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  1. Ciao a tutti, vivo una storia con un uomo che ha i suoi alti e bassi, litighiamo molto, troppo per i miei gusti, ma finiamo per fare pace..... Non so per quanto ancora possa durare, comunque uno tra i tanti problemi è che si rapporta con i miei figli come se dovesse essere lui più importante dei miei figli ai miei occhi, o forse è quello che vorrebbe ma è ovvio che non potrà mai essere così e quando lo faccio presente che loro saranno sempre la mia priorità lui da li a poco per un motivo o per un altro finisce per farmi inervosire come una vendetta nascosta dietro uno scherzo eccessivo o una provocazione velata, insomma finiamo per litigare. (come un figlio geloso dei suoi fratelli che si comporta male per attirare le attenzioni della mamma) Ha un eccessivo attaccamento ai suoi cani, tende a scherzare in forma di provocazione, se fosse un ragazzino dire un po' bullo, tende a gestire la conversazione, cercando la battuta anche se spesso fuori luogo, spesso pur di fare la battuta mette a disagio le persone presenti, direi che non ha freni Comunque quello che vorrei capire è se questa convinzione che debba essere più importante dei miei figli ai miei occhi è una forma di narcisismo, egoismo, se si può classificare in una sorta di patologia.... Cerco di capire, grazie
  2. Ciao a tutti, scrivo più che altro per sfogarmi. è strano pensare che dopo tanti anni solo ora mi decido a parlare di questo argomento con altre persone (seppur virtualmente). Ho 25 anni e studio all'università. per 4 anni ho studiato in Italia in una città diversa da quella mia di origine e ora, per motivi che sarebbe troppo lungo spiegare qui, vivo e studio in Russia, a Mosca. come da titolo, il problema che mi assilla, forse irrisolvibile per la sua stessa natura, è il rapporto con il padre. Un padre vuoto e mediocre, incapace di fare un qualsiasi tipo di conversazione. talmente scontato e banale in ogni cosa che fa e dice da fare quasi pena. So già che chi mi sta leggendo sarà tentato di pensare che sono il tipico figlio arrogante e pieno di sé, che ha studiato più dei genitori e si sente così a loro superiore. non posso provarvi il contrario, ma so che se passaste anche solo 1 minuto con mio padre usereste i miei stessi termini. Ora, essendo che parliamo di mio padre, non di un conoscente o un amico qualsiasi, devo e voglio imparare a conviverci. Vorrei riuscire ad accettarlo e amarlo per quello che è. vorrei riuscire a rispettarlo, ad ammirarlo anche solo per un singolo pregio. vorrei ardentemente vederlo come un modello da seguire anche solo per 5 secondi al mese. non sapete quanto lo vorrei. ma non ci riesco. ci ho provato, mi sono sforzato. tutto inutile. al contrario lo odio. non lo sopporto. raramente riesco anche solo a guardarlo negli occhi. faccio una fatica bestiale anche solo ad ascoltare il suono della sua voce, i suoi stupidi, inutili e scontatissimi commenti e domande. non riesce a conversare normalmente, ad esprimere una sua opinione costruita su un qualsiasi argomento. riesce solo a fare banalissime domande e piccoli commenti: c'è freddo a Mosca? c'è la pasta a Mosca? come è andata la settimana? hai trovato la ragazza?...e similari. le domande sono sempre le stesse 10/15. e anche se mi sforzo di rispondere in modo articolato e con entusiasmo la conversazione raramente supera i 5 minuti. Lo odio perchè non ha un carattere, non ha alcun tipo di interesse o passione, non ha un opinione chiara e definita su niente. a parte forse su temi religiosi. ebbene sì, è un fervente cattolico, al contrario di me. è questo il suo unico interesse e mi ha dimostrato con la sua vita che non sente il bisogno di altro per vivere. Nonostante la sua, lo riconosco, davvero profonda religiosità, è talmente privo di carisma, carattere e saggezza, che non è nemmeno riuscito a mantenere suo figlio un cristiano come lui, o anche solo di facciata. Lo odio soprattutto perchè, nonostante tutto, non sembra avere alcun interesse nel cambiare. lo odio perchè non ha mai capito, che ho sempre avuto un disperato bisogno di una figura paterna da cui prendere esempio, da cui imparare come comportarmi, da cui ricevere anche solo qualche piccolo consiglio o lezione di vita nei momenti difficili. niente, ve lo giuro, mai nulla, zero assoluto. Lo odio perchè non si rende conto di nulla, e probabilmente crede addirittura di essere stato un buon padre. Solo un uomo privo di emozioni può riuscire a vivere e ad accettare un esistenza tanto mediocre. dovreste vederlo per capire, addirittura pare essere sereno, e che si crogioli in questo suo modo di essere. Lo odio ancora di più perchè ancora oggi, talvolta e senza accorgermi, uso i suoi stessi modi di fare ingenui e mediocri, non avendo imparato altro per anni. La mia adolescenza è stato il periodo più buoi e aspro. Non avevo un padre degno di questo nome e tanto meno un fratello maggiore da cui imparare qualcosa. in altre parole, non ho mai avuto una figura importante di riferimento. e ho dovuto imparare da solo ogni singola fottuta e banalissima lezione di vita, cadendo ad ogni singolo ostacolo e rialzandomi pieno di ferite. per anni cercavo il padre che non avevo in amici più grandi, o nei padri degli altri amici. talvolta trovavo una figura paterna in queste persone anche solo per 30 secondi, che mi lasciava un piccolo insegnamento, anche solo con un gesto, un'azione, una reazione. Ed erano momenti splendidi per me. ma lo sappiamo, le altre persone vengono e se ne vanno. i padri tendono a rimanere. e mio padre è ancora nella mia vita. Concludo dicendo che questo odio mi logora come un'ascia piantata nella schiena. non riesco a sopportare l'idea che odio mio padre. non mi aspetto che cambi ormai. ma vorrei con tutto me stesso riuscire ad amarlo, ad accettarlo, a passare del tempo piacevole con lui, perchè non ci sarà per sempre. ma non ci riesco, non riesco ad accettarlo e stimarlo per come è, per quanto mi sforzi. E questo mi spezza il cuore. Se c'è qualcuno che è riuscito ad arrivare fin qui nella lettura, innanzitutto lo ringrazio. se avete voglia, datemi qualche consiglio. lasciatemi un pensiero. Io non so più come fare. Grazie.
  3. Buongiorno a tutti, Sono un ragazzo di 35 anni, e sono fidanzato (da un mese convivente) con una ragazza di 29 da due anni circa. In realtà la storia è iniziata allora ma abbiamo avuto un'interruzione di circa 7 mesi (io ero riluttante alla convivenza, cosa che lei non ha accettato) e siamo tornati insieme da 6 mesi circa. Amo la solitudine, nei mesi in cui non stavamo insieme sono stato solo, molto solo, ed è stato un periodo bellissimo. Quindi la coppia è certamente un aspetto positivo della mia vita, andiamo molto d'accordo e ci vogliamo bene ma non ho mai, veramente mai desiderato altro, mi sento "a posto" cosi, anche perché ho mille interessi e quindi stimoli. Purtroppo la mia compagna è affetta da un problema che la sta portando precocemente, molto precocemente, verso l'infertilità. Con tutta probabilità il suo "tempo" è già esaurito o comunque le possibilità di una gravidanza naturale sono estremamente scarse. Lei mi ha informato del suo problema fin dall'inizio della nostra relazione e purtroppo, rispetto alle aspettative e risultanze iniziali, la situazione clinica è precipitata negli ultimi due mesi. Ora spinge molto per tentare comunque, giustamente dal canto suo, dato che la maternità è il più grande sogno per lei. Io purtroppo da questo lato non ci sento granché, sono molto centrato su me stesso e non mi sento di intraprendere un percorso che io interpreto come un forte limite, invece che come stimolo. Dopotutto in vita mia non ho mai avuto il desiderio di avere figli, diciamo che non mi sono mai visto come padre. Non per paura o insicurezza rispetto al ruolo in se, credo sarei in grado, ma proprio non mi va, non mi alletta, e a volte provo rammarico per chi padre già lo è (dal mio punto di vista ovviamene) osservando la vita che fa. Ora nutro un fortissimo senso di colpa nei suoi confronti, sto male, veramente male. Non è che abbia preso sotto gamba la cosa, da quando so del suo problema (quasi da subito, come dicevo) non faccio che pensarci e mi interrogo però forse avrei dovuto comportarmi diversamente lasciandola subito, oppure non tornandoci insieme successivamente. Ma non c'è lo fatta, il sentimento per lei è stato più forte. Sono stato un codardo. Ogni sua lacrima è come una pugnalata al petto. Ad ogni modo sono perso in un limbo. Da una parte non voglio figli, dall'altra il pensiero di non provarci nemmeno mi sembra un immenso tradimento e lei non lo merita, è una persona meravigliosa. Mi viene anche l'idea di sacrificarmi e di provarci, anche solo per renderla felice. Dopotutto pur rimanendo fermo il fatto che i tempi ci sono crollati addosso, devo ammettere che colpe ne ho, eccome, e forse dovrei prendermi le mie responsabilità. Aiuto. Grazie.
  4. Buongiorno a tutti, vi riassumo brevemente il tutto in modo onesto e sincero. Maggio 2015, conosco per la prima volta di persona, dopo averla sentita per lavoro solo telefonicamente per due anni, questa ragazza. Bionda alta occhi verdi curata, un angelo. La corteggio per due settimane spingendola a prendere un misero caffe col sottoscritto. Accetta. Arriva Aprile, mia moglie in cinta della seconda pupa, al settimo mese di gravidanza, la trascuro dando tutto all'altra: sposata da 3 anni con un uomo con il quale condivide la verginità, la casa e l' "amore" da 15 anni... non mi fermo, insisto e cede... iniziamo la nostra storia d'amore andando contro tutto e tutti, ci frequentiamo di nascosto, quando possiamo. dopo un mese e mezzo, il 5 giugno, abbiamo il nostro primo rapporto d'amore purtroppo nel mio ufficio... continuiamo ad andare avanti dedicandoci a noi completamente. Ogni sera la vedo andar via in tangenziale e la mattina seguente, da 9 mesi a questa parte, ci diamo appuntamento sotto casa sua, nascosto dietro un muro, per percorrere la stessa strada insieme verso i nostri rispettivi uffici. CASA MIA: mia moglie scopre tutto e mi isola dandomi addosso giustamente per cio che stavo facendo ma non mi caccia da casa. Vado via io a fine Agosto per un mese nel quale l' altra, si innamora sempre più del nostro mondo, il nostro NOI! finisce settembre, e dopo un mese fuori casa tra tatuaggi dedicati a noi, frasi d'amore, gesti e prove che consolidano la nostra storia, litighiamo in malomodo e ci allontaniamo. Vedendomi perso e solo torno da mia moglie in lacrime supplicandola di ricominciare: Accetta la "sfida" e mi riapre la porta di casa...e credo del suo cuore. Inizio nuovamente a fare il marito ed il padre di due angioletti , una di 2 anni e l'altra di ormai quasi 4 mesi... poi, dopo settimane, l'altra per lavoro mi chiama in ufficio, al suono della sua voce capisco che c'è ancora qualcosa tra noi, le chiedo COME STAI? lei mi risponde che erano giorni che aspettava da me questa domanda. RICOMINCIAMO AD AMARCI COME SOLO NOI SAPEVAMO FARE... andiamo oltre agli ostacoli che ci separano frequentando sempre li stessi posti, li stessi orari, ci inseguiamo quando lei esce col marito e gli amici, ed io puntualmente mmi ritrovo negli stessi locali gettandoci reciprocamente sguardi d'amore... dopo mesi di rapporti in ufficio, in studio, su scrivanie, poltrone, sedie e luoghi pubblici, decidiamo di andare in Hotel. Qui trascorriamo per la prima volta un pomeriggio di vero amore, rilassati, uniti, innamorati del nostro amore. Trascorrono questi 9 mesi d'amore, lei non sopporta che io stia ancora a casa, io non accetto più il suo unico e solo pomeriggio di sesso domenicale col marito! Le chiedo conferme e inizia a darmene, poi... mercoledì scorso, mattina ore 8:30, solito bar. I suoceri, lavoranti in zona, la fermano sotto al portone dicendole di far le valigie ed andarsene da casa. Poi esclamano SE NON RIGHI DRITTO GLIELO DICIAMO A TUO MARITO ( il figlio ). lei abbassa la testa e inizia a piangere. Le spiego che ormai la cosa è esplosa, la spingo ad abbandonare tutto per star con me, le chiedo in ginocchio, piangendo e supplicandola di pensare al nostro futuro assieme che abbiamo in 9 mesi progettato al dettaglio parlando di figli, famiglia, vacanze ed amore infinito, sia da pare sua che da parte mia! frasi del tipo INVECCHIEREMO INSIEME AMORE MIO, TE LO PROMETTO!, mi accompagnano ancora...ed io in quelle frasi trovavo la spinta per chiudere il mio matrimonio... sono 9 giorni che non la stringo, non la bacio, non la sento respirare... lei continua a chiamarmi sperando che io stia meglio, ma non riesco a non chiudere la chiamata senza lacrime e grida...purtroppo sono debole sotto questo punto di vista. Sono entrato in terapia da una psicologa Lunedì, ed intanto, l' amore svanisce... Oggi mia moglie mi chiede di firmare la separazione al più presto e di andarmene da casa... Le rispondo che non sono più certo di voler andar via in quanto a mente fredda, riesco ancora a pensare ad un futuro insieme a lei, ai nostri figli, in casa nostra... Aiutatemi se potete perchè anche se "riammesso" in casa, ho paura, se pur dopo anni, di incontrare nuovamente l'altra e rimettere in discussione il mio matrimonio... A presto A.
  5. Seppur relegata in secondo piano rispetto a quella materna, la figura del padre assume un'importanza fondamentale nella crescita dei figli e, in particolare, delle femmine. Sul rapporto col <a href="http://www.faredelbene.net/public/news/articolo/2761/il-primo-vero-amore-di-una-donna-il-padre.html">padre</a> é fondata buona parte dell'autostima che la figlia avrà verso sé stessa nella vita.
  6. oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
  7. Forse la mia storia è più comune di quanto penso. Esco da una separazione ormai conclusa e ben superata che mi ha dato un bimbo di 5 anni. Un'anno fa ho conosciuto un ragazzo che frequento tutt'oggi. La nostra storia è nata e sta crescendo nel modo più semplice possibile. Lui non ha contatti con il bimbo, ci vediamo infatti nelle mie serate "libere" o quando il piccino dorme. Sono giovane ma pur sempre mamma. Voglio il meglio per mio figlio e se una persona vuole un posticino nella sua vita lo deve fare con amore e sincerità. Il papà fortunatamente è presente ed io non ho alcuna fretta di rimpiazzare la figura maschile nella vita del mio piccolo. Premesso questo, negli ultimi mesi ho notato atteggiamenti contraddittori nel mio ragazzo.. passava dal "parliamo di futuro" al menefreghismo più totale nel giro di pochi giorni. Logicamente ho cercato di capire.. finché mi ha finalmente ammesso (dopo tanto dolore..) di essere spaventato dal mio "pacchetto" sente emozioni forti coinvolgenti e importanti verso di me e sa che nel momento in cui lo ammetterà a se stesso dovrà fare i conti con questa realta per la quale non è pronto..e tutto ciò gli crea dei blocchi! Gli ho ripetuto che non deve sentirsi appesantito da responsabilità che non gli sto dando per il momento.. di concentrarsi su di noi che tutto il resto arriva da solo con naturalezza! Lui si è aperto e finalmente mi ha detto di vivere tutto questo con più sincerità da parte sua. Il problema è che sono combattuta, non so a questo punto quanto possa valere la pena dargli i suoi tempi..convivo con la paura che alla prima realtà piu leggera, sparirà lasciando il vuoto dentro e la delusione per avergli dato tutta la mia comprensione e il mio appoggio. Vorrei capire quale possa essere l'atteggiamento più corretto per proteggere me stessa e quello che credo si stia costruendo. Le emozioni ci sono, i sentimenti anche..manca solo la spensieratezza di una qualsiasi coppia giovane che ha voglia di crescere assieme e di condividere.. Lui mi ha confessato che sperava di riuscire a cambiare invece più la nostra storia prosegue più sente di non essere assolutamente pronto ma l'ultima cosa che vuole è rinunciarci..si sentirebbe a pezzi So che se dovessi chiuderla, lui torna a bussare, ma non so con che sincerità affronterebbe questa pressione voluta!! .. che faccio? Vorrei sparire da tutto..
  8. Cari genitori, vi propongo come spunto di riflessione e crescita personale la storia di una ragazza che mi ha toccato nel profondo: apparentemente aiutata e sostenuta dalla famiglia è stata in realtà abbandonata prima psicologicamente e poi materialmente. Vi invito con questo mio scritto a riflettere sul fatto che i figli sono essere viventi con dei sentimenti e che è importante per il loro benessere essere sinceri e fare le cose col cuore e per loro, non per immagine sociale. Altrettanto importante è, in presenza di più figli, offrire sostengo, amore e attenzione a tutti in modo equilibrato. Se si ha difficoltà a relazionarsi con i figli è opportuno chiedere aiuto per imparare a creare un clima sereno e stabile in famiglia e a comunicare in modo positivo. Buona lettura. Vivere nella menzogna, nelle bugie e nellabbandono. Come abbandonare una figlia cercando di sembrare nel giusto. I vissuti e le esperienze infantili ci segnano offrendoci un buon o cattivo terreno di base su cui crescere. Le esperienze di vita familiare sono quelle più importanti e che possono dare origine a stabilità e sicurezza di sé o traumatizzare ed inibire le capacità personali. La confusione che può essere creata in una bambina a seguito di continue e palesi bugie e distorsioni della realtà è solo il primo passo verso un possibile trauma. Aggiungendo aggressività sia fisica che verbale e doppi messaggi caratterizzati da false promesse si raggiunge lapice della tensione che può culminare, come nella fattispecie, in un abbandono prima psicologico e successivamente fisico/concreto lasciando impressa una immagine traumatica che riassume tutta una vita di ingiustizie come riassunto sinteticamente nel titolo di questo scritto. La figlia in questione è Daniela. Le vicissitudini familiari creano nei figli un copione di vita, qualcosa che si tende a ripetere e che trova giustificazione nel passato ma viene contemporaneamente rinforzato da eventi successivi. Nella fattispecie le vicissitudini familiari sono state perpetuate anche da uno zio che si è proposto per gestire diversamente le cose, riequilibrando ciò che poteva essere rimesso in ordine. Offrendo quel senso di sicurezza e chiarezza che avrebbe aiutato a rompere quel vecchio copione di vita. Invece tale figura familiare si insinua nellormai instabile e decadente sistema ripetendo la stessa prassi psicologica tipica del contesto genitoriale: bugie, false promesse, favoritismi verso una figlia piuttosto che laltra e imposizione autoritaria delle decisioni anche senza discussione/confronto. Il perpetuarsi della stessa dinamica psicologica ha rinforzato e drammaticamente inciso sul trauma della figlia Daniela imprimendo nella sua mente unimmagine di sfiducia, maltrattamento e abbandono che vanno a riversarsi inevitabilmente anche sullequilibrio fisico. La forza di volontà di Daniela la tiene ancora in vita e fare finalmente adesso chiarezza in modo aperto e pubblico rompe quello schema del silenzio, della facciata per il quieto vivere e delle palesi bugie al fine di essere libera dal passato, dalla confusione e dai sensi di colpa che possono nascere in una bambina che vuole vedere le cose per come stanno e invece le fanno credere che sia sbagliato, le fanno credere che sia scorretto essere felici. Capace di comprendere, fin da bambina, aspetti della vita che in pochi vogliono vedere, Daniela subisce attacchi ed ingiustizie da tutta la famiglia al fine di isolarla ed evitare che certe verità possano salire a galla. Lunga potrebbe essere la lista degli esempi, andando per grosse tappe si può sintetizzare come segue a titolo esemplificativo ma non esaustivo: - fino alladolescenza; infinite e piccole bugie/ingiustizie tipo: - non le lasciano fare le cose che fanno gli altri bambini perché altrimenti si sporca. - la famiglia molto spesso esce di casa escludendola e portando con sé solo la sorella minore. - lei a pranzo vorrebbe due uova e le dicono che ce nè solo uno anche se sono molte di più. - lei vorrebbe dei soldi per comprare dei pomodori, le dicono che soldi non ce nè e poi tornano con dei peperoni (ma se i soldi non cerano? E perché prendere altre cose non richieste?). - dicono che il cane chiuso nella sua camera (per evitare che venga maltrattato dai familiari) sta abbaiando molto mentre lei è fuori, invece lei è in casa ed il cane non sta abbaiando. - ormai maggiorenne; allontanamento più evidente: - vorrebbe mangiare cibo diverso e naturale ma sedendosi a tavola con tutta la famiglia: le dicono che disturba e che può andare a cucinare solo dopo che hanno finito loro (anche se cè sia lo spazio in tavola sia i fornelli liberi per cucinare) ovvero verso le 16 del pomeriggio e alla fine è costretta a mangiare solo una volta al giorno e qualcosa di già pronto in camera non essendo libera di potersi muovere in casa. Non può usare liberamente neanche il frigo o la dispensa sempre accusata di occupare spazio. - chiedono di non mettere le sue cose del bagno nel lato sinistro dello specchio sul lavandino, però essi stessi mettono le loro cose anche sulla destra che a parole sarebbe dovuto essere uno spazio dedicato a lei. - per andare in bagno rischia di essere colpita fisicamente dalla sorella o aggredita verbalmente dal resto della famiglia per motivi palesemente ingiustificabili, pur di evitare lo scontro si trattiene dallandarci anche per 17-20 ore rimanendo sempre di più nella sua camera e la notte vive con la paura di essere aggredita nel sonno. - la sua passione per lacquario deve essere abbandonata: alla sorella da fastidio vedere lacquario in salotto e le fanno continue e pesanti pressioni finché non lo toglie e ci rinuncia. - le critiche distruttive da parte della famiglia sono costanti e riferite ad ogni più piccola cosa, anche ad ogni bella cosa. Prova a parlarne ma la situazione anzi peggiora e ogni cosa viene negata, se piange per questo, sta male e ne soffre non riceve nessun tipo di ascolto o tentativo reale di comprensione, si comportano come se nulla fosse o peggio, aggredendo di più. - isolamento/abbandono fisico/ostacolamento: - La sorella è aggressiva anche fisicamente verso Daniela e come soluzione impongono a Daniela stessa di non oltrepassare la porta che separa il bivano dal quadrivano e, se vuole fare la lavatrice, deve passare dal pianerottolo e suonare il campanello. - tolgono la porta e mettono un muro per separare i due appartamenti, senza possibilità di risolvere le tensioni e tenere unita la famiglia come avrebbe invece voluto Daniela. - ormai isolata e abbandonata Daniela non ha più rapporti diretti con la famiglia, restando profondamente traumatizzata da tale esperienza sommatasi nel corso degli anni e non riesce più a vederli ne a sentirli, la notte è preda di incubi nei quali ancora le urlano contro e la chiudono a chiave nella sua camera come quando succedeva quando era più piccola. - anche laiuto economico per aprire lattività è stato una bugia: infatti è stata ostacolata pesantemente; Daniela ogni giorno con regolarità si è messa al computer per trovare siti web dove farsi conoscere, inserire offerte e stimolare il pubblico on-line allacquisto. A turno ogni membro della famiglia è entrato nel piccolo stanzino dove Daniela ha lavorato disturbandola in qualche modo, si sono inventati qualunque scusa per criticarla e per lamentarsi; il clima è stato teso ed insostenibile, la sorella spesso ha alzato le mani e i genitori hanno insistito ad aggredirla verbalmente. Quando è capitata qualche giornata in cui Daniela ha potuto lavorare senza essere disturbata entro pochi giorni è riuscita ad incrementare le vendite. Ma i boicottaggi della famiglia sono arrivati ad un eccesso portando al fallimento dellattività. - fanno sapere che se Daniela fa un primo passo per un ri-avvicinamento allora anche loro saranno disponibili in tal senso. Daniela, con sforzo emotivo, quando approfitta dellinizio dellanno nuovo per mandare dei pensierini con bigliettino di auguri non riceve nessuna risposta, nessun ringraziamento e nessun segno di riavvicinamento. - abbandono e tradimento in punto di morte - la madre prima di morire garantisce, verbalmente, che almeno i soldi per le bollette e qualcosa per mangiare le verrà dato. Vorrebbe vedere Daniela dal balcone e, seppur ferita e sofferente del trattamento subito, in onore del perdono decide di farsi vedere anche se poi ne soffre. I soldi poi però non arrivano e la madre avverte che sta scrivendo una lettera... ma non dice altro. Chiede però di poter vedere nuovamente Daniela, dovrebbe entrare di nuovo in quella casa e rivedere quelle persone: non ce la fa e ci sta molto male per diversi giorni. Qualche settimana dopo arriva la lettera preannunciata dove però la promessa verbale viene annullata: da quel momento non riceverà più soldi e dovrà anche pagare tutte le bollette e spese varie. - Daniela offre un ultima possibilità alla madre di fare un promessa e mantenerla al fine di poter favorire un ri-avvicinamento: avrebbe semplicemente dovuto ridare per breve periodo a Daniela i documenti della macchina qualora fossero serviti ma alloccorrenza i documenti non vengono ridati venendo meno allimpegno preso, come sempre! - Daniela sta male fisicamente, è disoccupata nonostante abbia tentato più volte vari lavori, e ottiene aiuto economico per lacquisto delle cure dallesterno della famiglia. - La famiglia, dopo essere venuta a conoscenza di questo aiuto esterno, per via delle pressioni sociali decide di ricominciare a dare sostegno economico a Daniela. - qualche tempo dopo si scopre unaltra menzogna scritta pre-morte: nel testamento dichiara di aver dato una somma di 90mila euro a Daniela, mentre per lattività commerciale le è stato dato solo 15mila euro più 5mila per le tasse. Inoltre non chiarisce quanto avrebbe dato alla sorella minore per lattività commerciale da lei intrapresa, perché? La sorella ha evidentemente ricevuto molto di più per lattività considerato che ha anche preso in affitto un locale ristrutturandolo, mentre Daniela ha fatto tutto on-line usando lappartamento dove già vive in quanto il sostegno economico per poter aprire un punto fisico a lei è stato negato. Il trattamento a favore della sorella continua anche da adulte. Per arrivare a giustificare un importo di 90mila euro si dovrebbero forse contare anche le spese per i pannolini comprati quando Daniela era piccola e tutte le spese per mangiare cifre che comunque sono state spese anche per la sorella. - disparità fra sorelle in testamento - alla sorella viene lasciato in eredità il quadrivano, ovvero il doppio del bivano lasciato a lei ed in cambio però la sorella avrebbe dovuto seguire il padre e la nonna. Ovviamente questo non sta avvenendo: sono scappati in ospizio perché anche loro hanno paura della sorella. - Le bugie e le prepotenze continuano anche in mano ai mediatori - per pareggiare i conti interviene con procura lo zio che garantisce impegno per riequilibrare i trattamenti fra le figlie e offrire loro un sostegno economico anche se molto inferiore al passato e calibrato in base alle entrate. Lo zio dice che per pareggiare la differenza fra i due appartamenti verrà dato un terreno a Daniela. Contestualmente alla sorella viene detto dallo zio che il terreno è in vendita e che riceverà metà dellimporto appena esso sarà venduto. Daniela fa presente che cè bisogno di stimolare fiducia per il benessere della famiglia e che questa contraddizione di messaggio dato alla due sorelle non è opportuno ed è esplicita bugia. Ma lo zio non vuole saperne di dire alla sorella lintenzione di assegnare a Daniela il terreno e sostiene che invece a lei già non gliene dice bugie le dice solo alla sorella perché ora non cè buona comunicazione. - lo zio invita Daniela a prendersi cura di sé e riprendersi, considerato il grave stato di salute in cui si trova, dicendo che per laiuto economico ci avrebbe pensato lui, perché la gestione del patrimonio ora è in mano sua. - Daniela chiede coinvolgimento per poter gestire alcune scelte relative a lavori straordinari della facciata come la scelta delle mattonelle, la scelta di mettere o meno la vetrata e in che giorno farlo. Lo zio non vuol saperne di questa condivisione e a stento accetta di far scegliere il colore delle mattonelle. Per motivi di salute/allergia alle polveri e poter organizzare gli orari di apertura delle finestre si cerca di sapere se e quando avrebbero messo la vetrata in balcone: lo zio manifesta disagio, si lamenta dicendo che decide lui e basta, che gli operai verranno quando possono anche senza preavviso e che non ci sono ne malati ne malattie e che a questo punto deve chiudere i rapporti e che non le deve dire niente. Così si deve iniziare a comunicare con lui solo tramite un avvocato pro bono. - lo zio inizia a non provvedere al versamento di nessuna quota di sostegno economico, per giustificare questa mancanza riferita a due mesi specifici sostiene che il motivo è legato al pagamento di una bolletta elettrica, lultima pagata. Osservando la bolletta e chiedendo chiarimenti al gestore si scopre che la bolletta è solo per metà di pertinenza del bivano: cerca di far credere che tramite quel pagamento le avrebbe dato un ampio sostegno, il doppio di quello che è in realtà, infatti laltra metà è di pertinenza del quadrivano dove risiede la sorella. - lo zio ad un certo punto interrompe il pagamento delle bollette dicendo che la posta deve essere recapita al suo indirizzo altrimenti non può provvedere al pagamento delle stesse. Avendo egli stesso deciso di chiudere i rapporti gli si fa avere una copia della chiave per poter ritirare tutta la posta a nome del padre. Ma egli non solo non ritira le bollette, ma neanche altra posta probabilmente importante destinata al padre. Sostiene che eventualmente effettuerà lui il cambio di domicilio per la ricezione della posta. Tuttavia non vi provvede. Contattando il gestore della utenza elettrica si riesce ad ottenere la possibilità che le bollette, seppur a nome del padre, possano essere spedite allindirizzo dello zio, il quale però rifiuta. È ovviamente una bugia, non intende pagarle. - lo zio trova altre scuse per non provvedere al versamento di nessuna quota di sostegno economico giustificandosi con palesi bugie: sono preoccupato perché non riesco a darle i soldi; lui vuole farlo solo con modalità riconosciute legalmente. Gli si fa notare che se fosse veramente preoccupato potrebbe fare un vaglia con lo stesso valore legale di un bonifico e allora dice: non posso sempre andare alle poste. Tuttavia il vaglia si può fare on-line e la risposta è costa di più. Quanto può incidere qualche euro a fronte di nove mesi in cui non versa un centesimo? Gli si fa notare che almeno avrebbe potuto pagare le bollette e risponde: da quando cè di mezzo lavvocato non posso pagarle. Questo viene smentito: le bollette sono a nome del padre e lui ha la procura per gestirne il patrimonio. Sostanzialmente si comporta con Daniela come ha fatto con la sorella a proposito del terreno, ovvero dicendo bugie: promette la vendita del terreno per dare i soldi alla sorella mentre a lei promette che il terreno diverrà suo come eredità, nessuno può sapere la verità. Inventando ulteriormente una scusa dopo laltra per non dare i soldi a Daniela ovviamente porta avanti quanto già deciso prima del decesso della madre: ovvero di non darle più nessun aiuto, ciò che manca ed è sempre mancato è lonestà di dirlo. Invece alla sorella gli aiuti economici vengono dati. Ed infine, quando ogni scusa è smentita agli occhi di tutti, racconta che ci saranno probabilmente grosse spese per le cure del padre e che quindi non le daranno più nessun aiuto economico. Per la precisione laiuto non lo danno da nove mesi e quei soldi che le avrebbero potuto dare anche con un solo ed unico vaglia non glieli danno comunque. I pochi soldi messi da parte da Daniela stessa per le sue cure fisiche sono stati usati per il cibo. - inoltre lo zio, comportandosi esattamente come i genitori, non gode di alcuna fiducia. I genitori hanno sempre sostenuto la non sufficienza dei soldi anche quando con tre entrate mensili avrebbero potuto farle studiare Veterinaria alluniversità di unaltra città ed invece glielo hanno impedito (volevano diventasse professoressa). Chi può credere che sia vero che fra poco i soldi non basteranno più? È come la storia di al lupo al lupo. Da una serie di informazioni indirette, come per esempio il fatto che alla sorella si dia sostegno economico mentre a lei nulla e questo nonostante abbia informato di trovarsi in gravi difficoltà, sembra solo unennesima bugia pur di abbandonare la figlia cercando di apparire nel giusto. Attualmente Attualmente Daniela sopravive con laiuto occasionale e saltuario di alcune persone, un aiuto non sufficiente neppure a mangiare bene e regolarmente. È sempre più magra e le mancano le forze anche per superare i malesseri fisici che laffliggono da tempo. Ha cisti alle ovaie curate in tutti i modi anche con la medicina tradizionale fin da quando era alle scuole medie ma gli unici risultati si sono ottenuti con metodi naturali alternativi che però richiederebbero ulteriori cure cicliche continuative. A volte e per lunghi periodi i dolori non le permettono di camminare e prendendo farmaci convenzionali fin dalla giovane età è diventata allergica ad un marea di sostanze così come anche ai pesticidi contenuti nel cibo non da agricoltura biologica. Le bugie e le false promesse, palesi a chiunque voglia aprire gli occhi, peggiorano il clima psicologico interferendo sulla possibilità di ripresa anche fisica. A far pesare di più la situazione, oltre alla mancanza di aiuto diretto economico per mangiare, arrivano ora esplicite richieste sia di pagare le bollette che di fare la voltura delle stesse, che ovviamente non può effettuare essendo disoccupata e priva di redditi, ed addirittura chiedono a lei un contributo economico per i lavori straordinari dellappartamento con la minaccia di spiacevoli sorprese se questo non verrà fatto. La lasceranno senza luce e acqua o pagheranno le bollette ancora una volta per immagine sociale? La manderanno via dallappartamento dove è cresciuta per affittarlo come già minacciato? Faranno mai un gesto di reale richiesta di perdono? Linaffidabilità della famiglia di origine, come così pure dello zio, restano tali lasciando sempre intorno quel tono di bugia e falsità da cui Daniela ha bisogno di liberarsi. 09 agosto 2014 Dr. Saverio Caffarelli @
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