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  1. Buon pomeriggio. Mi chiamo C. sono napoletano, ho 43 anni tra 1 settimana ed ho appena compreso ed appreso di aver avuto una relazione di 2 anni e 6 mesi con una donna affetta da un disturbo della personalità che mi hanno detto essere definito borderline. Questa cosa mi sta distruggendo l'esistenza, mi ha destabilizzato e fatto perdere equilibrio. Ce l'ho con me stesso perchè non mi sono mai accorto di qualcosa del genere. Forse sarà stata abile lei a dissimulare e manipolare tutto quanto o forse troppo preso io per dare imprtanza a certi atteggiamenti che definivo come eventi di stress da troppo lavoro. Lei fa la receptionist in un hotel del centro storico di Napoli, turni da 8 ore massacranti, sempre in piedi e sempre in prima linea. Normale che il suo lavoro le causi stress ma dietro purtroppo c'era dell'altro che io non ho saputo cogliere. Vuoi perchè non ne ho le competenze e vuoi perchè in fin dei conti il rapporto per come stava mi andava bene. Avevamo una vita piena di interessi, viaggiavamo molto, uscivamo con amici, serate, weekend fuori porta, una vita sessuale assolutamente perfetta, tutto era come io avevo sempre desiderato che fosse una relazione. Venivo da una storia precedente che mi aveva segnato. Lei era nella stessa condizione, una storia lunghissima dove si sentiva intrappolata e dal quale non riusciva ad uscire. Quando l'ho conosciuta era una donna tristissima, incapace di qualsiasi gioia, senza voglia di vivere. Con me è stata in grado di ritrovare il sorriso, la serenità, la gioia di vivere. Ha recuperato tutte le sue amicizie che nella sua vecchia relazione stava perdendo, ha ricominciato ad interessarsi delle persone e della vita in generale. Insomma senza farla lunga all'interno della nostra relazione lei ci stava alla grande. Ma...c'è un Ma grosso come una casa. Fa un uso smodato di droghe leggere, quasi mai è lucida se non durante le ore di lavoro, ore che comunque affronta dopo aver fumato almeno 5-6 canne il giorno prima ed una prima di andare a lavorare. Comunque, dopo circa un anno dall'inizio della nostra storia, ha cominciato a manifestare una instabilità emotiva che la portava a sbalzi d'umore spesso anche nell'arco della stessa giornata, alternando momenti di euforia a momenti di completa apatia, ad avere un'immagine distorta di se stessa ed a sentirsi fondamentalmente difettata e sbagliata. Ha cominciato a manifestare la sua autodistruttività come se volesse punirsi per qualcosa. Tutto ciò che di bello cercavo di costruire con lei semplicemente non le arrivava, lo distruggeva. Nell'ultimo anno o poco più i suoi stati emotivi sono stati all'insegna della rabbia, del rancore, della vergogna, del dolore per poi repentinamente passare a stati di euforia, appagamento, felicità, gioia e soddisfazione sessuale. Discussioni con cadenza quasi maniacale con ripetute rotture del rapporto nel tempo per la sua mancanza di fiducia, per il suo allontanarsi da me, per la sua indifferenza verso ciò che provavo io. In pratica mi ha idealizzato e poi mi ha distrutto. Si avvicinava a me e mi cercava per essere coccolata e sentirsi amata per poi allontanarsi ed allontanarmi.Mi dava colpe che io assolutamente non avevo e tutto ciò dentro lei aumentava la sfiducia nei miei confronti. Credetemi le ho provate tutte per tenere in piedi questa storia, veramente ho fatto ogni cosa che un uomo potesse fare. Ma non ne posso più. Mi manca e non capisco perchè. So perfettamente che se le cose dovessero restare così lei non è la donna adatta a me, lei non è la persona in grado di farmi felice. Non più oramai. Ma non riesco a staccarmi da lei, mi preoccupo di sapere come sta e cosa fa. Vorrei vederla e capirci di più ma devo fare i conti col fatto che è una borderline e che ha bisogno di aiuto. Adesso è nella fase di negazione del rapporto. Non mi vuole vedere, non mi vuole sentire, non mi vuole scrivere. Non posso nemmeno passeggiare per i vicoli del centro storico con i miei amici perchè lei pensa che io la stia seguendo visto che vive proprio li. Mi tratta come se io fossi la causa di ogni suo male, come se io fossi quello che le impedisce di realizzare la propria vita. Ma non ho mai fatto 1 ed una sola cosa che potesse giustificare questo atteggiamento. Tutto questo mi manda fuori dai gangheri, faccio una fatica immensa a capire cosa sia andato storto e faccio ancora più fatica a trovare una soluzione che non sia uno scontro frontale. Le voglio bene, tanto bene ma così sta soffocando tutti i miei sentimenti, mi manca tanto e vorrei che non fosse mai successa una cosa simile. Ho bisogno di aiuto per aiutare lei per ritrovare la mia donna e per ritrovare serenità ed armonia. Ancora non mi arrendo all'idea di dovermi allontanare e perderla per sempre.
  2. Buonasera, mi chiamo Erika e sono una ragazza di quasi 23anni . Vorrei scrivere la mia storia con la speranza di ricevere qualche consiglio , ma mi scuso in anticipo perché so che sarà un post parecchio lungo, essendo una situazione molto particolare. Premetto che sono sempre stata una grande appassionata di Giappone e spesso usavo Internet come mezzo per poter parlare e farmi degli amici giapponesi. Tutto è iniziato nell'estate 2014 proprio con uno di questi miei amici "online" giapponesi. Io mi ero appena diplomata, lui appena laureato in Nuova Zelanda. Ci siamo ritrovati entrambi in un momento piatto della nostra vita in cui cercavamo di capire cosa fare nel futuro e non riuscivamo a trovare lavoro . Cosi ci scrivevamo tutto il giorno per farci compagnia e scoprire le nostre culture. L ho adorato all'istante, è una persona con un bagaglio culturale ENORME, ha viaggiato in giro per il mondo fin da quando era piccolo, sa così tante cose e io potevo stare ore e ore a leggere dei suoi viaggi e ascoltare le sue storie. Sebbene anche lui (come tutti) abbia i suoi difetti (è molto freddo ad esempio e ha difficoltà a mostrare le sue emozioni) , io continuavo a pensare "voglio diventare come lui, voglio sapere tutte le cose che sa lui, adoro la sua intelligenza". Mi piaceva molto anche il fatto che rispettasse tutti e che per lui fosse un valore molto importante. Sono arrivata al punto di chiamarlo "niichan", che in giapponese significa "fratellone". Mi sono resa conto che l adorazione che provavo si era trasformata in amore circa un anno dopo, e, appunto, nel luglio 2015 ho preso coraggio e gli ho dichiarato i miei sentimenti. Devo dire che però le cose avevano già cominciato ad andare un po' male .. lui era impegnatissimo con la ricerca del lavoro (in Giappone è un inferno) e molto stressato, e io mi sentivo messa da parte , ero impaurita dal fatto che si potesse allontanare da me o che magari avesse trovato una ragazza ecc . Finivo spesso per scrivergli messaggi infiniti dati da questa paura che mi accecava totalmente perché sebbene tutto , sebbene anche io fossi sommersa dagli impegni , io lo mettevo sempre al primo posto . Il suo carattere non aiutava la cosa perché quando c è un problema , di qualsiasi tipo , lui "sparisce". Non risponde più ai messaggi , fa finta che non esisti. Per 2 giorni , 3 giorni, una settimana . E io diventavo pazza. Quando gli ho confessato i miei sentimenti lui era molto sorpreso, mi ha risposto che gli piacevo ma almeno per il momento solo come amica, ma che non voleva che la prendessi come un "no" perché effettivamente anche lui era un po' confuso sull argomento. In pratica mi ha chiesto un po' di tempo per pensarci . Il tempo però passava... 1 mese , 3 mesi , 1 anno. E io comincio ad essere sempre più frustrata da questa situazione perché mi sentivo continuamente sotto esame, e la persona che prima mi dava quella sensazione cosi dolce, che mi scaldava il cuore e che chiamavo Fratellone era diventata la persona che mi causava uno stress allucinante , talvolta anche ad arrivare a crisi d'ansia . Mi trattava con freddezza , sembrava non gliene importasse nulla di me , gli dicevo che ero in ospedale e non mi chiedeva neanche perché . Sembrava davvero che parlare con me fosse diventato un dovere più che un piacere e che se aveva la scuola per evitare di farlo, lo evitava. Ormai era evidente che non aveva interesse nei miei confronti, figurarsi in senso amoroso . Ma lui continuava a nascondersi dietro la sua nuova scusa:" per prendere una decisione , ho bisogno di incontrarti di persona". (Stavo lavorando per poter andare in Giappone per studiare , quindi lui sapeva benissimo che prima o poi quel momento sarebbe arrivato ) . Io non capivo perché mi diceva così, perché in fin dei conti dopo oltre 2 anni che parlavamo tutti i giorni mi conosceva benissimo , sia i pregi sia i difetti , nei bei momenti e in quelli brutti in cui io scleravo e lo ricoprivo di insulti . In più tutta quella freddezza... che bisogno c'era di farmi aspettare per una risposta che a me sembrava così chiara ? Lo pregavo di dirmi "no , scusa , non mi piaci e non sentirò mai qualcosa per me" per potermene fare una ragione , ma niente . Lui continuava dritto come un treno a dirmi che non era vero ma allo stesso tempo a fregarsene di me . E intanto era arrivato a sparire anche per 2 settimane o, una volta , per un mese intero Cosi arriviamo a gennaio 2017. In cui dopo l ennesima litigata ,è sparito "per sempre". Non ha più neanche visualizzato un messaggio. In quel periodo ho fatto un sacco di xxxxxxx, tutte con lo scopo di provare a dimenticarlo. Stavo malissimo. Non ero più padrona di me stessa , mi sentivo disillusa e tradita . Lui era un pensiero costante e assillante che non mi faceva dormire alla notte ma per orgoglio non gli ho più scritto neanche un messaggio dal gennaio fino a luglio . A luglio , dopo essermi trasferita in Giappone, ho realizzato che proprio questa situazione non la potevo accettare . Io gli avevo dato tutto , sostenuto in ogni minima difficoltà , mi fidavo così tanto che avrei potuto dargli la mia vita in mano ma niente. Mi aveva ferita. Io non accettavo la fine di un amicizia che per me era così importante in un modo cosi meschino. Da luglio a fine settembre l ho letteralmente tempestato di messaggi , chiedendogli un "addio". Volevo solo quello , per poter finire in un modo un pelo più dignitoso ... e perché speravo che appunto quella parola mi aiutasse a realizzare che era tutto finito. Quella sensazione , quelle giornate, era tutto finito . Da luglio a settembre lui non ha neanche visualizzato i messaggi. Si comportava come se io non fossi mai esistita e non stessi esistendo , ora aveva il suo nuovo lavoro , i suoi nuovi amici , non c era spazio per me. Ero solo io quella che stava soffrendo come un cane. Quello è stato il momento in cui ufficialmente sono caduta in un baratro . Il fatto che lui si comportasse come se io non esistessi, mi faceva sentire DAVVERO come se io non stessi esistendo . Non provavo più gioia (sebbene appunto fossi in Giappone , che era stato da sempre il mio sogno più grande ) , non mi interessava più di nulla , se potevo rimanevo a sonnecchiare per tutti il giorno perché "beh almeno finché dormo non soffro". Il dolore per essere trattata così , l incredulità .. era un dolore talmente forte da diventare fisico . a settembre ho osato scrivere nella sua bacheca Facebook "scusa se ti scrivo anche qui, ma non ce la faccio più ... ti prego , finiamola in maniera intelligente e pacifica...", e lui , infastidito del fatto che essendo Facebook tutti potessero leggere, dopo 9 mesi in cui mi ha ignorata, finalmente mi ha scritto. "Ok allora... Non sono cosi cattivo da rinnegare tutto, ma allo stesso tempo non ho energia per risponderti . Scusa se non ti ho risposto, ma sistemare tutto è dura". Che vuol dire ?!!?!? Ero allibita. E anche molto arrabbiata .. lui non mi aveva risposto per lui, così magari non avrebbe più ricevuto 3000 messaggi al giorno , e nemmeno per me, che magari avrei smesso di soffrire. E nemmeno per la nostra amicizia . L aveva fatto solo perché altre persone avrebbero potuto leggere quel messaggio . "Gli altri " erano più importanti di lui , di me, di tutto quello che avevamo condiviso negli anni precedenti . Cosi , ho scritto ancora una volta nella sua bacheca , dato che era l unico modo per avere una reazione . Lui mi ha risposto ancora "ok, addio ". Io :" grazie ". Lui :" grazie a te, per i bei momenti e anche quelli brutti ". Io:" ti scriverò un ultimo messaggio e poi prometto che non riceverai più nulla da me". Cosi sono scoppiata e gli ho raccontato delle cose che non gli avevo mai detto riguardanti la mia infanzia e che mi hanno segnata parecchio .. L ho fatto perché spesso avevamo avuto delle litigate su certi argomenti ma io non avevo mai avuto il coraggio di raccontare quelle cose. Sono scoppiata , ma credo di aver fatto bene perché raccontando quelle cose lui poteva capire il perché di molte mie reazioni. Lui ha visualizzato il messaggio 3 giorni dopo , e una settimana dopo mi ha scritto :"ti voglio bene". Io ho risposto "ti voglio bene anche io , grazie ". dal quel giorno non l ho più sentito fino a novembre , perché come promesso non gli avevo più scritto nemmeno un messaggio . Anche se ovviamente stavo morendo dentro. A novembre mi ha scritto lui :" ora realizzo quanto sono stato infantile, avrei potuto fare molto di più sia riguardo te che riguardo me stesso". E da lì ci siamo scambiati un paio di messaggi in cui mi raccontava del suo lavoro e io dei miei studi . Ho fatto finta di stare alla grande. Che dovevo fare ? Non ero lì per fargli pena né per sembrare ridicola.. e non ho avuto il coraggio di chiedergli di incontrarci , e quello è stato il rimorso dei mesi successivi . io gli ho scritto poi a gennaio in un momento di crisi...gli ho scritto che avevo intenzione di suicidarmi e che lo ringraziavo per tutto, che se non fosse stato per lui lo avrei fatto ancora prima ... ed era vero . Tutto quello che volevo in quel momento era smettere di provare quel dolore e quel senso di smarrimento ... il mio programma era stare in Giappone fino a fine marzo , poi tornare in Italia e farla finita ..Il pensiero che presto tutto sarebbe finito mi tranquillizzava. Poi lui mi ha scritto a febbraio . Ha detto "sono egoista ma non riesco ancora abbandonarti totalmente " e... beh , i miei sogni in quel momento sono divenuti realtà.. lui mi ha chiesto di incontrarci. da qui in poi la faccio breve perché sta diventando davvero un post chilometrico. ci siamo incontrati molte volte da febbraio fino alla fine di marzo , in cui sono ritornata in Italia. Ed è stato fantastico . Avevamo un armonia incredibile . Ci divertivamo, stavamo bene... alla fine abbiamo cominciato a comportarci come fossimo una coppia. È stato spiazzante per tutti e due. Non nascondo che abbiamo fatto anche l amore una volta.. per lui era la prima volta. È stato bellissimo. L ho fatta un Po breve per accorciare, ma ovviamente abbiamo discusso e ci siamo chiariti , non è stato un cambiamento dall oggi al domani . L ultima volta in cui ci siamo visti lui ha pianto perché non voleva che tornassi in Italia . È stato dolcissimo . Mi ha detto di prendermi cura di me stessa. Ci siamo "lasciati" con l intenzione di costruire un rapporto di amicizia un Po più sano in cui lui non sparisce ogni volta che vuole evitare una discussione e io non sclero e non lo assillo ogni volta in cui non mi va bene qualcosa ... per il momento siamo tra alti e bassi ma va decisamente meglio di prima ... solo che faccio ovviamente molta fatica a fidarmi e mi sento completamente dipendente da lui . Nei giorni in cui lui è troppo impegnato con il lavoro e non mi scrive a me sembra di morire , tremo al pensiero che possa lasciarmi ancora..ho deciso di farmi aiutare da uno psicologo perché mi rendo conto che è una relazione tossica , ma sto aspettando di avere un Po più di stabilità economica per iniziare una "terapia".. sia per risolvere i miei problemi d ansia , sia per questa dipendenza .. nel frattempo spero di ricevere qualche consiglio qui .. e di trovare persone che mi comprendano perché vedo come la gente faccia fatica a capire il mio stato d animo ... grazie
  3. Buonasera a tutti, io è da due anni e mezzo che soffro di una sorta di dipendenza da cibo : per farla breve mangio fino a sentirmi esplodere non perché ho fame ma perché e come una droga che mi da una sorta di assuefazione. Dopo aver mangiato così tanto mi sento malissimo, ovviamente, e penso da domani non lo faccio più perché è una cosa che mi fa solo star male. All'inizio vomitavo ma adesso non più. Ho provato qualunque metodo ma non riesco a uscire da questa "prigione". vorrei tornare a vivere normalmente perché così, questo problema, occupa tutta la mia vita in quanto non riesco a uscire e a socializzare. Sono una persona irriconoscibile. Ho avuto anche dei seri problemi di salute in conseguenza a questo problema ma non sono bastati a far cambiare le cose. come posso fare? Grazie
  4. Buonasera a tutti! Mi chiamo Gino, ho 25 anni e volevo farvi partecipe del vuoto che ho dentro. Inizio dal presupposto che sono cosciente del fatto che ciò che mi succede, non è il male assoluto, ma mi ritrovo senza voglia di affrontare il domani. Il mio tunnel è iniziato pressappoco un anno e mezzo fa, dopo essere stato licenziato (con giusta causa a detta dell'azienda, io non sono mai riuscito a sapere il perché) da il mio posto di lavoro fisso. Era un ambiente che con un po' di pazienza ero riuscito a modellarmi e mi ero circondato da persone piacevoli, e nel giro di 24 ore mi sono ritrovato con un cancello chiuso alle spalle. Ad aspettarmi fuori da quella azienda c'era la mia fidanzata, il mio primo vero amore, una storia che era già al terzo anno di vita. Una storia purtroppo malata, a causa di un mio tradimento fatto quando ero ubriaco (neanche troppo) e scoperto da lei, che non è mai più riuscita a perdonarmi. Anzi, a sua volta lei mi ha tradito, e solo lì ho capito cosa le avevo fatto provare. In questo tempo, io mi sono dato da fare per cercare un nuovo lavoro e l'ho trovato..molto difficile e pieno di nuove insidie, ma soddisfatto mi ero messo a "full", diciamo anche per non pensare al licenziamento. E più che altro per non pensare ad una situazione famigliare che vede un padre violento e malato (forse da tso) ed una madre soggiogata a questa situazione in preda anche lei ad una depressione. È qui che inizio a drogarmi, prima come una piccola evasione, poi come vera e propria forma di divertimento, poi come unico pensiero giorno e notte. Weekend passati interamente senza dormire, prelevando e spendendo molti dei miei soldi, e gli altri che spendevo li spendevo in regali o vacanze per cercare di aver dei bei momenti con la mia ragazza, anche se passato il momento di gioia magari per una settimana al mare, tornavano i dubbi e le tristezze derivati da quel tradimento, dopo che avevamo già fatto dei piani per convivere. Arriva novembre, il mio lavoro mi obbliga ad andare in trasferta e sono giorni difficili, litigo con tutti, fidanzata, genitori al telefono, colleghi. Esasperato mi chiudo in hotel e cerco qualche amico per chattare, e trovo una mia lontana amica che mi chiede il perché fossi ancora sveglio. In breve, passai tutta la notte a spiegarle cosa non andava in me, nella mia relazione, nel mio lavoro, nel mio tutto. Mi disse che voleva vedermi per parlarmi quando fossi tornato. Lei, bellissima, e affascinante.. non sono resistito, non siamo resistiti e abbiamo iniziato a frequentarci. Non pensavo, non ero neanche felice e non volevo prendermi Delle responsabilità. Ho lasciato che la mia ragazza scoprisse e senza neanche dire nulla, ho lasciato che le cose morissero così e non sape5e quanto me ne pento. Da lì ho continuato quella relazione, che si è rivelata poi un disastro, e poi altre, tutte una peggio dell'altra. Nel frattempo il mio rapporto con le dipendenze è peggiorato ancora, spendo più di quanto guadagno, chiedo prestiti a tutti e ho pure preso qualche soldo dai miei, e sono stato anche beccato. Il lavoro va sempre peggio, con contratti sempre più ridicoli, paghe misere e nessuna prospettiva mentre vedo i miei amici che hanno già le loro strade ben delineate. Così mi ritrovo ora, dopo un incidente i cui mi sono fratturato i piedi e olnon mi ricordo neanche come ho fatto, da quanto ubriaco o fatto fossi, con una dipendenza forte fortissima e con persone accanto a me che non mi aiutano ad uscirne, anzi, forse sono loro che mi ci ributtano dentro senza farlo apposta. Ormai vivo fuori casa, mi vergogno a farmi vedere in condizioni pietose o mi vergogno solo a parlare dei miei problemi. Le mie relazioni o amicizie sono così superficiali che non ho veramente nessuno a cui confidarmi, ho paura del domani, ho apatia, ho voglia di farla finita anche se razionalmente so che c'è molto peggio. Ma mi accorgo che non sono fatto per resistere, cedo facilmente alla prima difficoltà. Mi sono ispirato così tanto a furia di bugie, a volte senza neanche un fine, e la esistenza è tutta una grande presa in giro. In casa non posso parlare dei miei problemi, gli altri non devono sapere dei miei problemi in casa, sono pieno di debiti e non neanche un xxxx di hobby, se non quello di distruggermi. Quindi ora sono a letto, non posso neanche muovermi e mi chiedo cosa farò quando tornerò a lavorare, chissà per quanto poi, per fare cosa e come affrontare i mesi che verranno. Niente mi rende felice ormai da 1 anno e mezzo, e vivo di un senso d'apatia e tristezza, a volte non mi alzerei più dal letto. Ho sviluppato una forte tolleranza agli antidepressivi ormai, quindi non ho neanche quella opzione, e lo psicologo non me lo posso più permettere e comunque dovrei nasconderlo ai miei, per evidenti problemi che loro non accettano la mia condizione. Finito questo papiro, che voleva essere solo uno sfogo, mi piacerebbe sapere se qualcuno si ritrova nella mia stupida condizione, e cosa farebbe al mio posto.
  5. ciao a tutti. dopo questi ultimi 3 anni,passati anche ad autoanalizzarmi sento il bisogno di un parere esterno.Andro a spiegare tutto quelli che sono gli aspetti problematici e non della mia vita,in modo da fornirvi un quadro il piu completo possibile e ricevere un opinione. 3 anni fa,il mio problema era non avere una cerchia sociale ampia. ho cercato di lavorare in questo senso,cercando di avvicinarmi a persone per condividere un amicizia con loro. in qualche modo ce l'ho fatta,ho dei nuovi amici,coi quali ho stretto un bel rapporto,anche abbastanza profondo,coi quali posso parlare di argomenti importanti,confidarmi etc etc Questo sicuramente mi solleva molto,sia per il fatto che sto meglio ad avere piu amici e piu cerchie sociali distinte,sia perche mi ha dato fiducia in me stesso. Autoanalizzandomi però,e questo è uno dei punti chiave della questione secondo me,sto pian piano prendendo coscienza che forse a frustrami non era e non è il fatto di avere pochi amici e/o poca vita sociale,conoscenze giri e quant'altro. il fatto è ce mi sto rendendo conto che io baso la mia autostima,il voto che do a me stesso,il bilancio del successo della mia vita,su quante volte esco,su quante persone mi chiamano,quante cene faccio etc.. E' vero che adesso ho nuovi amici,ma il problema di non essere all'altezza di uno standard che mi sono fissato si presenta ogni qualvolta le cose non vanno come vorrei; e quando succede mi autoinfliggo dei giudizi molto duro: "sei uno sfigato,sei solo,non hai una vita divertente ed appagante etc.." Questo meccanico è forse alimentato dal paragone che faccio tra me medesimo e le persone che frequento,specialmente il mio amico storico del quale parlavo nel primo post. Tutti quelli che frequento hanno una con aspetti diversi dalla mia: loro lavorano ed io studio,tanto per cominciare. Loro hanno fondamentalmente piu tempo libero,perche sono comunque persone definibili ricche,e lavorono nelle ditte di famiglia,questo li porta viaggiare anche piu volte al mese,a fare gite nei week end e anche durante la settimana. Qui entra in gioco un altro fattore importante della mia vita: la mia fidanzata. Siamo fidanzata da quasi 6 anni e ci conosciamo da 9. Premetto che io lo stessa passione per lei che avevo il primo giorno,mi piace,mi prende,mi stimola. Purtroppo però è ormai chiaro che ha problemi della sfera psicologica pure lei,e direi anche abbastanza marcati. La situazione tra lei e il resto delle persone che mi girano attorno non è delle piu felici,lei nelle uscite coi miei amici non è quasi mai presente,a parte compleanni o cose cosi;non abbiamo un gruppo in comune,perche fondamentalmente nessuno di noi 2 ha un vero e proprio gruppo,ma tantomeno da condividere.quindi le cene in 2 coppie sono inesistenti,i viaggi con amici manco a parlarne. Questo mi porta sempre ad essere diviso tra 2 fuochi,o vedo lei o i miei amici etc etc Il problema è che anche quando esce coi miei amici io sono molto teso,perche lei rappresenta il lato di me che è completamente diverso dalle persone che conosco.lei è completamente seria,formale,non ammette scherzi,confusione,goliardismo. Per fare qualche sempio:potrebbe mandarla in tilt venire a cen da qualche mio amico che coabita con coinquilini e vedere la casa,in stato oggettivamente lercio,dove ceneremmo. A me non da nessun fastidio che lei me lo faccia notare,ma questo accanirsi fa diventare ogni cosi un problema. Lei è particolarmente insicura,ed una battuta o una parola maldetta da qualche mio amico è sempre motivo per litigare noi 2. Questo mi accentua esponenzialmente il problema: vedo i miei amici con le loro fidanzate che a capodanno vanno in montagna con altre coppie,e noi no. Quest'anno lei era disponibile,seppur con qualche riserva,a partire insieme ad altri miei amici per qualche giorno in montagna,poi per problemi logistici non si è potuto,anche se proprio volendo ci saremmo potuti andare. io per tutto il tempo dei preparativi sono sempre stato in forte ansia,da una parte perche il capodanno cosi come le vacanze in genere è un altro di quei fattori su cui baso la mia qualita di vita,dall'altro perche non avrei voluto litigare con lei per partire,ed i motivi potrebbero essere stati molteplici:i miei amici non vanno tanto per il sottile con l'organizzazione,ovvero potrebbe aggiungersi gente all'ultimo,potrebbero esserci stanze in comune,si potrebbe partire un giorno prima o un giorno dopo.mentre lei vuole tutto definito in anticipo,e che non cambi per nulla al modo ed ha tutti i suoi punti cardine che sono imprescindibili.quindi mentre si organizzava io ero costretto a far quadrare tutto e questo mi ha provocato un ansia pazzesca. Io sto bene con lei,ma questo aspetto turba il nostro rapporto.sia perche io pian piano sto venendo portato a vedere lei come un "ostacolo" alla condivisione della vita di compagnia,sia perche lei si convince che non sono la persona adatta a lei dato che frequento persone cosi diverse. Il fatto è che io sono una via di mezzo,anche io amo l organizzazione,sono insicuro e puntiglioso,e pure permaloso come lei;ma da un altro lato sono anche "ca**z*ne",spontaneo,scherzoso,con voglia di fare qualche cavolata,con voglia di staccare un attimo la spina e fare qualcosa di impulsivo. Il fatto è che non mi rendo conto se sono entrato in una sorta di loop paranoico o davvero nella mia vita c'è qualcosa che non va.alla fine se la guardo da un certo punto di vista di cosa mi posso lamentare?ho una famiglia unita,ho una fidanzata fedele e che mi piace,ho qualche amico,anche se pochi,posso ritenerli senza dubbio persone sopra la media che si trova in giro,studio e mi sto per laureare,con buone prospettive lavorative. Allora cosa mi manca?mi sento forse spaventato nel diventare grande?non ho fatto i miei sbagli e le mie bravate ai tempi quindi ne ho bisogno adesso e mi sento la pressione che tra breve non sara piu possibile farne? Io vorrei semplicemente avere una vita sociale e di coppia condivisa,non chiedo tanto,qulache week end all anno in viaggio,qualche cena fuori tutti insieme anche con la mia ragazza,e qualche serata o campeggio coi miei amici di tanto in tanto.. In effetti le persone che frequento sono diverse dalla mia fidanzata,ma non vedo perche non poter condividere nulla.. Non so come affrontare la situazione,se la sto ingigantendo,se la sto prendndo sottogamba... Se poteste darmi un parere,mi sarebbe molto utile come spunto di riflessione vi ringrazio tanto in anticipo
  6. Buongiorno, da alcuni anni sto svolgendo attività di ricerca sul fenomeno dell'astinenza da sospensione o riduzione di farmaci antidepressivi, utilizzati anche per il trattamento dei disturbi d'ansia. Spesso la comparsa di sintomi astinenziali viene interpretata come una ricomparsa della malattia in seguito alla riduzione della terapia, anziché come conseguenza dell'astinenza da antidepressivi SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina) o da antidepressivi SNRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina e Noradrenalina). I sintomi astinenziali solitamente sono evidenti già dopo 24-96 ore dalla riduzione o sospensione del farmaco e possono durare alcune settimane ma anche mesi o anni. Da alcuni mesi abbiamo messo a punto un'intervista, la "Diagnostic clinical Interview for Drug Withdrawal 1 SSRI and SNRI", che consente di formulare la diagnosi di astinenza da riduzione o sospensione di SSRI o SNRI. È possibile ricevere una valutazione GRATUITA basata esclusivamente su questa intervista contattandoci. Maggiori informazioni sull'astinenza da riduzione o sospensione di SSRI o SNRI nonché sulla Diagnostic clinical Interview for Drug Withdrawal 1 SSRI and SNRI sono disponibili alla pagina Web DSS: Gruppo di ricerca Smettere gli psicofarmaci - Università degli Studi di Firenze e alla pagina Facebook Gruppo di Ricerca Smettere gli Psicofarmaci. Recentemente è stato attivato presso l'Università di Firenze il Servizio di Farmacopsicologia, da me diretto. Il servizio è A PAGAMENTO ed è stato proposto per dare una risposta a chi soffre di astinenza da riduzione o sospensione di SSRI o SNRI e vuole smettere questi psicofarmaci attraverso un percorso clinico strutturato. Per maggiori informazioni sul Servizio di Farmacopsicologia è possibile visitare la pagina Web DSS: Gruppo di ricerca Smettere gli psicofarmaci - Servizio di Farmacopsicologia o contattarci scrivendo all'indirizzo smettereglipsicofarmaci@dss.unifi.it. Un saluto cordiale, Fiammetta Cosci Professore Associato in Psicologia Clinica Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Firenze
  7. Assistenza scrittura tesi di laurea in materie sociologiche, psicologiche, pedagogiche e storico-filosofiche. I temi spaziano dal bullismo alla cecità infantile, varie dipendenze, DSA, etc. etc. Il servizio è serio professionale, fornito da una esperta redattrice, non un'azienda. Nessun copia e incolla. Inviare richiesta a assistenza.tesi@virgilio.it, nel caso di estrema urgenza scrivere il numero di telefono per essere contattati entro qualche ora. Prima di accettare prenotazioni si inviano campioni di tesi per comprovare esperienza e alta preparazione nella redazione. Assolutamente no perditempo.
  8. Salve, vi scrivo per chiedervi aiuto riguardo la mia situazione. Sono stato tre anni con una ragazza tipo dai 16 ai 19/20 lei ne aveva 15 / 18, è finitA perchè l'ho tradita con un altra ma volevo restare con lei, ha voluto chiudere comunque. Non ci siamo sentiti per anni, e io ho avuto qualche piccola storia di due tre mesi, le i è stata fidanzata negli ultimi quattro anni, ora studia fuori. Questi ultimi giorni ci siamo sentiti, e cè la possibilità di vedersi, io sono molto cambiato di certo non commetterei gli stessi eerrori di u ntempo, ma credo che lei voglia vedermi solo in amicizia per vedere realmente se tutto va bene. Questo credo mi costerebbe molto caro, nel senso avendo commesso degli errori e averla persa mi ha causato un pò di stranezze mentali, mi sono un pò chiuso, mi sono un pò forse inconsciamente punito per lo sbaglio fatto e via discorrendo. Però dall'altro lato ho sempre pensato a lei prima di andare a dormire, nei momenti di intimità personale, in quelle situazione in cui la nostalgia del passato ci avvolge o ci facciamo avvolgere... Pensavo di dirle che ho sbagliato, negli anni passati e che mi dispiace ma forse non sarebbe meglio non rivederla affatto visto che sono più di cinque anni che non ci parlavamo e io non sto ancora "scavalcando" la montagna?? Spero in un vostro cortese consiglio, saluti e buona giornata!! Ale
  9. Buongiorno, ci tengo a premettere che molti anni fa, quando avevo solo 20 anni, cominciai a soffrire di ansia, insonnia e attacchi di panico, per due anni sono stata seguita da una psicoterapeuta e questo percorso mi ha cambiato la vita. Dopo circa un mese dalla fine della terapia ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio compagno, ad oggi stiamo insieme da 10 anni, io adesso ho 30 anni lui 31. Negli anni Mauro ha cominciato a soffrire di una strana dipendenza dal suo nucleo familiare (madre soprattutto, padre e fratello adolescente) tutti hanno bisogno di lui e lui ha bisogno di loro, sempre, in qualsiasi momento del giorno e della settimana, specie la domenica e nelle festività che non possiamo mai passare da soli come coppia. Ciò che mi ha fatto innamorare di lui, dieci anni fa, é stato l'amore che ha saputo darmi ed il suo modo di dimostrarmi giornalmente, per anni ed anni, di essere la sua compagna e non una qualsiasi persona, ed essendo io cresciuta con cinque fra fratelli e sorelle non avevo mai provato questa sensazione di "esclusività", non mi ero mai sentita importante ed amata per ciò che sono, messa al primo posto in quanto la più importante fra tante altre persone, come mi ha fatto sentire lui per anni. Dopo una crisi familiare di qualche anno fa tutto é cambiato e precipitato sempre più. Mauro ha lasciato il lavoro per stare vicino alla famiglia mentre quando avevo bisogno io non prendeva nemmeno mezza giornata di permesso, negli ultimi tempi. Un anno fa, vedendo che non riuscivamo a permetterci nemmeno una pizza fuori con solo il mio stipendio da part time e che non poteva comprarsi nemmeno una maglia nuova Mauro ha trovato un nuovo lavoro, non ben pagato come il primo ma col quale si può campare assieme al mio. Ho lasciato passare qualche mese e gli ho espresso il mio desiderio di vivere insieme a lui, rassicurandolo sui suoi dubbi riguardo i nostri stipendi. Lui é stato d'accordo e quando mi ha detto di essere troppo impegnato col nuovo lavoro gli ho assicurato che mi sarei occupata io di cercare la giusta casa. Ma non ne andava mai bene una! Il nostro budget é limitato eppure lui continua a cercare in ogni casa il riflesso della casa in cui é nato, grande, spaziosa, perfettamente arredata. Ogni volta trovava il più piccolo difetto, fino alla casa perfetta, trovata con mio grande sforzo e contrattando fino all'ultimo col padrone di casa, in questa situazione é venuto fuori il problema della sua incertezza per il futuro, e ha tirato fuori quella che per me dopo tanti mesi ad accampare scuse é l'ennesima di queste: l'ansia. Adesso Mauro sostiene di non riuscire nemmeno ad uscire di casa senza avere ansie e riconosce che una delle cause é la sua famiglia, quando allora gli ho chiesto perché non riesce ad allontanarsene, a smettere di essere in simbiosi coi suoi membri familiari ha detto quella che é la frase più brutta che io mi sia mai sentita dire in vita mia, io vi amo tutti. Come se io non avessi un'identità, come se io fossi una carta nel mazzo, come se la compagna o il compagno di vita non fosse poi così speciale da diversificarlo dalla propria famiglia di origine. Io amo la mia famiglia, ma prima di ricevere questo pugno allo stomaco avrei detto che amavo lui di più in quanto l'uomo che volevo accanto d'ora in avanti. Adesso sono riuscita a convincerlo, dopo mesi di pressioni e richieste disperate a farlo seguire da uno psicologo. Ma quello che vorrei chiedere a voi della comunità é, che cosa significa tutto questo? Io ho sofferto d'ansia, e a volte in periodi bui torno a soffrirne, so quanto sia invalidante e che richiede il sostegno di chi ci é vicino, ma io non posso essere una spalla su cui piangere fine a se stessa, non posso essere la sua insegnante di sostegno, e ho una paura matta che é questo che sono diventata. E dopo dieci anni di relazione, a 30 anni, non posso accettarlo. Vi chiedo perciò un consiglio, che sia rassicurante o meno, perché davvero ormai stento a capire questa situazione. Grazie a chi mi risponderà.
  10. Redazione

    Dipendenza da Internet

    Internet e i social network sono oggi un punto di riferimento importante per la vita di ciascuno. Ma possono anche diventare fonte di problemi e di difficoltà se non si è in grado di gestire concretamente il rapporto con questi strumenti. Su Psiconline abbiamo inserito una Scala di Autovalutazione che ci aiuta a capire il nostro rapporto con il web e se siamo ancora capaci di gestirlo oppure se ormai siamo diventati dipendenti dalla rate. Per saperlo clicca sul link che segue e compila il test psicologico online: https://www.psiconline.it/servizi/i-test-psicologici/internet-addiction-test-iat.html Ricordati, però, che il Test è indicativo e che per qualunque valutazione concreta è sempre necessario rivolgersi ad uno specialista del settore. La Redazione di Psiconline.it
  11. Buonasera, sono in forte crisi. Lo scorso maggio, in una chat incontro un ragazzo che dopo 2 mesi mi conquista. Mi sento bene, invincibile, poi dopo solo 1 MESE lui cambia, radicalmente. Non riesco più ad avere rapporti sessuali per me appaganti, chiudo gli occhi e mi estraneo, però non riesco a lasciarlo, inoltre ci vediamo 1/2 gg la settimana e non ho nessun entusiasmo a stare con lui. È come se fossi con uno con cui ho confidenza, ma null'altro. ADESSO ARRIVA IL PEGGIO! inizio a buttare giù cibo, mangio, tanto e di più, 13 kg in 8 mesi. Non mi entra più nulla, vesto solo con una gonna molto larga da dicembre. Non riesco ancora a lasciarlo e non smetto di mangiare. Uno psichiatra voleva darmi un farmaco anti bulimia, ma ho paura mi faccia peggio. Non mi interessa più nulla. Abbiamo entrambi 42 anni, ma mi sento a pezzi.
  12. Buon giorno sono fidanzata da sette anni e mezzo con il mio primo e unico ragazzo. All'epoca io avevo 19 anni e lui 22 io sono del sud e lui del nord. Premetto che sono una ragazza molto rigida ed esigente nel senso che metto in chiaro fin da subito cosa proprio non sopporto in un rapporto: il non rispetto dell'altro, le menzogne, le bugie e il tradimento per me sono cose oltre le quali non riesco ad andare per questo motivo il nostro rapporto è sempre stato un tira e molla perchè lui continuava a fare delle cose che a me non stavano bene tipo bere tanto (a volte l'ho dovuto recuperare per strada mettergli il pigiama e farlo dormire), stare con persone che facevano feste con cocaina in casa dove abitava lui ecc io queste cose le ho scoperte con il tempo e ho cercato di fargli capire che erano sbagliate dicendogli che doveva scegliere o fare queste cose o stare con me, quindi lo lasciavo tutte le volte che faceva queste cose ma dopo pochi giorni lo perdonavo e ci tornavo insieme, volevo iutarlo ad uscire dal suo mondo per mostrargli un altro modo di vivere più genuino, ci tenevo tanto a lui e non potevo vederlo ridotto come si riduceva certe volte. Il problema è che con la scusa di aiutare lui io mi sono completamente persa e ho sofferto veramente tanto. Dopo pochi mesi che ci frequentiamo si scopre che suo padre ha un tumore, lui inizia a bere tanto e a essere violento con me in molti episodi , mi mette le mani alla gola , spacca le cose a terra , lancia telefoni in aria, mi sbatte con la testa contro un cartellone pubblicitario, mi da un pugno dietro la schiena perchè pensa che io faccio la scema con un ragazzo, dice che io mi comporto male, inizia a essere geloso quando siamo con altre persone dice che io guardo gli altri e mi metto dalla loro parte ecc ecc .Io stavo malissimo perchè lui dopo ogni atto di questo genere mi diceva che era colpa mia se arrivava a fare tanto e che ero io a farlo andare fuori di testa fino ad arrivare a mettermi le mani addosso, io queste colpe me le prendevo tutte, perchè lui mi diceva che era colpa mia che lo facevo ingelosire e lo facevo star male per come mi vestivo (diceva che avevo il perizoma che si vedeva sotto il pantalone o che portavo gonne troppo corte e svolazzanti ) , per come parlavo ( diceva che avevo un tono diverso quando parlavo con i maschi) , per come mi comportavo ( diceva che guardavo i suoi amici abbiamo litigato spesso per questo motivo per come guardavo negli occhi i suoi amici mentre parlavo con loro) . Ogni volta che è successo qualcosa del genere alla fine lo lasciavo ma poi quando lui se ne stava per andare io gli dicevo che era colpa mia e che doveva restare oppure gli scrivevo dei mess e poi alla fine lo perdonavo sempre quando chiedeva scusa pensado che sul serio era colpa mia quello che succedeva e pensando che stesse soffrendo tanto per il padre. nonostante questo stavo cosi male che ad un certo punto ho perfino pensato sul serio di tagliarmi le vene credevo di essere sbagliata io di essere una persona spregevole. Per un pò gli episodi di violenza sono finiti anche se litigavamo sempre perché lui usciva con gli amici e beveva tanto spegneva il cellulare e io ero giù al sud e mi preoccupavo, quando ho finito l'università sono andata a vivere casa dei suoi genitori quando suo padre stava male per stare vicino a lui e al mio ragazzo in quel momento difficile ( suo padre è morto). io mi lamentavo e mi lamento anche ora perchè non si poteva uscire con me e i suoi amici una volta siamo usciti e in quel caso si litigò perchè lui pensava che io guardavo il suo amico dopo una nottata di litigio mi diede un morso io andai a dormire con sua madre poi però lo perdonai immediatamente la nottes stessa e tornai nel letto con lui .anche in quel caso lo perdonai perchè lui disse che era colpa mia che avevo continuato a litigare per tutta la notte fino a quando lui esasperato ha fatto quello che ha fatto. l'ultimo episodio di violenza io lo lasciai dicendogli che non gli avrei più permesso di fare una cosa del genere nel periodo in cui non ci vedemmo lui usci con la sua ex poi torno da me e io lo perdonai solo che dopo un meso scoprii che lui si era visto con lei e non mi aveva detto nulla quando eravamo tornati insieme. Vivevo a casa sua da tanti mesi ma mi sentivo a disagio perchè sua madre non mi faceva pagare nulla cosi ho insistito io ad andare a vivere insieme ora conviviamo da un anno. Un mese fa lui mi dice che non sapeva più se mi amava o no , che non pensava che io ero la ragazza giusta per lui e che provava dei sentimenti per una con cui aveva parlato una volta in università, io ci sono stata malissimo quando me lo ha detto ma ho cercato di essere forte e gli sono stata vicina comunque e gli ho detto che visto che non ha molte amicizie femminili e visto che non è aperto ma chiuso forse questi sentimenti erano semplicemente di amicizia. Per tutto il tempo però io gli chiedevo se mi amava e lui mi diceva non lo so e questo mi faceva pensare a un tradimento . Gli feci delle domande su questa ragazza se si erano scambiati il numero di telefono? e lui mi disse di no. Qalche giorno dopo guardando il suo cell scopro che ha il numero di questa ragazza gli chiedo spiegazioni e lui mi dice che se lo erano scambiati dopo che io gli avevo chiesto io e se lo erano scambiati per dirsi cose dell'università. Io gli credo e non dico nulla , l'altro ieri era a lezione lo chiamo e lui mi dice che era da solo in biblioteca a studiare. Quando torna a casa guardo il cellulare e scopro che lui e questa ragazza si sono sentiti gli chiedo spiegazioni e lui mi dice che è il secondo messaggio che si scrivono e poi mi dice che si era visto con lei anche il giorno prima cioè quando io gli avevo chiesto con chi era in biblioteca e lui mi aveva risposto dicendo di essere da solo. il primo messaggio che si sn mandati lo ha cancellato per paura che io mi arrabbiassi. ora lui dice che non può fare nulla che non ha rapporti con nessuno che non può iscriversi su facebook( cosa nn vera perchè io non gli ho mai proibito di iscriversi su facebook) per colpa mia che ha diritto a fare quello che vuole che non lo devo controllare che se esce con gli amici lo tempesto di chiamate che se fosse per me lui dovrebbe stare o chiuso in casa o con me e basta he si sente in una gabbia e che io invece posso parlare con chi voglio su facebook che sicuramente io tante volte gli dico le bugie che sicuramente anche io gli ho nascosto qualcosa e che lui non mi ha detto che era con lei perché non voleva litigare. Lui dice che io faccio sempre la parte della vittima che invece io posso fare tutto quello che voglio e lui non mi deve dire niente. Il problema è che sono stanca ogni volta è colpa mia ... la mia fiducia è stata tradita tante volte da lui, non riesco più a fidarmi ma non capisco se sono io che sono sbagliata o no. Devo perdonargli anche questa? non so più cosa pensare so solo che cosi soffro veramente tanto ma conviviamo da un anno io sono venuta qui per lui, ho cercato lavoro e studio qui per stare con lui non ho amicizie strette qui con cui confidarmi e la mia famiglia è giù cosa devo fare? come mi devo comportare? Voi potete far chiarezza su questo rapporto vedete qualcosa che io non vedo?
  13. mi sono accorta di amare solo le persone che odio. so costruire solo rapporti ambivalenti, fondati sulla sfiducia, la rabbia e il rancore. solo questi mi fanno provare dei sentimenti. tutti gli altri sono ovattati...mi fanno sentire morta. sono amante di lei da due anni. lei mente alla sua ragazza, la persona più dedita della terra.. anche molto bella. non mi fiderò mai e la vedrò sempre come un mostro. un orribile mostro viziato, capriccioso, egoista . la rabbia che provo nei suoi confronti espolde sempre più spesso. con parole di odio che rubano energia vitale a entrambe. eppure non riesco a farne a meno..eppure rinuncio alle mie cose per lei...per i suoi capricci.......come se ne esce, è una condanna? perché mi sembra di provare emozioni forti solo quando provo rabbia e paura? sarà per sempre così. non riesco a farne a meno..sono come le farfalle con le lampadine..si scottano ma continuano a volarci intorno. e soprattutto..perché con tutti gli altri mi sento vuota...e apatica?
  14. 19 giugno 2013, ore 19.00 - Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica Via Iacopo Nardi n. 10, Roma Alcool, sostanze psicoattive e sessualità Il seminario affronterà il tema della sessualità nelle personalità dipendenti da alcool e da sostanze psicoattive. Partendo dai falsi miti e stereotipi verrà trattato l’effetto che l'alcool e le sostanze psicotrope hanno sulla sessualità. Prenotazione obbligatoria al link: http://www.iissweb.it/mail-seminari?view=foxcontact Costo seminario: 8 euro ( e' prevista anche la sottoscrizione di una tessera associativa del costo di 5 euro) Per info: 067887720 - info@iissweb.it
  15. Ragazzi mi sono resa conto di essere drogata dai giochini di Facebook, continuo ad accedere e a controllarli, oramai automaticamente senza pensarci, e passo un sacco di tempo su Chefville, Cityville, Farmville ecc... come posso disintossicarmi? mi fanno perdere un sacco di tempo, devo studiare, ma ogni volta che mi metto alla scrivania prima di tutto do una sbirciatina a quelli e finisco per buttare via mezz'ore... esistono modi per bloccarli a tempo? o cmq come funziona la dissuasione nelle addiction?
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