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Adamka87

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  1. Ciao a tutti, sono un ragazzo di 32 anni e da circa tre mesi sto vivendo un autentico incubo. Dal nulla, mentre mi trovavo in compagnia di amici ho iniziato a non stare bene: faticavo a concentrarmi, avevo la sensazione di "lasciarmi andare", di svenire, di cadere. Faticavo a rimanere concentrato e in generale mi sentivo in modo strano, come se avessi la testa vuota, leggera.Come se galleggiasse oltre che a strane sensazioni come se stessi vivendo un qualcosa di non vero, come in un videogioco. Da allora mi sono recato più volte al Pronto soccorso e ho svolto diversi esami: dall'ecocardiogramma alla TAC alla testa, passando per RX, esami del sangue, della tiroide, elettrocardiogramma ed consulto con un neurologo. Tutto negativo. I sintomi, però, continuano e tutti mi hanno indicato come possibile causa lo stress e l'ansia. Effettivamente tutto è iniziato dopo un periodo di forte stress a livello lavorativo - con diverse delusioni e arrabbiature - oltre che alla perdita di una persona a me cara che ho visto praticamente andarsene con i miei occhi. Sono una persona molto sensibile e anche molto ipocondriaca e in questi ormai tre mesi mi sono fatto mille film mentali su cosa potesse essere il problema. Nonostante i medici che mi hanno visitato mi abbiano detto che si tratta di puro stress io sono in ansia perenne, come un peso sullo stomaco, che mi fa sempre temere di avere qualcosa o di star male da un momento all'altro. Purtroppo questa situazione mi attanaglia per gran parte della giornata e non mi fa più vivere serenamente e non riesco a trovare una via di fuga da tutto questo. Ho notato questi sintomi accentuarsi in determinate condizioni come quando mi trovo in luoghi chiusi molto luminosi e con tanta gente - come un supermercato - o in luoghi chiusi e scuri come ristoranti e quant'altro - mentre sembrano diminuire e a volte sparire in ambienti aperti e luminosi come parchi e giardini o in giornate - rarissime ormai - dove mi sento particolarmente felice: i festeggiamenti del mio compleanno con tutta la famiglia, una bella gita fatta in compagnia di mia madre e dei miei cari ecc: tutte situazioni, a ben vedere, dove la mia mente è occupata da momenti felici e i pensieri non volano a questi strani sintomi. Come detto poco fa, infatti, le giornate felici per me ormai sono un lontano ricordo: la mia mente è perennemente fissata su questi sintomi e sulle possibili cause e quindi vivo sempre come se fossi in una gabbia. Da quando ho vissuto il lutto di quella persona cara, poi, ho notato che sono diventato quasi totalmente apatico: le volte che sorrido in una giornata sono rarissime o quasi nulle, non trovo più nulla che mi appassioni, che mi dia gioia. Il lavoro non mi da più stimoli, anzi, lo vivo come un fastidio. Addirittura poco tempo fa a livello lavorativo ci sono stati dei grossi errori - non da parte mai ma che comunque mi coinvolgono - che potrebbero avere grosse ripercussioni: un tempo sarei andato nel panico più totale, rimuginando sul da farsi, mentre ora il nulla più completo, come se non fosse accaduto niente, come se non mi interessasse: si può dire che il giorno dopo al "misfatto" mi ero già dimenticato di tutto. Come vedete la situazione e ingarbugliata e complessa, mi dareste qualche consiglio su come uscirne da tutto questo ?.
  2. Ciao a tutti. Scrivo perchè da alcuni mesi penso di avere un problema che, stando ai medici, è di natura psicologica. Poco meno di tre mesi fa ho iniziato a non stare molto bene: ero a una cena con dei colleghi e di colpo ho iniziato ad avvertire come un senso di smarrimento e di caos, con una sensazione quasi di svenimento. Tornato a casa ho continuato ad avere questi sintomi, fino a quando mi sono addormentato per poi svegliarmi nel cuore della notte con una grande agitazione e malessere addosso - il cuore pulsava a mille -. Spaventato da tutto questo mi sono recato al pronto soccorso, dove mi hanno fatto due elettrocardiogrammi e varie analisi del sangue: tutto negativo. Tornato a casa, spaventato dalla vicenda ho notato che questa confusione ahimè non è più passata. Non si tratta di una cosa persistente, ma che va a periodi: capita soprattutto se mi muovo e sto in piedi, o al limite seduto, e spesso le crisi più forti le ho in presenza di altre persone - colleghi, amici, conoscenti -. Spaventato da tutto questo ho svolto altri esami tra cui ecocardiogramma, analisi del sangue - tra cui diabete -, esame della tiroide, rx al torace, visita neurologica e tac alla testa: risultato ? tutto negativo. Nonostante tutto questo i sintomi continuano e, come dettomi sia dal mio medico di base sia dagli specialisti in pronto soccorso, potrebbe trattarsi di un disturbo d'ansia, legato magari alla cervicale. Il problema che nonostante queste rassicurazioni continuo ad avere questa sorta di caos, che si ripresenta più volte durante la giornata. Ho notato che nelle giornate frenetiche di lavoro, dove ho molti impegni, tendo a "dimenticarmi" del problema, non rilevando quindi sintomi, questo fino a quando ci penso e allora tornano. Inoltre ho sempre una paura recondita che le analisi che ho fatto, per un motivo o per l'altro, non abbiamo controllato a fondo il mio stato di salute, portandomi a pensare di avere chissà che malattie, soprattutto all'apparato cardiocircolatorio. Spesso al minimo dolorino intercostale, alla mano un po' più fredda del solito o al minimo starnuto - soffro di asma e allergia - siano da imputare a un problema al cuore o ai vasi sanguigni. So che sembra stupido ma la mia mente continua a correre verso quei pensieri, mandandomi in totale crash. Ho notato che nei giorni in cui avevo effettuato le visite - con tanto di rassicurazione dei medici - i sintomi erano come spariti, per poi tornare dopo qualche giorno accompagnati da questo continuo vigilare sui piccoli dolori e acciacchi che si hanno nella vita quotidiana. Secondo voi si tratta di un vero e proprio problema di ipocondria ? Sapete indirizzarmi nel caso verso qualche metodo per "guarire" o stare meglio ?. ps. Sono un ragazzo di 32 anni, fino ad ora non ho mai avuto particolari problemi fisici. L'unico è che sono un po' sovrappeso - e questo influisce sui miei timori perchè associo sovrappeso = problemi cardiaci, nonostante i medici mi abbiano detto che fisicamente sto bene -. Il cardiologo che mi ha fatto ecocardiogramma mi ha consigliato di iscrivermi in palestra - cosa a cui stavo già pensando io - per perdere peso, cosa che ho fatto e che mi sta dando soddisfazioni - nonostante la mia paura legata al cuore vado quasi ogni giorno dove faccio un po' di pesi e soprattutto allenamento con tappeto ecc e non ho mai avuto problemi, anzi quando mi alleno mi sento molto bene e propositivo -. Per farvi un esempio di quella che temo sia ipocondria ultimamente - circa 4 giorni - ho iniziato a pensare di avere problemi al cuore, dove mi sembra di avere a volte dei dolori all'altezza del petto - anche in aree che non c'entrano col cuore e che sono riconducibili a semplici fastidi muscolari - accentuati dal fatto che quando mi sembra di sentirli inizio a premere forte per sentire se "c'è qualcosa" che non va. Inoltre ho un po di mal di spalle, che penso sia dovuto alla scorretta posizione in cui dormo, andando "di peso" a premere sulle spalle. Seda una parte riesco a trovare un senso logico a questi piccolo dolori dall'altra la mia mente vola sempre fino a un "e se invece non è quello ed è qualcosa di più grave?". Prima di questi "sintomi" invece era stata la volta della testa, con la paura di avere qualcosa che non andava - questo prima di fare la tac - sentivo spesso dei dolori sopra agli occhi, alle tempie e come degli aghetti che mi punzecchiassero la testa. Come è finita ? una volta fatta la TAC e ricevuto il referto negativo non ne ho mai più sentito uno. Per quanto riguarda questo malessere che avverto posso dire che si tratta di uno stato di ansia, come se dovessi sembre star male da un momento all'altro associato a una sensazione di svenimento - che non è mai avvenuto - soprattutto se effettuo determinati movimenti, come lo sbilanciarmi in avanti, anche di poco. Il caos che provo in testa invece non saprei bene come spiegarlo: è come se, nonostante io stia vedendo normalmente con gli occhi, in contemporanea sia tutto "lontano" da me, a volte come se fosse perfino tutto irreale e io vivessi in un videogames. A volte, invece, la sensazione è quella di stare guardando qualcosa e nonostante io sappia esattamente cosa io stia vedendo, e lo stia fissando in quel preciso istante, ai miei occhi risulta come difficile da mettere a fuoco, tutto confuso appunto. Sempre per completezza posso dire che ho notato che ci sono casi dove questo avviene o non avviene in base a determinati fattori: mi trovo in un luogo ampio, aperto, luminoso e isolato - come un grande parco - magari anche in compagnia delle persone che amo e tutto sparisce. Mi trovo in un posto chiuso, scarsamente illuminato, con tanti elementi e tante persone ed ecco che il fenomeno ritorna. Allo stesso modo ho notato, infine, che se sono in presenza di persone a cui voglio molto bene - mia madre, la mia fidanzata le quali sanno di questi miei problemi - tento a tranquillizzarmi, con i sintomi che tendono a scomparire, mentre se mi trovo con colleghi, conoscenti, e in generale persone che conosco ma di cui ho sempre un po' di timore - sono molto timido e la paura di essere giudicato o non all'altezza a volte mi crea grossi fastidi - i disturbi tornano, a volte molto forti. Ultima cosa, se può servire, il tutto è cominciato dopo un periodo di fortissimo stress per me per via di diversi problemi legati alla sfera lavorativa oltre che a un granve lutto in famiglia di una persona a me molto cara, che è venuta a mancare esattamente un mese prima dell'inizio della mia odissea. Grazie a tutti per l'aiuto.
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