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Trovato 14 risultati

  1. Salve, volevo raccontare ciò che mi preoccupa è vorrei qualche consiglio, perché ho paura e non so come reagire a tutto questo, soprattutto non voglio passare per egoista o pessima donna. Sto con il mio compagno da 6 anni, conviviamo da 3. Nella storia ci sono stati sempre alti e bassi, soprattutto perché spesso non mi dava attenzioni che desideravo. Ultimamente sta migliorando il rapporto. Lui ha una figlia di quasi 11 anni ed è adorabile, io e lei siamo molto amiche e ci vogliamo un bene dell'anima. Ora lei sta vivendo la classica pre-adolescenza, vissuta ancora peggio in quanto la madre ha un figlio di un anno. Lei vorrebbe i suoi genitori insieme, anche se sa che non sarà mai possibile. Ultimamente ha espresso il desiderio di uscire sola con i suoi genitori. Io mi sono sentita un'intrusa, un'antagonista e ammetto un pizzico di gelosia in quanto il mio compagno dovrà uscire con la sua ex e comportarsi come una famiglia. Inoltre io mi sento la seconda incomoda, perché non sarò mai la più importante per lui e nemmeno i miei figli con lui lo saranno, perché la sua prima sarà sempre più importante di me, della mia vita. Io sarò sempre la meno considerata. Io ho 29 anni e ho il desiderio di creare una famiglia con lui.. Ma forse non sono pronta a condividere la sua considerazione con altre.. avete mai vissuto situazioni simili? Cosa mi consigliate? Grazie per l'ascolto.
  2. Buongiorno, vorrei sfogarmi su una situazione che mi fa soffrire da molto tempo. Sono un disagiato sociale di 23 anni con cronici problemi di comunicazione in famiglia, e del resto le cose sono collegate. Loro sono schivi, senza viziarmi non mi hanno fatto mancare nulla da piccolo, nemmeno rabbiose botte se per educarmi. Ne ho prese davvero tante, anche ingiustamente. Non mi hanno trasmesso l’importanza di coltivare amicizie perché loro stessi non ne avevano: mio padre ha un po’ rimediato negli ultimi anni, mamma no. All’alba dei 60 sta sempre sola, lavora per colmare i suoi vuoti e non pensa ad altro. Sono certo non si senta pienamente valorizzata, le dico di non sacrificare le sue passioni ma non mi ascolta, ha paura di mettersi in gioco e preferisce “sopravvivere”. Io sono solo, e fino ai 27-28 anni credono non dovrei uscire con amici, ragazze manco a parlarne…quelle sono sempre state vietate. Del resto, anche a loro faccio schifo. Credo di essere timido il giusto, a 13 anni ho subito bullismo dal mio allenatore per un’intera stagione e reagivo colpevolizzandomi di nascosto. Spesso ho praticato autolesionismo. Da anni soffro di solitudine e me la merito: più volte mi sono sfogato con i miei ma non li tocca, e mi manca il coraggio di contraddirli definitivamente perché temo di perderli. Poco dialogo, sempre e solo orientato al lavoro (sono precario al momento) e non capiscono la mia sofferenza. Soffro per me e per loro, vedo che non godiamo del tempo passato insieme e penso ne avrò per sempre il rimorso. I pensieri di morte mi perseguitano, anche se non ho mai pensato al suicidio perché amo la vita. Vorrei farmi aiutare da un dottore ma non ho abbastanza soldi; servirebbe anche a loro se non fossero così orgogliosi. Gli anni passano, sogno di riprendermi tutto ma è una svolta che non arriva mai. Grazie di aver letto il mio sfogo, vi sarei grato se aveste consigli.
  3. Sara95

    Bisogno di conforto

    Ciao a tutti, sono Sara ho quasi 23 anni ed è la prima volta che scrivo in questo forum.....per parlare brevemente di me posso dire che soffro di ansia e crisi di ansia da ormai 3 anni, sono seguita da uno psicologo ma oggi avrei bisogno di sostegno o comunque di qualche consiglio da chi vorrà aiutarmi.... Vivo con mia madre e il suo compagno, a me lui non è mai piaciuto e questa convivenza mi è stata imposta forzatamente, nonostante tutto ho cercato di convivere pacificamente e così è stato finchè dall'estate scorda mia madre e lui hanno iniziato a litigare pesantemente a qualunque ora del giorno e dalla notte rendendo l'atmosfera in casa invivibile tant'è che io sto sempre chiusa in camera mia...comunque per venire al punto vi racconto cosa è successo ieri Sono andata in bagno a fare il bagno e più tardi ho sentito il compagno di mia mamma lamentarsi con lei che ero stata troppo tempo in bagno e che lui ne aveva bisogno allora quando l'ho visto gli ho detto che poteva tranquillamente dirmi che aveva bisogno del bagno e che io sarei uscita, lui ha iniziato a urlare ad a attaccarmi con frasi tipo: io ho 20 anni in più di te ed esigo il rispetto, io mi sono alzato alle quattro questa mattina te cosa hai fatto oggi? perchè non te lo sei fatta prima il bagno lasciando intendere che io stia in casa tutto il giorno a non fare niente e poi si è alzato in piedi e sempre urlando si è tirato giù i pantaloni facendo vedere che lui ha l' ucce*** che lui è un uomo e è superiore.... io sono veramente rimasta shoccata, mia madre ha visto tutto ciò....hanno litigato ma alla fine non si è arrivati a nessuna conclusione io sto veramente male, la mia ansia è alle stelle e più ho ansia più mi arrabbio con me stessa perchè sto male per un idio*** del genere, vorrei riuscire a fregarmene e a non stare così male, mi sento che non c'è soluzione e senza via di uscita...avete qualche consiglio sul cosa potrei fare? cosa potrei fare per sentirmi meglio? sono veramente spaventata e scossa e non vedo via di uscita, anche solo una parola di conforto sarebbe veramente d'aiuto grazie a tutti e scusate per la lunghezza del post
  4. La vita non è cosi bella come me l'aspettavo, crescendo vedi tante cose che era meglio non conoscere mai, il mondo non è organizzato bene, sta andando tutto a puttane, e la vita personale ci inghiotte come un buco nero in duemila problemi senza via d'uscita, un limbo di dolore e dispiaceri causati da ogni cosa che ti circonda. I momenti belli che una persona tende a ricordare sono solo un ricordo estratto da un ricordo piu dolorante, ma quello una volta, da bambini, cercavamo di accantonarlo, nasconderlo, metterlo in un cassetto chiuso a chiave cosi da non farci del male, ma quando si cresce cambia tutto, non sai piu difenderti da questo mondo che ti regala una gioia e mille dispiaceri. Sei solo, vedi le persone che una volta erano con te andare via, per le loro strade, sparire come fantasmi, e tu li fermo nella tua vita a sentirti un errore, uno sbaglio, capisci che sei sempre stato uno sbaglio per il mondo, che tu non c' entri nulla qua e che sei totalmente solo a combattere la vita, ma a volte non si hanno avuto le basi per avere le forze di combatterla questa vita, capisci che sei debole, senza via d'uscita, e ti lasci andare, ti fai risucchiare da quel vortice di nullità e insoddisfazioni che la vita ti provoca sempre, ogni giorno di più, ogni mattina speri di non svegliari mai, di continuare a vivere in quei mondi magnifici che sai creare di notte, dove vorresti vivere per sempre e dove è tutto tuo. Svegliarsi la mattina è sempre un agonia, una cosa brutta, ti svegli e sai che la tua vita fara schifo esattamente come il giorno precedente, ogni volta speri in una svolta ma nulla, non succede mai un xxxx, sei positivo ci provi ma nulla è mai abbastanza, e ti ritrovi con dei genitori delusi, sconfortati e amareggiati da te, uno che addirittura nemmeno si informa, tu potresti essere tranquillamente morto ma non cambierebbe nulla, e tu ti senti in colpa, e hai ancora meno voglia di andare avanti, vedi tutto intorno a te che sta li pronto a criticare ogni tua mossa perche è sbagliata, ormai sei l errore che cammina per strada, il disagiato che non capisce nulla, che non ha futuro e ti chiedi perchè xxxx sei venuto al mondo, chi xxxx me l ha fatto fare, perche? Forse bisogna affrontare questi problemi che la vita ti mette davanti, penso pero che qualcuno o qualcosa abbia sbagliato i calcoli, affrontare problemi pesanti senza avere la forza necessaria non ha una fine bella. Forse hai avuto poco tempo per essere bambino e prendere la vita in un modo positivo, forse sin da piccolo la tua vita è stata stravolta, ti hanno portato via un infanzia che poteva essere felice, e tu la rivuoi ma sai che non potrai mai. È vero nella vita c'è chi sta peggio, ma dai chi è che non pensa alla sua vita per pensare solo agli altri? Sono rare le persone cosi. E comunque devi imparare solo una cosa in questo tipo di vita, fingere, fingere con tutti e mettere maschere su maschere e andare avanti cosi, stare male in silenzio e da solo per non farti terra bruciata, fingi sempre, fingi che stai bene, che quando la gente ti critica tu sei solo felice, assecondali, fai finta di nulla tanto non capiranno neanche se glie lo spieghi, indossa una fottuta maschera e va fuori, vivi la vita cosi come viene finché non sarai stufo e finalmente forse capirai come fare.
  5. Sara95

    Bisogno di conforto

    Ciao a tutti, sono Sara ho quasi 23 anni ed è la prima volta che scrivo in questo forum.....per parlare brevemente di me posso dire che soffro di ansia e crisi di ansia da ormai 3 anni, sono seguita da uno psicologo ma oggi avrei bisogno di sostegno o comunque di qualche consiglio da chi vorrà aiutarmi.... Vivo con mia madre e il suo compagno, a me lui non è mai piaciuto e questa convivenza mi è stata imposta forzatamente, nonostante tutto ho cercato di convivere pacificamente e così è stato finchè dall'estate scorda mia madre e lui hanno iniziato a litigare pesantemente a qualunque ora del giorno e dalla notte rendendo l'atmosfera in casa invivibile tant'è che io sto sempre chiusa in camera mia...comunque per venire al punto vi racconto cosa è successo ieri Sono andata in bagno a fare il bagno e più tardi ho sentito il compagno di mia mamma lamentarsi con lei che ero stata troppo tempo in bagno e che lui ne aveva bisogno allora quando l'ho visto gli ho detto che poteva tranquillamente dirmi che aveva bisogno del bagno e che io sarei uscita, lui ha iniziato a urlare ad a attaccarmi con frasi tipo: io ho 20 anni in più di te ed esigo il rispetto, io mi sono alzato alle quattro questa mattina te cosa hai fatto oggi? perchè non te lo sei fatta prima il bagno lasciando intendere che io stia in casa tutto il giorno a non fare niente e poi si è alzato in piedi e sempre urlando si è tirato giù i pantaloni facendo vedere che lui ha l' ucce*** che lui è un uomo e è superiore.... io sono veramente rimasta shoccata, mia madre ha visto tutto ciò....hanno litigato ma alla fine non si è arrivati a nessuna conclusione io sto veramente male, la mia ansia è alle stelle e più ho ansia più mi arrabbio con me stessa perchè sto male per un idio*** del genere, vorrei riuscire a fregarmene e a non stare così male, mi sento che non c'è soluzione e senza via di uscita...avete qualche consiglio sul cosa potrei fare? cosa potrei fare per sentirmi meglio? sono veramente spaventata e scossa e non vedo via di uscita, anche solo una parola di conforto sarebbe veramente d'aiuto grazie a tutti e scusate per la lunghezza del post
  6. sono un giovane professionista di 29 anni, sono fidanzato da circa 8 anni con una ragazza di 4 anni più piccola di me. Rapporto sempre sereno, qualche incomprensione durante i primi anni ma ho sempre vissuto tutto con disinvoltura. Abbiamo vissuto fino ad oggi un rapporto in cui ci siamo addentrati nel tessuto quotidiano delle nostre famiglia. Ultimamente, da circa qualche annetto non so più cosa mi prenda: spesso vado in ansia, in estrema tensione quando la mia ragazza comincia ad avere giudizi su come si comporta mia madre/mia sorella/mio padre ecc. Interpreta spesso battute, gesti, regali in malomodo, come se non conoscesse la buona fede, la premura e soprattutto la bontà con la quale la mia famiglia si rapporta a lei. Non di rado è capitato, per esempio, che lei interpretasse in modo stravolto azioni e parole di mia madre. Per es. durante la laurea di mio fratello lei ha creduto che i miei genitori volessero escludere i suoi genitori dal rinfresco che avremmo fatto a casa al ritorno dall'università, invitando solo i suoceri di mia sorella. In realtà non c'è mai stata nessuna organizzazione per un rinfresco, nè tanto meno i miei genitori avrebbero mai escluso i genitori della mia ragazza (sempre invitati ad ogni occasione). Fatto sta che lei da quel giorno, dopo un tremendo litigio, decise anche di disertare la festa di mio fratello alla quale era invitata. Questo piccolo e sommario aneddoto è solo una parte di tante altre volte in cui lei ha preso a male circostanze specifiche su mia madre o mia sorella, venendomi sempre a riferire il suo disappunto (di regali che non le piacciono; di movimenti o parole di mia madre che non le garbano e così via). Lei mi ha spesso rimproverato che aiuto solo io in casa magari perchè ho accompagnato qualche volta mia sorella o mio cognato da qualche parte in auto (per loro impossibilità e sempre richiesto con garbo) e allora questo mi ha inibito nelle volte successive ad essere collaborativo in casa o a nasconderlo a lei perchè altrimenti temevo un suo giudizio critico nei miei riguardi, tipo "schiavetto di casa". A nulla valevano e valgono le mie spiegazioni per chiarire che lei si sbaglia di grosso visto che dovrebbe conoscere dopo 8 anni la natura e il carattere dei miei familiari e che certi sospetti o giudizi non sono adeguati. Fatto sta che queste non sporadiche critiche verso i miei familiari hanno cominciato ad instaurare in me una forma di tensione ed ansia. Ogni volta che lei viene a casa ho paura che qualcosa da parte dei miei familiari possa andare storta e che lei interpreti male, scatenando un contrasto tra me e lei. Mia sorella, che in questi mesi è in gravidanza (a rischio), è ricorsa anche all'aiuto e alla compagnia della mia ragazza. Tutto questo mi ha creato un forte stato di tensione perchè temevo che lei mi avrebbe rinfacciato di aver fatto da compagnia e da assistenza a mia sorella non appena avesse qualcosa da dirmi che è andato storto. E i miei timori non mentono in effetti. Solo qualche giorno fa mi ha confessato che mia sorella è un'opportunista perchè fin quando stava poco bene e non era autonoma loro si sentivano, poi dopo che ha cominciato a stare meglio e a non avere più bisogno non si sentono più via cellulare. In realtà mia sorella a casa mi chiede di organizzare anche a 4 e non è di certo la tipa che intenzionalmente non vuole più bene alla mia ragazza. Sarà un pò stonata o un pò in sovrappensiero mia sorella ma di certo non arriva a pensare così maliziosamente certe cose. Dunque, io vado in estrema ansia sempre! Prima non ero così, ero molto più disinvolto. Oggi, invece, vivo uno stato di paura che lei possa emettere ancora giudizi su gesti, frasi o altro che riguarda un mio familiare. E sto anche avendo paura del contrario: cioè mi sale l'ansia, il panico quando un mio familiare ha qualche giudizio critico che esprime nei confronti della mia ragazza. E' come se volessi che ci fosse sempre un equilibrio tra le parti, è come se volessi che nessuno, nè dall'una che dall'altra parte, si scambi giudizi critici (ancorché tali giudizi non mi riguardano personalmente). Non riesco a fregarmene, è diventato tutto più forte di me. Mentre molti amici di queste critiche della ragazza verso la loro famiglia se ne sbattono e ne ridono, io invece è come se mi sentissi ingessato. Mi sento in tensione perchè arrivo addirittura ad immaginare cosa può succedere se la domenica successiva dovesse venire la mia ragazza a mangiare a casa. Ho paura che nascano fraintendimenti, ho paura che mia sorella noti qualcosa di strano in lei, ho paura che lei noti qualcosa di sbagliato in mia sorella. Insomma un casino, ho paura di ciò che pensano ambo le parti reciprocamente tra loro. Ma non ho paura di quello che loro possono pensare di me. E' come se fossi più trascinato dai giudizi (negativi) che loro possono darsi che da quelli che loro possono dare a me. La paura che adesso sto affrontando, per esempio, oggi riguarda le feste natalizie: ho paura di come si possano organizzare i cenoni e i pranzi perchè temo che possa sorgere qualche fraintendimento sugli inviti fatti o non fatti dall'una o dall'altra famiglia, temo che i regali non possano piacere o che magari mia sorella si scordi di farlo alla mia ragazza. Non so da cosa derivi tutto questo, so solo che prima non ero affatto così. Mi manca quell'essere più menefreghista. Oggi sono diventato una persona molto pesante e questo lo notano anche altre persone. E' come se mi facessi carico eccessivamente di quello che accade intorno a me tra la mia ragazza e la mia famiglia. Faccio molto ridere forse ma avevo bisogno di sfogarmi.
  7. Buongiorno, ci tengo a premettere che molti anni fa, quando avevo solo 20 anni, cominciai a soffrire di ansia, insonnia e attacchi di panico, per due anni sono stata seguita da una psicoterapeuta e questo percorso mi ha cambiato la vita. Dopo circa un mese dalla fine della terapia ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio compagno, ad oggi stiamo insieme da 10 anni, io adesso ho 30 anni lui 31. Negli anni Mauro ha cominciato a soffrire di una strana dipendenza dal suo nucleo familiare (madre soprattutto, padre e fratello adolescente) tutti hanno bisogno di lui e lui ha bisogno di loro, sempre, in qualsiasi momento del giorno e della settimana, specie la domenica e nelle festività che non possiamo mai passare da soli come coppia. Ciò che mi ha fatto innamorare di lui, dieci anni fa, é stato l'amore che ha saputo darmi ed il suo modo di dimostrarmi giornalmente, per anni ed anni, di essere la sua compagna e non una qualsiasi persona, ed essendo io cresciuta con cinque fra fratelli e sorelle non avevo mai provato questa sensazione di "esclusività", non mi ero mai sentita importante ed amata per ciò che sono, messa al primo posto in quanto la più importante fra tante altre persone, come mi ha fatto sentire lui per anni. Dopo una crisi familiare di qualche anno fa tutto é cambiato e precipitato sempre più. Mauro ha lasciato il lavoro per stare vicino alla famiglia mentre quando avevo bisogno io non prendeva nemmeno mezza giornata di permesso, negli ultimi tempi. Un anno fa, vedendo che non riuscivamo a permetterci nemmeno una pizza fuori con solo il mio stipendio da part time e che non poteva comprarsi nemmeno una maglia nuova Mauro ha trovato un nuovo lavoro, non ben pagato come il primo ma col quale si può campare assieme al mio. Ho lasciato passare qualche mese e gli ho espresso il mio desiderio di vivere insieme a lui, rassicurandolo sui suoi dubbi riguardo i nostri stipendi. Lui é stato d'accordo e quando mi ha detto di essere troppo impegnato col nuovo lavoro gli ho assicurato che mi sarei occupata io di cercare la giusta casa. Ma non ne andava mai bene una! Il nostro budget é limitato eppure lui continua a cercare in ogni casa il riflesso della casa in cui é nato, grande, spaziosa, perfettamente arredata. Ogni volta trovava il più piccolo difetto, fino alla casa perfetta, trovata con mio grande sforzo e contrattando fino all'ultimo col padrone di casa, in questa situazione é venuto fuori il problema della sua incertezza per il futuro, e ha tirato fuori quella che per me dopo tanti mesi ad accampare scuse é l'ennesima di queste: l'ansia. Adesso Mauro sostiene di non riuscire nemmeno ad uscire di casa senza avere ansie e riconosce che una delle cause é la sua famiglia, quando allora gli ho chiesto perché non riesce ad allontanarsene, a smettere di essere in simbiosi coi suoi membri familiari ha detto quella che é la frase più brutta che io mi sia mai sentita dire in vita mia, io vi amo tutti. Come se io non avessi un'identità, come se io fossi una carta nel mazzo, come se la compagna o il compagno di vita non fosse poi così speciale da diversificarlo dalla propria famiglia di origine. Io amo la mia famiglia, ma prima di ricevere questo pugno allo stomaco avrei detto che amavo lui di più in quanto l'uomo che volevo accanto d'ora in avanti. Adesso sono riuscita a convincerlo, dopo mesi di pressioni e richieste disperate a farlo seguire da uno psicologo. Ma quello che vorrei chiedere a voi della comunità é, che cosa significa tutto questo? Io ho sofferto d'ansia, e a volte in periodi bui torno a soffrirne, so quanto sia invalidante e che richiede il sostegno di chi ci é vicino, ma io non posso essere una spalla su cui piangere fine a se stessa, non posso essere la sua insegnante di sostegno, e ho una paura matta che é questo che sono diventata. E dopo dieci anni di relazione, a 30 anni, non posso accettarlo. Vi chiedo perciò un consiglio, che sia rassicurante o meno, perché davvero ormai stento a capire questa situazione. Grazie a chi mi risponderà.
  8. Ciao a tutti, sono nuova, ho 21 anni, mi sono iscritta per postare da qualche parte la mia luuunga riflessione, in modo che qualcuno possa darmi un giudizio oggettivo. Mi dispiace ma è venuta veramente lunga e spero che qualcuno la legga . Ormai sono 6 anni che sono fidanzata con il mio ragazzo, 4 anni fa lui si è trasferito a Milano per continuare a studiare e io (forse un po’ stupida) ho deciso di seguirlo, di studiare in un paese vicino a lui lontana dalla mia famiglia. Io sono sempre stata una persona a cui non piace stare al centro dell’attenzione, non mi piace parlare di me né far parlare di me, non mi piace litigare ed inoltre non riesco ad esternare i miei sentimenti ( tutto questo con tutti tranne che con il mio fidanzato, con il quale mi sono aperta ormai interamente ). Ho sempre represso tutto per non infuriarmi perché so di non saper gestire la rabbia, da piccola ho sperimentato i miei scatti di ira, ed essendo una persona che accumula quando esplodo combino un macello; perciò ho sempre cercato di mettere da parte me stessa per evitare ciò. Ricordo che da piccola ripetevo a me stessa: tanto non importa a nessuno ( quello che faccio, quello che dico, quello che penso). Ad oggi sono consapevole che questa frase è lì radicata nella mia testa. Quando parlo di me mi sembra di rivelarmi troppo, di espormi, di spogliarmi anche se con il tempo inizio a rivalutare, quasi inizia a piacermi. Sono stata anoressica per un anno, continuavo a ‘’mettermi da parte’’ forse un po’ troppo. Quando mi sono resa conto che mi stavo facendo del male, mi sono avvicinata ad un ragazzo che mi piaceva ( il mio attuale fidanzato) e ho provato a creare qualcosa. Ci siamo fidanzati, ma sai com’è… da ragazzi lo si fa solo per avere una ragazza e io l’ho fatto per questo e per me stessa, forse anche un po’ per gli altri perché sapevo che se mi avessero vista con qualcuno si sarebbero tranquillizzati ( le persone che conoscevo), comunque speravo che questo mi aiutasse . Durante la terapia io scrivevo molto, tuttora lo faccio quando ho troppe cose in testa perché mi aiuta a chiarirmi le idee. Devo dire, inoltre, che durante la terapia non ho mai parlato realmente con uno psicologo, cioè diciamo che parlavo di tutto tranne che dei miei reali problemi che sentivo in quel periodo. Ho sempre pensato ad accontentare gli altri, ma mentre crescevo e cresceva questo rapporto ho iniziato a sentire l’esigenza di pensare a me stessa, di avere una certa indipendenza e libertà. Ho cercato di sconfiggere la mia timidezza e la mia riservatezza ed è anche per questo motivo che, seppur con rammarico, ho voluto trasferirmi lontano da casa per potermi mettere alla prova. Posso dire dopo 3 anni di aver fatto veramente pochi progressi ma d’altra parte so di essere così e di non poter fare molto ma una cosa c’è ed è veramente assurda… il rapporto con la famiglia del mio fidanzato. Siamo fidanzati da 6 anni e li conosco ufficialmente da 4 anni. In parte mi sento ancora una ragazzina e non mi va di avere un rapporto serio e in parte questa è solo una giustificazione del mio essere bloccata nei loro confronti che fanno tanti passi verso di me e io nessuno verso di loro. In genere parlo poco, rispondo a sillabe e questa cosa ovviamente non piace a lui, soprattutto perché dice che appaio come tutt’altra persona perché quando sono con lui non smetto mai di parlare. Io mi sono sforzata ma in quella casa mi sento giudicata, è troppo silenziosa rispetto alla mia ed ho forse paura di fare passi falsi. Lì sono tutti laureati e parlano sempre e solo di università e di lavoro, mentre io vengo da una famiglia un po’ più modesta, non benestante come loro. Questo confronto mi spiazza molto. Loro ci tengono più dei miei genitori che io finisca gli studi. Con il tempo ho imparato a conoscerli e ad apprezzarli, loro d’altra parte hanno difficoltà a conoscere me ( ma io non so come fare! ).. Nell’ultimo anno però li guardo con occhi diversi: comprendendo meglio le dinamiche familiari mi accorgo che ci sono molte cose che mi fanno saltare i nervi. Il mio ragazzo è il figlio piccolo e unico maschio di casa, il padre ha una disabilità alla gamba, perciò le cose di uomo le ha sempre fatte la madre e, già da bambino, il mio ragazzo. Secondo me di questa cosa se ne sono approfittati tutti: le due sorelle chiedono sempre favori a lui e così , come è giusto che sia, anche la madre, mentre il padre paradossalmente non gli chiede mai nulla. Spesso quando usciamo mi dice ‘sto arrivando’ e poi arriva dopo 45 minuti perché gli chiedono i favori dell’ultimo minuto. Lui poi viene da me e si sfoga perché non riesce a fare niente per sé ma solo per gli altri, io gli dico di far fare qualcosa anche alle sue sorelle, “ma loro sono grandi e lui è il piccolo di casa” (questo è un mio commento, non loro). A me vederlo distrutto mi strugge e quindi ho accumulato accumulato fino a serbare un po’ di odio nei confronti della madre e delle sorelle. Allora in situazioni simili mi agito e cerco di far capire al mio ragazzo (con apparente calma) che può anche dire di no a qualcosa, non deve necessariamente farla e che può anche ribellarsi un attimino ma lui una volta mi ha detto che gli piace essere d’aiuto in casa nonostante tutto ( mi chiedo: ma come fa? io sarei esplosa). Il problema è che questa cosa innervosisce molto me e io non so se sono ancora in grado di gestirla e voglio farmela passare, di certo non voglio mettermi la sua famiglia contro, la quale riserva questa elevata opinione di me (perché sono garbata o perché sono uscita con 100 alla maturità?) I nostri ultimi litigi dipendono da questo, non manifesto nessuna disapprovazione verso la sua famiglia e non sono mai diretta, però mi arrabbio se lui non fa quello che vuole e cerco di farglielo capire
  9. Salve, Buon pomeriggio a tuttii :) Sono nuova in questo forum e non so ancora bene come muovermi...scrivendo in questo forum mi rivolgo ad una figura specializzata ma anche a tutti coloro che hanno voglia di darmi una mano Mi chiamo Sara , ho 20 anni e da 4 sono fidanzata con un ragazzo che si chiama Lorenzo lui è 2 anni più grande. Tra di noi non ci sono mai stati grandi problemi o comunque siamo sempre riusciti a risolverli.Ora viviamo un relazione a distanza ,da un anno io mi sono trasferita per studiare a 700km da casa. Non è un periodo facilissimo abbiamo orari diversi lui è impegnatissimo per la laurea studia molto e di conseguenza è molto stanco, ma nonostante ciò ho tantissima voglia di vederlo. Ma voglio parlarvi di suo fratello Alessio più grande di lui di qualche anno. Sono molto simili (spesso la gente si confonde) Alessio è un po più alto e ha un naso piu carino a mio parere ...ma se dovessi riscegliere senza dubbio sceglierei ancora una volta Lorenzo che reputo nel complesso molto più bello, ma non posso assolutamente negare che Alessio è altrettanto bello e attraente. Sono qui perché spesso sogno Alessio, lo sognato anche sta notte. 1°sogno: eravamo in camera da letto dei miei genitori io Alessio e Lorenzo, difronte allo specchio io al centro. entrami avevano le mani intorno alla mia schiena ma ad altezze diverse tanto che non si accorgevano che mi stavano abbracciando entrambi. Alessio mi sussurrava : <<E' vero che vuoi piu bene a me??>>. 2°sogno: ero seduta in braccio a lui, davanti alla sua famiglia meno che Lorenzo, ci toccavamo le mani e parlavamo in maniera molto sensuale. Tra l'altro ho sognato alcuni baci. Tra me e Alessio nn c'è nessun tipo di rapporto o meglio parliamo poco ci cambiamo gli auguri a natale pasqua e comlpeanno. Spesso mi sembra che mi guardi e poi distolga lo sgardo ma magari è solo un mia impressione. Cerca di evitami e quasi mai mi tiene in considerazione. Spesso ci incontriamo sono sicura che mi vede ma nn mi saluta , tranne se lo faccio io per prima. Per esempio al suo compleanno gli ho inviato gli auguri su fb con un giorno di ritardo e quindi ho preferito inviargli un messaggio privato, lui nn mi rispondeva se pur in linea poi si e disconnesso e dopo poco anch'io mi sono messa off-line, appena sono off-line mi risponde: ...nessun problema Graziee. In somma mi evita...non so se è vergogna (ma nn credo essendo lui piu grande e molto sicuro di se) se magari mio odia oppure boooh nn so darmi altre spiegazioni ... QUINDI CHIEDO A VOIIII cosa ne pensate?? P.s: Alessio è fidanzato con una ragazza che vive nella mia stessa città con lei si è stretto un rapporto superficiale ma cmq piu profondo di quello che c'è tra me e lui. Lei infatti tempo fa mi parlo di una crisi che stavano attraversando per colpa della lontanaza e qualche distrazione da parte di Alessio. Come avrete capito voglio sapere se sono attratta da lui o se lui lo è da me.....magari a livello inconscio o se c'è qualche altra motivazione che mi sfugge....anche perché questi sogni e questi pensieri mi fanno sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo ... GRAZIE IN ANTICIPO
  10. Buongiorno a tutti, è la prima volta che scrivo su un forum di psicologia, ma ho davvero bisogno di un aiuto. Sono un ragazzo giovane (under 30), ma già sposato. Mi giudico piuttosto responsabile e serio, ma io (e di conseguenza anche mia moglie) abbiamo un grosso problema coi miei genitori. Il fatto è che il loro matrimonio è obiettivamente una farsa. La situazione è quella tipica di una persona, mia madre, legatissima ai propri genitori che mette in cima alla sua lista di priorità e un'altra, mio padre, che ha da sempre accettato passivamente la cosa, anzi ha adottato una modalità che definirei passivo-aggressiva. Altri problemi derivano dalle loro indoli, dotate di scarso senso pratico e decisione, venate di chiari disturbi ossessivo-compulsivi. Un esempio è che, dopo che hanno rubato loro in casa, si sono praticamente ridotti a vivere con le tapparelle del bagno e della cucina perennemente abbassate. Hanno messo (inutili) chiavistelli ovunque. Mio padre invece è sempre stato misantropo, non ha volutamente rapporti con nessuno (né ex colleghi, né familiari propri né familiari di mia madre). E'perennemente agitato e ripete le cose (tipo "lavati le mani", "lavati le mani" etc etc). Mi ha sempre trattato come un poppante, mostrando piena sfiducia in me e nelle mie capacità. Si crede furbo e geniale, ma non ha alcuna intelligenza relazionale e tratta malamente persone che non gli fanno nulla di male e viceversa. Avendo una casa di proprietà che si rifiuta di manutenere bene ed eventualmente di affittare, io e mia moglie ci siamo spesso scontrati con lui non capendo le motivazioni dietro le sue scelte che riteniamo profondamente irrazionali. D'altra parte mia madre, pur gentile e generosa con noi, appare aver sviluppato un rapporto totalmente astioso col marito, al quale concede piccole gratificazioni (del tipo "sai cucinare bene"), criticandolo, e spesso controllandolo, in tutte le scelte importanti. Lei si disinteressa totalmente dei beni e delle proprietà di lui e viceversa. Anzi, appare sottomessa del tutto a un fratello che, a propria volta, cerca di manovrarla e metterla contro di me per ragioni di puro interesse, sfruttando la sua debolezza e la difficoltà nei rapporti tra i miei due genitori. In mio padre sospetto ci sia una forte componente edipica perché stima tuttora la madre defunta che però non lo trattava affatto bene e forse in mia madre ha cercato un rapporto simile, ossia di dominazione sulle proprie scelte. La cosa che più mi fa adirare di lui è la sua inettitudine che abbina a sfiducia ingiustificata nei miei confronti. Un esempio: io e mia moglie abbiamo sistemato e pulito la sua casa inutilizzata spiegandogli punto per punto cosa andrebbe migliorato. Non solo ci siamo spaccati la schiena ma abbiamo speso per sistemare alcune cose, anche se lui ha entrate molto maggiori rispetto alle nostre. Bene, non ci ha neppure ringraziati. In un caso precedente era anzi "impazzito" andando a riferire tutto a mia madre che, a propria volta, mi tratta da bamboccio e la cui frase preferita è "occupati delle tue cose". Passando a mia madre, pur essendo una donna austera e dotata di valori (quantomeno priva di vizi), sembra preferisca persone viziate e viziose come i miei cugini, figlio del fratello, a me che sono sposato, conduco una vita semplice ma sana e ho un lavoro decente. A dire il vero, ci disinteresseremmo totalmente di tutta questa loro ingarbugliata situazione, non fosse che così facendo mettono a rischio anche il patrimonio che erediteremmo. Non scambiatela per avidità, ma io e mia moglie siamo semplicemente attaccati alle proprietà anche per una ragione affettiva e di "cultura": non desideriamo che le proprietà si degradino e mediteremmo un domani di metterle a frutto. Invece, mia madre con la totale sottomissione al fratello, lui sì smanioso di soldi, e mio padre con la sua sciatteria e incuria, temo ci lascino un pugno di mosche. E questo sarebbe un peccato anche per il futuro della nuova famiglia io e mia moglie abbiamo formato. Per concludere, sembra che mia madre e mio padre si divertano a scaricare le loro ansie e frustrazioni su di me, ossia un ragazzo che, finché è stato con loro (18 anni) hanno sempre tenuto sotto una campana di vetro e poi, fortunatamente, ha trovato una propria strada indipendente e una capacità autonoma di giudicare la realtà. Non scambiatemi per egoista e poco grato nei confronti dei miei, ma capite bene che molte loro reazioni sconcertano me e mia moglie perché le trovo assurde, irrazionali e patologiche. Chiedo quindi un consiglio su quale comportamento adottare con loro, dato che si rifiuterebbero in ogni caso di sottoporsi a qualsiasi visita psicologica o psichiatrica.
  11. Ho 20 anni e una storia difficile che credo sia arrivata al culmine.. Un'infanzia felice, due genitori che mi amavano finchè mio padre, 7 anni fa, ha deciso di andare a vivere con un'altra donna.. Ormai è come sparito, ha un'altra figlia che ha 4 anni e non si fa sentire quasi più (mi manda gli auguri di natale e compleanno via sms), la sua famiglia non ha mai accettato mia madre e non riesco a avere un rapporto con loro.. Mia madre prende psicofarmaci da quando sono nata e dopo la separazione ha quasi tentato il suicidio, cercando di tagliarsi le vene.. Non riesco ad avere relazioni soddisfacenti con gli uomini, li sento sempre distanti e forse sono io che dopo la cotta iniziale non mi sento più attratta da loro, per proteggermi da altre sofferenze.. Per giunta adesso soffro di intensi attacchi di panico ogni volta che devo sostenere un esame orale.. Vorrei risolvere almeno l'ultimo dei miei problemi, così ho pensato di andare da uno psicologo ma non so con chi parlarne, a chi rivolgermi.. Credete che sia la decisione più giusta? Ho solo paura che sia eccessivo rivolgersi ad uno specialista, quando magari potrei farcela ancora, da sola, come sempre.
  12. Salve, Buon pomeriggio a tuttii :) Sono nuova in questo forum e non so ancora bene come muovermi...scrivendo in questo forum mi rivolgo ad una figura specializzata ma anche a tutti coloro che hanno voglia di darmi una mano Mi chiamo Sara , ho 20 anni e da 4 sono fidanzata con un ragazzo che si chiama Lorenzo lui è 2 anni più grande. Tra di noi non ci sono mai stati grandi problemi o comunque siamo sempre riusciti a risolverli.Ora viviamo un relazione a distanza ,da un anno io mi sono trasferita per studiare a 700km da casa. Non è un periodo facilissimo abbiamo orari diversi lui è impegnatissimo per la laurea studia molto e di conseguenza è molto stanco, ma nonostante ciò ho tantissima voglia di vederlo. Ma voglio parlarvi di suo fratello Alessio più grande di lui di qualche anno. Sono molto simili (spesso la gente si confonde) Alessio è un po più alto e ha un naso piu carino a mio parere ...ma se dovessi riscegliere senza dubbio sceglierei ancora una volta Lorenzo che reputo nel complesso molto più bello, ma non posso assolutamente negare che Alessio è altrettanto bello e attraente. Sono qui perché spesso sogno Alessio, lo sognato anche sta notte. 1°sogno: eravamo in camera da letto dei miei genitori io Alessio e Lorenzo, difronte allo specchio io al centro. entrami avevano le mani intorno alla mia schiena ma ad altezze diverse tanto che non si accorgevano che mi stavano abbracciando entrambi. Alessio mi sussurrava : <<E' vero che vuoi piu bene a me??>>. 2°sogno: ero seduta in braccio a lui, davanti alla sua famiglia meno che Lorenzo, ci toccavamo le mani e parlavamo in maniera molto sensuale. Tra l'altro ho sognato alcuni baci. Tra me e Alessio nn c'è nessun tipo di rapporto o meglio parliamo poco ci cambiamo gli auguri a natale pasqua e comlpeanno. Spesso mi sembra che mi guardi e poi distolga lo sgardo ma magari è solo un mia impressione. Cerca di evitami e quasi mai mi tiene in considerazione. Spesso ci incontriamo sono sicura che mi vede ma nn mi saluta , tranne se lo faccio io per prima. Per esempio al suo compleanno gli ho inviato gli auguri su fb con un giorno di ritardo e quindi ho preferito inviargli un messaggio privato, lui nn mi rispondeva se pur in linea poi si e disconnesso e dopo poco anch'io mi sono messa off-line, appena sono off-line mi risponde: ...nessun problema Graziee. In somma mi evita...non so se è vergogna (ma nn credo essendo lui piu grande e molto sicuro di se) se magari mio odia oppure boooh nn so darmi altre spiegazioni ... QUINDI CHIEDO A VOIIII cosa ne pensate?? P.s: Alessio è fidanzato con una ragazza che vive nella mia stessa città con lei si è stretto un rapporto superficiale ma cmq piu profondo di quello che c'è tra me e lui. Lei infatti tempo fa mi parlo di una crisi che stavano attraversando per colpa della lontanaza e qualche distrazione da parte di Alessio. Come avrete capito voglio sapere se sono attratta da lui o se lui lo è da me.....magari a livello inconscio o se c'è qualche altra motivazione che mi sfugge....anche perché questi sogni e questi pensieri mi fanno sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo ... GRAZIE IN ANTICIPO
  13. Salve, Buon pomeriggio a tuttii :) Sono nuova in questo forum e non so ancora bene come muovermi...scrivendo in questo forum mi rivolgo ad una figura specializzata ma anche a tutti coloro che hanno voglia di darmi una mano Mi chiamo Sara , ho 20 anni e da 4 sono fidanzata con un ragazzo che si chiama Lorenzo lui è 2 anni più grande. Tra di noi non ci sono mai stati grandi problemi o comunque siamo sempre riusciti a risolverli.Ora viviamo un relazione a distanza ,da un anno io mi sono trasferita per studiare a 700km da casa. Non è un periodo facilissimo abbiamo orari diversi lui è impegnatissimo per la laurea studia molto e di conseguenza è molto stanco, ma nonostante ciò ho tantissima voglia di vederlo. Ma voglio parlarvi di suo fratello Alessio più grande di lui di qualche anno. Sono molto simili (spesso la gente si confonde) Alessio è un po più alto e ha un naso piu carino a mio parere ...ma se dovessi riscegliere senza dubbio sceglierei ancora una volta Lorenzo che reputo nel complesso molto più bello, ma non posso assolutamente negare che Alessio è altrettanto bello e attraente. Sono qui perché spesso sogno Alessio, lo sognato anche sta notte. 1°sogno: eravamo in camera da letto dei miei genitori io Alessio e Lorenzo, difronte allo specchio io al centro. entrami avevano le mani intorno alla mia schiena ma ad altezze diverse tanto che non si accorgevano che mi stavano abbracciando entrambi. Alessio mi sussurrava : <<E' vero che vuoi piu bene a me??>>. 2°sogno: ero seduta in braccio a lui, davanti alla sua famiglia meno che Lorenzo, ci toccavamo le mani e parlavamo in maniera molto sensuale. Tra l'altro ho sognato alcuni baci. Tra me e Alessio nn c'è nessun tipo di rapporto o meglio parliamo poco ci cambiamo gli auguri a natale pasqua e comlpeanno. Spesso mi sembra che mi guardi e poi distolga lo sgardo ma magari è solo un mia impressione. Cerca di evitami e quasi mai mi tiene in considerazione. Spesso ci incontriamo sono sicura che mi vede ma nn mi saluta , tranne se lo faccio io per prima. Per esempio al suo compleanno gli ho inviato gli auguri su fb con un giorno di ritardo e quindi ho preferito inviargli un messaggio privato, lui nn mi rispondeva se pur in linea poi si e disconnesso e dopo poco anch'io mi sono messa off-line, appena sono off-line mi risponde: ...nessun problema Graziee. In somma mi evita...non so se è vergogna (ma nn credo essendo lui piu grande e molto sicuro di se) se magari mio odia oppure boooh nn so darmi altre spiegazioni ... QUINDI CHIEDO A VOIIII cosa ne pensate?? P.s: Alessio è fidanzato con una ragazza che vive nella mia stessa città con lei si è stretto un rapporto superficiale ma cmq piu profondo di quello che c'è tra me e lui. Lei infatti tempo fa mi parlo di una crisi che stavano attraversando per colpa della lontanaza e qualche distrazione da parte di Alessio. Come avrete capito voglio sapere se sono attratta da lui o se lui lo è da me.....magari a livello inconscio o se c'è qualche altra motivazione che mi sfugge....anche perché questi sogni e questi pensieri mi fanno sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo ... GRAZIE IN ANTICIPO
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