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Trovato 24 risultati

  1. Nhero

    Non ho amici e sono stanco

    Ciao mi presento, ho 20 anni e non ho amici e non esco da circa 5 anni. Non sono andato mai d'accordo con i miei genitori o parenti, i quali mi hanno sempre considerato negativamente senza alcun motivo ed anzichè aiutarmi hanno preferito vedermi morire. Questa situazione mi sta consumando mano a mano che il tempo passa e non so per quanto tempo ancora posso andare avanti quindi vi scrivo per chiedervi consigli sia in generale sia su alcuni miei dubbi. Ero considerato un genio a scuola, tutti 10 con il minimo sforzo, ma da quando ho perso gli amici poichè si rivelarono dei falsi ipocriti, ho cominciato ad andare male a scuola, a 17 anni rischiai persino di essere bocciato. Non ho mai avuto problemi coi voti, sono riuscito sempre a mantenerli sulla sufficienza, ma comunque mi faceva star male sapere che il mio potenziale era altro. Adesso ho abbandonato l'Università perchè la mia situazione non mi permette di concentrarmi sullo studio, l'unica cosa che riesco a fare è bingiare video su video su YouTube per tutta la giornata. anche se non mi interessano. Adesso ho scaricato un app blocker per ridurre la mia dipendenza, e magari occupare il tempo leggendo libri o per lo meno imparare qualcosa anzichè letteralmente buttarlo come ho fatto per tanto tempo, ma sarebbe solo addolcire la pillola. Adesso stavo pensando se cercare lavoro o magari riprovare l'Università, il problema è sempre lo stesso però, ed allo stesso tempo non voglio finire sfruttato da qualcun altro per una misera paga e 12 ore al giorno di schiavitù. Sono davvero in un vicolo cieco, non so come migliorare la mia situazione, non so che carriera intraprendere... Il lavoro dei miei sogni richiederebbe una laurea a pieni voti e so di averne le capacità, ma solo se in uno stato mentale ottimale, altrimenti sarebbe fatica sprecata. Esco di casa solo per fare sport 3 volte a settimana, per il resto del tempo rimango chiuso in casa a morire dentro, anche perchè a me piace(rebbe) molto uscire e fare le classiche stronzate che si fanno alla mia età. La cosa peggiore è che sono considerato simpatico, quindi non so quale sia il problema, non sono brutto ma neanche bello, sono una persona che dà anche senza ricevere nulla in cambio (ed è sempre andata così, la gente sa solo approfittarne). eppure niente. Secondo voi cosa dovrei fare??
  2. . Buongiorno a tutti, scrivo qui perché mi sento terribilmente sola e depressa. In breve vi racconto, esco da pochi giorni da una convivenza bellissima, abbiamo avuto due bambini,di 5 e 2 anni,veniamo da famiglie completamente diverse, la sua è quasi come quella della mulino bianco per intenderci, la mia tutto il contrario... Ognuno per i cavoli suoi, se con i miei fratelli o mia madre non ci sentiamo per mesi non le cambia nulla. Da circa due anni, le cose tra me e il mio ex compagno si erano incrinate, litigavamo di continuo per tutto e io so bene che lui ha alzato un muro perché non mi sono mai realmente del tutto adattata al suo stile di vita per quanto fosse molto meglio del mio... Ma per tanti versi sono scesa a compromessi e l'ho comunque sempre amato. Ogni volta che litigavamo mi diceva di andar via e dopo mesi l'ho finalmente accontentato... E sono tornata da mia madre.... Che come prima cosa ha chiamato lui senza dirmi nulla per informarsi e perdirgli chiaro che deve darmi tutto ciò che mi spetta. Magari io avrei parlato di altro piuttosto che di soldi visto che mi ha vista arrivare col cuore a pezzi....ma comunque ora il problema è che io e lei non siamo mai andate d'accordo, litighiamo in continuazione, vive nel disordine e nello sporco, nonostante sappia che ora in giro per casa sua ha anche due bambini piccoli! Sta tutto il tempo al telefono... Io non posso stare dietro tutti.... Pulendo tutto e occuparmi dei piccoli, lasituaxione è insostenibile... Questo mese tra l'altro ho pure perso il lavoro.... E anche potendomi pagare un affitto non potrei lavorare perché il piccolo ha 2 anni e il nido costa troppo così come le babysitter..... Sono disperata, in tutto questo il mio ex dove caxx è???? Io mai avrei potuto mandarlo al macello in questo modo, si prende i bambini qualche gg a serlttimana, va a mare dai suoi.... E non pensa al resto? Dopo tanti anni oltre a tanti errori ho fatto anche tante cose per la nostra famiglia e ora vivo nel totale abbandono e in condizioni terribili.... Purtroppo oltre ad amarlo ancora da morire, vorrei una famiglia unita soprattutto per i miei figli.... Datemi dei consigli, non ho amici, non ho parenti.... Sono sola in un momento atroce della mia vita...
  3. gioiastella

    Disabilità e solitudine

    Ciao a tutti. Mi presento, sono Michela e ho 29 anni. Sono in carrozzina dalla nascita. Vorrei raccontare la mia esperienza e mi piacerebbe capire se esiste un modo per uscire dalla mia situazione e vivere davvero.... Io non ho mai vissuto bene la mia disabilità. Bullismo ed emarginazione sono state alla base della mia vita scolastica in infanzia e adolescenza. Mi considero una persona molto sensibile, facilmente impressionabile, psicologicamente debole anche se dall'esterno posso dare l'idea di essere una "persona forte". Dopo il diploma al liceo, ho iniziato a vivere un periodo molto buio in cui questa mia debolezza interiore si è fatta particolarmente sentire. Dovevo affrontare la vita adulta e non mi sentivo pronta. La vita universitaria era un inferno, anche a causa del fatto che la mia scelta è stata fatta abbastanza "a caso" e non era esattamente la strada per me. Ben presto mi sono ritrovata dentro il tunnel della depressione e dell'anoressia nervosa. Oggi, dopo quasi un decennio di battaglie contro me stessa, posso dire di essere quasi uscita da questo tunnel buio, in parte grazie alla psicoterapia, in parte grazie al fatto che ho iniziato a seguire delle passioni che avevo sempre trascurato (in particolare il canto). Eppure, non posso dire di essere felice. Mi ero illusa che stando meglio psicologicamente sarei riuscita a farmi degli amici, a vivere più intensamente, a fare esperienze. Invece non è stato così, e non riesco a capire dove ho sbagliato. Certo non sono esattamente un animale sociale, non amo i luoghi affollati, prima di uscire di casa mi faccio mille paranoie soprattutto legate alla presenza di barriere architettoniche (purtroppo sono paranoie ben fondate). Insomma uscire è un po' una fatica per me, ma non posso neanche dire di essere un riccio chiuso in sé stesso. La compagnia mi piace, se con le persone giuste e nei luoghi giusti. So aprirmi e donarmi agli altri. Mi sforzo di fare nuove esperienze e provare cose nuove, anche se non sempre i tentativi vanno a buon fine. Ma nonostante questo non sono riuscita a creare dei legami così forti con le persone da poterli chiamare "amici", nel vero senso della parola, di quelli con cui usciresti anche ogni sera, di quelli che ti cercano al bisogno e tu cerchi loro. La mia psicologa dà la colpa al fatto che alla mia età le persone non cercano amicizie, ma pensano più che altro a "sistemarsi" (convivenza, matrimonio, figli...). Ne parliamo spesso, ma lei non sembra avere molto altro da dirmi sull'argomento Io non so più dove sbattere la testa. Forse passo troppo tempo al pc, motivo per cui mi sono cancellata dai social network. Mi sento una conchiglia vuota e vorrei tanto creare delle relazioni solide, perché solo così penso che la vita sia degna di essere vissuta. Spero di non essermi dilungata troppo e ringrazio chiunque vorrà leggere il mio post.
  4. Giorgio1385

    Ho paura di non farcela.

    Mi presento, sono un ragazzo semplice, studio, ho 21 anni e sono anni che soffro di depressione. Sono al secondo anno di università di informatica, non ho amici da anni, sono solo. Non esco da non ricordo nemmeno più quanto, se non in famiglia per andare dai nonni o per andare in chiesa dove faccio parte del coro suonando la chitarra ma di cui non mi sono mai sentito parte integrante se non agli albori quando entrai a far parte di tutto ciò insieme ad un amico, forse l'unico che abbia mai avuto, e di cui non so più nulla. Non c'è la faccio più, sono mesi che penso e ripenso a come farla finita, a quale sia il metodo meno doloroso, è straziante dover sopportare tutte queste pressioni, il non avere amici, il non avere una ragazza, vivere in una città in cui o sei forte oppure ti schiacciano come una mosca.. Non ho mai fumato/bevuto, sono un ragazzo semplice come ho detto ma è questa semplicità che mi rende ciò che sono ora, solo. Non ho passioni particolari, non mi piace il calcio, mi piacciono i videogiochi, non ho più la voglia di studiare costantemente, passo più del dovuto a non far nulla, a fare tutto ciò che mi possa tenere distratto dai miei reali doveri. Non mi sento appagato in nessun modo neanche facendo quello che un tempo mi piaceva fare.. Non c'è un solo motivo per cui non debba finirla qui, ora. Nessuno nella mia vita si è accorto di quanto stia male, solo perché fingo di star bene, di essere un ragazzo "normale", ma in realtà provo tante di quelle emozioni ogni giorno che vorrei esplodere. Non ho mai chiesto aiuto a nessuno, non lo farò mai, preferirei morire piuttosto. Mia sorella sta per sposarsi, io invece sono un ragazzo solo, senza un amico, non ho una carriera universitaria ottimale, anzi, da cancellare oserei dire, non ho nulla qui, in questa vita. Perché dovrei continuare..
  5. Scusate,vorrei dire poche parole riguardo a ciò che mi sta succedendo.Dal mio nickname si è intuito che sono ancora un ragazzino di quindici anni e che non ha proprio le idee chiare in testa. Non so chi sono.Mi spiego meglio.Ogni giorno mi alzo col pensiero che quella giornata mi possa andare bene come andare da schifo,ma non perché sono gli altri che me lo fanno pensare. Sono io.Penso di non essere l'unico ad avere questo problema.Ho consultato diversi forum ma ho ricavato tanto come niente. Voglio che qualcuno mi possa dare una spinta.Possa dirmi quella frase che mi cambierà totalmente la vita. Andiamo al nocciolo però...Davanti alle persone HO PAURA.Non paura di LORO, paura di ME e come posso reagire. Nella mia testa ci sono una miriade di pensieri che svolazzano qui e la fra i miei neuroni. Penso molto,parlo poco. Sto molto da solo e alcune volte penso anche di essere pazzo. Sempre,e dico SEMPRE,mi capita di parlare da solo e rispondermi pure...non è normale affatto però lo faccio come se fosse una specie di terapia inconscia di cui non posso farne a meno. Mi aiuta,questo è vero. Mi fa sentire solo e disorientato,anche questo è vero. Vorrei dire molte altre cose ma penso che siano superflue. Voglio solo qualcuno che mi capisca e che possa darmi consigli. Qualcuno che ha sperimentato sulle sue mani quello che provo io. Grazie
  6. Ho 63 anni, e vivo a Rimini. Da sin da bambino soffro di complesso di inferiorità con conseguente isolamento, ansia e depressione maggiore. Ho frequentato alcuni psicoterapeuti ma nessuto e riuscito a sciogliermi il nodo del complesso d'inferiorità che ha radici sin dall'infanzia. Sebbene la fiducia negli psicoterapeuti sia scesa al minimo, voglio tentare un'ultima volta. Mi occorono suggerimenti per scegliere lo psicoterapeuta nel raggio di 100 km sulla base delle Vostre esperienze positive. Attendo i Vs suggerimenti/proposte sui nomi di psicoterapeuti.
  7. leprechaun

    Ho bisogno di aiuto

    Premetto che non avrei nulla di cui “lamentarmi” perché so che non mi manca nulla. Una famiglia, una casa, mio padre ha un lavoro stabile ecc. Eppure sono almeno un paio d’anni a questa parte che mi sento come inghiottita dall’ombra, anche se fin da bambina mi è capitato qualche episodio simile ma mai così intenso. Sono una ragazza di 20 anni, da quel che mi sento dire di bell’aspetto; trovo sempre più difficile relazionarmi alle persone, che mi siano care o no, anche se sono circondata da persone che mi vogliono bene (tuttavia sono sempre stata introversa). Credo che peggio di sentirsi soli sia il sentirsi soli in mezzo a tanti. Soprattutto quando qualcuno a te molto vicino ti chiede cos’è che non va ed anche se in quel momento vorresti urlare e sfogarti per tutta la rabbia e il dolore che hai dentro, non riesci a dire nulla perché hai un’orribile sensazione di non essere capita. E poi mi ritrovo con le mie crisi di pianto la sera nel letto (almeno una a settimana, ma non è raro che possa succedere quotidianamente) oppure appena mi trovo da sola in casa. Esco di casa sempre più raramente e lo faccio anche con difficoltà, oppure se lo decido spontaneamente me ne pento poco dopo. Se prima odiavo il fatto di non conoscere molte persone e uscire poco, adesso provo inquietudine e ansia al solo pensiero di varcare la porta di casa. Non ho più degli hobby o passioni che avevo prima, mentre in passato mi tenevo impegnata tra studio (ho sempre avuto una media dei voti alta) e sport a livello agonistico (con qualche piccola soddisfazione a livello nazionale, avendo iniziato tardi), adesso invece mi capita di passare ore a fissare il vuoto, o dare buca a richieste di uscita per restare chiusa in casa a fare NULLA. A studiare trovo una difficoltà enorme e adesso in palestra salto diversi allenamenti (l’anno scorso poi mi sono fermata per 7 mesi). Ho paura di essere entrata in una strada senza via d’uscita e che in futuro possa commettere qualche grossa stupidaggine in preda ai miei momenti di disperazione, più il tempo passa e più peggiora la cosa. Ho pensato cose così brutte che ho paura di raccontare e mi fanno provare vergogna verso me stessa, tanto che vorrei sparire da questa terra ma non trovo la forza di fare neanche quello. Mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione, arrivare a non sopportarmi più, e tutto questo accade in un silenzio assordante perché non riesco proprio a parlarne con nessuno, nemmeno i miei fratelli/sorelle a me sempre vicini perché odio il solo pensiero che possano provare pena per me. So di avere bisogno di aiuto ma non trovo neanche la forza di chiederlo perché già ammetterlo a me stessa è stata un’impresa eclatante, mi ripeto che prima o poi andrò da qualcuno ma continuo sempre a rimandare questa decisione. (Chiedo scusa per la lunghezza del post)
  8. Amalia

    Cronicità della solitudine

    Buonasera a tutti mi chiamo Amalia ho 41 anni scrivo in questo forum perché ho bisogno che i miei pensieri escano dalla mia mente , che in qualche modo qualcuno sappia che io esisto e non sono solo una delle tante persone che si muovono sul pianeta... questa è una di quelle sere dove la mia solitudine è affamata è sta quasi per inghiottirmi... la mia storia ha dei momenti cardine che forse spiegano perché sono qui a raccontarvi di me...sorella minore di 2 fratelli quasi coetanei tra loro ( legatissimi) quindi una quasi figlia unica alla costante ricerca di essere accettata ma troppo piccola sempre per esserlo, chiusa nel mio mondo di emulazione ad 11 anni un amico dei miei fratelli mi molesta, confusa e non creduta dalla mia famiglia ( pensavano che fosse una bugia per avere attenzioni) ingerisco un flacone intero di sonniferi di mio padre...ricordo ancora il mio risveglio in ospedale ,l’odore dei farmaci le voci dei medici e lo sguardo dei miei dietro il vetro un misto di paura e delusione...quell’episodio fu la prima lesione sulla mia anima. dopo pochi anni passati in continui conflitti familiari alcuni sfociati in veri atti di controllo aggressivo con cambi di scuola a metà anno scolastico, allontanamento da amicizie non gradite,uscite sorvegliate e tanto altro ancora, mio Fratello Maggiore muore all’eta Di 23 anni con un emobolia polmonare (io ne avevo 16). È inutile dire cosa fu quel momento per una ragazzina di 16 anni già con tanti problemi, l’altro mio fratello dal dolore decise di partire ed andare a vivere in America lasciandomi in balia del dolore dei miei ed il mio senso di colpa per non essere morta io alimentato dalle aggressioni verbali di mia madre che in più occasioni mi ha gridato in faccia che avrebbe preferito che fossi morta io e non lui...dopo tre anni passati a concedermi sessualmente a tanti ragazzi perché non riuscivo a dire di no rimasi incinta...decisi di abortire e quella decisione mi tormenta ancora oggi...a 20 l’età dei sogni delle speranze ho intrapreso un percorso di crescita personale , ho scelto contro il volere dei miei genitori di fare restauro , mi sono innamorata ed ho trovato tanti amici... ma purtroppo la depressione eri lì pronta ad esplodere in qualsiasi momento e così è stato, la mia fragilità era troppo prorompente ed ha rovinato gli anni più belli con profonde crisi dove non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, periodi di forte paranoia, crisi di nervi che mi vergogno anche solo ricordare...il mio primo ed unico grande amore non ha retto a tutto questo e tanto meno il mio percorso lavorativo.. dei tanti amici solo pochi erano rimasti... affacciata ai 30 anni le cose sembravano essere migliorate, avevo ormai le mie emozioni sotto controllo , le mie relazioni erano più equilibrate, i pochi amici che erano rimasti erano accanto a me ed anche il lavoro e la famiglia sembravano aver trovato il loro giusto tassello, ma quando mi ero rilassata e proiettata verso un futuro con mille opportunità ecco che il destino si accanisce ancora una volta, il mio papà si ammala di cancro. 5 anni di sofferenze ,dove io me ne sono presa cura in tutto e per tutto perché mia madre non riusciva nemmeno a dormigli accanto, annullando la mia vita, addandonando la mia strada perdendomi nel nulla...dopo un anno dalla morte di mio padre ho scoperto di essere in meno pausa precoce all’eta Di 36 anni e l’ultimo dei miei sogni al quale mi appigliavo per non essere inghiottita dalla depressione si è infranto rompendo la mia anima per sempre... dopo questo ennesimo schiaffo mi sono chiusa totalmente alla vita... sono una persona piacevole, piena di interessi un artista anche piacevole esteticamente ma purtroppo io non esisto più, ho troppa paura di soffrire ancora... ho fatto un epurazione di amicizie me ne sono rimaste 2 forse tre ma ho paura che mi possano far soffrire anche loro... ho decisio di lasciare anche il mio lavoro di restauro per dedicarmi ad una piccola attività artigianale che mi isola ancor di più e non mi da una stabilità economica...è dal 2011 che non ho una relazione, non so più cosa significa una carezza, un bacio... ed ho paura una paura tremenda di morire sola... oggi quell’unica amica che sento più spesso mi ha detto di essere incinta... è questa notizia mi ha fatto sprofondare... mi sono sentita così vile a fingere gioia per lei quando il mio cuore annegava nel buio dello sconforto... perché ho pensato che quell’unica persona che ancora sa che esisto Non avrebbe pensato più a me povera amica sfortunata... non voglio più essere sola ma non so come fare, non so più cosa significa essere innamorati e amare... voglio disperatamente che qualcuno mi ami , che qualcuno sappia che esisto....
  9. ciao a tutti. dopo questi ultimi 3 anni,passati anche ad autoanalizzarmi sento il bisogno di un parere esterno.Andro a spiegare tutto quelli che sono gli aspetti problematici e non della mia vita,in modo da fornirvi un quadro il piu completo possibile e ricevere un opinione. 3 anni fa,il mio problema era non avere una cerchia sociale ampia. ho cercato di lavorare in questo senso,cercando di avvicinarmi a persone per condividere un amicizia con loro. in qualche modo ce l'ho fatta,ho dei nuovi amici,coi quali ho stretto un bel rapporto,anche abbastanza profondo,coi quali posso parlare di argomenti importanti,confidarmi etc etc Questo sicuramente mi solleva molto,sia per il fatto che sto meglio ad avere piu amici e piu cerchie sociali distinte,sia perche mi ha dato fiducia in me stesso. Autoanalizzandomi però,e questo è uno dei punti chiave della questione secondo me,sto pian piano prendendo coscienza che forse a frustrami non era e non è il fatto di avere pochi amici e/o poca vita sociale,conoscenze giri e quant'altro. il fatto è ce mi sto rendendo conto che io baso la mia autostima,il voto che do a me stesso,il bilancio del successo della mia vita,su quante volte esco,su quante persone mi chiamano,quante cene faccio etc.. E' vero che adesso ho nuovi amici,ma il problema di non essere all'altezza di uno standard che mi sono fissato si presenta ogni qualvolta le cose non vanno come vorrei; e quando succede mi autoinfliggo dei giudizi molto duro: "sei uno sfigato,sei solo,non hai una vita divertente ed appagante etc.." Questo meccanico è forse alimentato dal paragone che faccio tra me medesimo e le persone che frequento,specialmente il mio amico storico del quale parlavo nel primo post. Tutti quelli che frequento hanno una con aspetti diversi dalla mia: loro lavorano ed io studio,tanto per cominciare. Loro hanno fondamentalmente piu tempo libero,perche sono comunque persone definibili ricche,e lavorono nelle ditte di famiglia,questo li porta viaggiare anche piu volte al mese,a fare gite nei week end e anche durante la settimana. Qui entra in gioco un altro fattore importante della mia vita: la mia fidanzata. Siamo fidanzata da quasi 6 anni e ci conosciamo da 9. Premetto che io lo stessa passione per lei che avevo il primo giorno,mi piace,mi prende,mi stimola. Purtroppo però è ormai chiaro che ha problemi della sfera psicologica pure lei,e direi anche abbastanza marcati. La situazione tra lei e il resto delle persone che mi girano attorno non è delle piu felici,lei nelle uscite coi miei amici non è quasi mai presente,a parte compleanni o cose cosi;non abbiamo un gruppo in comune,perche fondamentalmente nessuno di noi 2 ha un vero e proprio gruppo,ma tantomeno da condividere.quindi le cene in 2 coppie sono inesistenti,i viaggi con amici manco a parlarne. Questo mi porta sempre ad essere diviso tra 2 fuochi,o vedo lei o i miei amici etc etc Il problema è che anche quando esce coi miei amici io sono molto teso,perche lei rappresenta il lato di me che è completamente diverso dalle persone che conosco.lei è completamente seria,formale,non ammette scherzi,confusione,goliardismo. Per fare qualche sempio:potrebbe mandarla in tilt venire a cen da qualche mio amico che coabita con coinquilini e vedere la casa,in stato oggettivamente lercio,dove ceneremmo. A me non da nessun fastidio che lei me lo faccia notare,ma questo accanirsi fa diventare ogni cosi un problema. Lei è particolarmente insicura,ed una battuta o una parola maldetta da qualche mio amico è sempre motivo per litigare noi 2. Questo mi accentua esponenzialmente il problema: vedo i miei amici con le loro fidanzate che a capodanno vanno in montagna con altre coppie,e noi no. Quest'anno lei era disponibile,seppur con qualche riserva,a partire insieme ad altri miei amici per qualche giorno in montagna,poi per problemi logistici non si è potuto,anche se proprio volendo ci saremmo potuti andare. io per tutto il tempo dei preparativi sono sempre stato in forte ansia,da una parte perche il capodanno cosi come le vacanze in genere è un altro di quei fattori su cui baso la mia qualita di vita,dall'altro perche non avrei voluto litigare con lei per partire,ed i motivi potrebbero essere stati molteplici:i miei amici non vanno tanto per il sottile con l'organizzazione,ovvero potrebbe aggiungersi gente all'ultimo,potrebbero esserci stanze in comune,si potrebbe partire un giorno prima o un giorno dopo.mentre lei vuole tutto definito in anticipo,e che non cambi per nulla al modo ed ha tutti i suoi punti cardine che sono imprescindibili.quindi mentre si organizzava io ero costretto a far quadrare tutto e questo mi ha provocato un ansia pazzesca. Io sto bene con lei,ma questo aspetto turba il nostro rapporto.sia perche io pian piano sto venendo portato a vedere lei come un "ostacolo" alla condivisione della vita di compagnia,sia perche lei si convince che non sono la persona adatta a lei dato che frequento persone cosi diverse. Il fatto è che io sono una via di mezzo,anche io amo l organizzazione,sono insicuro e puntiglioso,e pure permaloso come lei;ma da un altro lato sono anche "ca**z*ne",spontaneo,scherzoso,con voglia di fare qualche cavolata,con voglia di staccare un attimo la spina e fare qualcosa di impulsivo. Il fatto è che non mi rendo conto se sono entrato in una sorta di loop paranoico o davvero nella mia vita c'è qualcosa che non va.alla fine se la guardo da un certo punto di vista di cosa mi posso lamentare?ho una famiglia unita,ho una fidanzata fedele e che mi piace,ho qualche amico,anche se pochi,posso ritenerli senza dubbio persone sopra la media che si trova in giro,studio e mi sto per laureare,con buone prospettive lavorative. Allora cosa mi manca?mi sento forse spaventato nel diventare grande?non ho fatto i miei sbagli e le mie bravate ai tempi quindi ne ho bisogno adesso e mi sento la pressione che tra breve non sara piu possibile farne? Io vorrei semplicemente avere una vita sociale e di coppia condivisa,non chiedo tanto,qulache week end all anno in viaggio,qualche cena fuori tutti insieme anche con la mia ragazza,e qualche serata o campeggio coi miei amici di tanto in tanto.. In effetti le persone che frequento sono diverse dalla mia fidanzata,ma non vedo perche non poter condividere nulla.. Non so come affrontare la situazione,se la sto ingigantendo,se la sto prendndo sottogamba... Se poteste darmi un parere,mi sarebbe molto utile come spunto di riflessione vi ringrazio tanto in anticipo
  10. Salve, sono nuovo del forum. Vi scrivo per un problema di mia mamma; prima di entrare in merito, voglio fare un breve riassunto sulla nostra situazione. Egli è reduce da due abordi più la perdita una bambina e la separazione dal marito. Quindi, sono venuti a mancare elementi cui teneva, ovvero: figli e un compagno. In pratica sono l'unico a superare la gravidanza. Entrambi non conduciamo una vita sociale attiva, viviamo insieme e siamo molto legati. Ho conosciuto una ragazza ed è nato un rapporto di amicizia. In un occasione, mia mamma conosce questa ragazza, e nonostante molti anni dal spiacevole fatto: nel conoscere questa persona, è scattata sin dal primo instante il sentimento materno. Mia madre ha visto il lei un volto da bambina. In verità è una figura straordinaria, e fisicamente assomiglia alla nonna materna. Il discorso è che questo sentimento materno è talmente forte che la fa soffrire, condizionando la serenità. Sono molto preoccupato. Vi ringrazio in anticipo per le vostre risposte.
  11. xgiuls

    troppo razionali per morire

    È stata colpa mia lo ammetto. Ho passato i miei vent’anni a difendermi, continuamente. Ci sono cose nella vita che non vorremmo mai che accadessero, ma a volte semplicemente accadono. Io per esempio, non ho mai voluto imparare a difendermi dall’assenza di un padre forse troppo menefreghista, ma l’ho fatto. Ho imparato pian piano ad escluderlo dalla mia vita. Poi ho imparato a difendermi dal compagno di mia madre, e al contempo anche da mia madre stessa. Il problema effettivo, o almeno credo, sia stato proprio questo. Mia madre ha lasciato che lui mi facesse credere realmente quanto io fossi niente. Le continue liti mi hanno persino portato a credere che forse il problema della loro famiglia sono io. E ci è riuscito perchè dopo quattro anni mi sento realmente così. Mi sento di non avere più una famiglia e nel quotidiano so che è così, perchè fisicamente ho solo mia sorella che adesso mi ospita. La cosa peggiore che mi hanno fatto o che forse mi sono fatta da sola però è l’avere paura. Ho paura di incrociare lo sguardo di qualcuno, mi sento così insulsa rispetto agli altri. Da qui, è nato il desiderio di nascondermi, così ho iniziato ad escludermi. Ho pensato ‘posso stare da sola, è più facile” e non me ne sono neanche accorta ma in poco tempo ho escluso tutti dalla mia vita. Non mi dispiace stare sola, solo che adesso non mi basta più. Perchè razionalmente ci ho pensato ed io voglio davvero morire. Non è per dire, io una ragione per alzarmi non ce l’ho, non ho niente e nessuno. E vorrei piangere ma non faccio neanche quello. Sono bloccata, completamente e so che non riuscirò mai a sentirmi adeguata a questa vita. Tutto ciò che faccio è difendermi e nascondermi. La mia vita è davvero deludente, continuo ad alzarmi la mattina solo per andare a lavoro, un lavoro che odio ma che mi fa pagare a stento l’affitto ed in qualche modo sdebitarmi con mia sorella. Poi torno a casa e aspetto che cominci un nuovo giorno. Nulla in più, nulla in meno. Mi sento davvero come se potessi decidere di uccidermi da un momento all’altro e farla finita. Sono stanca della mia vita triste. Buon compleanno a me
  12. Perchè mi domando....devono andare cosi le cose ? Lo so, neanche mi presento e già inizio a blaterare.. beh è difficile spiegare, anche solo brevemente .. cosa prova una persona. È il presupposto necessario per continuare, se vuoi leggere questo messaggio. Scrivo qui e ora perchè tanto so che le cose peggio di così possono benissimo andare..l'esperienza insegna. I miei problemi non finiscono mai.. ..ora non voglio essere compatito, nulla di che. Voglio solo sfogarmi. Che sia chiaro, raccontare una vita non è complicato, è assurdo. In breve: Il periodo più bello in assoluto della mia vita fin ora è stata la mia Infanzia.. era tutto diverso..sorridevo SEMPRE, ero bellissimoo, non mi facevo problemi, non avevo nenche idea di che cosa fosse un problema.. a scuola ero il migliore, mi divertivo sempre, ho avuto una famiglia fantastica e degli amici che mi volevano bene..non mi mancava niente! Descrivere tale gioia per me ora, è anche difficile..facevo le smorfie in ogni foto, TUTTI mi volevano bene, mi amavano.. Un periodo pieno di ricordi felici, quasi attorniati da un'atmosfera calda, rassicurante, nella quale ero a mio agio. Beh, quello era il MIO mondo..un mondo spensierato, angelico..++++ Tenevo tutto chiuso dentro questo mio mondo..forse questo è stato un difetto.. ..non saprei..ma non ne sono convinto..( finchè si è felici da sè, in fondo, non c'è nulla di male).. Ero molto estroverso Dentro il mio habitat naturale (la mia famiglia: genitori, fratello e sorella), simpatico, educato, intelligente (me lo dicevano i miei).. Ma era molto timido il mio approccio con il mondo esterno, lontano da quell'atmosfera familiare.. è sempre stato così.. Grazie a Dio ho avuto, anche se per poco tempo, un amico con il quale riuscivo a divertirmi sempre, anche a scuola..era il mio amico d'infanzia..il migliore.. Al tempo avevo un bel gruppo di amici, venivano a casa mia e io a casa loro, ci divertivamo modestamente e non c'era nulla di male in questo.. Devo dire la verità..ho sempre avuto paura di uscire per strada o per le piazze della città.. sono sempre stato il genio della classe, il migliore, l'introverso, quello che per la sua allergia stava sempre con il pacchetto di Smile e non parlava mai..(ecco, questo pensavano gli altri di me). La situazione però era accettabile ed ero felice così. Con il tempo, però, le cose cambiarono.. Durante le medie, sono stato emarginato dalla nuova classe.. Gli amici che avevo all'elementare sono stati tutti trasferiti nelle alte sezioni, ma avevo ancora il mio migliore amico con me. Eravamo 5 maschi e forse 20 ragazze..beh io all'inizio non conoscevo nessuno.. e..loro non conoscevano me, almeno non come il mio amico di banco.. Il primo è stato il migliore degli anni, gli altri due un inferno. Le cose peggiorarono improvvidamente.. nella classe c'era un gruppetto molto rinomato e popolare che odiavo..loro prendevano in giro tutti e si vantavano di essere chi sa che cosa.. ..io ero addirittura considerato lo scemo, che non si fa mai vedere, che fa fatica a relazionarsi.. beh dovevo essere preso di mira no ? Iniziò un periodo brutto, quasi mi bullizzarono.. Beh certo, scontato il fatto che poi piangevano come neonati se la maestra li sgridava. Ok, comunque il discorso è quello. Dopo aver subito cose che neanche avrei potuto immaginare ed essendo già di mio introverso e timido..non so spiegarti..qualcosa è cambiato in me.. per la prima volta, un giorno, tornai a casa in lacrime, anche se nascondevo tutto.. gli episodi tristi diventarono ben presto ricordi bui, aumentarono a vista d'occhio. A scuola andavo sempre benissimo, come i miei genitori.. ma .. ben presto..mi resi conto che era l'unica cosa andava bene nella mia vita... PECCATO, DAVVERO.. Sono stato Distrutto dagli "altri"..si, chiamiamoli altri o estranei, perchè non appartengono alla mia vita e ai miei ideali. Con i miei non ci ho mai parlato veramente.. Per un periodo pensai che in realtà loro facessero bene a farmi fare costantemente figuracce con le ragazze della classe ogni giorno della mia vita, si.. e lo sai perchè.. perchè se non fai cadere un altro in basso, non potrai guardare dall'alto.. cioè devi perforza fare Male a qualcuno per ottenere rispetto, amicizia e tutto quello che cavolo ti pare. Mi contraddico spesso, lo so, cosa ci posso fare..rifletto tantissimo, troppo.. e questo mi fa stare male.. Il mio migliore amico mi abbandonò senza neanche chiedere, per seguire l'altro gruppo di vigliacchi, anzi no.."popolari". E più passavano i giorni, più mi sentivo abbandonato da tutti, Tutti. Avevo perso quasi tutti i miei amici..Ora non parlavo veramente con nessuno, se non in rare occasioni.. ma a parte tutto ciò, ero ancora felice (la mia grande passata felicità era quasi invincibile).Nonostante avessi provato a ristabilire le cose, non ci riuscii , ma è vero anche che non ebbi reagito a dovere..avevo paura.. Tanto, pensavo, posso essere felice anche senza di loro, perchè loro non mi capiscono.. ci sono invece i miei cugini, mio fratello e mia sorella, insomma..potevo contare sulla parte migliore di me.. la mia vera vita. Ecco, meglio soli che mal accompagnati.. Andai al liceo e a dire la verità all'inizio fu ancora più traumatico.. Un ragazzo in classe mia che neanche mi conobbe (come io non conobbi lui) mi insultò di brutto, già nei primi 5 minuti della prima ora di lezione in assoluto ! Ma ehi allora ho banalmente pensato: sarà il destino questo ? Boh.. Me ne fregavo, avevo imparato che le amicizie si coltivano col tempo e svaniscono all'improvviso. Già quella non poteva essere un'amicizia. Così, senza aver fatto nulla di male o chissà che cosa. Non fu facile per me relazionarmi anche in quel contesto.. per carità avevo nuovi ottimi amici di scuola rispetto ai compaesani, davvero .. e dovrei ringraziarli perchè non avevano quei modi brutali e stupidi .. Comunque ero felice solo a scuola, non vedevo l'ora di andarci, anche in anticipo, per incontrare quelle persone fantastiche.. ma per il resto ero solo.. Già..durante l' estate neanche mi preoccupavo di uscire una volta in quei tre mesi perchè -tanto sto bene come sto a scuola..eh poi ci vedremo l'anno prossimo -pensavo. Intanto gli altri miei compaesani se la spassavano ogni giorno.. Provai ad uscire anch'io.. ma qualcosa non mi faceva stare bene.. non mi sentivo a mio agio (come a casa o a scuola) e non parlavo mai. Inutile dire ce provai a cambiare parecchie volte compagnie e gruppi, ma il risultato fu sempre lo stesso. Avrei voluto seguire l'amico d'infanzia ma lui usciva con gli altri che odiavo e che non mi volevano affatto. Non sapevo cosa fare.. A volte uscivo da solo..giravo per le strade solitario, con una fanta per passare il tempo.. uscivo in bici, mi facevo notare, andavo in campagna per ammirare i tramonti e i paesaggi che erano uno spettacolo.. Cercavo di passare il tempo sognando, trovandomi una passione ( la musica, il calcio) I risultati arrivarono (a volte mi facevano giocare a calcetto) ma non ero ancora felice.. nessuno voleva uscire con me, non ero mai stato invitato ai loro compleanni, in nessuna festa o evento.. Ogni anno la stessa storia.. Halloween? Per me significava guardati un film da paura a casa, oppure farai talmente schifo che neanche meriti di avere una tv. Beh..non so come ma andò sempre peggio.. Ero frustrato, mi sentivo stanco, solo, apparentemente un amico. Mi sentivo male se pensavo alle uscite, alla moda, al modo di comportarsi con gli altri, ecc... Mi resi conto che non pensare ai problemi fosse una soluzione..ma probabilm. mi sbagliavo. Non mi facevo condizionare da nulla, vestivo come volevo, ecc.. Mi sentivo felice, soddisfatto, a scuola andavo allla grande, ero ancora il migliore e mi sentivo apprezzato da tutti. Nascondevo la mia ansia e le mie paure dietro la maschera dello studente bravo e sicuro di sè. Ma c'era sempre qualcosa che non andava: non ero mai considerato dagli altri, sebbene fossi stato sempre gentile, disponibile, sincero, cordiale, spiritoso, di + e di -. Niente. Esistevo in classe solo per: 1)aiuti in fisica o in un altra materia; 2) fazzoletti. Allora mi sono detto -Basta, così non posso continuare per sempre- devo farmi degli amici veri, devo costruire qualcosa di importante per me.. altrimenti sono finito. Non ce l'ho mai fatta. Ho 17 anni e ho sofferto di solitudine per almeno 7 anni, soffro di ansia sociale e credo di essere colpito da chissà quante altre cose.. forse un disturbo.. non saprei. Ma non è possibile, i miei tentetivi di approcciare sono andati a puttane, gli amici bugiardi e infami stanno andando a puttane (eh meglio) Ho 17 anni e sono solo. Ho tutto ciò che si può avere nella vita, davvero.. ma sono solo. Ho provato a confidarmi con una mia compagna di classe, ma è stato l'errore più grande che io avessi fatto nella mia vita. Estate ? Non posso. Anche se provassi a chiedere di uscire con un amico una volta.. rifiuterebbe. Ho paura di essere rifiutato, perchè su 1 milione di tentativi, ho raccolto 1 milione di fallimenti e ora dico basta. Non so più cosa fare, davvero. Mi sento vuoto, non so...inutile, perso. Depresso no, non credo, spero di non esserlo.. La mia vita fa schifo, è monotona, priva di felicità.. non riesco a divertirmi, ma mi sforzo di riuscirci. Come al solito, guardare gli altri divertirsi mentre si fanno le foto ogni giorno della loto vita, dopo tutto quello che ti hanno fatto subire.. è ..è solo.. ingiusto. Ormai, neanche me la prendo. Cosa farò al mio diciottesimo ? Ma come si fa ? Non puoi conoscere una persona da come si veste, da cosa fa nella vita.. e neanche da come si comporta con te, credimi. Perchè, forse, nasconde una marea di sentimenti e pensieri che neanche lui stesso immagina di avere. Ma il mondo non ce lo insegna, ci insegna la moda, le superstizioni, gli stereotipi, che l'apparenza inganna, ma l'apparenza sei tu stesso--> perchè neanche te sai davvero chi sei. Io, in fondo, lo so..so chi sono veramente..sono il bambino allegro e spensierato.....il problema, però, è che gli altri guardano, giudicano e ti confinano. Per il mondo io sono un essere inutile. Grazie per l'attenzione ho scritto un papiro lunghissimo..!!11!1 Chiedo scusa per la vostra perdita di tempo..
  13. Salve a tutti ho 19 anni e penso che questo sia il periodo più triste e buio della mia vita, a luglio ho finito la maturità e a metà settembre di lavorare, le mie giornate sono vuote e spesso le passo a casa, non ho il ragazzo e nemmeno molti amici, le poche amiche che ho sono tutte fidanzate e di conseguenza il tempo da dedicare a me è molto ridotto, la mia migliore amica si è trasferita 3 anni fa e adesso anche lei si è fidanzata, stavamo sempre insieme solo io e lei, e questo ha influito sul fatto di perche ho poche amicizie. Tralasciando questo pure il mio passato non è stato uno dei migliori, a casa mia c'era sempre lite sia verbale che fisica e attualmente i miei genitori sono separati in casa, a loro voglio un bene dell'anima ma molto spesso mi hanno fatto soffrire diciamo che nessun figlio vuole vedere la propria famiglia in quelle condizioni.. quando andavo alle medie venivo sempre presa in giro poiché brutta e sfigata ma per fortuna le superiori sono state molto meglio, io ero cambiata ero diventata più bella e curata. Con la scuola il mio tempo era sempre occupato ma adesso che è finita mi sento terribilmente sola io ho solo bisogno di tanto affetto forse quello che non ho mai ricevuto, e devo dire che la mia vita attualmente non mi piace per niente, vorrei trovare un ragazzo che mi ami e con cui trascorrere il mio tempo, vorrei fare nuove conoscenze e soprattutto divertirmi, sono molto limitata poiché mia madre è molto severa con me per quanto riguarda ritornare tardi alla sera o andare in discoteca nonostante abbia 19 anni, penso che questa paura sia dovuta al fatto che la mia sorella maggiore alla mia età aveva già una figlia. So che alla mia età non dovrei essere così giù di morale ma veramente non ce la faccio mi sento troppo sola e non so più cosa fare sento che sto buttando i miei anni migliori, so anche che è brutto il fatto che non riesco a bastarmi però la solitudine mi sta massacrando, ultimamente passo le giornate a piangere sul letto pensando alla mia vita che non è per niente come quella che avrei voluto, spero che col passare del tempo la situazione migliori e che questo sia solo un altro momento brutto e basta! Nonostante tutto penso che un po' la colpa sia mia non ho mai avuto tanta voglia di fare uscite di gruppo etc. Attualmente ci sono dei ragazzi che mi scrivono però non mi piacciono ne fisicamente ne mentalmente e alla mia età non vorrei già accontentarmi.. Scusate per lo sfogo ma avevo bisogno di liberarmi un po'.. voi vi siete mai sentiti soli? Cosa avete fatto per cambiare la vostra vita?
  14. Da poco ho iniziato il liceo e gia lo odio, sto per rientrare nella situazione che avevo alle medie cioè triste perché non integrato o inserito, forse perché non mi intendo ne di calcio(infatti aono in sovrappeso e non gioco, ma faccio karate, ma non sono un granché) ne di videogiochi ne di musica in particolare, forse perché non seguo le mode o non mi vesto da figo. Il problema è che qui ci andranno di mezzo 5 anni della mia vita e la mia adolescenza, sono gia abbastanza quei tre anni di solitudine,in questi giorni ci stanno chiedendo cosa ci piace fare e in queste domande resto muto perché sono troppo neutrale o non interessante, ormai ho capito che non potrò mai diventare figo perché ad ognuno tocca la sua vita e credo che a me sia toccata questa. Da un po di giorni alcuni compagni hanno iniziato a scherzare su di me, di cose semplici ma ho gia capito che non finirà e mi troverò solo. Forse il mio unico problema è che non so rispondere a tono e non sono figo. So autoanalizzarmi benissimo ma non riesco piu a passare i pomeriggi da solo e confrontarmi con la solitudine. Per fortuna ho due amici con cui mi scrivo ogni giorno ma io ho bisogno anche di gente che mi voglia bene in classe. non preoccupatevi non sono un autolesionista o un sociofobico o una vittima di bullismo ( so che esistono problemi più grandi dei miei ma credoche i depressi inizino da qui per poi peggiorare mentre io voglio cambiare, ) non fumo ma vorrei provare "per dimenticare i problemi" come dicono tutti anche se sono felicissimi ma sarebbe impossibile con la mia famiglia . sono solo una comparsa che si sente sola...
  15. Allora sono un paio d'anni che ormai mi sono isolato dal mondo frequento solo due amici e uno di loro è online è una lei e mi attrae , vivo una vita abbastanza monotona che non comprende rapporti con altre persone (a parte quella della mia famiglia e del mio migliore amico) sono molto asociale e introverso...Il mio problema è che non capisco se sono io o il mio subconscio a volere la solitudine oppure nessuno dei due bho, ormai mi sono abituato a stare solo ma sinceramente è un vero schifo certe volte sembra di essere pazzi non ce una via di sfogo. Ci sono stati dei momenti in questi due anni in cui volevo semplicemente compagnia ma quella del mio migliore amico non mi bastava, tutto questo mi da difficoltà anche nell' aver rapporti sentimentali con qualcuno e infatti sono single da un po e la cosa mi secca non enormemente ma abbastanza. Non comunico e non mi ritrovo in posti comunemente affollati gli unici miei posti preferiti sono i parch, qualsiasi altro posto comprenda la natura ma se ci trovo tanta gente entro nel panico e addio parco. Non esco molto anzi quasi mai, esco due volte a settimana più o meno ma mi sposto da una casa all'altra per andare dal mio migliore amico che ha una situazione molto simile alla mia, l'unica differenza è che lui ha scelto di stare solo...Questo episodio di volere compagnia mi sta capitando anche ultimamente e sinceramente non so più cosa fare non capisco se voglio stare solo o se voglio stare con altre persone e avere una vita sociale . Spero tanto di essermi saputo spiegare e spero che potrete darmi consigli al riguardo, ormai la confusione che mi affligge è enorme normalmente rimmarrei fermo a non fare nulla continuando ad esistere in questo modo ma sono stanco voglio avere delle chiarezze nella mia fredda vita. Le persone non escono con te e non ti aiutano via social, mi serve un vero e proprio posto dove sia facile per me fare amicizia, perché non sono specialmente timido, se mi applico penso di poter costruire rapporti stabili, ma ora non ne trovo il modo. cosa mi consigliate? Grazie
  16. Ho da diverso tempo rotto con la mia migliore e carissima amica.O meglio è lei che non vuole più sentirmi o vedermi,Da molto tempo era la persona a cui confidavo qualunque cosa con la massima sincerità.Poi purtroppo questo mio confidarmi p stato nel temo centrato sul chiedere aiuto psicologico sui miei problemi in maniera egoistica e con forti crisi di panico,sia di persona che con altre persone.Questo ha provocato in lei la reazione di spaventarsi per me,di vergognarsi quando ero in pubblico,ma soprattutto io ho così mancato di rispetto a lei.Ma nei momenti in cui ero a posto,cioè non depresso,stavo bene,c era un rapporto bellissimo fatto di reciproca comprensione e stima,un amicizia profonda e fraterna di decenni.Come fare ora per recuperare quello che c'era?E se nel sapere che adesso mi manca molto,ne sento l'abbandono,che a volte piango e a volte soffro d'ansia,anche se il passato che mi faceva soffrire l ho superato,non è che peggioro?Dovrei provare ad aspettare tanto tempo,tipo un anno o piu,in modo che lei veda che io ce la faccio ad affrontare il peso del vuoto che mi ha lasciato il suo abbandono?Posso ancora dirle che le voglio un bene dell'anima?Sto male senza lei ma ho anche tanta paura.Si si immaginerà conoscendomi in profondità che sto male cosi,ma io so che devo rispettare la sua libertà.L'amicizia è di due persone,non si sceglie da soli.Lo capisco.Io sento la colpa del mio comportamento.Ma posso riuscire ad eliminarla,a non sentire piu l affetto?e lei potrebbe sentire la mancanza anche se solo di un affetto fraterno?siamo entrambi figli unici e ci siamo un pò fatti da fratello e sorella fin da piccoli.Ma ora mi chiedo se il legame che c era cosi forte possa nel tempo essere più forte del dispiacere che io ho arrecato,della ferita che lei ha subito per colpa mia.Vorrei parlarle di persona,almeno con un messaggio..ridirle almeno che io la porta del mio cuore la terro sempre aperta?Ma come fare...ho amicizie comuni con lei..ma quanto la possono convincere a darmi una nuova possibilità?Una ricorrenza famigliare,tipo il natale,che ci faceva sentire piu legati,può essere una bella occasione per ricucire il rapporto?Ora come ora ho ripreso solo tramite amici in comune a farle e ricevere gli auguri di un compleanno o di una festa tipo ferragosto,ma oltre quello nulla.E così a me non rimane nulla,mi sembra come se parlassi a un collega di una questione di lavoro,,non mi da nulla,non mi toglie il vuoto,la sofferenza che sento.Il dispiacere c è.Ho anche provato a dire fai uno sforzo e cancella qualunque ricordo a lei legato,ma non ci riesco.Preferisco tenere accesa quella flebile speranza che mi perdoni,che si torni a parlare ogni tanto e vedersi ogni tanto solo per parlare di cose positive.non voglio più sprecare il mio tempo di affetto con lei a parlare di cose negative,di possibili tentti suicidi che poi non ho mai fatto,del mio malessere.a me manca quando ero di buon umore,e sentivo che questo faceva bene a entrambi,sorridere alla vita.mi manca quel condividere,quel sentire un interesse sincero,gentile,disinteressato,fraterno che c'era.Per assurdo ho dimenticato quando m aiutava a venirne fuori dai malesseri,Era tutto tempo sprecato.Oggi che non sono più io quello,ho stima di me stesso,vorrei tanto mi capisse come prima,si fidasse.Sono una persona nuova,ho altre priorità adesso,non sono piu cosi infelice.Il passato l ho annullato.Rimane però il dispiacere per la sua mancanza.è solo un'amicizia,ma era la piu grande che avevo,mi fa star male,..non posso dire colmo questo vuoto con un'altra persona.Dopo decenni di comprensione e affetto fraterno come posso?Una lettera dove sinceramente espongo i miei pensieri può aiutare?Grazie per l attenzione.Preferirei incontrarla di persona m fino a che non vuole nego il suo diritto alla libertà..però di persona magari s annulla la recente incomprensione,ci si vede e magari solo una battuta sul niente fa rinascere l'amicizia che c'era,non si pu fingere,a me verrebbe un pò di commozione..ma anche chiedere scusa,piangersi addosso non so se servirebbe,anche rimanere distaccati sarebbe per me difficile.almeno dirle se vuoi sono cambiato,decidi tu..Se poi nei tentativi mi ridice con te ho chiuso,forse riesco a cancellalra.ma il dispiacere quello no,forse si affievolisce.
  17. Buonasera a tutti, mi chiamo Giacomo ho quasi 21 anni, scrivo questo post perchè non sopporto più la mia situazione: la mia vita è una completa menzogna con me stesso. Insomma mi ritengo un ragazzo normale, mi impegno in modo discreto su tutto, esco in modo occasionale con una piccola cerchia di amici e ogni tanto cerco di uscire con persone nuove (in media 2 volte a settimana), vado ancora alle scuole superiori e ho una famiglia normale nella media (credo). Principalmente i miei problemi sono questi: non riesco a perseverare sugli obbiettivi o li lascio a metà strada; molto spesso mi capita di parlare fra me e me come se io come giacomo ho più "io" all'interno della mia mente; non riesco a creare un rapporto di amicizia solido con i miei coetanei; molto spesso ho sbalzi di umore improvvisi che mi portano a sentirmi totalmente solo (anche durante delle uscite con gli amici); non riesco a trovare qualcosa che mi piaccia veramente e che mi porti a potenziarlo; ho un problema con le dipendenze da dispositivi eletronici che molto spesso in caso di solitudine mi prendono giornate intere. Ogni giorno è sempre lo stesso: mi sveglio; vado a scuola; torno a casa; sto su smartphone e computer; dormo. questo è quello che faccio quasi ogni giorno. Ho cercato in tutti i modi di combattere queste mie mancanze ed altri problemi che in questo post non andrò ad affrontare. Quest'anno scolastico (2016-2017) avevo piazzato 3 4 obbiettivi di cui 3 sono subito arenati dopo i primi 3-4 mesi, che mi hanno portato a stare ancora di più dentro casa a riflettere su quale fosse la risposta di questi "Blocchi". Ho iniziato anche ad andare dallo psicologo, ma credo che ancora non basti. mi sento come se il tempo stia scorrendo troppo velocemente e che io e i miei problemi non si riusciranno a risolvere, poichè vorrei realizzarmi in qualcosa e vorrei almeno arrivare a crearmi una famiglia senza avere alcun problema di questo genere. Vorrei avere delle vostre opinioni al riguardo, non credo che questo post sia "l'ultima isola" della mia possibile guarigione, ma provare non fa male e sentire più campane fa sempre bene. Vi ringrazio della vostra attenzione.
  18. Salve a tutti, ho 17 anni e la mia vita non è mai stata tanto triste come adesso. Per motivi di salute ho smesso di frequentare la scuola, ma riprenderò a partire da settembre. Adesso come adesso, penso di aver perso quello che faceva delle mie giornate una vita sociale. Il mio ex ragazzo era l'unica cosa su cui contavo, e ora se n'è andato. Ho litigato con la mia migliore amica, lei mi giudica troppo e non mi accetta quindi nessuna delle due vuole più uscire. Abito in un paese un po' isolato, per arrivare al centro della mia città devo camminare mezz'ora per arrivare alla stazione. Mio padre lavora tutto il giorno e non lo vedo mai. È separato in casa con mia madre, che preferisce spostare la sua attenzione al cellulare e ai social, perché non lo sopporta più, è un po' le do ragione, perché mio padre ha una mentalità molto chiusa e l'ha trascurata. Non parla quasi mai, non usa la testa nelle cose ed è sprovveduto. La capisco, ma io tendo a sentirmi sempre più sola e mi sto disperando. Soffro di asma e allergie varie, che mi complicano ancora di più la vita e le situazioni, ho persino preso un cane per sentirmi meno sola, ma non posso tenerlo perché ho appena scoperto che stare così tanto a contatto con il suo pelo mi fa stare male. Mia madre dice che ho tante visite da fare. Ma nella mia vita non accade mai nulla di bello, assomiglia ad una maledizione. Non so come uscire da questo circolo vizioso e uscire con gli amici, divertirmi, avere un ragazzo, e non soffrire per la situazione in famiglia com'è stato fino ad un anno fa. Ora la situazione è drasticamente sprofondata anche se i miei genitori non c'entrano, perché nonostante il loro comportamento mi faccia fare male, non mi hanno mai fatto mancare niente. Mio padre mi ha sempre viziata da piccola, mia madre mi donava l'affetto. Ora si è distaccata, ma è giusto così perché ho 17 anni, e non posso pretendere di avere mia madre come amica quando non ho nessuno con cui parlare. Eppure fino all'anno scorso era tutto perfetto. Uscivo uscivo e uscivo, non avevo così tanta ansia e pressione. Ora mi ritrovo a chiedere aiuto perché appunto è cresciuta un ansia pazzesca dentro di me e non so se sia legato a queste cose, ma mi sta veramente facendo impazzire. Le persone non escono con te e non ti aiutano via social, mi serve un vero e proprio posto dove sia facile per me fare amicizia, perché non sono specialmente timida o maleducata, se mi applico penso di poter costruire rapporti stabili, ma ora non ne trovo il modo. Non esco di casa da una settimana, cosa mi consigliate di fare?
  19. Premetto dicendo che sono un sedicenne nato a dicembre del 2000, che frequenta un Liceo Scientifico. Inzio. Ma da dove inizio? Il punto è che non so nemmeno definire come mi sento. Non ho voglia di fare niente, non ho voglia di andare avanti. Il mio unico obbiettivo è quello di arrivare a casa mia per navigare su internet, tutte le altre cose le faccio per sopravvivere. Sto smettendo di praticare il mio sport agonistico, studio solo per evitare di prendere brutti voti e per evitare che gli altri pensino male di me, e mi nascondo dietro ogni cosa che possa trasfigurare quello che veramente sono: uno svogliato, senza hobbies o interessi, che non ha mai varcato o sfidato le proprie paure (e qui non si parla di limiti, perché so che il potenziale ce l'avrei), e che, appunto, ha sempre avuto il timore di uscire nel mondo reale per fare quello che fanno tutti gli altri. Questo ha comportato un profondo sviluppo dell'ansia e della paura, che escono in ogni tipo di situazione. Inoltre, assieme all'ansia, quando sono solo, inizio a pensare a tutto quello che non ho fatto e a tutte le possibilità che ho perso, essendo fatto così. Tutto ciò genera insonnia e attacchi. Do troppa pesantezza a tutti i miei problemi, e vedo solo quelli. Credo di non avere più amici veri. Forse non ce ne ho mai avuti. E probabilmente non ho mai capito il valore dell'amicizia vera, perché sono troppo timido per cercarne altri. Non riesco a vedere nessun lato positivo di me stesso e non faccio altro che discreditarmi e abbattere la mia autostima. Voglio tornare a vivere. Voglio vivere. Voglio rinascere. Voglio essere quello che vorrei essere. Mi faccio schifo e non faccio niente per migliorare. Ovviamente tutta questa sensazione generale di perdizione morale è stata causata da una serie infinita di miei errori causati dalla personalità super-timida e introversa. Per esempio io ho pochissimi amici, e proprio adesso so che anche gli amici più vicini che avevo si stanno allontanando da me. Questo perché sono sempre stati gli altri a coinvolgermi nei gruppi, perché se non fosse per loro, io sarei una persona anti sociale, che tenderebbe a starsene sola tutto il tempo, fantasticando con la sua testa... Quando fantastico, sogno di avere una vita bella, in cui sono forte e riesco a prendere decisioni senza farmi influenzare dagli altri. Sogno di avere una vita in cui sono intelligente e creativo. Senza paura. Disinvolto. Tranquillo. Amichevole. Sportivo. Attraente. Tutto l'opposto di quello che sono nella realtà. In generale sono sempre stato svogliato e disinteressato nei confronti della scuola e dello studio (e ho sempre di conseguenza studiato poco), ma nonostante questo me la sono sempre cavata. Ora però sto cadendo a pezzi e non riesco proprio a fare più niente. Anche le azioni più semplici mi sembrano una sofferenza. Ovviamente ora, data la mia crisi, sto iniziando ad andare male ovunque. Gli altri tra poco inizieranno a chiedersi cosa ci sia veramente dietro di me e nel mio passato. Ma ho sempre avuto così poca rilevanza per le altre persone oltre a mia madre che probabilmente non se ne fregherebbero nemmeno della mia perdita. Un altro enorme problema per me è che non ho fatto esperienze! Non ho esperienza. In niente. Dato che non ho gli amici, e di relazioni vere e strette non ce ne ho mai avute, non ho mai fatto niente di quello che gli altri hanno fatto. E non sto parlando di fumare una canna (di cui conosco i rischi causati dalla dipendenza), ma sto parlando semplicemente di stare insieme e andare dove pare. Per esempio non ho mai fatto una vacanza da solo coi miei amici... Ma perché? Perché non ce li ho! Cavolo! A parlare solo con me stesso per tutto questo tempo sono diventato pazzo! Chi parla con se stesso e non si sfoga all'esterno impazzisce! È logico! Ora mi chiedo: è giusto che la maggior parte delle persone sia felice e che solo poche non lo siano? Ma soprattutto: perché siamo tutti così di versi? Perché non posso suicidarmi e farla finita con questa sofferenza durata 16 anni? Aiuto. Mi sto sfogando qui perché ho paura. Ho bisogno di relazioni sociali! E guarda te! Le vado a cercare proprio su un forum online. La mia vita é finta, è formata da una concomitanza di cose schifose che mi rendono conto e schifoso. Inutile. Sembrerò a chi legge uno stupido adolescente in crisi, che per attirare attenzioni scrive disperatamente su dei forum, ma per me l'aiuto da parte di qualcuno conta. Grazie per avermi ascoltato. Sono un maschio sedicenne, e da come scrivo, sembro una ragazzina che ha perso il suo ragazzo. Sono una persona ultra-sensibile, e probabilmente devo ancora chiarire il mio orientamento sessuale.... Ma purtroppo sono quasi sicuro di essere gay e questa è la prima volta che lo scrivo a "qualcuno".
  20. Salve, ho poco meno di trent'anni. Un anno fa, ho conosciuto un ragazzo tramite internet che ha applicato con me una specie in di bombardamento d'amore. Era preso, affettuoso, colmo di attenzioni, sempre presente. Un ragazzo brillante, pieno di interessi, dolce, premuroso, con un matrimonio breve finito alle spalle da poco. Tempo poco, iniziamo a vederci un paio di volte (abitavamo distanti). Poi ho notato un distacco in lui, inizio ad intravedere un carattere schivo, differente da come mi si era presentato prima, inoltre fa seguire una serie di sparizioni, tira e molla e una volta scopro di un'altra donna, altre volte ne ho solo i sospetti. Però ritorna, con quel bombardamento d'amore ogni volta, dicendo che vorrebbe stare con me ed aspetta di rivedermi, eppure, pur rivedendoci, sul punto di ufficializzare, succede sempre qualcosa...da l'intera colpa a me e scappa. Per poi ritornare. L'ultima volta qualche settimana fa, e già adesso sembra freddo, è nuovamente arido ed anzi, sono venuta a conoscenza abbia probabilmente visto una sua ex ragazza. Quindi perché dire a me che ci sarà un futuro? Credo faccia così con tutte, senza averne una certezza. C'è un appuntamento in ballo concordato ma medito di non andarci. I contatti sono tartagliati ormai da qualche giorno, lui e assente e non si informa su di me, forse perché in balia di quest'altra persona e chissà, potrebbe anche essere motivo di una sua sparizione definitiva. Il fatto è che, sono in pena, angosciata, col cuore succube di tutto questo percorso travagliato di circa un anno, inconcludente, a tratti paradisiaco ed a tratti infernale, confusa da questa dissonanza cognitiva, sfiduciata, ed ho perso la voglia di vivere, le capacità d credere, di capire. Mi spengo ogni giorno di più. Non so come riuscire a risolvere, a distaccarmi, temo lo faccia lui. Ma continuare così è deleterio. Volevo comunicare i miei pensieri. Grazie infinite. Buona serata.
  21. Buongiorno a tutti, cosa succede in noi quando si ha voglia di isolamento? Perchè facciamo di una reazione ad un contesto specifico un problema esistenziale? Queste sono le domande a cui non trovo una risposta, o meglio, le risposte sono alla portata di chiunque abbia affrontato già un percorso di psicoterapia ma non così immediate e comprensibili per chi vive con noi. Sono fidanzata da molti anni e convivente da uno. Entrambi lavoriamo molto e la routine è piuttosto schiacciante. Si aggiunge a questo quadro, tutto l'entusiasmo e l'innamoramento che il mio Lui ha per la sua nuova posizione. Lavora in una di quelle aziende dove il rapporto con il datore e con i colleghi è totalitario, dove si cena, si brinda e si festeggia di continuo. Questo fa scopa con il suo carattere solare, espansivo, allegro per natura, ecco praticamente il mio opposto. Attenzione non sono una dissociata, ma non mi dipingerei esattamente come ho fatto per lui. Per niente anzi, forse sono proprio una che la solitudine la ama. In tutti gli anni in cui eravamo "fidanzatini" ci vedevamo solo nel week end e per vederci ho accantonato quella che ero e le mie abitudini/amicizie per sposare le sue. Ora, dopo 8 anni sono un tantino stanca e non ho più voglia di forzarmi. Mi sento in difetto perchè sento che invece dovrei sostenerlo e stargli accanto in questo sua momento di crescita, dovrei partecipare alle cene con i suoi colleghi ed essere entusiasta di condividere un'uscita con gli amici (suoi). Invece sono così spallata che non ce la faccio proprio, il mio desiderio più sovente è stare a casa, lontano dalle persone ma non da lui. Tipo eremita in compagnia di un altro eremita con qualche amico eremita. Apatia? Stanchezza? Egoismo? Vivo un momento di crisi, vorrei essere diversa per lui ma in fondo in fondo, anche no! Opinioni in merito? Grazie.
  22. Per favore, ho bisogno che qualcuno mi risponda e mi aiuti, perché sto per scrivere di una cosa che mi fa stare molto male. Grazie in anticipo. Buonanotte a tutti, scrivo perché in questi giorni c'è una cosa che mi inquieta abbastanza: la solitudine, o meglio la paura di essa. La solitudine è la mia peggior nemica: mi sento male se penso ad un probabile futuro passato da sola e mi viene voglia di morire prematuramente. Ho sempre avuto paura di essere lasciata sola, di rimanere sola in un contesto sconosciuto, (tant'è vero che ci metto molto meno tempo ad ambientarmi e trovarmi bene in un posto se sono in compagnia, mentre se sono sola diventa difficile anche solo il pensiero). Qual è il problema immediato? Ho iniziato il primo anno di Università in una città vicino alla mia, quindi faccio avanti e indietro da casa, non mi sono trasferita. All'università c'è qualcuno che già conoscevo con me ma ho formato il mio gruppetto che include anche gente che non avevo mai visto prima e con cui mi sto trovando bene, la cosa mi rende abbastanza felice perché avevo paura di trovarmi male. Allora cosa mi turba? Il fatto che tutti i miei amici al di fuori sell'università, l'anno prossimo, se ne andranno. Molti si iscriveranno all'università a loro volta, alcuni lo sono già, quindi ho molta paura di restare sola, non avere con chi uscire, ecc. I miei amici dell'università, purtroppo, sono fidanzati o tornano ai loro paesi, quindi non li posso tenere in considerazione... questa paura di vivere l'anno prossimo in queste condizioni si espande al resto della mia vita. Sono single, è molto difficile per me trovare un ragazzo (non sono mai stata fidanzata e in amore non semro essere particolarmente fortunata) sono figlia unica e con il resto della mia famiglia, a parte i miei genitori, non abbiamo un gran legame: in poche parole, ho una paura tremenda di restare completamente sola al mondo quando i miei non ci saranno più, ho paura che i miei amici si faranno una vita e io non riuscirò a fare come loro, a formarmi una famiglia e vivere la mia vita tranquilla in compagnia. sono paure irrazionali, lo so, ma il solo pensiero di questa cosa mi fa stare male. Per favore, ho bisogno che qualcuno mi risponda e mi aiuti perché questa è una cosa che mi fa stare molto male. Come potrei fare per non pensarci? Grazie mille in anticipo
  23. Buongiorno. Mi presento. Sono un'uomo di 57 anni, sono separato da 4 anni (divorziato da uno), ho una figlia di 26 anni che vive con la madre, sono orfano di entrambi i genitori con mia madre che è morta un'anno fa. Bene. Perchè mi sono iscritto in questo forum?.....Beh, fondamentalmente perchè stò male dentro. Fondamentalmente perchè mi stò lentamente spegnendo e sono triste. Ho conosciuto, dopo poco tempo dalla separazione, una donna, una 40 enne con due bimbe piccoline. Mi sono lasciato coinvolgere da questa donna, e piano piano è nata una relazione d'amore molto appagante e intensa. Abbiamo condiviso molto e stavamo per iniziare una convivenza. Proprio in quel periodo è morta mia madre. Non starò a spiegarvi i dettagli, ma ci sono state incomprensioni, ci sono stati dei contrattempi, ma di fatto non abbiamo finalizzato questa convivenza. Ecco, questo è stato un primo punto di rottura che ha portato, lentamente a deteriorare il rapporto. Morale, da un mese ci siamo lasciati, o meglio, dopo quasi sei mesi di tentativi, con lei che mi ripeteva che non mi amava più come prima ma che mi invogliava a provarci dicendo che si sentiva lusingata dalle mie insistenze, dicevo dopo questo periodo, abbiamo fatto una vacanza assieme, al termine della quale, mi ha detto di voler rimanere sola per pensare e per finire con un sms in cui diceva che "basta, non proviamoci più....è inutile"..... Ora sono solo...molto abbattuto con una sorta di umore triste costante che non mi permette di vedere il futuro. Mi sento "vecchio"....Sento che non ci potrà essere un futuro con un'altra persona...Ho paura della solitudine, della malattia....spesso mi trovo a pensare, nella solitudine della mia casa, che se stessi male, nessuno se ne accorgerebbe, e che probabilmente solo sul lavoro, il giorno dopo , non vedendomi arrivare, qualcuno inizierà a cercarmi.... E' triste vivere cosi
  24. cioa a tutti sono nuova qui, ma soffro di disturbi di depressione fortissimi, attacchi di panico e ansia! sopravvivo con psicofarmaci... che ormai non credo mi facciano nulla , ormai tre anni che li assumo, ho passato da uno stato di anoressia, anche l'acqua mi faceva male; a uno stato di bulemia. adesso fisicamente sono tornata nella norma. mangio tutta la notte, sto sveglia tutta la notte. mi sono chiusa in me stessa, se non porto gli occhiali scuri mi sento come se gli altri possano vedere cosa ce' nel mio sguardo. DOLORE. non ho amici, la mia famiglia e distante da me non per lontananza ma x volonta' ... questo da sempre, ogni volta che ho avuto problemi diventavano fantasmi questo mi fa' molto soffrire. sono sola ad affrontare tutto questo, non so' come riesco dove trovo la forza, ormai il pianto mi si e fatto pane, i miei occhi spenti il mio sorriso sparito. l'indifferenza altrui dopo la mia malattia mi ha ucciso di piu'! 3 anni fa' ero una ragaza allegra, simpatica piena di entusiasmo e positiva, con tanta voglia di fare, poi si e spenta la luce.... e ho tanta paura che questa luce non si riaccende piu'! la mattina mi sveglio con un pensieri fisso .... una pistola x spararmi in testa e tutto e finito.... ma non posso farlo non posso abbandonare chi a piu' bisogno di me, chi mi ama e chi amo ..... unico mio sostegno mia figlia piccola, il mondo mi ha ucciso mi ha portato via ogni tipo di sogno, anzi un sogno ancora ce' l'ho vedere la mia bimba vivere felice e serena .. crescere nella spensieratezza ma non nella falsita' ! io e lei siamo sole completamente sole..... mia madre sembra godere della mia distruzione .... diverse volte mi e capitato di aver bisogno davvero del suo aiuto e propio li mi ha schiacciato in maniera definitiva .... gia' da piccina mi maltrattava .... ho pianto e sofferto ... ma non guardo piu' al passato! x l'ho meno ora. ma il mio futuro quale sara' ... avro' la forza di reagire ? non ho nessuno accanto a me. la disperazione e dentro di me ! mi sono chiusa in un guscio dal quale vorrei uscire al piu' presto .... vorrei tornare a sorridere insieme alla mia bimba .... lei sorride e questo mi aiuta .... non so' esattamente come funziona questo forum .... spero di non aver sbagliato qualcosa .... grazie x l'attenzione
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