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giovanni6920

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  1. Cari amici, e da tanto che non scrivo e forse questo è stato il principio dei miei mali, adesso sono in un profondo stato depressivo e ansioso, ho paura di perdere quel poco di memoria che mi è rimasto, sono continuamente appesantito da un vortice di brutti pensieri per il mio futuro e non è che me li inventi ma purtroppo sono cose concrete. Ho un divorzio alle spalle e mia figlia ama più il compagno della mia ex che me, io abito distante da lei e quando la vado a trovare mi viene un forte senso di angoscia nel vedere che non mi tratta come suo padre e preferisco non vederla in questo momento in quanto sono profondamente depresso. Tutto mi rimbalza non riesco a ricordare niente di carino da potere discutere con gli amici e i colleghi e di recente ho anche problemi economici che non mi permettono di vivere una vita spensierata. Capisco che dovrei reagire ma sono stanco di lottare contro questa malattia, fino a quando era un principio di depressione prendevo un poco di farmaci e si tirava avanti ma adesso il dosaggio e aumentato ulteriormente e come se non bastasse ho perso l'opportunità di frequentare un gruppo religioso che apparentemente all'inizio mi sembrava positivo ma una donna che partecipava con me in questo gruppo con seri problemi psichici mi ha sconvolto totalmente tanto da avere avuto una ricaduta. A mio avviso e stata la più brutta e faccio fatica ad uscirne. Ho 38 anni ancora sono giovane e il pensiero di passare la vita in questo modo mi tormenta. Sono disperato e avrei bisogno di elaborare tutta questa spazzatura che si trova dentro il mio cervello e per questo che vi chiedo una mano.
  2. giovanni6920

    Nostagia del passato

    Ciao Ragazzi vi confesso che è da tantissimo tempo che manco da questo forum ma proprio questa sera il passato della mia vecchia vita mi è tornato in mente. Vi spiego brevemente la mia situazione. 8 anni fa ero un fiero maresciallo dell'esecito e durante una missione all'estero la mia ex moglie mi chiede la separazione coniugale, ci sto così male alla notizia che per due mesi riesco a malapena a dormire 2 ore a notte al massimo. In quei giorni terribili della mia vita da persona spensierata e felice di quello che ero divento, tutto di un botto triste e malinconico, non riuscivo a parlare con nessuno e dentro di me mi sentivo un fortissimo senso di vergogna, solo dopo due mesi dopo un calo delle forze per via della mia insonnia, ho il coraggio di aprirmi con il capitano medico e quest'ultimo mi consiglia il rimpatrio. Così faccio, torno in Italia e mi affido alle cure del caso, comincio a stare meglio ma mi metto in testa di riconquistare mia moglie ma questo non avviene. Più lei mi respingeva e più diventavo aggressivo, grazie a Dio mi convinco di lasciare il tetto coniugale prima di fare qual'cosa di irreparabile ma allo stesso tempo mi trovo davanti ad un consolidato fallimento della nostra storia d'amore. Ho perso anche il lavoro da militare e ho impiegato tempo e denaro per trovare un'impiego che mi consentisse di vivere decorosamente e adesso a distanza di 8 anni ancora sento la nostalgia della mia vita passata. Comprendo benissimo che questo atteggiamento di non lasciare che il passato passi sia sbagliato ed appunto per questo che vi scrivo per sapere come voi fate nel guardare avanti.
  3. Da cosa nasce la tua ansia, hai provato a rispondere a questo quesito, io credo che l'ansia sia provocata inconsciamente dalle nostre paure, tu cosa ne pensi in merito?
  4. giovanni6920

    Bulimia

    Grazie per i vostri interventi, in realtà rispondendo alla domanda fatta da immaginaria, ho cominciato ad assumere psicofarmaci a seguito della separazione avuta con la mia ex moglie 7 anni fa, purtroppo questo è avvenuto in maniera brusca mentre stavo facento una missione all'estero come appartenenete alle forze armate. Morale della favola ho perso anche il lavoro, ho provato più volte a non assumere più i psicofarmaci prescritti ma con un inevitabile ricaduta che mi ha visto ricoverato più volte nei reparti di psichiatria. Ormai di anni ne sono passati molto e credo di avere razionalizzato ma se devo essere sincero mi sento sereno ma non sodisfatto di me in quanto la mia vita sociale è ridotta a soli rapporti di lavoro con i miei colleghi e con pochi amici. Vorrei uscire di più e socializzare ma questo mi porta una certa carica emotiva che mi agita e quando mi sento particolarmente agitato questo è sintomo che sto per avere una ricaduta. Sono intrappolato in una sorta di vortice che lo auto-alimento con la mia paura di non ripentere gli insuccessi passati e fin quando questa paura non avrò il coraggio di affrontarla, difficilmente espanderò la mia cerchia sociale.
  5. giovanni6920

    Bulimia

    Ciao Amici, come forse alcuni di voi sanno già io ho sofferto di psicosi, ho sofferto il primo episodio psicotico 7 anni fa a seguito della separazione con la mia ex moglie e da allora, ho avuto dieversi e spiacevoli sentimenti emotivi come l'ansia la depressione, avvolte ho avuto degli episodi di mania che è all'opposto della depressione, in sintesi il mio apparato cognitivo comportamentale non è più equilibrato. Adesso sto attraversando dopo tanti anni, un periodo tranquillo della mia vita ma devo essere sincero non sono tanto sollecitato da una vita dinamica e normale, facendo un'autocritica mi sembra che mi sia adattato ad una vita ritirata della serie lavoro e casa, leggo molto e avvolte mi capita di uscire ma non lo faccio volentieri a dire il vero. Ma arriviamo al punto, da quando sono malato o per lo meno da quando so di essere malato ho preso un nontevole peso, ho messo su 25 chili e da cosa dice la mia bilancia sembra che sono il continuo aumento, voi mi direte che adesso assumo psicofarmaci e che questi rallentano il metabolismo, c'è stato anche il fatto che ho smesso di fumare e qundi adesso compenso i pieceri che prima mi dava la sigaretta, con il cibo ma sono preoccupato, vorrei sapere la vostra opinione in merito secondo voi una persona che mette su 4 chili all'anno è bulimica? Grazie e alla prossima.
  6. In questi giorni mi sono ricreduto sul fatto di trasferirmi e proprio oggi sono stato dalla mia terapeuta e ho chiesto consiglio a lei, lei mi ha detto che per il momento posso seguire meglio mia figlia a distanza e che soffrirei di più nello stare da solo in una citta dove come affetti avrei solo mia figlia. Quindi morale della favola: devo puntare sulla qualità del rapporto con mia figlia e non sulla quantità del tempo trascorso.
  7. Carissimi amici, ricordo ancora quando quasi un'anno fà ho chiesto consiglio sul fatto di andare a vivere da solo e voi, letto il mio intervento mi avete consigliato di andare a vivere fuori, risultato l'ho fatto e sono felice di averlo fatto in quanto mi ha giovato molto. Ma adesso ho un'altro dubbio di attualità, se fare domanda di trasferimento o meno!, vi spiego la mia situazione: tempo fa (sei anni per l'esattezza) ero un militare di professione e durante una missione all'estero sono stato lasciato dalla mia ex moglie, morale della favola, a seguito di questo sono caduto in depressione, ho perso il lavoro da militare di carriera e sono stato costretto a lasciare il nord italia per tornare a vivere a casa dei miei genitori a Palermo allontanandomi da mia figlia che adesso ha sette anni. Fortunatamente non mi è andata poi tanto male in quanto ho ripreso a lavorare da impiegato civile sempre per le forze armate e sento che le energie mi stanno tornando ma non mi sento completamente ristabilito, di recente ho avuto una storia con una ragazza ma non mi sono sentito di consolidare il nostro rapporto o a dire il vero non la amavo, per quanto riguarda la mia vita sociale faccio fatica ad uscire con altre persone preferendo stare a casa a leggere e due mesi fa ho avuto una ricaduta che mi ha visto dI nuovo ricoverato in ospedale ma mi sono ripreso velocemente. Di recente mentre stavo a casa dai miei genitori mi viene tutto in un tratto l'idea di chiedere domanda di trasferimento proprio dove stavo prima da militare e tornare così nella mia vecchia caserma e soprattutto vicino mia figlia, da quando penso questa cosa mi sento rinvigorito e allo stesso tempo tormentato in quanto ho paura di fare il passo più lungo della gamba. In verità quallo di trasferirmi al nord e tornare da mia figlia mi ha sempre allettato la cosa, ma solo in questi ultimi giorni sento il coraggio di fare una cosa del genere, vorrei che anche questa volta mi daste un consiglio in merito a questo dubbio e aiutarmii ad analizzare meglio questa cosa che mi eccita e allo stesso tempo mi spaventa, GRAZIE.
  8. Ciao Francesco, so benissimo quello che provi in questo momento, in quanto oltre sei anni fa, anche io sono stato lasciato bruscamente dalla mia ex moglie, e questo proprio durante un periodo particolare dellamia vita in quanto mi stavo affermando professionalemente. Ho dedicato così tante energie al lavoro in quei anni da trascurare la famiglia e poco a poco allontanandomi da essa. Inevitabile è il doloro che io ho provato e che tu stai provando, questo però ci aiuta ed affrontare la vita con nuovi concetti facendo tesoro delle esperienze passate. Non pensare che tutta la tua vita la vivrai con questo stato d'animo che hai adesso, affronta la depressione che stai provando e prova a distoglierti da quella spirale di pensieri che rincorrrono sempre il tuo sogno d'amore infranto occupandoti di altro. Ti sono vicino e in bocca al lupo. CORAGGIO SEMPRE.
  9. giovanni6920

    Di nuovo una ricaduta

    Mi sa che mi devo proprio rassegnare sul fatto che la mia patologia psichiatrica mi farà compagnia per tutta la vita, stavo quasi per raggiugere la guarigione, o almeno credevo di raggiungerla non avendo più bisogno di psicofarmaci, ma proprio quando credevo di stare meglio, allora stavo peggiorando ed ecco che appare una nuova ricaduta. Questa mia schizofrenia sembra prendersi gioco di me in quanto proprio quando sento che le energie mi siano tornate, ho più voglia di fare e di stare a contatto con le persone, socializzando di più e preferendo stare in compagnia, ecco che questo essere più socievoli del solito si trasforma in una ricaduta. Non capisco a tuttoggi come sia avvenuta quest'ultima, credevo di stare benissimo, affrontavo la vita con più entusiasmo ma proprio quella domenica a casa dei miei ecco che mi arrabbio per una sciocchezza che poco alla volta questa sciocchezza l'ho tramutata in un episodio psicotico. Scusatemi se mi sto lasciando andare scrivendo queste parole che sicuramente per voi che leggete non hanno lo stesso significato che attribuisco io ma mi sento di scrollarmi di dosso queste parole e scriverle su questo topic, non mi aspetto niente all'infuori di manifestare il mio pensiero cosi confuso di questi ultimi giorni in quanto, quando credo di stare meglio allora e li che insorge la mia malattia.
  10. Ciao, prova anche te a inserire la tua foto nell'avatar personale. Un modo per farsi conoscere e fare nuove amicizie. Un saluto, Alessandro Martinelli.

  11. Personalmente credo che noi abbiamo il dovere di interagire con il mondo circostante, in fin dei conti non possiamo fare a meno di avere contatti con altre persone, avvolte ci riesce difficile questo scambio, soprattutto quando ci troviamo mal disposti oppure non riusciamo a legare con delle particolari persone, ma se cerchiamo in qualche modo di accettare la diversità che c'è nel mondo e che rende bello e complesso la vita sul pianeta, forse ci sentiremo parte di esso e appena giungerà la fine nei nostri giorni possiamo dire di avere vissuto.
  12. Sicuramente il tuo sito è una buona valvola di sfogo, ma come ne hai bisogno tu di sfogare la tua tensione anche gli altri hanno il bisogno e la necessità di sfogare la loro tensione. Quindi per come la vedo abbiamo il dovere di percorrere delle trade a doppio senso di circolazione se vogliamo espandere la nostra personalità, permettimi di citare un esempio, ti è mai capitato di percorrere una autostrada con un solo senso di marcia? Questo esempio te la dice lunga sul fatto che se vogliamo percorrere un lungo cammino allora dobbiamo cimentarci in quei sentieri a doppio senso di marcia. Almeno chè il tuo desiderio è quello di fare solo delle strade secondarie!
  13. Mi pare di capire dai tuoi interventi che hai rinunciato a coltivare in te degli interessi che potrebbero attrarre le persone a te vicine. Guarda che ti parlo per esperienza, essere chiusi in se stessi avvolte è utile, ti sottrae ad una certa attività stimolatoria che da fastidio ma non siamo nati per essere soli e quindi ritengo sia utile essere attrezzati a stare bene da soli ma trovare anche il tempo per socializzare. Tutto questo comporta sicuramente dei sacrifici ma quello che se ne ricava ci arricchisce e ci fa sentire meglio. Quale è il tuo parere in merito Willy?
  14. Hai mai provato a lavorare su te stesso per piacere agli altri, o ritieni che questo sia una cosa che non ti riguardi? Se si, allora quali sono le cose che fai per migliorarti e renderti più comunicativo nel rapportarti con i tuoi amici?
  15. Ti capita di sentirti isolato verso i tuoi amici, incompreso o magari addirittura emarginato? Per quanto riguarda il mio caso avvolte mi sono sentito compatito dalle persone che mi stavano accanto e me ne sono reso conto sai quando? quando ho cominciato a stare meglio, infatti adesso gli amici e i colleghi di lavoro mi fanno delle battute che prima non mi facevano, forse perchè magari adesso sono più recettivo. Parlami di te, tu come ti senti a contatto con i tuoi amici?
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