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Juliet

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  1. Juliet

    vivere nella paura

    grazie per le tue parole juditta, davvero in effetti ad uno psicologo avevo pensato anch'io, almeno per uscire da questa paura irrazionale che a volte mi paralizza...però 2 cose mi frenano: prima di tutto se dovessi andarci preferirei andarci all'insaputa dei miei: credo sinceramente che in questo momento non riuscirebbero a reggere al pensiero che anche l'altra figlia è in crisi, e a quel punto mi sentirei colpevole di aver distrutto quell'apparenza di normalità che ci siamo ricostruiti pian piano e probabilmente starei peggio... solo che da sola non saprei bene a chi rivolgermi, e cominciare ad avere segreti e sotterfugi non mi pare il massimo per ritrovare la pace familiare e poi il secondo motivo che mi rende titubante a prendere una decisione del genere è che ho paura di rendere il problema troppo "reale", se capite cosa intendo, cioè parlandone continuamente diventerebbe difficile dimenticarlo anche per pochi momenti, e già adesso è difficilissimo trovare momenti sereni in cui non ci penso...
  2. Juliet

    vivere nella paura

    grazie mille per le risposte ragazzi! probabilmente ieri scrivevo in preda all'ansia e non mi sono spiegata bene,ho solo buttato fuori le mie angosce, ora cercherò di chiarire bene le cose: quando ho detto che di queste mie paranoie non ne parlo con nessuno io intendevo della paura che provo io, per il resto ho subito informato i miei genitori dell'accaduto, già pochi minuti dopo che lui si era calmato: infatti sono venuti di corsa a casa e abbiamo trascorso la giornata a parlare con lui. 2 giorni dopo hanno preso appuntamento con la psicologa ed ora sono già 3 volte che ci è andato. Ha smesso di andare a scuola (ovviamente visto che i problemi nacevano da lì) e ora stanno valutando con calma se fargli riprendere tra qualche tempo oppure direttamente a settembre, in modo da dargli il tempo di rafforzarsi un pochino. Lui dal canto suo sembra tranquillissimo e normalissimo, come se non fosse successo niente: ma d'altronde già un ora dopo il "fattaccio" è tornato perfettamente sereno e contento all'apparenza, forse perchè aveva buttato fuori tutto, forse perchè finalmente non doveva più tornare in quell' inferno (parole sue per riferirsi alla sua classe), o più semplicemente perchè ha 16 anni, non lo so... Dal mio egoistico punto di vista, la sua tranquillità (apparente o effettiva non lo so) è quasi più angosciante, perchè a volte nei momenti più bui penso che non si sia reso conto della portata di ciò che ha fatto: non dico che lo vorrei schiacciato dai sensi di colpa ma almeno un po' colpito o abbattuto, quel tanto che mi desse la sicurezza che non ci riproverà più...
  3. Juliet

    vivere nella paura

    Salve a tutti, mi spiace irrompere qui con un problema ed essermi iscritta solo per questo, ma spero che possiate cmq trovare la voglia e la pazienza di leggere quello che scriverò! Circa un mese fa ho vissuto l'eserienza più brutta della mia vita: mio fratello di 16 anni (io ne ho 23) mi ha svegliata minacciandomi con un coltello e legandomi con del nastro adesivo, gridando che voleva suicidarsi perchè vittima delle prese in giro dei compagni di scuola. Poi la cosa si è risolta bene,tra lacrime e terrore abbiamo parlato e si è calmato piano piano; il solo fatto che mi abbia svegliato e che abbia accettato di parlare con me, razionalmente mi fa comprendere che la sua era solo una richiesta di aiuto e di attenzione, però emotivamente non riesco a riprendermi dallo shock: non mi sento sicura nel rimanere sola con lui,non riesco a dormire bene la notte e temo sempre che possa di nuovo minacciarmi se lo faccio arrabbiare o se dovesse essere troppo stressato. Siamo sempre stati molto uniti e adesso mi sembra che tra noi ci sia un abisso incolmabile: mi sento molto egoista, ma verso mio fratello continuo a provare un misto di paura e rabbia, nella mia mente c'è l'idea che niente tornerà più come prima; una delle persone di cui più mi fidavo al mondo e che più credevo di conoscere è stata capace di minacciarmi e terrorizzarmi in una maniera che non credevo possibile, è come se uno dei pilastri su cui poggiavo la mia esistenza fosse crollato: a volte provo il desiderio di allontanarmi dalla mia famiglia, che una volta era il centro del mio mondo, o peggio ancora vorrei che lui non fosse mai esistito, vorrei cancellarlo per far sparire tutta la mia angoscia...poi mi sento in colpa per questi pensieri, ma continuano a tornare...continuo a rivedere nella mia mente quelle scene e ancora mi fanno venire i brividi. So bene che adesso è lui quello che ha più bisogno di aiuto, e infatti di queste mie paranoie non parlo con nessuno, anche perchè non voglio che i miei genitori debbano preoccuparsi ulteriormente, e non voglio parlare di una cosa così privata che non coinvolge solo me con i miei amici e parenti, però sento il bisogno di sfogarmi un po', di essere rassicurata...vorrei che qualcuno mi garantisse che non dovrò mai più affrontare una cosa del genere, ma so bene che una certezza assoluta nessuno potrà mai darmela, ed è per questo che continuo a vivere facendo finta che vada tutto bene, andando in bagno a piangere in segreto e sperando di svegliarmi senza più l'angoscia a tenermi compagnia. Avere paura (una paura reale, da farmi sussultare se di notte incontro mio fratello in cucina) in casa propria e del proprio fratello è una cosa terribile, e a razionalizzare non riesco, perchè la paura è una brutta bestia che si insinua per quanto tu la voglia scacciare, aldilà della ragione... probabilmente ho bisogno di più tempo, e mi rendo conto che non ci sono consigli o formule magiche, non so neanche perchè sto scrivendo qui...forse spero che qualcuno mi assicuri che non ho niente da temere, che mi sto facendo tanti problemi per una cosa da poco, o più semplicemente volevo solo tirare fuori quello che mi angoscia da quella fatidica mattina e ho cercato un posto dove poterlo fare senza sentirmi troppo in colpa. Scusate lo sfogo lungo e confuso, frutto dell'ennesima notte di paura...
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