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lucedistelle

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  1. Esatto avendole provate tutte (dai disabituanti, al feliway, ai fiori di bach, al Kontrolseda, ai metodi dolcissimi, ai premi, ad ignorarlo,e tante tante altre accortezze ed 'esperimenti') e vedendo che il micione non è cambiato in nulla, è chiaro che la casa troppo piccola e questa vita al chiuso gli vada stretta. Tu hai ragionissima, ma solo ad una persona equilibrata può fare un certo effetto sentire un parere esperto che condivida la mia idea...peccato solo che lui abbia definito pazzo e crudele il veterinario che ci ha detto che questo gatto debba vivere all'aperto e quindi dovremmo regalarlo a chi ha una casa appunto con spazi aperti, in modo che lui possa uscire e tornare quando vuole, avendo comunque la protezione di un posto caldo e di cibo.Oggettivamente il problema non è il micione ma le reazioni di mio marito ed è per quello che ho scritto qui...ma ho capito che secondo voi qui ci vuole solo un aiuto esterno e quindi la mia sola pazienza nell'ascoltarlo e nell'aiutarlo a capire questo squilibrio affettivo possono fare ben poco... probabilmente è proprio così...
  2. Si ma infatti adesso la lettiera è nelle sue mani e lo obbligo a pulirla giornalmente, ogni pipì fuori posto la faccio pulire a lui ma appunto il problema è la sua non oggettività, si è fissato che poichè il micio l'ho voluto io adesso dobbiamo tenercelo e sopportare tutto, anche il rischio che ferisca il bambino. E' un sentimento morboso e soprattutto non concreto perchè come ho detto sono io ad aver sempre pensato al bene del gatto con i fatti.E' un'ossessione, una fissazione...
  3. Buongiorno, scrivo qui per avere uno scambio di opinioni ed esperienze...la questione è un pò ridicola e difficile da spiegare, procederò per punti per renderla di più facile comprensione 1)Io ho sofferto e tendo ad avere il disturbo ossessivo compulsivo per il quale mi sono curata con Zoloft e psicoterapia fino ad un anno fa', l'ho interrotto per cercare una gravidanza. Per questo sono sicura che mio marito abbia lo stesso problema, perchè lo so riconoscere... 2)Il tutto è concentrato soprattutto sul nostro gatto di casa sul quale preciso che: io : l'ho desiderato tanto e ho fatto il possibile in tre anni per capirlo il più possibile ed aiutarlo nel superare determinati disagi comportamentali molto problematici(aggressivo).Mi sono sempre preoccupata se stava male, non ho mai sottovalutato la sua salute, ho sempre fatto di tutto per renderlo sereno infatti quel poco che ha imparato gliel'ho insegnato io. Adesso però traendo le somme di tre anni non è migliorato di nulla, marca ovunque con urina, pur essendo sterilizzato, ci morde se non gli va di vederci in un certo posto (sul divano, su una sedia, o se camminiamo dove secondo lui non dobbiamo..) e così via...da tre anni...così io ho proposto a mio marito di valutare di collocarlo in altra famiglia con una casa più grande e magari un giardino. Lo rassicuro dicendo che andremo a trovarlo e non ho problemi a provvedere al mantenimento del micio per quanto riguarda il cibo. lui: si è sempre limitato a fargli moine, non sa farsi obbedire neanche nei minimi comandi(non riesce neanche a farlo scendere dal tavolo ad esempio e non sa farlo entrare nel trasportino), gli fà foto e le fa' vedere ad amici e colleghi, soddisfatto del suo animaletto , esaltandolo per pregi che non ha...racconta che è coccolone, che per lui è un fratello, che lui lo adora e viene ricambiato ... in realtà non gioca mai con lui, se non ci sono io gli lascia la lettiera sporca anche giorni, non si sa dedicare a lui davvero...eppure ogni volta che gli espongo il problema gatto oggettivo(casa poco igienica, ma davvero poco credetemi, graffi e morsi ed agguatia caviglie ed OCCHI) lui si incupisce e si isola da me. L'ho visto quasi piangere. Quello che mi fa' stare un poò più tranquilla è che nei momenti 'buoni' lui ragiona e dice che è vero che il micio è problematico, disagiato e che io ho fatto il possibile per aiutarlo. Poi però prevale questa emotività e comincia ad esaltarlo, a dire che lui lo ama(per lui amarlo è mandargli baci da lontano), e che non potrebbe mai vivere senza . La cosa chep iù mi allibisce è come lui usi il gatto per farsi vedere dagli altri, appunto mostrando foto dello stesso, ed esaltando un rapporto che obiettivamente non c'è. Quello che mi preoccupa tanto è che io sono incinta di 5 mesi, tra l'altro gravidanza cercata con procreazione assistita, quindi molto desiderata, e vedere lui che mi accusa di essere una bambina perchè gli espongo le paure sull'aggressività del micio verso il futuro bambino mi fa' impazzire.Non dorme la notte se riapro la questione gatto e necessità di affidarlo ad altra famiglia. Mi sembra abbia davvero perso i veri valori delle cose. Io so' amare un animale e so' anche capire cosa sia il suo bene: se un gatto da tre anni dimostra disagio, pur avendo messo in atto tutti i comportamenti possibili per aiutarlo vuol dire che vive male e basta, senza colpa di nessuno, ma vive male chiuso in tre stanze. Ed amare significa anche capire i bisogni dell'altro ed agire per rendergli migliore la vita. Se questo gatto cerca di fuggire di casa ci sarà un motivo,no?Eppure lui no, continua a fare scenate, e a dire cose che non corrispondono alla realtà. E' come se avesse investito il micio di un affetto che non è proprio per un animale, mi sembra come che gli attribuisca un valore che vada ben oltre...sembra lo scambi per un figlio,o per un padre, o per un fratello...e risottolineo, solo a parole e a smancerie ma non nei fatti concreti. E ribadisco: io amo gli animali, ne ho avuti fin da piccola, ho voluto tanto bene anche ad un cricetino di pochi centimetri!!! Ma qui stiamo uscendo dai limiti...dà la precedenza all'animale piuttosto che alla moglie ed al figlio in arrivo...e dice che io non lo capisco e che ho sempre odiato il gatto, quando ririripeto sono sempre e solo stata io a pensare al benessere fisico e mentale del micio.Con fatti concreti. Come posso io doc aiutare mio marito doc??Ovviamente ha altri atteggiamenti tipici del doc...che ora non mi dilungo nel descrivere e lui stesso mi ha detto che secondo lui ha qualche disturbo ossessivo..ma non riesce a riconoscerlo in questo rapporto malato col gatto. Lo riconosce in altre cose, ma non in questo caso. Non so se mi sono spiegata bene, ma è come aggrappato ad un amore che non esiste...a cui lui dà valenza a parole ma non con i fatti...lo perdono solo perchè ho capito che ha un disturbo simile al mio, sennò sarei dovuta scappare di casa viste le risposte che mi dà circa il dover tutelare il bambino da sporco , morsi e graffi: ieri mi ha detto che se il gatto urina è perchè sente la mia ostilità(proprio che ho fatto di tutto pure troppo per lui), che se il gatto morde o graffia è perchè io lo provoco...eppure quando è più lucido ammette che sono io ad essermi smepre prodigata per il bene del micio e che il micio è così da quando da cucciolo è arrivato da noi...e che quindi è un micio problematico. Ma cosa rappresenta davvero questo gatto?Non capisco...premetto che mio marito ha sofferto molto di disistima, ha lottato anni per sentirsi accettato dalla madre, insomma è molto insicuro ed in tante cose si capisce che agisce solo per sentirsi approvato dagli altri. Forse non accetta il fallimento di questo nostro rapporto con il gatto e non vuole ammettere a sè stesso che il gatto non ci ama...è come rivivere per l'ennesima volta la sofferenza di non essere riusciti a farsi accettare da qualcuno?Solo che tendendo all'ossessività lo estremizza in questo modo senza accorgersi che almeno apparentemente mette al primo posto un gatto con cui tra l'altro ha un rapporto molto teso. Ma poi dico...ok l'amore per gli animali ed il rispetto per loro...ma mi sembra appunto deviata questa morbosità che appunto sotto sotto secondo me è vuota...pensare che quando l'ho conosciuto lui non amava gli animali, purtroppo sono io che ho cercato di avvicinarlo a questi e adesso vedi un pò cosa ne è uscito fuori. Cosa posso fare prima di acompagnarlo ad una visita psichiatrica di coppia?! Potrei condurlo io da sola a capire che questo rapporto con il gatto in verità nasconde qualche altro problema?Il fatto che si tratti di un problema reale lo dimostra la precedenza che dà a ciò che lui prova per il micio, piuttosto di ciò che sua moglie incinta prova per il bambino...la sua famiglia!!! Come posso aiutare a ridimensionare questo disegno mentale che si è fatto del gatto?Non so se mi sono spiegata...amore ossessivo a parole e non con i fatti...cosa può nascondere? Potrei aiutarlo spostandogli la morbosa attenzione su altro?Può essere estremizzato questo rapporto con il gatto dal fatto che io ultimamente non sono sempre a casa perchè alcuni gg a settimana sono da mia mamma(soffro di iperemesi gravidica, ho bisogno di essere aiutata e mio marito lavora ovviamente e non ho mai voluto pesare su di lui facendolo tornare a casa per trovare me mezza svenuta nè ho voluto provvedesse ad ogni mio bisogno, proprio per non stressarlo)? Forse soffre molto della mia 'distanza'?E perciò si è attaccato senza senso a questa idea di gatto che non corrisponde al vero? Forse dovrei dimostrargli più amore? Si ok...però a me chi ci pensa...dovrebbe pensarci lui...ho passato notti a piangere e di certo non fa' bene nè a me nè al bambino...va beh oltretutto abbiamo affrontato un percorso abbastanza pesante...abbiamo ricorso a fecondazione artificiale eterologa...mi sento tanto sola e sono spaventata da questo suo comportamento anche se appunto secondo me non è nulla di più grave di un'ossessione(Spero). Pareri?Consigli?Aiuti?Grazie davvero
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