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  1. Ieri
  2. La vogliamo fare finita una volta per tutte con queste facce pelose che sono solo brutte, vecchie e simbolo della stupidità della gente di oggi che segue il pifferaio magico senza più riflettere? Fin'ora ho retto, ho usato un linguaggio più dolce e educato, ma ora BASTA, non se ne può più che tutti sembrino vecchi/malfattori/lupi/orsi/mendicantivagambondi/exgaleotti Ma ve lo ricordate o avete tutti un'amnesia, che fino a pochi anni fa LA BARBA NON PIACEVA A QUASI NESSUNA DONNA E POCHISSIMI DEI BELLI FAMOSI L'AVEVA??? Poi come è possibile che TUTTI INSIEME all'improvviso sia sia rovesciato il gusto??? La puzza di questo fenomeno, di questa strana moda, è talmente forte...per non sentirla dovete avere qualcosa di MOLTO PEGGIO DEL COVID AI BELLISSIMI E INTELLIGENTISSIMI ESSERI SUPERIORI che sono GLI UOMINI CHE NON HANNO SEGUITO IL GREGGE e continuano a redersi (supersexy!!! vi adoro!!!) va tutta la mia AMMIRAZIONE E I MIEI MIGLIORI AUGURI DI TANTE COSE (E DONNE) BELLE!!! CONTINUATE A MANTENERE IL CERVELLO ATTIVO E INDIPENDENTE!!!
  3. Ultima settimana
  4. Ho bisogno di un aiuto per superare ansie e paure da un primo appuntamento. Mi sto mettendo in gioco e per la prima volta, mi troverò in una situazione nuova. Come gestire la paura e l'ansia?
  5. mart_doc

    Documentario sul DOC

    Ciao a tutti! Vi scrivo perché sto facendo ricerca per la pre-produzione di un documentario sul disturbo ossessivo-compulsivo. Io soffro da anni di DOC (in forma adesso abbastanza lieve) e aver preso consapevolezza di questa diagnosi ha fatto nascere in me la volontà di scavare a fondo su tutti i suoi aspetti: da qui è nata l'idea di realizzare un progetto di documentario sul disturbo, nel quale esplorarlo anche attraverso le esperienze di altri pazienti e offrire una narrazione articolata e quanto più possibile veritiera di cosa significa conviverci. Se c'è qualcuno potenzialmente interessato a contribuire a questo racconto con la sua storia, può scrivermi a questo indirizzo per avere maggiori informazioni: documentariodoc22@gmail.com Sarò felice di rispondere a chiunque abbia domande o voglia saperne di più, e apprezzerei davvero molto il contributo di tutti! Grazie Martina
  6. Voglio specificare che quando mi ha urlato in faccia stavamo praticamente naso a naso, quindi la mia reazione di scostargli la faccia è stata istintiva. Non mi sto giustificando per nulla e merito di stare così male perché sono una merda, però vorrei che chi mi rispondesse (se) non ragionasse a favore di nessuno.
  7. Sono Anna, ho 22 anni e scrivo qui perché ho bisogno disperatamente di parlare con qualcuno. Mi descrivo: sono una persona generalmente felice, ma soffro di ansia(non diagnosticata). Ho l'asma da quando ho memoria e ultimamente si è aggravata, sto facendo una cura che la mantiene a freno (anche se non del tutto). Questa situazione mi provoca molto stress, accompagnato alla brutta aria che si respira in casa. Detto così potrà sembrare banale, ma non mi va di scendere nei dettagli perché non è questo quello che mi preoccupa. Ho una relazione da 4 anni, ci siamo cresciuti a vicenda e migliorati. Ci siamo amati a vicenda e credo che ci amiamo ancora. È da un po', circa un anno, che però litighiamo periodicamente e quando succede, sembra un inferno letteralmente. Di solito sono sempre io a lamentarmi perché dai suoi atteggiamenti si deduce che non mi ama, lui puntualmente conferma i suoi sbagli e prende consapevolezza solo quando glielo faccio presente. Quello che odio di lui è che sta sempre nelle nuvole, pensa solo ai soldi, è ossessionato dalla sua carriera e per questi motivi non mi presta abbastanza attenzioni. Non ci facciamo sorprese, non ha mai voglia di uscire per fare qualcosa di diverso, è iper critico su tutto e non gli va bene nulla. Mi odia spesso, per intenderci spiego un paio di eventi: vado da lui a piedi la mattina perché non mi sentivo mentalmente bene, mi metto a piangere tra le sue braccia e lui mi chiede perché. Alla fine scoppio e gli dico tutte le mie preoccupazioni, riguardo l università soprattutto. Lui continua ad abbracciarmi, ma dalla sua bocca non esce mezza parola di conforto. Non mi aspetto che mi risolva i provlemi, ma argomentarli mi farebbe bene(così come io faccio con lui). Comunque mi dice che avremmo fatto tutto quello che volevo e siamo andati a mangiare un poke. Ritorniamo a casa passiamo un pomeriggio insieme, lui in quel momento non ha la macchina per accompagnarmi. Così che restiamo fino le otto insieme, io studio e lui sta al pc. Ad una certa diventa scontroso, non gli puoi dire nulla, mi risponde male e io avevo capito che non ne poteva più della mia presenza anche se nn avevo fatto nulla di male. Ci mettiamo a mangiare a tavola, non mi rivolge la parola, sta tutto il tempo col telefono, non mi guarda più in faccia, cerca ripetutamente di togliermi il piatto quando io stavo ancora mangiando, si alza e se ne va sul divano. In macchina per accompagnarmi gli chiedo perché tutto questo, mi dice che io gli avevo rotto le palle perché mentre lavorava al pc lo distraevo. In realtà gli ho parlato tipo due volte per 2 minuti ogni ora, e non mi sembra esagerato. Comunque ci lasciamo a discussione incompleta e solo il giorno dopo lui mi dice che in realtà anche la sola mia presenza lo infastidiva, quindi a conferma che io non avevo fatto nulla di male per farmi odiare. Questo esempio per far capire come mi sento. Ieri però è successa una cosa tremenda. Sono uscita con le mie amiche, ho bevuto giusto due spritz a distanza di un ora, nel frattempo ero davvero molto triste e in ansia senza alcun motivo avevo un brutto presentimento. Quello che volevo fare era andare a casa da lui per stare a mio agio. Comunque finita l uscita, alle nove torno a casa col pullman. Nel tragitto mi scrive per dire cosa avessi intenzione di fare, io gli rispondo non lo so e gli giro la domanda e la risposta è stata 'boh'. Per cui io ho pensato che non gli andasse di nulla. Comunque ci mettiamo d accordo che deve venirmi a prendere alla fermata, entro in macchina e nn mi guarda in faccia. La prima cosa che sento è una bestemmia, gira la macchina per andare verso casa sua, io mi ricordo che devo prendere una pillola per l asma e gli dico che devo andare a casa. Mi risponde male dicendo 'perché non ci hai pensato prima' e io gli dico 'sono appena entrata in macchina devo fare mente locale'. Arrivo sotto casa mia e non parecchia e io non capisco cosa volesse fare. Io che avevo già capito l andazzo mi sono chiusa in me e ho detto puoi anche andare e lui ha fatto retromarcia. Salgo, parliamo per messaggio del fatto che non abbiamo per nulla comunicato su cosa volessimo fare, che lui aveva deciso di andare a casa sua ma io non ne sapevo niente, che stava per mangiare ma io non lo sapevo. Mi dice che si sente il mio autista e che lo devo ringraziare per essermi venuto a prendere, io gli spiego che non è che non avevo il passaggio perché potevo tranquillamente chiamare i miei, ma volevo semplicemente stare con lui. Cioè, non ho chiamato lui perché stavo a piedi e gli spiego che se lui si sente l autista è perché non aveva per niente voglia di stare con me. Comunque scendo di casa, lui sta ancora giù, entro in macchina infuriata e inizio ad urlare e piangere come non ho mai fatto. Mi sfogo caccio tutta la rabbia che mi da, tutto lo stress la tristezza, il fatto di non essere voluta, gli do un paio di pugni sulla gamba. Lui si gira verso di me e mi urla in faccia, io per scostarlo gli metto le mani in faccia e avendo le unghie un po' lunghe lo graffio pesantemente. Andiamo nel panico totale. Lui resta comunque fermo, non mi mette un dito addosso. Gli ho chiesto penso più di 100 volte scusa e 100 volte mi dispiace. Lui capisce che sono pentita e che è stata una reazione a catena mi perdona all istante dicendo che tutto questo lo aveva creato lui per i suoi modi di merda. Decidiamo insieme una scusa plausibile da raccontare ai suoi genitori e ai suoi amici. A quanto pare tutti sono molto titubanti, lui stamattina è partito per un weekend organizzato con i suoi amici e quindi non ci siamo visti. Io sono nel letto da un giorno e ho a mala pena mangiato. Sto piangendo ininterrottamente perché sono piena di senso di colpa, riconosco di avere qualche problema di rabbia che proviene dalla situazione che prima ho accennato in famiglia. Non so che fare, penso che tutti mi odiano.
  8. In precedenza
  9. Salve.mi presento sono donna ho 30 anni. Necessito una consulenza per chi vuole ascoltare la mia storia. Tre anni fa mi presentai per un lavoro poiché necessitavo cambiare vita e responsabilizzare me stessa. Conobbi quello che è ancora attualmente il mio capo. Premetto che purtroppo in quel periodo ero tossicodipendente. Dopo la prova che va alla grande.lui mi prende.passano i mesi.iniza a capire che qualcosa non va e mi fruga nell armadietto trovando la droga.allora mi trovo costretta a coinvolgerlo in questo mio problema.e gli racconto. Poco dopo ci prova con me e io ci sto.mollo il mio fidanzato e mi metto con lui.da li la sua e una crociata per aiutarmi ad uscire dal mio problema di dipendenza.vivendo in simbiosi.trasferendomi da lui avendo sempre avuto problemi in famiglia.avendo poi scontri pesanti in cui mi alzo anche le mani giustificandosi che ero un diavolo ed ero io che iniziavo.poiche mi voleva impedire di cedere alle tentazioni di usare.un giorno sua madre ci sente e inizia a inveirmi dicendo che io lo maltratta e non lo faccio vivere bene.poiche a 47 anni sua madre ancora gli stira le camicie.morale della favola mi butta fuori di casa.passano mesi e mesi in cui ogni giorno lavoro 12 ore al giorno.per fortuna mi sono un po allontanata dalle sostanze.lui continua a dirmi che sono una merda e a dirmi che è colpa mia che ha così pochi soldi.passa un altro mese.avendo qualche pendenza penale un giorno mi vengono a prendere e mi portano in comunità.passano i mesi ci scriviamo lui non mi scrive niente nemmeno per farmi forza.mi scrive solo del lavoro.mai qualcosa di bello.mai qualcosa altro.mi sento completamente da sola.per fortuna nel frattempo anche da rinchiusa sono riuscita a recuperare il rapporto con mia madre.gioisco per quello.tengo duro.passa 1 anno esco mi danno affidamento al lavori solito posto.la mia testa e felice.penso gli do un altra opportunità.funziona per 3 giorni poi mi si rivela la realtà per come è.uno schiaffo.oltre al fatto che ho avuto difficoltà a riabituarmi alla vita normale perché 1 anno e tanto è anche perché nel frattempo ho smesso di usare sostanze.vuole prendere una casa.pero a me vengono attacchi di pianto in cui non respiro.in uno di questi non riuscivo a muovermi da un posto gli ho detto di raggiungermi e lui vedendomi piangere poiché avevamo appuntamento per la casa mi ha detto ah vuoi farmi fare una figura di merda eh??dopo questo ho provato a parlargli di quello che sentivo della mia difficoltà ms lui ha sempre sostenuto che io i problemi me li inventarsi e che serve fare le cose e basta perché queste sono seghe mentali e che devo andare dallo psicologo chr non ci sono di testa.che sono xxxxxxx e lui non ha voglia di discorsi.dopo questi episodi io mi allontanò e penso che forse non l ho mai amato e l ho sopportato perché ero fuori.mano a mano inizio s non toccarlo più a non provare più........niente. Lui si arrabbia e mi fa presente che altre donne lo avrebbero già violentato e io gli rispondo se non mi sento di fare una cosa non la faccio.seguono discussioni pesanti in cui gli dico che non mi ama e non capisco perché non lo ammetta.che non voglio stare più con lui maniente lui fa come se non avessi detto nulla.si deprime e mi inizia a dire e colpa tua se sto così con un altra non mi succedeva.sul lavoro mi manca di rispetti davanti si clienti e se gli provo a parlare mi dice che io mi sento superiore e che non vuole confrontarsi perché non ho ragione.si arrabbia a volte cambia faccia.....mi dice che la gente dice che la mia famiglia avrebbe dovuto dargli 200000 euro per quello che ha fatto per me che lui mi ha disintossicata.che io sono come mia madre che devo scappare in marocco(cosa che ha fatto mia madre quando ero piccola e cosa per cui ho sofferto) che io non sono una donna perché un altra lo farebbe stare bene ma io no.che prima facevo schifo.io gli dico che voglio licenziarmi e lui mi risponde allora io vendo tutto.una minaccia velata.gli parli parla solo di lavoro.e dopo tutto questo chiede perché non mi parli.tutte queste cose in sua presenza mi hanno fatta chiudere a riccio.non posso farci niente.e mi riesce difficile lavorare sono tanto nervosa specialmente quando mi umilia con la gente sebbene non rispondo poiché so che è inutile.chiedo aiuto umilmente poiché sono in una situazione che proprio non so cosa fare.stare con lui mi fa stare male.e mi fa rabbia che la mia consapevolezza sia sveglia e che lui cerchi di farmi passare per quella in torto.quando io cel ho in pancia quest istinto di protezione. Vi ringrazio per l ascolto.bonsoir
  10. Salve a tutti. Mesi fa conosco una ragazza coetanea (25 anni) con cui ci stava attrazione. Mi ha subito detto che non correva per via di una vecchia relazione di 7 anni conclusa da 2 che l'ha portata in terapia per via di attacchi di panico. Io dal canto mio ci stavo e ho accettato questo e con il tempo lei si è avvicinata molto a me ed un giorno dopo aver rivisto per caso un ragazzo che frequentava prima di me ha capito che non aveva senso tutta questa paura e anche su consiglio delle sorelle ha scelto di buttarsi chiedendomi di uscire, ma chiedendomi di andarci con molta calma Usciamo e va tutto abbastanza bene perchè ad un certo punto mi bacia il collo e mi abbraccia buttandosi con la testa sul mio petto e restiamo cosi per un po, poi andiamo al biliardo e li mi abbraccia. Una volta che la accompagno verso casa mi fa un sacco di complimenti sul mio carattere e mi dice che sono un bel ragazzo e che ha apprezzato che non abbia mai fatto una mossa in tanto tempo perche lei aveva paura. Arriviamo a un vicolo vicino casa sua e li abbraccia forte, per poi avvicinarci e mentre tento un bacio lei mi bacia, ma solo a stampo poiche rifiuta un bacio con la lingua e intanto mi accarezza molto la barba e la nuca 3 giorni dopo ci accordiamo per un nuovo appuntamento e questa volta andiamo in un luogo panoramico, ma quella sera la vedevo ansiosa però essendo cosi di carattere non ci bado e le dico di stare tranquilla. Arrivati li mangiamo e poi quando finiamo la bacio e poi provo un bacio con la lingua che ricmabia per 2 secondi per poi ritirarsi e dire "Non me la sento" e rimanere cosi per un pò e alla fine mi allontana dicendo che non può avere un attaccodi panico, che abbiamo corso e di fare un passo indietro affermando che non vuole farmi perdere tempo e che sono veramente un bravo ragazzo. Quando ci salutiamo mi abbraccia di nuovo con forza Ci rivediamo il sabato con gli amici ed è interessata a me come prima, il lunedi ci incontriamo per caso in un grande magazzino e ci guardiamo tanto negli occhi, scherziamo e siamo molto molto vicini. Ci rivediamo il givoedi (23 dicembre) e mi fa tantissimi complimenti su di me esplicitandomi un dubbio che ha su di me ossia una paura al pensare al futuro. Mentre ce ne andiamo mi fa un cenno sul guardarmi attorno affermando dopo diverse richieste da parte mia che ci sarebbe rimasta un pochino male Durante le feste ci sentiamo poco, ci risentiamo per capodanno in cui mi arrabbio un po con lei perche mi rispodneva scazzata. Il 3 mi scrive, però iniziamo a discutere e mi dice di essere arrabbiata perchè non l'avevo calcolata per poi ritrattare nel pomeriggio e infine il 6 quando ci vediamo in gruppo dopo qualche mia toccatina e qualche battuta sul vederci mi gela dicendomi che vorrebbe restare soloa mica con me eprchè non si sente sicura, che non può vedere qualcuno deprimersi e che vede che non mi impegno A quel punto le rispondo a tono e smetto di guardarla in faccia e lei si allontana per andare a piangere (afferma di averlo fatto perchè ci ero rimasto male). Mentre camminiamo in gruppo rimaniamo isolati io e lei e lei cerca di toccarmi, ma io mi allontano. Se scrivo al cell mi guarda il cell, per poi venirmi vicino e dirmi che ci tinee a restarmi amica perchè le sono stato vicino e non vuole che smetta di guardarla in faccia. Le dico che alla fine se vuole parlare non ci sono problemi Il 7 usciamo in gruppo e la ignoro anche se ha segni d'attrazione verso di me e rispondo alle sue dmande se me le fa Il 10 interrompe di seguire un corso improtante per rispondermi su whatsapp dove si dice ferma della sua decisione e alla mia domanda "Hai avuto paura che potessi farti soffrire" mi rispodne con un "Beh, si forse". Afferma che non pensa che saremo piu che amici per poi chiedermi cosa avessi fatto durante la giornata Quando la contatto per il suo onomastico rimane attaccata al cell cercando di parlare al cell per tanto tempo, ma io liquido. In gruppo ha il classico attegiamento di postura indirizzata tutta verso di me, però mi lancia solo frecciatine del tipo "Sei sessita" La domenica la aggiungo al gruppo whatsapp per il mio compleanno e lei risponde in modo confusionario per poi cancellare il messaggio e riscriverlo "Alla fine dove festeggi?" (L'unica a cheidermelo) Ieri mi manda un vocale chiedendomi come fosse andato il weekend, come fosse andata la domenica e se setssi gia inziando i preparativi Ora mi chiedo come mi debba comportare con una donna cosi. Premesso che non ci sto ad esserle amico e che non avrei problemi ad aspettare mesi pur di starci assieme Grazie
  11. Salve mi chiamo Simone e ho 23 anni. Purtroppo un mese fa ero in macchina di una mia amica e sono stato coinvolto in un incidente stradale. Sono stato quasi un mese in rianimazione e adesso sono in convalescenza a casa. Io sto meglio, mi preoccupa però mia madre. Mi ha vissuto molto in quel periodo, mi ha visto in condizioni pietose, tra la vita e la morte. Adesso sta meglio, però ha ansia, attacchi di panico, si sente un genitore fallito. Le ho consigliato un supporto psicologico, intanto lo avrà che cosa posso fare? Cosa può fare lei per stare meglio? Grazie in anticipo per eventuali risposte.
  12. Buongiorno, purtroppo è da un po' di tempo che quando qualcosa non va, nell'ambito lavorativo (musica, io studio per diventare membro di un'orchestra) e nell'ambito amoroso, me la prendo con tutti, con i miei, con la mia ragazza, con i miei amici. Penso di non riuscire a capire che i problemi li hanno tutti in quel momento in cui sono poco lucido e dico sempre che rimedio ma poi non riesco. Faccio tanta fatica anche a chiedere scusa perché ho paura di sentirmi dire "non ti scuso perché tanto rifarai la stessa identica cosa"... per esempio ieri ho scoperto di essere positivo al covid grazie ad un tampone molecolare che dovevo fare per lavoro, (sarei dovuto partire per un viaggio all'estero e andare a suonare fuori dall'Italia) nonostante io pensassi che grazie al tampone rapido fatto tre giorni fa per la fine dell'isolamento fosse negativo. Pensavo di essere tranquillo ma mi è sfuggito tutto di mano, ho cominciato a dire che la legge italiana è una parola che riconduca agli escrementi (non la dico per non farmi bloccare la discussione, cerco di essere il più civile possibile anche se non mi sento per niente una persona civile...) e mi sono arrabbiato imprecando e bestemmiando al telefono con la mia ragazza (mi dovevo vedere ieri sera con lei ed è da tantissimo che non ci vediamo) e ho insultato mia mamma e mio papà, non ho cercato di farmi aiutare e sostenere... C'è anche da dire un'altra cosa: mio padre ieri pomeriggio mi ha continuato a dare la colpa pensando che il tampone molecolare avrei potuto fare a meno di farlo secondo le nuove normative e che avrei risparmiato una quarantena a tutti, dato che avrei dovuto fare comunque un molecolare lunedì per lavoro, ma quelli del lavoro stesso mi hanno chiesto cortesemente, per sicurezza e per evitare di fare sostituzioni all'ultimo, di accertarmi e di fare anche un molecolare per conto mio che mi verrà rimborsato. Mio padre non ha capito mai questa cosa fino a stamattina e ieri ha continuato a darmi la colpa, ma io ho reagito veramente male e ho risposto male a tutti, ho persino quasi mandato a fanculo un mio amico che ha fatto il covid come me e ha fatto solo un tampone rapido per uscire dalla quarantena, mentre io che ho fatto il molecolare mi ritrovo di nuovo a casa e talmente pieno di nervosismo e tensione che non riesco a fare nulla. Come se non bastasse stamattina ho discusso di nuovo coi miei, e la mia ragazza non ha risposto fino ad oggi pomeriggio... Mia mamma mi ha chiesto come considero i miei genitori e ho detto che sono contento quando mi comprano le cose, e non sono contento e li incolpo quando sbaglio, partendo dal fatto che li maltratto da un po' di anni (facendo il conto sono 6-7 anni) e mi son rassegnato dicendo che "quello che dimostro è quello che penso". Da questo momento i miei mi hanno detto che non mi daranno più una mano, e sarò solo qui a casa perché non ho un'altra sistemazione, mentre per le spese per la musica e il resto mi dovrò arrangiare da ora in poi. La mia ragazza, che ho sentito per l'appunto oggi pomeriggio, mi ha detto che è stufa e mi dà un'ultima possibilità. Non so veramente cosa fare per cambiare, ho sempre promesso a tutti che sarei cambiato ma è andato a scatafasci tutte le volte e sono andato da una psicologa per tre anni ma mi son reso conto che sia stato inutile, perché non sono riuscito ad applicare ciò che è successo. Qualcuno è stato nella mia situazione? Mi sento uno malato, come quelli che prima o poi fanno qualche pazzia e poi dicono che questa persona aveva bisogno prima di assistenza e andava aiutata prima... Ho molta paura. Vi prego, aiutatemi. Non ne posso più.
  13. Buongiorno a tutti, mi chiamo Giulio, ho 34 anni e da un anno e mezzo ho intrapreso un percorso con uno psicoterapeuta per le mie problematiche relative a mancanza di fiducia e insicurezza! Voglio raccontarvi la mia esperienza di ieri sera che mi ha fatto stare male, sperando di trovare qualche parola d’aiuto (ovviamente questo stesso testo lo leggerò anche giovedì al mio psicoterapeuta). Piccola premessa, che a molti potrà sembrare superflua: sono una ragazzo carino, direi leggermente sopra la media, intelligente (sto facendo un dottorato) e con una vita sociale decente (ma non straordinaria)! Questa mattina sono triste e pensieroso. Ieri sera sono uscito con Marta, la mia ragazza, e alcuni miei amici, quelli con cui mi vedo di più a Torino e con cui ho trascorso Capodanno e le vacanze estive. Ero abbastanza contento di vederli e di passare una serata insieme. Negli ultimi anni infatti non esco molto, ma non tanto per volontà mia ma proprio perché tra covid, amici sposati o con figli e altri con cui mi sono perso non sono molte le uscite. E infatti tutto contento avevo anche detto a Marta di uscire già per cena e non di raggiungerli dopo solo per una birra. Appena arriviamo al posto, un pub che a quanto pare ha all’ingresso anche un biliardo e un biliardino e sul fondo un palco, ci sediamo al tavolo con gli altri e tutto sembra andare bene. Facciamo due parole su quello che ci è successo di divertente in questi giorni (ci vediamo circa ogni 15 giorni, quindi c’è quasi sempre qualcosa da raccontare), con l’unico altro ragazzo cominciamo a parlare di calcio e anche Marta, orami esperta dell’argomento, si inserisce nel discorso. Insomma una serata tranquilla ma a mio parere piacevole, in cui sto bene. Poi, improvvisamente, tutto cambia. Arriva un signore con un foglietto e ci chiede, voi volete cantare qualche canzone al karaoke? Nella mia testa già qualcosa cambia e comincio a pensare... no, il karaoke no! Io odio il karaoke, non lo sopporto! e poi tutti si divertono tranne me e mi sento pure in imbarazzo e diverso dagli altri, noioso e un po’ sfigato. Ma non voglio abbattermi e penso alle mille parole che in questo anno e mezzo di psicoterapia ci siamo più volte detti... pensa positivo e non temere il giudizio della gente! nessuno è lì per guardare te e vedrai che andrà tutto bene e continuerà ad essere una serata bella e piacevole! Ma, purtroppo, non sarà così! dopo pochissimo il locale alza fortissimo il livello del volume e comincia a proporre una serie di canzoni da karaoke (scopro in quel momento che si tratta di una compilation di un tal Mario Biondi) e la comunicazione tra noi al tavolo ovviamente cambia. Il volume è troppo alto e non si riesce più a fare dei bei discorsi come prima ma si parla ad alta voce commentando ciò che ci succede attorno oppure le “bellissime” canzoni di Mario Biondi! Già comincio a sentire che i miei presentimenti di serata triste e in cui l’imbarazzo e le paure prenderanno il sopravvento non erano così sbagliati, ma voglio farmi forza e continuare a credere che tutto andrà bene. Dopo poco comincia il karaoke vero e proprio e due tavoli prendono decisamente la situazione in mano... alcuni sono più bravini e anche più piacevoli, altri imbarazzanti ma strappano anche un mezzo sorriso. Il problema? tutti si stanno divertendo, compresi i miei amici al tavolo, mentre io assolutamente no! E non riesco neanche più io a capire perché: se sia solo il mio imbarazzo di cantare e lasciarmi andare, se sia proprio il karaoke che non mi piace e non riesco a farmelo andare giù, se sia la paura del giudizio degli altri e dell’essere diverso, l’unico che non si sta divertendo. O, forse, più verosimilmente, un mix di tutte queste ragioni, che si sovrappongono e dipendono l’una dall’altra. Fatto sta che si va avanti così per almeno un’oretta... ma forte dei miei buoni propositi, cerco di non pensarci troppo e, almeno un minimo, di continuare a stare in sintonia con i miei amici al tavolo... qualche battuta su un paio di personaggi discutibili, qualche apprezzamento per una canzone e, nelle poche pause tra una canzone e l’altra, anche qualche piccolo discorso su altro. Ma proprio quando penso che forse, per quanto rovinata la serata, comunque potevo cavarmela con un pareggio tra felicità e tristezza, il tizio con il foglietto torna e ci chiede: “proprio sicuri di non voler cantare?” A quel punto i miei amici si guardano e i due più temerari (Claudio e la mia ragazza, Marta) decidono di segnare due canzoni... Tiziano Ferro e Renato Zero! Nella mia testa sta crollando il mondo... già mi immagino la scena e vorrei solo scappare! Ma ovviamente non posso. E allora vivo con questa ansia pensando a quando sarà il nostro turno, ma ovviamene cercando di mascherarla un po’ agli altri e mettendo le mani avanti avvisando che io Tiziano Ferro e Renato Zero proprio non li avrei cantati (ovviamente una scusa, in realtà non avrei cantato neanche la più bella delle canzoni di De André) e ripetendomi nella mia testa, anche se credendoci oramai poco, che tutto sarebbe andato bene. Finalmente lo speaker chiama il nostro tavolo e ci arrivano i microfoni. Si parte con Tiziano Ferro e Claudio, non intonatissimo ma comunque bravo, canta, con il resto del tavolo che prova un po’ a seguirlo o comunque lo incita! Io, invece avrei solo voluto sparire. Non riuscivo proprio a farmi coinvolgere e, inutile a dirlo, mille pensieri passavano per la mia testa, uno più negativo dell’altro: sono stonato e non so cantare; sto facendo una figura da sfigato; ma chi vuoi che si diverta con me che sono qua a guardare i miei amici divertirsi; pensa dovessi fare la stessa cosa con delle persone nuove che ancora non sono miei amici! E proprio quando pensavo di aver toccato il fondo, ma volevo comunque nella mia testa provare a dirmi che erano solo mie ossessioni negative, a fine canzone la mia amica Martina, che mi dispiace dirlo è decisamente la più sfigata delle mie amiche, una persona sola e con un carattere difficile e assolutamente priva di tatto, se ne esce con un... eh ma Marta (la mia ragazza) fai qualcosa, che abbiamo la mummia lì che sta fermo, indicandomi e ridendo. Ecco, mi stava sbattendo in faccia che tutti i miei pensieri erano veri! E da quel momento anche quella poca speranza di tornare a casa con una serata sì triste, ma superabile, era svanita!!! Quelli stessi pensieri sono oramai un’ossessione da ieri sera e continuano a tornarmi ancora adesso che sto scrivendo (tarda mattinata del giorno dopo). L’unica cosa positiva è stata che il karaoke è finito pochi minuti dopo e, come siamo tornati a poter parlare senza musica, tutto è sembrato tornare come prima del karaoke, anche se nella mia testa, ovviamente, non era così! Quello che mi da più fastidio, in realtà, è proprio l’idea che tutti si erano divertiti mentre io no! Il sentirmi diverso e sbagliato! e di conseguenza anche la paura di non essere apprezzato e voluto. So che molte delle cose che ho detto sono in realtà paranoie, forse dovute un po’ ai miei pensieri ossessivi e pessimisti, come mi dimostra il fatto stesso che la mia fidanzata mi vuole benissimo anche così. E come lei probabilmente anche i miei amici. Ma non è facile! A maggior ragione che, come dicevo all’inizio, il numero delle persone che frequento negli ultimi anni è diventato molto più basso e anche il rapporto con la mia fidanzata negli ultimi tempi ha avuto qualche incertezza (soprattutto da parte mia) e se dovesse un giorno finire non sarebbe facile approcciarsi a nuove relazioni con queste mie paure!
  14. No No

    Depressione

    Chi mi può indicare come provare ad uscire da una depressione che dura da troppi anni? grazie
  15. frabat

    Interpretazione sogno

    Salve, avrei bisogno di un'interpretazione di un sogno del quale sono molto curioso di saperne il suo significato. Devo prima fare delle premesse.. Intanto che il sogno non è stato fatto da me, ma da un'altra persona (è una ragazza che esce nel mio stesso gruppo di amici ed abbiamo entrambe più di 25 anni). Nello specifico questa persona è una ragazza verso la quale io nutro un interesse, ma della quale non riesco a capire troppo bene le sue intenzioni con me poiché è molto ambigua (oltre che ad essere fidanzata). È un periodo in cui c'è stato un avvicinamento da parte di entrambe (non capisco se per lei è stato un avvicinamento sotto un lato amichevole o sotto lato sentimentale), fa questo sogno che spiego qua sotto. Il sogno che mi ha riferito è il seguente (non ho moltissimi dettagli a riguardo ma penso sia sufficiente per avere una interpretazione a grandi linee): Mi riferisce di aver sognato che i miei genitori avevano preso per me una baby-sitter poiché non si fidavano a lasciarmi solo in casa.. ma ad un certo punto io con questa baby-sitter mi intrattengo in un rapporto sessuale.. questa baby-sitter nello specifico, è una baby-sitter tedesca e sovrappeso. Ultima premessa che credo possa essere importante ai fini dell'interpretazione del sogno, lei spesso e volentieri fa da baby-sitter a sua nipote che ha poco più che 4 anni.. Non so niente altro di questo sogno, ma sono molto curioso di capirci qualcosa in più che potrebbe aiutarmi a capire cosa le frulla in testa riguardo a come mi vede, e cosa pensa soprattutto il suo subconscio di me visto che si frena molto per molte cose. Vi sarei veramente molto grato se qualcuno che sa interpretare i sogni in maniera professionale mi riuscisse a dare una sua interpretazione. Grazie mille anticipatamente.
  16. No No

    Depressione

    Come mai nessuno ti ha risposto da novembre? Amico, sono solidale con te, ma non ho soluzioni da offrirti perché le cerco, se esistono. Ciao
  17. No No

    Depressione

    Ciao, io non saprei come aiutarti. Soffro di depressione da circa dieci anni e non vedo via d'uscita. E' terribile. Vediamo se qualcuno può darci un aiuto
  18. Ho ottenuto un punteggio molto alto ma me l'aspettavo
  19. Questa pandemia ha FOTTUTO la testa a molti.mi dispiace per il tuo lutto e la tua cattiveria nei suoi confronti dopo un comportamento simile è legittima.lascia passare l inverno.e se ci pensi ancora prova a ricontattarlo mettendo dei paletti stavolta!
  20. Io andrei.al massimo ti dice di no! non starei mai ad aspettare perché non sono capace....
  21. Sono una donna border line.prendo farmaci da più di 12 anni e posso solo dirti che allontanarci potrebbe ucciderci letteralmente.ti prendi la responsabilità di allontanare una persona malata che potrebbe uccidersi per questo? La nostra vita non è facile cercate almeno di amarci.
  22. Salve .vi racconto in breve la mia storia.sono separata con due bambini.8 anni fa mi innamoro dell inquilino affittuario della casa di mia madre,casa in cui avevo vissuto da piccola.mi trasferisco sola con lui e la madre.dopo 5 anni la madre va in un altro appartamento finalmente Tutto sembra perfetto.ci amiamo.facciamo sempre l amore.i miei figli gli vogliono bene ecc. Quest anno ad aprile ho un aborto spontaneo, a luglio litighiamo di brutto per colpa di una vicina di casa invadente.lui dopo un mese senza dirmi niente compra solo una casa e dá la disdetta a mia madre per l affitto che aveva sempre pagato ovviamente in regola.e questo ci può stare !è stufo di dare soldi..ma comprare questa casa mi manda alla follia.mi dice che non vuole più stare con me che se ne andrà a dicembre.ad oggi è ancora qui perché la nuova casa non è finita...nella.nuova casa non c'è spazio per i miei figli e neanche per me...ma continua a dirmi che mi ama.io sinceramente non mi fido molto.. è segno che vuole lasciarmi???? Io 37 anni lui 44 .grazie a chi mi risponderà.sto malissimo
  23. Buonasera a tutti, questo sarà un post molto lungo e vi ringrazio in partenza per chi leggerà tutto. Sono qui perchè ho bisogno d'aiuto e non so da dove partire o cosa fare. Sono piuttosto convinta che mia madre abbia qualche problema, non so bene cosa, perchè non sono una psicologa, ma sicuramente ha qualcosa che non va. Ha 58 nni, ed è veramente veramente strana. E' sempre stata piuttosto pressante, un po opprimente e fissata su alcune cose (cose come l'orario in cui bisogna fare una determinata cosa, il giorno in un si deve fare la doccia, quali piatti usare...ecc) , ma ho sempre pensato fosse il suo carattere , si un po rompi palle ma vabbè, ma da qualche anno, ho notato proprio una ciclicità nei suoi comportamenti. Ci sono periodi in cui è solare, allegra, sempre gentile e sorridente, accomodante e positiva, meno opprimente. Poi dal nulla, da un momento all'altro diventa un'altra persona. Solitamente la causa scatenante è una xxxxxxx, come una tazza lasciata sul tavolo, o una coperta messa nel posto sbagliato, un cambiamento di piani all'ultimo momento, o ancora se uno ha un'opinione diversa dalla sua, insomma cose così. Diventa insofferente, irritabile, una vera e propria stronza, dice un sacco di cattiverie, si comporta anche in modo violento e tratta me e mia sorella come pezze da piede per anche giorni interi, insomma fa le bizzettine come una bambina di 3 anni che non riceve le caramelle, quando invece una persona normale se vede un bicchiere sporco sul lavandino lo prende e lo mette in lavastoviglie, non inizia la terza guerra mondiale Io di solito sono quella che cerca di calmare gli animi, ma se le fo notare che sta facendo una scenata per delle xxxxxxx, dicendole che a quel problema c'è una soluzione semplice e veloce e che si sistema tutto, si inalbera ancora di più, urlando che lei ha ragione, che ha tutto il diritto di arrabbiarsi, che vorrebbe non essere mai nata, che fa tutto schifo e tutto è in disordine (casa nostra è ordinata e pulita, certo non da catalogo dell'ikea ma per lei no, è un porcile..e vabbè) che le cose si fanno come dice lei (infatti di solito se io o mia sorella facciamo qualcosa, lei lo disfà, lo rifà da capo e si lamenta che in casa deve fare tutto lei, che poverina è tanto stanca e nessuno l'aiuta, cioè donna, wtf), perchè lei è mia madre e quindi le devo portare rispetto (il che vuol dire darle ragione, SEMPRE) e un'altra serie di xxxxxxx senza capo ne coda che dopo un po sinceramente smetto di ascoltare. Insomma, non c'è modo di ragiornarci, perchè 1) non ascolta 2) pretende di avere ragione lei, sempre 3) se provo a darle contro diventa una gara a chi urla di più. Altre volte invece inizia con la tiritera dei sensi di colpa, che lei ci ha adottate, ci ha portate via da un paese dove la gente muore di fame, che lei è una brava mamma, che ha sopportato le angherie di mio padre (che era un grande xxxxx che picchiava e tradiva mia madre, ma oh, lei ha sempre detto che era l'amore della sua vita e non si è mai separata) che lei vive per noi, bla bla bla, e altre sviolinate che con il problema di partenza non hanno nulla a che fare. Altro esempio, abbiamo due cani, che lei vizia in una maniera oscena, a tavola abbaiano come dei forsennati perchè lei li ha abituati a ricevere pezzetti di cibo durante i pasti, ogni qual volta che abbaiano. Quando le ho fatto notare che abbiano proprio perchè lei gli da i pezzi di cibo, ha detto che non è vero, che lei non può fare a meno da dar loro il cibo e che dobbiamo sopportare il loro abbaiare. Cioè, siamo a questi livelli di negazione. Si lamenta che non ha un rapporto con me e mia sorella, che non le raccontiamo mai nulla, che la escludiamo dalla nostra vita, che siamo distanti, il punto è che abbiamo addirittura paura a dirle "hey guarda sabato sera usciamo con gli amici" perchè se quello è un momento no, inizia a comportarsi da fuor di testa, figuriamoci se mi posso confidare con lei, non le va bene mai un xxxx di nulla, figuriamoci se ti parlo dei miei problemi. Il punto è che questa situazione non è più vivibile, ho sopportato questi ultimi anni per via del covid e perchè era appena morto mio padre e mi dispiaceva lasciarla da sola, ed è evidente che lei abbia bisogno di aiuto, sopratutto perchè la cosa che più mi preoccupa è che lei si comporta come se questi sbalzi di umore non esistessero. Lei non si ricorda di comportarsi così, non si ricorda le cattiverie che ci dice o i comportamenti esagerati che ha, quando glielo facciamo notare fa una faccia confusa, la classica espressione di chi casca dal pero. Lei dice che non vuole essere contrariata, che nessuno la deve giudicare e dirle come deve fare le cose, il punto è che questo discorso è veramente stupido, nessuno di noi è perfetto e fa tutto giusto o sa tutto. Che poi, altra cosa strana, ha questi momenti di superbia, affiancati da momenti in cui invece è estremamente umile. Come periodi in cui è una mamma carina tranquilla che fa i biscotti, e poi passa a urlarti dietro. Ora, io sto con un ragazzo da 6 anni (da un anno e mezzo abbiamo una relazione a distanza, io centro italia e lui nord) , e vogliamo andare a convivere, ma lei concepisce questo discorso come un vero e proprio tradimento, dice che se vado via è come abbandonarla, lasciarla da sola, che dovrà gestire tutto lei ecc ecc. Io non so veramente più che fare, cerco di sopportare per mia sorella, ma vorrei ci fosse una soluzione a questi problemi. Ovviamente non posso sollevarla di peso e portarla da uno psicologo, qualche idea su come muovermi per farle capire che sarebbe meglio iniziare ad essere seguiti ? Io veramente non ce la fo più, ho già la valigia pronta e la prossima volta che mi mette le mani a dosso prendo il primo treno e mene vo, so che non è colpa sua, ma io veramente non voglio passare la mia vita a fare da badante a una psicopatica, non è vita, non è vita non poter dire la propria, non potersi comportare con naturalezza, dover sempre controllare espressione,tono e cosa dico perchè potrei farla switchare, non poter cucinare un piatto di pasta perchè "eh ma sporchi le pentole e poi le devo pulire io perchè te le pulisci male"...cioè che xxxx. Il discorso della convivenza dovrebbe essere una cosa bella da condividere con la propria madre, ma io non posso, no, perchè se lo fo lei chissà che potrebbe fare o dire, io ho paura a lasciarla da sola con mia sorella. Da quando ho memoria ho sempre dovuto fare da madre a mia mamma e a mia sorella, ma sinceramente, dopo 25 anni, io vorrei iniziare a vivere la MIA di vita.. vi prego, qualsiasi aiuto è davvero ben accetto.
  24. Salve, ho 24 anni, e sono sicuramente una ragazza abbastanza insicura a volte che si fa prendere troppo dall ansia, come questa volta, dove vorrei arrivare subito al dunque e spiegarvi le mie sensazioni di ora, che vorrei tantissimo saper gestire... Lavoro a contatto con la gente, in un negozio dove mi trovo veramente bene, è proprio la mia casa e fatico ad andare via da lì, ma l'altro ieri per necessità mi hanno dovuta cambiare in un altro negozio, stravolgendomi in pochi secondi l intera settimana e tutti gli orari e finendo molto tardi, io subito ho detto ok non potevo fare altrimenti, anche perché sono gli ultimi 4 giorni poi finisce la stagione... Solo che ieri ritrovandomi in questo nuovo negozio mi sono venuti i miei soliti magoni e ansie, mi sentivo totalmente da un altra parte, sconosciuta, e anche vedendo dei sacchetti del mio negozio mi veniva il magone e da piangere , non perché io mi trovi male in questo negozio anzi, super bene super gentili con me, l unica cosa è che devo imparare di nuovo un sacco di cose, solo per 4 giorni.... Insomma sono uscita dalla mia comfort zone, e per come sono io, super ansiosa e pensierosa ho il rifiuto di tornare lì, però non posso fare queste figure... Non so proprio come affrontare tutto questo e sentirmi meglio...
  25. Perché le persone non sono soddisfatte di ciò che hanno. Vogliono sempre di più
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