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  1. Allora io ho 39 anni lei 42. Stiamo assieme da circa 8 anni e abbiamo una figlia meravigliosa di 4. La nostra storia è stata sempre all'insegna delle novità e dell'entusiasmo. Abbiamo fatto grandi viaggi, anche con nostra figlia, vissuto esperienze intense ma soprattutto abbiamo scelto una vita unita e al di fuori dei classici schemi casa-routine-lavoro. Io per lei ho sempre rappresentato il massimo e nel corso degli anni non ha mai mancato di dimostrarmelo. Ora, circa due mesi fa, mi dice che la nostra coppia non funziona, che il rapporto non è equilibrato e che ruota troppo attorno alle mie esigenze ed ai miei umori. Lei non si sente capita ma soprattutto accettata per com'è. È stanca e non si sente bene. Preciso alcuni fattori che chiaramente hanno influito. Da 4 anni lavoriamo assieme (anche se ora abbiamo deciso di separarci lavorativamente), circa un anno fa le hanno diagnosticato una forma di epilessia che la costringe a prendere un farmaco quotidianamente. Infine abbiamo una situazione economica precaria. Io mi ero accorto ben prima che le cose non erano salde. Meno sesso, nervosismi continui da parte sua e sempre più insoddisfazione. Ora che è uscito tutto non riesco a gestire la situazione. Non facciamo sesso da due mesi, lei dice di non averne voglia, abbiamo iniziato una terapia di coppia e non so dove ci porterà. La nostra intimità è al palo. Discutiamo molto degli stessi argomenti senza fare alcun progresso. Passiamo molto tempo assieme per via della figlia ma non c'è mai serenità. Io sono diventato improvvisamente ossessionato dall'idea della fine della relazione che mi spaventa molto e, dall'altro lato, mi pare che l'unica soluzione sia mettere la parola fine alla storia. Lei dice di amarmi ancora ma che le serve tempo per rimarginare le ferite. Cosa devo fare? Accetto tutti i consigli
  2. Salve, non credo di essere il solo a provare, anzi, a non provare più amore ma solo bene... Spiego meglio: dopo 20 anni di matrimonio con prole ho ceduto ad un'altra donna di 14 più giovane. Purtroppo non è stata una scappatella ma la consapevolezza di esser arrivato al capolinea con mia moglie...ora ex. Ora non riesco più ad amare, pur che abbia un'altra relazione non riesco più a sentire amore. Bene si, ma amore no. La mia nuova compagna vorrebbe più attenzioni, più coinvolgimento...convivenza...io al solo nominare queste parole rabbrividisco.. Sono solo io? Qualcuno prova un qualcosa di simile come a me?
  3. Buon pomeriggio. Mi chiamo C. sono napoletano, ho 43 anni tra 1 settimana ed ho appena compreso ed appreso di aver avuto una relazione di 2 anni e 6 mesi con una donna affetta da un disturbo della personalità che mi hanno detto essere definito borderline. Questa cosa mi sta distruggendo l'esistenza, mi ha destabilizzato e fatto perdere equilibrio. Ce l'ho con me stesso perchè non mi sono mai accorto di qualcosa del genere. Forse sarà stata abile lei a dissimulare e manipolare tutto quanto o forse troppo preso io per dare imprtanza a certi atteggiamenti che definivo come eventi di stress da troppo lavoro. Lei fa la receptionist in un hotel del centro storico di Napoli, turni da 8 ore massacranti, sempre in piedi e sempre in prima linea. Normale che il suo lavoro le causi stress ma dietro purtroppo c'era dell'altro che io non ho saputo cogliere. Vuoi perchè non ne ho le competenze e vuoi perchè in fin dei conti il rapporto per come stava mi andava bene. Avevamo una vita piena di interessi, viaggiavamo molto, uscivamo con amici, serate, weekend fuori porta, una vita sessuale assolutamente perfetta, tutto era come io avevo sempre desiderato che fosse una relazione. Venivo da una storia precedente che mi aveva segnato. Lei era nella stessa condizione, una storia lunghissima dove si sentiva intrappolata e dal quale non riusciva ad uscire. Quando l'ho conosciuta era una donna tristissima, incapace di qualsiasi gioia, senza voglia di vivere. Con me è stata in grado di ritrovare il sorriso, la serenità, la gioia di vivere. Ha recuperato tutte le sue amicizie che nella sua vecchia relazione stava perdendo, ha ricominciato ad interessarsi delle persone e della vita in generale. Insomma senza farla lunga all'interno della nostra relazione lei ci stava alla grande. Ma...c'è un Ma grosso come una casa. Fa un uso smodato di droghe leggere, quasi mai è lucida se non durante le ore di lavoro, ore che comunque affronta dopo aver fumato almeno 5-6 canne il giorno prima ed una prima di andare a lavorare. Comunque, dopo circa un anno dall'inizio della nostra storia, ha cominciato a manifestare una instabilità emotiva che la portava a sbalzi d'umore spesso anche nell'arco della stessa giornata, alternando momenti di euforia a momenti di completa apatia, ad avere un'immagine distorta di se stessa ed a sentirsi fondamentalmente difettata e sbagliata. Ha cominciato a manifestare la sua autodistruttività come se volesse punirsi per qualcosa. Tutto ciò che di bello cercavo di costruire con lei semplicemente non le arrivava, lo distruggeva. Nell'ultimo anno o poco più i suoi stati emotivi sono stati all'insegna della rabbia, del rancore, della vergogna, del dolore per poi repentinamente passare a stati di euforia, appagamento, felicità, gioia e soddisfazione sessuale. Discussioni con cadenza quasi maniacale con ripetute rotture del rapporto nel tempo per la sua mancanza di fiducia, per il suo allontanarsi da me, per la sua indifferenza verso ciò che provavo io. In pratica mi ha idealizzato e poi mi ha distrutto. Si avvicinava a me e mi cercava per essere coccolata e sentirsi amata per poi allontanarsi ed allontanarmi.Mi dava colpe che io assolutamente non avevo e tutto ciò dentro lei aumentava la sfiducia nei miei confronti. Credetemi le ho provate tutte per tenere in piedi questa storia, veramente ho fatto ogni cosa che un uomo potesse fare. Ma non ne posso più. Mi manca e non capisco perchè. So perfettamente che se le cose dovessero restare così lei non è la donna adatta a me, lei non è la persona in grado di farmi felice. Non più oramai. Ma non riesco a staccarmi da lei, mi preoccupo di sapere come sta e cosa fa. Vorrei vederla e capirci di più ma devo fare i conti col fatto che è una borderline e che ha bisogno di aiuto. Adesso è nella fase di negazione del rapporto. Non mi vuole vedere, non mi vuole sentire, non mi vuole scrivere. Non posso nemmeno passeggiare per i vicoli del centro storico con i miei amici perchè lei pensa che io la stia seguendo visto che vive proprio li. Mi tratta come se io fossi la causa di ogni suo male, come se io fossi quello che le impedisce di realizzare la propria vita. Ma non ho mai fatto 1 ed una sola cosa che potesse giustificare questo atteggiamento. Tutto questo mi manda fuori dai gangheri, faccio una fatica immensa a capire cosa sia andato storto e faccio ancora più fatica a trovare una soluzione che non sia uno scontro frontale. Le voglio bene, tanto bene ma così sta soffocando tutti i miei sentimenti, mi manca tanto e vorrei che non fosse mai successa una cosa simile. Ho bisogno di aiuto per aiutare lei per ritrovare la mia donna e per ritrovare serenità ed armonia. Ancora non mi arrendo all'idea di dovermi allontanare e perderla per sempre.
  4. Salve, volevo raccontare ciò che mi preoccupa è vorrei qualche consiglio, perché ho paura e non so come reagire a tutto questo, soprattutto non voglio passare per egoista o pessima donna. Sto con il mio compagno da 6 anni, conviviamo da 3. Nella storia ci sono stati sempre alti e bassi, soprattutto perché spesso non mi dava attenzioni che desideravo. Ultimamente sta migliorando il rapporto. Lui ha una figlia di quasi 11 anni ed è adorabile, io e lei siamo molto amiche e ci vogliamo un bene dell'anima. Ora lei sta vivendo la classica pre-adolescenza, vissuta ancora peggio in quanto la madre ha un figlio di un anno. Lei vorrebbe i suoi genitori insieme, anche se sa che non sarà mai possibile. Ultimamente ha espresso il desiderio di uscire sola con i suoi genitori. Io mi sono sentita un'intrusa, un'antagonista e ammetto un pizzico di gelosia in quanto il mio compagno dovrà uscire con la sua ex e comportarsi come una famiglia. Inoltre io mi sento la seconda incomoda, perché non sarò mai la più importante per lui e nemmeno i miei figli con lui lo saranno, perché la sua prima sarà sempre più importante di me, della mia vita. Io sarò sempre la meno considerata. Io ho 29 anni e ho il desiderio di creare una famiglia con lui.. Ma forse non sono pronta a condividere la sua considerazione con altre.. avete mai vissuto situazioni simili? Cosa mi consigliate? Grazie per l'ascolto.
  5. Ciao a tutti sono nuova del forum. Mi sono iscritta per paura di impazzire..ho bisogno di parlare con qualcuno!! Sto male,malissimo e sono ancorano sotto cura antidepressiva e ho paura di ricadere. È un periodo a dir poco infernale. Sono fidanzata da 9 anni, anni stupendi ma non facili. I primi 2 sono stati a distanza (1600 km) quindi vedersi tramite videochat, incontrarsi una volta al mese..un amore coltivato con il massimo dell’anno devozione. Dopo i primi 2 anni io mi trasferisco a torino( lui Milano) e le distanze finalmente si accorciano ma rimane sempre una storia a distanza fatta di treni presi nel weekend e piccole gite fuori porta. Il mio avvicinamento non era come lo desideravo. Ero convinta di avere un santo che la sera stesse al pc con me e quando mi diceva” vado a letto” lo facesse davvero e invece usciva e andava a ballare con gli amici..perdono tutto perché super innamorata..passano 3 anni così e poi finalmente lui si trasferisce a torino. Senza averla programmata inizia la nostra convivenza..che sogno...finalmente tutto mio..iniziamo però i weekend frequenti a Milano e io forse per egoismo non li ho mai apprezzati tanto. Duriamo così 2 anni nella nostra casetta tra alti e bassi siamo un’altra coppia c’erano e propria. Nel 2016 mia suocera muore e lui ovviamente prende una bella botta. Le cause della morte non sono chiare nemmeno dopo l’autopsia , un’edema celebrale la porta via. È da qui che inizia la mia depressione. Avevo paura che il mio amore potesse ereditare la malattia sconosciuta della madre e presa dal terrore di perderlo cado in depressione. Mi curo e riprendo il controllo sempre con l’ausilio degli antidepressivi. La nostra storia va avanti...cerchiamo una casetta da comprare, si parla di figli, si cani, si fantastica...a maggio lui parte con la sorella per New York io non sono d’accordo: perché per farsi un viaggio di una settimana con la sorella io devo stare sola. Iniziamo a litigare. Lui parte io mi arrabbio...dice che gli ho rovinato il viaggio...ritornano e l’anno mia vita si è frantumata. Lui cambia è distaccato, sempre con il muso, e degenera fino a quando non mi saluta nemmeno più dentro l’anima stessa casa. Discutiamo spesso e litighiamo...alla fine mi chiede del tempo e io vado a stare A casa di mi ama sorella..e vi scrivo ancora da qui. È da 2 mesi che manco da casa mia.. lui mi ha detto che non provava emozioni per nulla di quello che lo circondava , che in questo periodo stava realizzando la morte della madre, oggi mi dice che non sa cosa prova per me...voglio morire mi chiede tempo ma io non ce la posso fare. Come devo comportarmi?? Lavoriamo nello stesso ufficio, soffro da morire. Vorrei sempre andare da lui almeno per abbracciarlo ma mi rifiuta.come devo comportarmi?? Devo ignorarlo?? Devo far finta di non conoscerlo? Cosa mi consigliate io ne sto facendo una malattia.
  6. Salve, vorrei una vostra opinione Una settimana fa il mio ragazzo mi ha lasciata dopo 3 anni e 3 mesi di relazione. Premetto che 2 anni fa lui ebbe una “crisi” e ci lasciammo per un mesetto perché voleva stare bene con se stesso,aveva bisogno di pensare e mi disse aspettami perché torno. (Bha) Dopo un mesetto mi contatta e ritorniamo insieme.. torna tutto come prima anzi anche meglio.. era innamorato di me si vedeva e ne parlava con i suoi amici e con mio fratello. ad agosto siamo andati in vacanza insieme e ho scoperto un “tradimento” via chat. Io sono stata malissimo perché non me lo aspettavo e per un po’ non riuscivo a guardarlo negli occhi. Ho sofferto tanto. Quando siamo tornati dalla vacanza ne abbiamo parlato e lui mi ha giurato che non l’avrebbe più fatto perché mi amava. Una settimana fa litigammo per una stupidata e per un giorno intero non ci parlammo. Poi mi chiese di vederci. Mi portó nel posto in cui ci conoscemmo, dove c’è stato il nostro primo bacio e inizia a dire che lui mi ha fatto soffrire troppo e che non me lo merito, non è quello giusto per me ecc. Poi bacia e mi porta a casa sua e vabbè immaginate. mentre mi accompagna a casa inizia a piangere a dirotto da non respirare.. salgo a casa e mi contatta. Io gli domando se ha dubbi sull amarmi o meno e lui mi dice che non li ha e me lo giura e sa che tornerà. E poi dopo qualche minuto mi manda un papiello di stronzate con scritto che lui ha bisogno di pensare, ha bisogno di stare un po’ solo, ha bisogno di capire se mi ama..(dopo avermelo giurato), dice che lui mi ha fatto soffrire troppo e per quella cosa che mi ha fatto non lo merito. Ha bisogno del tempo per capire io cosa sono per lui e se è arrivato ad avere questi dubbi non lo sa nemmeno lui. In questi giorni su un social ha pubblicato una canzone che dice “le tue foto sul muro,vorrei poterti lasciare andare e lasciarmi andare” e poi ne mette un Altra con scritto “ ho bisogno che tu abbia bisogno di me, ho bisogno che tu mi ami, You need me to get that shit together So we can get together You need me to get that shit together vi giuro che io non so cosa pensare, aiutatemi. qualche giorno prima di lasciarmi lui mi scrive su un fogliettino “vuoi sposarmi”
  7. Ho frequentato questo ragazzo per circa un anno. Un mese fa ha rotto lui perchè sentiva qualcosa per me ma era assalito da tantissimi dubbi e insicurezze e non voleva prendermi in giro. Io ci sono rimasta malissimo perchè lui si è comportato benissimo con me: uscite, pranzi insieme, giri in macchina...ci siamo sempre comportati come due fidanzati ufficiali e io me ne sono anche innamorata. Non ha senso! Dopo la rottura, per non dare l'impressione della disperata che corre dietro a un uomo e per il dolore arrecatomi, non gli ho più scritto. Il mio obiettivo era infatti quello di andare avanti e di provare a dimenticarlo. Lui al contrario ha continuato a scrivermi. Non sempre, ma ogni tanto, chiedendomi come sto e molte volte mostrandosi geloso se vedeva mie foto con altri miei amici maschi. Molte volte mi ha mostrato di rimpiangere i bei momenti passati insieme e mi ha pure detto che avrebbe voluto che la sua prima volta fosse stata con me. Qualche giorno fa ci siamo trovati per chiarire delle cose ma nonostante le belle cose che mi ha detto, non ha mostrato la volontà di riprovarci, almeno per ora. Ha detto che in un futuro non è escluso il fatto che possa riaccadere qualcosa tra noi e ha insistito per mantenere i contatti perchè ci tiene tantissimo a me anche se ha ammesso che si è un pò pentito di avermi persa. Non capisco se il suo comportamento sia unicamente un atto di compassione nei miei confronti o se sotto sotto gli interessi ancora ma per qualche oscuro motivo non riesce a staccarsi da me anche se ha rotto lui e tiene in sospeso il fatto che possa riaccadere qualcosa. In questo periodo di frequentazione abbiamo creato un rapporto molto forte e ci siamo affezionati tantissimo l'un l'altro...diciamo che è stata una cosa molto intensa soprattuto a livello mentale. Forse è per questo che non riusciamo a staccarci e qualcosa tra noi di sicuro c'è ancora. Non voglio illudermi, ma credo che tornerà. Altrimenti non mi avrebbe più considerata credo io. Di solito finita una storia è così no? Mi ha sempre detto che con me è stato tutto diverso e che non gli sarò mai indifferente dopo quello che abbiamo passato. Mi ha anche detto che le altre ragazze che ha frequentato, dopo la rottura non le ha più sentite ma invece me sì. Ne ho parlato anche con mia madre e mi ha detto che probabilemente questo ragazzo non riesce a staccarsi da me perchè gli sono entrata nel cuore ma sotto sotto non lo capisce nemmeno lui. Aggiungo infine che questo ragazzo è molto complicato, un po' insicuro riguardo queste cose amorose, abbastanza contradditorio e mi ha detto spesso di aver paura di soffrire e di far soffrire gli altri. Io ho però sempre cercato di stargli vicino e di rassicurarlo, ma evidentemente non è servito a nulla. Piccolo appunto: siamo molto giovani (19 anni)
  8. Buonasera Cercherò di essere il più breve possibile. Lei si chiama Lucia (nome inventato). Ci conosciamo in una locale, lei ha 10 anni in meno di me, io ne ho 32. Si instaura un rapporto d'amicizia in 2 mesi circa e l'età non sembra essere un problema per lei, e men che meno lo è per me. Ci parliamo molto e ci confidiamo, lei mi racconta della sua vita poco facile, fino a che non scopriamo di provare qualcosa reciprocamente. Le prime due settimane sembrano andare tutto per il meglio, quando poi iniziano i primi litigi. All'inizio non era una cosa grave poiché cercavo sempre di capire il perché si comportasse in una certa maniera. I litigi da parte sua infuriano sempre di più, a volte partendo da cose stupide come "Non mi hai risposto su whatsapp" passando alle parole pesanti, alle grida e agli insulti. In tutti i litigi ho sempre cercato di vedere qual'è il problema, li si risolveva (almeno così sembrava) per poi ricaderci di nuovo. Passando anche alle accuse che io volevo stare con lei solo per portarmela a letto, quando io le ho dichiarato quello che provavo aggiungendo che non mi fido praticamente di nessuno, e anzi io stesso sono rimasto stupito che ho voluto concentrare tutto me stesso in una nuova relazione con, alla fine, una "sconosciuta". Avevo deciso di buttarmi il passato alle spalle e riiniziare una nuova storia. Consideriamo anche che la storia non è arrivata a durare 3 mesi. Quando mi accusò che volevo solo portarmela a letto le mollai uno schiaffo, ma è stato più simbolico che uno schiaffo vero. Sia prima che dopo l'episodio non si faceva attendere per uscir fuori un nuovo motivo disegnandomi come una persona disonesta che la prendeva solo in giro, inventandosi anche cose che non ho mai fatto. A volte anche quando le si parlava, era come se non avesse cognizione della realtà. Dopo le sfuriate più incisive mi chiamava sempre con la voce piangente a chiedermi scusa, ma non serviva a molto perché riiniziava d'accapo. Al che un giorno mi viene a fare una sorpresa per rimanere da me a dormire, ma gli spiego che un mio amico non aveva posto dove dormire ed io ero l'unico a portelo aiutare. Cosa successa una volta soltanto. L'indomani (ovviamente) c'è stato un litigio e stavolta l'ho lasciata, anche perché non voleva sentire ragioni e stava anche cominciando a prendermi a pugni e calci (io mi sono difeso). Dopo poco tempo io le mando un messaggio audio su Whatsapp dicendo che comunque non provavo rancore nei suoi riguardi, e che semmai un giorno dovremmo parlarci le cose dovranno cambiare. Mi ha mandato, in totale, circa un'ora di accuse ed insulti su come io non dovrei esistere, faccio solo soffrire le ragazze, sono una persona da abolire e quant'altro, fino poi a chiamarmi in lacrime con intenti suicidi. Ho dovuto chiamare le forze dell'ordine per questo. Poi sono stato contattato da tutti: da sua madre, la sua amica, suo cognato e il suo psicologo. L'ultima volta che ho deciso di parlare è stato per dirle che non voglio più avere a che fare con lei. Premetto in tutto questo che Lucia è evangelica, va da più di anno dallo psicologo, anche se senza particolari successi. I genitori divorziarono quando aveva 10 anni e i suoi fratelli non sono stati vicino a lei. Poi ha avuto due ragazzi ma l'hanno trattata male o sono stati molto inadeguati nei suoi confronti. Questo stando a quello che dice lei poiché molte volte (anche sul mio conto) si inventava frottole, asseriva cose che non avevo mai detto o pensato, quindi ora ai miei occhi tutti i suoi racconti non sono molto credibili. Io la capivo e avevo deciso di essere la sua famiglia, o la cosa più vicina, poiché capivo che lei non aveva mai avuto una famiglia stabile. Ormai la storia è finita, ma vorrei un parere da qualche professionista se è il caso o meno di portarla da uno psichiatra, perché anche se Lucia va dallo psicologo non vedo molti risultati. A voi i pareri
  9. ciao a tutti. dopo questi ultimi 3 anni,passati anche ad autoanalizzarmi sento il bisogno di un parere esterno.Andro a spiegare tutto quelli che sono gli aspetti problematici e non della mia vita,in modo da fornirvi un quadro il piu completo possibile e ricevere un opinione. 3 anni fa,il mio problema era non avere una cerchia sociale ampia. ho cercato di lavorare in questo senso,cercando di avvicinarmi a persone per condividere un amicizia con loro. in qualche modo ce l'ho fatta,ho dei nuovi amici,coi quali ho stretto un bel rapporto,anche abbastanza profondo,coi quali posso parlare di argomenti importanti,confidarmi etc etc Questo sicuramente mi solleva molto,sia per il fatto che sto meglio ad avere piu amici e piu cerchie sociali distinte,sia perche mi ha dato fiducia in me stesso. Autoanalizzandomi però,e questo è uno dei punti chiave della questione secondo me,sto pian piano prendendo coscienza che forse a frustrami non era e non è il fatto di avere pochi amici e/o poca vita sociale,conoscenze giri e quant'altro. il fatto è ce mi sto rendendo conto che io baso la mia autostima,il voto che do a me stesso,il bilancio del successo della mia vita,su quante volte esco,su quante persone mi chiamano,quante cene faccio etc.. E' vero che adesso ho nuovi amici,ma il problema di non essere all'altezza di uno standard che mi sono fissato si presenta ogni qualvolta le cose non vanno come vorrei; e quando succede mi autoinfliggo dei giudizi molto duro: "sei uno sfigato,sei solo,non hai una vita divertente ed appagante etc.." Questo meccanico è forse alimentato dal paragone che faccio tra me medesimo e le persone che frequento,specialmente il mio amico storico del quale parlavo nel primo post. Tutti quelli che frequento hanno una con aspetti diversi dalla mia: loro lavorano ed io studio,tanto per cominciare. Loro hanno fondamentalmente piu tempo libero,perche sono comunque persone definibili ricche,e lavorono nelle ditte di famiglia,questo li porta viaggiare anche piu volte al mese,a fare gite nei week end e anche durante la settimana. Qui entra in gioco un altro fattore importante della mia vita: la mia fidanzata. Siamo fidanzata da quasi 6 anni e ci conosciamo da 9. Premetto che io lo stessa passione per lei che avevo il primo giorno,mi piace,mi prende,mi stimola. Purtroppo però è ormai chiaro che ha problemi della sfera psicologica pure lei,e direi anche abbastanza marcati. La situazione tra lei e il resto delle persone che mi girano attorno non è delle piu felici,lei nelle uscite coi miei amici non è quasi mai presente,a parte compleanni o cose cosi;non abbiamo un gruppo in comune,perche fondamentalmente nessuno di noi 2 ha un vero e proprio gruppo,ma tantomeno da condividere.quindi le cene in 2 coppie sono inesistenti,i viaggi con amici manco a parlarne. Questo mi porta sempre ad essere diviso tra 2 fuochi,o vedo lei o i miei amici etc etc Il problema è che anche quando esce coi miei amici io sono molto teso,perche lei rappresenta il lato di me che è completamente diverso dalle persone che conosco.lei è completamente seria,formale,non ammette scherzi,confusione,goliardismo. Per fare qualche sempio:potrebbe mandarla in tilt venire a cen da qualche mio amico che coabita con coinquilini e vedere la casa,in stato oggettivamente lercio,dove ceneremmo. A me non da nessun fastidio che lei me lo faccia notare,ma questo accanirsi fa diventare ogni cosi un problema. Lei è particolarmente insicura,ed una battuta o una parola maldetta da qualche mio amico è sempre motivo per litigare noi 2. Questo mi accentua esponenzialmente il problema: vedo i miei amici con le loro fidanzate che a capodanno vanno in montagna con altre coppie,e noi no. Quest'anno lei era disponibile,seppur con qualche riserva,a partire insieme ad altri miei amici per qualche giorno in montagna,poi per problemi logistici non si è potuto,anche se proprio volendo ci saremmo potuti andare. io per tutto il tempo dei preparativi sono sempre stato in forte ansia,da una parte perche il capodanno cosi come le vacanze in genere è un altro di quei fattori su cui baso la mia qualita di vita,dall'altro perche non avrei voluto litigare con lei per partire,ed i motivi potrebbero essere stati molteplici:i miei amici non vanno tanto per il sottile con l'organizzazione,ovvero potrebbe aggiungersi gente all'ultimo,potrebbero esserci stanze in comune,si potrebbe partire un giorno prima o un giorno dopo.mentre lei vuole tutto definito in anticipo,e che non cambi per nulla al modo ed ha tutti i suoi punti cardine che sono imprescindibili.quindi mentre si organizzava io ero costretto a far quadrare tutto e questo mi ha provocato un ansia pazzesca. Io sto bene con lei,ma questo aspetto turba il nostro rapporto.sia perche io pian piano sto venendo portato a vedere lei come un "ostacolo" alla condivisione della vita di compagnia,sia perche lei si convince che non sono la persona adatta a lei dato che frequento persone cosi diverse. Il fatto è che io sono una via di mezzo,anche io amo l organizzazione,sono insicuro e puntiglioso,e pure permaloso come lei;ma da un altro lato sono anche "ca**z*ne",spontaneo,scherzoso,con voglia di fare qualche cavolata,con voglia di staccare un attimo la spina e fare qualcosa di impulsivo. Il fatto è che non mi rendo conto se sono entrato in una sorta di loop paranoico o davvero nella mia vita c'è qualcosa che non va.alla fine se la guardo da un certo punto di vista di cosa mi posso lamentare?ho una famiglia unita,ho una fidanzata fedele e che mi piace,ho qualche amico,anche se pochi,posso ritenerli senza dubbio persone sopra la media che si trova in giro,studio e mi sto per laureare,con buone prospettive lavorative. Allora cosa mi manca?mi sento forse spaventato nel diventare grande?non ho fatto i miei sbagli e le mie bravate ai tempi quindi ne ho bisogno adesso e mi sento la pressione che tra breve non sara piu possibile farne? Io vorrei semplicemente avere una vita sociale e di coppia condivisa,non chiedo tanto,qulache week end all anno in viaggio,qualche cena fuori tutti insieme anche con la mia ragazza,e qualche serata o campeggio coi miei amici di tanto in tanto.. In effetti le persone che frequento sono diverse dalla mia fidanzata,ma non vedo perche non poter condividere nulla.. Non so come affrontare la situazione,se la sto ingigantendo,se la sto prendndo sottogamba... Se poteste darmi un parere,mi sarebbe molto utile come spunto di riflessione vi ringrazio tanto in anticipo
  10. Salve, mi chiamo MArco è sono un ragazzo di 30 anni. Vi scrivo per un problema sentimentale che anche se passato si sta riprensentando troppo spesso. Sono stato con questa ragazza per un paio di anni e la nostra storia è terminata per merito mio perchè avevo deciso di lasciarla e dopo vi spiego anche il perche ma comunque sono sicuro di continuarla ad amare senno non starei ancora in questo stato ogni volta che la sento. Le descrivo i nostri caratteri per farsi magari un idea: - Lei è una ragazza solare ha 35anni, fa amicizia con chiunque le piace ridere e scherzare (anche se non ha parecchie amicizie). E' abbastanza fredda nei sentimenti, non è un tipo di persona che ama far vedere quello che prova e, tenda a mettere lei al centro di tutto piuttosto che la coppia. - Anche io sono un tipo solare, faccio amicizia con chiunque, ho tanti amici e al contrario di lei sono caloroso. Dimostro sempre quello che provo con parole o gesti (cosa che spesso volevo vedere anche in lei). Avvolte ho messo me stesso nel centro dell'attenzione ma cercavo di creare sempre il bene per entrambi nelle mie scelte. La nostra storia è iniziata nel 2014 lei era fidanzata da 7 anni con un tipo e noi ci sentivamo e vedavamo spesso (in amicizia) prima di capire che effettivamente ci piacevamo davvero. Ovviamente io ero gia convinto di essere innamorato ma dopo 4 mesi sarei dovuto partire per andare a studiare all'estero quindi ero molto combattuto. Fino al giorno della partenza non avevo la minima idea di cosa lei volesse da me, anche perchè non l'aveva mai dimostrato se non cercandomi tutti i giorni ma comunque rimaneva il fatto che fosse fidanzata. Io sono partito, il giorno della partenza provai a chiamarla chiedendole che volesse che facessi, che provava per me e lei risponse con un semplice vai poi si vede. Ovviamente dopo neanche una settimana tornai; uno perchè io non ce la facevo e a quanto pare neanche lei. Quindi passai altri mesi nell'incertezza di avere fatto una pessima scelta a tornare perchè aspettavo appunto che lei lasciasse il suo ex con cui tra l'altro aveva un rapporto piu di amicizia che da fidanzati (non avevano mai fatto ne vacanze insieme ne tanto meno pranzi o cene con famiglie). Anche dopo che ci siamo messi insieme, questa scelta ha segnato parecchio me che devo essere sincero ho portato rancore per eventi che sono successi dopo. Essere tornato e aver rinunciato ad un futuro quando lei sarebbe potuta venire tranquillamente perche disoccupata (anche se me ne rendo conto uno in 3 mesi non fa una cosa del genere). Comunque la nostra relazione è continuata abbiamo convissuto, fino a quando io non ho ricevuto un offerta di lavoro all'estero. Quindi la situazione si è ripresentata ed io con quello che era successo in passato non volevo trovarmi ad avere un rimpianto quando fino a l'ora lei non aveva mai fatto qualcosa per me. Si era fatto sempre qualcosa per lei. Quindi ci mettemmo a tavolino e decidemmo di partire, sarei andato prima io e poi lei dopo un paio di mesi se io mi fossi trovato bene mi avrebbe seguito (anche perche era ancora disoccupata). Purtroppo questo non è mai accaduto perchè appena trovo lavoro liquido la scelta con un semplice IO ADESSO HO TROVATO LAVORO QUI CASA CE L'HO NON CREDO DI MUOVERMI, ed è quel giorno che la lasciai. Avrebbe potuto tranquillamente dire un altra frase, ti amo torna non so stare senza di te ma nulla (non è una colpa pero). Quindi da allora io non la sentii per un anno. Ci vedemmo esattamente dopo un anno. Almeno parlando per me avevo perdonato sia i miei comportamenti e i miei rancori avuti duranti il rapporto e sia le sue freddezze e scelte. Quindi ci dicemmo di nuovo quello che ognuno provava ma alla domanda di riprovarci lei disse NON POSSO ANCHE SE TI AMO. Da qui è nato un tira e molla strano ed è principalmente quello che mi sta creando problemi e me li ha creati fino all'altro giorno. Lei ci rimane male quando sono fidanzato con un altra (ovviamente dopo quel no ho cercato di rifarmi una vita), stavo bene ma si rifece sentire e quindi eccolo il passato che torna. Ecco che so che con lei sono sempre stato bene, abbiamo tantissime cose in comune, ci divertiamo tanto anche se poi a livello caratteriare ci sono delle nette differenze. Io ho lasciato la mia ex perche sentivo ancora di amare l'altra quindi mi sembrava di giocare e basta ed è cosi che e andata fino a l'altro ieri. Abitiamo in due città differenti. Quando torna si fa sentire, vuole vedermi, le piace venire a cena persino in presenza dei miei (con i quali lei si sente tutt'oggi), viene spesso a casa a trovarli e dice che prova qualcosa e non vorrebbe rinunciare a tutto questo. Io sinceramente dopo averle detto che la amo ancora, le ho anche chiesto riproviamoci. Lei ha di nuovo detto no, senza specificare realmente il perche ma dicendo un vago ho sofferto troppo ecc; ma comunque vorrebbe mantenere un rapporto cosi, sia con me sia con i miei e quindi comportarsi da fidanzata solo quando è qui. Io non tratto le amiche cosi, non le invito a passare il natale con me come loro non si invitano a passarlo qui con i miei. Questa situazione mi ha confuso e lo sta facendo da troppo tempo, ogni tot mesi succede di nuovo. LEi non è mai realmente chiara mantiene sempre sul vago, è come se volesse stare con me ma solo quando è qui oppure quando le va. Io sto male perche mi sento di nuovo lo scemo che combatte contro i mulini al vento, lei dirà l'ennesimo no ma alla prossima mia relazione mi dirà che sta male che le manco e altro. Dirmi se vuoi ci vediamo piu spesso torno quando ci sei tu... non è un rapporto d'amicizia. Non so che fare e come comportarmi anzi forse lo so sarebbe quello di non rispondere piu a lei, io non la cerco da parecchio e lei che lo fa ed è li che io le dico riproviamoci. Mi scuso per il dilungamento ma mi sento sfinito da questo. Soffro senza motivo, voglio lasciare il passato alle spalle. Di certo stare qui nella mia città non aiuta. Rivedere luoghi e amici, parenti fa solo che male. Io sono sempre scappato all'estero ormai sono 10 anni che vivo fuori e ogni volta che sono qui sto male. Grazie per l'attenzione, Marco
  11. Il mio ragazzo mi ha lasciata 1 mese fa perché diceva di non amarmi piu e di non provare piu i sentimenti di prima e che con me stava male ma non sapeva il motivo e che senza di me stava bene, ma che comunque gli rimane l'attrazione fisica per me e che comunque potevamo rimanere in buoni rapporti, uscire e sentirci. Un mese prima di lasciarmi gli erano venuti dei dubbi su ciò che provava per me a causa mia, parlai con una mia amica della mia relazione con lui e mi disse che eravamo incompatibili con poco dialogo, la sera stessa ne parlai con lui e mi disse che a lui non creava nessun problema ste cose, poi il giorno dopo sono andata a casa sua e non l'ho calcolato per l'intera giornata stando al telefono perché ero arrabbiata con lui, e nel frattempo lui mi accarezzava, poi la sera mi scrisse che forse la mia amica aveva ragione e non era più sicuro di amarmi perché non sapeva cosa significasse innamorarsi. Da quel momento in poi mi sono chiusa in me stessa perché ci stavo molto male, ci vedevamo solo 1 volta alla settimana a causa del lavoro, e solo per 2/3 ore dove andavo sempre a casa sua e facevamo sempre le stesse cose, facevamo sesso e poi mi riportava a casa. Quando mi ha lasciata abbiamo avuto un rapporto sessuale. La sera che mi ha lasciata abbiamo litigato perché gli ho detto che ha fatto bene a lasciarmi dato che volevo farlo io e che volevo rimpiazzarlo con qualcuno in discoteca per dimenticarmi di lui dato che la nostra relazione era ormai morta. Lui mi ha risposto dicendo che non voleva avere una donna che troieggiava in discoteca. Poi il giorno dopo gli ho scritto di quanto stessi male ecc ma lui diceva che non mi credeva, e l'ho assillato per una settimana intera, gli chiedevo di vederci ma mi evitava dicendo che non sapeva quando poteva, allora gli ho detto che dovevo parlargli urgentemente e volevo andare sotto casa sua, mi ha chiesto il motivo di tanta fretta ma io gli ho detto che non lo so, allora mi ha risposto in modo scazzato dicendo che non voleva perdere tempo e di dirgli il motivo, gli ho detto che volevo parlare e ha accettato di vedermi in un posto. Quando ci siamo visti era tutto freddo e io mi sono messa a piangere parlandogli di quanto stessi male di tornare con me ecc lui non ne voleva sapere e molto spesso sbuffava perché non sapeva cosa dire, e mi disse che senza di me stava bene. Poi mi ha detto che potevamo continuare ad uscire per vedere come andava, ho provato a dargli un bacio a stampo sulla bocca ma si è subito girato, poi ho provato di nuovo, sono riuscita ma lui è rimasto impassibile. In chat gli ho chiesto di vederci il weekend successivo e mi ha detto che non c'erano problemi, qualche giorno dopo ho chiesto la riconferma e mi ha detto che non era sicuro al 100% che poteva, allora ho iniziato ad assillarlo dicendo che potevo accompgnarlo dove voleva che non volevo più trascurarlo, e lui mi djsse che dovevo capire che non stavamo più insieme e che sta situazione era ridicola e che stava iniziando a stressarlo. Poi gli dissi che che ero uscita con una e mi disse "boh mi fai i pipponi su quanto stai male e ti dispiace e poi dopo una settimana esci gia con un altro io non so che pensare. Qualche giorno dopo mi conferma per vederci domenica, però poi si è ammalato, allora gli ho chiesto di vederci il weekend successivo, ma lui mi ha proposto di vederci in settimana (cosa che non ha mai proposto nemmeno quando stavamo insieme perché va a lavoro alle 6 e ritorna alle 21 a casa quindi è come se fosse un sacrificio), e da lì ho incominciato un po' a distaccarmi, nel senso che non lo assillavo più nel tornare insieme e non gli parlavo più di noi due, nella settimana aveva ancoea la febbre allora gli ho detto che se preferiva potevamo rimandare, ma lui non ha voluto rimandare, ma alla fine non ci siamo visti perché tornava troppo tardi, allora mi ha chiesto di vederci Sabato 25. Il giorno prima di vederci per la prima volta mi desse lui il buongiorno, quando ci siamo visti inizialmente era freddo, Poi ci siamo seduti e abbiamo iniziato a parlare, si è aperto e abbiamo riso e scherzato, poi ad un certo punto così dal nulla mi accarezza la guancia, e poi ci siamo alzati e mi ha teso la mano e gliel'ho data e abbiamo fatto un tratto mano nella mano, poi si è messo le mani in tasca per il freddo, e allora abbiamo camminato a bracetto, poi arrivati in metro per salutarci ci siamo guardati un attimo negli occhi e abbiamo riso dandoci un bacio sulla guancia, poi ci siamo riguardati negli occhi e ho provato a dargli un bacio a stampo e ha ricambiato non rifiutando e mi ha sorriso, poi ce lo siamo dati per una seconda volta e mi ha sorriso, e infine mi ha detto sorridendo "ci vediamo settimana prossima?" Poi però in chat era ancora freddo. 3 Settimane fa gli chiesi quando potevamo vederci e mi ha detto che in quel weekend che avevamo programmato di vederci non poteva più perché doveva traslocare nella nuova casa a Monza (prima abitava a Milano e pure io) allora gli ho detto se potevo portargli la cena a casa dopo lavoro ma si è inventato una scusa, allora gli ho chiesto del weekend successivo ma mi ha detto che parte, poi ho chiesto dj quello successivo ancora e mi ha detto che se trovava un buco potevamo vederci questo weekend, gli ho chiesto per due volte che se non voleva vedermi poteva dirmelo, ma non rispondeva a quella domanda o cambiava discorso. il giorno successivo gli ho detto che so che vuole stare da solo e che non pretendo nulla e che vorrei solo che ci continuassimo a frequentare per vedere come vanno le cose tra me e lui e lui ha accettato. Qualche giorno dopo mi disse che in vacanza non si portava il telefono allora gli ho chiesto come faceva in caso di urgenza e mi ha risposto dicendo che se muore sa morire da solo, e gli ho risposto "allora buona fortuna e condoglianze" non mi ha più risposto gli ho scritto altri messaggi ma non ha risposto. gli ho scritto 3 giorni dopo e mi ha risposto. 2 giorni fa gli ho scritto se volesse questo weekend andare ad una mostra e ha risposto "non lo so, non ho molta voglia", allora gli ho proposto di andarci a fare solo un giro a Monza e che cosi mi faceva vedere la nuova casa, ha visualizzato ma non ha risposto, gli scrivo il giorno successivo dicendogli che non volevo insistere e se voleva vedermi o no, e mi ha detto "mi pareva di avertelo già detto che non ne ho molta voglia". Gli ho scritto che pensavo si riferisse alla mostra e che non capivo perché mi avesse chiesto di rivederci se poi non ne aveva voglia, ha visualizzato e non ha risposto. Io non so più che fare, mi dice che gli va bene continuare a vederci e poi mi dice che non ne ha molta voglia, avevo intenzione di scrivergli in mezzo a questa settimana per chiedergli se potevo visitare la sua nuova casa il 23 ma non so se vada bene come cosa. Il fatto è che lui il 24 dicembre parte per la sua città natale e ritorna il 7 gennaio, quindi se non lo vedo in sti due weekend non lo vedo fino al 7, e sono praticamente 2 mesi che non ci vediamo, e ho paura che si allontani sempre di più
  12. Il mio ragazzo mi ha lasciata 1 mese fa perché diceva di non amarmi piu e di non provare piu i sentimenti di prima e che con me stava male ma non sapeva il motivo e che senza di me stava bene, ma che comunque gli rimane l'attrazione fisica per me e che comunque potevamo rimanere in buoni rapporti, uscire e sentirci. Un mese prima di lasciarmi gli erano venuti dei dubbi su ciò che provava per me a causa mia, parlai con una mia amica della mia relazione con lui e mi disse che eravamo incompatibili con poco dialogo, la sera stessa ne parlai con lui e mi disse che a lui non creava nessun problema ste cose, poi però il giorno dopo ci siamo visti sono andata a casa sua e non l'ho calcolato per l'intera giornata stando al telefono perché ero arrabbiata con lui, e nel frattempo lui mi accarezzava, poi la sera mi scrisse che forse la mia amica aveva ragione e non era più sicuro di amarmi perché non si era mai innamorato prima d'ora. Da quel momento in poi mi sono chiusa in me stessa perché ci stavo molto male, ci vedevamo solo 1 volta alla settimana a causa del lavoro, e solo per 2/3 ore dove andavo sempre a casa sua e facevamo sempre le stesse cose, facevamo sesso e poi mi riportava a casa. In chat era diventato più freddo e distaccato, pure di persona non si comportava piu come prima, allora gli ho chiesto il motivo e mi disse che era un periodo giù per lui per vari motivi e che il nuovo lavoro lo stressava ma non voleva assolutamente lasciarmi perché stava bene con me, dopo qualche giorno gliel'ho richiesto e mi disse che io non c'entravo nulla e che si sarebbe impegnato a uscirne, poi gliel'ho richiesto un'altra volta e mi disse che ora non sta né bene né male con me, e che quando staremo male ci lasceremo. Nell'ultimo mese inoltre lui era un po' giu di morale perché sua madre si era appena operata ma non poteva andarla a trovarla perché abita in un'altra città, il lavoro lo stressava, e io al posto di stargli vicino lo pressavo un po' sul fatto che fosse freddo e non fosse abbastanza, perché provavo un po' di rancore perché non era romantico, perché ultimamente non mi accompagnava a casa la sera, e tipo gli dicevo sempre che era freddo e la prima volta mi disse che non gli era così perché era giù di morale per sua madre e il lavoro, la seconda volta mi disse che non c'entravo nulla e che era s'impegnava per far passare sto periodo, la terza mi disse che non sa più se sta bene o male con me perché non riusciva nemmeno più a porsi domande per quanto stesse male per i fatti suoi, e che finché stiamo bene stiamo insieme, e se stiamo male ci lasciamo perché tanto prima o poi ci lasceremo, poi la quarta volta gli mandai uno screen della disillusione amorosa e lui mi rispose con "basta se la pensi cosi finiamola qui perché anch'io sto iniziando a stare male, mi fai sentire non abbastanza e inferiore" però poi abbiamo fatto pace. Poi dopo 2 settimane mi ha lasciata e subito dopo avermi lasciata mi ha baciata e abbiamo avuto un rapporto sessuale. La sera che mi ha lasciata abbiamo litigato perché gli ho detto che ha fatto bene a lasciarmi dato che volevo farlo io e che volevo rimpiazzarlo con qualcuno in discoteca per dimenticarmi di lui dato che la nostra relazione era ormai morta. Lui mi ha risposto dicendo che non voleva avere una donna che troieggiava in discoteca. Poi il giorno dopo gli ho scritto di quanto stessi male ecc ma lui diceva che non mi credeva, e l'ho assillato per una settimana intera, gli chiedevo di vederci ma mi evitava dicendo che non sapeva quando poteva, allora gli ho detto che dovevo parlargli urgentemente e volevo andare sotto casa sua, mi ha chiesto il motivo di tanta fretta ma io gli ho detto che non lo so, allora mi ha risposto in modo scazzato dicendo che non voleva perdere tempo e di dirgli il motivo, gli ho detto che volevo parlare e ha accettato di vedermi in un posto. Quando ci siamo visti era tutto freddo e io mi sono messa a piangere parlandogli di quanto stessi male di tornare con me ecc lui non ne voleva sapere e molto spesso sbuffava perché non sapeva cosa dire, e mi disse che senza di me stava bene. Poi mi ha detto che potevamo continuare ad uscire per vedere come andava, e nel frattempo mi abbracciava e poi siamo tornati in metro mano nella mano, ho provato a dargli un bacio a stampo sulla bocca ma si è subito girato, poi ho provato di nuovo, sono riuscita ma lui è rimasto impassibile. In chat gli ho chiesto di vederci il weekend successivo e mi ha detto che non c'erano problemi, qualche giorno dopo ho chiesto la riconferma e mi ha detto che non era sicuro al 100% che poteva, allora ho iniziato ad assillarlo dicendo che potevo accompgnarlo dove voleva che non volevo più trascurarlo, e lui mi djsse che dovevo capire che non stavamo più insieme e che sta situazione era ridicola e che stava iniziando a stressarlo. Poi gli dissi che venerdì sera ero uscita con uno ma che pensavo sempre a lui e lui mi fece una scenata dicendomi "boh mi fai tutti sti pipponi su quanto stai male e ti dispiaccia e poi dopo una settimana e mezzo giá esci con un altro io non so cosa pensare" gli ho chiesto nuovamente di tornare con me ma ha detto di no e che non potevo chiedergli di essere infelice. Qualche giorno dopo mi conferma per vederci domenica, però poi si è ammalato, allora gli ho chiesto di vederci il weekend successivo, ma lui mi ha proposto di vederci in settimana (cosa che non ha mai proposto nemmeno quando stavamo insieme perché va a lavoro alle 6 e ritorna alle 21 a casa quindi è come se fosse un sacrificio), e da lì ho incominciato un po' a distaccarmi, nel senso che non lo assillavo più nel tornare insieme e non gli parlavo più di noi due, nella settimana aveva ancoea la febbre allora gli ho detto che se preferiva potevamo rimandare, ma lui non ha voluto rimandare, ma alla fine non ci siamo visti perché tornava troppo tardi, allora mi ha chiesto di vederci Sabato 25. Il giorno prima di vederci per la prima volta mi desse lui il buongiorno, poi mi tenne aggiornata anche di quando era uscito da lavoro, poi gli scrissj che c'era un ragazzo che ci aveva provato con me, lui si era incuriosito chiedendomi cosa volesse da me ecc, glielo spiegai e gli dissj che avevo intenzione di dargli appuntamento e poi non presentarmi, e al posto di ridere come avrebbe solitamente fatto mi ha detto "che cosa matura" gli ho detto che scherzavo ma poi non mi ha più risposto, poi gli ho chiesto aggiornamenti per il giorno dopo che dovevamo vederci ma non rispondeva, poi gli ho scritto il giorno dopo e mi ha detto l'orario per vederci. Quando ci siamo visti inizialmente era freddo, Poi ci siamo seduti e abbiamo iniziato a parlare, si è aperto e abbiamo riso e scherzato, poi ad un certo punto così dal nulla mi accarezza la guancia, e poi ci siamo alzati e mi ha teso la mano e gliel'ho data e abbiamo fatto un tratto mano nella mano, poi mi ha preso la mano e si è messo ad accarezzarmi l'unghia dicendo "che liscio" e poi si è messo le mani in tasca per il freddo, e allora abbiamo camminato a bracetto, poi arrivati in metro per salutarci ci siamo guardati un attimo negli occhi e abbiamo riso dandoci un bacio sulla guancia, poi ci siamo riguardati negli occhi e ho provato a dargli un bacio a stampo e ha ricambiato non rifiutando e mi ha sorriso, poi ce lo siamo dati per una seconda volta e mi ha sorriso, e infine mi ha detto sorridendo "ci vediamo settimana prossima?" Poi però in chat era ancora freddo. 3 Settimane fa gli chiesi quando potevamo vederci e mi ha detto che in quel weekend che avevamo programmato di vederci non poteva più perché doveva traslocare nella nuova casa a Monza (prima abitava a Milano e pure io) allora gli ho detto se potevo portargli la cena a casa dopo lavoro ma si è inventato una scusa, allora gli ho chiesto del weekend successivo ma mi ha detto che parte, poi ho chiesto dj quello successivi ancora e mi ha detto che se trovava un buco potevamo vederci questo weekend, gli ho chiesto per due volte che se non voleva vedermi poteva dirmelo, ma non rispondeva a quella domanda o cambiava discorso. Qualche giorno dopo gli ho chiesto se sabato era stato bene con me ma non ha risposto, il giorno successivo gli ho detto che so che vuole stare da solo e che non pretendo nulla e che vorrei solo che ci continuassimo a frequentare per vedere come vanno le cose tra me e lui e lui ha accettato. Qualche giorno dopo mi disse che in vacanza non si portava il telefono allora gli ho chiesto come faceva in caso di urgenza e mi ha risposto dicendo che se muore sa morire da solo, e gli ho risposto "allora buona fortuna e condoglianze" non mi ha più risposto gli ho scritto altri messaggi ma non ha risposto. Allora gli ho scritto 3 giorni dopo e mi ha risposto. 2 giorni fa gli ho scritto se volesse questo weekend andare ad una mostra ma visualizzava e non rispondeva, ho dovuto inviargli un altro messaggio e mi ha risposto con "non lo so, non ho molta voglia", allora gli ho proposto di andarci a fare solo un giro a Monza e che cosi mi faceva vedere la nuova casa (perché gli chiesi tempo fa se potevo vederla e ha detto di si) ha visualizzato ma non ha risposto, gli scrivo il giorno successivo dicendogli che non volevo insistere e se voleva vedermi o no, e mi ha detto "mi pareva di avertelo già detto che non ne ho molta voglia". Gli ho scritto che pensavo si riferisse alla mostra e che non capivo perché mi avesse chiesto di rivederci se poi non ne aveva voglia, ha visualizzato e non ha risposto. Io non so più che fare, non capisco perché si comporti cosi, mi dice che gli va bene continuare a vederci e poi mi dice che non ne ha molta voglia, avevo intenzione di scrivergli in mezzo a questa settimana per chiedergli se potevo visitare la sua nuova casa il 23 ma non so se vada bene come cosa. Il fatto è che lui il 24 dicembre parte per la sua città natale e ritorna il 7 gennaio, quindi se non lo vedo in sti due weekend non lo vedo fino al 7, e sono praticamente 2 mesi che non ci vediamo, e ho paura che si allontani sempre di più
  13. sono un giovane professionista di 29 anni, sono fidanzato da circa 8 anni con una ragazza di 4 anni più piccola di me. Rapporto sempre sereno, qualche incomprensione durante i primi anni ma ho sempre vissuto tutto con disinvoltura. Abbiamo vissuto fino ad oggi un rapporto in cui ci siamo addentrati nel tessuto quotidiano delle nostre famiglia. Ultimamente, da circa qualche annetto non so più cosa mi prenda: spesso vado in ansia, in estrema tensione quando la mia ragazza comincia ad avere giudizi su come si comporta mia madre/mia sorella/mio padre ecc. Interpreta spesso battute, gesti, regali in malomodo, come se non conoscesse la buona fede, la premura e soprattutto la bontà con la quale la mia famiglia si rapporta a lei. Non di rado è capitato, per esempio, che lei interpretasse in modo stravolto azioni e parole di mia madre. Per es. durante la laurea di mio fratello lei ha creduto che i miei genitori volessero escludere i suoi genitori dal rinfresco che avremmo fatto a casa al ritorno dall'università, invitando solo i suoceri di mia sorella. In realtà non c'è mai stata nessuna organizzazione per un rinfresco, nè tanto meno i miei genitori avrebbero mai escluso i genitori della mia ragazza (sempre invitati ad ogni occasione). Fatto sta che lei da quel giorno, dopo un tremendo litigio, decise anche di disertare la festa di mio fratello alla quale era invitata. Questo piccolo e sommario aneddoto è solo una parte di tante altre volte in cui lei ha preso a male circostanze specifiche su mia madre o mia sorella, venendomi sempre a riferire il suo disappunto (di regali che non le piacciono; di movimenti o parole di mia madre che non le garbano e così via). Lei mi ha spesso rimproverato che aiuto solo io in casa magari perchè ho accompagnato qualche volta mia sorella o mio cognato da qualche parte in auto (per loro impossibilità e sempre richiesto con garbo) e allora questo mi ha inibito nelle volte successive ad essere collaborativo in casa o a nasconderlo a lei perchè altrimenti temevo un suo giudizio critico nei miei riguardi, tipo "schiavetto di casa". A nulla valevano e valgono le mie spiegazioni per chiarire che lei si sbaglia di grosso visto che dovrebbe conoscere dopo 8 anni la natura e il carattere dei miei familiari e che certi sospetti o giudizi non sono adeguati. Fatto sta che queste non sporadiche critiche verso i miei familiari hanno cominciato ad instaurare in me una forma di tensione ed ansia. Ogni volta che lei viene a casa ho paura che qualcosa da parte dei miei familiari possa andare storta e che lei interpreti male, scatenando un contrasto tra me e lei. Mia sorella, che in questi mesi è in gravidanza (a rischio), è ricorsa anche all'aiuto e alla compagnia della mia ragazza. Tutto questo mi ha creato un forte stato di tensione perchè temevo che lei mi avrebbe rinfacciato di aver fatto da compagnia e da assistenza a mia sorella non appena avesse qualcosa da dirmi che è andato storto. E i miei timori non mentono in effetti. Solo qualche giorno fa mi ha confessato che mia sorella è un'opportunista perchè fin quando stava poco bene e non era autonoma loro si sentivano, poi dopo che ha cominciato a stare meglio e a non avere più bisogno non si sentono più via cellulare. In realtà mia sorella a casa mi chiede di organizzare anche a 4 e non è di certo la tipa che intenzionalmente non vuole più bene alla mia ragazza. Sarà un pò stonata o un pò in sovrappensiero mia sorella ma di certo non arriva a pensare così maliziosamente certe cose. Dunque, io vado in estrema ansia sempre! Prima non ero così, ero molto più disinvolto. Oggi, invece, vivo uno stato di paura che lei possa emettere ancora giudizi su gesti, frasi o altro che riguarda un mio familiare. E sto anche avendo paura del contrario: cioè mi sale l'ansia, il panico quando un mio familiare ha qualche giudizio critico che esprime nei confronti della mia ragazza. E' come se volessi che ci fosse sempre un equilibrio tra le parti, è come se volessi che nessuno, nè dall'una che dall'altra parte, si scambi giudizi critici (ancorché tali giudizi non mi riguardano personalmente). Non riesco a fregarmene, è diventato tutto più forte di me. Mentre molti amici di queste critiche della ragazza verso la loro famiglia se ne sbattono e ne ridono, io invece è come se mi sentissi ingessato. Mi sento in tensione perchè arrivo addirittura ad immaginare cosa può succedere se la domenica successiva dovesse venire la mia ragazza a mangiare a casa. Ho paura che nascano fraintendimenti, ho paura che mia sorella noti qualcosa di strano in lei, ho paura che lei noti qualcosa di sbagliato in mia sorella. Insomma un casino, ho paura di ciò che pensano ambo le parti reciprocamente tra loro. Ma non ho paura di quello che loro possono pensare di me. E' come se fossi più trascinato dai giudizi (negativi) che loro possono darsi che da quelli che loro possono dare a me. La paura che adesso sto affrontando, per esempio, oggi riguarda le feste natalizie: ho paura di come si possano organizzare i cenoni e i pranzi perchè temo che possa sorgere qualche fraintendimento sugli inviti fatti o non fatti dall'una o dall'altra famiglia, temo che i regali non possano piacere o che magari mia sorella si scordi di farlo alla mia ragazza. Non so da cosa derivi tutto questo, so solo che prima non ero affatto così. Mi manca quell'essere più menefreghista. Oggi sono diventato una persona molto pesante e questo lo notano anche altre persone. E' come se mi facessi carico eccessivamente di quello che accade intorno a me tra la mia ragazza e la mia famiglia. Faccio molto ridere forse ma avevo bisogno di sfogarmi.
  14. Salve, vi scrivo per chiedervi aiuto riguardo la mia situazione. Sono stato tre anni con una ragazza tipo dai 16 ai 19/20 lei ne aveva 15 / 18, è finitA perchè l'ho tradita con un altra ma volevo restare con lei, ha voluto chiudere comunque. Non ci siamo sentiti per anni, e io ho avuto qualche piccola storia di due tre mesi, le i è stata fidanzata negli ultimi quattro anni, ora studia fuori. Questi ultimi giorni ci siamo sentiti, e cè la possibilità di vedersi, io sono molto cambiato di certo non commetterei gli stessi eerrori di u ntempo, ma credo che lei voglia vedermi solo in amicizia per vedere realmente se tutto va bene. Questo credo mi costerebbe molto caro, nel senso avendo commesso degli errori e averla persa mi ha causato un pò di stranezze mentali, mi sono un pò chiuso, mi sono un pò forse inconsciamente punito per lo sbaglio fatto e via discorrendo. Però dall'altro lato ho sempre pensato a lei prima di andare a dormire, nei momenti di intimità personale, in quelle situazione in cui la nostalgia del passato ci avvolge o ci facciamo avvolgere... Pensavo di dirle che ho sbagliato, negli anni passati e che mi dispiace ma forse non sarebbe meglio non rivederla affatto visto che sono più di cinque anni che non ci parlavamo e io non sto ancora "scavalcando" la montagna?? Spero in un vostro cortese consiglio, saluti e buona giornata!! Ale
  15. Buonasera, vorrei capire meglio le dinamiche che si instaurano all'interno di una coppia costituita da borderline e narcisista. Grazie
  16. Buonasera a tutti... Volevo portare alla vostra attenzione il mio problema, con la speranza di trovare dei validi consigli o qualche aiuto. Parto parlando del problema principale, ovvero il fatto che da bambina ho aimè subito ripetuti abusi sessuali dall'età di 8 anni fino ai 10 da mio nonno (ora ne parlo con disinvoltura ma non è così facile affrontare la cosa). Come potrete immaginare questo fatto è stato devastante per me, soprattutto il non riuscire a parlarne con nessuno, il sentirmi sporca, colpevole e non compresa. Anche a distanza di anni, quando ho tentato di parlarne con dei parenti (mia sorella in particolare), sono stata trattata come fossi io la carnefice e lui la vittima, perchè "era fatto così, un pò pervertito" (premetto che non ho mai raccontato i particolari). Purtroppo la mia famiglia non è stata d'aiuto a priori, perchè sono cresciuta in un contesto in cui il sesso era un tabù, un "peccato". Inoltre mio padre è sempre stato molto maschilista ed ha sempre chiamato le donne "cagne in calore" (comprese noi figlie) ed attribuendo altri aggettivi sempre inerenti alla "facilità ormonale" delle donne (es. "le donne ragionano con l'utero", "le donne sono tutte pu***ne" etc.). Questo mio passato disastroso ha portato le sue conseguenze sgradevoli nella mia vita. Oltre ad aver avuto periodi intensi di bulimia e/o di depressione (di cui tuttora soffro), naturalmente anche le relazioni con gli uomini sono state molto complicate. Ho sempre creduto che l'unico interesse per gli uomini con cui stavo fosse il mio corpo (seppur io lo trovi orribile) ed ho sempre cercato di "accontentarli" facendo sesso con loro, pur non provando io stessa quasi niente nel rapporto (il primo orgasmo l'ho avuto all'età di 20 anni, dopo anni di ripetuti rapporti sessuali, dai 16 anni in poi, ed anche dopo quello non sono stati mai molto frequenti) ed ogni volta, al termine di un rapporto sessuale, piangevo di nascosto. Solo negli ultimi anni (ora ne ho 28) ho cominciato a provare piacere e a non piangere, trovando compagni in grado di farmi capire che di me apprezzavano qualità che andavano oltre il corpo. Ultimamente però il trauma si è risvegliato tutto insieme per un brutto episodio (che per tutti voi sembrerà probabilmente banale o "normale") scaturito dal mio attuale compagno. Faccio una breve descrizione del mio ragazzo; io sono la sua prima donna (è più piccolo di me, ha 22 anni attualmente e stiamo insieme da un anno e mezzo) e con me ha fatto tutte le sue prime esperienze. Questa cosa naturalmente mi ha attirata verso di lui, sicuramente perchè in questa sua inesperienza ci rivedevo la "purezza" che io purtroppo avevo perso troppo presto. Inoltre a detta di tutti i nostri amici comuni, lui non si era mai interessato alle donne e anzi diceva di poterne fare a meno (infatti mi chiedono come io abbia fatto a fargli cambiare idea), ed in effetti questa cosa l'avevo notata da me, soprattutto perchè a differenza di molti "maschi" che conosco, quando una bella ragazza passava lui non si voltava a guardare, anzi, a volte distoglieva anche lo sguardo (è molto timido, soprattutto con le donne). Quando poi ci siamo messi insieme, il suo ammettere di non aver mai avuto una donna perchè "non ne aveva avuto occasione" (quindi non per scelta) e lo scoprire che anche lui aveva guardato film pornografici o simili, non dico distrusse l'immagine santa che io avevo di lui, ma mi ci fece restare molto male. Sapevo e so che la pornografia per un uomo è una cosa normale, ma mi disgusta, soprattutto quando si parla di pornografia violenta o volgare. Parlandone con lui questa cosa uscì fuori (ovvero il fatto che la trovo una cosa piuttosto ripugnante), quindi in sua difesa mentì, dicendomi che da quando stava con me non faceva più uso di queste cose (copione che poi ho visto essere piuttosto comune in queste situazioni) ed io come un'ingenua, non so nemmeno io come in verità, ci credetti. Volevo che restasse più puro che mai ai miei occhi. Fu un errore madornale. Dopo un anno e tre mesi di relazione è successo il patatrac. Ero a casa sua per aiutarlo a studiare e lui, come suo solito, mi stava lasciando utilizzare il suo computer per scaricare delle slide sull'argomento (un'altra cosa che mi ha sempre fatto fidare di lui è proprio il fatto che mi facesse tranquillamente vedere tutto se volevo, cellulare, messaggi, computer... cosa che io non facevo perchè non ne sentivo il bisogno fidandomi ciecamente. Per la prima volta nella mia vita fidandomi così tanto, tralaltro...). Scaricate le slide sono andata a guardare nella cartella "download" per prelevarle (nel frattempo lui era li presente con me) e lì ho visto ciò che non avrei mai voluto vedere; due foto erotiche. Specifico l'aspetto "erotiche", che lo ha salvato da una parte, perchè come poi mi ha confermato anche lui, mi ha fatto comprendere che la violenza dei porno e la volgarità non lo attiravano, ma preferiva una foto che fosse bella anche a livello di fotografia stessa, e questo sicuramente non lo ha reso un santo ma sicuramente più accettabile ai miei occhi di persona che ha subito una violenza sessuale e che trova schifosa la violenza di quel genere. All'inizio non mi sono nemmeno resa conto, nel senso che era una cosa talmente inaspettata per me che nemmeno la concepivo come quello che era in realtà. Solo dopo qualche minuto ho capito che erano foto che lui aveva utilizzato per masturbarsi. Il mondo mi è totalmente crollato addosso. E' stato come vedere di fronte a me un angelo trasformarsi in un mostro deforme. Lui ovviamente ha cominciato a tartagliare scuse, del tipo "sono quelle cose che si scaricano da sole" (che effettivamente era anche vero perchè lui non si era reso conto si fossero scaricate, altrimenti il pc non me lo avrebbe nemmeno fatto usare) e altre cose del genere, ma si vedeva benissimo che stava mentendo. Il suo volto bianco non poteva mentire più di tanto. Non sto a raccontare tutto quello che è successo in quella serata terribile, ma la delusione ed il dolore per me sono stati fortissimi al punto che inizialmente mi faceva ribrezzo anche che mi sfiorasse. Mi disse che da quando stava con me era veramente accaduto di rado, e che era accaduto in momenti in cui io stavo male o ero troppo stanca per avere rapporti (li abbiamo quasi tutti i giorni perchè praticamente conviviamo), ma la cosa non mi fece comunque cambiare atteggiamento. Il fatto che avesse usato altre donne, tralaltro così lontane in canoni di bellezza da come sono fatta io (che poi, come ho già detto, mi reputo bruttissima, anche se comunque sembro piacere abbastanza dato che ho sempre avuto dei "pretendenti"), mi faceva (e mi fa) sentire malissimo. Ho comunque continuato ad andare avanti con lui come nulla fosse successo, fra momenti di crisi, attacchi di rabbia, momenti di autolesionismo, nausea e vomito ed altre cose, e questa "sopportazione" è durata fino a qualche giorno fa, in cui ho deciso, non facendocela più, di prendermi una pausa con lui. Io amo moltissimo questo ragazzo e non voglio perderlo per un problema che è fondamentalmente mio. Si, lui ha sbagliato a mentirmi e sbaglia nel suo modo di nascondersi al mondo, ed anche a me, facendo credere a chiunque che lui sia esente da impulsi sessuali comuni, ma io so benissimo che la mia reazione, il dolore forte che ancora provo nonostante siano passati più di due mesi da questo avvenimento, sono legati soprattutto alle brutte esperienze del mio passato e alla mia poca autostima, scaturita in parte anche da quelle esperienze. Gli ho chiesto questa pausa perchè ho bisogno di affrontare FINALMENTE (dopo anni in cui sono fuggita dal problema) questo mio disagio e di tornare da lui più consapevole di me stessa e in uno stato in cui io possa accettare quello che ha fatto (e che sicuramente rifarà essendo uomo, anche se lui mi ha promesso il contrario, ma ormai non mi fido più e in ogni caso NON VOGLIO che trattenga qualcosa che gli serve per stare bene e che è naturale per lui come per tutti). Il problema ora è che non so da dove partire. Vado già da una psicologa con cui da poco ho tirato fuori questo mio trauma, ma io ho bisogno di una vera e propria terapia, non solo di parlare. Qualsiasi consiglio in questo momento è prezioso per me. La lontananza da lui mi fa stare molto male (come so per certo anche a lui), ma allo stesso tempo credo sia necessaria. I momenti in cui lo aggredivo erano diminuiti molto rispetto al primo mese, ma continuavano ad esserci. Non c'è un giorno in cui non ho una crisi di pianto per quanto è successo. Non voglio tornare precocemente a vederlo senza aver risolto questo problema perchè so che questo mio male manderebbe tutto in frantumi come già aveva cominciato a fare. Spero possiate aiutarmi, grazie.
  17. Salve a tutti, ho 19 anni e tra meno di 10 giorni iniziano gli esami per la maturità!!, Sto attraversando un periodo strano e penso sia dovuto all'ansia e allo stress legati allo studio. Sento come un enorme blocco e in questi giorni proprio non riesco a essere lo stesso di sempre e la cosa influisce anche con la mia ragazza. Ho sempre avuto un problema, fin da piccolo, ovvero che nei periodi d'ansia non riesco a capirci più nulla e finisco per discutere per cose stupide. Anche quando sono con la mia ragazza non riesco a essere sereno, e lei se n'è accorta tanto che mi ha chiesto ripetutamente il motivo della mia tristezza, ho provato a spiegarglielo ma sembra non capire a fondo. Non so come fare per tornare a essere quello di sempre, la persona brillante e divertente che l'ha fatta innamorare. L'ansia non è solo dovuta alla scuola, ma anche da certi suoi atteggiamenti, magari banali, ma dato che in amore ho preso tante fregature ho paura di essere preso in giro, usato e poi abbandonato come un vecchio giocattolo. Cosa dovrei fare per affrontare meglio questa situazione? Tornerò ad essere quello di sempre?
  18. Buongiorno a tutti, vi scrivo per avere pareri riguardo agli eventi che ho vissuto e che stanno manifestandosi nella mia vita ed in quella della mia compagna. Sono un ragazzo di 33 anni, molto estroverso e sicuro di se. Ho diverse aziende ed ho iniziato a lavorare ed a creare imprese quando avevo solo 23 anni. Provengo da una famiglia inizialmente benestante e decaduta economicamente negli anni, fino a situazioni economiche molto complesse ( padre senza lavoro, vita con la sola pensione della madre etc. proprio quando la mia ex mi aveva lasciato ed io non avevo ne lavoro ne soldi). Ho avuto volontà e coraggio ed anche contro i dettami della famiglia sono riuscito a creare un mio piccolo impero. Oggi posso definirmi un uomo arrivato e completo sotto il profilo personale e professionale, adoro gli animali e sono molto empatico con la maggior parte delle persone, tuttavia ho anche dei difetti importanti, come un discreto egoismo ( di cui spesso faccio fatica ad accorgermi ) ed un elevata considerazione di me, nonostante questo ed al di la del mezzo con cui vi sto comunicando che può decisamente fuorviare, non sono quasi mai considerato arrogante, saccente o spocchioso, al contrario tutti mi considerano troppo buono. Come precedentemente accennato, in passato ho avuto una relazione per me molto importante terminata contro la mia volontà per cessato amore della mia ex ragazza ( 2004 ) Ad oggi mi trovo in una situazione complessa, circa 10 anni fa una ragazza allora poco più che ventenne amica di amici , provò ad approcciarsi ed a proporsi a me come mia possibile compagna, ma io la rifiutai poiché ritenevo di essere ancora innamorato della mia ex e non vedendo o provavo per lei quelle sensazioni che hanno sempre accompagnato la mia vita amorosa, ( anche con altre ragazze precedenti alla mia ex, ho avuto numerose storielle e storie antecedenti fin dalle scuole medie). Con quella che chiamerò la mia “attuale compagna” Dopo un anno di frequentazioni come “amici” senza alcuno scambio di effusioni o affetto amoroso, mi trovai a lei molto affezionato e forse per non voler farla soffrire e per dare sollievo anche a me, provato da anni di fatiche per un amore ormai non più corrisposto, accettai di fidanzarmici. La verità è che con lei non provavo grande attrazione fisica ( al contrario lei per me ne provava molta ) ma io con lei stavo bene, avevo un senso di serenità e pace interiore molto ampio ed accogliente, la vedevo come la compagna sicura e sempre presente, che mai mi avrebbe abbandonato. Era la fine del 2007, ed io per un motivo o per l’altro mi iniziai ad affezionare a questa ragazza, per lei ero il primo ragazzo, un amore grande, per cui piangeva sempre, si disperava e mi cercava in continuazione, io ero il suo mondo . Dalla mia parte io spesso tentavo di mettere fine alla relazione che non pensavo potesse essere corretta per me, per via di provenienze sociali diverse e visioni distanti, la sua famiglia è di tipo “contadino” mentre la mia fortemente “cittadina”. Gli anni passarono ma io non mi sentivo innamorato di questa persona ed in diverse occasioni, anche per la mia bramosia sessuale, la tradivo sessualmente ( senza farlo sapere a lei o a conoscenti per non ferirla ) e cosi ho continuato per anni, fino ad oggi. Devo dire che quello che per la società è definito “tradimento” per me lo era semplicemente a livello sessuale e da uomo, sono certo di non aver mai avuto alcun coinvolgimento emotivo con le persone a cui mi accompagnavo per le attività sessuali. Provavo semplicemente piacere a stare con loro, ad uscirci a divertimi a letto con loro, ma mai avrei pensato di lasciare lei per una delle mie avventure occasionali. Le cose sono proseguite con bellissimi momenti e momenti più o meno bui ( soprattutto per me che non mi sentivo soddisfatto dalla mia compagna ) fino al mese di Aprile del 2012. Nel mese di Febbraio dello stesso anno , decisi che era il momento di realizzare uno dei miei più grandi sogni ; avere un cane tutto per me. Cercai quindi un allevamento e per pura casualità e propensione alla tenerezza di quella razza, scelsi un Labrador cioccolato, chiamai emozionato la mia lei e le dissi che c’erano dei cuccioli appena nati in un allevamento non lontano dalle nostre abitazioni, il pomeriggio stesso andammo a vederli. Io mi innamorai subito del cucciolino di appena 2 giorni, le mi seguiva nell’allevamento ma non era entusiasta quanto me, anche se era contenta. Decisi di prenderlo, al ritorno fantasticavamo insieme e cercavamo un nome da dare a questo cucciolo, il nome me lo consiglio lei e quello gli venne dato. Dopo qualche mese arrivò il cane e come sapevo divenne un impegno importante e in certi casi limitante, poiché era strettamente dipendente da me ( ai tempi vivevo in famiglia ed i miei genitori erano contrari ad avere animali, mia madre aveva anche paura ) Dovetti quindi provvedere io al cucciolo in tutto e per tutto, dal portarlo fuori al pulire deiezioni alle 6 del mattino. Per lui ho rinunciato a molte uscite, ho chiesto ad amici di posticipare cene, ho evitato gite fuori porta per non lasciarlo solo, insomma è stato un grosso impegno, per me completamente ripagato dall’amore incondizionato e da un legale speciale, la mia lei al contrario iniziava a rabbuiarsi pesantemente. Nel mese di Novembre del 2012 dopo aver parlato con la mia attuale compagna decidemmo di andare a convivere ( con cane al seguito ) , io quale mente attiva e trascinante della coppia, cercai e trovai una casa adatta a noi, vicina ai suoi genitori e dai miei ( i miei genitori gestiscono il cane dalla mattina alla sera quando sono al lavoro e con il tempo si sono rianimati e sono diventate due persone migliori grazie a questo cane). Noi avevamo il cane solo nel weekend ed a volte nemmeno quello l'unica cosa è che la sera dormiva con noi. Lei prese visione della casa e disse che andava bene, era contenta e insieme ai suoi genitori si prodigo per la sua sistemazione ( con me ovviamente ) dopo poco la casa era pronta e noi entrammo. Lei tentava di imporsi con scelte sue ed io stupidamente per via del mio carattere fortemente dominante non le permettevo sempre di compiere le sue scelte, anche banali poiché volevo sempre che lei si elevasse socialmente ed “esteticamente”. Quindi le tarpai un po’ le ali, lei dal canto suo non accettava il cane in alcun modo, spalleggiata dalla madre ( che aveva un cane legato alla catena fuori casa da oltre 15 anni ) diceva con arroganza e prepotenza che i cani devono stare in giardino, la cosa non mi andò giù poiché ormai per me “il cane era come un figlio”. Meno di una settimana dopo l’inizio della convivenza lei si fece venire un attacco isterico/asmatico poiché diceva che il cane puzzava e non doveva dormire con noi in stanza ( il cane aveva la sua cuccia e non saliva assolutamente sul letto ) stava a debita distanza da lei perché capiva che lei non lo voleva. A seguito di questo evento io decisi di interrompere la convivenza e le chiesi se non fosse in grado di gestire la cosa di allontanarsi dalla casa e da me. Lei il giorno dopo con i genitori al seguito e senza parlare con me prese tutte le sue cose in mia assenza e se ne andò a casa da mamma e papà. Io rimasi a vivere in quella casa solo ( con il mio cane ) per quasi 4 anni, non smettemmo di stare insieme e frequentarci ma qualcosa era cambiato. Passarono quasi 4 anni “normalmente” stavamo insieme, vacanze insieme, ci sentivamo poco in settimana , messaggini e una chiamata la sera etc. Nel frattempo l’azienda per cui lavorava ( e per cui non era contenta di lavorare ) la lascio a casa, io le offrii diversi lavori ma lei non volle poiché per raggiungerli avrebbe dovuto usare il treno ( lei è laureata con il massimo dei voti ed ha una preparazione accademica veramente ottima ) cerco per pochi mesi e non trovando nessun lavoro “dietro casa” decise di prendere la disoccupazione ( a 27 anni ) ed attendere tempi migliori. Resto quindi a casa per 1 anno e mezzo, senza mai voler riprovare a convivere con me ma stando a contatto con i genitori 7/7 24h giorno conducendo una vita da 70 enne ( età dei suoi ). Non era comunque completamente scontenta ne di noi ne della sua vita, ma io vedevo che iniziava piano piano come a spegnersi ed ad essere sempre più chiusa in se stessa. Fino all’inizio dello scorso anno quando sulla scia della sua volontà decise che voleva provare a fare l’imprenditrice anche lei. Anche se inizialmente titubante poiché conoscevo ( o pensavo di conoscere ) il suo carattere accettai di aiutarla nell’inizio dell attività senza però farla io per lei , poiché questa era la sua richiesta. Dopo pochi mesi inizio a rabbuiarsi sempre più, aveva messo in piedi un ottima macchina da business ma non riusciva a spingerla e si fermava ad ogni ostacolo senza nemmeno tentare di superarlo ( solo con la mia presenza o la delega a qualche mio dipendente c’erano segnali di vita aziendale ) altrimenti stava a fissarsi su particolari irrilevanti adducendo a volontà di perfezione che non la facevano andare da nessuna parte. Nel mese di agosto del 2015 mi confesso di non riuscire a dare un senso alla sua vita ( mi senti un deficiente, uno che non era riuscito ad aiutare la sua donna ) le dissi che c’ero io… che le sarei sempre stato accanto e che qualsiasi fosse stata la sua scelta io l’avrei supportata, anche se avesse voluto chiudere e provare a cercare di nuovo un lavoro dipendente. Durante l’anno scorso per farla svagare e per tirarla su di morare arrivai a farle fare 8 viaggi vacanza, due crociere , grandi hotel , volli che provasse cose nuove , che aprisse la mente e crescesse accettando il mondo ed il diverso, volevo fare tutto quello che potesse farla stare meglio, non ebbi successo mi sbagliavo. Per riuscire a tirarla su di morale, pensando si trattasse anche del lavoro che non aveva, decisi di farle fare un part time in una delle mie aziende e la portavo personalmente in auto da casa all’ufficio, era bravissima, veramente professionale e preparata, se gli veniva detto cosa fare lo faceva benissimo. Solo che le dissi anche che non avrei voluto sempre che restasse a lavorare da me perché per la sua indipendenza ( anche economica e personale ) sarebbe stato meglio se avesse considerato il lavoro che le offrivo io come un tampone bello ma a scadenza di quando avrebbe trovato un lavoro suo. Inutile dire che non cerco nulla per tutti e 4 i mesi che la feci stare nell’azienda, veniva 3 giorni a settimana come da accordi e gli altri due giorni andava in palestra e poi tornava a casa dai suoi Lei continuava la sua discesa e io non capivo come aiutarla, le dissi di affrontare il discorso con uno specialista per non arrivare a condizioni depressive più gravi ma lei non mi prese in considerazione. Le chiesi allora di riprovare a vivere con me. Lei accetto e piano piano ( veniva qualche giorno alla settimana con uno zainetto con dentro le sue cose e non si lavava mai li ) la cosa andò avanti fino a novembre quando inizio a manifestare stati di irrequietudine , voleva uscire con amiche e cercando distrazioni fuori dalla coppia, ed iniziando ad addurre il suo malessere a scarsa autostima ( vero probabilmente ) ma cercandola grazie alle potenziali attenzioni ricevute da altri uomini ( questo trascinata da un “amica “ molto ballerina con il marito ) Alla fine di dicembre scoppio e disse che lei non riusciva a vivere in quella casa che era troppo legata ai ricordi negativi etc. Io sentendomi in colpa e capendo di poterla perdere, iniziai a cercare la un'altra casa e questa volta la feci scegliere a lei. Trovo una casa meravigliosa , un bellissimo appartamento milionario con terrazze sospese e cucine ( la sua grande passione ) bellissime. In quella casa il cane promisi non sarebbe mai entrato nei bagni ne avrebbe bevuto dal bidè ( suo grande piacere ) ne sarebbe stato a dormire nella nostra camera matrimoniale. Mi impegnai inoltre , nonostante io lavorassi molto ad aiutarla in casa ed a fare la spesa con lei insomma a fare tutto ( naturalmente lei economicamente non aveva alcun peso, sceglieva e tutto veniva saldato da me , dalla spesa alle bollette , ogni cosa ). Dopo aver arredato ed attrezzato la casa insieme, condividendo, lasciando a lei la scelta e la decisione, riuscì a stare in quella casa per 1 mese e qualche giorno, alla fine della scorsa settimana dopo un cinema. Notavo che nonostante i suoi sforzi ( coadiuvati sempre dai genitori che era sempre presenti, hanno fatto più lavori loro di lei ) non portava i vestiti nella casa e non si lavava li, preferiva tornare sempre a casa dai suoi. Quando la chiamavo la sentivo sempre in quella casa e mai nella nostra, mai a sistemare qualcosa o a pensare e progettare qualcosa per noi, la cosa mi rattristava pesantemente ed avvertivo un profondo senso d’ansia nel pensare di tornare a casa la sera e vederla sul divano con una coperta sulle spalle a giocare al solitario. Sapevo che quando sarei entrato non avrebbe quasi salutato, non avrebbe nemmeno guardato mio cane e avrebbe comunicato solo se “interrogata”. Vedevo inoltre che non voleva essere abbracciata, che a letto ormai non c’erano più rapporti di alcun tipo e che non cercava mai un bacio una carezza. Voleva solo non fare nulla, stare li in un suo limbo. La scorsa settimana siamo stati al cinema, durante il tragitto non ho resistito e dopo la millesima volta in cui tentavo di tirarla su e lei rispondeva a monosillabi, sono sbottato e le ho detto che la prima ad aiutarsi deve essere lei perché nessuno può dare la volontà alle persone ( nemmeno io nella sua visione di me come quasi onnipotente ) lei si mise come sempre a piangere, io le dissi che mi dispiaceva e che anche io a volte cedo, ma pochi secondi dopo mi sentivo già in colpa e le tentai di prendere la mano… Inutile dire che non volle , guardammo il film, tornammo a casa e come sempre la vidi iniziare a mettere le sue poche cosi portate nella nostra casa in dei sacchetti, mando un sms alla madre con scritto che tornava, io non volevo le chiesi di resistere di vincere e di vincersi, ma lei piangeva e diceva che se restava li sarebbe impazzita ed avrebbe ucciso il mio cane…. Io non sapevo più che fare la vedevo stare male, stavo male anche io non riuscivo a risolvere ma le chiesi comunque di restare , le ho detto che tutto può essere risolto ( questa è la mia visione ovviamente ) lei non ascolto ragioni mi diede un forte abbraccio un bacio sulla guancia, io ero pietrificato non ci credevo che un'altra volta dopo tutto quello che avevo fatto e che avevamo fatto lei se ne andasse cosi…. e invece, se ne andò nel cuore della notte. Da allora sono passati 6 giorni, il giorno dopo le scrissi per sapere se stava bene e parlai con i genitori per dirgli di stargli vicino ( ma non troppo ) di non preparare sempre la cena, di non rifare il letto, di spiegargli che la vita è dura e che nonostante lei non abbia mai avuto un problema reale fino ad ora… prima o poi bisognerà crescere ed affrontare le avversità. Lei mi ha mandato un solo sms con scritto che sta bene , le spiace farmi soffrire ma vuole stare da sola per qualche giorno. Io da allora non le ho più scritto, sono di umore ballerino ma vado avanti come sempre, come devo per me e per chi mi sta intorno. A volte mi scopro sollevato , però poi la penso senza di me nel mondo e mi preoccupo, mi dispiaccio mi deprimo e sento un nodo allo stomaco. Non so se concepisco l’amore come gli altri, so che per me c’è un'unica certezza e io ci sono sempre in qualsiasi condizione, questo per me è amore. Io non cedo mai. Solo che questa volta la decisione l’ha presa lei, e non posso farla tornare per poi farle ripatire tutto e stare male anche io, credo che debba affrontare un percorso personale per stare bene con se stessa, e forse aimè in quel percorso io non ci sono. Non so se tornerà, so che se lo farà dovrà essere piu adulta, ma credo anche che cambiare a 30 anni non sia cosi immediato e facile. Grazie per chi avrà avuto la pazienza di leggere fin qui, chiedo scusa per gli errori e la confusione, ma non voglio ricorreggere questo documento volutamente per dar meglio la prova di come sono ora.
  19. Ho bisogno di un consiglio, sono impegnata da quasi un anno con un ragazzo con cui mi trovo bene sia fisicamente che caratterialmente (anche se litighiamo molto spesso a causa dei caratteri simili e orgogliosi).. il problema è che lui dici che con me sta bene, si trova, passa dei bellissimi momenti, progetta, è innamorato MA non mi ama (?!) perché per lui l'amore arriva dopo, si sviluppa in molto più tempo. Vero è però, che in alcuni litigi diceva che comunque si sente in difetto nei miei confronti perché io provo di più e anche lui vorrebbe provare quanto me e i sentimenti non si comandano. Ho provato a lasciarlo per questo, ma lui torna dicendo che sono io che mi attacco a piccolezze e vivo nel mondo delle favole... Non so più che fare vi giuro, questa situazione mi sta snervando, io vorrei chiarezza ma questo argomento sembra tabù.
  20. Ciao, ho 22 anni e da circa 5 mesi mi sono fidanzata per la prima volta vera nella vita. Dopo un periodo di transizione in cui annunciare il fidanzamento al gruppo di cui entrambi facciamo parte è stato parecchio difficile, per problemi interni legati al passato, siamo arrivati ora ad una condizione di quasi normalità, in cui quantomeno tutti "sanno". Gestire una relazione non è mai facile, specie quando è la prima e hai 22 anni. Ammetto che lui sia più bravo di me, se così si può dire, a gestire il suo tempo tra lavoro, calcio, amici e me. Il problema sorge a me, che vivo un periodo della mia vita in cui sto completando gli studi, non ho lezioni e ho davvero pochi amici, in quanto la maggior parte hanno deciso di completare gli studi altrove e quel gruppo di cui facevo è sempre meno il mio. Ho tanto tempo, ma non riesco ad organizzare ugualmente nulla perché faccio dipendere la mia organizzazione dai suoi impegni, che non sono, tra l'altro, mai noti anzitempo. Il problema, poi, di cui già sono cosciente, è amplificato dal fatto che una delle poche amiche rimaste in città (non molto presente in realtà, ma che non ha risparmiato giudizi duri, non richiesti) ha notato la cosa e ha iniziato a farmela pesare, nell'unica occasione in cui dopo mesi si è fatta sentire e si è scontrata contro la mia organizzazione sempre tanto confusa. La situazione è parecchio pesante. Come posso fare per gestirla meglio? Grazie, Maria
  21. Carissimi, vorrei chiedervi se per voi è normale che il mio compagno (stiamo insieme solo da qualche mese), appena iscrittosi su Facebook, sta chiedendo l'amicizia alle sue ex (anche ex di moltissimi anni fa), lui non ci vede niente di male a me sembra un'offesa. Sono troppo insicura io o lui? Ho commentato questo con lui e si è arrabbiato smisuratamente, ma io non credo di aver poi così torto. Lui ha più di 40 anni e la sua attività nel social non mi piace per niente; oltre alle ex tra gli amici condivide sempre frasi che fanno capire che ce l'ha con tutti e tutto, non so, che persona è? Grazie anticipatamente per le vostre risposte
  22. Salve a tutti, Sono Carola. Da qualche mese sono una strana 'relazione' a cui non riesco a dare soluzione e ho bisogno di un consiglio esterno, da persone non preoccupate di dirmi come stanno le cose. Vivo a Milano in questo appartamento dove per una serie di cose ci conosciamo un po' tutti e abbiamo la stessa eta' (dai 25 ai 32). Siamo quindi tutti amici e molti uniti tra noi, uscendo spesso insieme e organizzando cene in casa. Vivo li' da un anno e mezzo e dopo qualche mese si e' trasferito un ragazzo: V. con cui ho legato molto, ma solo in termini di amicizia. Siamo simili tra noi, in termini di ambizioni, amicizie e abbiamo trovato subito cose di cui parlare. Lui usciva nel frattempo con una mia amica e spesso eravamo insieme. Il loro rapporto oscillava di continuo per numerose litigate e gelosia di lei nei suoi confronti. Mentre stavano insieme, una sera ha cercato di baciarmi e io l'ho allontanato perche' non ferirei i sentimenti di un'amica e sinceramente non ero neanche attratta da lui. Nel frattempo stavo iniziando una storia con il suo amico e quella notte siamo stati insieme. Una storia finita dell'arco di un paio di mesi perche' non c'era nessun sentimento da entrambe le parti. Senza rimorsi o arrabbiature. Siamo ancora in buoni rapporti. Ad aprile anche lui si lascia definitivamente con la mia amica, ma non conosco le cause (entrambi non ne hanno voluto parlare e mi hanno parlato solo dei continui litigi). Ogni tanto da ubriaco cercava di provarci con me ma lo rifiutavo sempre. Una sera dovevamo uscire con degli amici a bere ma alla fine tutti si sono tirati indietro e siamo stati solo noi due. Siamo usciti, ci siamo divertiti e tornando a casa in taxi mi abbracciava ma nulla piu'. Nel frattempo continuava a prendermi in giro per la storia con il suo amico e continuava a dire che lo amavo chiamandolo il mio ragazzo anche dopo la rottura. Il nostro rapporto in termini di amicizia e' andato avanti fino a settembre senza problemi. Anzi mi dava sempre un consigli, mi spronava a cercare lavoro e aveva sempre una parola per me. Diciamo che e' la persona che aiuta sempre gli altri in difficolta' (ma non e' un santo per niente anzi). A settembre, dopo un serata tra amici ci siamo avvicinati (avevamo anche bevuto un po') e restati soli ci siamo trovati a letto insieme ma non abbiamo dormito insieme perche' sono tornata al mio appartamento. Non sara' stato un gesto carino ma pensavo fosse la storia di una notte. Dopo 2 giorni mi chiede come e' stato e se mi era capitato di fare sesso con amici prima. Io metto le cose in chiaro dicendo che comunque nulla cambiava ed eravamo amici, che questo non doveva compromettere il rapporto tra noi. Lui era in imbarazzo, rideva ma mi dava ragione. Dopo una settimana prova a scrivermi mentre era con un amico in giro e non gli rispondo. Dopo qualche giorno mi chiede arrabbiato perche' non avevo risposto ma lascia cadere la cosa velocemente. Nelle settimane successive pero' continuiamo ad avere degli 'episodi a letto'. Nel frattempo conosciamo nuove persone, nuovi amici. In particolare un ragazzo tedesco che si e' trasferito da poco. Il tedesco e' una persona timida ma di cuore. Si e' preso una cotta per me (a detta di tutti perche' e' alquanto palese la cosa) ma non ha mai avuto un approccio diretto. E' una delle persone che vediamo piu' spesso insieme e talvolta V e' infastidito dalla sua presenza. Ovviamente ha anche iniziato a chiamare il tedesco mio ragazzo come l'altro amico. Ho in prevalenza amici maschi a cui sono molto legata e con cui ho un rapporto molto bello e senza ambiguita' da entrambi i lati e periodicamente tutti loro diventano i miei ragazzi stando a V. Un giorno mentre eravamo insieme mi accorgo di provare qualche cosa e la cosa mi spaventa come non mai. Ho avuto un paio di brutte esperienze nel passato e ho problemi a fidarmi delle persone. Molti dicono che sono come un gatto che prima scruta da lontano in maniera fredda e poi cambia atteggiamento per diventare molto piu' socievole. Non che sia distaccata con le persone, anzi mi lego molto ai miei amici ma ho bisogno di tempo e difficilmente lascio trapelare le mie emozioni anche dopo aver instaurato un rapporto di amicizia solido. Spesso indosso una maschera per nascondere cosa mi passa per la testa. Capisco di provare qualche sentimento ma sono decisa a non volere nulla da lui. E' 3 anni piu' giovane di me, abbiamo troppi amici in comune. Ma quello che mi terrorizza di piu' e' che ha un carattere piu' forte del mio sotto certi aspetti. Ed e' l'unica persona al mondo di cui non riesco ad avere un quadro completo e mai soo davvero riuscita a capirlo. Questo accadeva a Ottobre, quando io inizio a scendere un po' in depressione per problemi sul lavoro (che intanto cercavo di cambiare) e altre cose. Mille volte lui cercava di chiedermi cosa avevo, ma io non rispondevo mai un po' perche' non riuscivo a esprimere le mie emozioni, un po' perche' non volevo lasciarmi andare con lui. Cercava intanto anche di coinvolgermi in attivita' con altre persone per farmi uscire di casa. Malgrado cio', nello stesso periodo, intreccia una relazione con un'amica del tedesco che era in visita per due settimane. Stavano sempre insieme, dormivano insieme e lui aveva cura di sbattermi la relazione in faccia. Un giorno eravamo a bere in giardino con degli amici e, mentre lo ignoravo, lui cercava di attirare la mia attenzione co battute varie e un'espressione da schiaffi in faccia che alla fine anche la ragazza se ne era accorta e mi inziava a fissare in cagnesco. Lei alla fine se ne torna a Berlino, lui l'accompagna in aereoporto, si sentono per alcuni giorni e alla fine lui mi dice che anche se era preso gli era passata subito. Nel frattempo io cambio lavoro e apro una societa' di servizi informatici con altre persone. E lui ne era orgoglioso e felice (vuole anche lui aprire qualche cosa di suo in futuro anche se e' ancora nelle prime fasi della sue carriera e, anche se molto ambizioso e studioso spesso si sente stretto nella sua funzione). Una sera mi addormento sul tavolo della cucina (capita spesso... lo trovo cosi' comodo) e V. entra in casa per portare delle cose alla mia coinqulina. Mi vede e mi accarezza la testa per svegliarmi dicendo di andare a dormire. Io li dico che il giorno dopo avrei dato il preavviso per licenziarmi dal mio precedente lavoro e lui orgolioso, con davvero un sorriso commosso mi dice che e' felicissimo per me. Dopo qualche tempo riprendono i nostri episodi... Questa volta sembra che ogni notte oscilliamo tra dolcezza e combattimento. Con blocchi nello stare insieme, scherzi, momenti di dolcezza e nulla piu'. Nessuno sospetta di questa nostra relazione e cerchiamo di mantenerla segreta. Nel frattempo il nostro rapporto cambia. Siamo sempre amici con momenti di vicinanza ma spesso mi prende in giro e scherza con lo scopo di farmi innervosire. Sminuisce il mio lavoro e la compagnia, altre volte mi prende in giro per i locali che frequento dicendo che sono troppo fighetti (ma sa bene che giro un po' ovunque, che sia un mega locale o la bettola sotto casa), mi prende in giro perche' sono vestita alla moda ecc. Allo stesso tempo fa apprezzamenti sulle stesse cose: i miei vestiti, il lavoro, i locali dove vado. Una sera succede un fattaccio. Eravamo a una festa con tutti gli amici in giardino. Io arrivo e lo vedo parlare con il migliore amici che e' come un fratello per me, il ragazzo con cui sono stata e la sua ragazza. Io ero con il tedesco nel frattempo. Sento che dice al primo migliore amico che lo facevo innervosire, poi ha avuto una scenata di gelosia mente parlavo con lui e l'ha fatto entrare in casa. Uscendo ho sentito che V gli urlava e' complicato. Il suo migliore amico e' come un fratello minore per me ma non abbiamo mai parlato del rapporto con V. perche' so che non tradirebbe la sua fiducia. Quella sera mezzi ubriachi, ci troviamo a letto insieme. Lui inizia a fare discorsi deliranti dicendo che indossa una maschera per non fare vedere le sue emozione e dicendo che molti pensano che sia un donnaiolo senza sapere che puo' essere peggio. Dopo lo facciamo e poco dopo abbiamo una litigata. Ha un attacco di panico e inzia a camminare per la stanza, a dire cose senza senso, a dire che sono sempre gentile come per prendermi in giro. Io lo caccio e lui per tutta risposta mi manda a quel paese. Il giorno dopo lo scopro che mi guarda dalla finestra con aria colpevole. Non ci parliamo per una settimana e quanto rispendiamo il discorso lui dice di non ricordare, che non mi guardava perche' si sentiva in colpa ma perche' lui mi controlla sempre. Nei giorni successivi vedevo che cercava di riprendere la mia fiducia, guardandomi con occhi dolci, cercando di trovare spazio solo per noi per parlare del piu' e del meno ed era infastitido da altre persone che si intromettevano. Non succede nulla fino al giorno che dobbiamo portare il migliore amico in ospedale perche' si era fatto male e lui era contento che li accompagnavo con la macchina e che stavo con loro li'. Era davvero riconoscente. Passiamo la notte insieme (managgia a me). Da quel momento cambia il modo di atteggiarsi nei miei confronti. Spesso mi diceva di amarmi (scherzando) e non rispondeva alle miei battute quando gli dicevo che e' falso o che non si scherza sull'amore, davanti alle altre persone dice che quando prende in giro una ragazza e' perche' ci tiene, dice che parla di me a sua madre ecc. A dicembre io lascio l'appartamento per un mese per viaggi di lavoro e per tornare a casa dei miei a Venezia. La sera che stavo per partire era nervoso e a bassa voce, perche' c'era altra gente, mi chiede di comportarmi bene. Durante la mia assenza ci sentiamo per messaggi e quando torno era davvero felice di vedermi almeno pensavo. La sera dopo usciamo per andare in un pub e continuava a dire che sarebbe uscito solo se c'ero io, si complimentava con me, era affettuoso anche davanti alle altre persone (ripeto: loro non sanno nulla). La sera torniamo a casa con la mia coinquilina e il suo ragazzo e lui mi abbraccia davanti a loro. Dopo che vanno via, mi chiede se lo ho tradito mente ero via. Io gli rispondo che non siamo una coppia quindi non conta cosa sia successo (nulla in realta'... perche' durante la lontanaza io mi sono accorta di tenerci molto a lui), che non litighiamo mai e che anche se vediamo altre persone noi torniamo insieme sempre. In realta' abbiamo avuto tutti e 2 appuntamenti prima del riavvicinamento prima della partenza(da parte mia non hanno portato a nulla, erano solo uscite senza un bacio o altro, da parte sua non so) e il fatto e' che non so come ma sembrava sempre capire se uscivo per un appuntamento o solo con amici. Senza che dicessi nulla in giro. Quella sera mi ha baciato e si lamentava che non lo bacio mai io. Passiamo una notte insieme stupenda, il giorno dopo andiamo a fare commissioni insieme e tutto sembra perfetto. La sera pero' cerca di farmi ingelosire facendomi vedere un messaggio che la ex (la mia amica) le ha scritto. So che tra i due non c'e' nulla e lei frequenta un altro ragazzo, ma sembra che volesse solo farmi arrabbiare. Nei giorni successivi mi sorrideva sempre, mi faceva gli occhi dolci tutto il tempo, se stavamo con gli altri amici si metteva vicino a un tavolo solitamente appoggiando una gamba contro la mia per avere il contatto fisico con me. Mi paragonava sempre alla madre che e' il suo punto di riferimento, scherzando diceva di amarmi, che siamo una coppia ma io non lo so, che andremo a vivere insieme ecc.. Io rispondevo con battute perche' ho la tendenza a non fidarmi e poi non faceva altro. Non mi portava fuori, non veniva a cercarmi per guardare un film insieme o altro. Una sera provo a baciarlo e lui si ritira. Gli chiedo perche', se c'e' un'altra e lui risponde togliendo lo sguardo e ridendo in un modo amaro come sembrare a dire ma che dici. Quando gli chiedo cosa succedeva e se era un mio errore pensare che ci stavamo avvicinando lui, con fatica per le mie domande, mi dice che e' fatto cosi' e non vuole essere dipendente dalle persone, inclusi gli amici. Poi mi chiede di non essere arrabbiata e andando via mi prende per il braccio chiedendomi una cosa su una storia che mi preoccupava. Io mi sono sentita morire. Nel frattempo, dopo qualche giorno di distacco, lui si avvicina, mi fa battute sull'amore ecc come prima, mi aiuta con delle cose che gli avevo chiesto tempo fa, ha un grosso colloquio e ne ha voluto parlare prima con me che con gli altri per avere una mia opinione ecc.. Un giorno entro in casa e lui parlava con la mia coinqulina. Si erano salutati ed era gia' sulla porta, ma quando mi ha visto sulla porta, ha cercato di passare del tempo con me, di tenermi a parlare, mi ha chiesto cosa facevo il venerdi' e quando ho detto che andavo da mia madre ci era rimasto male. Poi si avvicina di scatto, come per baciarmi, ma toglie lo sguardo dicendo no, cambia tono di voce e va via. Una sera, mentre eravano a una cena, rimaniamo soli. Scherzavamo normalmente ma appena entrano i miei amici che erano usciti a prendere la pizza lui si prende la testa tra le mani e sussurra che e' difficile stare vicino a me. I miei amici sono subito entrati, impedendomi di ribattere alla battuta. Sabato scorso lo abbiamo fatto di nuovo. Io ero infuriata con me perche' ancora una volta ero caduta nella trappola. La mattina dopo viene invitato a pranzo dalla mia coinquilina, con cui sono molto amici e tendono a mangiare insieme la domenica, e sembrava felice di passare tempo con me a parlare, giocare ecc. Poi la mia coinqulina chiede se vogliamo fare qualche cosa la sera e poi si corregge chiedendo se lui avrebbe visto quella ragazza di cui parlava. Io muoio. Aveva un appuntamento. Si accorge che sono arrabbiata e mi segue quando vado in camera. Mi prende in giro su alcune cose, sui regali del mio ragazzo ossia il tedesco, mi blocca la strada e cos' via dicendo. Io lo ignoro completamente e gli rispondo per versi. Anzi ha detto che lui non mi ha fatto cosi' tanti regali ma mi ha dato il cuore. Falso come Giuda no? Ieri ha visto che fumavo. Avevo smesso ma ero troppo nervosa. Lui sa che fumo solo quando sono nervosa o triste e la prima cosa che mi ha chiesto e' se ho ripreso a fumare e perche'. Cercava di parlarmi del piu' e del meno, mi faceva vedere cose sul telefono e sembrava nervoso. Gli chiedo "allora come e' andato l'appuntamento" e lui bene ma non ha voluto dire nulla. Quando gli ho detto che 2 ragazze in meno di 24 ore era troppo schifoso anche per lui ha detto non e' come pensi (cosa dovrei pensare?) e cercava di evitare il discorso. Io me ne sono andata. Detto cio' stamattina era a colazione con la mia coinqulina (sta ragazza adora fare pranzi e colazioni con lui sembra!). Lei dice che potremmo prendere un appratemento piu' grande e bello insieme visto che siamo molto amici. Gli chiede se quando gli scade il contratto ha intenzione di andarsene, e lui dice "non so magari potrei... Lascia stare stavo per dire una cosa stupida". Come per lasciare intendere che puo' andare con lei. Non so se lo ha fatto per farmi innervosire (sa come usare le parole) ma pua' davvero progettare la vita con una che ha visto 2 volte? Avevo bisogno di sfogarmi perche' non ho molte persone a cui raccontare questa storia, avendo troppi amici in comune. Posso essermi illusa che il suo fosse solo un gioco? Che non ci fosse nulla e quelle frasi fossero false? La sua puo' essere una paura di impegnarsi con me perche' troppo simile a a lui, alla madre, piu' affermata sul lavoro? E poi perche' dirmi quelle cose dolci se fosse solo per portarmi a letto se era gia' riuscito a sedurmi? Perche' ora come ora mi sento presa in giro e trattata come un oggetto. Grazie del vostro aiuto.
  23. Vivo un rapporto a distanza da circa quattro anni, pur avendo due caratteri totalmente opposti finora le cose sono andate avanti in maniera accettabile, discrete frequentazioni reciproche presenze epistolare abbastanza continua e quotidiana. Arrivo al dunque: circa 10 giorni fa la mia partner ha avuto una delusione in famiglia di una gravità estrema, il fratello maggiore di 63 anni entrato in rovina dopo anni di brillante carriera. Batteva spesso cassa chiedendo somme consistenti sia alla vecchia mamma (convivente con la mia partner) sia con la mia partner stessa, tutto questo a suo dire per portare avanti l'andamento della sua famiglia. La mia partner si è trovata improvvisamente il fratello crollato in depressione totale, immaginando anche potesse compiere un atto estremo. La scoperta è stata che tutti questi soldi andavano alla moglie la quale sperperava in vestiti e spese varie fino e non pagare l'affitto di casa. Sfratto immediato, lui è andato via da casa distrutto, la mia partner si è fatto in quattro per trovargli un alloggio. Da quel momento, dopo aver ricevuto un messaggio da parte di lei di terribile stanchezza mentale e di richiesta di pace ho avuto solo una telefonata e un messaggio, chiedendo un momento di isolamento. Ormai sono passati 10 giorni, ho avuto solo un messaggio che ribadiva il suo grande dolore specificando la mia importanza nella sua vita. Mi chiedo… È normale tutto questo? Ieri mi ha scritto dicendomi "da lunedì avrò tempo per sentirti". A me sembra un comportamento surreale, ho paura di ricevere questa telefonata, ho paura di avere reazioni verbali violente. E vero che ognuno di noi inconsciamente vorrebbe che il comportamento altrui fosse lo stesso nostro. Io non avrei agito in questo modo, sono tentato di darle addosso pur avendo grande amore nei suoi confronti, direi immenso. Domanda: ci si può isolare con l'uomo amato fino a questi livelli? Per un fratello caduto in disgrazia come mezz'Italia e per la cognata e nipoti scoperti a fregare danaro per i propri comodi. Lo so, è dura, sono molto indeciso se andare in contro a un cordiale congedo oppure riuscire a capire ciò che non capisco e che non avrei mai fatto al posto suo. Io avrei chiesto conforto alla mia donna amata. Grazie
  24. Ciao a tutti ho 25 anni e sono fidanzato da 3 anni, dopo pochi mesi da quando ci siamo fidanzati ho cominciato a perdere quella passione che ci legava all'inizio il che mi ha portato a circa un anno dal fidanzamento a chiederle una pausa, sono però tornato da lei perché credevo che fosse la ragazza della mia vita. Il fatto è che siamo molto diversi, lei è gelosamente ossessiva nei miei confronti, fa continui progetti su una vita assieme, casa, matrimonio, figli. Io invece non provo quasi alcuna gelosia e non ho intenzione nel breve termine di creare una famiglia, do priorità ai miei obiettivi di lavoro e di vita. Penso spesso che non siamo fatti l'uno per l'altra, ma quando mi passa per la testa l'idea di lasciarla non vorrei che lei stia male per questa cosa e mi convinco che lei è la ragazza migliore che possa avere e che devo accettare che le cose siano così. Il problema è che non ho più neanche desiderio nei suoi confronti, provandolo per altre donne. Come affrontare questa situazione? io so che la scelta migliore sarebbe lasciarla ma non trovò il coraggio di farla stare male, di rovinare tutto quello che abbiamo fatto fin adesso
  25. Ciao a tutti,vi scrivo per un disagio che mi attanaglia per tutto o quasi il tempo in cui rimango sveglio.Ho avuto in passato problemi con l'ansia e la depressione non diagnosticati da nessuno comunque ansia sicuro attacchi di panico. Ho avuto una storia che mi ha segnato profondamente. Ad oggi ho una storia con una ragazza straniera. Inizialmente mi facevo sempre domande se fossi innamorato o meno. Un giorno poi e partita per la sua terra e successe una cosa per cui tutto il sentimento usci fuori in una botta avevo paura di perderla e senti tutto l'amore che avevo per lei. Passati i mesi, siamo stati un po' lontani ci siamo visti durante le vacanze natalizie e di nascosto un altro mese per 3 giorni perchè i miei partivano per l'estero e potevamo stare da soli. Ma ahime è stato l'inizio della catastrofe. Sono stato con lei in macchina finchè i miei partivano e non volevo altro che stare con lei. Quando poi i miei se ne sono andati e sono rimasto solo con lei dubbi fisse paura che non fosse la ragazza giusta, e verso l'ultimo giorno anche nausea. Ho pensato pure meglio che mi trovo una italiana come me meno problemi ecc ecc. Da allora ne ho parlato anche con lei, lei un angelo che mi sopporta, il mio io non vuole lasciarla un'altra parte invece mi fa stare male. Nausea, paura di sentirla al telefono preferisco infatti massaggiare su whatsapp. E ho visto in lei tanti difetti che all'inizio non ho proprio visto anzi io vi dirò all'inizio non pensavo mai che una ragazza così bella potesse stare con me invece ora la vedo bruttina. Ma che cavolo? MI sento veramente una schifezza vorrei soltanto cancellare quell'esperienza ad oggi quasi non sento nulla ma ad esempio quando l'altra volta ero sul punto di interrompere la relazione non volevo proprio non riesco a lasciarla non perchè ho paura ma non voglio. Come già detto vorrei amarla come prima di quel mese.Cosa ho? COsa mi è preso? Perchè questa cosa non mi lascia in pace?
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