Vai al contenuto

Pincopallino5

Membri
  • Numero di messaggi

    39
  • Registrato dal

  • Ultima visita

Reputazione comunità

0 Neutral

Che riguarda Pincopallino5

  • Rango
    Utente attivo

Ospiti recenti del profilo

627 lo hanno visualizzato
  1. Si, quella che hai citato è un esempio di proiezione. Se sei paranoico è difficile essere obbiettivi. :-) Non è detto che tutti proiettiamo sugli altri. Per esempio tu puoi essere consapevole di essere invidioso e proprio per questo noti l'invidia degli altri, magari più intesa della tua. Poi l'invidia è un tratto che va e viene, è un po' difficile etichettare una persona come invidiosa. Però posso indicare una persona come disordinata ed essere disordinato anche io. Oppure credere di essere una persona ordinata ed accusare gli altri di essere disordinati. I meccanismi che portano alla proiezione sono diversi, ma sostanzialmente è la necessità di scaricare sugli altri un peso che non si riesce a reggere su se stessi. Volendo prendere un esempio religioso, c'è il famoso racconto del fuscello nell'occhio degli altri e la trave nel proprio.
  2. Anche per me non è stato facile comprenderne a pieno il funzionamento. Ciò a cui ti riferisci è solo una parte, forse la meno "preoccupante". Quando ti trovi con una persona che fa una determinata cosa ed accusa te di averla fatta, anche quella è proiezione. Oppure l'atteggiamento tipico del paranoico che accusa di essere perseguitato invece è lui che perseguita. Riconoscerla su se stessi, può essere molto difficile, perché se non lo fosse non avresti questo problema. Chi usa il meccanismo della proiezione spesso usa altri metodi molto subdoli e secondo me perversi. Per esempio se discuti con un paranoico, cercherà in tutti i modi di farti perdere la pazienza poi ti accuserà di aver perso la pazienza e di essere aggressivo. Se gli dici che è stato lui a provocarti lo nega e ti farà notare che sei tu ad essere arrabbiato e che non è sua intenzione parlare con persone che si rivolgono in quel modo. E altre tecniche simili. Si dice che la proiezione sia dovuta ad un forte senso critico che si ha nei confronti di se stessi che è quasi impossibile da reggere, pertanto si attua questo meccanismo per scaricare su altri (anche oggetti) il proprio senso di colpa. E, come sopra, si può arrivare a far in modo di far compiere all'altro l'azione in questione in modo da confermare l'oggetto della propria proiezione ed alleggerirsi la coscienza. Chiaramente giudicare un'altra persona non è solo proiezione, se poi comincia a pensare che se stai giudicando allora forse stai proiettando e non puoi capire come essere obbiettivo, allora rischi di andare in paranoia :-) e si sa che i paranoici abusano della proiezione :-)
  3. Possibile che nel 2017 ci siano ancora realtà in cui un coniuge può tenere in scacco l'altro coniuge? Fatico a parlare in prima persona quindi ne parlo in seconda. Se, in questo caso, dopo aver avuto una figlia, tua moglie si presenta per quello che è e tu non ci stai bene e vorresti porre fine a questa situazione ma lei ti minaccia? Dopo aver tentato la separazione ed averci rinunciato, comprendendo che avresti perso tutto, che non hai le possibilità economiche per mantenere te stesso, lei e la figlia, ma sopratutto che lei riversa tutta la rabbia nei confronti della figlia. Passano gli anni, cerchi un'armonia, cerchi di far valere i tuoi diritti ed in piccola parte anche i tuoi spazi, cerchi di non riversare il tuo disagio con tua figlia con ottimi risultati, ma non lo nascondi con tua moglie. La situazione si fa sempre più stretta e dentro senti che non ce la fai più. Ogni tanto cerchi di comunicare il tuo disagio a tua moglie ma lei continua a sostenere che è un problema tuo perché lei sta bene e reagisce con dispetti, minacce e ripicche se non ritorni nei ranghi. Allora più diplomaticamente cerchi di farle capire che anche se è un problema tuo, non è giusto continuare a forzare una persona a rimanere in una tale situazione, sopratutto se dici di amarla. Per tutta risposta ti senti dire che un giorno capirai quanto ti ama e ti vuole bene e che darebbe la vita per te, però se te ne vuoi andare paghi le conseguenze perché è giusto così e non ti renderò le cose facili. Ora, credo che chiunque si spaventerebbe e la prima cosa che viene da pensare è di proteggere tua figlia da una persona così, ma senti di impazzire perché non ce la fai più ad aspettare che cresca e sia pronta ad affrontare ciò che potrebbe accadere. Senza considerare quello che devi portare dentro ogni giorno. Per me una persona che ragiona in questo modo può solo essere psicopatica. Mi chiedo, ma possibile che in questi anni, non abbia capito quanto soffre una persona in quelle condizioni? Possibile che non ci sia modo di farle comprendere quanto il suo comportamento sia distruttivo? Voglio dire, se capitasse a me la situazione contraria, posso capire che potrei metterci del tempo a capire la situazione, ma se davvero amassi la persona che soffre per me e mia figlia, non le farei mai una colpa e la lascerei libera senza condizioni. Io credo fortemente che una persona così abbia seri problemi mentali, ma pare che la cosa non faccia alcuna differenza. Mi chiedo cosa accade nella mente di una persona che ragiona in questo modo? Non c'è davvero modo di farla "ragionare"?
  4. Purtroppo non c'è una soluzione immediata, ma puoi cogliere l'occasione per riflettere su ciò che ti sta accadendo e perché. Così conoscerai meglio te stessa e sarai molto più forte in futuro. Innanzitutto sei stata "vittima" di un manipolatore egoista e forse anche narcisista ma poco importa. Ovviamente ti sei sentita illusa, sedotta e abbandonata, ti sei sentita usata ed ora anche presa in giro. E' più che naturale provare rabbia e desiderio di vendetta. Ma senti di non aver nessuna arma per poterti vendicare e obbiettivamente non sarebbe la strada giusta. Sentila pure questa rabbia, non aver paura. Ma non dargli sfogo con lui. Se solo potessi restituirgli il torto, magari con le stesse modalità, farlo innamorare, sedurlo e poi rifiutarlo e farlo ingelosire, ritroveresti il tuo sorriso. Ci sono persone, uomini e donne che godono di questi giochi. Ora, tu puoi fare tanto, ma su te stessa. Puoi riflettere su tutte le sue dinamiche di comportamento, capire che anche lui, soffre ed è un portatore di sofferenza. Non importa quello che fa vedere fuori, è il suo meccanismo per nascondere anche a se stesso la sua sofferenza. D'altra parte, secondo il suo punto di vista tu avresti dovuto sapere che c'erano forti probabilità che andasse a finire così visto che già una fidanzata ce l'ha. Puoi fare un sospiro profondo, prendere atto del torto che hai subito, accettarne la frustrazione ed imparare a capire che quello che provi per lui non è amore. E se lo fosse, è giusto che tu ci rifletta per le relazioni future. E' un processo doloroso, inutile che ti racconto caXXate, ma come tutte le ferite, se stai sempre li a riaprirla non guarirà mai. A me quando capitano cose simili, aiuta molto comprenderle, sapere che quel momento è doloroso e faticoso ma che lo so e non posso evitarlo. Anzi, se cerco di evitarlo non lo supererò mai, rischiando di interiorizzarlo e di farne una ossessione. E' come una qualunque dipendenza, se la osservi e la comprendi, non la superi facilmente, ma sai che continuare a desiderare qualcosa che ormai sei certa che ti farà soffrire è follia, eppure la desideri. Pensala come una droga o una qualunque dipendenza, se passi il punto critico, poi il dolore e la sofferenza si sostituiscono ala sicurezza di te.
  5. Mi piace l'affermazione dura ma reale di voler adattare il mondo alle nostre esigenze, fa capire quanto il nostro ego è cresciuto in maniera spropositata rispetto al nostro buon senso. Ma per fortuna il vento sta lentamente cambiando. Secondo me la verità è quella che ti può dare l'esperienza di provarla. Posso comunicarti un messaggio ma se non hai la possibilità di viverlo o di "sentirlo" nella tua vita, non ti sto comunicando molto. Inoltre se un messaggio è positivo lo percepisci subito. Sempre secondo la mia visione che come te non mi sento di avere la verità assoluta, credo che il buonismo fine a se stesso sia solo un'altra manifestazione dell'ego. E' più facile dire di si che dire di no, ma purtroppo a volte si aiuta di più una persona dicendo "no" piuttosto che risolvergli un problema. Capire la differenza è una grande dote. Credo infine che ci siano tutte le informazioni necessarie per fare evolvere l'umanità in armonia ma occorrono generazioni affinchè vengano metabolizzate, applicate e profondamente comprese. E ci saranno sempre gli "irriducibili" ma ben vengano se la natura è così che vuole.
  6. Purtroppo è più o meno quello che cercavo di comunicare anche io con lui ma è troppo convinto di avere la verità assoluta da ignorare o addirittura attaccare chi la pensa diversamente. Concordo anche io con il tuo pensiero dell'accettazione e della diversità, anche se questo implica la presenza di tali persone. Fa parte della natura e del ciclo vitale. Meglio diffidare da chi dispensa tanti consigli pieni di verità assolute. Ma purtroppo è un tranello a cui molte persone piace "cadere" ed è giusto che ci cadano per fare la loro esperienza.
  7. Mi fa piacere anche a me che siamo riusciti a trovare una direzione a questo discorso che non aveva preso una bella piega, ci siamo chiariti e sicuramente abbiamo imparato qualcosa. Poi, vista la complessità dell'argomento, sono sempre disponibile ad aprire l'argomento costruttivamente come abbiamo fatto, ogni volta che vorrai. Grazie. ciao
  8. Il fatto che persone che hanno fatto la storia dell'umanità e che io reputo equilibrate e sagge considero l'errato uso dell'ego come l'origine di tutti i mali e che l'ho potuto confermare sulla mia pelle mi mette nella zona sicura. E' importante in questo caso non usare la parola "disprezzo", non disprezzo affatto il mio ego, fa parte di me e di noi esseri umani e come tale va conosciuto e compreso come ogni nostro lato. Siamo esseri strutturati e complessi. L'ego può essere un'arma molto potente che se usata come tale arreca danni a se stesso e agli altri. Ma può diventare un ottimo alleato. Come lo usi tu, a me non piace o comunque non mi apporta benefici e non ne apporta alle persone care che mi sono vicine. Ed è importante capire quando stiamo obbedendo al nostro ego o quando invece stiamo collaborando con il nostro ego. Per darti molto (preciso molto) a grandi linee la visione che ho io dell'essere umano è come un'insieme di diverse parti e personalità. L'ego e l'istinto sono i due principali antagonisti o protagonisti. Poi ci sono i lati depressivi, aggressivi, ma anche fragili, sensibili, perversi ecc... Le esperienze e gli imprinting che abbiamo ricevuto dalla società e dalla famiglia sono anch'essi fondamentali. Poi ci sono le nostre esperienze. Alla fine, molto molto sinteticamente ci ritroviamo con una serie di personaggi interiori a cui spesso obbediamo. Il mio intento invece è (sempre molto sinteticamente) di farli convivere in armonia e valorizzare ogni singolo personaggio dandogli ascolto e comprendendone le ragioni. Al di sopra di tutto ci siamo noi, la squadra, un'entità che c'è e non c'è. Non posso dire che la squadra esiste perchè è formata dall'insieme degli elementi. La squadra non è una entità vera e propria, tuttavia si comporta come se lo fosse. Ovviamente questa è la mia interpretazione non tutta farina del mio sacco ma frutto di studi, ricerche ed esperienze.
  9. Per arrivare ad una conclusione di questo ragionamento, mi chiedo: questo metodo dove dovrebbe portare? Io credo che la vita non sia solo avere ragione o torto o ignorare. Secondo me questo metodo è stato applicato da chi poi si è perso nei meandri di un mondo di fantasia che si è creato da solo. Solitamente un percorso del genere porta a distaccarsi dalla realtà considerando per vero ed insindacabile ciò che si è dedotto dai propri ragionamenti. Mentre la vita è fatta di confronto, la realtà è quella che è con tutte le sue contraddizioni. Tante cose possono piacerci o non piacerci e tante le dobbiamo accettare. Cambiare quello che possiamo cambiare, accettare ciò che non possiamo cambiare ma fondamentale avere la saggezza per comprenderne la differenza. Non ritenendo di avere tale saggezza, solitamente opto per accettare ciò che non posso cambiare. E più mi guardo intorno più mi rendo conto che molti dei problemi ce li creiamo perchè vogliamo interferire su ciò che non ci piace piuttosto che lasciare andare le cose e vedere dove ci portano. Come puoi capire siamo su due realtà differenti, tu segui un percorso che porta a trovare le risposte e definire ciò che è vero o falso, giusto o sbagliato, io invece sto cercando di fare su di me il lavoro opposto, sto cercando di smettere di cercare delle risposte, di giudicare e di categorizzare. Trovo molto più beneficio con la resa e seguendo il flusso che l'altro metodo. Il bello della diversità dell'umanità, ciò che funziona per uno non è detto che funzioni per l'altro.
  10. Non concordo per i motivi che ti ho detto in precedenza, oltretutto lo trovo un metodo anche molto pericoloso. Secondo me, e non solo secondo me, l'esistenza stessa è un flusso, un fluire verso diverse direzioni. A volte è importante ragionare, a volte meno ed a volte occorre ascoltare il proprio istinto e le proprie sensazioni. Trovare un equilibrio e detenere la conoscenza di ciò che è giusto e sbagliato credo non sia un beneficio dell'essere umano. Ragionare in quel modo porta sicuramente da qualche parte, come tutti i percorsi, ma io preferisco cercare di farmi guidare dal "flusso" piuttosto che dal mio ego. Per esperienza il mio ego mi ha sempre guidato solo verso "guai" o comunque situazioni difficili. Ed anche qui non sono l'unico a vederla allo stesso modo, questo non significa che sia giusto in assoluto, si può vivere la vita che si vuole. Avendole provate entrambe preferisco questa. Proprio per questo non concordo nemmeno sul considerare l'umanità "stupida". Certo, l'umanità ha ancora tanta strada da fare, ma sta facendo quello che deve fare in questo momento. Chi siamo noi, parte dell'umanità, per giudicarla "stupida"? Sicuramente ad ogni passo di consapevolezza appare molto infantile ed arretrata, ma io la vedo indaffarata a trovare delle soluzioni. Credo che l'umanità sia così come deve essere ed ognuno di noi dovrebbe pensare alla propria crescita personale che se sarà utile per l'umanità o meno non dovrebbe essere una cosa che ci riguarda. Una vita secondo me è già troppo breve per poter arrivare alla sua realizzazione, pensare di occuparmi dell'umanità quando non sono nemmeno in grado di occuparmi di me stesso mi sembra quantomeno presuntuoso da parte mia. L'umanità si realizzerà quando sarà il momento come tutto nell'esistenza.
  11. Per come la penso io, ora mi sento di affrontare l'argomento in maniera molto più chiara rispetto ai precedenti confronti e ti ringrazio per lo sforzo. Per tornare al tema, intendevo che questo metodo mi sembra così semplice ed ovvio che mi porta istintivamente a chiedermi come mai nessuno ci abbia mai pensato. E' un mio modo per cercare di essere sempre obbiettivo e non perdermi in false illusioni. Poi andando a fondo ciò che tu consideri un bene di questo metodo, il fato che faccia piazza pulita di tanta spazzatura, a me invece appare l'opposto. Decidere da soli con un metodo del genere cosa scartare e cosa tenere, per me è alquanto preoccupante. Per esperienza è meglio non dare mai per scontato e non trarre conclusioni definitive. Certo, come ti dicevo, dei punti fermi è importante averli, ma personalmente preferisco metterli in discussione. Per esemplificare, è un pò come mettere ordine nel caos quando non hai altro spazio, prima sposti le cose da una parte poi le selezioni, metti degli scaffali, li riempi con l'ordine che riesci a fare in quel momento, poi mano a mano che trovi cose nuove riorganizzi gli spazi. Non è una cosa che si può fare subito in un colpo. Se dovessi applicare questo metodo a se stesso, non ne verrei fuori, mi fermerei al primo passaggio. esempio: questo metodo funziona? Vero Falso o ignoro? Come faccio ad essere sicuro di rispondere vero o falso? Risponderei "ignoro". E non potrei più andare avanti. Se mi chiedessi, sto offendendo qualcuno con le mie parole? Come faccio a saperlo? Pure se mi chiedessi se il fiore che sto vedendo è rosso. Potrei rispondere che convenzionalmente lo chiamiamo rosso, ma come faccio a sapere che gli altri vedono il rosso come lo vedo io? E così via... Secondo me la vita è intrinseca di incertezze e dovremmo imparare a conviverci e anche farci trasportare dalle incertezze. Certo se cominciassi a dire questa porta la chiudo e quest'altra la lascio aperta e non ci penso più, faccio sicuramente ordine e sto meglio che nel caos, ma mi sentirei comunque chiuso, incompleto e anche un po' ottuso. Poi, forse, anche questo fa parte delle nostre diversità. Il mondo, la natura o l'esistenza ha bisogno di diversità. Per mia natura diffido sempre molto da chi vuole categorizzare o standardizzare. Sono terminologie che secondo me contrastano con la natura dell'esistenza.
  12. Per cercare di rimanere concentrati su un punto ed iniziare e finire un tema, quel tuo metodo del vero falso e ignoro, ti sembra davvero un metodo valido ed infallibile? Da cosa ha origine? Pensi che tra i tanti geni e pensatori nessuno ci avrebbe mai pensato? Sarebbe applicabile anche a se stesso? Vorrei approfondire questa tua tecnica e mi farebbe piacere se mi aiutassi a fare luce su questi dubbi che ti ho esposto.
  13. Hai mai pensato che il tuo metodo potrebbe avere una lacuna? Per esempio: 1) sto divagando? risposta: chiediti che cosa intendi per divagazione, definiscila chiaramente, e controlla attentamente se divaghi. Come puoi farlo con gli altri puoi farlo con te stesso. Conclusione: non sto divagando punto. Ho concluso che non sto divagando, non mi sono nemmeno confrontato, so di avere ragione e vado avanti. E così via. Certo, vai a chiedere ad un narcisista se è narcisista. Lui sicuramente non lo è, sa bene cos'è un narcisista e la cosa non la riguarda. Eppure, abbiamo tutti dei tratti narcisisti. Certo, il tuo è un metodo semplicissimo, peccato che funziona raramente, solo quando azzecchi la conclusione giusta.
  14. Ok, davo per scontato che sapessi di cosa stavo parlando, mio errore. Per esempio ti sembra che sto divagando? ci sono contraddizioni in quello che dico? ci sono incongruenze? c'è un tentativo di raggiro? sto proiettando in te un mio problema? Cose concrete di cui puoi spiegarmi i meccanismi, come lo faccio e come lo vedi tu.
×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.