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Ultimo_dei_romantici

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  1. Mi dispiace tanto per la tua situazione. Posso dirti solo questo.
  2. Ragazza mia, corri, lo ripeto corri e lo riscrivo corri da uno psicoterapeuta prima possibile. Stai facendo un casino della tua vita, un casino colossale, e oltretutto ci sono di mezzo dei bambini, hai fantasie suicidarie, in un momento in cui la tua bambina ha bisogno di te. Non ce la fai da sola e nessuno su questo sito può aiutarti. Cerca uno psicoterapeuta e vacci a gambe levate. Gli psicoterapeuti non fanno miracoli, magari ti fanno pure male o ti innamori (come è successo a me e a tanti) ma almeno ti evitano di fare danni irreparabili alla tua vita.
  3. Quindi secondo voi lei cosa dovrebbe fare? Mandarmi a quel paese così da farmi ancora più male di quello che provo? E' vero sono due anni che la AMO. Non ha mai detto di ricambiarmi, non abbiamo contati al di fuori della terapia al di la delle mei email di servizio oppure quelle mie disperate quando non ce la faccio piu le scrivo e lei comunque non mi risponde. Non ha fatto nulla di nulla che possa essere una qulche violazione del setting. Interpreta le cose che le dico, anche queste, cerca di generalizzare e di fornirmi spiegazioni su quello che, secondo lei, lei rappresenta per me.... ma io la amo, La amo per come è fuori e per come è dentro, cosa ci posso fare? Quindi secondo voi uno non si può innamorare di una donna che è compatibile con lui per tutto? La terapia a cosa dovrebbe servire? A insegnarmi che i miei sentimenti non sono veri? Per Diamanda: io non spero che un giorno lei mi amerà perchè semplicemente so che è impossibile razionalmente. Ma una parte di me vive costantemente di fantasie su di lei. Non riesco ad arrendermi. Io posso accettare che non posso averla esattamente come si può accettare la morte di una persona cara. Cioè come qualcosa che, in fondo, è inaccettabile. E' uno schifo della vita inaccettabile. Lo so da me che le persone non resuscitano e per questo che odio la vita, odio tutto il male che c'è nella vita, odio le illusioni che uno si fa da bambino che vengono tutte deluse. La vita per me non è niente altro che una lunga corsa verso la morte. Non credo in dio e non mi sembra che abbia senso niente. Ora, ripeto: lo so benissimo che non potrò mai avere una storia con la mia terapeuta, eppure sarebbe l'unica cosa che mi toglierebbe dalla testa il pensiero che alla fine la vita non è altro che un lungo interminabile accontentarsi. Tutti si accontentano. Tu lo volevo il to terapeuta? Lo volevi? SI. Ma hai dovuto acocntentarti. Ti sei trovata altre storie, certo... ma intanto quello che desideravi sul serio non l'hai avuto. Ecco, io non l'ho mai avuto, quello che desideravo sul serio. Mai. Ho dovuto fare compromessi come tutti credo per tutta la vita. Solo che adesso non ci sto più. Non mi va più. E l'unico modo in cui lei potrebbe curarmi sarebbe proprio violare il suo cavolo di codice deontologico, violare tutto, darmi un bacio e dirmi che almeno una volta nella vita ho avuto quello che desideravo, e poi, solo allora lasciarmi andare, tanto la terapia sarebbe conclusa. Resterò in terapia finchè non succederà oppure finchè non mi sarò accontentato per l'ennesima volta. Sono folle? Malato? Depresso? Certo, se no non sarei in terapia, ma certo non guarisco con l'ennesimo rifiuto
  4. Purtroppo se la tua vita non funziona come dovrebbe, se non hai abbastanza amore fuori dalla stanza della terapia, è quasi inevitabile che ti innamori dell'unica persona che ti offre un sorriso sincero. Purtroppo è così. Io ne sono dentro fino al collo. Solo quando ho ammesso a me stesso che la amo sul serio senza raccontarmi frottole sul transfert e tecnicismi vari che non servono a niente, sono stato un pochino meglio.
  5. Io vedo molto positivamente questa fase. In qualche modo stai provando a distaccarti dalla tua giovane terapeuta e l'emergere di sentimenti "negativi" nei suoi confronti significa che, con l'aiuto di un bravo professionista potrai eleborarli.
  6. Ti consiglio di andare più presto possibila a parlare con un bravo/a psicoterapeuta perchè quello che rappresenti è un evidente problema per te, altrimenti non l'avresti scritto qui.
  7. Caro Mauro, io sono in terapia da 2 anni, sono più vecchio di te, ho 50 anni e amo la mia psicoterapeuta. Posso dirti a cosa sono arrivato io: basta con questa parola "transfert" usata a sproposito. Il Transfert è un termine tecnico usato da loro che descrive tutte le proiezioni che si fanno quando si è innamorati. Detto questo, il transfert esiste in ogni innamoramento, per cui, nessuno, dico nessuno, può dire a te che il sentimento che provi non è amore o innamoramento, ma un'altra cosa, tra l'altro descritta con una parola che è brutta anche foneticamente. Ami questa donna si o no? Solo tu puoi rispondere. E francamente se la ami, la ami punto. Che faccia o meno la psicologa o che faccia la macellaia o l'infermiera. LA differenza sta probabilmente nel fatto che l'amore che provi possa essere in qulche modo "indotto" dal suo comportamento professionale per verificare il tuo modo di vivere certi sentimenti, schemi ripetitivi etc, può benissimo essere, ma nulla toglie all'autenticità del tuo sentimento che devi accettare e per accettarlo comincia a chiamarlo col suo nome che non è transfert e fenomeno transferale, ma amore. Eros. Io, da quando ho ammesso, onestamente a me stesso che la amo, e anche se so che non potrò mai averla, ho tutti i diritti di amarla, sto meglio. Vedila così: lasciati andare, lei sa cosa fare, se è brava lo sa. Vai da lei e dille TI AMO. Perchè trattenere i tuoi sentimenti? Amare è una cosa meravigliosa. Loro, gli psicologi, hanno scelto un mestiere difficile, purtroppo non possono cogliere ne' approfittare di tutto questo carico di sentimenti che noi portiamo. Molti, a mio avviso per difesa, per non starci troppo male dopo, quando tu diventi indipendente, dicono a se stessi che non è amore, sviliscono e sminuiscono un sentimento. Ma solo tu puoi dire se la ami o no. Sii onesto con te stesso, prima di tutto. Poi c'è la dipendenza, che è un'altra cosa: hai bisogno di lei? Questa è un'altra cosa, che non c'entra con l'amore... anche questa te l'ha comunque indotta lei. Ma tu sei innamorato e dipendente: è normale altrimenti cosa andavi a fare in terapia? In terapia si soffre
  8. Ciao a tutti, dopo due anni di sofferenza sono giunto a questa conclusione: quello che provo per la mia terapeuta si chiama Amore. Punto e basta. Non sono un ragazzino, saprò bene quando amo una persona. Che poi, dentro, ci sia tanta proiezione (cioè transfert) mi pare ovvio esattamente come avviene in qualsiasi relazione umana, comprese quelle di amore agìto nella realtà. Dire: "non è vero innamoramento ma transfert" non significa nulla. Ma proprio nulla. L'innamoramento c'è eccome con tutti gli annessi e connessi e col dolore che comporta non poterlo agire, sapere che per quella persona sei solo uno dei tanti pazienti, che ha una sua vita, è sposata etc, ma ma dire, come ho letto da più parti che il sentimento che nasce per il terapeuta non è un vero innamoramento mi sembra una boiata pazzesca. Se vogliamo dire che è un dolore necessario, che per qualcuno è inevitabile, ok. Va bene. Se vogliamo dire che durante questo innamoramento ci sono tanti contenuti che vengono proiettati, vero anche questo. Se vogliamo dire che si ripetono comportamenti "infantili" vero pure questo. Ma dire: "non sei innamorato, è il transfert" mi sembra una cosa assurda perchè il transfert è una componente di qualsiasi innamoramento e di qualsiasi amore, ed è materiale prezioso per il terapeuta, che ci lavora, ma intanto sei innamorato eccome. Sarebbe come portare la macchina dal meccanico che deve riparare il motore e lui dicesse: non è un'automobile, è un motore. Il transfert è una componente dell'amore e del proprio terapeuta (anzi nel mio caso della terapeuta) ci si può eccome innamorare. Contestatemi, che sto male come un cane
  9. Ciao, ho 50 anni, sono in psicoterapia da due, innamorato della terapeuta da un anno e mezzo. Direi che ho detto tutto.
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