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  1. Salve, vorrei porvi una questione un po' spinosa. Da molti anni ebbi l'idea di cercare di non eiaculare quando faccio attività sessuale. Da un po' di tempo questa idea è diventata una realtà. Secondo voi che ripercussioni può avere sulla psiche? Ciao
  2. Salve, sono qui perché sento il bisogno di confrontarmi con qualcuno che non mi guardi come si guarda un cucciolo bagnato e tremante, o peggio, come un relitto umano...ho 31 anni e penso che la mia vita sia finita...lotto con la depressione da quando ho 18 anni(età in cui ho iniziato a prendere antidepressivi ma che ho scelto di sospendere quasi un anno fa) in questo tempo ho avuto brevi momenti di serenità cui seguivano, peró, periodi di profondo malessere e frustrazione..sono sempre stata una persona molto sola, perchè le volte che provavo ad avvicinarmi a qualcuno puntualmente venivo delusa e ferita e questo, col tempo, mi ha spinto a chiudermi sempre di più in me stessa fino ad isolarmi completamente.Attualmente non riesco quasi ad uscire di casa perché non riesco a stare in mezzo alla gente...Da Novembre frequento un bravo psicoanalista che mi sta aiutando molto, anche se per me é molto difficile aprirmi con lui. Le cose sembravano andare meglio(avevo anche ripreso a studiare per prendere una laurea specialistica) ma senza accorgermene sono piano piano risprofondata del baratro della disperazione, non riesco a vedere una via d'uscita ed ho paura che la mia vita non possa più cambiare. Ringrazio in anticipo chi vorrà confrontarsi con me o raccontarmi la sua esperienza.
  3. ho il doc da più di un anno, e per tanto tempo mi ha tormentato anche se nell'ultimo periodo sono stata davvero benissimo, quasi per sette mesi! ho avuto una paura orribile, quale quella di poter diventare schizofrenica. che mi passò dopo poco. ora invece giro su instagram e trovo un post sulla schizofrenia e le voci nella testa, che si danno nomi, che hanno personalità..mi ha così impressionata che ora ne ho il terrore peggio di prima. di notte io ho sempre avuto paura di sentire voci. mi sono resa conto invece che, tornando a casa la sera stanca, ho tantissimi pensieri per la testa e impressionandomi che ne so, sento il mio nome ripetuto ma solo quando penso a questa cosa (e posso controllarlo, quindi sono solo io). ora invece penso siano reali, che io possa impazzire. è una malattia che può prendere a tutti se si vuole e io non ne sono esclusa..quali sono i pensieri degli schizofrenici?
  4. Ciao a tutti, ho un disturbo di ansia grave che condiziona tutta la mia vita da più dieci anni ormai (ho 26 anni). Non riesco a fare niente in tranquillità, questo mi porta a stare male: non riesco a portare a termine niente (università, lavori..). Ho appena iniziato un nuovo lavoro e vorrei abbandonare tutto. Domani dovrebbe essere il mio secondo giorno e vorrei solo scappare via da tutti e non presentarmi. Non darò un futuro né a me stessa né al mio fidanzato così facendo. Io non ce la faccio più. Così non si riesce a vivere, al massimo si sopravvive.
  5. Buongiorno a tutti, sono una ragazza di 25 anni e da poco più di 3 mesi mi sono trasferita col mio ragazzo in un'altra città, per lavorare. Sono stata sempre una persona ansiosa e un po' ossessiva col sapere dove e con chi era il mio ragazzo, ma da quando ci siamo trasferiti la cosa è lentamente peggiorata. Per farla breve, io sono stata un mese senza lavoro, e ho sofferto un po' di solitudine perché durante il giorno ero sempre sola. Già lì le cose non erano buone, e ho iniziato a pensare di andare da uno psicologo, a causa di crisi d'ansia che avevo. Iniziando a lavorare mi son detta "adesso che lavorerai avrai la mente impegnata e avrai meno tempo per preoccuparti". Peccato che dopo nemmeno due settimane di lavoro ho iniziato a fare trasferte due o tre volte a settimana, e questo ha iniziato a distruggermi. Lo stare sola lontano da casa, il tornare la sera stanca, ma soprattutto il non avere tempo per me. Non frequento altre persone se non il mio fidanzato, che ormai è stanco dei miei attacchi di panico, che sono diventati troppo frequenti e che gli impediscono di vivere, in quanto ad esempio se una sera deve uscire e far tardi e io non posso stare con lui perché il giorno dopo ho una trasferta, ho crisi di panico molto forti, con pensieri orrendi, e lo costringo a stare a casa, causandogli tristezza e rabbia. Non ho hobby, non fequento nessun tipo di corso, perché appunto non ho tempo la sera... Il weekend torniamo sempre a casa nostra, che è l'unico momento in cui sto bene (almeno fino ad ora è stato così), quindi ho praticamente solo 4 sere (dal lunedì al giovedì) in cui eventualmente organizzare le mie passioni. Ad andare dallo psicologo ho iniziato, ho fatto solo 3 incontri perché ora è in ferie e fino a Settembre non lo vedrò, e questo mi pesa molto. Quello che mi stavo chiedendo è se tutto questo sia causato dalla solitudine in cui sono finita, e se frequentare corsi e conoscere altra gente mi possa aiutare. Non so, fare sport, palestra... Sto sperando fortemente che mi possano aiutare a superare questa orrenda situazione in cui mi trovo. Ho sempre più paura di avere paura, gli attacchi si moltiplicano, a volte mi sveglio la notte, faccio fatica a calmarmi... e inizio ad avere paura che possa fare del male a me stessa se continuo così, come se potessi impazzire e non rendermi conto delle mie azioni. Secondo voi mi potrebbero davvero aiutare quelle cose? Io comunque le inizierò, ma ho paura di non ricevere alcun beneficio e buttarmi ancora più giù, perché mi renderei conto di essere persa e che non c'è niente che mi aiuta.
  6. Buonasera dottori mi chiamo Federico e sono un ragazzo di 24 anni, vi racconto in breve la storia della mia vita: sono nato prematuro di 7 mesi nel 1993 dopo una gravidanza difficile alla fine è andato tutto bene (a mia madre avevano detto che non poteva avere figli), purtroppo sono figlio unico mi sarebbe piaciuto avere un fratello o una sorella (magari entrambi). Nel 1995 è venuto a mancare mio nonno (il padre di mia madre) avendo neanche due anni non me lo ricordo. Nel 1998 a mia madre hanno diagnosticato un tumore maligno all'intestino, operata d'urgenza alla fine per fortuna si è risolto tutto nel migliore dei modi (avendo 5 anni non me lo ricordo benissimo quel periodo sicuramente bruttissimo). Nel 2003 durante una vancaza in Tunisia mia madre si è sentita male accusando forte mal di testa e vertigini (io di quella vacanza mi ricordo io da solo con mia madre nel letto del hotel con un asciugamano dietro alla testa che piangeva dai dolori, questa cosa infatti mi ha segnato moltissimo, infatti da quella vacanza negli anni successivi tutte le mattine mia madre si svegliava alle sei di mattina per andare a lavorare, io mi svegliavo insieme a lei per poterla salutare, poi mi mettevo davanti al telefono ed aspettavo una sua telefonata che fosse arrivata a lavoro e che non gli fosse successo niente. Nel 2005 ho traslocato casa e dalla campagna di siamo trasferiti al paese, avendo le scuole vicino casa la mattina mia madre andava a lavororare con mio padre e questa cosa mi tranquillizzava molto (però aspettavo sempre una sua telefonata appena arrivava, altrimenti non andavo a scuola tranquillo). Nel 2006 durante la terza media ho avuto la sfortuna di avere una professoressa con cui non mi trovavo molto bene (infatti ogni volta che in classe c'era lei io o piangevo oppure preso dal panico mi dovevo far venire a prendere da mia nonna perchè a stare in classe insieme a quella persona non ci riuscivo) infatti a fine anno mi ha bocciato, tutto questo mi ha provocato molta ansia (infatti la sera prendevo alcune gocce di valeriana solo al pensiero che la mattina dovevo andare a scuola e poi per un periodo accusavo forte mal di stomaco) Nel 2010 una mattina mi sono svegliato preso da un attacco da panico, dolori al petto e tachicardia (sicuro di avere un infarto) mi sono fatto portare al pronto soccorso, dopo controlli al cuore mi hanno detto che ero sanissimo, questa cosa si è ripetuta per vari mesi e dopo prove dello sforzo, lastre toraciche ed elettrocardiogramma mi sono convinto che stavo bene, mi sono fidanzato forse non ci ho più pensato ed è passato tutto (tranne qualche extrasistole ogni tanto). Nel 2013 ho avuto una brutta esperienza con problemi che vanno avanti ancora oggi in tribunale. Arriviamo a due mesi fa il mio problema inizia con una forte diarrea, bruciore retrosternale (dietro la scapola sinistra) e perdita di peso sono andato a cercare i sintomi su internet (mi sono uscite le peggio malattie) preso dal panico ho iniziato ad avere risvegli con tremori notturni, crampi allo stomaco, bocca impastata e lingua bianca e varie fissazioni (mi pesavo 10 volte al giorno, controllavo con una lampadina il colore delle feci, mi specchiavo sempre per vedere il colore della lingua ecc) vista questa situazione sono andato dal mio medico che mi ha prescritto una pasticca al mattino di Omepranzolo per lo stomaco (secondo lui forse una gastrite), 10 gocce di Ansioten prima di cena per stare più calmo e una pasticca di Circadin (melatonina) per riuscire a dormire, dopo alcuni giorni sono partito con i miei amici per capodanno e vedendo che i sintomi erano migliorati ho smesso di prendere questi medicinali. Tornato dalle vacanze per circa dieci giorni sono stato benissimo, fino ad una mattina quando ho iniziato a risentire bocca amara e lingua bianca, bruciore restrosternale, eruttazioni frequenti, feci molle, flatulenze maleodoranti (uovo sodo), crampi alla bocca dello stomaco e tremori notturni, a questo punto ho fatto le analisi del sangue e delle urine (entrambe perfette, tranne un valore l'alfa amilasi alta, valore che ho sempre avuto alto e il dottore mi ha detto che dipende dalla saliva) a questo punto sono andato a fare una visita da un gastroenterologo che dopo una visita accurata mi ha prescritto una pasticca di Debrum ogni pomeriggio per un mese (secondo lui si trattava di colon irritabile e un po di ansia) dopo due settimane di cura stavo benissimo ero completamente rinato, mi sembrava di essere ritornato ad un mese prima quando ancora non era successo niente. Però purtroppo un'altra mattina ho iniziato a risentire la sensazione di bocca impastata (dentro di me mi sono detto speriamo che non ricomincia tutto da capo, eppure sto prendendo il Debrum e sta andando tutto bene) come non detto ho iniziato a risentire nuovamente il bruciore restrosternale, quella stessa mattina sono dovuto correre al bagno a defecare (sicuramente causato dall'agitazione che mi stava prendendo) poi per il resto della giornata sono stato bene, arrivata la notte sono ritornati i tremori notturni, ma questa volta è ancora peggio perchè ho iniziato a svegliarmi 2/3 volte a notte (facendo sogni strani e incubi, crampi forti alla bocca dello stomaco, bocca impastata la notte e la mattina quando mi alzo dal letto, sto per ore in dormi-veglia non riusciendo a dormire avendo pensieri brutti e negativi) questa situazione va avanti ancora oggi a distanza di una settimana, a questo punto a iniziato a riprendere l'Omepranzolo al mattino, le gocce di Ansioten e il Circadin prima di dormire sperando che la situazione si risolvi come è gia successo. Voi cosa ne pensate di questa situazione?
  7. Salve a tutti, vorrei confrontarmi con voi sul tema già espresso nel titolo. Come dicevo, mia figlia ha 18 anni. Da un mese a questa parte, circa, mia figlia non ha più voglia di andare a scuola. Ha già fatto molte assenze dall'inizio dell'anno. È una ragazza molto attiva ed è invece molto costante nello sport e nel seguire il corso di teatro, inglese e francese. Al momento si sta anche esercitando a guidare con un istruttore per prendere la patente. Ha sempre fatto molte attività extrascolastiche di sua iniziativa e ci si è sempre dedicata con costanza e precisione. A scuola ha sempre avuto (anche adesso) un rendimento discreto. Ha degli amici con cui esce regolarmente sebbene mi dica di non averne voglia e di essersi stufata di loro, con molti di loro ha tagliato i contatti. Ultimamente, però, ha iniziato a trascurare la cura di sé, il modo di vestire ecc. Da quel che mi ha detto il rapporto con i suoi compagni di classe (che non è mai stato dei migliori) le causa ansia, angoscia e stress che sfoga fumando e mangiando tanto. Si sente presa in giro e fraintesa dai suoi professori e non si sente stimata o benvoluta. Mi ha raccontato che più volte le è capitato di essere stata presa in giro per il suo modo di vestire e per il suo aspetto. Inoltre, spesso i suoi compagni di classe ridono quando parla o quando viene interrogata, sebbene a mio avviso non ci sia veramente niente per cui deriderla. Ho parlato con i suoi insegnanti e si dichiarano totalmente sorpresi da queste sue dichiarazioni. Ho provato a proporle di andare da uno psicologo ma non vuole sentirne parlare. Mia figlia ha tanti sogni e progetti per il futuro e ho paura che questa situazione possa bloccarla. Cosa ne pensate? Come dovrei comportarmi? Perché si comporta così?
  8. Buongiorno a tutti. Sono un ragazzo di ventisei anni che fra non molto - manca una manciatina di esami - dovrei finire la laurea triennale. Questo grosso ritardo è stato ottenuto in egual misura da una errata scelta di facoltà nei primi due anni nonché dei problemi di salute che mi hanno limitato non poco. La mia asma, per farla breve, è di tipo intrinseco perché scaturita - in maniera cronica - da una leggera compressione di una porzione di polmone a seguito di una operazione di scoliosi. Volevo chiedere, in particolare alle persone affette da depressione o disturbi simili, ambito in cui sono piuttosto ignorante, se i miei sintomi e le mie reazioni possano essere ascrivibili a qualche disturbo particolare. MI capita di fare esercizi respiratori (a casa) per 1-2-3 ore a giorno, magari immobilizzato a letto e con poca motivazione nello studiare o vedere altri membri della mia famiglia; inoltre mi sono reso conto, qua mi tocca esser sincero, che alcune volte ho paccato il mio giro di amicizie perché accampavo scuse sulle mie condizioni di salute (alle volte non stavo bene, ma in alcuni casi non ero proprio invogliato a uscire). Più volte mi è capitato di rimanere in fissa, sdraiato sul letto, e pensare agli anni "buttati" nell'università nel tentativo, tanto caparbio quanto stupido, di proseguire e cercare di chiudere il percorso. Mi sono reso conto di aver sviluppato una sorta di autodifesa contro pericoli e stimoli esterni, adottando un comportamento rinunciatario e piuttosto pessimista rispetto al carattere allegro che mostro in compagnia/pubblico; e mi è difficile accettare, pur facendolo ora in questo spazio, che dovrò convivere l'intera vita con una patologia che mi limita a livello di ore da dedicarle (gli esercizi respiratori, come detto prima) e che mi costringe, quotidianamente, a partire con un gap fisico/mentale che svuota la mia persona di motivazioni e voglia di riaffrontare la vita con il giusto piglio. Passo giorni senza riuscire a studiare con efficienza né coltivare rapporti d'amicizia con costanza. Ora non capisco se la mia mancanza di motivazione nello studio sia da imputare all'asma o se l'asma - con annessi disturbi psicologici - abbia giocato un ruolo tremendo in questo ampio lasso di tempo. Volevo sapere cosa ne pensate di questo breve quadretto ed eventuali suggerimenti. Mi rendo conto di star vivendo molto male, ma non riesco più a dare una svolta alla mia vita.
  9. Sara95

    Bisogno di conforto

    Ciao a tutti, sono Sara ho quasi 23 anni ed è la prima volta che scrivo in questo forum.....per parlare brevemente di me posso dire che soffro di ansia e crisi di ansia da ormai 3 anni, sono seguita da uno psicologo ma oggi avrei bisogno di sostegno o comunque di qualche consiglio da chi vorrà aiutarmi.... Vivo con mia madre e il suo compagno, a me lui non è mai piaciuto e questa convivenza mi è stata imposta forzatamente, nonostante tutto ho cercato di convivere pacificamente e così è stato finchè dall'estate scorda mia madre e lui hanno iniziato a litigare pesantemente a qualunque ora del giorno e dalla notte rendendo l'atmosfera in casa invivibile tant'è che io sto sempre chiusa in camera mia...comunque per venire al punto vi racconto cosa è successo ieri Sono andata in bagno a fare il bagno e più tardi ho sentito il compagno di mia mamma lamentarsi con lei che ero stata troppo tempo in bagno e che lui ne aveva bisogno allora quando l'ho visto gli ho detto che poteva tranquillamente dirmi che aveva bisogno del bagno e che io sarei uscita, lui ha iniziato a urlare ad a attaccarmi con frasi tipo: io ho 20 anni in più di te ed esigo il rispetto, io mi sono alzato alle quattro questa mattina te cosa hai fatto oggi? perchè non te lo sei fatta prima il bagno lasciando intendere che io stia in casa tutto il giorno a non fare niente e poi si è alzato in piedi e sempre urlando si è tirato giù i pantaloni facendo vedere che lui ha l' ucce*** che lui è un uomo e è superiore.... io sono veramente rimasta shoccata, mia madre ha visto tutto ciò....hanno litigato ma alla fine non si è arrivati a nessuna conclusione io sto veramente male, la mia ansia è alle stelle e più ho ansia più mi arrabbio con me stessa perchè sto male per un idio*** del genere, vorrei riuscire a fregarmene e a non stare così male, mi sento che non c'è soluzione e senza via di uscita...avete qualche consiglio sul cosa potrei fare? cosa potrei fare per sentirmi meglio? sono veramente spaventata e scossa e non vedo via di uscita, anche solo una parola di conforto sarebbe veramente d'aiuto grazie a tutti e scusate per la lunghezza del post
  10. Salve, questa notte ho sognato che una persona dopo essere resuscitata per non si sa quale motivo, è venuta da me e mi ha detto che nel tempo della sua morte aveva visto la mia e che sarebbe stata tra pochi giorni in un incidente stradale con una mia amica.. Mi sono svegliata da stamattina ed ho paura che possa succedere davvero.. In questi giorni sono molto ansiosa, e si, ho paura di poter morire da un giorno all'altro. E con il sogno di stanotte sono proprio in uno stato di terrore puro e non so che fare per farmi passare questa ansia e soprattutto questa paura. Vi prego aiutatemi e tranquillizzatemi se possibile. Grazie in anticipo
  11. Sara95

    Bisogno di conforto

    Ciao a tutti, sono Sara ho quasi 23 anni ed è la prima volta che scrivo in questo forum.....per parlare brevemente di me posso dire che soffro di ansia e crisi di ansia da ormai 3 anni, sono seguita da uno psicologo ma oggi avrei bisogno di sostegno o comunque di qualche consiglio da chi vorrà aiutarmi.... Vivo con mia madre e il suo compagno, a me lui non è mai piaciuto e questa convivenza mi è stata imposta forzatamente, nonostante tutto ho cercato di convivere pacificamente e così è stato finchè dall'estate scorda mia madre e lui hanno iniziato a litigare pesantemente a qualunque ora del giorno e dalla notte rendendo l'atmosfera in casa invivibile tant'è che io sto sempre chiusa in camera mia...comunque per venire al punto vi racconto cosa è successo ieri Sono andata in bagno a fare il bagno e più tardi ho sentito il compagno di mia mamma lamentarsi con lei che ero stata troppo tempo in bagno e che lui ne aveva bisogno allora quando l'ho visto gli ho detto che poteva tranquillamente dirmi che aveva bisogno del bagno e che io sarei uscita, lui ha iniziato a urlare ad a attaccarmi con frasi tipo: io ho 20 anni in più di te ed esigo il rispetto, io mi sono alzato alle quattro questa mattina te cosa hai fatto oggi? perchè non te lo sei fatta prima il bagno lasciando intendere che io stia in casa tutto il giorno a non fare niente e poi si è alzato in piedi e sempre urlando si è tirato giù i pantaloni facendo vedere che lui ha l' ucce*** che lui è un uomo e è superiore.... io sono veramente rimasta shoccata, mia madre ha visto tutto ciò....hanno litigato ma alla fine non si è arrivati a nessuna conclusione io sto veramente male, la mia ansia è alle stelle e più ho ansia più mi arrabbio con me stessa perchè sto male per un idio*** del genere, vorrei riuscire a fregarmene e a non stare così male, mi sento che non c'è soluzione e senza via di uscita...avete qualche consiglio sul cosa potrei fare? cosa potrei fare per sentirmi meglio? sono veramente spaventata e scossa e non vedo via di uscita, anche solo una parola di conforto sarebbe veramente d'aiuto grazie a tutti e scusate per la lunghezza del post
  12. Buongiorno a tutti, ho sempre sentito dentro di me qualcosa che non è mai funzionato correttamente, così tramite internet ho fatto diverse ricerche e sono riuscito a collegare la mia sintomatologia al "Disturbo evitante di personalità". Attualmente non ho nessuna diagnosi professionale, ma dalle varie informazioni che ho recepito in rete mi ci ritrovo abbastanza. Forse è causato anche da fatti che mi sono capitati negli ultimi anni, come il mio Divorzio e una relazione che è finita recentemente... Ho il costante TERRORE di essere rifiutato da tutti e questo mi spinge a chiudermi sempre più in me stesso limitando le uscite giornaliere solo per recarmi in ufficio e svolgere le commissioni necessarie per tirare avanti la baracca... Vorrei riuscire a confrontarmi con qualcuno che capisca la mia situazione in modo da migliorare il mio stile di vita... la volontà c'è tutta e c'è sempre stata, ma qualcosa mi blocca sempre.. Grazie Steve
  13. Ho 63 anni, e vivo a Rimini. Da sin da bambino soffro di complesso di inferiorità con conseguente isolamento, ansia e depressione maggiore. Ho frequentato alcuni psicoterapeuti ma nessuto e riuscito a sciogliermi il nodo del complesso d'inferiorità che ha radici sin dall'infanzia. Sebbene la fiducia negli psicoterapeuti sia scesa al minimo, voglio tentare un'ultima volta. Mi occorono suggerimenti per scegliere lo psicoterapeuta nel raggio di 100 km sulla base delle Vostre esperienze positive. Attendo i Vs suggerimenti/proposte sui nomi di psicoterapeuti.
  14. Premetto che non avrei nulla di cui “lamentarmi” perché so che non mi manca nulla. Una famiglia, una casa, mio padre ha un lavoro stabile ecc. Eppure sono almeno un paio d’anni a questa parte che mi sento come inghiottita dall’ombra, anche se fin da bambina mi è capitato qualche episodio simile ma mai così intenso. Sono una ragazza di 20 anni, da quel che mi sento dire di bell’aspetto; trovo sempre più difficile relazionarmi alle persone, che mi siano care o no, anche se sono circondata da persone che mi vogliono bene (tuttavia sono sempre stata introversa). Credo che peggio di sentirsi soli sia il sentirsi soli in mezzo a tanti. Soprattutto quando qualcuno a te molto vicino ti chiede cos’è che non va ed anche se in quel momento vorresti urlare e sfogarti per tutta la rabbia e il dolore che hai dentro, non riesci a dire nulla perché hai un’orribile sensazione di non essere capita. E poi mi ritrovo con le mie crisi di pianto la sera nel letto (almeno una a settimana, ma non è raro che possa succedere quotidianamente) oppure appena mi trovo da sola in casa. Esco di casa sempre più raramente e lo faccio anche con difficoltà, oppure se lo decido spontaneamente me ne pento poco dopo. Se prima odiavo il fatto di non conoscere molte persone e uscire poco, adesso provo inquietudine e ansia al solo pensiero di varcare la porta di casa. Non ho più degli hobby o passioni che avevo prima, mentre in passato mi tenevo impegnata tra studio (ho sempre avuto una media dei voti alta) e sport a livello agonistico (con qualche piccola soddisfazione a livello nazionale, avendo iniziato tardi), adesso invece mi capita di passare ore a fissare il vuoto, o dare buca a richieste di uscita per restare chiusa in casa a fare NULLA. A studiare trovo una difficoltà enorme e adesso in palestra salto diversi allenamenti (l’anno scorso poi mi sono fermata per 7 mesi). Ho paura di essere entrata in una strada senza via d’uscita e che in futuro possa commettere qualche grossa stupidaggine in preda ai miei momenti di disperazione, più il tempo passa e più peggiora la cosa. Ho pensato cose così brutte che ho paura di raccontare e mi fanno provare vergogna verso me stessa, tanto che vorrei sparire da questa terra ma non trovo la forza di fare neanche quello. Mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione, arrivare a non sopportarmi più, e tutto questo accade in un silenzio assordante perché non riesco proprio a parlarne con nessuno, nemmeno i miei fratelli/sorelle a me sempre vicini perché odio il solo pensiero che possano provare pena per me. So di avere bisogno di aiuto ma non trovo neanche la forza di chiederlo perché già ammetterlo a me stessa è stata un’impresa eclatante, mi ripeto che prima o poi andrò da qualcuno ma continuo sempre a rimandare questa decisione. (Chiedo scusa per la lunghezza del post)
  15. Ciao a tutti! Mi rivolgo a voi perché ho bisogno di un consiglio. Per motivi che non vi sto ad elencare durante il periodo dell’adolescenza sono stata sottoposta a visite periodiche dallo psicologo. La situazione però era complicata: inizialmente iniziai con una psicologa in privato che però adottava tecniche decisamente non adatte al mio tipo di problemi di conseguenza mi sono recata presao il consultorio e mi è stata assegnata una psicologa. Per due mesi mi ha seguita, poi è entrata in maternità e io non l’ho mai più sentita. Dopo mesi, quando ormai mi ero rassegnata all’idea di arrangiarmi sono stata chiamamta da una psicologa dello stesso distretto che aveva ripreso in mano i casi dell’altra psicologa. Questa volta mi sono trovata estremamente bene, poi però ha cominciato ad avvisarmi all’ultimo che non poteva, non la vedevo per settimane per poi doverla aspettare perché sempre estremamente in ritardo finché non mi sono resa conto che averci a ce fare mi metteva più ansia che non andarci dato che ogni volta le mie speranze di poter finalmente avere qualcuno con cui sfogarmi venivano deluse cinque minuti prima dell’orario stabilito della visita (oltre che fare viaggi per niente). Per un anno non ho avuto più contatti con psicologi o quant’altro finché per un attacco di panico non sono finita al pronto soccorso, poco dopo aver compiuto 18 anni. Sono stata assegnata poi ad una psichiatra dell’ospedale con cui finalmente mi trovavo bene. Ottima persona, affidabile e decisamente utile al mio problema. Ovviamente però come tutte le cose belle è durata poco perché dopo qualche mese mi annuncia che sarebbe stata trasferita in un’altra città perché avevano accettato una domanda di trasferimento da lei fatta qualche anno prima. Ora sono anni che non vado e per quanto io stia abbastanza bene e riesca ad andare avanti lo stesso sento davvero il bisogno di avere qualcuno con cui poter parlare perché nel momento del bisogno devo affrontare tutto da sola, non ho nessuno a cui chiedere aiuto. Studio all’università e la pago lavorando in un bar le sere e i weekend quindi non posso assolutamente permettermene uno privato e a quanto pare finite le superiori non esiste alcun istituto pubblico che fornisca assistenza psicologica... Avete idee su come possa fare? Ne ho veramente bisogno...
  16. gianporfi

    Sto impazzendo?

    Ciao a tutti mi chiamo Gianluca e ho 23 anni.Prima di consultare come ultima spiaggia uno psicologo vorrei sapere anche un vostro parere, il tutto iniziò 3 anni fa con forte tachicardia notturna e senso di soffocamento..ripetuto per circa due mesi (luglio e agosto) in breve non ho dormito quasi per due mesi se non qualche oretta siccome appena mi coricavo arrivavano le palpitazioni a mille e gola chiusa..poi a furia di respirare in iperventilazione per ore mi addormentavo.Iniziano le analisi, cuore OK (ecg, eco, ecodoppler, hotler), analisi del sangue con emocromo OK, spirometria OK, successivamente inizio a ripetere emocromo completo ogni 3 mesi e l'unica cosa che salta all'occhio è giusto una piccola carenza di ferro (sistemata con ferrograd).Il 2016 tutto ok nel senso mi dico "ok ho l'ansia", ogni tanto al cinema mi veniva il panico, cosi come nei luoghi aperti, quando stavo solo, quando dovevo far qualcosa insomma questo affanno e oppressione toracica era sempre presente però non mi allarmavo più di tanto anche grazie al collega XANAX.Il 2017 è stato un trauma, arriva l'estate e vedo un servizio su HIV e altre malattie (premetto che non vado con escort ed ho una, ed unica avuta, ragazza) mi sale il panico, mi sento malato, inizio a pensare che ho l'aids che me la sono presa con i tatuaggi che ho. Esattamente il giorno dopo corro dal medico mi faccio prescrivere le analisi da fare e 10 minuti dopo corro al laboratorio analisi che dopo qualche ora me le mandano per email siccome mi avevano visto agitatissimo (ovviamente negativo l'esito).Il punto non è tanto il perché delle analisi ma volevo spiegare bene il fatto siccome da quel momento l'ansia è andata alle stelle.Sono letteralmente impazzito, qualche mese dopo verso novembre sento un servizio sulle malattie polmonari e di nuovo arriva il panico, tremo, sudo, non dormo, piango. Vado dal medico, mi dico ho la gola chiusa da 2 anni e respiro male sicuro ho qualche malattia ed iniziamo, Rx Torace tutto apposto, Rx Cranio tutto apposto, ecografia alla gola qualche linfonodo reattivo, tac con contrasto alla gola solo qualche linfonodo attivo e ovviamente emocromo perfetto, pankreas, reni e fegato perfetti.Mi tranquillizzo un po ma purtroppo chi ipocondriaco ed ansioso non sta a cercare su google i propri sintomi?Leggo delle malattie neuromuscolari e li cado di nuovo in un vortice infinito, di nuovo analisi del sangue, visita medica di base + visita medica neurologica (che mi diagnostica forte ansia associata a depressione).In effetti si ragazzi...io non ragiono più, mi alzo la mattina già soffocato con il pensiero di cosa posso cercare oggi su google per i sintomi che ho, non penso ad esempio a cosa mangio, a cosa devo fare a lavoro, a cosa fare questa sera o che film guardare.Mi alzo e dico, non sto bene, non respiro, ho la gola chiusa, ho le gambe stanche, le vertigini, mai un sorriso, parlo in maniera confusionale, questa non è vita. Mi sento stanco, triste, non mi riesco a concentrare, non riesco a pensare ad un futuro. Penso di andare da uno psicologo, intanto ho iniziato da appena 4 giorni una cura di Sereupin la mattina e xanax 0.25 diviso metà mattina metà sera.Per favore ogni risposta è ben accetta, scambiare opinioni mi aiuta.
  17. feedee993

    Ansia o altro ??

    Buonasera mi chiamo Federico ed ho 24 anni. Da circa un mese accuso diversi sintomi, ma non riesco a capire se si tratta di ansia oppure altro. I sintomi che sto accusando sono lingua bianca e bocca amara, agitazione generale con le gambe che non riescono a stare ferme e tremori notturni allo stomaco, braccia e mani e quindi problemi di insonnia (mi sveglio circa 3/4 volte a notte con mille pensieri brutti e mi viene il mal di stomaco e tremori), inizialmente diarrea poi feci molli e a volte le feci sono bicolore (marrone chiaro o marrone scuro), eruttazione e flatulenze (a volte puzzano di uovo sodo), in questo mese sono passato da 67kg a 64kg, lo stomaco mi brontola spesso. Sono stato dal mio medico di famiglia e inizialmente mi ha dato l'omepranzolo pensando fosse gastrite, poi dopo alcuni giorni ci sono andato di nuovo raccondandogli tutte le mie paranoie (mi peso alla bilancia circa 10 volte al giorno e il peso è sempre diverso varia anche di alcuni chili, ogni dolore che sento cerco i sintomi su internet è quindi trovando le peggio malattie mi faccio prendere dal panico e mi autoconvinco di avere quella malattia, in un mese ho pensato di avere dalle 10 alle 20 malattie tra lingua, stomaco, fegato ecc, adesso ogni volta che vado a defecare prendo la lampadina per vedere se le feci sono marrone scuro o nere, poi ultimamente mi guardo costantemente allo specchio per vedere se sono più magro e ogni volta che vedo uno specchio guardo di che colore è la lingua, tutti i pantaloni mi sembrano che mi stanno più larghi e sono entrato nel panico quando ho visto che l'orologio mi stava un po largo al polso) a questo punto mi ha somministrato 20 gocce di Ansioten la mattina e 20 la sera ed una pasticca di Circadin prima di dormire e poi mi ha consigliato una visita da uno psichiatra parlando di ansia, ipocondria e depressione .. per sicurezza ho prenotato anche una visita da un gastroenterologo e vorrei fare le analisi del sangue, ma ho una paura tremenda perché già mi vedo tutti i valori sballati e già mi immagino il gastroenterologo che mi prescrive la gastroscopia e già mi viene l'ansia sia di quando la devo fare che di quando devo prendere il risultato. La cosa che mi da più fastidio è questa sensazione di bocca amara con lingua bianca, la paura di defecare per il colore delle feci, la paura di andare a dormire per svegliarmi alle 4 di notte con tremori e brutti pensieri. Non riesco più ad uscire da questa situazione, non riesco a capire se c'è veramente qualcosa che non va oppure se tutti questi sintomi sono colpa di questa maledetta ansia. Ieri ero convito che avevo o un ernia iatale o una gastrite o ulcera per colpa dello stomaco, oggi avendo bocca impastata e peti che puzzano di uovo marcio penso che sia il fegato. I miei genitori cercano di tranquizzarmi tutti i giorni, ma io non ci riesco e questa situazione mi pesa moltissimo perché vedo i miei preoccupati e vorrei che questa non succedesse. Quanto vorrei tornare ad un mese fa quando tutto andava bene, quando dormivo 6 ore tutte di fila, quando uscivo con i miei amici senza avere sempre in mente pensieri brutti o senza stare sempre con il cellulare in mano per vedere tutti i sintomi !! Che dite sto diventando matto?? Cosa ne pensate di tutta questa situazione ?? Sto male o si tratta di vera e propri ansia ??
  18. Angelo87

    Pensieri strani

    Salve a tutti,mi sono iscritto a questo forum perchè da circa un anno e mezzo sono entrato in una spirale dalla quale non so uscire completamente. Tutto cominció un anno e mezzo fa mentre ero a lavoro, dopo un periodo di forte stress fisico e psicologico.Mi venne un colpo d’ansia mentre pensavo al male che potevano farmi degli integratori che assumevo per via dello sport che faccio. Ebbi una sorta di vertigine accompagnata da un attacco di panico e da quel maledetto giorno cominció tutta una serie di controlli fisici in ogni parte del mio corpo figlia di una forte ipocondria acquisita negli anni. Non voglio dilungarmi su tutto quello che mi è capitato in questo anno e mezzo in cui ho avuto un cambiamento radicale dei miei pensieri e del mio modo di vivere. Quello che mi è rimasto di tutto questo sono dei pensieri strani e assurdi che tornano ripetutamente ad attaccarmi e a provocarmi una forte paura nel vivere.Pensieri su che cosa sia la vita,su chi sono,sul perchè siamo fatti così,pensieri sulla terra,sulla natura. Pensieri che prima non facevano parte di me,e che sono entrati nella mia testa a causa di varie cavolate lette qui su internet nei vari forum sull’ansia e la depressione. Come faccio a liberarmene?non mi sto vivendo nè godendo la vita pìu,ho cambiato 3 psicoterapeuti e sono stato anche da uno psichiatra.Ho iniziato una cura con ansiolitici a Ottobre integrata con degli antidepressivi.A inizio anno mi sentivo meglio ma a causa di una discesa della mia libido sono andato dallo psichiatra e abbiamo deciso di comune accordo di ridurre i dosaggi.Da qualche giorno questi pensieri vanno via via facendosi di nuovo presenti nella mia testa e ho paura di ricadere nella spirale orribile in cui sono stato per un anno e mezzo.. Qualcuno che ha giá vissuto un’esperienza simile?
  19. NICOLETA

    ANSIA

    Buongiorno Io mi sono appena iscritta, soffro ormai da due anni di ansia, tutto e partito dallo stress lavorativo, ho provato diversi integratori tipo Oligosol (litio) e Oligosol (manganese e cobalto) poi bush flower, e anche altri tipi integratori che mi sono stati consigliati da una dottoressa Diciamo che mi sono aiutati il litio e il manganese avevo fatto 2 cicli all' anno solo che io soffro di reflusso gastrico e gastrite penso che sia dovuto tutto al ansia, praticamente sento lo stomaco sempre contratto e un nodo in gola ma tutto il giorno e questo mi fa venire il reflusso gastrico e sto malissimo. Avevo preso omeprasolo da 40 mg come mi ha consigliato il medico perche 1 mese fa avevo una tosse teribile per colpa di questo reflusso, e prima di iniziare l'omeprasolo stavo un pò meglio con l'ansia, come ho iniziato prenderlo a cominciato un ansia che non rieco più controllare.Adesso ho smesso e cerco di prendere gaviscon ... Cosa mi consigliate per l'ansia un psicologo può aiutare, qualcuno di voi l'ha mai provato Grazie
  20. sono un giovane professionista di 29 anni, sono fidanzato da circa 8 anni con una ragazza di 4 anni più piccola di me. Rapporto sempre sereno, qualche incomprensione durante i primi anni ma ho sempre vissuto tutto con disinvoltura. Abbiamo vissuto fino ad oggi un rapporto in cui ci siamo addentrati nel tessuto quotidiano delle nostre famiglia. Ultimamente, da circa qualche annetto non so più cosa mi prenda: spesso vado in ansia, in estrema tensione quando la mia ragazza comincia ad avere giudizi su come si comporta mia madre/mia sorella/mio padre ecc. Interpreta spesso battute, gesti, regali in malomodo, come se non conoscesse la buona fede, la premura e soprattutto la bontà con la quale la mia famiglia si rapporta a lei. Non di rado è capitato, per esempio, che lei interpretasse in modo stravolto azioni e parole di mia madre. Per es. durante la laurea di mio fratello lei ha creduto che i miei genitori volessero escludere i suoi genitori dal rinfresco che avremmo fatto a casa al ritorno dall'università, invitando solo i suoceri di mia sorella. In realtà non c'è mai stata nessuna organizzazione per un rinfresco, nè tanto meno i miei genitori avrebbero mai escluso i genitori della mia ragazza (sempre invitati ad ogni occasione). Fatto sta che lei da quel giorno, dopo un tremendo litigio, decise anche di disertare la festa di mio fratello alla quale era invitata. Questo piccolo e sommario aneddoto è solo una parte di tante altre volte in cui lei ha preso a male circostanze specifiche su mia madre o mia sorella, venendomi sempre a riferire il suo disappunto (di regali che non le piacciono; di movimenti o parole di mia madre che non le garbano e così via). Lei mi ha spesso rimproverato che aiuto solo io in casa magari perchè ho accompagnato qualche volta mia sorella o mio cognato da qualche parte in auto (per loro impossibilità e sempre richiesto con garbo) e allora questo mi ha inibito nelle volte successive ad essere collaborativo in casa o a nasconderlo a lei perchè altrimenti temevo un suo giudizio critico nei miei riguardi, tipo "schiavetto di casa". A nulla valevano e valgono le mie spiegazioni per chiarire che lei si sbaglia di grosso visto che dovrebbe conoscere dopo 8 anni la natura e il carattere dei miei familiari e che certi sospetti o giudizi non sono adeguati. Fatto sta che queste non sporadiche critiche verso i miei familiari hanno cominciato ad instaurare in me una forma di tensione ed ansia. Ogni volta che lei viene a casa ho paura che qualcosa da parte dei miei familiari possa andare storta e che lei interpreti male, scatenando un contrasto tra me e lei. Mia sorella, che in questi mesi è in gravidanza (a rischio), è ricorsa anche all'aiuto e alla compagnia della mia ragazza. Tutto questo mi ha creato un forte stato di tensione perchè temevo che lei mi avrebbe rinfacciato di aver fatto da compagnia e da assistenza a mia sorella non appena avesse qualcosa da dirmi che è andato storto. E i miei timori non mentono in effetti. Solo qualche giorno fa mi ha confessato che mia sorella è un'opportunista perchè fin quando stava poco bene e non era autonoma loro si sentivano, poi dopo che ha cominciato a stare meglio e a non avere più bisogno non si sentono più via cellulare. In realtà mia sorella a casa mi chiede di organizzare anche a 4 e non è di certo la tipa che intenzionalmente non vuole più bene alla mia ragazza. Sarà un pò stonata o un pò in sovrappensiero mia sorella ma di certo non arriva a pensare così maliziosamente certe cose. Dunque, io vado in estrema ansia sempre! Prima non ero così, ero molto più disinvolto. Oggi, invece, vivo uno stato di paura che lei possa emettere ancora giudizi su gesti, frasi o altro che riguarda un mio familiare. E sto anche avendo paura del contrario: cioè mi sale l'ansia, il panico quando un mio familiare ha qualche giudizio critico che esprime nei confronti della mia ragazza. E' come se volessi che ci fosse sempre un equilibrio tra le parti, è come se volessi che nessuno, nè dall'una che dall'altra parte, si scambi giudizi critici (ancorché tali giudizi non mi riguardano personalmente). Non riesco a fregarmene, è diventato tutto più forte di me. Mentre molti amici di queste critiche della ragazza verso la loro famiglia se ne sbattono e ne ridono, io invece è come se mi sentissi ingessato. Mi sento in tensione perchè arrivo addirittura ad immaginare cosa può succedere se la domenica successiva dovesse venire la mia ragazza a mangiare a casa. Ho paura che nascano fraintendimenti, ho paura che mia sorella noti qualcosa di strano in lei, ho paura che lei noti qualcosa di sbagliato in mia sorella. Insomma un casino, ho paura di ciò che pensano ambo le parti reciprocamente tra loro. Ma non ho paura di quello che loro possono pensare di me. E' come se fossi più trascinato dai giudizi (negativi) che loro possono darsi che da quelli che loro possono dare a me. La paura che adesso sto affrontando, per esempio, oggi riguarda le feste natalizie: ho paura di come si possano organizzare i cenoni e i pranzi perchè temo che possa sorgere qualche fraintendimento sugli inviti fatti o non fatti dall'una o dall'altra famiglia, temo che i regali non possano piacere o che magari mia sorella si scordi di farlo alla mia ragazza. Non so da cosa derivi tutto questo, so solo che prima non ero affatto così. Mi manca quell'essere più menefreghista. Oggi sono diventato una persona molto pesante e questo lo notano anche altre persone. E' come se mi facessi carico eccessivamente di quello che accade intorno a me tra la mia ragazza e la mia famiglia. Faccio molto ridere forse ma avevo bisogno di sfogarmi.
  21. Perchè mi domando....devono andare cosi le cose ? Lo so, neanche mi presento e già inizio a blaterare.. beh è difficile spiegare, anche solo brevemente .. cosa prova una persona. È il presupposto necessario per continuare, se vuoi leggere questo messaggio. Scrivo qui e ora perchè tanto so che le cose peggio di così possono benissimo andare..l'esperienza insegna. I miei problemi non finiscono mai.. ..ora non voglio essere compatito, nulla di che. Voglio solo sfogarmi. Che sia chiaro, raccontare una vita non è complicato, è assurdo. In breve: Il periodo più bello in assoluto della mia vita fin ora è stata la mia Infanzia.. era tutto diverso..sorridevo SEMPRE, ero bellissimoo, non mi facevo problemi, non avevo nenche idea di che cosa fosse un problema.. a scuola ero il migliore, mi divertivo sempre, ho avuto una famiglia fantastica e degli amici che mi volevano bene..non mi mancava niente! Descrivere tale gioia per me ora, è anche difficile..facevo le smorfie in ogni foto, TUTTI mi volevano bene, mi amavano.. Un periodo pieno di ricordi felici, quasi attorniati da un'atmosfera calda, rassicurante, nella quale ero a mio agio. Beh, quello era il MIO mondo..un mondo spensierato, angelico..++++ Tenevo tutto chiuso dentro questo mio mondo..forse questo è stato un difetto.. ..non saprei..ma non ne sono convinto..( finchè si è felici da sè, in fondo, non c'è nulla di male).. Ero molto estroverso Dentro il mio habitat naturale (la mia famiglia: genitori, fratello e sorella), simpatico, educato, intelligente (me lo dicevano i miei).. Ma era molto timido il mio approccio con il mondo esterno, lontano da quell'atmosfera familiare.. è sempre stato così.. Grazie a Dio ho avuto, anche se per poco tempo, un amico con il quale riuscivo a divertirmi sempre, anche a scuola..era il mio amico d'infanzia..il migliore.. Al tempo avevo un bel gruppo di amici, venivano a casa mia e io a casa loro, ci divertivamo modestamente e non c'era nulla di male in questo.. Devo dire la verità..ho sempre avuto paura di uscire per strada o per le piazze della città.. sono sempre stato il genio della classe, il migliore, l'introverso, quello che per la sua allergia stava sempre con il pacchetto di Smile e non parlava mai..(ecco, questo pensavano gli altri di me). La situazione però era accettabile ed ero felice così. Con il tempo, però, le cose cambiarono.. Durante le medie, sono stato emarginato dalla nuova classe.. Gli amici che avevo all'elementare sono stati tutti trasferiti nelle alte sezioni, ma avevo ancora il mio migliore amico con me. Eravamo 5 maschi e forse 20 ragazze..beh io all'inizio non conoscevo nessuno.. e..loro non conoscevano me, almeno non come il mio amico di banco.. Il primo è stato il migliore degli anni, gli altri due un inferno. Le cose peggiorarono improvvidamente.. nella classe c'era un gruppetto molto rinomato e popolare che odiavo..loro prendevano in giro tutti e si vantavano di essere chi sa che cosa.. ..io ero addirittura considerato lo scemo, che non si fa mai vedere, che fa fatica a relazionarsi.. beh dovevo essere preso di mira no ? Iniziò un periodo brutto, quasi mi bullizzarono.. Beh certo, scontato il fatto che poi piangevano come neonati se la maestra li sgridava. Ok, comunque il discorso è quello. Dopo aver subito cose che neanche avrei potuto immaginare ed essendo già di mio introverso e timido..non so spiegarti..qualcosa è cambiato in me.. per la prima volta, un giorno, tornai a casa in lacrime, anche se nascondevo tutto.. gli episodi tristi diventarono ben presto ricordi bui, aumentarono a vista d'occhio. A scuola andavo sempre benissimo, come i miei genitori.. ma .. ben presto..mi resi conto che era l'unica cosa andava bene nella mia vita... PECCATO, DAVVERO.. Sono stato Distrutto dagli "altri"..si, chiamiamoli altri o estranei, perchè non appartengono alla mia vita e ai miei ideali. Con i miei non ci ho mai parlato veramente.. Per un periodo pensai che in realtà loro facessero bene a farmi fare costantemente figuracce con le ragazze della classe ogni giorno della mia vita, si.. e lo sai perchè.. perchè se non fai cadere un altro in basso, non potrai guardare dall'alto.. cioè devi perforza fare Male a qualcuno per ottenere rispetto, amicizia e tutto quello che cavolo ti pare. Mi contraddico spesso, lo so, cosa ci posso fare..rifletto tantissimo, troppo.. e questo mi fa stare male.. Il mio migliore amico mi abbandonò senza neanche chiedere, per seguire l'altro gruppo di vigliacchi, anzi no.."popolari". E più passavano i giorni, più mi sentivo abbandonato da tutti, Tutti. Avevo perso quasi tutti i miei amici..Ora non parlavo veramente con nessuno, se non in rare occasioni.. ma a parte tutto ciò, ero ancora felice (la mia grande passata felicità era quasi invincibile).Nonostante avessi provato a ristabilire le cose, non ci riuscii , ma è vero anche che non ebbi reagito a dovere..avevo paura.. Tanto, pensavo, posso essere felice anche senza di loro, perchè loro non mi capiscono.. ci sono invece i miei cugini, mio fratello e mia sorella, insomma..potevo contare sulla parte migliore di me.. la mia vera vita. Ecco, meglio soli che mal accompagnati.. Andai al liceo e a dire la verità all'inizio fu ancora più traumatico.. Un ragazzo in classe mia che neanche mi conobbe (come io non conobbi lui) mi insultò di brutto, già nei primi 5 minuti della prima ora di lezione in assoluto ! Ma ehi allora ho banalmente pensato: sarà il destino questo ? Boh.. Me ne fregavo, avevo imparato che le amicizie si coltivano col tempo e svaniscono all'improvviso. Già quella non poteva essere un'amicizia. Così, senza aver fatto nulla di male o chissà che cosa. Non fu facile per me relazionarmi anche in quel contesto.. per carità avevo nuovi ottimi amici di scuola rispetto ai compaesani, davvero .. e dovrei ringraziarli perchè non avevano quei modi brutali e stupidi .. Comunque ero felice solo a scuola, non vedevo l'ora di andarci, anche in anticipo, per incontrare quelle persone fantastiche.. ma per il resto ero solo.. Già..durante l' estate neanche mi preoccupavo di uscire una volta in quei tre mesi perchè -tanto sto bene come sto a scuola..eh poi ci vedremo l'anno prossimo -pensavo. Intanto gli altri miei compaesani se la spassavano ogni giorno.. Provai ad uscire anch'io.. ma qualcosa non mi faceva stare bene.. non mi sentivo a mio agio (come a casa o a scuola) e non parlavo mai. Inutile dire ce provai a cambiare parecchie volte compagnie e gruppi, ma il risultato fu sempre lo stesso. Avrei voluto seguire l'amico d'infanzia ma lui usciva con gli altri che odiavo e che non mi volevano affatto. Non sapevo cosa fare.. A volte uscivo da solo..giravo per le strade solitario, con una fanta per passare il tempo.. uscivo in bici, mi facevo notare, andavo in campagna per ammirare i tramonti e i paesaggi che erano uno spettacolo.. Cercavo di passare il tempo sognando, trovandomi una passione ( la musica, il calcio) I risultati arrivarono (a volte mi facevano giocare a calcetto) ma non ero ancora felice.. nessuno voleva uscire con me, non ero mai stato invitato ai loro compleanni, in nessuna festa o evento.. Ogni anno la stessa storia.. Halloween? Per me significava guardati un film da paura a casa, oppure farai talmente schifo che neanche meriti di avere una tv. Beh..non so come ma andò sempre peggio.. Ero frustrato, mi sentivo stanco, solo, apparentemente un amico. Mi sentivo male se pensavo alle uscite, alla moda, al modo di comportarsi con gli altri, ecc... Mi resi conto che non pensare ai problemi fosse una soluzione..ma probabilm. mi sbagliavo. Non mi facevo condizionare da nulla, vestivo come volevo, ecc.. Mi sentivo felice, soddisfatto, a scuola andavo allla grande, ero ancora il migliore e mi sentivo apprezzato da tutti. Nascondevo la mia ansia e le mie paure dietro la maschera dello studente bravo e sicuro di sè. Ma c'era sempre qualcosa che non andava: non ero mai considerato dagli altri, sebbene fossi stato sempre gentile, disponibile, sincero, cordiale, spiritoso, di + e di -. Niente. Esistevo in classe solo per: 1)aiuti in fisica o in un altra materia; 2) fazzoletti. Allora mi sono detto -Basta, così non posso continuare per sempre- devo farmi degli amici veri, devo costruire qualcosa di importante per me.. altrimenti sono finito. Non ce l'ho mai fatta. Ho 17 anni e ho sofferto di solitudine per almeno 7 anni, soffro di ansia sociale e credo di essere colpito da chissà quante altre cose.. forse un disturbo.. non saprei. Ma non è possibile, i miei tentetivi di approcciare sono andati a puttane, gli amici bugiardi e infami stanno andando a puttane (eh meglio) Ho 17 anni e sono solo. Ho tutto ciò che si può avere nella vita, davvero.. ma sono solo. Ho provato a confidarmi con una mia compagna di classe, ma è stato l'errore più grande che io avessi fatto nella mia vita. Estate ? Non posso. Anche se provassi a chiedere di uscire con un amico una volta.. rifiuterebbe. Ho paura di essere rifiutato, perchè su 1 milione di tentativi, ho raccolto 1 milione di fallimenti e ora dico basta. Non so più cosa fare, davvero. Mi sento vuoto, non so...inutile, perso. Depresso no, non credo, spero di non esserlo.. La mia vita fa schifo, è monotona, priva di felicità.. non riesco a divertirmi, ma mi sforzo di riuscirci. Come al solito, guardare gli altri divertirsi mentre si fanno le foto ogni giorno della loto vita, dopo tutto quello che ti hanno fatto subire.. è ..è solo.. ingiusto. Ormai, neanche me la prendo. Cosa farò al mio diciottesimo ? Ma come si fa ? Non puoi conoscere una persona da come si veste, da cosa fa nella vita.. e neanche da come si comporta con te, credimi. Perchè, forse, nasconde una marea di sentimenti e pensieri che neanche lui stesso immagina di avere. Ma il mondo non ce lo insegna, ci insegna la moda, le superstizioni, gli stereotipi, che l'apparenza inganna, ma l'apparenza sei tu stesso--> perchè neanche te sai davvero chi sei. Io, in fondo, lo so..so chi sono veramente..sono il bambino allegro e spensierato.....il problema, però, è che gli altri guardano, giudicano e ti confinano. Per il mondo io sono un essere inutile. Grazie per l'attenzione ho scritto un papiro lunghissimo..!!11!1 Chiedo scusa per la vostra perdita di tempo..
  22. Scrivo perché da un paio di mesi ho notato di avere problemi ad addormentarmi. Appena fa buio il cuore comincia a battermi più forte e ho l'angoscia perché so che andare a dormire senza piangere sarà un'impresa. Mia mamma ha dormito con me fino ai miei 14 anni, poi ho sempre dormito in camera da sola. Dopo il liceo mi sono trasferita a Pisa e ogni notte da sola stavo male perché non avevo stretto amicizia con i coinquilini. L'unico modo per stare tranquilla era dormire col mio ragazzo, con il quale poi sono andata a vivere. Adesso lui è partito per 2 mesi e nelle ultime due notti ho avuto delle crisi di umore. Non so se il motivo sia che mi sono attaccata troppo a lui, ma anche il giorno lo penso spesso e non sono mai completamente rilassata quando sono da sola. Sto bene solo se sono impegnata ma poi prima di andare a letto mi sale l'ansia. Non capisco il motivo. Inoltre non trovo niente che mi distragga veramente e sono molto irritabile. Ho smesso di fare palestra a Giugno e a Settembre devo ricominciare, quindi non ho neanche un'attività che mi possa stancare. Insomma, quando non sono con lui sto male di sera.. Durante il giorno sto male solo se penso al perché non sono tranquilla la sera. In particolare penso che starei bene se fossi con lui e, visto che non è possibile, comincio a intristirmi. È l'amore? Ho un problema a dormire da sola? Non so gestire il malumore? Vorrei solo capire cosa ho e perché non riesco ad autocalmarmi. Sono consapevole di dipendere da qualcun altro forse, solo che non vedo una soluzione. Magari il problema è un altro..
  23. Salve a tutti, ho 19 anni e tra meno di 10 giorni iniziano gli esami per la maturità!!, Sto attraversando un periodo strano e penso sia dovuto all'ansia e allo stress legati allo studio. Sento come un enorme blocco e in questi giorni proprio non riesco a essere lo stesso di sempre e la cosa influisce anche con la mia ragazza. Ho sempre avuto un problema, fin da piccolo, ovvero che nei periodi d'ansia non riesco a capirci più nulla e finisco per discutere per cose stupide. Anche quando sono con la mia ragazza non riesco a essere sereno, e lei se n'è accorta tanto che mi ha chiesto ripetutamente il motivo della mia tristezza, ho provato a spiegarglielo ma sembra non capire a fondo. Non so come fare per tornare a essere quello di sempre, la persona brillante e divertente che l'ha fatta innamorare. L'ansia non è solo dovuta alla scuola, ma anche da certi suoi atteggiamenti, magari banali, ma dato che in amore ho preso tante fregature ho paura di essere preso in giro, usato e poi abbandonato come un vecchio giocattolo. Cosa dovrei fare per affrontare meglio questa situazione? Tornerò ad essere quello di sempre?
  24. Salve a tutti, ho 17 anni e la mia vita non è mai stata tanto triste come adesso. Per motivi di salute ho smesso di frequentare la scuola, ma riprenderò a partire da settembre. Adesso come adesso, penso di aver perso quello che faceva delle mie giornate una vita sociale. Il mio ex ragazzo era l'unica cosa su cui contavo, e ora se n'è andato. Ho litigato con la mia migliore amica, lei mi giudica troppo e non mi accetta quindi nessuna delle due vuole più uscire. Abito in un paese un po' isolato, per arrivare al centro della mia città devo camminare mezz'ora per arrivare alla stazione. Mio padre lavora tutto il giorno e non lo vedo mai. È separato in casa con mia madre, che preferisce spostare la sua attenzione al cellulare e ai social, perché non lo sopporta più, è un po' le do ragione, perché mio padre ha una mentalità molto chiusa e l'ha trascurata. Non parla quasi mai, non usa la testa nelle cose ed è sprovveduto. La capisco, ma io tendo a sentirmi sempre più sola e mi sto disperando. Soffro di asma e allergie varie, che mi complicano ancora di più la vita e le situazioni, ho persino preso un cane per sentirmi meno sola, ma non posso tenerlo perché ho appena scoperto che stare così tanto a contatto con il suo pelo mi fa stare male. Mia madre dice che ho tante visite da fare. Ma nella mia vita non accade mai nulla di bello, assomiglia ad una maledizione. Non so come uscire da questo circolo vizioso e uscire con gli amici, divertirmi, avere un ragazzo, e non soffrire per la situazione in famiglia com'è stato fino ad un anno fa. Ora la situazione è drasticamente sprofondata anche se i miei genitori non c'entrano, perché nonostante il loro comportamento mi faccia fare male, non mi hanno mai fatto mancare niente. Mio padre mi ha sempre viziata da piccola, mia madre mi donava l'affetto. Ora si è distaccata, ma è giusto così perché ho 17 anni, e non posso pretendere di avere mia madre come amica quando non ho nessuno con cui parlare. Eppure fino all'anno scorso era tutto perfetto. Uscivo uscivo e uscivo, non avevo così tanta ansia e pressione. Ora mi ritrovo a chiedere aiuto perché appunto è cresciuta un ansia pazzesca dentro di me e non so se sia legato a queste cose, ma mi sta veramente facendo impazzire. Le persone non escono con te e non ti aiutano via social, mi serve un vero e proprio posto dove sia facile per me fare amicizia, perché non sono specialmente timida o maleducata, se mi applico penso di poter costruire rapporti stabili, ma ora non ne trovo il modo. Non esco di casa da una settimana, cosa mi consigliate di fare?
  25. Salve, purtroppo da un po' di tempo sto vivendo una situazione di malessere... Ho 19 anni, sto frequentando l'ultimo anno di liceo scientifico e spero a breve di diplomarmi. Non riesco più a fidarmi di nessuno, anche perché le persone che si ritenevano mie amiche si sono rivelate tutt'altro... Ho cominciato a sentire il bisogno di andare via, cambiare ambiente, città, cambiare vita! Dopo il liceo voglio lavorare sperando che qualche azienda nonostante il mio misero diploma da liceale mi assuma, ma premetto che se dovesse accadere sarebbe merito di mio padre... Allo stesso tempo vorrei seguire studi universitari, magari online o non so, tantissima voglia di studiare purtroppo non ne ho più. Ahime, sento il bisogno di essere indipendente da tutti e tutto, dai miei genitori soprattutto; sono anche una persona che non si accontenta e che ha gli occhi grandi... Nel frattempo però, c'è in me uno stato di malcontento... Precisamente non so da cosa sia dipeso... io sono anche innamorato di una ragazza, con la quale scambiavo messaggi fino a tre settimane fa, ma fin quando ero in contatto con lei, riuscivo a mettere un attimino da parte questo malessere... Con questa ragazza della quale io sono innamorato da quasi un anno non ho mai avuto il coraggio di dirle ciò che sentivo e che tutt'ora sento perché penso che da parte sua la cosa non sia ricambiata. Ciò che mi fa più rabbia, è il fatto che lei a tratti mi ha dato l'impressione di essere interessata a me nonostante non lo fosse veramente e sapendo anche che io provassi qualcosa per lei... Non so se è cattiveria o carattere ma ci sono rimasto male, anche perché ad un tratto non ci siamo più scambiati un messaggio, perché come è orgogliosa lei, lo sono anch'io. Ora ci ho messo una pietra sopra dicendo di non volerla più sentire, ma so benissimo che dentro di me la verità è tutt'altro. Questo mio star male con me stesso mi sta perseguitando, anche con gli amici, infatti non ci ho più quel rapporto di una volta, quasi da preferire stare da solo... infatti capita spesso che la sera dopo aver studiato prenda la macchina e percorra chilometri e chilometri senza meta, con la musica che mi accompagna... Mi rilasso e provo a sognare, provo ad immaginare che in quel momento sto viaggiando seriamente... Vi ringrazio se davvero avete letto tutto e spero che mi potiate dare qualche consiglio...
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