pericolosi. Vivendo lontano dalla sua città è molto sola, si è isolata nonostante i miei amici e parenti si siano resi disponibili più volte, vuole che io la accompagni ovunque, cosa ovviamente non possibile perché ho un lavoro che di giorno mi impegna molto. Il clima è teso, il bimbo piange, io mi sento impotente, stanco, dormo poco. Mi mancano tanto i miei cani e io manco a loro, e credo che la depressione post parto stia venendo a me! A volte alla sera mi chiedo chi me l'ha
fatto fare alla mia età, poi mi sento in colpa per questi pensieri anche se ammetto che sono veri, guardo il mio bambino e provo pena per lui, non so perché. Mi date un consiglio? Come posso uscire la questa situazione??
Grazie di cuore per quello che potete fare.
Antonio



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Le risposte dell' esperto
Argomento: Le risposte dell'Esperto (30 letture)
Le risposte dell'Esperto

Alicettolinosa, 25

Salve, sono Alice ho 25 anni e sono in sovrappeso. Peso 80 kg e sono alta 162 cm. Nell'età adolescenziale ero magra ero bella mi piacevo perchè mangiavo a volontà e non ingrassavo e mi vedevo perfetta. Poi crescendo ho cominciato ad ingrassare continuando a mangiare e fare una vita sedentaria ma potevo comunque cercare di camuffare con gli abiti perchè avevo solo qualche kg in più e niente di che. All' età di 19 anni ho scoperto la droga. Avevo cominciato ad assumere delle amfetamine, ne facevo uso tutti i fine settimana per sballarmi ma con mia grande sorpresa e felicità vedevo settimana per settimana che stavo dimagrendo a vista d'occhio fino ad arrivare a pesare 45 kg in 2 mesi. Ero felicissima e non capivo come fosse accaduta una cosa così bella e mentre i miei primi problemi di personalità arrivavano i miei chili se ne andavano e io non potevo più smettere di drogarmi perchè ero bellissima magrissima stupenda adoravo vedere le mie ossa e la mia pancia piatta, il viso scavato. Tutto questo è durato 4 anni poi ho deciso di smettere e con grande fatica e stupore ci sono riuscita. Sono dovuta andare da uno psichiatra che mi ha dato lo zoloft perchè non riuscivo più a comunicare con le persone essendo molto insicura. In breve tempo ho ripreso tutti i kg e anche di più fino ad arrivare dove sono ora. Ora mi nascondo non esco penso sempre che la gente mi veda e pensa cose orrende su di me. Non posso fare a meno di guardare le ragazze magre sempre e ovunque vada e invidiarle e in quei momenti penso che darei qualsiasi cosa per essere come loro. Il mio problema piu grande è che non riesco a decidermi di fare la dieta e di fare esercizio fisico. Come mi muovo un po già fatico e devo rimettermi sul letto nn riesco a correre ne camminare ne fare alcuna attività e se ci provo mi annoio e lascio stare mi deprimo e penso che tanto non ce la farò mai e che rimarrò sempre una cicciona. Per il cibo non ne parliamo, adoro il cibo non posso farne a meno e se nn ne ho mi innervosisco e devo mangiare per forza in più non mi piacciono le verdure tranne qualcosa. Non riesco a trovare la motivazine che mi spinga a fare qualcosa per me anche perchè mi sto ammalando allo stomaco e spesso mi fanno male i muscoli o tendini delle braccia e della schiena. Non so proprio cosa posso fare, mi aiuti perchè in questi momenti vorrei nn esistere più. A volte penso di ritornare a prendere le droghe..



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Le risposte dell' esperto
Argomento: Le risposte dell'Esperto (72 letture)
Le risposte dell'Esperto

Silvia, 29

Buongiorno,
scrivo per avere un vostro parere in merito al mio problema.
È da quando ho 14/15 anni che in determinate occasioni (di disagio o ansia) vomito. Quando ero ragazzina non riuscivo ad uscire con gli amici molte volte per questo motivo e appena rientravo a casa stavo subito bene.
Ora il problema si è circoscritto alle relazioni con gli uomini; le prime uscite, che sono per tutti di norma fonte di agitazione, sono difficili e mi creano molta ansia...durante i primi mesi (quelli in cui si cerca di capire se la cosa possa funzionare o meno) in alcuni giorni ho un affollamento di pensieri e ansie che mi fanno stare male (tachicardia, vomito, tremori, confusione). Ora esco con un ragazzo da 4 mesi, non sento ancora un sentimento forte verso di lui e non sapere come e se andrà avanti mi crea queste sensazioni (mi ripeto che non lo voglio veramente in realtà e invece dovrei solo darmi il tempo di conoscerlo, cosa che razionalmente comprendo quando "sto bene")
Riassumere in poche righe é difficile, credo di non riuscire a gestire alcune emozioni, vorrei capire a che tipo di specialista affidarmi.

Grazie per la disponibilitá.




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Per saperne di più: Problemi di alimentazione
Argomento: Le risposte dell'Esperto (33 letture)
Le risposte dell'Esperto

Laura, 18

Da più di un anno, il rapporto col cibo é diventato per me un qualcosa di ossessivo. Ci penso praticamente sempre. Da piccola non mangiavo quasi nulla, facevo diverse ore di danza
ed ero molto magra. Andavo avanti con cioccolatini, latte, merendine e pasta al sugo ma in quantitá limitate. Quando smisi di fare sport improvvisamente all'età di 15 anni, cominciai ad ingrassare e tutto quello che avevo nell'armadio era diventato troppo stretto per me. Non avendo molti soldi per permettermi di comprare nuovi vestiti, decisi di cominciare a dimagrire, anche perché non mi piacevo e mia mamma non si dimenticava mai di sottolineare la dimensione sproporzionata delle mie gambe. Pesavo circa 54 kg, ed ero alta 1, 56. Mangiavo solo frutta, verdura, carne e pesce. Spesso non cenavo e mi divertivo a ridurre sempre di più l'apporto calorico. Km a piedi ed in bicicletta, piscina, mai un attimo ferma per bruciare il più possibile. In tutto persi 9 kg. Oggi ho 18 anni e peso 49/50 kg. In questo ultimo anno sono passata da periodi di dieta ferrea a periodi di abbuffate che in questi ultimi tre mesi sono all'ordine del giorno. Prendo il pacco di biscotti e ne finisco la metà, poi passo al salato, per poi tornare al dolce. Non so più cosa fare per controllarmi. La paura di ingrassare mi tormenta, anzi, mi vedo ingrassata ogni volta che non rispetto la dieta. Meno mangio, più bella mi vedo. Ogni giorno cerco di tornare ai vecchi tempi, quando riuscivo a rispettare uno schema alimentare ma non ci riesco, anzi, faccio tutto il contrario. Non riesco nemmeno a vomitare perció assimilo veramente tutto. Mi chiedo se questa tortura che mi autoimpongo involontariamente possa finire un giorno e non avendo abbastanza soldi per pagare uno psicologo spero che voi possiate aiutarmi. Grazie di cuore!


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Problemi di coppia: Coppia (163673)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (47 letture)
Le risposte dell'Esperto

Luigi, 26

Ciao a tutti, mi chiamo Luigi e ho 26 anni.
Da 2 mesi, ho ripreso ad avere contatti con una ragazza  con la quale ho avuto una storia negli anni passati. Lei ha 30 anni, un bellissimo bambino di 2 anni ed è uscita da circa 7 mesi da una storia d?amore ?fallimentare? con un compagno (a detta di lei) assente e privo di sentimenti.
Il nostro è stato un vero ritorno di fiamma o meglio la consapevolezza di voler vivere ciò che il passato ci aveva negato.
Io sto ultimando il mio percorso di studio, mentre lei, laureata  e disoccupata, vive in un appartamento separato a quello della madre.
Abbiamo scelto di frequentarci e conoscerci meglio ma al contempo di essere molto cauti e con i piedi a terra  in quanto le condizioni reali di precarietà economica, non ci consentono di poter progettare nulla di concreto nel breve termine.
Per il bene del bambino, cerchiamo di vederci quasi sempre mentre lui dorme ma non mancano le occasioni di trascorrere qualche ora tutti insieme. In presenza del bambino evitiamo baci, abbracci o carezze ma ci limitiamo a giocare e scherzare tutti insieme. Non nego che spesso ho avuto il timore che il bambino potesse avere dei rifiuti nei miei confronti  ma la verità è che spesso è lui a voler giocare con me e i suoi occhi e i suoi sorrisi mi trasmettono tanta tenerezza.
Il problema è che il nostro comportamento o forse la nostra storia non viene accettata da alcune persone, in particolare dalla madre di lei, in quanto sostiene che sia sbagliata la relazione tra me e sua figlia, che sia sbagliato vedersi a casa sua anche quando il bambino dorme oppure in sua presenza poiché potrebbe crescere con dei traumi e complessi che comprometterebbero la sua evoluzione emotiva. In tutto ciò, la figlia viene ancora trattata come un?adolescente e irresponsabile nei confronti del figlio.
Voi cosa mi consigliate? Come dovrei comportarmi? Il figlio potrebbe realmente avere dei problemi nella sua crescita?


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