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Sanctify my body with pain

Mio padre mi odia

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Salve a tutti, 

Sono una ragazza di diciotto anni che vive in un piccolo paesino nel nord Italia. La mia vita non è mai stata perfetta ( come quella di tutti direi) premetto, ma negli ultimi due anni il peggio non ha tardato a mostrarsi nelle sue forme più spaventose, tutte reincarnate in mio padre. 

Mio padre ha cinquant’anni e il suo profilo generale personale contempla: essere testardo, cercare di rovinare la vita a mia madre ed automaticamente a me, avere una mentalità chiusa, sminuire ogni singola cosa che riguardi me e tante altre cose che si possono immaginare andando in questa direzione.

I miei genitori non sono mai andati d’accordo: mia madre si è sposata perché la sua famiglia era sull’astrico dopo l’omicidio di suo padre e non poteva più sopportare di vivere per strada, mio padre si è sposato perché era già in età avanzata ed i suoi genitori non ne potevano più delle sue tendenze da cigolò, volevano che trovasse moglie e fondasse una famiglia. 

Nel nostro Paese ( che non nominerò per motivi di privacy) la figura maschile ha sempre prevalso su quella femminile e mai viceversa, sennò era morte certa per farla breve. Mia madre, come potrete intuire, è passata dalle stalle a firmare la sua condanna di morte accettando di sposarsi con quell’essere, questo perché da allora per lei non hanno fatto altro che susseguirsi una serie di sfortunati eventi: mia nonna la trattava da sguattera e non ci pensava due volte a lasciarle dei lividi enormi picchiandola, mio nonno (che riposi in pace pover uomo) lavorava tutto il giorno nei campi e quando tornava era un inferno anche per lui con sua moglie, quindi anche se avesse voluto, non avrebbe avuto le forze necessarie per difendere mia madre. Inoltre, mio padre aveva sei sorelle, tutte fuori di testa e con qualche rotella mancante, che non facevano altro se non peggiorare la situazione economica e familiare di giorno in giorno. 

Mia madre ha sopportato queste torture per dodici anni, fin quando non sono nata io, la gioia della sua vita e l’unica speranza per continuare ad andare avanti. L’ anno in seguito alla mia nascita siamo giunti in Italia, senza un soldo, senza una casa, con la voglia di un futuro migliore. 

Da allora, lo stress, la mancanza di soldi, le necessità di due figli che ogni giorno crescevano ed avevano bisogno almeno dello stretto necessario, non hanno fatto altro che tormentare i miei genitori. Purtroppo l’Italia, per quanto possa essere un paese bellissimo da molti punti di vista, scarseggia in quello economico, e manda in rovina molte famiglie e molti giovani pieni di speranze. 

Non ho mai chiesto nulla ai miei se non di garantirmi una certa istruzione e di appoggiarmi in questa direzione, fino ad intraprendere gli studi universitari, pertanto non sono mai stata una ragazzina viziata che non capiva la propria situazione e cercava di stressare i propri genitori per un nonnulla. 

Questo a quanto pare non è mai bastato dal momento che ora, a 18 anni, mio padre non fa altro che: continuare a picchiare mia madre che finalmente ha trovato il coraggio di farsi valere, almeno per quanto riguarda l’ esprimere il suo pensiero in vari ambiti, e ricoprire me con le peggiori minacce di morte quando cerco di difenderla o separarli nel mezzo di una lite. 

Mio padre mi odia in una maniera indescrivibile, nessun psicologo riuscirebbe mai a capire per quale motivo e perché lo faccia così profondamente ma una cosa è certa, è troppo egoista e non avrebbe voglia di passare la vita dietro le sbarre di un carcere per levarmi di torno in via definitiva; il limite che tocca è quello di sminuirmi ogni volta e denigrare la mia persona in ogni modo possibile, oppure arrivare a me facendo del male alla mia mamma. 

Sono sempre cresciuta nell’ottica di proseguire gli studi negli Stati Uniti, studiare legge e difendere i diritti delle donne fino alla fine dei miei giorni, questo da quando avevo sette/otto anni. Purtroppo mio padre ora ha deciso di voler togliermi anche questa opportunità e sinceramente, se non posso passare la mia vita a fare qualcosa che amo, dove voglio io, che senso ha continuare a vivere? 

Ho pensato al suicidio per sei anni, ma non ho mai avuto il coraggio di andare fino in fondo perché ho troppa paura di infliggere ulteriore dolore  a mia madre, che è la persona più buona oggettivamente che si possa mai incontrare. Ho sempre sopportato questo schifo per poterle garantire una vita migliore, ma ora, dopo i continui insulti, notti insonni passate a piangere, settimane senza mangiare, urli disperati di aiuto, sedute varie da psicologi, mi chiedo se veramente io debba continuare a vivere. Se ha senso proseguire per un futuro migliore senza la certezza che arriverà? Ha senso o no vivere senza l’amore di un genitore? Come potranno mai amarmi gli altri? Io davvero non lo so. Cerco di andare avanti, ma ora non voglio più farlo. 

Questo è uno sfogo, ringrazio calorosamente chi ha avuto tempo e voglia di leggerlo. Non dovete dirmi nulla, io ho la consapevolezza di aver parlato e di aver raccontato un frammento della mia storia, facendo valere un mio diritto.  

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