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  1. Ieri
  2. Io non ne posso più, giuro che se solo avessi un po' di coraggio in questo stesso istante mi ucciderei. Sono 8 anni che soffro di binge eating e da 4 di bulimia, ho consultato diversi specialisti e ora sono in terapia con una dottoressa con cui non riesco a comunicare, ad aprirmi (forse anche perché la conosco da poco). Con la dottoressa di prima mi trovavo benissimo, ma mia mamma mi ha spinto a cambiare perché vedeva solo peggioramenti, ed effettivamente era così. Io peggioro di giorno in giorno, non riesco più a controllarmi, non riesco più a vivere. Ci sono delle giornate in cui riesco a soffocare la mia sofferenza con il cibo, ma altre volte soffro così tanto che la mia mente si oscura e non riesco più a trovare alcuna ragione per continuare a provarci. Circa 3 anni fa, quando avevo 15 anni, mia sorella è entrata in depressione e dal quel momento la mia vita è cambiata del tutto. Mio padre l'ha presa malissimo e non l'ha mai supportata come avrebbe dovuto, mia mamma ha perso un quarto di vita per starle vicino, e per me tornare a casa diventò sempre più un incubo. Ho iniziato a non uscire, a non parlare con nessuno, a non mangiare , a vomitare tutti i giorni... e poi a mangiare, mangiare,mangiare fino a sentirmi male. Mangio e vomito,vomito e mangio, a volte vivo solo di questo. Non riesco a parlarne con le mie "amiche" perché non mi fido di loro e me ne pentirei, anche perché io mi pento di tutto quello che faccio. Ho un'autostima bassissima, se non quasi inesistente, ma non a livello estetico ma proprio nei miei confronti a livello umano. Mi considero pari a 0 e non riesco a cambiare questa percezione di me. Tutte le volte che qualche ragazzo mi è andato appresso non ho mai retto il gioco perché non ho mai pensato veramente che qualcuno potesse interessarsi a me, ho perso tante di quelle occasione e stesso ora non mi azzarderei mai a frequentare qualcuno perché quel qualcuno potrebbe trovare di meglio. Io non ne posso più, ora sto malissimo e non riesco a far nulla, neanche ad uscire di casa. Vorrei fare qualche stronzata per essere ricoverata in ospedale ma mia mamma ne morirebbe, già lo so. Non so perché sono qui, è da anni che ascolto sempre le stesse parole di conforto e so come dovrei comportarmi nella mia situazione, ma non ci riesco. È un loop da cui non riesco a uscire. Vorrei poter addormentarmi e non risvegliarmi più.
  3. Ultima settimana
  4. Salve mi chiamo davide ho 34 anni,attualmente vivo in famiglia da sempre,ancora per problemi di lavoro non sono mai potuto uscire da questa setta familiare. Faccio parte di una famiglia disfunzionale dove l'anormalita' comportamentale di ogni genere deve essere vista e accettata cm se fosse normale,vado al dunque,ogni sera quando non ce nessuno da anni,vedo mio padre avere mosse o atteggiamenti disturbati,esempio lui e sempre in cucina va a letto sempre tardi la sera,capita che io sn a casa e vado in cucina e ce lui,mi fumo una sigaretta e quando sono con mio padre solo di 63 anni noto dei comportamenti strani nei miei confronti,con la coda dell'occhio a distanza quando mi vede nella stessa stanza con lui inizia ad avere tipo sembrano eccitamenti sessuali,si tocca in modo strano,(non i soliti grattini che noi uomini di solito facciamo,accentuati assai,si muove le gambe in modo strano tipo a sgrullarsi come se volesse farsi notare da me,sto schifo mi distrugge dentro,la mente e la psiche,sta cosa lo notata sempre e quando ci sono io,quando e solo nn lo fa',xche' devo subire questa trauma,questo schifo con chi posso parlare e cosa devo fare per nn vederlo piu nel resto della mia vita?
  5. Anemonyum

    Interpretare i segnali

    Ciao Peppe beato te che non hai ste paturnie!! Grazie lo stesso
  6. Peppe9927

    Interpretare i segnali

    Sinceramente non so cosa dirti, il mio medico di famiglia è un uomo che potrebbe essere mio padre (ha dei figli più grandi di me) ed essendo anche io uomo non abbiamo un rapporto molto intimo e ci si limita a un saluto cordiale.
  7. Ciao a tutti! Sono capitata in questo forum per caso... Mi piacerebbe avere un parere, in quanto non posso parlare di questa cosa con nessuno. Il mio ragazzo mi fa spesso battute sul fatto di andare con le escort, ultimamente mi ha espresso anche il suo desiderio di farlo realmente, in modo più esplicito. La cosa si verifica sempre durante discussioni o giornate storte, quindi all'inizio pensavo fosse più una cosa dettata dalla rabbia o nervosismo, ma diventa sempre più frequente e mi preoccupa. Credo in lui ci sia davvero questo desiderio, ma perché? Sono una persona di mente molto aperta, cerco sempre di capire gli altri e mettermi nei loro panni, ma stavolta non riesco. Dal mio punto di vista non ci sono carenze sessuali o affettive nel rapporto, l'unica cosa che mi rimprovera sempre é di essere un po' pesante, perché lui vive molto alla giornata mentre io mi faccio mille problemi e ansie per tutto. Vorrei qualche parere perché ho bisogno di capire cosa si cela dietro questo desiderio e quanto realmente angosciarmi. Grazie mille
  8. Alek

    Help: nome a questo disturbo?

    Grazie Peppe. Clinicamente esiste un nome? Avevo letto di Disturbo paranoide della personalità
  9. Anemonyum

    Interpretare i segnali

    @Peppe9927 Ciao Peppe, grazie per la risposta e per non avermi crocifisso come mi e' successo in un altro forum. Il problema e' che non capisco proprio cosa vuole: ci siamo visti ieri, non ha tentato di avvicinarsi ma mi ha detto che ci vediamo poco e facendomi gli auguri di Natale mi ha detto "un bacio" percio' non so cosa pensare. secondo te e la tua eventuale esperienza, cosa vuole dirmi? P.S sono sempre Fresya ma ho avuto un problema con l'altro account e ho dovuto reiscrivermi e cambiare nick, scusa la confusione!
  10. Peppe9927

    Interpretare i segnali

    Da come esponi la cosa secondo me sarebbe il caso di lasciare le cose come stanno e vedere l'evoluzione, lascia che sia lui a fare il primo passo se proprio vuole quello che tu pensi lui voglia. Nel frattempo fatti una tua vita e non pensare troppo a lui.
  11. Peppe9927

    Help: nome a questo disturbo?

    A. A mio avviso è solo ignoranza. B. L'unico consiglio è di lasciarli sguazzare nel loro brodo e di stargli il più lontano possibile, la storia è vera, l'uomo è stato sulla Luna e l'11 settembre non è stato causato dagli americani. Come hai già constatato è praticamente impossibile fargli cambiare idea e alcune volte riescono a farti venire il dubbio.
  12. Peppe9927

    Mi voglio uccidere

    Ciao Anna Paola devi avere fiducia, le soddisfazioni arriveranno. Ti fai domande sulle tue origini ? Allora credo proprio che sia giunto il momento di iniziare ad indagare sul tuo passato, non ti posso dire io da dove iniziare ma forse faresti meglio ad affrontare l'argomento con i tuoi genitori adottivi, sono sicuro che loro ti aiuteranno anche perché ormai sei maggiorenne e hai tutto il diritto di sapere qualcosa dei tuoi genitori biologici. A scuola ti odiano? Non è un tuo problema se loro sanno fare solo quello, pensa positivo, tra qualche anno finirai gli studi e loro saranno solo un ricordo spiacevole che sono certo verrà rimosso molto presto quando magari andrai all'università, dove spero tu possa incontrare qualcuno che ti faccia sentire importante.
  13. Buonasera Anna Paola, non potevo ignorare la tua richiesta di aiuto anche se il messaggio e’ del 2 dicembre ma L ho letto solo ora... da dove arriva tutta questa disperazione? parliamone e troviamo insieme una soluzione, ti va,? perche’ c’è sempre una soluzione, sempre D
  14. Floyd77

    Angoscia esistenziale

    Ciao a tutti, Sono un uomo di ormai 42 anni, vivo e lavoro da quasi dieci anni a Roma. Ho un lavoro stabile, sono autonomo, ho abbandonato il tetto familiare a 32 anni e non sono privo di relazioni sociali. Eppure, qualcosa è radicalmente cambiato da oltre un anno. La mia storia è sempre stata caratterizzata da una serie di fasi umorali a lungo o medio termine. Insomma, so cosa è la depressione, almeno a partire dai 16 anni, ma negli anni - anche grazie all'analisi e ai farmaci - ho costruito un equilibrio piuttosto stabile. Il primo episodio avvenne a 19 anni, ma covavo già da qualche anno. Non mi piacevo esteticamente, tendevo ad isolarmi, mi rifugiavo nei sogni ad occhi aperti e nella lettura, nessun approccio con le donne, tendevo ad idealizzare tutto e ad intellettualizzare i problemi. Questi sono tratti della mia personalità, poco da fare. Fatto sta che esplose un malessere infernale che, 22 anni dopo, ancora mi perseguita. Mi venne addirittura diagnosticata la schizofrenia, ma in realtà ero sempre lucido e presente, proprio per questo avvertivo tutto il dolore dell'universo e dell'umanità, ero una sorta di Cristo (un pocero Cristo, direi). È allora che ho cominciato ad assumere farmaci e ho intrapreso un percorso terapeutico. Da allora ho sempre convissuto con fasi down, ma niente a che vedere con quell'inferno (che durò quattro mesi nella fase acuta). Ma soprattutto queste fasi depressive duravano poco, mai più di un mese, e poi avveniva una remissione pressoché completa e tornavo a stare bene. Ho poi avuto le mie prime relazioni sentimentali, ma ho sempre manifestato qualche problema emotivo a "sentire", a "provare" e a gestire una storia. Comunque, ho portato a termine con successo gli studi, ho vinto un concorso statale, mi sono laureato, mi sono trasferito a Roma, mi sono fatto valere sul lavoro, ho avuto una relazione di due anni e mezzo in cui per la prima volta sono stato coinvolto. Ormai ne ero fuori, da qualche anno non prendevo più farmaci e non andavo più in analisi. Ma ecco che sei anni fa si riaffaccia un fortissimo malessere che mi stravolge, lascio la mia ragazza di punto in bianco, torno in analisi, ricomincio una terapia farmacologica. Il senso di colpa mi annienta e la ritengo la seconda crisi più tosta dal 1997, ma tutto sommato tempo due mesi e comincio a stare meglio. E da allora, era il 2013, vivo una lunghissima fase di benessere... sì, qualche piccolo passaggio a vuoto, ma roba di un paio di settimane, per il resto vado a mille, conosco tante persone nuove, faccio molte attività. E arriviamo allo scorso autunno. Inizio una relazione dopo molto tempo con una donna più grande e davvero bella e meravigliosa. Intanto, comincio ad avere fastidi alle orecchie, senso di ovattamento perenne e mi viene diagnosticata una otosclerosi bilaterale. Ed è esattamente allora che comincio ad avvertire il malessere mi attanaglia ancora adesso... un qualcosa di diverso, di nuovo, di "costitutivo". Pongo fine alla relazione immediatamente, ma non serve. I farmaci non servono, men che meno la terapia psicologica. Da oltre un anno questo è il mio stato: una ineliminabile condizione di angoscia perenne, un senso di tedio esistenziale, vuoto, tristezza, paura, inutilità e vacuità delle cose. Non sono mai stato male per così tanto tempo, mai! E non ho mai percepito il male come "normalità", come faccio adesso. La cosa terribile è proprio questa: mi sembra perfettamente normale sentirmi così, qualcosa di naturale, ontologico, esistenziale... e come tale ineliminabile ed eterno. Ho fatto mie le conclusioni di filosofi come Kierkegaard, Cioran, Heidegger, Camus. Continuo a lavorare, non ho mai preso un giorno di malattia! Continuo a sbrigare le commissioni, a fare la spesa, a fare le visite mediche. Di tanto in tanto addirittura esco con gli amici. Ma niente. Non serve a niente. Questa condizione è perenne, costante, non va via. In tutta sincerità, vivere a questo modo non ha senso, è uno stillicidio di dolore. Qualcuno ha mai sperimentato un simile stato?
  15. Alek

    Help: nome a questo disturbo?

    Buonasera da Alek. Vi espongo i fatti: da sempre, dall'infanzia, sono sempre stato amante della storia e dell'archeologia; amavo leggere libri di storia, biografie di persone ecc. Qualche anno fa incappai in rete negli sconcertanti articoli di un editore di una rivista fotografica degli anni '80 e '90, che non cito poiché non so se posso farlo, dove asseriva che la storia fosse tutta fasulla, inventata a tavolino dal Rinascimento alla metà dell'800. Facendo ricerche in rete, incappai in un forum di complottisti, dove tutti gli utenti dubitano di ogni cosa, e quindi anche della storia. Per loro è tutta falsa, ogni cosa falsa, i monumenti fasulli (non dell'epoca alla quale appartengono per la storiografia ufficiale), monete fasulle, il tutto fasullo. Piramidi? Fatte 12.000 anni fa, oppure 400 anni fa. Insomma la forma mentis: "ci prendono tutti per il culo" ed "io non mi fido di niente". Persone che parlavano come archeologi, giudicando gli stessi, senza avere lauree, specializzazione, dottorati e senza quindi essere attivi nella ricerca storico-scientifica. Purtroppo, però, tutto ciò mi contagiò al punto da avere, circa un anno e mezzo, massimo due anni dopo, due mesi con frequenti attacchi di panico. Non so a cosa furono dovuti, ma penso a questo. Andai da uno psicologo con la mutua e mi sentii meglio. Dal 2015 non ho più attacchi di panico ma, da un po' di mesi, ritorno si quel sito, mi iscrivo, cerco di dirgliene di tutti i colori usando però la ragione del sapere storico scientifico; spiego alcune cose di storia, spiego di come avvengono le datazioni ecc...ma la risposta è sempre che "ti vogliono far credere quello che vogliono" , oppure rispondono con frasette ironiche, oppure continuano a credere che sia tutto falso. Questo mi logora al punto di cominciare a pensare nuovamente che questi complottisti abbiano ragione. So che non ne hanno visto che comunque non posseggono specializzazioni per dire: "ho scoperto questo e posso dire la mia". Diffidano delle datazioni scientifiche ecc, ma non dei loro guru / messia, che gli dicono che la storia è falsa, che dicono loro che nella Bibbia si parla di alieni, che la Bibbia stessa è stata scritta nel '700 e che la storia è fasulla e lo si evince da numerologia , onomanzia ed anagrammi. Esposti i fatti, avrei due domande: A: Questo disturbo psicologico, perché tale è , suppongo, ha un nome che voi sappiate? Parlo di quello dei complottisti nel dubitare della conoscenza tutta, dalla scienza alla storia, dagli archeologi agli scienziati di laboratorio ecc. Insomma pensare di saperne più degli "addetti ai lavori". Per non palare di 11 settembre ecc. B: Che consigli potete darmi per non ricadere nel tranello nel quale caddi anni fa? Quando li leggo mi sale un odio assurdo verso questi personaggi. Un grazie a tutti quanti e buon proseguimento di serata. Alek
  16. Alek

    Buonasera

    Buonasera a tutti quanti...
  17. In precedenza
  18. Fresya

    Interpretare i segnali

    Buonasera a tutti! Ho pensato di scrivere in questo forum perchè ho bisogno di fare chiarezza in una situazione che mi dà da pensare da alcuni mesi. Si tratta del mio medico di famiglia: da un paio d'anni, per caso, abbiamo scoperto di avere in comune l'amore per la lettura. Da quel momento abbiamo cominciato a regalarci ebook (lui molti, io pochini); poi è passato alla musica e anche qui abbiamo dei gusti piuttosto simili, idem per il passaggio successivo, cioè i film. Da qualche mese noto che cerca di avvicinarsi anche fisicamente: dalla solita stretta di mano iniziale è passato a due; poi è passato a stringermi la mano tra le sue; durante l'ultimo incontro mentre mi controllava il cuoio capelluto (ho un problema dermatologico ricorrente) mi ha accarezzato una guancia. Al termine dell'incontro mi ha chiesto un bacio sulla guancia. Vorrei precisare che ci conosciamo da quasi 25 anni; io ne avevo 22, lui quasi 40, perciò ho pensato che si tratti di un atteggiamento più paterno che altro, anche se un po' tardivo... E' sposato e con figli, e da quello che so di lui mi sembra un uomo perbene. Sono certa e consapevole che non lascerà mai la famiglia. Io non so esattamente cosa provo, anche perchè ogni volta che si avvicina è come se il cervello smettesse di funzionare! So che le sue attenzioni e la sua dolcezza mi fanno bene al cuore, ma non vorrei, per il mio bisogno di affetto, vedere cose che non ci sono. Perciò vi chiedo aiuto e consiglio: non posso chiarire con lui perchè rischio di rovinare una rapporto che doverosamente si nutre di stima e fiducia reciproche, quindi sarei grata a chiunque volesse darmi un parere, anche duro! Grazie e buona serata!
  19. Bayer

    Salve a tutti

    Ciao a tutti io sono nuovo in questo forum nonostante io lo segua da tempo. Spero di trovarmi bene e presto mi sfogherò con voi. Grazie :)
  20. Anna paola

    Mi voglio uccidere

    Sono una ragazza di 19 anni , non ho piu voglia di vivere , non ho mai soddisfazioni sono stata adottata e mi fo continuamente domande sulle mie origini . Non mi fido delle persone e mi sento sola anche in mezzo a tanta gente . A scuola mi odiano , non ho piu voglia di fare nulla ma solo rinchiudermi in me stessa . Ho attacchi di panico e mi sento inutile
  21. Daniela credimi hai fatto benissimo ,non ti devi sentire in colpa, se era interessato veramente ti cercava in qualche modo ,posso capire la situazione di sua mamma ,ma tu ti sei sacrificata ad aspettare per cosa ? Alla fine le piaci ma non abbastanza
  22. AndreaFerrari97

    Troppa comptetitività

    Salve a tutti Sono un ragazzo di 22 anni e da qualche tempo ho un problema che mi crea non pochi disagi. Fin da quando sono piccolo sono sempre stato un tipo molto competitivo sotto ogni aspetto (nello sport, nella scuola ecc.). Legato a questo aspetto c'è sempre stata la mia incapacità nell'accettare la sconfitta. Però fino a poco tempo fa tutto ciò non mi ha mai creato particolari problemi. Sicuramente si vivono momenti di frustrazione e di rabbia in particolari occasioni, ma comunque nulla di preoccupante. Ultimamente invece il non saper accettare la sconfitta si è diffuso sotto ogni aspetto della mia vita, anche in quelle "competizioni" minime e alle quali una qualunque persona non darebbe alcuna importanza. Per fare un esempio, qualche sera fa ero con il mio solito gruppo di amici e stavamo giocando alla PlayStation. Ho perso una partita in maniera umiliante (cosa che mi accade molto raramente). Da quel momento in poi ho provato solamente rabbia, verso i miei amici che ci scherzavano su (conoscendo il mio carattere), e soprattutto verso di me, per non essere riuscito a vincere. Ciò mi ha portato ad isolarmi per tutta la sera senza rivolgere più la parola a nessuno e a rispondere in maniera brusca e antipatica a chiunque provasse a rivolgermi la parola. Questo era solo un esempio, ma ce ne sarebbero molti altri di simili. Qualcuno mi saprebbe aiutare? Come posso risolvere?
  23. Ciao a tutti.. Vi scrivo perché da sempre ho un po' di difficoltà nel darmi valore, nel credere in me e sovente mi sento inadeguata, ovunque io sia. Così parlandone con amici, mi hanno consigliato di iscrivermi a un Corso di Autostima. Leggendo descrizione e programma mi è parso interessante, ma funzionerò davvero? Chiedo in questo forum dove il tema viene toccato frequentemente. Grazie in anticipo. Un abbraccio
  24. Il mio modesto parere è questo. Dato che mi sembra che questa persona non la vedi da 10 anni probabilmente è più una fantasia. Queste cose di solito accadono quando nel matrimonio uno si annoia o ci sono dei problemi. Non voglio mettere in dubbio che non ci sia amore con il marito. Ma spesso insomma siamo sinceri, dopo un po' di tempo subentrano noia e abitudini in tutte le coppie, soprattutto se la routine è sempre quella, se non si condividono interessi ecc. A questo punto questa persona con cui adesso parli di cose intime diventa come un catalizzatore della trasgressione che vorresti avere nella vita. Una persona che non vedi da tanto, misteriosa, straniera, che non sai bene chi sia o come sia diventata ( dopo 10 anni uno cambia) ecc. Se decidi di andare fino in fondo magari capisci che non è così eccezionale come cosa e ti ritrovi ad avere avuto una fiammata per una persona che magari idealizzavi ma che alla fine ha dei difetti esattamente come il marito. Da un altro punto di vista potrebbe voler dire che con il marito le cose non è che sono proprio tutto amore e perfezione. Come dicevo dopo un po' il sentimento si spegne o comunque cambia. La stabilità annoia e uno potrebbe trovarsi a voler smantellare quella normalità che con tanto desiderio aveva un tempo costruito ( matrimonio, vita normale ecc). Alla fine comunque questi sono solo miei ragionamenti razionali, è difficile ridurre l'attrazione a un discorso razionale, gli istinti non sono razionali come si fanno a gestire?. Secondo me se sono attirato da una persona che non vedo abitualmente, di solito è più facile idealizzarla. E' più facile travasare su di lei tutti i pregi e le cose che vorrei e che mi mancano nella vita che vivo adesso. Questo il mio modesto parere. Di più non so dirti, dovrei conoscere meglio la storia.
  25. Ciao Ho letto con attenzione il tuo messaggio. Ci sono alcuni punti dove sarebbe necessario che ti chiarissi meglio - hai già parlato della tua incapacità allo studio però parlando per esperienza personale, ho visto persone prender un diploma e addirittura laurearsi senza essere queste grandi cime nello studio. Cosa ti impedisce provare di nuovo a ricominciare il percorso scolastico? In questo modo avresti anche momenti di socialità - il piangerti addosso. Se lo sai perché lo fai? Io ho lamento come secondo nome però quando delle volte incomincia la mia personale spirale di compianto, tento la via dei perché. Spesso trovo modo di reagire - la tua bipolarita e la depressione ti é stata diagnosticata? A presto!
  26. Sono disperata...ho vissuto x 3 anni una relazione clandestina..lui mi ha aiutata tanto ad uscire da un matrimonio violento e disastroso..ma la sua vita nel suo mondo mi faceva male.mi sono sentita sola e con tanti problemi tutti miei da affrontare anche se lui cmq c era a modo suo.bene ho conosciuto un ragazzo solo parole risate e spensieratezza lui si è preso una cotta per me io...mi sono sentita leggera e avevo una cosa per me ...ma nn mi piaceva mi aiutava a sentirmi meno sola quando il mio lui...diciamo sosia era nel suo mondo...con sua moglie ..ecco..a giugno il mio lui si impossessa delle pswd di facebook e scopre una chat uno scambio di parole dolci e affettuose tra me e questo ragazzo con il quale nn c e stato nulla di fisico lo ripeto....ecco.oggi penso e credo di avere ancora il telefono sotto controllo da lui ...ho il cuore spezzato perché lui che si e allontanato...mi manda i messaggi che ha letto nelle chat poi mi manda i nostri mi fa regali sorprese poi mi mortifica facendomi sentire in colpa per aver vissuto un amicizia che riempiva un vuoto...ora l amico l ho allontanato subito..e lui il mio lui...mi tortura....mi manca ma nn mi vuole più ma mi tortura
  27. Amavi tuo marito e ti fai venire in bocca dal mister di tua figlia cosa che, sono sicuro, a tuo marito hai sempre negato. Mi sbaglio?
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