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Trovato 21 risultati

  1. Fenix87

    La mia vita con la depressione

    Salve, sono qui perché sento il bisogno di confrontarmi con qualcuno che non mi guardi come si guarda un cucciolo bagnato e tremante, o peggio, come un relitto umano...ho 31 anni e penso che la mia vita sia finita...lotto con la depressione da quando ho 18 anni(età in cui ho iniziato a prendere antidepressivi ma che ho scelto di sospendere quasi un anno fa) in questo tempo ho avuto brevi momenti di serenità cui seguivano, peró, periodi di profondo malessere e frustrazione..sono sempre stata una persona molto sola, perchè le volte che provavo ad avvicinarmi a qualcuno puntualmente venivo delusa e ferita e questo, col tempo, mi ha spinto a chiudermi sempre di più in me stessa fino ad isolarmi completamente.Attualmente non riesco quasi ad uscire di casa perché non riesco a stare in mezzo alla gente...Da Novembre frequento un bravo psicoanalista che mi sta aiutando molto, anche se per me é molto difficile aprirmi con lui. Le cose sembravano andare meglio(avevo anche ripreso a studiare per prendere una laurea specialistica) ma senza accorgermene sono piano piano risprofondata del baratro della disperazione, non riesco a vedere una via d'uscita ed ho paura che la mia vita non possa più cambiare. Ringrazio in anticipo chi vorrà confrontarsi con me o raccontarmi la sua esperienza.
  2. Buongiorno a tutti. Mi sono iscritta al forum per ricevere qualche consiglio, sono fidanzata da circa due anni e mezzo con un ragazzo più grande di me (io 21 e lui 27), premetto che io frequento l'università da fuorisede e quindi ci vediamo solo il week end. Da quando ha cambiato lavoro a gennaio è entrato in uno stato di apatia, non prova quasi più emozioni, paradossalmente magari si commuove per alcuni film ma quando ha perso entrambi i nonni nel giro di una settimana non ha versato una lacrima. Questo mi spaventa molto, inoltre è da un mese a questa parte che ci sono problemi anche tra noi perchè non riusciamo più a parlare, mi sembra che nulla lo entusiasmi, abbiamo parlato di mollarci ma in realtà nessuno dei due lo vuole. lui mi dice che ha paura di parlare e di annoiarmi e quindi peggiorare la situazione ma io non riesco più a reggere tutto ciò, ogni volta che ci vediamo piango e vado in crisi, non riesco più a dormire senza svegliarmi almeno una volta a notte e non riesco nemmeno a prendere in mano i libri. io non so se ci sono dei comportamenti particolari che si possono tenere per aiutare una persona apatica, specifico anche che lui è in cura già da uno psicologo. Ringrazio anticipatamente per avermi dato la possibilità di confidarmi.
  3. Buongiorno, vorrei sfogarmi su una situazione che mi fa soffrire da molto tempo. Sono un disagiato sociale di 23 anni con cronici problemi di comunicazione in famiglia, e del resto le cose sono collegate. Loro sono schivi, senza viziarmi non mi hanno fatto mancare nulla da piccolo, nemmeno rabbiose botte se per educarmi. Ne ho prese davvero tante, anche ingiustamente. Non mi hanno trasmesso l’importanza di coltivare amicizie perché loro stessi non ne avevano: mio padre ha un po’ rimediato negli ultimi anni, mamma no. All’alba dei 60 sta sempre sola, lavora per colmare i suoi vuoti e non pensa ad altro. Sono certo non si senta pienamente valorizzata, le dico di non sacrificare le sue passioni ma non mi ascolta, ha paura di mettersi in gioco e preferisce “sopravvivere”. Io sono solo, e fino ai 27-28 anni credono non dovrei uscire con amici, ragazze manco a parlarne…quelle sono sempre state vietate. Del resto, anche a loro faccio schifo. Credo di essere timido il giusto, a 13 anni ho subito bullismo dal mio allenatore per un’intera stagione e reagivo colpevolizzandomi di nascosto. Spesso ho praticato autolesionismo. Da anni soffro di solitudine e me la merito: più volte mi sono sfogato con i miei ma non li tocca, e mi manca il coraggio di contraddirli definitivamente perché temo di perderli. Poco dialogo, sempre e solo orientato al lavoro (sono precario al momento) e non capiscono la mia sofferenza. Soffro per me e per loro, vedo che non godiamo del tempo passato insieme e penso ne avrò per sempre il rimorso. I pensieri di morte mi perseguitano, anche se non ho mai pensato al suicidio perché amo la vita. Vorrei farmi aiutare da un dottore ma non ho abbastanza soldi; servirebbe anche a loro se non fossero così orgogliosi. Gli anni passano, sogno di riprendermi tutto ma è una svolta che non arriva mai. Grazie di aver letto il mio sfogo, vi sarei grato se aveste consigli.
  4. salve, ho un problema con l'alimentazione, ormai da troppi anni, io ne ho più di 40. ormai non so più come uscirne, pensavo tempo fa di essere guarito invece sono sprofondato. ammetto che provo enorme vergogna per questa mia debolezza, perchè tutti mi vedono come un uomo forte, in virtù anche del lavoro che svolgo. eppure questo problema della bulimia esula da tutto. sono qui per sfogarmi, chiedere aiuto, consigli, avere un confronto, con la paura cmq di essere giudicato
  5. Salve, questa notte ho sognato che una persona dopo essere resuscitata per non si sa quale motivo, è venuta da me e mi ha detto che nel tempo della sua morte aveva visto la mia e che sarebbe stata tra pochi giorni in un incidente stradale con una mia amica.. Mi sono svegliata da stamattina ed ho paura che possa succedere davvero.. In questi giorni sono molto ansiosa, e si, ho paura di poter morire da un giorno all'altro. E con il sogno di stanotte sono proprio in uno stato di terrore puro e non so che fare per farmi passare questa ansia e soprattutto questa paura. Vi prego aiutatemi e tranquillizzatemi se possibile. Grazie in anticipo
  6. Scusate,vorrei dire poche parole riguardo a ciò che mi sta succedendo.Dal mio nickname si è intuito che sono ancora un ragazzino di quindici anni e che non ha proprio le idee chiare in testa. Non so chi sono.Mi spiego meglio.Ogni giorno mi alzo col pensiero che quella giornata mi possa andare bene come andare da schifo,ma non perché sono gli altri che me lo fanno pensare. Sono io.Penso di non essere l'unico ad avere questo problema.Ho consultato diversi forum ma ho ricavato tanto come niente. Voglio che qualcuno mi possa dare una spinta.Possa dirmi quella frase che mi cambierà totalmente la vita. Andiamo al nocciolo però...Davanti alle persone HO PAURA.Non paura di LORO, paura di ME e come posso reagire. Nella mia testa ci sono una miriade di pensieri che svolazzano qui e la fra i miei neuroni. Penso molto,parlo poco. Sto molto da solo e alcune volte penso anche di essere pazzo. Sempre,e dico SEMPRE,mi capita di parlare da solo e rispondermi pure...non è normale affatto però lo faccio come se fosse una specie di terapia inconscia di cui non posso farne a meno. Mi aiuta,questo è vero. Mi fa sentire solo e disorientato,anche questo è vero. Vorrei dire molte altre cose ma penso che siano superflue. Voglio solo qualcuno che mi capisca e che possa darmi consigli. Qualcuno che ha sperimentato sulle sue mani quello che provo io. Grazie
  7. Amalia

    Cronicità della solitudine

    Buonasera a tutti mi chiamo Amalia ho 41 anni scrivo in questo forum perché ho bisogno che i miei pensieri escano dalla mia mente , che in qualche modo qualcuno sappia che io esisto e non sono solo una delle tante persone che si muovono sul pianeta... questa è una di quelle sere dove la mia solitudine è affamata è sta quasi per inghiottirmi... la mia storia ha dei momenti cardine che forse spiegano perché sono qui a raccontarvi di me...sorella minore di 2 fratelli quasi coetanei tra loro ( legatissimi) quindi una quasi figlia unica alla costante ricerca di essere accettata ma troppo piccola sempre per esserlo, chiusa nel mio mondo di emulazione ad 11 anni un amico dei miei fratelli mi molesta, confusa e non creduta dalla mia famiglia ( pensavano che fosse una bugia per avere attenzioni) ingerisco un flacone intero di sonniferi di mio padre...ricordo ancora il mio risveglio in ospedale ,l’odore dei farmaci le voci dei medici e lo sguardo dei miei dietro il vetro un misto di paura e delusione...quell’episodio fu la prima lesione sulla mia anima. dopo pochi anni passati in continui conflitti familiari alcuni sfociati in veri atti di controllo aggressivo con cambi di scuola a metà anno scolastico, allontanamento da amicizie non gradite,uscite sorvegliate e tanto altro ancora, mio Fratello Maggiore muore all’eta Di 23 anni con un emobolia polmonare (io ne avevo 16). È inutile dire cosa fu quel momento per una ragazzina di 16 anni già con tanti problemi, l’altro mio fratello dal dolore decise di partire ed andare a vivere in America lasciandomi in balia del dolore dei miei ed il mio senso di colpa per non essere morta io alimentato dalle aggressioni verbali di mia madre che in più occasioni mi ha gridato in faccia che avrebbe preferito che fossi morta io e non lui...dopo tre anni passati a concedermi sessualmente a tanti ragazzi perché non riuscivo a dire di no rimasi incinta...decisi di abortire e quella decisione mi tormenta ancora oggi...a 20 l’età dei sogni delle speranze ho intrapreso un percorso di crescita personale , ho scelto contro il volere dei miei genitori di fare restauro , mi sono innamorata ed ho trovato tanti amici... ma purtroppo la depressione eri lì pronta ad esplodere in qualsiasi momento e così è stato, la mia fragilità era troppo prorompente ed ha rovinato gli anni più belli con profonde crisi dove non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, periodi di forte paranoia, crisi di nervi che mi vergogno anche solo ricordare...il mio primo ed unico grande amore non ha retto a tutto questo e tanto meno il mio percorso lavorativo.. dei tanti amici solo pochi erano rimasti... affacciata ai 30 anni le cose sembravano essere migliorate, avevo ormai le mie emozioni sotto controllo , le mie relazioni erano più equilibrate, i pochi amici che erano rimasti erano accanto a me ed anche il lavoro e la famiglia sembravano aver trovato il loro giusto tassello, ma quando mi ero rilassata e proiettata verso un futuro con mille opportunità ecco che il destino si accanisce ancora una volta, il mio papà si ammala di cancro. 5 anni di sofferenze ,dove io me ne sono presa cura in tutto e per tutto perché mia madre non riusciva nemmeno a dormigli accanto, annullando la mia vita, addandonando la mia strada perdendomi nel nulla...dopo un anno dalla morte di mio padre ho scoperto di essere in meno pausa precoce all’eta Di 36 anni e l’ultimo dei miei sogni al quale mi appigliavo per non essere inghiottita dalla depressione si è infranto rompendo la mia anima per sempre... dopo questo ennesimo schiaffo mi sono chiusa totalmente alla vita... sono una persona piacevole, piena di interessi un artista anche piacevole esteticamente ma purtroppo io non esisto più, ho troppa paura di soffrire ancora... ho fatto un epurazione di amicizie me ne sono rimaste 2 forse tre ma ho paura che mi possano far soffrire anche loro... ho decisio di lasciare anche il mio lavoro di restauro per dedicarmi ad una piccola attività artigianale che mi isola ancor di più e non mi da una stabilità economica...è dal 2011 che non ho una relazione, non so più cosa significa una carezza, un bacio... ed ho paura una paura tremenda di morire sola... oggi quell’unica amica che sento più spesso mi ha detto di essere incinta... è questa notizia mi ha fatto sprofondare... mi sono sentita così vile a fingere gioia per lei quando il mio cuore annegava nel buio dello sconforto... perché ho pensato che quell’unica persona che ancora sa che esisto Non avrebbe pensato più a me povera amica sfortunata... non voglio più essere sola ma non so come fare, non so più cosa significa essere innamorati e amare... voglio disperatamente che qualcuno mi ami , che qualcuno sappia che esisto....
  8. avete presente il film "relazioni pericolose", ecco credo di essere stata vittima di una circostanza simile. quindi mi chiedo perché alcune persone sono talmente prive di umanità? perché condannare una persona con finti sentimenti fino a farla innamorare pazzamente per condurla poi all'abbandono e alla depressione non può essere considerato reato? come ci si può difendere da queste persone? qualcuno può aiutarmi a capire per favore? perché sto lentamente impazzendo.
  9. Buonasera a tutti, mi chiamo Giacomo ho quasi 21 anni, scrivo questo post perchè non sopporto più la mia situazione: la mia vita è una completa menzogna con me stesso. Insomma mi ritengo un ragazzo normale, mi impegno in modo discreto su tutto, esco in modo occasionale con una piccola cerchia di amici e ogni tanto cerco di uscire con persone nuove (in media 2 volte a settimana), vado ancora alle scuole superiori e ho una famiglia normale nella media (credo). Principalmente i miei problemi sono questi: non riesco a perseverare sugli obbiettivi o li lascio a metà strada; molto spesso mi capita di parlare fra me e me come se io come giacomo ho più "io" all'interno della mia mente; non riesco a creare un rapporto di amicizia solido con i miei coetanei; molto spesso ho sbalzi di umore improvvisi che mi portano a sentirmi totalmente solo (anche durante delle uscite con gli amici); non riesco a trovare qualcosa che mi piaccia veramente e che mi porti a potenziarlo; ho un problema con le dipendenze da dispositivi eletronici che molto spesso in caso di solitudine mi prendono giornate intere. Ogni giorno è sempre lo stesso: mi sveglio; vado a scuola; torno a casa; sto su smartphone e computer; dormo. questo è quello che faccio quasi ogni giorno. Ho cercato in tutti i modi di combattere queste mie mancanze ed altri problemi che in questo post non andrò ad affrontare. Quest'anno scolastico (2016-2017) avevo piazzato 3 4 obbiettivi di cui 3 sono subito arenati dopo i primi 3-4 mesi, che mi hanno portato a stare ancora di più dentro casa a riflettere su quale fosse la risposta di questi "Blocchi". Ho iniziato anche ad andare dallo psicologo, ma credo che ancora non basti. mi sento come se il tempo stia scorrendo troppo velocemente e che io e i miei problemi non si riusciranno a risolvere, poichè vorrei realizzarmi in qualcosa e vorrei almeno arrivare a crearmi una famiglia senza avere alcun problema di questo genere. Vorrei avere delle vostre opinioni al riguardo, non credo che questo post sia "l'ultima isola" della mia possibile guarigione, ma provare non fa male e sentire più campane fa sempre bene. Vi ringrazio della vostra attenzione.
  10. Salve, mi chiamo Alessia ho 19 anni. Vi racconto in breve la mia storia...mia madre è polacca si è trasferita in Italia giovanissima, ha incontrato mio padre e si sono sposati.Ricordo che avevo 9 anni quando mia madre mi obbligava ad uscire di casa per comprarle il vino...se non lo facevo mi urlava, minacciandomi che non mi avrebbe comprato giochi, caramelle...e se continuavo a rifiutare non mi parlava e ci andava lei.La cosa è continuata per anni ..e non potete immaginare il clima che vivevo, tornavo a casa dopo aver giocato con le mie amiche e la trovavo stesa su un divano con lo sguardo perso nel vuoto...e mia sorella più piccolina a giocare per terra, casa sotto sopra, spesso non cucinava nemmeno, dovevo aspettare mio padre che appena la vedeva in queste condizioni minacciava di lasciarla perché non ne poteva più.Successivamente abbiamo iniziato a credere in Dio, adesso forse per voi atei sarà una sciocchezza ma riuscì a smettere...davvero per anni lasció l'alcool finalmente AVEVO UNA MADRE.Due anni fa è morta mia nonna alla quale mia madre era davvero molto legata...e BOOM...è crollato tutto, tutte le certezze...la pace in casa. Mia madre inizia a bere...prima una volta a settimana poi tutti i giorni! Ora attualmente lo fa...e sto rivivendo tutto ciò che vivevo da bambina, tutto ciò che avevo cercato di rimuovere.Ora sono fidanzata, condivido tutto con lui...ma questa cosa proprio non riesco a dirla, quando viene a casa sembra tutto così perfetto, mamma non lo fa notare...spesso prima che venisse lui beveva ma diciamo CONTENENDOSI.Non ho il coraggio...mi vergogno troppo.Ma le cose stanno peggiorando...più volte le ho parlato con amore, sia io che mio padre...ha fatto tanti tentativi per smettere, ci riusciva per un po'...poi ci ricadeva.Papà oggi si è davvero stancato ha preso la bottiglia l'ha messa davanti a me e mia sorella dicendo "questa è vostra madre"...lei nasconde l'alcol(vino) per casa e mio padre non ha più retto questa cosa, sono 20 anni! E ha ragione...a me fa tanta tenerezza perché ho notato che non ha amiche, che è sola...ma ha un carattere particolare quindi non riesce ad approcciare realmente, io sto male perché non so davvero cosa fare...aiutatemi, sto perdendo le speranze. ps: avevo detto che sarei stata breve...scusatemi ma non ne ho mai parlato con nessuno e finalmente mi sto sfogando.
  11. Ciao, per parlare di me dovrei scrivere forse troppo quindi mi soffermerò sulle cose più importanti. Ho 25 anni, sono indietro con i miei studi universitari perchè dopo i primi 2 anni sono caduta in uno stato di apatia e sconforto. Non riesco a trovare quasi nulla che mi piaccia fare. Sono trascurata, non esco quasi mai, non vado più all'università nonostante ormai mi manchino solo 2 esami da dare per laurearmi. Ho paura di non saper fare nulla, sono insicura. Due anni fa ero così rassegnata che ho preso un coltello e me lo sono infilato nel braccio, mi hanno messo 4 punti e ora non si vede quasi più, ma ricordo benissimo la sensazione che ho provato e la vergogna di parlarne col mio ragazzo il giorno dopo. Ricordo quanto fosse preoccupato per me, mi sono sentita ancora peggio. Passo le giornate a pensare che la vita faccia schifo, che non avrò mai nulla, che non mi piacerà mai nulla, penso di non meritarmi nulla. Ho un ragazzo da 2 anni con il quale sto davvero bene. Non capisco come mi ami. Non sono bella, da quando stiamo assieme sono ingrassata di 14 kg perchè in questo periodo la mia risposta alla noia è stato mangiare. Ho ripreso a fare pallavolo e penso che mi aiuti a stare meglio, però in realtà la situazione non è cambiata poi così tanto. Studio una cosa che dovrebbe piacermi, all'inizio mi interessava, ma non riesco a concentrarmi, non riesco a studiare, non riesco più a fare nulla. Mi sento un peso per i miei, per il mio ragazzo (che in realtà è in una situazione simile alla mia per quanto riguarda gli studi, nonostante reagisca in maniera diversa), per i miei amici. So di aver bisogno di aiuto ma per come sono testarda mi vergono a chiedere i miei che già stanno finanziandomi una triennale da 7 anni, altri soldi. Non so che fare, ogni giorno sprofondo nella noia, nell'apatia, e ho sempre meno voglia di fare qualcosa, tranne mangiare.
  12. Salve.. scusate il disturbo ma mi potreste dare dei consigli? sono una ragazzi di 17 anni e mi sento triste, vuota e mi sento un fallimento Fin da piccola ho sempre pensato che io non fossi abbastanza per la mia famiglia e per i miei amici... i miei incubi si sono avverati quando alle medie la mia migliore amica di quel tempo (10 anni di amicizia) ha cominciato a evitarmi dicendomi che non voleva essere più amica di una ragazza grassa e noiosa e da quel giorno in poi tutto il mio mondo si è fermato, non volevo più uscire e da quel momento in poi non ho più indossato degli shorts e tutti i vestiti stretti, ho cominciato a litigare con mia madre almeno una volta al giorno, ormai non parlavo più con nessuno tanto che dopo ho scoperto che i miei compagni mi chiamavano una "cerca attenzioni" cosa che non ho mai voluto anzi io volevo/voglio scomparire, essere invisibile. Ogni sera vado a dormire e spero di non svegliarmi più e piango... mi sento una fallita, vorrei soltanto essere abbastanza ma non ci riesco fallisco in tutto anche se ci metto tutto il mio impegno, sono stanca di piangere e ho paura di dirlo ai miei genitori perché so che lo deluderei, cavolo ho 17 anni e voglio sorridere non piangere... ho bisogno di qualcuno con cui parlare ma non so chi... adesso sono all'estero per un anno scolastico e due persone che conosco non fanno altro che dirmi che sono stupida (prima credevo scherzassero però adesso lo dicono ogni volta che mi vedono e non penso più sia uno scherzo... la mia mente dice subito che hanno ragione: io sono stupida). Scusate ancora il disturbo e grazie per aver letto questo post
  13. Salve forum,mi chiamo simone,e sono un adolescente con un piccolo problema: sono un ragazzo giovane,figlio unico,genitori separati.Ho vissuto molta parte della mia vita da solo,anche abbastanza bene,ora non so come mai,ma mi sento molto giù di morale,triste,arrabiato,come se volessi avere una persona con cui confidarmi,una persona dove ci posso contare.Tutto questo è accaduto solo dopo che tanti anni,qualche giorno fà ho riicontrato mia cugina più grande di 7 anni.Non so cosa fare,se è considerabile una depressione o no,forse è il caso di trovarmi una ragazza,ma non riesco a trovarla per ora.Spero che qualcuno mi puo dare qualche consiglio.Peace P.S. Dall'incontro con mia cugina,non è successo niente,siamo semplicemente stati tutto il giorno insieme.Non è scaturito niente.
  14. Ciao a tutti, Sono un ragazzo di quasi 21 anni, frequento l'università (studio fuori sede), facoltà di medicina, primo anno. Spero di scrivere cose che diciamo possano essere argomento di discussione e utili. Quello che vorrei raccontare/discutere è piuttosto personale, perchè non l'ho mai detto a nessuno, ma anche condivisibile poichè sono certo sia già stato provato da altri, che spero intervengano. Partiamo dal punto: mi sembra che la mia vita abbia preso una piega che non fa per me, come se non fosse mia, non mi sento "io", quello di sempre, che ero. La paura la fa da padrona, mi sta letteralmente accompagnando nei giorni. Prima dell'università -al liceo- stavo bene e mi sentivo vivo nel senso di carico di energia e vitalità, caratteristica che mi ha sempre contraddistinto e che ora è più debole. è come se con il passare del tempo si fosse consumata, mi sto riducendo a sentirmi frustrato, insoddisfatto, incerto, ma soprattutto, profondamente inadatto a tutto questo. Provenendo dal liceo scientifico ordinario, avevo sempre pensato che medicina facesse per me, mi vedevo solo in quello, anche ora che ho cominciato mi piace; ma il problema è: io ho altre passioni, non sono mai stato un amante dello studio,che ho sempre vissuto semplicemente come il mio 'dovere'. Ora che sono all'università, anche se al primo anno, la paura di non avere tempo da dedicare a ciò che mi piace mi sta distruggendo. (al liceo ovviamente era diverso, il tempo si trovava/gestiva meglio) Lo scontro più grosso ancora è stato quello di vivere durante i giorni feriali in un'altra città, ogni fine settimana che torno a casa non vorrei ripartire più, i miei amici, quelli veri, la mia famiglia, le mie passioni, il mio sport, tutto è nella mia città natale e dove ho sempre vissuto, dove io mi sento sereno e tranquillo; ogni volta ripartire è peggio della volta prima; ma nella mia città alla fine non ci sono molte opportunità essendo una città prevalentemente turistica... Sono stretto in questa morsa, la paura inoltre di deluledere la famiglia, che ha sempre creduto in questa mia scelta e mi ha sempre supportato, dirgli ora "no guardate ho sbagliato, non fa per me, voglio fare qualcosa di diverso" da un lato non me la sento, perchè ripeto, mi sono sempre visto nei panni di uno studente di medicina (al liceo non pensavo ci fosse altro per me); dall'altro vorrei credere al fatto che invece ci sia un'altra strada, vivere serenamente e quindi ricominciare da zero; ma temo che la mia percezione sia sbagliata, a guardarsi in giro moltissimi giovani sono a 'piedi', nonostante abbiano studiato anche una vita. Sono davvero in tilt... mi affido alla vostra esperienza e buona volontà di condividere consigli, opinioni e quanto altro possibile.
  15. Ciao a tutti, sono arrivata a questo forum cercando in internet supporto per quella che mi sembra una situazione senza via d'uscita. Sono sposata da quasi un anno e mi sembra davvero di aver fatto un errore madornale. La preparazione del matrimonio è stata un incubo per le continue litigate tra mio marito e la sua famiglia, con continui ricatti, telefonate nel cuore della notte, insulti (anche verso di me etc...) è stato tutto in forse fino alla settimana prima della celebrazione e sono arrivata così esaurita che non mi sono goduta niente di quel momento. Lui cercava aiuto e conforto in me e alla fine facendo da intermediario sono riuscita ad appianare la situazione con i suoi. Poi sono cominciati i drammi lavorativi - sempre di mio marito- prima il contratto che non viene confermato, poi tre mesi di lavoro non pagato, poi contratto promesso che non viene firmato.. siamo arrivati a cinque mesi dalle nozze facendo affidamento solo sul mio lavoro - sono libera professionista- e ho dovuto aumentare i ritmi per poter coprire tutte le spese.. Così la situazione è peggiorata, all'ansia per il lavoro si è aggiunta l'insoddisfazione da parte sua per la vita di coppia e per come tenevo la casa visto che lavoravo anche 12 ore al giorno (sabato e domenica compresi) su tre progetti contemporaneamente. E' arrivato a ventilare il divorzio dopo 6 mesi di matrimonio per il disordine e per il fatto che ero sempre a lavorare. La situazione è un po' migliorata quando gli è stato firmato un contratto, io ho cominciato a ritagliarmi del tempo libero visto che avevamo anche la sua entrata e tutto andava benino, con i soliti alti e bassi. da un mese a questa parte il suo lavoro è diventato più complesso ed è un lamento perpetuo, con minacce di licenziarsi etc.. la depressione è peggiorata di nuovo (il suo psicologo ha interrotto le visite qualche mese fa perché "andava tutto bene" e lui non ci vuole tornare) non riesce a pensare ad altro che al lavoro, è entrato in una sorta di circolo e anche nel sonno lo sento che ripete sempre le stesse frasi legate al lavoro. Per me la situazione, che già prima era difficile, sta diventando inaccettabile, devo portare avanti tutto da sola e in più cercare di aiutarlo anche se ogni mia frase viene male interpretata e finisce a urla e insulti. Non appena arriva a casa si attacca ai videogiochi, sembra avere sollievo solo con quello, parla con i suoi amici virtuali, gioca gioca e gioca mentre io sistemo le cose. Pensate che abbiamo anche un cagnolino e già due volte, tornando a casa da lavoro, ho trovato la bestiola affamata o al limite della sopportazione per i bisogni e lui sul divano a giocare. Sono stanca, questo non è un matrimonio, è una prigione. In più è da tre giorni che non mi parla perché secondo lui alimento la sua speranza per questo lavoro e non gli do ragione nel volersene andare. Sono stufa, la sua famiglia cerca di sostenermi ma a me viene solo da andarmene.. quando abbiamo deciso di sposarci non era così, ora davvero non ce la faccio più. Avete consigli? cosa potrei fare per migliorare la situazione?
  16. Ciao mi chiamo marco sono un ragazzo di 24 anni e volevo domandarvi un paio di consigli sulla mia posizione e su cosa potrei fare per migliorare oltre a me stesso anche i rapporti che ho con le altre persone... Ci sono delle volte che sembra di guardare la vita di terza persona... ci sono delle volte che mi sento sprofondare nei più profondi meandri dell' angoscia ... Sono anche affetto da psoriasi a placche, da circa sette anni, mi sono comparse macchie in più punti del corpo: dietro alle orecchie, sulle ginocchia, sulle mani, e anche sotto gli occhi e anche in punti più intimi.. e questo per me è un problema, un problema perchè: 1 oltre ai vari fastidi che questa malattia crea (prurito, arrossamenti, squame argentee, o a volte anche perdite di sangue ) mi impossibilita una normale conversazione visto che la gente è "spaventata" da essa o comunque sento che mi tratta come un appestato o uno da compatire 2 avendola in punti "intimi" ho paura che alla fine di un appuntamento o comunque ogni qual volta ne capiti l'occasione di poter aver a che fare con una ragazza, ho sempre paura che quando si arrivi al "gran momento" ho il terrore che "vedendola" (la chiazza di psoriasi) rimanga schifata o addirittura impaurita... 3 non mi riesco a esprimere bene anzi diciamo che sono proprio negato a parlare cioè non è che sia muto e nemmeno analfabeta ma proprio non riesco a parlare, balbetto, mi mangio le parole, mi escono suoni dalla bocca senza significato... e il bello è che il discorso magari me lo ero anche preparato e provato a casa e le persone attorno a me prendono paura, si infastidiscono o in certi casi si arrabbiano e questo mi continua a far passare sempre di più la voglia di parlare... 4 non riesco o almeno riesco, ma di gran lunga meno, a relazionarmi con le ragazze che con gli uomini...premetto che non sono omosessuale... ho pensato fosse legato al punto 2 che inconsciamente avendo paura di un eventuale rifiuto non sia stimolato a cominciare una conversazione o che comunque sentendo i problemi di comunicazione che ho mi escludano o comunque mi giudichino per quello che non sono... 5 Non riesco a trovare degli argomenti per cominciare una conversazione, mi spiego: l'altra sera mi sono incontrato con la ragazza che mi piacerebbe aver affianco per il resto della mia vita, a casa mi ero fatto una scaletta mentale con le domande gli argomenti, le battute che potevano farle per farla ridere e al posto di conversare e ridere e scherzare come avrei voluto, mi è comparsa in testa una pagina bianca... 0 assoluto non sono riuscito a spiaccicare una parola un pensiero ne a far trasparire qualsiarsi genere emozione (o a giudicare dal risultato magari le ho trasmesso emozioni sbagliate), era come se guardassi la scena in terza persona*, nonostante era più di un mese che aspettavo quel momento non sono riuscito a fare niente di più che salutarla e augurargli una buona continuazione della serata... 7 mi capita spesso di stare in silenzio, imbambolato, ad ascoltare... faccio molta fatica a ricordare avvenimenti, impegni, nomi.... sento che a volte la testa passa da essere piena di pensieri come se fosse pronta per esplodere a momenti in cui non riesco a pensare a niente. non provo più emozioni.... sono stanco di cercare una soluzione di un problema che sembrerebbe non averne una.. Una cosa che ricordo che forse può essere in qualche modo d'aiuto è che : una volta ero a lavoro con un collega del mio capo che a differenza del mio datore di lavoro, questo era proprio un pezzo di merda infelice e frustrato per il fallimento del suo matrimonio e, siccome stava passando un brutto periodo della sua vita al posto di andare a farsi vedere ha pensato di scaricare per più di un mese tutta la rabbia e la cattiveria e la frustrazione che aveva su il suo unico operaio... me... mi ricordo che urlava e insultava sempre a delle volte si divertiva a schernirmi con i clienti per un lavoro mal svolto o incompleto (nonostante avessi 16 anni) finchè mi ricordo chiaramente che verso la fine di questo mese di lavoro un giorno che avevo preso insulti su insulti tutto d'un tratto le suo offese e le sue cattiverie erano come se non mi toccassero più.... cioè le sentivo ma mi uscivano subito dall'altro orecchio... mi ero sentito stranamente felice in quel momento... era come se mi ero creato dentro di me uno scudo, una bolla, dove tutte le parole e gli insulti che sentivo mi rimbalzassero contro proprio come se non mi toccassero proprio come se non mi riguardassero ... avevo imparato a indossare lo scudo nelle 8 ore di lavoro e a cavarmelo una volta finito di lavorare... penso di essermi dimenticato su lo scudo e quel che è peggio è che mi sono dimenticato il modo di togliermelo... L'IO che ero prima di indossarlo.... ora mi rimane soltanto un ricordo, un debito da saldare, e una malattia che non si potrà mai guarire del tutto... avrei tanta voglia di andare la e scuoiarlo vivo e fargli solo assaggiare solo un po di tutto quel dolore che mi ha gentilmente e assiduamente ogni giorno, per quasi 4 anni, donato. grazie in anticipo delle risposte.
  17. ciao è la prima volta che sono in questo sito, ma avevo proprio bisogno di sfogarmi. Quest'anno mi sono trasferito in una scuola, perdendo tutti i miei amici: avendo i pomeriggi diversi da quelli dei miei amici ci siamo praticamente persi di vista. Il problema è che mi sto creando una vera e propria "bolla", intorno a me, e sto sprecando il mio tempo. Tutto è iniziato dopo natale, che dopo aver preso la mia macchina fotografica, mi sono iniziato a fare trip mentali: per esempio mi continuavo a domandare, ma mi piace veramente? ma sto provando l'emozione delle cose che mi piacciono? facendomi un mucchio di problemi, e tuttora me li continuo a fare. Quando a me piace una cosa, continuo a guardare video su youtube, facendomi passare anche la voglia certe volte. Continuo a farmi domande se mi piace oppure no quella cosa, se è una mia passione oppure no, stufandomi da un certo verso arrivando spesso a conclusioni strane, come non so ecc., sviluppandomi in un periodo una sorta di "Apatia". Questa "apatia" può essere dovuta al fatto che io mi stia creando una bolla intorno a me? Qualcuno sa come darmi una mano ai miei dubbi? per favore è importante grazie in anticipo delle risposte
  18. Salve ragazzi. Sono nuovo qui e anche molto giovane. Ho 20 anni, e vi ringrazio anticipatamente per la lettura qui di seguito. La mia passata storia, durata due anni, si è interrotta il 14 Giugno 2014, pochi giorni prima del mio inizio esame di maturità, data che ha cambiato l'esito e il morale, su varie situazioni avvenire. Faccio continuamente sogni durante la notte, sogno la ragazza, a volte la sua famiglia, c'è dispiacere generale. Spesso il sogno è accompagnato e seguito da un incubo, come qualcuno che vuole uccidermi nella mi stanza, chiusa a chiave. Vi racconto questi ultimo episodio, poiché l'ho sognato questa notte. Vi garantisco che ho avuto durante questo periodo altre donne, storie brevi e poco importanti. La ragazza posso dire di non averla mai dimenticata. Ci sono spesso ricaduto col pensiero. L'ho rincontrata in alcune cene di classe, e all'ultima ci siamo parlati, da amici ovviamente. Ne risento molto, e purtroppo devo dire che il mio sano equilibrio mentale, con rammarico, si è danneggiato. So che ricontattarla puo' solamente farmi male, ma nei sogni a volte, non sogno altro che ciò possa avvenire o avvenga. Sono molto sottotono per questo, vorrei una vita più semplice, dato che questo problema attanaglia la mia mente già da parecchio. Un saluto. Domenico
  19. burro-ne

    ansia nel dormire fuori casa

    salve a tutti. ho trovato questo forum cercando soluzioni per la mia ansia, e ho deciso di registrarmi e aprire un topic. ho 21 anni, premetto che non voglio andare da specialisti perchè non credo di essere a quei livelli, di averne bisogno a tal punto. voglio risolvere il problema, o almeno diminuirlo, da sola, ma non so come fare, magari voi ci siete passati e sapete darmi qualche consiglio. già dalle prime gite scolastiche di più giorni notavo difficoltà ad addormentarmi, soprattutto la prima notte. addirittura al mattino avevo la febbre (credo perchè quando non dormo/mi stanco troppo reagisco con qualche lineetta)e rimanevo spossata e intontita per tutta la giornata. non mi rendevo conto dell'ansia che mi accompagnava, ma da 2-3 ho imparato a riconoscerla: fitte allo stomaco, fitte alle mani e mal di pancia. e la consapevolezza, mi dico 'questa è ansia'. non riesco a controllarla in certe situazoni, mi viene (forse anche attacchi di panico, ma non so bene cosa siano e come si manifestino) nelle occasioni più disparate, prima di un evento importante come credo sia normale (per esempio esami importanti, viaggi) ma soprattutto, ed è la cosa che vorrei far sparire, mi viene quando devo dormire fuori casa o addirittura come ho recentemente constatato, quando devo dormire in casa mia con qualcuno senza i miei genitori. qualcuno inteso come semplici amiche, in stanze differenti. lo trovo assurdo ma il mio corpo reagisce così e non ne capisco nemmeno il motivo. due anni fa sono entrati i ladri in casa, senza che io o i miei genitori fossimo presenti e quest'ansia mi è rimasta, se sono a casa da sola controllo ogni stanza. ma l'ansia prima di dormire risale a molto tempo fa, quindi non mi viene da collegarla con questo fatto. non dormo mai a casa di amiche, e questo non mi dispiace poi così tanto, mi dispiace vivere male i viaggi e le vacanze. se sono con i miei genitori l'ansia è quasi nulla, se sono con amici è invivibile. sono molto attaccata ai miei genitori, questo sicuramente influisce. per concludere, senza dover andare da uno psicologo, mi rivolgo a chi ci è passato, cosa potrei fare? i sonniferi aiuterebbero? Ringrazio già per le risposte, burro-ne
  20. Ciao a tutti, sono nuovo e trovo interessante il vostro forum e ho bisogno di scrivere, soprattutto di farmi consigliare! Inizio da qui : Ho conosciuto la mia ragazza quasi 3 anni fa, e quando l'ho conosciuta diciamo che ero il classico ragazzo adolescente (avevo 20 anni), che non si era mai innamorato e che ha sempre provato a crearsi una storia seria ma per via di altri motivi non ci sono mai riuscito. Quando ho conosciuto lei quindi io pensavo fosse una ragazza come tutte le altre ma ha sempre avuto un potere già dall'inizio, testarda e quando si fissa un obbiettivo l'ho raggiunge, e poi avevamo interessi quasi uguali, come la musica, avevamo da raccontarci tanto, lei ha sempre mostrato un grandissimo interesse per me. Insomma in questi quasi tre anni son successe tante cose, le mie indecisioni, le mie fughe da lei, lei che ogni volta che tornavo lasciava tutto e ritornava da me fino a quando, io mi sono innamorato di lei, pazzo di lei, in ogni punto di vista a partire dal suo carattere duro, testardo, il suo aver ragione sempre, ma dolce, buono, e molto simpatica, con lei non ti annoi, anzi è solare come ragazza ma quando ha i suoi giorni no è meglio lasciarla perdere perchè credetemi è meglio cosi. Comunque da Gennaio 2013 stiamo insieme di nuovo e credetemi, in passato ho sbagliato, non le dicevo le cose come stavano, toglievo sempre scuse e avevo altro per la testa, ma da qua do sono innamorato per lei faccio di tutto! A partire da regali, a partire ad essere sempre generoso e disponibile per lei, a farle conoscere la mia vita, a renderla sempre speciale, a portarla sopra i tetti del mondo! Comunque lei mi ha perdonato, mi ha sempre amato e me lo ripete, abbiamo fatto l'amore, abbiamo fatto cose che forse nessuna coppia ha fatto, ma il problema è un altro.. Dice dice, ma non ricambia! Ho sempre paura di litigare con lei, perchè come oggi è indifferente ai miei messaggi e poi la vedo su FB o Instagram, sono sempre in punta di piedi con lei per paura di dire qualcosa che non va. La mia domanda che mi pongo sempre è questa : Ma se una persona dice di amarti, che sei la sua vita etc..perchè quelle parole come faccio io, non le dimostra in fatti ??!! Perchè a Settembre quando non ero innamorato ma provavo un fortissimo sentimento io, lei mi tartassava (in senso buono) di messaggi per uscire etc.. E ora aspetta sempre me per chiederglielo ? Voi pensate che questi suoi atteggiamenti, siano come un boomerang ? Cioè, prima lo facevi tu e ora lo faccio io? Io non so più cosa pensare. So solo che io sono sempre qua, e anche se lei ha questi atteggiamenti, io la amo sempre di più. Attendo una vostra risposta. Grazie:)
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