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kris1

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Su kris1

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    Utente attivo
  1. La mia è un'ansia nella norma. Bè, credevo peggio. Credo di avere imparato l'arte di convivere con le mie conflittualità interiori e a rimuovere l'ansia e so che non è troppo buono, ma, almeno mi pongo al riparo dalla sofferenza; ho ibernato le emozioni forti, steso un velo anche sul piacere, sulle aspettative, e so che è un modo di autodifesa. Ogni cosa mi sfiora marginalmente, solo per un po', dopo torna tutto silente. Non godo a fondo di nulla.Tutto questo avviene nel mio profondo, in quanto in superficie appaio diversissima: vitale, energetica, euforica.Ma in realtà non lo sono. Mi ritengo contorta e ho perso le speranze di essere capita e di ritrovare l'essenza di me stessa. Disincanto quasi totale da tutto e da tutti. Eppure, sorrido Kris
  2. kris1

    CAPIRE....

    un saluto a tutto il forum! Buon fine settimana.
  3. Ciao, prova anche te a inserire la tua foto nell'avatar personale. Un modo per farsi conoscere e fare nuove amicizie. Un saluto, Alessandro Martinelli.

  4. Si, verbena, va un po' meglio, decisamente. Questa persona, aiutato dalla moglie, con la quale si è avviato un sincero dialogo, un confronto a cuore aperto, ha deciso di avviare un passo determinante affidandosi ad un valido neuropsichiatra che li sta aiutando, sia alivello di coppia, che individualmente. Spero tanto che riescano insieme a trovare nuovi equilibri e di reimpostare la loro vita di coppia, ma soprattutto, che quest'uomo, possa gradualmente ritrovare la sua consueta energia, la motivazione per continuare a trainare la sua vita con maggior leggerezza; le cose, come ti ho detto, vanno decisamente meglio. E ti ringrazio profondamente per il tuo interessamento e per aver intuito, percepito questo problema nel suo profondo, problema che è anche il mio, perchè quest'uomo è "mio figlio"Grazie di cuore. Kris
  5. ]grazie verbena per la risposta, il tuo parere mi sembra condivisibile, equilibrato. Il mio è uno sfogo, ma leggere pareri e commenti è sempre un sollievo e cosa costruttiva. Grazie :) Kris
  6. kris1

    chiedo pareri....

    Una persona che mi sta molto a cuore sta attraversando un momento difficile. E' un uomo, quasi quarantenne, attivo, brillante, professionista. Schiacciato da problemi oggettivi diversificati, dei quali il più rilevante è l'hanidcap di uno dei suoi figli per il quale si richiede continua assistenza e terapia, situazione difficile da gestire; altri problemi collegati al lavoro: da manager, carriera brillante, gratificante e ben retribuita, si è ritrovato per un breve periodo senza lavoro (a causa di problemi contigenti dell'Azienda che lo ha liquidato) e dover retrocedere verso un'occapazione, diversamente retribuita e valutata, con un contratto del piffero che non gli garantisce stabilità e che lo porta a vivere una vita stressantissima. E' sempre stato una persona sana, sportiva, che ha canalizzato nell'attività agonistica tutto lo stress e le sue energie, ma, a causa di un problema alla colonna vertebrale, si è dovuto sottoporre a un intervento che lo ha portato ad un ribasso della sua resa in campo sportivo... E', inoltre, l'unico a dover contribuire al mantenimento della famiglia (la moglie non lavora) e si sente fortemente responsabile per questo...Ultimamente, anche i rapporti con sua moglie si sono incrinati, a causa dello stress che lo pervade, della sua stanchezza psico-fisica che lo ha portato a una demotivazione generale, quasi una resa... Crede di non potercela più fare. E' convinto di dover soccombere prima o poi... E' triste vederlo in questo stato, anche perchè è una bellissima persona, ricca di vitalità e di imput positivi e sicuramente con un forte potenziale di recupero, ma, attualmente, il suo equilibrio è franato. Chiedo semplicemente un parere o un consiglio su questa situazione. grazie Kris
  7. GRAZIE carissimi per le vostre risposte, è sempre un sollievo potersi relazionare con qualcuno. Non credo che si possa parlare di durezza, ma di realismo. Naturalmente ho omesso molti paricolari relativi alle pesanti problematiche derivanti dall'accudimento di un ragazzo con handicap. Dal di fuori, non si renderà mai concretamente l'idea di quanto sia stressante, paralizzante. Trattandosi di una persona tanto amata e così vicina, la cosa è ancor più destabilizzante perchè ti si ingenera un senso di colpa, mescalato a tanti sentimenti contraddittori... Confido soltanto nel loro senso umanitario (se così posso definirlo)affinchè comprendano che al di là di un certo punto non gliela posso fare, a livelli sia fisici che psichici.
  8. Sono una mamma, sono una nonna... La mia vita è stata costellata di doveri, pesanti problematiche, responsabilità. Mi sono sposata giovanissima.Ho cresciuto 4 figli, lavorando contemporaneamente fuori casa, con lo scarso apporto di un marito che mi ha sempre accollato ogni responsabilità, forse mai cresciuto. Ho 60 anni; lavoro ancora, per necessità: ho ancora un figlio "da sistemare", impegnato negli studi. E il mio lavoro è pesante, (soprattutto mentalmente) , di grande responsabilità e mi impegna persino il sabato. Devo, altresì occuparmi di un nipotino adolescente autistico, con problemi di schizofrenia, che lo portano ad essere violento ed a compiere azioni sconsiderate per se stesso e per gli altri. Ha sprazzi di aggressività che mi spaventano e va tenuto costantemente a bada, come un bimbo di due anni perchè tende a fuggire dal controllo.. I genitori, per avere un po' di pace (fine settimana) me lo affidano alcune ore ed il peso ricade unicamente su di me come un macigno, oltre al senso di responsabilità estremo. Mi sento distrutta, braccata. Comprendo che anche loro hanno il santo diritto di andare a mangiare una pizza, a passare una serata con amici; ma io non gliela faccio più! Il mio piccolissimo spazio di fine settimana (lavoro mezza giornata il sabato) che vorrei dedicare al mio riposo mentale e fisico, di cui ho estremo bisogno, occupandomi anche delle faccende tralasciate durante la settimana, mi viene scippato. Non me la sento di rifiutare il mio aiuto, sono una mamma e pertanto, antepongo (come ho sempre fatto) le esigenze dei figli alle mie, ma davvero sono molto provata, sono stanca davvero. Inoltre, fungo da baby sitter telefonica, il bimbo mi viene affidato per intrattenimento, in qualsiasi momento della giornata (al bisogno) anche mentre sono al lavoro, a cena o in situazioni empiriche. Questo bimbo mi cerca continuamente ed io mi sento dentro una trappola.... Ditemi una parola qualsiasi, un consiglio, quello che volete. Grazie Cristina
  9. kris1

    paura....

    Si, mi hai effettivamente tranquillizzata (entrambe le risposte) in quanto avete ridimensionato la cosa, riportandola nei canoni ordinari, di uno stato d'animo comune ai più... E' vero che vivo attraverso loro, che mentalmente non sono autonoma. Effettivamente mi sono cristallizzata nei ruoli di madre e di moglie e vivo me stessa, la mia autonomia personale, come un qualcosa di optional, una sorta di deprivazione nei confronti della mia famiglia...perfino il lavoro, che mi allontana temporaneamente da loro; il tempo libero cerco di dedicarlo alla famiglia, (non che mi pesi) in piena condivisione: presenza-doveri. Il mio senso di colpa è latente e dovrei imparare (difficile) a percepirmi come un'unità a se stante, al di fuori da ogni ruolo... Spesse volte ricerco la solitudine, momenti da condivedere con me e per me stessa, al di fuori da tutti e da tutto....
  10. kris1

    paura....

    vorrei qualche parere per una sindrome ansiosa che mi accompagna da sempre. Una paura generalizzata rivolta agli eventi "esterni", quali: disgrazie accidentali, incidenti stradali, episodi di violenza... o malattie. (in pratica, tutto ciò che esula dal mio controllo). Devo precisare che questo stato ansioso non è rivolto alla mia persona (anzi, mi reputo una persona coraggiosa, intraprendente per quanto riguarda me stessa), tuttavia ho timore per le persone a me più care: figlia e marito. (ho concentrato la mia vita soprattutto su questi due affetti, profondamente delusa e disillusa degli altri a livello parentale che amo in maniera molto più labile) Vivo la società come un'enorme piovra, pronta ad avvolgerci fra le sue spire, totale disincanto per eventi futili, piaceri effimeri, diffidenza verso l'essere umano capace di commettere le più incredibili aberrazioni, non mi fido... sento di vivere in un mondo ribaltato nei valori, un mondo dentro il quale, pur facendo una vita attiva e normalissima, non mi riconosco più, nonostante faccia emergere quella parte di me positiva, quella che "CREDE" nelle persone, nei valori umanitari.... E' una lotta con le mie conflittualità che tendo a non far trapelare per non inquinare la vita di chi mi vive accanto e anche per esorcizzarle; cerco di abbatterle, recuperando una sorta di fatalismo e in genere ci riesco bene, però basta un ritardo, o qualcosa che esca dalla normale routine ad agitarmi , a pormi nella confusione totale che cerco, ovviamente, di vincere con la forza della ragione o anestesizzando le mie emozioni. Si vive male così. E' pur vero che provengo da un vissuto conflittuale e traumatico dell'infanzia, dal quale sono stata irrimediabilmente segnata ed in seguito ho assorbito parecchie "botte" (metaforico). Una vita non facile. Naturalmente mi rendo conto di attribuire una valenza sproporzionata a queste persone di famiglia, senza le quali, son convinta, non potrei vivere, come fossero un'appendice di me stessa, determinanti in quanto "connotazione del mio essere", senza di loro sarei persa, nella totale desertificazione affettiva, sarei il NULLA.... Kris
  11. Effettivamente ci sarebbero delle domande riguardo il perchè di questa avversione alla scuola, un'avversione da panico, che sconfina in una crisi esistenziale. Cosa c'è che non va? Ti stressa lo studio? Il doverti relazionare e confrontarti con te stessa? I professori? ....... In ogni caso, è bene che tu stringa i denti e che concluda il ciclo didattico, almeno fino al diploma. Capisci da sola che senza di quello, le prospettive lavorative si assottigliano davvero di molto. Molto probabimente ti mancheranno due elementi essenziali: delle vere amiche e un ragazzo del quale sentirti innamorata. E' così? Alla tua età sono le giuste coordinate per sentirsi in pace noi stessi, per vivere questa fase adolescenziale con pienezza e spirito energetico. Scrivici ancora, se vuoi. Un abbraccione Kris :p
  12. Ma quanti anni hai? 23? Leggendoti mi si sono rizzati i capelli! Sia per il contenuto osceno del tuo post = leggi pure demenziale, ma non te la prendere, anzi, medita su questo. E poi? Ma che scuole hai frequentato? No, non è ammissibile! Mi spiace, ma non meriteresti nemmeno risposta e non ti offendere. Cerca di recuperare un pelino di autocritica e rileggiti.
  13. Ciao Vera, sono Kris. Volevo semplicemente dirti che ti ho scritto all'interno del mio post "sconforto esistenziale". Un abbraccione enorme, piccola. Kris :)
  14. Carissima Vera, neanche te lo immagini quanto possa comprenderti!Ti ringrazio per le belle parole che mi dici ed infatti hai ragione: in famiglia e chi mi conosce appena un po' mi vuole bene, sono caratterialmente una persona effettivamente molto dolce e comprensiva, soprattutto nei riguardi di chi è sofferente, di chi ha bisogno. Le esperienze "dure" della vita, invece di indurirmi mi hanno resa molto più ricettiva ed hanno sviluppato un senso umanitario non indifferente. Riesco a mettermi nei panni delle persone: EMPATIA. Nello stesso tempo, però mi sono abbattuta, lasciata andare interiormente, diventando diffidente e paurosa. Ho paura delle disgrazie, e come te HO PAURA DI PERDERE IL PRESENTE che, anche se è insoddisfacente, mi tranquillizza e penso che qualsiasi cambiamento complicherebbe le cose, mi farebbe stare peggio e non saprei gestire la situazione. Dall'esterno, come credo di aver già detto, sono una persona normalissima. Appaio solare, comunicativa, decisa, ma nessuno conosce le mie ferite interiori e le mie vulnerabilità. Inoltre, non posso permettermi di cedere perchè vivo con mia figlia, tua coetanea, una ragazza sensibile che in passato ha sofferto di crisi d'ansia e di depressione ed io sono il suo punto di riferimento. Ora sta bene, ma anche questa cosa ha contribuito a sconvolgere la mia vita, perchè non me l'aspettavo, perchè non l'ho mai accettato. Per ora ti saluto, cara amichetta virtuale. Sappi sempre che se hai bisogno di un consiglio o di parlare, io ci sono e puoi scrivermi anche in privato. Un abbraccione forte forte. Kris :)
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