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Antonio9222

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  1. Quella era la mia descrizione. Io sono così (o per lo meno mi vedo così). Lei mi è apparsa così, ma dopo neanche due mesi, avevo già un'idea diversa. Insomma tutto quello che ho descritto sopra non coincidono proprio con questa immagine
  2. Vedevo una persona non appariscente, a cui piace riflettere. Equilibrata ma che sà divertirsi senza essere rigida. Capace di provare empatia, quindi fare o dire quello che pensa, ma comprendendo anche i sentimenti degli altri senza per questo reprimere i suoi.
  3. Non credo che lei mi abbia illuso. Forse in un certo senso ci siamo illusi entrambi in maniera diversa. Io vedevo in lei una persona molto simile a me, e per questo le davo mille attenzioni, sembrava ci fosse un'intesa perfetta (forse mi faceva sentire amato). Lei invece vedeva in me la realizzazione di una sua aspirazione, avere un bravo ragazzo, appartenente ad una famiglia stimata nella comunità locale (ho cancellato il commento sopra, dove era scritto anche di questo suo essere soddisfatta di "avere un fidanzato") . La sua situazione familiare era ed è complessa. Quindi io ero il mezzo per affrancarsi da questo. Forse ero un obbiettivo. Non credo lo abbia fatto per calcolo, ma semplicemente per desiderio (un desiderio verso le sue aspettative). Insomma io mi sono innamorato della mie aspettative su di lei, e lei delle sue aspettative su di me, magari accettandola ed introducendola in famiglia, avrebbe avuto quello che non ha mai avuto, una famiglia stabile. O ancora avrebbe dimostrato ai suoi genitori, in particolare al padre di avercela fatta, di avere una sua stabilità economica e sentimentale. Quando è così, chi ci sta di fronte finisce con il riconoscere il nostro ruolo, ma non la nostra persona. Il ruolo è ben delineato nella mente di chi pensa così, non c'è spazio per la persona, per i suoi sentimenti, per i suoi bisogni. Il partner diventa un oggetto, statico, occorre fare un pò di manutenzione periodicamente (con gesti materiali, e dopo rinfacciarla pure magari), ma poi ci si può dedicare ad altro, perché il partner non deve essere un problema, non può avere una personalità e dei bisogni, non ha un suo sentire, non deve chiedere un confronto quando qualcosa non va, ha semplicemente un ruolo, il ruolo che lei ha disegnato per te. Ma se divergi da quel ruolo, allora non sei "valido". E quindi il partner ti ha illusa di essere perfetto, ha giocato con te. Ed ecco che la frittata si rovescia, passi dalla parte del torto, solo perché hai chiesto di esprimere i tuoi sentimenti ed i tuoi bisogni emotivi, solo perché sei stato persona e non ruolo! Ma quando ci relazioniamo lo facciamo con persone, e non con le nostre aspettative o con i ruoli. Dal lato mio posso dire che ci ho messo veramente poco a capire che la mia era un'illusione. Lei troppo diversa da come pensavo, non mi sentivo riconosciuto come persona, mi dava attenzioni materiali, ma mai emotive. Ho fatto il possibile, ma quando la mia autostima mi stava abbandonando, ho fatto la scelta. Dal lato suo non saprei, visto che non mi ha detto mai niente. Però posso supporre che si sia accorta di aver sbagliato qualcosa, ma semplicemente perché la cosa è naufragata troppo presto. Forse preferisce altre situazioni, con rapporti meno impegnativi nel quotidiano, quindi con meno vincoli emotivi, e magari con più risalti emozionali. E' quindi forse anche lei lo ha vissuto come un fallimento.
  4. Non ho compreso il commento C'è altro da considerare sulla vicenda o in generale? Si i pezzi mancano, mancano sempre in queste situazioni. Quando ti illudi (e non quando ti illudono) senti che hai bisogno di capire. E continui a pensarci, anche se sai che è sbagliato. Ma la ricerca di risposte (che forse non esistono, o magari sono banali) è un bisogno
  5. Certo, In molte delle situazioni spiacevoli io non ero l'interlocutore, quindi non c'era molto da rispondere. Quando sembrava voler essere rincuorata con le autocritiche generiche, le chiedevo a cosa si riferisse, e lei diceva niente. Come si può rispondere a qualcosa di generico e decontestualizzato? Per quanto riguarda le mancanze di rispetto ho avuto diversi atteggiamenti: le prime volte "dialogante" lei ha negato, la seconda più decisa, lei ha fatto la vittima e dopo ha rincarato la dose con i comportamenti (ancora più marcati), altre volte ho fatto finta di niente (semplicemente perché appurato che facendoglielo notare non cambiava nulla, anzi peggioravano le cose - stavo male anche io, ed inoltre non erano episodi sporadici, quindi era un continuo. Comportamento che ovviamente non ha tenuto nei primi due mesi del rapporto, presentandosi per un'altra persona), lei ha detto che non mi impegnavo abbastanza nella nostra relazione. L'ultima mi sono xxxxxxxxxxx e ho troncato. Io non giudico gli altri, però ho dei sentimenti, e francamente certi comportamenti mi sembravano irrispettosi, prima verso se stessa e poi anche verso di me. Non ho retto più, mi sono disilluso. Dopo stavo meglio, niente più umiliazioni in pubblico o tra gli amici... Lei dopo ha continuato con i suoi comportamenti, ed infatti mi è giunta voce che si è fatta riconoscere anche in altri gruppi come quella che ci prova con tutti. Io di attenzioni ne ho date tante, nei limiti del possibile, nel senso che lei mi piaceva (o almeno fino a quando la credevo diversa, cioè non pensavo fosse così superficiale). Dopo però lei mi chiedeva sempre di più (non fai abbastanza), però al contempo sembrava sempre più estraniata (ricerca attiva di altri uomini).
  6. Questo è amore incondizionato. L'amore reciproco è altra cosa. Se la persona con la quale sto se ne sbatte di me, il mio amore cambierà, perché il mio bisogno di essere riconosciuto nel rapporto di coppia non è soddisfatto, cosa che invece avviene per il partner amato.
  7. La cosa che non capisco è come mai hai rifiutato di relazionarti con l'altra ragazza. Inoltre 7 anni di fidanzamento senza consumare mi sembra una scelta molto particolare, che va a braccetto con la scelta di cui sopra, ovvero di non intraprendere una relazione con l'altra ragazza. P.s. non sono un medico
  8. In particolare chiedevo se qualcuno ha avuto esperienze simili, e quindi confrontare. Ad un medico psicologo chiederei quali sono le principali differenze con il narcisismo. Inizialmente ero convinto che lei fosse narcisista, in quanto ci sono alcuni elementi sovrapponibili all'altro disturbo. Non essendo io un medico so che non posso fare diagnosi. Ad ogni modo mi sono trovato in una relazione tossica, che ho dovuto troncare, proprio perché stavo malissimo, pensando che una relazione deve arricchire la vita di una persona e non impoverirla. La prima domanda circa il disturbo istrionico, ed è quella che credo vada per la maggiore, è circa la sua fedeltà. Io non penso lei sia una che va con chiunque ( ma penso che non si farebbe problemi a fasi una notte di follie, senza magari pentimenti successivi), però chiaramente avendo comportamenti seduttivi e flirtanti anche con sconociuti, le occasioni per "essere avvicinata" e magari relazionarsi (in maniera seduttiva, potendo essere percepito questo comportamento come incoraggiante) con altre persone rendono le probabilità di tradimento più alte, considerando anche il bisogno di conferme, e la facile infatuazione di queste persone. Mi rendo conto che oltre non poter fare una diagnosi, non esiste una sola forma di istrionismo, ma esisteranno diverse "gradazioni di gravità" (o rigidità). La mia relazione è durata appena 5 mesi, e in questi 5 mesi ne ho viste tante. Quindi non oso immaginare in una relazione più lunga. Il suo comportamento ha impattato anche sul mio equilibrio, e di conseguenza anche sul nostro rapporto iniziale. Ripeto, la relazione di fatto è rimasta ad uno stato embrionale, dato che a parte la "fase di luna di miele" sono venuti i nodi al pettine, proprio per questi suoi comportamenti. Inutile dire che mi ha lasciato tanto amaro in bocca, Pensavo fosse amore e invece...
  9. Il post è vecchio, però anche io mi sono trovato nella stessa situazione. Credo che quando questi tratti siano "rigidi" si tratti di una vera è propria patologia.
  10. Mi sono imbattuto in una relazione con una donna di 35 anni. All'inizio eravamo entrambi presi, poi però quando la relazione doveva stabilizzarsi non ho percepito quel rapporto di reciprocità che ci si attende. Lei mi è sembrata molto superficiale, in continua ricerca di attenzioni da amici e sconosciuti con comportamenti flirtanti, allo stesso tempo però era molto possessiva nei miei confronti, non potevo uscire a fare una birra con amici uomini. La relazione, inutile dirlo è finita, perché io stavo troppo male nel complesso per via di una totale assenza di reciprocità (lei sembrava voler rimorchiare chiunque ed io dovevo non potevo neanche svagarmi con amici). Sò che il disturbo istrionico si presenta spesso congiuntamente con quello narcisistico, e molte volte con questo si confonde (egosintonico, mancanza di empatia, non mettersi in discussione, possessività, fasi alternate di amore/odio). Qualcuno può illuminarmi. Magari se c'è qualche donna con questo disturbo, o qualcuno che ha avuto esperienza con donne simili.
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