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  1. Buongiorno a tutti, vorrei sapere in che modo o con quale terapia sia possibile superare un trauma che si sa (o si presume) di aver avuto. Io ho sempre avuto problemi di relazione con l'altro sesso e ultimamente mi è tornato in mente un episodio legato ad una delle mie prime esperienze "sessuali", anche se forse non è il termine giusto perchè di sessualità vera e propria non c'era praticamente nulla. In sostanza l'evento è questo: fui scoperto all'età di nove anni a fare il gioco del dottore con un'amichetta. Ci nascondemmo sotto il letto e le toccai il culetto, o forse lo facemmo a vicenda. La cosa non aveva nulla di veramente sessuale, ma era soltanto la divertente rottura di un tabù. Mi ricordo che è stata una cosa gioiosa ed entusiasmante, una delle prime scoperte dell'altro,dell'opposto. Fummo però successivamente scoperti perchè lei lo raccontò alla madre che lo raccontò alla mia e io ricevetti da entrambe un pesante giudizio. Mi ricordo che ne rimasi angosciato profondamente. Ora forse sono solo giri mentali miei, ma credo che quell'evento nel quale è stata associata una gioia ad un'angoscia da giudizio abbia lasciato il segno. E' come se io ora non riuscissi a ritenere legittima l'attrazione stessa per l'altro sesso in quanto tale, non riesco a dargli la giusta importanza. Soprattutto non riesco ad esternare il mio interesse,come se fosse qualcosa che c'è ,ma che non va mostrato,non va reso reso pubblico. C'è l'interesse, ma gli altri non lo devono vedere, è come se portassi la maschera del disinteresse verso l'altro sesso. E' un blocco immadiato e poco conta che io abbia preso coscienza che probabilmente quell'evento del mio passato a determinato la cosa. Il fatto è che io mi ricordo del fatto, ma non è che lo rivivo emotivamente, l'emotività associata ad esso è rimossa. L'associazione tra quel fatto è i miei disagi nell'approccio con l'altro sesso è un fatto del tutto mentale,ragionato. Come posso fare o che tipo di terapia mi potete consiogliare per riportare alla luce quel rimosso e rielaborarlo. Grazie. Ps: agli amministratori chiedo di spostare eventualmente il post nella sezione adeguata, essendo una cosa dell'infanzia io l'ho messo qui ,ma se era più adeguata la sezione sessualità spostate pure.
  2. Ciao, ho 22 anni e da circa 5 mesi mi sono fidanzata per la prima volta vera nella vita. Dopo un periodo di transizione in cui annunciare il fidanzamento al gruppo di cui entrambi facciamo parte è stato parecchio difficile, per problemi interni legati al passato, siamo arrivati ora ad una condizione di quasi normalità, in cui quantomeno tutti "sanno". Gestire una relazione non è mai facile, specie quando è la prima e hai 22 anni. Ammetto che lui sia più bravo di me, se così si può dire, a gestire il suo tempo tra lavoro, calcio, amici e me. Il problema sorge a me, che vivo un periodo della mia vita in cui sto completando gli studi, non ho lezioni e ho davvero pochi amici, in quanto la maggior parte hanno deciso di completare gli studi altrove e quel gruppo di cui facevo è sempre meno il mio. Ho tanto tempo, ma non riesco ad organizzare ugualmente nulla perché faccio dipendere la mia organizzazione dai suoi impegni, che non sono, tra l'altro, mai noti anzitempo. Il problema, poi, di cui già sono cosciente, è amplificato dal fatto che una delle poche amiche rimaste in città (non molto presente in realtà, ma che non ha risparmiato giudizi duri, non richiesti) ha notato la cosa e ha iniziato a farmela pesare, nell'unica occasione in cui dopo mesi si è fatta sentire e si è scontrata contro la mia organizzazione sempre tanto confusa. La situazione è parecchio pesante. Come posso fare per gestirla meglio? Grazie, Maria
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