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  1. ciao a tutti, magari il mio problema sara preso sottogamba ma per me è una cosa molto seria. ho 17 anni e da molti anni so di essere miope, ma non l’ho mai detto ai miei perché nella mia famiglia lo sono tutti e mi hanno sempre detto ‘beata te, meno male che non lo sei’ e pensavo da piccola che non dicendoglielo non li avrei delusi. ora però crescendo sta diventando un peso vero e proprio, non riesco a dirglielo come se avessi un blocco, anche perché si arrabbierebbero che in tutti questi anni non gliel’ho mai detto, soprattutto mio fratello che è molto severo. inoltre a marzo vorrei iniziare a fare il corso per la patente ma se non passò la visita oculistica come faccio? vi prego, non è un pretesto il mio per non mettere gli occhiali, è un vero e proprio blocco che ho, mica sapete un modo per reperire lenti/occhiali senza bisogno dei miei genitori, o un modo per dirglielo senza farli arrabbiare a causa del ‘segreto’ che mi sono portata peggiorando la mia vista?Non lo sa nessuno dei miei amici, anche se lo immaginano, e sto arrivando al limite...Grazie per l attenzione
  2. ciao a tutti, ho 17 anni e ho un problema che magari sarà preso sottogamba ma per me è molto serio. sono anni e anni che sono miope, ma non sono mai riuscita a dirlo ai miei perché nella mia famiglia lo sono tutti e mi hanno sempre detto ‘beata te, sei l’unica sana’, e da piccola per non deluderli ho deciso di non dirglielo. ora però mi rendo conto di quanto sia grave la situazione, non ho chissà quale rapporto con i miei genitori, anzi, ma non riesco proprio a dirglielo, come se avessi un blocco, anche perché si arrabbierebbero molto sapendo che per tutti questi anni non ho detto niente peggiorando la mia vista... inoltre tra qualche mese vorrei fare il corso per la patente ma se non passo la visita oculistica (sicuro)come faccio? mica sapere come reperire lenti a contatto o occhiali senza bisogno di miei? il mio non è un pretesto come molti immagineranno, è un blocco che ho e non so come toglierlo...grazie per l attenzione
  3. Cari genitori, vi propongo come spunto di riflessione e crescita personale la storia di una ragazza che mi ha toccato nel profondo: apparentemente aiutata e sostenuta dalla famiglia è stata in realtà abbandonata prima psicologicamente e poi materialmente. Vi invito con questo mio scritto a riflettere sul fatto che i figli sono essere viventi con dei sentimenti e che è importante per il loro benessere essere sinceri e fare le cose col cuore e per loro, non per immagine sociale. Altrettanto importante è, in presenza di più figli, offrire sostengo, amore e attenzione a tutti in modo equilibrato. Se si ha difficoltà a relazionarsi con i figli è opportuno chiedere aiuto per imparare a creare un clima sereno e stabile in famiglia e a comunicare in modo positivo. Buona lettura. Vivere nella menzogna, nelle bugie e nellabbandono. Come abbandonare una figlia cercando di sembrare nel giusto. I vissuti e le esperienze infantili ci segnano offrendoci un buon o cattivo terreno di base su cui crescere. Le esperienze di vita familiare sono quelle più importanti e che possono dare origine a stabilità e sicurezza di sé o traumatizzare ed inibire le capacità personali. La confusione che può essere creata in una bambina a seguito di continue e palesi bugie e distorsioni della realtà è solo il primo passo verso un possibile trauma. Aggiungendo aggressività sia fisica che verbale e doppi messaggi caratterizzati da false promesse si raggiunge lapice della tensione che può culminare, come nella fattispecie, in un abbandono prima psicologico e successivamente fisico/concreto lasciando impressa una immagine traumatica che riassume tutta una vita di ingiustizie come riassunto sinteticamente nel titolo di questo scritto. La figlia in questione è Daniela. Le vicissitudini familiari creano nei figli un copione di vita, qualcosa che si tende a ripetere e che trova giustificazione nel passato ma viene contemporaneamente rinforzato da eventi successivi. Nella fattispecie le vicissitudini familiari sono state perpetuate anche da uno zio che si è proposto per gestire diversamente le cose, riequilibrando ciò che poteva essere rimesso in ordine. Offrendo quel senso di sicurezza e chiarezza che avrebbe aiutato a rompere quel vecchio copione di vita. Invece tale figura familiare si insinua nellormai instabile e decadente sistema ripetendo la stessa prassi psicologica tipica del contesto genitoriale: bugie, false promesse, favoritismi verso una figlia piuttosto che laltra e imposizione autoritaria delle decisioni anche senza discussione/confronto. Il perpetuarsi della stessa dinamica psicologica ha rinforzato e drammaticamente inciso sul trauma della figlia Daniela imprimendo nella sua mente unimmagine di sfiducia, maltrattamento e abbandono che vanno a riversarsi inevitabilmente anche sullequilibrio fisico. La forza di volontà di Daniela la tiene ancora in vita e fare finalmente adesso chiarezza in modo aperto e pubblico rompe quello schema del silenzio, della facciata per il quieto vivere e delle palesi bugie al fine di essere libera dal passato, dalla confusione e dai sensi di colpa che possono nascere in una bambina che vuole vedere le cose per come stanno e invece le fanno credere che sia sbagliato, le fanno credere che sia scorretto essere felici. Capace di comprendere, fin da bambina, aspetti della vita che in pochi vogliono vedere, Daniela subisce attacchi ed ingiustizie da tutta la famiglia al fine di isolarla ed evitare che certe verità possano salire a galla. Lunga potrebbe essere la lista degli esempi, andando per grosse tappe si può sintetizzare come segue a titolo esemplificativo ma non esaustivo: - fino alladolescenza; infinite e piccole bugie/ingiustizie tipo: - non le lasciano fare le cose che fanno gli altri bambini perché altrimenti si sporca. - la famiglia molto spesso esce di casa escludendola e portando con sé solo la sorella minore. - lei a pranzo vorrebbe due uova e le dicono che ce nè solo uno anche se sono molte di più. - lei vorrebbe dei soldi per comprare dei pomodori, le dicono che soldi non ce nè e poi tornano con dei peperoni (ma se i soldi non cerano? E perché prendere altre cose non richieste?). - dicono che il cane chiuso nella sua camera (per evitare che venga maltrattato dai familiari) sta abbaiando molto mentre lei è fuori, invece lei è in casa ed il cane non sta abbaiando. - ormai maggiorenne; allontanamento più evidente: - vorrebbe mangiare cibo diverso e naturale ma sedendosi a tavola con tutta la famiglia: le dicono che disturba e che può andare a cucinare solo dopo che hanno finito loro (anche se cè sia lo spazio in tavola sia i fornelli liberi per cucinare) ovvero verso le 16 del pomeriggio e alla fine è costretta a mangiare solo una volta al giorno e qualcosa di già pronto in camera non essendo libera di potersi muovere in casa. Non può usare liberamente neanche il frigo o la dispensa sempre accusata di occupare spazio. - chiedono di non mettere le sue cose del bagno nel lato sinistro dello specchio sul lavandino, però essi stessi mettono le loro cose anche sulla destra che a parole sarebbe dovuto essere uno spazio dedicato a lei. - per andare in bagno rischia di essere colpita fisicamente dalla sorella o aggredita verbalmente dal resto della famiglia per motivi palesemente ingiustificabili, pur di evitare lo scontro si trattiene dallandarci anche per 17-20 ore rimanendo sempre di più nella sua camera e la notte vive con la paura di essere aggredita nel sonno. - la sua passione per lacquario deve essere abbandonata: alla sorella da fastidio vedere lacquario in salotto e le fanno continue e pesanti pressioni finché non lo toglie e ci rinuncia. - le critiche distruttive da parte della famiglia sono costanti e riferite ad ogni più piccola cosa, anche ad ogni bella cosa. Prova a parlarne ma la situazione anzi peggiora e ogni cosa viene negata, se piange per questo, sta male e ne soffre non riceve nessun tipo di ascolto o tentativo reale di comprensione, si comportano come se nulla fosse o peggio, aggredendo di più. - isolamento/abbandono fisico/ostacolamento: - La sorella è aggressiva anche fisicamente verso Daniela e come soluzione impongono a Daniela stessa di non oltrepassare la porta che separa il bivano dal quadrivano e, se vuole fare la lavatrice, deve passare dal pianerottolo e suonare il campanello. - tolgono la porta e mettono un muro per separare i due appartamenti, senza possibilità di risolvere le tensioni e tenere unita la famiglia come avrebbe invece voluto Daniela. - ormai isolata e abbandonata Daniela non ha più rapporti diretti con la famiglia, restando profondamente traumatizzata da tale esperienza sommatasi nel corso degli anni e non riesce più a vederli ne a sentirli, la notte è preda di incubi nei quali ancora le urlano contro e la chiudono a chiave nella sua camera come quando succedeva quando era più piccola. - anche laiuto economico per aprire lattività è stato una bugia: infatti è stata ostacolata pesantemente; Daniela ogni giorno con regolarità si è messa al computer per trovare siti web dove farsi conoscere, inserire offerte e stimolare il pubblico on-line allacquisto. A turno ogni membro della famiglia è entrato nel piccolo stanzino dove Daniela ha lavorato disturbandola in qualche modo, si sono inventati qualunque scusa per criticarla e per lamentarsi; il clima è stato teso ed insostenibile, la sorella spesso ha alzato le mani e i genitori hanno insistito ad aggredirla verbalmente. Quando è capitata qualche giornata in cui Daniela ha potuto lavorare senza essere disturbata entro pochi giorni è riuscita ad incrementare le vendite. Ma i boicottaggi della famiglia sono arrivati ad un eccesso portando al fallimento dellattività. - fanno sapere che se Daniela fa un primo passo per un ri-avvicinamento allora anche loro saranno disponibili in tal senso. Daniela, con sforzo emotivo, quando approfitta dellinizio dellanno nuovo per mandare dei pensierini con bigliettino di auguri non riceve nessuna risposta, nessun ringraziamento e nessun segno di riavvicinamento. - abbandono e tradimento in punto di morte - la madre prima di morire garantisce, verbalmente, che almeno i soldi per le bollette e qualcosa per mangiare le verrà dato. Vorrebbe vedere Daniela dal balcone e, seppur ferita e sofferente del trattamento subito, in onore del perdono decide di farsi vedere anche se poi ne soffre. I soldi poi però non arrivano e la madre avverte che sta scrivendo una lettera... ma non dice altro. Chiede però di poter vedere nuovamente Daniela, dovrebbe entrare di nuovo in quella casa e rivedere quelle persone: non ce la fa e ci sta molto male per diversi giorni. Qualche settimana dopo arriva la lettera preannunciata dove però la promessa verbale viene annullata: da quel momento non riceverà più soldi e dovrà anche pagare tutte le bollette e spese varie. - Daniela offre un ultima possibilità alla madre di fare un promessa e mantenerla al fine di poter favorire un ri-avvicinamento: avrebbe semplicemente dovuto ridare per breve periodo a Daniela i documenti della macchina qualora fossero serviti ma alloccorrenza i documenti non vengono ridati venendo meno allimpegno preso, come sempre! - Daniela sta male fisicamente, è disoccupata nonostante abbia tentato più volte vari lavori, e ottiene aiuto economico per lacquisto delle cure dallesterno della famiglia. - La famiglia, dopo essere venuta a conoscenza di questo aiuto esterno, per via delle pressioni sociali decide di ricominciare a dare sostegno economico a Daniela. - qualche tempo dopo si scopre unaltra menzogna scritta pre-morte: nel testamento dichiara di aver dato una somma di 90mila euro a Daniela, mentre per lattività commerciale le è stato dato solo 15mila euro più 5mila per le tasse. Inoltre non chiarisce quanto avrebbe dato alla sorella minore per lattività commerciale da lei intrapresa, perché? La sorella ha evidentemente ricevuto molto di più per lattività considerato che ha anche preso in affitto un locale ristrutturandolo, mentre Daniela ha fatto tutto on-line usando lappartamento dove già vive in quanto il sostegno economico per poter aprire un punto fisico a lei è stato negato. Il trattamento a favore della sorella continua anche da adulte. Per arrivare a giustificare un importo di 90mila euro si dovrebbero forse contare anche le spese per i pannolini comprati quando Daniela era piccola e tutte le spese per mangiare cifre che comunque sono state spese anche per la sorella. - disparità fra sorelle in testamento - alla sorella viene lasciato in eredità il quadrivano, ovvero il doppio del bivano lasciato a lei ed in cambio però la sorella avrebbe dovuto seguire il padre e la nonna. Ovviamente questo non sta avvenendo: sono scappati in ospizio perché anche loro hanno paura della sorella. - Le bugie e le prepotenze continuano anche in mano ai mediatori - per pareggiare i conti interviene con procura lo zio che garantisce impegno per riequilibrare i trattamenti fra le figlie e offrire loro un sostegno economico anche se molto inferiore al passato e calibrato in base alle entrate. Lo zio dice che per pareggiare la differenza fra i due appartamenti verrà dato un terreno a Daniela. Contestualmente alla sorella viene detto dallo zio che il terreno è in vendita e che riceverà metà dellimporto appena esso sarà venduto. Daniela fa presente che cè bisogno di stimolare fiducia per il benessere della famiglia e che questa contraddizione di messaggio dato alla due sorelle non è opportuno ed è esplicita bugia. Ma lo zio non vuole saperne di dire alla sorella lintenzione di assegnare a Daniela il terreno e sostiene che invece a lei già non gliene dice bugie le dice solo alla sorella perché ora non cè buona comunicazione. - lo zio invita Daniela a prendersi cura di sé e riprendersi, considerato il grave stato di salute in cui si trova, dicendo che per laiuto economico ci avrebbe pensato lui, perché la gestione del patrimonio ora è in mano sua. - Daniela chiede coinvolgimento per poter gestire alcune scelte relative a lavori straordinari della facciata come la scelta delle mattonelle, la scelta di mettere o meno la vetrata e in che giorno farlo. Lo zio non vuol saperne di questa condivisione e a stento accetta di far scegliere il colore delle mattonelle. Per motivi di salute/allergia alle polveri e poter organizzare gli orari di apertura delle finestre si cerca di sapere se e quando avrebbero messo la vetrata in balcone: lo zio manifesta disagio, si lamenta dicendo che decide lui e basta, che gli operai verranno quando possono anche senza preavviso e che non ci sono ne malati ne malattie e che a questo punto deve chiudere i rapporti e che non le deve dire niente. Così si deve iniziare a comunicare con lui solo tramite un avvocato pro bono. - lo zio inizia a non provvedere al versamento di nessuna quota di sostegno economico, per giustificare questa mancanza riferita a due mesi specifici sostiene che il motivo è legato al pagamento di una bolletta elettrica, lultima pagata. Osservando la bolletta e chiedendo chiarimenti al gestore si scopre che la bolletta è solo per metà di pertinenza del bivano: cerca di far credere che tramite quel pagamento le avrebbe dato un ampio sostegno, il doppio di quello che è in realtà, infatti laltra metà è di pertinenza del quadrivano dove risiede la sorella. - lo zio ad un certo punto interrompe il pagamento delle bollette dicendo che la posta deve essere recapita al suo indirizzo altrimenti non può provvedere al pagamento delle stesse. Avendo egli stesso deciso di chiudere i rapporti gli si fa avere una copia della chiave per poter ritirare tutta la posta a nome del padre. Ma egli non solo non ritira le bollette, ma neanche altra posta probabilmente importante destinata al padre. Sostiene che eventualmente effettuerà lui il cambio di domicilio per la ricezione della posta. Tuttavia non vi provvede. Contattando il gestore della utenza elettrica si riesce ad ottenere la possibilità che le bollette, seppur a nome del padre, possano essere spedite allindirizzo dello zio, il quale però rifiuta. È ovviamente una bugia, non intende pagarle. - lo zio trova altre scuse per non provvedere al versamento di nessuna quota di sostegno economico giustificandosi con palesi bugie: sono preoccupato perché non riesco a darle i soldi; lui vuole farlo solo con modalità riconosciute legalmente. Gli si fa notare che se fosse veramente preoccupato potrebbe fare un vaglia con lo stesso valore legale di un bonifico e allora dice: non posso sempre andare alle poste. Tuttavia il vaglia si può fare on-line e la risposta è costa di più. Quanto può incidere qualche euro a fronte di nove mesi in cui non versa un centesimo? Gli si fa notare che almeno avrebbe potuto pagare le bollette e risponde: da quando cè di mezzo lavvocato non posso pagarle. Questo viene smentito: le bollette sono a nome del padre e lui ha la procura per gestirne il patrimonio. Sostanzialmente si comporta con Daniela come ha fatto con la sorella a proposito del terreno, ovvero dicendo bugie: promette la vendita del terreno per dare i soldi alla sorella mentre a lei promette che il terreno diverrà suo come eredità, nessuno può sapere la verità. Inventando ulteriormente una scusa dopo laltra per non dare i soldi a Daniela ovviamente porta avanti quanto già deciso prima del decesso della madre: ovvero di non darle più nessun aiuto, ciò che manca ed è sempre mancato è lonestà di dirlo. Invece alla sorella gli aiuti economici vengono dati. Ed infine, quando ogni scusa è smentita agli occhi di tutti, racconta che ci saranno probabilmente grosse spese per le cure del padre e che quindi non le daranno più nessun aiuto economico. Per la precisione laiuto non lo danno da nove mesi e quei soldi che le avrebbero potuto dare anche con un solo ed unico vaglia non glieli danno comunque. I pochi soldi messi da parte da Daniela stessa per le sue cure fisiche sono stati usati per il cibo. - inoltre lo zio, comportandosi esattamente come i genitori, non gode di alcuna fiducia. I genitori hanno sempre sostenuto la non sufficienza dei soldi anche quando con tre entrate mensili avrebbero potuto farle studiare Veterinaria alluniversità di unaltra città ed invece glielo hanno impedito (volevano diventasse professoressa). Chi può credere che sia vero che fra poco i soldi non basteranno più? È come la storia di al lupo al lupo. Da una serie di informazioni indirette, come per esempio il fatto che alla sorella si dia sostegno economico mentre a lei nulla e questo nonostante abbia informato di trovarsi in gravi difficoltà, sembra solo unennesima bugia pur di abbandonare la figlia cercando di apparire nel giusto. Attualmente Attualmente Daniela sopravive con laiuto occasionale e saltuario di alcune persone, un aiuto non sufficiente neppure a mangiare bene e regolarmente. È sempre più magra e le mancano le forze anche per superare i malesseri fisici che laffliggono da tempo. Ha cisti alle ovaie curate in tutti i modi anche con la medicina tradizionale fin da quando era alle scuole medie ma gli unici risultati si sono ottenuti con metodi naturali alternativi che però richiederebbero ulteriori cure cicliche continuative. A volte e per lunghi periodi i dolori non le permettono di camminare e prendendo farmaci convenzionali fin dalla giovane età è diventata allergica ad un marea di sostanze così come anche ai pesticidi contenuti nel cibo non da agricoltura biologica. Le bugie e le false promesse, palesi a chiunque voglia aprire gli occhi, peggiorano il clima psicologico interferendo sulla possibilità di ripresa anche fisica. A far pesare di più la situazione, oltre alla mancanza di aiuto diretto economico per mangiare, arrivano ora esplicite richieste sia di pagare le bollette che di fare la voltura delle stesse, che ovviamente non può effettuare essendo disoccupata e priva di redditi, ed addirittura chiedono a lei un contributo economico per i lavori straordinari dellappartamento con la minaccia di spiacevoli sorprese se questo non verrà fatto. La lasceranno senza luce e acqua o pagheranno le bollette ancora una volta per immagine sociale? La manderanno via dallappartamento dove è cresciuta per affittarlo come già minacciato? Faranno mai un gesto di reale richiesta di perdono? Linaffidabilità della famiglia di origine, come così pure dello zio, restano tali lasciando sempre intorno quel tono di bugia e falsità da cui Daniela ha bisogno di liberarsi. 09 agosto 2014 Dr. Saverio Caffarelli @
  4. Buon giorno sono fidanzata da sette anni e mezzo con il mio primo e unico ragazzo. All'epoca io avevo 19 anni e lui 22 io sono del sud e lui del nord. Premetto che sono una ragazza molto rigida ed esigente nel senso che metto in chiaro fin da subito cosa proprio non sopporto in un rapporto: il non rispetto dell'altro, le menzogne, le bugie e il tradimento per me sono cose oltre le quali non riesco ad andare per questo motivo il nostro rapporto è sempre stato un tira e molla perchè lui continuava a fare delle cose che a me non stavano bene tipo bere tanto (a volte l'ho dovuto recuperare per strada mettergli il pigiama e farlo dormire), stare con persone che facevano feste con cocaina in casa dove abitava lui ecc io queste cose le ho scoperte con il tempo e ho cercato di fargli capire che erano sbagliate dicendogli che doveva scegliere o fare queste cose o stare con me, quindi lo lasciavo tutte le volte che faceva queste cose ma dopo pochi giorni lo perdonavo e ci tornavo insieme, volevo iutarlo ad uscire dal suo mondo per mostrargli un altro modo di vivere più genuino, ci tenevo tanto a lui e non potevo vederlo ridotto come si riduceva certe volte. Il problema è che con la scusa di aiutare lui io mi sono completamente persa e ho sofferto veramente tanto. Dopo pochi mesi che ci frequentiamo si scopre che suo padre ha un tumore, lui inizia a bere tanto e a essere violento con me in molti episodi , mi mette le mani alla gola , spacca le cose a terra , lancia telefoni in aria, mi sbatte con la testa contro un cartellone pubblicitario, mi da un pugno dietro la schiena perchè pensa che io faccio la scema con un ragazzo, dice che io mi comporto male, inizia a essere geloso quando siamo con altre persone dice che io guardo gli altri e mi metto dalla loro parte ecc ecc .Io stavo malissimo perchè lui dopo ogni atto di questo genere mi diceva che era colpa mia se arrivava a fare tanto e che ero io a farlo andare fuori di testa fino ad arrivare a mettermi le mani addosso, io queste colpe me le prendevo tutte, perchè lui mi diceva che era colpa mia che lo facevo ingelosire e lo facevo star male per come mi vestivo (diceva che avevo il perizoma che si vedeva sotto il pantalone o che portavo gonne troppo corte e svolazzanti ) , per come parlavo ( diceva che avevo un tono diverso quando parlavo con i maschi) , per come mi comportavo ( diceva che guardavo i suoi amici abbiamo litigato spesso per questo motivo per come guardavo negli occhi i suoi amici mentre parlavo con loro) . Ogni volta che è successo qualcosa del genere alla fine lo lasciavo ma poi quando lui se ne stava per andare io gli dicevo che era colpa mia e che doveva restare oppure gli scrivevo dei mess e poi alla fine lo perdonavo sempre quando chiedeva scusa pensado che sul serio era colpa mia quello che succedeva e pensando che stesse soffrendo tanto per il padre. nonostante questo stavo cosi male che ad un certo punto ho perfino pensato sul serio di tagliarmi le vene credevo di essere sbagliata io di essere una persona spregevole. Per un pò gli episodi di violenza sono finiti anche se litigavamo sempre perché lui usciva con gli amici e beveva tanto spegneva il cellulare e io ero giù al sud e mi preoccupavo, quando ho finito l'università sono andata a vivere casa dei suoi genitori quando suo padre stava male per stare vicino a lui e al mio ragazzo in quel momento difficile ( suo padre è morto). io mi lamentavo e mi lamento anche ora perchè non si poteva uscire con me e i suoi amici una volta siamo usciti e in quel caso si litigò perchè lui pensava che io guardavo il suo amico dopo una nottata di litigio mi diede un morso io andai a dormire con sua madre poi però lo perdonai immediatamente la nottes stessa e tornai nel letto con lui .anche in quel caso lo perdonai perchè lui disse che era colpa mia che avevo continuato a litigare per tutta la notte fino a quando lui esasperato ha fatto quello che ha fatto. l'ultimo episodio di violenza io lo lasciai dicendogli che non gli avrei più permesso di fare una cosa del genere nel periodo in cui non ci vedemmo lui usci con la sua ex poi torno da me e io lo perdonai solo che dopo un meso scoprii che lui si era visto con lei e non mi aveva detto nulla quando eravamo tornati insieme. Vivevo a casa sua da tanti mesi ma mi sentivo a disagio perchè sua madre non mi faceva pagare nulla cosi ho insistito io ad andare a vivere insieme ora conviviamo da un anno. Un mese fa lui mi dice che non sapeva più se mi amava o no , che non pensava che io ero la ragazza giusta per lui e che provava dei sentimenti per una con cui aveva parlato una volta in università, io ci sono stata malissimo quando me lo ha detto ma ho cercato di essere forte e gli sono stata vicina comunque e gli ho detto che visto che non ha molte amicizie femminili e visto che non è aperto ma chiuso forse questi sentimenti erano semplicemente di amicizia. Per tutto il tempo però io gli chiedevo se mi amava e lui mi diceva non lo so e questo mi faceva pensare a un tradimento . Gli feci delle domande su questa ragazza se si erano scambiati il numero di telefono? e lui mi disse di no. Qalche giorno dopo guardando il suo cell scopro che ha il numero di questa ragazza gli chiedo spiegazioni e lui mi dice che se lo erano scambiati dopo che io gli avevo chiesto io e se lo erano scambiati per dirsi cose dell'università. Io gli credo e non dico nulla , l'altro ieri era a lezione lo chiamo e lui mi dice che era da solo in biblioteca a studiare. Quando torna a casa guardo il cellulare e scopro che lui e questa ragazza si sono sentiti gli chiedo spiegazioni e lui mi dice che è il secondo messaggio che si scrivono e poi mi dice che si era visto con lei anche il giorno prima cioè quando io gli avevo chiesto con chi era in biblioteca e lui mi aveva risposto dicendo di essere da solo. il primo messaggio che si sn mandati lo ha cancellato per paura che io mi arrabbiassi. ora lui dice che non può fare nulla che non ha rapporti con nessuno che non può iscriversi su facebook( cosa nn vera perchè io non gli ho mai proibito di iscriversi su facebook) per colpa mia che ha diritto a fare quello che vuole che non lo devo controllare che se esce con gli amici lo tempesto di chiamate che se fosse per me lui dovrebbe stare o chiuso in casa o con me e basta he si sente in una gabbia e che io invece posso parlare con chi voglio su facebook che sicuramente io tante volte gli dico le bugie che sicuramente anche io gli ho nascosto qualcosa e che lui non mi ha detto che era con lei perché non voleva litigare. Lui dice che io faccio sempre la parte della vittima che invece io posso fare tutto quello che voglio e lui non mi deve dire niente. Il problema è che sono stanca ogni volta è colpa mia ... la mia fiducia è stata tradita tante volte da lui, non riesco più a fidarmi ma non capisco se sono io che sono sbagliata o no. Devo perdonargli anche questa? non so più cosa pensare so solo che cosi soffro veramente tanto ma conviviamo da un anno io sono venuta qui per lui, ho cercato lavoro e studio qui per stare con lui non ho amicizie strette qui con cui confidarmi e la mia famiglia è giù cosa devo fare? come mi devo comportare? Voi potete far chiarezza su questo rapporto vedete qualcosa che io non vedo?
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