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  1. Ieri
  2. Salve volevo parlare dei miei problemi che partono da quando ero piccolo, adesso ho 27 anni e voglio cambiare tutto, allora io da quando ero piccolo già dall'età di 10 anni circa iniziavo a masturbarmi col tempo ho iniziato a sviluppare delle fantasie erotiche di cui sono diventate ossessioni vere e proprie e che non riesco ad eliminarle, la perversione in sé è il catfight cioè due donne che si picchiano insieme al piacere per i piedi e ai suoi odori come gli odori di tutto il resto del corpo sempre femminile, fin da bambino questa cosa mi ha attratto particolarmente fino a diventare una fonte di sfogo erotico nelle mie fantasie io ho raggruppato queste tre perversioni in un unica scena, insomma oggi suppongo che questa sia diventato per me un problema perché vado in cerca di queste scene ormai pure nella realtà cioè vado in giro o frequento luoghi magari più disagiati proprio con il desiderio di beccare due ragazze litigare magari se in giro mi trovo di fronte una scena simile la vedo come qualcosa di erotico, non vedo l'ora durante il giorno di andare a rinchiudermi in questo mondo anche più volte al giorno, impedendomi di concentrarmi sulle cose essenziali della vita del tipo prendermi cura di me stesso il rapporto con il lavoro e i rapporti con le persone ormai è tutto amplificato, soffro molto di stress e ansia non so se questo è collegato al questo problema datemi dei consigli come poterne uscire, mi sta rovinando la vita...secondo voi quale potrebbe essere il mio problema?
  3. Ultima settimana
  4. Antonio, benvenuto nel forum, ti ho risposta in un messaggio privato da svariati giorni ma non te ne sei accorto e non lo hai letto. In alto a destra di questa pagina vedi un immagine a forma di lettera postale, clicca li e ti si aprono i messaggi privati. Un abbraccio
  5. Analisis

    Depressione

    Antonio, benvenuto nel forum, ti ho risposta in un messaggio privato da svariati giorni ma non te ne sei accorto e non lo hai letto. In alto a destra di questa pagina vedi un immagine a forma di lettera postale, clicca li e ti si aprono i messaggi privati. Un abbraccio
  6. Antonio87

    Depressione

    Ciao a tutti. soffro di depressione da anni e sono in cura psichiatrica dal 2015. Assumo psicofarmaci e sono in psicoterapia. Mi hanno diagnosticato un disturbo di personalità ossessivo depressivo. Per un lungo periodo sono stato bene poi ultimamente è ricominciato tutto daccapo. Le crisi depressive sono ricominciate e mi colpiscono maggiormente la mattina per poi scomparire verso sera e il giorno dopo ricomincia il solito tran tran. Non ho avuto una vita facile. Problemi in famiglia quando ero bambino, ho subito l’emarginazione sociale e un po’ di bullismo e questo mi ha impedito di avere una fidanzata da adolescente. A dir la verità non ho mai avuto una fidanzata vera e propria. Solo un paio di storie durate poco e la mia vita sessuale oramai è tutta a pagamento. Quando sto male faccio pensieri orribili: mi immagino con una pistola mentre mi sparo in bocca, altre volte mi immagino con una pistola in mano mentre faccio una strage sparando sui primi malcapitati. Ovviamente si tratta solo di fantasie perché ho una paura fottuta della morte e ho paura di andare in galera. per un periodo ho sofferto di psicosi paranoidi. Dopo aver visto una foto inquietante su internet dove un uomo era stato cucinato come un tacchino, mi prese il trip di essere ucciso e mangiato. Cominciai a girare con un coltello e uno spray al peperoncino. Già, quando uscivo... perché in realtà mi isolai completamente. non ho amici nella città in cui vivo, ultimamente una cara amica mi è morta e ho chiuso con un amico storico che si è rivelato essere un pezzo di merda. Ora il punto è questo: la psicoterapia ha fallito, la cura farmacologica pure... che posso fare per guarire da queste crisi depressive? Io credo che la vera cura sarebbe solo la morte. Voi che ne pensate?
  7. In precedenza
  8. Joe7

    AGORAFOBIA

    Salve. Il mese di Novembre scorso, ciò che pensavo fosse stato un attacco di panico, in realtà era un attacco epilettico che confusi. Adesso prendo farmaci e tutti ok. Da piccolo avevo gli attacchi epilettici e mi svegliavo direttamente in Ospedale. Le uniche crisi che ricordo sono quelle che mi hanno segnato. Una a 14 anni al primo superiore davanti al pc. Mi svegliai in Ospedale, era tutto bianco e pensavo fossi all'altro mondo, non vi dico il panico al risveglio, menomale il Prof. mi tranquillizzò perché anche lui epilettico (che casualità :)) La seconda quando ero all'uni ed avevo 26 anni, mi capitò, dopo un periodo di forte stress quando non prendevo più farmaci, da un gommista e l'ultima, ma di pochi secondi, a Novembre. Avendo poi una Mamma molto apprensiva che non mi ha fatto affrontare la paura ma tenuto in casa perché non volevo uscire, ha contribuito a questo sentimento di evitamento e chiusura. Nonostante tutto mi sono Laureato e esercito la libera professione. I miei unici viaggi sono stati con la scuola a 18 anni al Nord, con la mia Fidanzata a Gallipoli e poco altro ancora, nulla di che. Sogno di viaggiare ma ho paura di farlo, un bel controsenso no ? Vorrei uscirne, non ce la faccio più e sto perdendo un sacco di occasioni e non vorrei rischiare di perdere pure il mio amore. Non è certo facile starmi vicino durante i miei momenti no. Ho paura dei luoghi affollati e di allontanarmi. Devo dire che già prima questo episodio avevo timore ad allontanarmi ma non avevo sintomi cosi forti. Mi vengono brividi, affanno, sudo, calore anche se fuori ci sono zero gradi ed inizio a tremare. La mia prima volontà è quella di scappare da li e far ritorno a casa. Io sono del Sud e sono un Libero Professionista, devo per forza di cose vedere persone, girare e questo mi crea molto stress. Ultimamente mi è capitato di ricevere una proposta lavorativa al Nord, nel Veneto. Il sol pensiero di stare li per giorni mi crea un forte stress ed ansia ed il primo pensiero è quello di rifiutare ma poi so che la prenderei male e lo considererei come l'ennesimo atto di vigliaccheria, anche se all'inizio penso che starei bene per il pericolo scampato. Quando sono in prede all'ansia mi agito, respiro a fatica, sudo, bocca secca, nodo in gola, le gambe tremano e mi sento in confusione, stordito. Quando il collega mi ha parlato di questo lavoro, ciò che sarebbe dovuta essere una bellissima notizia e dove sarei dovuto essere entusiasta, l'ho presa come quando ti chiamano perché è venuto il tuo turno per l'intervento chirurgico. Anche la mia fidanzata mi crea pressioni e vorrebbe che accettassi. Il guaio è che io penso in continuazione a come potrei sentirmi a stare a 1000 km da casa e a dirigere un cantiere. La mia situazione economica poi non mi permette di fare troppo lo schizzinoso e sento molto la pressione addosso. Avete presente quando vi trovate ad un bivio e dovete scegliere ed anche in fretta? Ecco ! Inoltre mi dice che ce l'ho sempre avuto questo evitamento perché dice che da solo non volevo mai andare da nessuna parte. Io non vorrei affrontare una situazione cosi radicale ma in maniera progressiva a poco a poco. Ma è anche vero che certi treni passano una volta sola e non si può sempre dire no per paura o chissà cosa. Desidero vivere la mia vita appieno e no bloccata come adesso. Che mi consigliate di fare? Grazie anticipatamente !
  9. Ciao a tutti. Io e il mio fidanzato siamo in una relazione a distanza, sono stata due settimane da lui e poi sono tornata a casa mia.Lui è un cuoco stagionale, adesso è particolarmente pesante per il turismo, lavora 15/16+ ora al giorno, non ha un giorno di riposo, solo un due ore il pomeriggio che poi o passa in cucina o si riducono a un'ora in cui fare la doccia e tornare a lavoro. Torna a casa la sera tardi e appena tocca il letto si addormenta.È particormente stressato, io mi sento messa da parte perchè non mi dedica tempo, neanche 10 minuti a volte perchè è sempre molto stanco. In una settimana e mezzo abbiamo discusso quasi sempre, mi ha attaccato il telefono in faccia, mi ha dato della pazza sclerata ed è arrivato a lasciarmi per poi rimangiarsi tutto nel giro di qualche minuto, dicendo di voler aggiustare le cose con me e di amarmi.Io nonostante tutto gli sono andata incontro perchè volevo risolvere, ma lui non trovava mai tempo per noi. E oggi è venuto a dirmi che per risolvere bene, per evitare di esplodere e gettare tutto lo stress su di me, vuole prima sfogare tutto andando a pesca con un suo amico. Si è preso un pomeriggio libero per questo, ma per risolvere con me cose di due settimane fa non trova tempo.A me non piace essere messa al secondo posto, va bene che è per lavoro, ma almeno 10 minuti si trovano sempre credo. Sono combatutta perchè non so se essere compresiva e aspettare, aspettare e aspettare o dirgli che non posso andare avanti cosi, che anche io ho bisogno di tempo e attenzioni. Non so più che fare e come comportarmi, ho sopportato tutto ma credo di meritarmi almeno 10 minuti della sua giornata super impegnata.
  10. Buonasera,sono nuova di qui ,spero di non presentare una domanda fuori contesto ...ma questo pomeriggio ho fatto un sogno strano ...emozioni belle ma malinconiche ...e tristi allo stesso tempo. Ho sognato di essere in spiaggia su una sdraia ,seduta .Era orario di tramonto ,vicino a me alcune mamme di compagni di scuola di mio figlio ,che mi chiedevano di andare a prendere un gelato con loro .Stavo accettando ma ad un tratto la sdraia ha perso posizione e sono caduta.Mi sono rialzata come se nulla fosse mi sono riseduta.Guardavo il cielo,in lontananza si vede una enorme nuvola di fumo provenire dal parco di divertimenti (una specie di luna park) ,questa nuvola si trasforma in un accumulo di palloncini rosa ,volano in alto e si smaterializzano...mi prende una nostalgia ...esclamo "quando qualcosa finisce si è sempre un po' tristi",in tutto questo sentivo i rumori dei fuochi d'artificio.Dopo di ché mi sono svegliata ...
  11. Ciao a tutti. Io e il mio fidanzato siamo in una relazione a distanza, sono stata due settimane da lui e poi sono tornata a casa mia.Lui è un cuoco stagionale, adesso è particolarmente pesante per il turismo, lavora 15/16+ ora al giorno, non ha un giorno di riposo, solo un due ore il pomeriggio che poi o passa in cucina o si riducono a un'ora in cui fare la doccia e tornare a lavoro. Torna a casa la sera tardi e appena tocca il letto si addormenta.È particormente stressato, io mi sento messa da parte perchè non mi dedica tempo, neanche 10 minuti a volte perchè è sempre molto stanco. In una settimana e mezzo abbiamo discusso quasi sempre, mi ha attaccato il telefono in faccia, mi ha dato della pazza sclerata ed è arrivato a lasciarmi per poi rimangiarsi tutto nel giro di qualche minuto, dicendo di voler aggiustare le cose con me e di amarmi.Io nonostante tutto gli sono andata incontro perchè volevo risolvere, ma lui non trovava mai tempo per noi. E oggi è venuto a dirmi che per risolvere bene, per evitare di esplodere e gettare tutto lo stress su di me, vuole prima sfogare tutto andando a pesca con un suo amico. Si è preso un pomeriggio libero per questo, ma per risolvere con me cose di due settimane fa non trova tempo.A me non piace essere messa al secondo posto, va bene che è per lavoro, ma almeno 10 minuti si trovano sempre credo. Sono combatutta perchè non so se essere compresiva e aspettare, aspettare e aspettare o dirgli che non posso andare avanti cosi, che anche io ho bisogno di tempo e attenzioni. Non so più che fare e come comportarmi, ho sopportato tutto ma credo di meritarmi almeno 10 minuti della sua giornata super impegnata.
  12. 5 richiste di amicizia su facebook e instagram in un anno possono disturbare se lei non mi ha mai risposto?
  13. Salve a tutti, mi chiamo Antonio. Ho 34 anni e da 14 anni vivo lontano dalla mia città per lavoro. Due anni fa mi hanno diagnosticato un disturbo di personalità ossessivo depressivo. Combatto con questo disturbo ormai da 6 anni. Crisi depressive e attacchi d’ansia ricorrenti che mi torturano. Gli psicofarmaci e la psicoterapia non servono a niente perciò ho deciso di ridurre i farmaci Fino a smettere di prenderli. Ultimamente ho avuto problemi col gioco. Non mi sono rivolto a nessuno per farmi aiutare ma ho smesso da solo da un momento all’altro così per evitare di giocare mi sono isolato. Non ho amici nella città in cui vivo, sono solo come un cane e non so neanche come trovarli. La mia vita sentimentale è da ridere. Sono “fidanzato” con una ragazza messicana che non ho mai visto e che sto aspettando che venga in Italia ma siccome le frontiere sono chiuse chissà se verrà mai. Così per distrarmi ogni tanto vado a escort. Pago per un paio d’ore di felicità artificiale. Ne ho trovata una particolarmente simpatica con la quale dopo il rapporto faccio lunghe chiacchierate. Spesso mi capita di pensare al suicidio per ritrovare la pace. La mia terapeuta mi dice di iscrivermi da qualche parte ma io non ho una passione particolare a parte gli scacchi, sport che ho praticato per anni prima che il covid rovinasse tutto. Ora tutti i tornei sono bloccati e a me giocare online non mi piace. Sono consapevole di essere malato, non sono capace di fare niente, di approcciare una ragazza in un locale, di corteggiare una donna... non so neanche da dove cominciare a dire la verità. Il 99% della mia vita sessuale è stata sempre a pagamento. La sensazione di benessere però dura poco e dopo lascia spazio di nuovo alla depressione. Pagare una donna per avere rapporti è squallido, ve lo dice uno che lo fa da anni. Ma non so come altro risolvere il problema. Mi sento terribilmente solo. Ho un buon lavoro ma sono molto demotivato. Aspetto che la “mia ragazza” venga in Italia, forse lei mi salverà. Forse... vorrei tanto porre fine a questa sofferenza ma sono un vigliacco e non sarei mai capace di suicidarmi. Pertanto ogni tanto, nei momenti peggiori, assumo qualche goccia di xanax che mi stende per parecchie ore e mi rifugio nel sonno. Il mio è solo uno sfogo. Dopo 6 anni di psicoterapia e di psichiatria ho concluso che il mio caso è incurabile. Il mio è solo uno sfogo. Nessuno può aiutarmi se non un colpo di pistola. grazie a tutti
  14. Antonio87

    Sto male

    Salve a tutti. ho un disturbo di personalità ossessivo depressivo, sono sempre depresso e i pensieri ossessivi affollano la mia mente e combatto mattina e sera contro di loro. Sono in cura farmacologica ma dopo 6 anni di assunzione di psicofarmaci ho capito che non servono a niente e siccome il dottore non me li voleva togliere, ho deciso di fare da solo. Persino la psicoterapia è inutile. Non vedo miglioramenti, anzi... sono peggiorato. Ultimamente ho avuto problemi col gioco. Ho bruciato 200 € in sole 5 ore e non me ne sono neanche reso conto. Così ho smesso subito ma ora ho una voglia matta di giocare, un impulso maledettamente insistente. Dovrei rivolgermi al Serd? Ma anche no! Faccio da solo anche in questo caso. Riesco a dominare l’impulso seppure a stento. Sto pensando di abbandonare anche la psicoterapia perché sento che sto solo regalando soldi a “un’amica” a pagamento che non fa altro che farmi parlare. Quando dicono che dalle malattie mentali si può guarire sono tutte xxxxxxx. Non si guarisce mai. Ma ci sono gli psicofarmaci però! Si, quei maledetti farmaci che ti stordiscono e ti fanno solo dormire e quando ti svegli non ti ricordi manco come ti chiami. Beh, a dispetto di tutti gli psichiatri, io me li sto togliendo da solo. Dopo anni di cura ho capito come fare. Anche la mia vita sentimentale e sessuale è un disastro. Pensate che mi sono “fidanzato” con una ragazza messicana che non ho mai visto se non in videochiamata. Guardate a cosa porta la solitudine e la disperazione. E il sesso? Beh, se non fossero esistite le prostitute a quest’ora forse sarei ancora vergine. Sto aspettando che la “mia ragazza” venga in Italia. Forse con lei riuscirò a dominare meglio i miei demoni, forse no. Nel frattempo continuo a versare in questo stato psicologico penoso. Sapete, non pulisco mai la mia casa. Odio pulire e cucinare. Ci tengo tantissimo alla mia igiene personale ma della casa non me ne frega niente manco se dovessero sbucare i topi. Sono malato, lo so. Ma penso che nessuna pasticca e nessun professionista al mondo potrebbero aiutarmi. Ne uscirò da solo con la mia sola forza di volontà e tanta sofferenza. Antonio
  15. Sono figlia unica e finché ci sono i miei, non volevo allontanarmi troppo. Ma gli avevo detto che un domani potevo farlo, ma lui vuole trasferirsi in tempi brevi.
  16. Salve a tutti. Scrivo su questo forum perchè l'ho visto molto attivo tra tutti quelli di psicologia che ho visitato su internet. Sono un ragazzo gay di 19 anni e sto in ansia per una scelta che ho fatto: liberarmi definitivamente di una persona pessimista (forse anche depressa) e ossessionata da me. Partiamo con ordine! Una sera del Dicembre 2020 andai su Omegle, un sito dove puoi conoscere persone estranee provenienti da qualunque parte del globo. Improvvisamente tra tutti gli amanti del "sexting" mi ritrovai finalmente una persona seria, un altro ragazzo gay che diceva di essere canadese. Io amo molto il Canada, un giorno forse vorrei anche andarci a vivere o vorrei farci un viaggio. Per questo faccio parecchie domande sui diritti dei gay in Canada e lui mi risponde in maniera molto positiva. Ci scambiamo Instagram e appena vidi la foto profilo rimasi un po' deluso dato che si trattava di un ragazzo indiano non proprio bello. Da lì feci uno degli errori più grandi della mia vita: mi fidai del carattere, quindi lo aggiunsi. All'inizio sembrava positivo ma col tempo si rivelò un ragazzo con parecchie dinamiche complicate: * Si è trasferito dall'India al Canada da solo senza la famiglia (non la vede da due anni) e vive con una coppia giovane, amici dei suoi genitori che lo trattano male da come mi raccontava; * Diceva che "tutti si allontanano da lui per il suo aspetto fisico" e non ha amici nè a lavoro e nè al college (studia ingegneria, una facoltá che non vorrebbe fare ma è costretto a frequentare ma ha comunque ottimi risultati. Una volta per due voti negativi stava andando in paranoia); * Continuava a parlare con gente estranea su Omegle e non si toglieva il brutto vizio di inviare nudes (una volta ha ricevuto anche una minaccia di diffusione ma poi non ha saputo più nulla); * Piangeva OGNI NOTTE prima di dormire e in questi mesi mi ha spesso inviato foto di lui in lacrime e scrive sempre frasi preoccupanti come "Voglio morire", "Nessuno mi ama", "Ti amo", ecc... *non può esprimere la sua omosessualità dato che la sua famiglia è omofoba come la maggior parte delle famiglie indiane. Soprattutto la dinamica dei nudes e la richiesta di alcune informazioni troppo private e intime (qualche volta mi inviava foto di uomini nudi o ragazzi fighi, oppure mi chiedeva se fossi attivo o passivo, oppure voleva l'account del mio ex) mi portò a bloccargli le storie e i commenti ai post. All'inizio (verso gennaio-febbraio) facevamo delle videochiamate, in qualcuna cercavo di consolarlo mentre piangeva ma ogni giorno era sempre negativo, non era mai felice. Spesso era paranoico. Ad esempio mi attaccava dicendo "tu un giorno mi abbandonerai" (questo si è avverato proprio a causa del suo continuo tormentarmi), "sono inutile, non so fare niente". Mi contattava OGNI GIORNO e col tempo si è innamorato di me (guaio più grande). Dall'inizio dell'estate non riuscivo più a subirlo tutti i giorni con le sue paranoie e col suo pessimismo e quindi cercavo di allontanarlo da me non rispondendo ai messaggi e usando la classica scusa "sono impegnato". A causa di ciò ho litigato con lui una prima volta cercando di spiegargli che il rapporto non può essere continuo come una volta ma potevamo comunque essere follower su Instagram. Il giorno dopo mi inviò un'immagine con su scritte parole sdolcinate per convincermi a riprendere il rapporto di prima ma io non mollai la mia decisione perchè altrimenti sarei diventato vittima di quel rapporto morboso. Gli spiegai chiaramente per l'ennesima volta che io non sono capace di intrattenere un rapporto online a estrema distanza ossessivo. Lui disse che io sono una persona che pensa troppo positivo e che gli ho insegnato che l'amicizia non esiste. Lo sapete come ho chiuso? "L'amicizia continua sul web non può esistere, non è come la vita reale. Non sono abile nel mantenerla. Ciao." E lui mi salutò dicendo "Cerchi di troncare la conversazione troppo in fretta, ma non posso farci nulla. Ciao". Il giorno dopo alle sei di mattina mi ritrovo una foto di lui in lacrime sul letto con su scritto "Hello". A quel punto l'ho bloccato, perchè non aveva capito che io non sono nè un mago e nè uno psicologo. Non posso risolvere i suoi problemi che mi sono dovuto subire per 7 mesi ogni singolo giorno! Fortunatamente in questi giorni ha trovato un altro amico brasiliano "molto simile a lui" su Omegle che stamattina mi ha chiesto il follow su Instagram ma ho bloccato anche lui. Probabilmente il ragazzo indiano gli avrá parlato di me in lacrime come al solito. Cari utenti del forum. Se mi prendete per un egoista, un sadico o un antipatico vi dico purtroppo che in tutte e tre le opzioni state nella parte del torto. Lo sapete perchè? Perchè vorrei vedere voi a subire un ragazzo estremamente pessimista per 7 mesi che dice solo cose negative e mai positive, continua a parlare con sconosciuti su internet (tra cui alcuni con cui scambia nudes), chiede i contatti dei vostri ex solo per "vederli" (se voi dite di no vi fa discorsi sulla "fiducia") e fa ogni tanto discorsi "spinti". Unico errore che ho fatto io: ho dato troppa fiducia sul fatto che questo rapporto sarebbe svanito all'improvviso come tutti i rapporti sul web che ho avuto in passato (i miei vecchi "amici" sono loro stessi a troncarmi le conversazioni e sono dei semplici follower che mettono like alle foto); l'ho fatto innamorare e adesso ho paura che si faccia male da solo o faccia qualcosa di brutto. Non voglio essere coinvolto nella vita reale in brutte situazioni... Capitemi. Solo perchè ho fatto una libera scelta senza offendere e minacciare nessuno. Ho solo allontanato una persona ossessiva e pessimista alla quale auguro il meglio nella vita proprio perchè dovrebbe diventare più positiva e pronta alle difficoltá. Sto nella parte del torto oppure ho ragione secondo voi?
  17. Allora io no sono super inteligente , sono anche un po piu vecchia , con dei problemi Coome.e tutti, pero si tempo che per vivere ci vuole un lavoro. A me piace pensare che Nella vitta tutti I momenti belli bisogna inventarli, alimentary di cose Belle, reinventarsi un po. Tutti siamo in un certo modo pero se senti il bisogno di cambiare forse qualche idea ti posso dare. Puoi cambiare il paese , magari fuori dal'Italia cambi modo di pensare , puo essere stimolante.In Portogalo cercano giovani e non cosi giovani anche ...niente di che...niente curriculum special, basta parlare Inglese ed italiano. Cerca sitel Group, Accenture, Airbnb...magari ti diverti facendo un lavoro stupido, incontri Nuova gente.Lisabona ti sugerisco con tutto il cuore....questo per trovare un stimolo, l'italia avvolte e pesante, pero il mondo intero e cosi, credimi ho vissuto in tre paesi diversi e la vitta e difficile ovunque avvolte pero e anche bella e bisogna viverla cosi com'e vedrai che ti si riempira il vuoto. Se no prova di trovare qualcuno che sia l'opposto tuo fare amicizia per parlare con gente estranea, stranieri che hanno un'altra visione della vitta qualcosa puoi imparare o scambiare con loro, magari nasce un'amicizia! Non richiuderti in te stesso, dai!!! E dura vivere io avolte penso di scrivere un libro pero come Ben vedi l'italiano lo conosco poco. Pero se un giorno hai bisogno d'ispirazione posso raccontarti mia stories, ho meglio tante storie in una. Bisogna trovare una motivation sempre, e tirare fuori il naso dai libri, siete oppressi da questo e dal dover dimostrare che si e bravi capaci, avvolte basta essere buone persone e basta, se poi c'e anche il resto Ben venga, adesso si che parlo come una vecchia Poi c'e a chi piace studiare, ma si puo fare insieme a qualcuno, aiutare a chi ne ha bisogno di migliorare comunque far qualcosa per sentirsi d'aiuto, vedrai che ti sara ricambiato. Non sono un'ignorante totale sono solo straniera, pero se ti mi permetti ti direi di imparare a cucinare, cambiare cottage o paese e soprattuto prendere un lavoro e fare tante esperienze. Sei giovane pero molto mature, bisogna allegerirsi un po ...fai slack line, o yoga e leggi qualcosa di leggero, balla anche da solo che fa bene, e sappi che qui hai un'amica anche se nessuno me l'ha chiesto
  18. Ciao, sei fortunato ad avere una famiglia, un lavoro una compagnia di vitta. Fai un sport , fai delle cose nove per distraction, ascolta musica, fai delle passegiate da solo e rifle ti qual'e il motivo di tutta questa inssodisfazione e il lavoro, il posto....io ho fatto lavori pesanti, avolte belli, altre volte no... inssoma quello che si trova, pero Mai puoi perdere l'animo o la pazienza con I tuoi ...loro dovrebbero essere Tua forza. Fai il muratore nel tempo libero, il giardiniere per cambiare aria e provare altro , sono idee stupide magari pero e meglio di buttarsi giu di morale. Dai su!!! Stai calmo e Sereno e sia Forte c'e la farai, sono sicura.Ti auguro tutto il bene e ricorda se c'e amore si supera tutto. Chiediconsiglio a Tua moglie , e se proprio non si puo ...deciderete insieme cosa fare. Pero una bella cosa sempre ed essere positivi e avere anche il coraggio di cambiare perche no!! Non so che eta hai pero oggi nulla e piu sicuro o per sempre quando penso al lavoro. Bisogna sempre invertarsi qualche cosa ho avvolte reinventarsi proprio a noi stessi, e questo fa bene, io adesso fare il Corso di eletricista se avessi I soldi o qualcuno ad insegnarmi , pur di lavorare . Certo io parlo per me e non sono un'specialista pero Ecco io la vedo cosi! C'e chi non puo cambiare per non creare dispiaceri , c'e chi perche non puo ...non sei l'unico, ti capisco non so se ti ho aiutato , pero io c'e lo messa tutta Forza e coraggio!
  19. Dan90

    Cambiare lavoro con 3 bambini

    Buongiorno a tutti vi descrivo brevemente la mia situazione da 8 anni lavoro con in azienda dove faccio il commesso da 4 anni mi sono trasferito in un piccolo paesino di montagna con la mia famiglia qui gestisco un punto vendita sempre la medesima azienda all inizio le cose andavano bene buono stipendio casa macchina tutto ok poi però dopo la pandemia ho iniziato a sta male mi da fastidio il luogo dove vivo dove lavoro fino a che comincio ad avere attacchi di ansia e pianti sul luogo di lavoro ho provato a parlarne con il capo ma mi sono sentito dire o qua o niente vorrei cambiare lavoro però ho 3 bambini quindi ho paura di non riuscire a provvedere a loro in termini economici però inizio a stare davvero male e comincio a sfogare le frustrazioni a casa mettendo anche in crisi i rapporti famigliari vi prego aiutatemi come mi dovrei comportate
  20. Ciao, anch'io andavo bene a scuola, poi dopo le superiori mi hanno chiamato a lavorare in un'azienda, dove sono stato un anno, poi mi sono reso conto che un lavoro così, se avevo la possibilità di fare qualcosa di meglio per me, non lo avrei fatto tutta la vita, allora mi sono iscritto all'università e ho fatto la triennale di ingegneria dell'informazione, è andato tutto liscio in quei tre anni (scolasticamente parlando). Poi ho cercato di scrivere un curriculum onesto e che descrivesse il mio percorso scolastico e lavorativo, e al primo colpo ho trovato un lavoro che mi piace molto (programmatore informatico). Ti consiglio di buttarti alla ricerca di lavoro, non sprecare tempo, un lavoro ti obbligherebbe a stare a contatto con qualcosa di concreto e reale, utile anche ad altre persone, vedrai che capirai che tutta la tua presunzione (scusami il termine, ma è una cosa che ho notato anche in me stesso) di essere super intelligente, applicata alla realtà si ridimensionerà, e a quel punto avrai la possibilità di crescere veramente e di conoscere meglio i tuoi limiti reali, non immaginari (quelli non esistono), anche se è più comodo non fare niente e fantasticare su quanto siamo "in credito" e bravi. Insomma datti da fare, metti le mani nel lavoro vero e mettiti alla prova, non ho altro da dirti. Per allacciarti un po' alla realtà ti consiglio anche di ascoltare il podcast "daily Cogito" di Rick dufer. Io ho un anno più di te, e ho le mie difficoltà, ma avere un lavoro che mi tiene impegnato, oltre ad essere spesso una rottura di Zebedei, è anche un aiuto economico e un modo per crescere (affrontando le difficoltà lavorative giornaliere si può anche crescere). Le storie sono belle perché sono libere dai limiti reali, ma la realtà è bella perché è la nostra vera storia, limitata, ma la viviamo con i sensi, non solo con l'immaginazione, non solo con le parole, che in termini informatici sono dei "puntatori" ai significati reali, la realtà è IL significato a cui puntano quelle belle parole, e non c'è cosa più bella di vivere la realtà.
  21. Ciao! Sono approdato su questo forum incontrando il messaggio del 2011 di un ragazzo all'epoca 28enne che affermava di avere difficoltà a relazionarsi con gli altri e di vivere in un mondo "tutto suo". Mi sono riconosciuto tantissimo, potrei averlo scritto io il suo post! Sono un ragazzo di 29 anni e mezzo, sono passato attraverso una molteplicità di esperienze che è davvero difficile riassumere. Sono sempre stato un bambino precoce e profondo, consapevole del mondo sin da quando avevo pochissimi anni. Ho avuto dei rapporti familiari molto difficili e la mia grande capacità di astrazione mi ha portato subito a rifugiarmi in mondi di fantasia per fare i conti coi miei traumi, mondi che poi mi hanno accompagnato per tutta la vita. Anche al giorno d'oggi, preferisco passare tanto tempo nelle realtà immaginarie, sono un appassionato di serie tv, libri e film, scrivo e leggo tanto. Ho passato diversi anni a scrivere romanzi e poesie e una casa editrice mi ha anche pubblicato a sue spese. Però non ho mai cercato di fare della scrittura un lavoro, perchè non mi interessa minimamente diventare famoso e non voglio scrivere a pagamento, voglio che questa resti l'unica cosa libera e onesta che mi tiene in piedi anzichè doverla storpiare e violentare alla ricerca di quello che "vende", che tendenzialmente è diverso da quello che mi piace scrivere. Ultimamente ho scoperto dell'esistenza del mondo delle fanfiction e allora apriti cielo, sono tornato un adolescente che scrive le storie che non si vive nel quotidiano ma che incarna nei suoi personaggi preferiti. Tutto anonimo, si può scrivere quando, quanto e come si vuole e c'è sempre qualcuno che pungola la mia autostima con commenti molto belli e che mi mostra un po' di apprezzamento, ma mi rendo conto che questa cosa sta lentamente scivolando nell'ossessione. E non è la prima volta, io ho sempre avuto picchi occasionali di energia e fissazioni pluriennali per qualcosa inframezzati a periodi di totale vuoto e depressione (e no, sei anni di terapia psicologica e nessuna diagnosi di Asperger o disturbo bipolare, ho anche appena fatto l'MMPI e sono risultato perfettamente sano...sono solo...complesso? Incasinato di mio?) Proprio grazie a questo sito ho trovato anche l'espressione "maladaptive daydreaming" e in effetti è una delle (varie) cose di cui potrei soffrire. Mi identifico tantissimo nei miei personaggi e li uso come scudo contro l'angoscia, a volte ci parlo anche durante il giorno. Continuo a ripetere le stesse scene, mi ci aggrappo affettivamente, ma nella vita faccio fatica a stringere e conservare le amicizie e le relazioni perchè le persone mi sembrano sempre vuote, stordite, irraggiungibili. Non mi piace questa società capitalista e narcisista, non mi piace praticamente nulla della mia epoca tranne il progresso medico, ho un'anima spaccata a metà tra il mondo umanistico e il mondo scientifico, tra la logica e la creatività, non so mai bene da che parte stare in nessun ambito della vita. Appena qualcosa inizia a diventare serio, io lo vedo come un legame che mi strangola, un'ancora che mi trattiene fermo dove non voglio stare, e allora distruggo tutto e me ne vado. Carriere unievrsitarie, amicizie, lavori, adesso non ho quasi più niente. Non riesco più a studiare nè a lavorare, perchè sono andato a lavorare troppo presto e adesso non voglio più vedere un curriculum, perchè è come se mi sentissi "in credito" col mondo e volessi solo prendere, per non dare più niente a nessuno. Sono stanco. Sono triste. Sono così da quando sono nato ma le cose non hanno fatto che peggiorare, anche se a me sembrava di evolvermi. Avevo iniziato così bene, così sensibile, così bravo a scuola, ho corso come un treno fino ai 19-20 anni anticipando di 10,20,30 anni tutti gli altri e adesso boom! Mi sono schiantato contro un muro e gli altri mi stanno doppiando tutti; sono fermo, apatico e sotto l'apatia c'è una grandissima rabbia, ma non riesco a smuovermi nè ad esprimerla, e allora sto qui in questo limbo dove finirò per marcire. Se va avanti così, ai 31 anni non ci arrivo. La cosa che mi fa sorridere è che dicevo le stesse identiche cose quando avevo 14 anni. Mi sembra di non essere progredito per niente, 15 anni di...niente. Stessi schemi mentali disfunzionali, stessa solitudine. Oppure sto regredendo a quella fase senza rendermene conto, ma davvero non so come uscirne. E soprattutto non so chi sono e cosa farne della mia vita. Ho chiesto di iniziare un altro percorso a una terapeuta, ma nel mentre non so dove sbattere la testa e ok, non mi ubriaco (più), non mi drogo, non commetto crimini, ma mi chiedo se sia poi così sano stare tutto il giorno a scrivere storie invece di dare esami o cercarmi un lavoro ("trovati un lavoro" sembra una mitologia piuttosto diffusa, anche uno massacrante e sottopagato fa niente, se si ha "il lavoro" allora sì che la vita ha senso...). Non fraintendetemi. Non voglio sembrare snob. So che così non è il massimo. So che non durerà in eterno. E avrei tutti gli strumenti per capire cosa devo fare, eppure faccio esattamente quello che NON devo fare, perdo tempo, perdo opportunità, invecchio, mangio e dormo senza concludere niente e ogni tanto mi chiedo se abbia senso vivere. Se qualcun* si è riconosciuto in qualcuno di questi stati mentali e d'animo, mi piacerebbe ascoltare cosa ne pensate e come ne siete uscit* , con consigli concreti, perchè io sto facendo davvero tanta fatica e sbatto contro le pareti della mia testa come un'ape in un vaso senza coperchio, da cui non ho il coraggio di uscire ("oggi non scriverò un papiro"...già. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere)
  22. Io ho il disturbo ossessivo compulsivo di tipo denigratorio e sessuale. I miei pensieri nascono subito dopo un'interazione sociale, anche virtuale e ultimamente mi sono fissata di aver scritto nonostante non voglia che voglio le dimissioni, dopo aver ottenuto un contratto di 7 mesi, e di averlo firmato. Questo dubbio l'ho scritto alla mia educatrice, ma temo di averlo scritto al direttore o sul gruppo del lavoro, perché io sono ritornata sul lavoro e ho firmato un foglio, almeno così mi ricordo, molto simile alle dimissioni. Io non so come riparare la situazione.
  23. Ma se lui ci tiene così tanto a stare vicino a casa hai provato a pensare di trasferirti tu vicino a casa sua?
  24. Prova a mettere delle etichette in frigo sulla tua roba, così si ricordano che quelle cose sono per te
  25. Ho un problema di salute e devo mangiare molto pesce, frutta, verdura, ortaggi e alcuni tipi di formsggi. Faccio la spesa con la mia famiglia e compro tutte le cose per me e loro si compranole loro cose. Ma quando vado a cercare il pesce in frigo èfinito. Idem per i formaggi. Rimangono solo verdure e ortaggi, che da soli non posso mangiare. Gliel'ho ripetuto più volte che sono cose per me ma sembra che se lo scordino sempre. E non so come fare. Io sto peggio e loro mangianodi tutto. Io sto male e loro sembrano non vedermi. Inoltre cucinano mille schifezze e me le mettono davanti quando sanno benissimo che non posso mangiarli. Insomma, vogliono farmi morire?
  26. Da tutto quello che hai detto io sento che non sei felice. L'amore non porta alla felicità. Specialmente quando uno dei due è egoista. Lui ti ha imposto già molte cose. Kon ha pensato affatto a te ma a se stesso. Dovresti prenderti una pausa di riflessione. L'argomento bambini è troppo importante. E comunque lui se ha un carattere dominante ti renderà sempre infelice. Stare in coppia vuol dire vivere insieme sereni e non litigare per tutto. Se non sei sicura vuol dire che qualcosa non va. O ti prendi una pausa per capire ciò che vuoi oppure andate da un terapista di coppia. Non puoi fare figli se non vuoi e lui non può e non deve importelo
  27. Buongiorno, sono nuova.Cercherò di raccontare la mia storia nel modo più chiaro possibile.Sono stata due anni con un ragazzo, ci siamo conosciuti nel mio paese, lui era qui per lavoro. Dopo un anno di relazione (settembre 2020) con il lavoro mi sono dovuta trasferire, quando ho avuto la notizia, lo chiamo piangendo e lui mi dice di stare tranquilla che mi avrebbe seguita. A dicembre 2020 lui inizia un corso di 7 mesi, ma prima di partire porta tutte le sue cose nella mia casa nuova. Vista la lontananza lui riusciva a raggiungermi solo nel weekend, stavamo insieme dal venerdi sera fino alla domenica pomeriggio, tutto bene, nessun problema, stavamo proprio bene. Infatti a maggio 2021, lui riesce ad ottenere il trasferimento con il lavoro vicino a me, una volta finito il corso (luglio 2021) avremmo iniziato la convivenza e comincia a dirmi che vorrebbe comprare casa insieme e che vorrebbe sistemarsi. Ad inizio giugno gli vengono i primi dubbi "se io un domani volessi tornare nella mia regione d' origine, vicino alla mia famiglia, non vorrei avere vincoli".. il mondo mi cade addosso, ci avevo sperato ad un futuro con lui. Continuiamo a stare insieme, con la promessa che avremmo provato a convivere e vedere come poteva andare. Fino a che 15 giorni fa mi dice che non è più neanche sicuro della convivenza e che avrebbe preferito togliere tutte le sue cose da casa e portarle dove lavora, ma continuando a stare insieme. In quel momento ho capito che non aveva più senso continuare, parliamo al telefono e lui mi dice che è sicuro di voler tornare a vivere vicino alla sua famiglia, tra due o quattro anni e che quindi ha paura della convivenza, ma non voleva perdermi e neanche lasciarmi, ma poi parlando con me ha cambiato idea e lasciarsi è stata la soluzione migliore. Ormai ha chiesto il trasferimento vicino a dove lavoro e deve starci per almeno due anni. Mi manca molto e non capisco questo suo cambio d' idea improvviso.. ha fatto tanti sacrifici durante l' anno per vedermi e stare con me anche solo per pochi giorni.. e adesso? Gli ho detto che per il mio bene non mi sarei più fatta sentire e così è stato. Dopo una settimana mi riscrive chiedendomi scusa per quello che aveva fatto e che sarebbe andato a riprendersi la roba il prima possibile, dopo qualche messaggio, mi chiama piangendo, ma sempre fermo sulla sua decisione. Domenica scorsa mi chiede di parlare a voce, ci vediamo, lui mi ripete le stesse cose cioè che è giusto così e che la mia presenza nella sua vita lo frena nel poter tornare a casa. Io provo a parlare, lui mi salta addosso, dicendomi "la finiamo bene così, un ultima volta". Lui evidentemente non era uscito per parlare. Dopo poco lo accompagno a casa, lui prima di scendere dalla macchina comincia a piangere e mi dice che non riesce a guardarmi altrimenti sarebbe affogato nel pianto, io per tenerezza, provo ad abbracciarlo, lui mi spinge via e mi dice "No, devi uscire dalla mia vita è l' unico modo perché io possa chiedere il trasferimento senza stare male, senza pensare a te" ... ci rimango male e lui aggiunge "è brutto da dire lo so, sei la persona giusta, ma nel momento sbagliato, con te vicino non tornerò mai a casa, ogni volta che chiederò il trasferimento mi piangerà il cuore sapendo di lasciarti, preferisco soffrire adesso" ... scende dalla macchina dicendomi "non ci rivedremo più". Ieri sera mi ha scritto che oggi sarebbe andato a riprendersi le sue cose, non ho risposto. È finita così.
  28. Di tutte queste cose ho fatto tutto negli anni passati, provato tantissime cose ma da sola odio farle. Prima leggevo, guardavo film, cucivo, coltivavo piante, cantavo, uscivo in bici, andavo in palestra, cucinavo... Adesso ogni cosa mi è venuta a noia, son ormai due anni che sopporto questa storia del covid e mi ha tolto ogni entusiasmo. Adesso non mi va neanche di vedere più film e serie tv, son sempre storie identiche. Non sopporto le storie d'amore tutte simili, tutte a lieto fine. Non sopporto di dover tenere questa mascherina. Persino il cibo mi è venuto a noia.
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