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Senza-Anima

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  1. Senza-Anima

    cosa ho?

    Caro Francesco, Non credo che il tuo problema sia poi cosi grave, ma a primo approccio, l'ho trovato disarmante. Sei cosi sicuro che il 22 dicembre sia iniziato tutto? oppure è qualcosa che tu stesso hai covato durante la tua permanenza a roma? potrebbe anche essere qualcosa di cui non davi tanto peso. Il punto è: se avevi una vita cosi perfetta, come mai ti ritrovi a non risolverla più? Secondo me perché ti ritrovi per la prima volta in una situazione del genere! Riflettiamo insieme: La tua vita non è mai stata cosi turbolenta e sicuramente avrai avuto tutte quelle problematiche che si saranno sempre risolti con i tuoi mezzi, ma, nel momento in cui neanche con i tuoi stessi strumenti non riesci a risolvere un singolo problema come potresti mai reagire? lascio a te la risposta. Molto probabilmente stai lavorando troppo con la testa e meno con la pancia! Intuisco da come hai scritto il post che molto probabilmente, soffri di ipocondria, che secondo il mio modesto parere è la causa del tuo blocco. Sai molto spesso le persone toccano il fondo in vari modi differenti, ma come ben dimostra sia la società di oggi sia la natura umana, tutti risalgono. La tua sopravvivenza (qualsiasi tipo: mentale, fisica, spirituale e più ce ne sono e meglio è) deve essere il tuo obbiettivo primario. Quindi fai focus su ristabilire il tuo ordine domestico e continua con questo obbiettivo in mente "rivoglio la mia vita" tu non sei diverso dal 22 dicembre, tu hai scoperto una parte fragile di te stesso che va accettata! Se vorrai parlarne con uno psicologo è soltanto un bene! Buona fortuna, Giacomo
  2. Caro Hez, Ho avuto un problema simile al tuo. Io ho ben 21 anni e ho sentito il peso della società per il tempo che ho perso fino ad ora: Non frequentare la scuola di secondo grado (ora sto cercando di entrare a scienze politiche a roma); Non interessarmi a niente e vivere la vita come un vegetale; perdermi un sacco di opportunità con le ragazze. Ora sicuramente li giudicherai come problemi adolescenziali ma ho perso ben 3 anni della mia vita e questo mi pesava sopratutto quando incontravo parenti, amici o conoscenti che mi chiedevano le stesse 3 domande, perché già sapevano che io non combinavo nulla nella mia vita. Ora mi preoccupa un sacco il pensiero che ho in testa: se finirò l'università potrò essere soddisfatto della mia vita? ancora è un no nella mia testa, perché mi segue ancora quel ricordo di tutti i momenti persi della mia vita e di tutto ciò che mi sento mancare: come viaggiare per il mondo, lo studio, gli amori adolescenziali e tutto ciò che riguardava quel momento che ho perso. E ancora tutt'ora me lo sento addosso quando dei ragazzi parlano delle loro esperienze e dei loro progetti, dai parenti che pretendono un buon futuro e lavoro, anche persone che iniziano a conoscermi sembrano stufarsi perché non saprei raccontare di altro. Ma io il tempo che ho perso lo devo accettare perché non lo posso più recuperare, per te invece non credo sia cosi. Il tuo psicologo forse non intendeva "accetta la situazione perché non sarai mai fidanzato", in verità credo voleva solamente dirti "accetta la situazione per non farti pesare il tutto" Sono il meno adatto per darti un consiglio, ma vorrei farti riflettere su una domanda: La tua vita l'hai costruita per te o per la società? e se è per te, è veramente ciò che vuoi? Dal tuo post sembra che tutto si muove e tu stai immobile subendo la pressione degli altri indirettamente, ma, tutte questi pensieri che ti colpiscono sono veramente cosi importanti? è importante avere un buon lavoro e dei soldi per conquistare una donna? ponendoti anche che la donna sia una macchina fredda che pensa ai soldi. Beh qui potrei assolutamente dirti che ti sbagli. Mettiamo caso che con l'avanzare dell'età sia importante stare bene economicamente prima di tanti altri piaceri e bisogni vari, pensi che non sarebbe veramente possibile innamorarsi o comunque avere un rapporto stabile? Riflettici meglio, perché forse non esistono due risposte distinte al tuo problema (cioè o è un problema tuo o della donna in se). Vuoi sapere dove dovresti fare focus invece? fai focus su te stesso! lavora sulla tua autostima metti i tuoi obbiettivi in primis come il lavoro che è importante per affermare la tua parte creativa (o almeno cosi ho intuito) e liberati dal pensiero che tu devi essere per forza fidanzato/sposato. Quando capiterà ci provi, va bene? ok allora si continua e si fa crescere questo rapporto che crei, ma solamente se lo vuoi tu e la tua futura compagna. in caso contrario, non è un motivo di vita (secondo la mia modesta opinione) essere dipendenti di una persona da avere accanto a tutti i costi (e di qualsiasi oggetto creato dall'uomo). Vivi, hai 30 anni e hai comunque molto tempo davanti a te. Forgia il tuo futuro e non prendertela con la vita stessa, perché è dura per tutti non solo per te. Un augurio Giacomo B.
  3. Senza-Anima

    Cos'è una donna?

    Cara Gazza, Sinceramente questo post mi ha fatto un po' riflettere. Per me una donna è chi si sente consapevole di esserlo e non perché segue dei comportamenti precisi dettati dalla società, Cioè: Truccarsi il meglio e il più possibile; essere femminile per distinguersi dall'altro sesso; indossare degli abiti precisi che fanno riconoscere la propria femminilità. Continuando a riflettere, mi è sorto un dubbio. Come si potrebbe distinguere una donna da un uomo allora se il pensiero che ho scritto qui sopra diventasse reale? E se riuscissimo ad arrivare a questo punto nella società di oggi come diventerebbe il mondo stesso in cui viviamo? Non ci potrebbe essere qualche altro tratto distintivo unico che potrebbe distinguere i due sessi oltre che l'apparato genitale? Giacomo
  4. Senza-Anima

    ho bisogno di aiuto

    Cara Odradek, io mi chiamo Giacomo e ho ben 21 anni, ho passato ben 4 anni della mia vita rinchiuso dentro la mia casa(di cui il motivo non centra più di tanto con quello che vorrei dirle) che causo lo sviluppo di alcuni pensieri e sensazioni come le sue: i malesseri; cambi di umori improvvisi; la mancata perseveranza sugli obbiettivi; la mancanza di passioni e sogni; e cosi via dicendo. Durante i miei anni di scuola soffrivo di alcuni disturbi della rabbia causati da tutti questi pensieri che ogni volta si presentavano, col tempo ho seguito uno psicologo che mi ha aiutato a capire meglio di me stesso e a regolare tutti i miei problemi, ma, queste sensazioni ancora prevalgono nella mia vita. io non ho risolto ancora completamente questi problemi anche se credo che non soffro di depressione, piuttosto potrei averla avuta nel momento in cui mi sono rinchiuso a casa. La soluzione più utile che ho trovato è quello di combattere questi blocchi continuando a sforzarmi nel farli! Hai presente quando inizi qualcosa e non la vuoi finire? io cerco di sforzarmi nel finirla perché anche se non mi piace un minimo di realizzazione me lo da, come per esempio: leggere un libro che all'inizio mi sembrava interessante ma che poi mi ha dato noia; provare nuovi sport sapendo che non ti piacciono e finirli fino la fine come la danza (che ho dovuto fare quest'anno con grandi difficoltà); Scrivere anche se alla fine il risultato ottenuto non ti piace cosi tanto. Ciò che credo che ci manchi è la forza di volontà o la convinzione che anche se quella cosa non ci interessa o ci fa soffrire, dobbiamo comunque sforzarci. In fin dei conti ha portato a stare meglio con me stesso anche se di poco, ma credo che molto sicuramente continuando cosi potrei arrivare a stabilizzarmi. Il problema dei tuoi amici invece è solamente una tua idea e un tuo giudizio perché ti trovi in questa situazione. Io stesso, tempo fa mi trovavo nella tua situazione che non riuscivo più a rapportarmi con i miei amici, ad un certo punto sono arrivato alla conclusione che: 1) se i miei amici mi vogliono bene non sono un peso per loro; 2) se i miei io non riesco a parlare di cose nuove con i miei amici il problema è solamente mio e se crea malessere va risolto; 3) smettere di pensare quando si esce con gli amici e cercare di svagarsi con loro (ogni tanto mi capita ma non sono cosi gravi come pensieri in confronto a quello che ero prima); 4) fai dei progetti/viaggi con loro e vedrai come ti sentirai meglio; Quindi si fiduciosa nelle tue amicizie e esci per loro e soprattutto per te stessa. Mentre per" il rapportarsi con altre persone" credo che nella vita ci sono dei periodi in cui vuoi relazionarti o meno per fare nuove conoscenze, ma, nel mio caso sarebbe dato da un evento passato quindi non starei tanto a girarci attorno, anche se sicuramente ci sarà legato qualche evento importante a queste concatenazioni di problemi che tu stessa esponi. Devi cercare di fare tante cose per trovare la tua via. Sicuramente è difficile però se non ti ci metti, allora starai sempre ferma in quel punto sentendoti sempre peggio perché non realizzi niente. Per essere soddisfatti di qualcosa bisogna anche lavorare e impegnarsi per sentire quella sensazione. Attendo risposte, un'abbraccio! Giacomo
  5. Cara virginia, Inizio subito rispondendo alle tue domande: 1) Lo psicologo è stata una mia scelta che nei primi tempi sembrava che non avesse effetto, ma, col tempo ho iniziato a uscire dalle sedute in modo rilassato sentendomi molto meglio. Al momento posso soltanto dirle che tutte le sedute che stanno avvenendo in questi ultimi giorni riguardano l'esposizione delle mie giornate e i miei sogni rivelatori, siccome tutti i miei problemi adolescenziali e dell'infanzia hanno avuto le loro risposte. se le interessa potrà trovare la mia storia in questo link: 2) Sempre grazie al mio psicologo che mi ha stimolato nel prendere posizioni, ha migliorato sia i rapporti con i miei amici sia i rapporti con persone a me estranee, perché molto spesso mi limitavo ad alcuni discorsi o comunque evitavo di dire ciò che mi dava fastidio perché per la mia "ex-natura" mi faceva sentire in colpa con loro. Per il resto io mi confronto abbastanza con i miei amici e ne sanno di cotte e di crude, soprattutto perché conoscendo i miei amici si mettono a fare comunella per capire come migliorarmi la giornata e parlando di alcune cose che racconto (a meno che non capiti la frase "non dirlo a nessuno"). Ma anche se non capiranno a pieno la mia situazione, che trovo del tutto normale, siccome ho amicizie con tante teste e pensieri differenti, non credo sia fonte di disturbo o di danno per la mia parte interiore. In fin dei conti apprezzo le loro identità e le rispetto anche se mi lamento di alcuni fatti, che paradossalmente fanno parte di loro, quindi, non li forzo. 3) Con i miei genitori ne ho parlato proprio ieri insieme a mia cugina, e come ben si nota dai comportamenti di mia madre continua a essere sempre gli stessi: - Farsi vedere che non è stata l'inizio dei miei problemi della mia infanzia quando in realtà gli stavo spiegando solamente che i suoi comportamenti hanno influito a portarmi in quella situazione passata, oltre tutto stavo anche accettando le sue scelte in fin dei conti è una madre; - Continuare ad addossare la colpa al mio psicologo e me sulle argomentazioni che portavo; - Continua prepotenza nel discorso; - Lamentarsi della mia situazione scolastica (essendo anche sotto esame è anche amplificata). Ora grazie per l'attenzione ma vorrei farti presente alcune cose, soprattutto perché è passato un mese da quando ho creato questo post. In fin dei conti ho avuto un buon miglioramento interiore anche se quello scolastico è ormai tramontato. prima di fare questo post andavo a fare qualche attività un po' perché ne avevo bisogno siccome sono debole a livello muscolare, di fatto facevo Hip-Hop che ho trovato molto interessante e con gente molto simpatica e adatta alla mia persona, però ho capito che non mi piaceva e ho fatto il mio primo e ultimo saggio il 14 di giugno. Ho cercato di coltivare una passione dei libri che ancora tutt'ora va molto lenta e altri obbiettivi che poi sono andati a largo perché non mi piacevano o non rappresentavano ciò che volessi fare realmente. Ora il prossimo obbiettivo è tornare a teatro e seguire l'università di scienze dell'amministrazione (giurisprudenza) poiché una mia professoressa mi ha fatto credere molto nei giovani sia con il suo carattere felice e raggiante, sia perché ha sempre creduto nella classe, in poche parole vorrei fare il politico o migliorare le scuole locali per i giovani. Ora al momento ho solo una preoccupazione: siccome mio padre è diventato sindaco di una delle zone del Lazio (non voglio far capire chi sono e per questo non dirò il comune) ho qualche sensazione strana che mi porta a riflettere sulle persone che ho attorno, come delle manie di persecuzione. Grazie dell'attenzione.
  6. Caro Maik, Vorrei farti notare che alla fin fine ti sei risposto da solo, tu al momento sei stressato per l'esame di maturità quindi hai dei comportamenti diversi poiché sei in uno stato di ansia, quindi si, tornerai quello di sempre. Mentre per gestire al meglio la situazione credo che potresti anche staccare tranquillamente il cervello e prenderti 1 o 2 ore di pausa ogni tanto, in fin dei conti ci sono passati un po' tutti. Prendi un po' di tempo per te stesso e goditi di più le tue giornate senza sprecarti in studi intensivi. Poi se hai delle carenze (che molto spesso si immaginano se sei una persona che persevera nello studio) mettiti sotto e aspetta la fine della "tempesta d'ansia". Un'abbraccio! Imbocca al lupo! Giacomo
  7. Caro Filiberto, Mi dispiace per la sua situazione, ma non prenda ciò che le dirò come un rimprovero, anzi le dirò, io ho ben 21 anni, sicuramente non voglio fare la persona vissuta di turno, ma sa cosa non sopporto più? le persone che si crogiolano nei propri problemi e secondo me lei è una persona di quel tipo! Mi legga attentamente anche se forse questo post non la potrà aiutare, però spero che comunque lei ci ragioni un po' su e ne prenda la forza per reagire, anzi forse dovrebbe semplicemente reagire e lasciare che tutto quanta scorre come giusto che sia. Trattenere dall'interno tutti i suoi problemi potrebbe solamente aggravare la sua situazione. Però sicuramente siccome si è sempre rialzato potrebbero esserci altri problemi che la turbano? attendo risposta in questo Ora vorrei semplicemente dirle butti il passato alle spalle! per quanto possa essere brutto ricordarlo, ormai lei è Filiberto e ha ben 26 anni ed è ora che lei mostri quello che è adesso, cioè la sua vera forza. La smetta di ridursi come una "preda" e diventi il "Predatore", sicuramente lei dirà cosa centra con i miei problemi? beh lei deve affrontare la società la smetta di aver paura di essa! sai cosa non è mai riuscito ad insegnare la scuola italiana in tutto questo tempo? che non conta ciò che sai ma conta come le utilizzi. se lei non ha finito la scuola posso solo dirle che ha fatto un grave errore perché per quanto delle volte sia inutile o comunque non soddisfi il livello di conoscenza o comunque di strumenti volti alla vita concreta, la scuola insegna a affrontare la vita! Perché quello che noi tutti abbiamo chiamato classe, compagni di banco e professori, rappresenterebbe un piccolo mondo in quello grande. Ora non si faccia pensieri inutili come, sono un fallito, perché è fallito finché lei lo penserà! Da domani vada a cercare lavoro come lei vuole. Da domani entri in qualsiasi posto con coraggio. Da domani lei deve iniziare a mettere le fondamenta di quello che lei vuole realmente essere. Ognuno di noi ha i suoi scheletri nell'armadio e qui in questo forum o comunque su internet potrà vederlo con i suoi occhi! Reagisca la smetta di trasformare il tutto in una riflessione infinita perché non ne avrà ne capo ne coda. Spero e credo nel suo cambiamento con o senza il mio aiuto. Giacomo
  8. Il problema è che le mie amicizie sono vere, ma non riesco a accudirle al meglio. Anzi molto spesso noto che forse è per causa mia che il fili che tenevano stretto quel legame si indeboliscono per colpa mia. Io credo di avere tanti amici, ma non riesco a coltivare la mia identità, o comunque non riesco a essere sereno con il mio spirito. Questo porta alla freddezza dei rapporti con persone nuove, invece con i miei amici mi ritrovo essere un errore o comunque troppo silenzioso e triste e loro reagiscono di conseguenza (non sempre sono cosi, ma comunque ci sono dei momenti in cui sembro molto silenzioso e strano). Il problema con i dispositivi elettronici si presenta spesso quando rimango a casa. Invece quando esco con le persone a cui tengo o comunque con persone con cui avrei voglia non solo di uscirci ma anche di parlarci, non lo tocco neanche morto, anzi, piuttosto li rimprovero di averli. Credo che piuttosto sono io che non so ben certo cosa voglio delle volte, però è anche vero che dovrei diminuire l'utilizzo dei dispositivi elettronici anche se mi viene molto difficile. Diciamo che ci sto provando molto spesso, ma sono un po' come le sigarette. Grazie dei consigli e dei complimenti, credo che anche tu (dal post che hai creato) vuoi affrontare le tue problematiche con qualcuno, ma del resto è soltanto un mio pensiero che si basa su ciò che leggo. Giacomo
  9. Cara Raber, Ho trovato la sua storia molto interessante, però avrei dei dubbi al riguardo di "un giudizio oggettivo". Quello che vorrei far intendere è: come potrei dare un giudizio oggettivo alla sua situazione amorosa/domestica? Se ci rifletto un po' su non riesco a immaginarmi una modalità di giudizio oggettiva, e soprattutto mi sembra strano anche che si possa fare! se ci pensa, giudicare la sua situazione farebbe esprimere la mia opinione al riguardo. Non importa, mi dia una risposta a questa piccola domanda qui sopra in caso. Se dobbiamo parlare della sua situazione con i genitori del suo partner, da come lo racconta sembra che loro abbiano una grande stima di lei (non credo si basi solo sul 100 alla maturità) per le sue qualità che sicuramente si saranno dimostrate nei modi in cui lei si presenta: nel modo in cui parla, la sua educazione e sicuramente anche da come affronta i discorsi. Se ci pensa un po' su ogni famiglia vorrebbe il meglio per i loro figli e se lei dimostra dei canoni che loro approvano, allora significa che lei ha delle qualità vere oltre che cartacee o formali. E se lei non riesce ancora a far vedere se stessa nella in quella famiglia, direi che non è poi cosi importante, in fin dei conti anche Pirandello ne ha parlato in "uno nessuno cento mila" (non ricordo bene se si chiamava cosi, e comunque lo lessi ben poco) e dovrebbe decidere lei quando farlo ma non deve essere né una decisione di testa né una decisione forzata. Aspetto un suo parere di questa parte che ho scritto. Invece parliamo un attimo di lei! io ho letto più o meno 3 versioni modificate di questo post. Posso presumere, che oltre la rabbia (che dovrebbe farla sfogare oltre che nello scrivere anche fisicamente in qualche sport secondo la mia opinione) non sopporta chi rovina il suo "equilibrio" cioè: a forza di rileggere le sue versioni mi è venuto in mente che odia quando alcuni dei suoi principi, o comunque qualcosa che si è costruita possa essere calpestata. E lei cosa fa quando accade? Trattiene la sua rabbia? anche qui aspetto un suo parere a riguardo. E le domando anche se lei pensa davvero che tutte le sue azioni le abbia fatte per se stessa, ne è sicura che non le ha mai fatte per altri? Questo è un esempio, perché noto (soprattutto dopo averne letti 2/3 differenti), che lei abbia dei dubbi sulle sue azioni. Anche se credo che la maggior parte delle sue scelte siano state "sentite" e non "ragionate". Mi scusi per il ritardo ma ho dovuto resettare 7 volte il pc. Non credo come le ho già detto prima di essere la persona più adatta, ma discuterne potrebbe farle bene come non potrebbe servirle a nulla. Giacomo P.S. pensi più a se stessa, e non tenere sulle spalle i problemi altrui, come la situazione del suo ragazzo.
  10. Cara LastKiss Deve tenere duro per lei e per suo figlio, non prenda la posizione del suo ex-fidanzato come "ennesima sconfitta", credo che lei potra vivere un giorno una vita delle più normali. Tenti l'impossibile e come ha detto gazza provi a mandarlo in qualche istituto dove possano accudirlo senza ovviamente abbandonarlo (ma non credo che lo farà). La sua vita non è finita e di sicuro non è distrutta. Lei ne uscirà vittoriosa nel modo giusto o sbagliato che sia per gli altri. Giacomo
  11. Senza-Anima

    Sono sola

    Cara Raber Ho visto il tuo post di sabato mattina. ti dispiace se rispondo?
  12. Senza-Anima

    Sono sola

    Cara RagazzaConGliOcchiali So che può sembrare difficile, non prenda ciò che scrivo sia come atto di presunzione sia come un atto di accusa nei suoi confronti: Lei sicuramente ha sempre vissuto con quei pochi amici che le hanno dato sicurezza nel "non esser sola" quando lei realmente non sarà mai sola sia per la famiglia sia per le amicizie. deve spendere più tempo per se stessa e frequentare luoghi dove lei può fare conoscenza, un esempio è anche il lavoro, dove mio fratello si era fatto amico un cameriere che aveva i suoi stessi gusti in fatto di moto. Come le hanno detto nei post qui sopra deve solamente uscire dal suo guscio, e uscire come non ha mai fatto fino ad ora. Anche uscire con gli amici delle sue due amiche potrebbe farle conoscere persone nuove in men che non si dica! La smetta di adagiarsi sugli altri per evitare la solitudine, perchè senno potrebbe solamente sentirsi sola anche in compagnia. Sicuramente avrà qualche interesse che la potrà aiutare a conoscere gente nuova, e non si rifiuti nello scrivere per prima o comunque in modo continuativo alle persone che ha conosciuto, perchè molto spesso aspettano soltanto di essere desiderate (alcuni soggetti dico). Spero nel meglio. Giacomo
  13. Ciao signorina D. Mi spiace per la sua situazione attuale. Sicuramente ha fatto bene a sfogarsi qui, forse dovrebbe farlo più spesso anche con i suoi amici senza paura di esser giudicata. Ho notato leggendo che lei ci tiene moltissimo a suo figlio, ciò che un italiano medio odierebbe a morte sapendo che ha dei "ritardi" se vogliamo dirlo in modo volgare. L'ammiro sulserio per tutto l'impegno (che posso presumere solamente da ciò che scrive) e per la tenacia che sta mettendo per allevare al meglio suo figlio. Peccato però che non potrei mai consigliarla su come migliorare la sua situazione con suo figlio (sopratutto perchè sono giovane e non sono neanche un medico),ma di sicuro sia su internet, che nella società di oggi ci saranno madre, padri, e medici che potranno aiutarla a educare al meglio suo figlio. Continuando a leggere il suo post ho notato un grande stato di insodisfazione interiore, oltre tutto che un pensiero pessimo sul suo stesso passato. La invito, anzi la consiglio di continuare a passare più tempo con se stessa dopo aver risolto la sua situazione, se le capita non sarebbe male fare anche nuove conoscenze, perchè credo sia importante arrichirsi con qualsiasi mezzo il proprio corpo e la propria mente, nuovi amori o fidanzati non fanno male, anzi il contrario rafforzano lo spirito a mio parere. Spero per il suo bene! eh no lei non sta facendo ne pensieri cattivi ne egoisti, sta soltanto cercando di avere l'amore di suo figlio come ogni madre che si rispetti, e anche se lui non se ne accorgerà mai lei deve essere fiera di quello che sta facendo! Lei è una vera donna Un abbraccio! Giacomo
  14. Caro LostSoul Vorrei unirmi a te in questo discorso, io stesso provo in parte quello che tu senti. Ti vorrei raccontare la mia storia, forse ti potra rafforzare e comunque raccontarla di nuovo per me farà solamente bene. Potrai avere tutte le persone del mondo accanto a te che ti stimolano a vivere ma il fulcro della vita è la stessa in cui risiedi. Mi chiamo Giacomo ho quasi 21 anni, ho una situazione familiare stabile ma che comunque per formarsi ha dovuto sacrifare la famiglia dei miei fratelli (federico 25 anni e valerio 33 anni). Come sicuramente avrai capito sono il più piccolo dei 3 e quindi ero sicuramente sia il più coccolato (di cui mio fratello federico ne era geloso), sia il più maltratato (in senso positivo, fra fratelli è normale battibecchiare in qualsiasi modo). In passato sono sempre stato un bambino spensierato e che viveva sotto l'ala della propria madre e l'occhio giudizievole del padre che voleva il figlio forte e sicuro che voleva, sicuramente avrai anche capito chi preferivo fra i due: mia madre ovvio! Mia madre mi coccolava, mi faceva un sacco di regali, mi curava, etc. Iniziai a accorgermi di ciò che è stata la mia infanzia all'età di 14 anni, è stato un trauma scoprirlo: Mia madre ha coltivato sin da quando aveva divorziato dalla madre dei miei fratelli e sia da quando era morto mio nonno (ben 3-4 anni prima che nascevo) una grandissima insicurezza. Questa insicurezza la riempiva accentrando completamente tutte le sue attenzioni su di me, quindi iniziai ad avere dubbi sul fatto che mia madre mi crescesse sulserio e che la sua felicità era solamente un illusione, perchè finchè io stavo bene lei stava bene, ma se io stavo male lei cadeva in una specie di malessere che la portava a diventare una specie di peso morto che spendeva intere giornate sul letto o comunque a fare i suoi doveri con un aria disperata. Invece nei confronti di mio padre maturai una specie di "odio/ammirazione" nei suoi confronti, lo detestavo per quante attenzioni desse ai miei fratelli e per il fatto che a casa tornava solamente la sera verso 18:30, perdendo tempo a stare davanti alla televisione (queste due situazioni gliele ho perdonate perchè è infantile aggraparsi a una cosa del genere). Federico provava odio e gelosia per me e mia madre incominciava a inculcarmi in testa che lui era il male e che lei era il bene, mettendo anche in discussione la posizione da genitore di mio padre (anzi molto spesso credo che mia madre e mio padre stanno insieme per motivi di sopravvivenza o comunque per me, sinceramente possono fare quello che vogliono). Mio fratello si accorse del lavaggio del cervello che mia madre attuava nei miei confronti, mi spiego tutta la situazione per filo e per segno che mia madre volesse solamente comandarmi per motivi personali di cui lui non ne sapeva niente. Mi sentivo in una completa morsa psicologica non riuscivo a capire per chi o per che cosa credere ormai iniziavo a pensare che tutti quanti erano il male e che tutti volevano fare semplicemente il loro "sporchi comodi" attraverso di me, ma la mia reazione avvenne molto più tardi. Fin da quando ero piccolo ero viziato, comodino, timido, per niente combattivo, permaloso, sensibile, creativo e sopratutto ho avuto dei grandissimi problemi sia nel parlare che nello scrivere. Fino alla fine delle medie io avevo intrapreso il percorso dal logopedista fancendo anche delle correzioni motorie di cui soffrivo (correvo male non riuscivo a dosare la forza e via dicendo), oltre tutto avevo sempre un'insegnante di sostegno che mi seguiva e mi aiutava a scuola che aveva lo scopo di migliorare le mie carenze. Ovviamente ho avuto il carico anche dai miei compagni di classe, sia per come ero e sia per il sostegno, sono sempre stato escluso, sfruttato, o preso ingiro proprio perchè mi vedevano completamente diverso (forse anche per gelosia siccome notavano che per alcuni aspetti ero uguale a loro e che avevo un servizio in più). Questo ha allargato le mie insicurezze e le mie difficolta che incontravo a scuola oltre tutto mia madre mi faceva i compiti siccome non voleva avere un figlio perdente. L'inizio della mia depressione è iniziata al primo anno di superiore non riuscendomi a trovarmi ancora una volta in sintonia con i miei compagni di classe, iniziai a cambiare per loro, facendo il figo, comportandomi da saccente e iniziando a fumare per cercare nuove amicizie. Il piano fallì, e iniziai ad avere ancora una volta dei bulletti che creavano una violenza psicologica, e da quel momento in poi cambiai scuola per ben 3 volte! Ogni volta che tornavo all'interno di un'istituto scolastico mi sentivo sempre peggio e sconfitto, in contemporanea iniziai anche ad avere delle strane "visioni" di persone morte che rappresentavano le persone che stavano attorno a me. Alla fine io caddi dalla mia "ultima zattera di salvezza", e entrai nel mondo dei videogames MMORPG che risucchiarono completamente tutta la mia esistenza (non sono i videogiochi che creano i malati ma chi li usa in modo errato). Diventai un vero e proprio "Hikikomori": una persona che si lascia a se stesso non uscendo mai di casa e non avendo mai un contatto con l'esterno, rimanendo sporco e stressato senza neanche accorgersene, distruggendo il proprio orologio biologico, rifiutando anche gli inviti a uscire dei propri amici tutto questo aggravato anche dalla dipendenza delle sigarette. Io dalle elementari fino alla prima superiore avevo soltanto un amico, facevamo qualsiasi cosa insieme, finchè un giorno non caddi in preda alla mia depressione. Lui cerco in tutti i modi di tirarmi fuori dalla mia situazione, finchè un giorno non si stufo e mi abbandono a me stesso perchè lui aveva fatto la scelta più logica: vivere e andare avanti senza pensare alla mia situazione che sicuramente non gli piaceva vedere. IL nostro legame si sciolse e rimanemmo amici più che normali forse non come prima ma ora in quest anno abbiamo un normalissimo rapporto di amicizia e non ci odiamo l'un l'altro, a si forse vorresti sapere perchè ho detto la parola odiamo? Beh ne io e ne lui ci siamo comportati bene in realtà. In poche parole io non ero il suo amico ma tutti e due eravamo amici per due interessi diversi: lui voleva avere il controllo su una persona e mi indotrinava i suoi gusti e si vantava di ciò che era e dei suoi successi, mentre io avevo bisogno di una figura forte che mi difendesse e che mi metteva sicurezza. Infatti sia io che lui ci eravamo rubati la ragazza a vicenda, sia io che lui ci prendevamo ingiro a vicenda, io e lui eravamo due persone completamente diverse che non avevano la vera voglia di capirsi ma soltanto di tenere il rapporto stabile e duraturo. In poche parole lui il cavaliere e io lo scudiero. Ovviamente avevo altre amicizie ma erano completamente legate a lui inconfronto a me e di questo ne ero totalmente geloso. Continuiamo la mia storia! Stando a casa per ben 4 anni dalla mattina alla sera mi complico ancora di più la mia situazione: Mia madre era diventata un mostro e iniziava a mostrare la sua vera natura da persona afflitta sia da se stessa che da me, ciò comporto a un completo distacco da mia madre che resero i miei comportamenti affettivi nei suoi confronti meccanici e senza provare nulla di particolare e inizio a nascere l'odio nei suoi confronti per come mi trattava. Contemporaneamente mio padre inizio a trattarmi male siccome non ero un figlio forte ed ero completamente un nullafacente (come non biasimarlo) e ad un certo punto gli risposi cosi male e gli rinfacciai cosi tante cose che si mise a piangere sul balcone di casa un giorno. Più avanti iniziai a fare violenze su mia nonna (la odio tutt'ora ma non gli metto più le mani addosso per fortuna) che la odiavo quanto mia madre siccome mi sparlavano in famiglia e mi trattavano male dicendomi tutti i difetti che ho e che non ero un ragazzo normale come gli altri (forse per cercare una soluzione ai miei problemi sicuramente). Iniziai anche ad andare da vari psicologi che non hanno mai avuto effetti su di me. non vorrei allungarmi troppo e quindi ti saltero tutte le volte che mi ha deluso una ragazza, tutti gli errori a livello sociale , tutte le delusioni della mia famiglia che hanno accentuato ancora di piu le mie insicurezze e peggiorando la mia situazione con chi stavo attorno, diventando un sociopatico che non si fidava più di nessuno Andai anche da vari psicologi ma ormai non me ne fregava più niente di me stesso, mi odiavo per quello che ero diventato. Alla fine verso i miei 17 anni iniziai a cambiare, volevo avere ciò che mi era stato tolto da me stesso: la mia vita e la mia identità (che ancora si sta formando tutt'ora). Insomma durante il mio ritorno a scuola della prima superiore incontrai un sacco di professori che iniziarono a spronarmi, ma in realtà questo non mi bastava, perchè avevo intrapreso la scuola solamente per avere qualche rapporto con le persone, iniziai subito a cedere, ma ad un certo punto per mia fortuna accade un momento speciale della mia vita. Credo che non sarei mai riuscito ad arrivare fino a qui senza l'aiuto di una persona che all'inizio mi odiava, ma il destino voleva che ci riappacificammo. Il suo nome è Elisabetta, come ogni volta che la rivedevo, mi infastidiva per quanto era infantile in quegli anni, infatti i primi giorni che uscivamo neanche ci salutavamo nè all'inizio delle uscite nè alla fine. Ad un certo punto iniziammo a provare una forte amicizia fra di noi, forse perchè eravamo due svalvolati, ma in ogni caso anche inmezzo a litigi e bisticci vari, ci siamo sempre voluti bene, e siamo sempre stati una coppia vincente! Sopratutto più avanti sempre grazie a lei conobbi il resto del gruppo di amici che ora frequento con tanta gioia. Lei è stato il mio raggio di speranza insieme a tante altre persone. Mi è sempre dispiaciuto che all'inizio non potevo confidarmi con lei ma mi sentivo ancora un errore e un male nei suoi confronti. Insomma da questo momento in poi è stato comunque difficile: la scuola, il lavoro e la famiglia mi perseguitavano spesso nella mia testa. Ma ho continuato ad andare avanti anche se cadevo, continuavo sempre ad andare avanti e a rialzarmi, migliorando anche i miei rapporti con i miei genitori e fratelli. ed ora mi ritrovo a fare il 5 anno di superiori pronto a finire, sempre in modo impacciato e insicuro, ma senza mai mollare (forse dovrei mettermi a studiare seriamente ahahah). Forse avrò avuto culo, o forse sarà stato merito mio, ma la mia migliore amica ha giocato un ruolo fondamentale per la mia vita. E la ringrazio per tutte le strigliate che mi ha sempre dato e per quelle poche volte che mi ha ascoltato (è molto dura di comprendonio delle volte), però lei era perfetta cosi e mi ha sempre equilibrato. LE VOGLIO UN MONDO DI BENE. Ringrazierei anche i miei professori, perchè sono sempre stati dalla mia parte e anche la mia famiglia perchè mi ha sempre sostenuto. Ma non per questo per alcune cose non gliele perdono. Ringrazio anche il mio psicologo (seguo le sue sedute da qualche mese) che ho deciso io di averlo e non i miei genitori, che mi ha spronato sempre di più nello scrivere insieme ai miei professori. Insomma ti voglio solamente dire, vivi per ciò che vuoi davvero, continua a farlo anche se non lo sai, un giorno, un giorno qualunque troverai quello che ti serve realmente. Stammi bene LostSoul. P.s: insomma abbiamo lo stesso nick AHAHAHAHHA
  15. Cara Liza Essere consapevoli di questo problema è il primo passo per arrivare alla tua "guarigione" (frase fatta ma vera). Sicuramente non sei pazza, anzi stai attraversando un periodo della tua adolescenza come abbiamo fatto tutti! quindi no Liza tu non sei pazza sei semplicemente in dubbio con te stessa, un pò come tutti e come il sottoscritto. Ora vorrei soffermarmi su alcuni punti che tu hai trascritto nel tuo post! Vorrei domandarti, è veramente importante avere tante amicizie? Beh, apparte la classica frase "pochi ma buoni" è più importante che le tue amicizie siano tante o che le tue amicizie siano vere? e come potrebberò essere vere? un amico è semplicemente tale: ti ci puoi divertire, ti ci puoi confidare, puoi contare su di lui, etc. La cosa più importante è che ricambi ciò che tu dai e che te ridai ciò che ti danno! però non deve essere uno scambio sempre uguale, deve essere riconosciuto come quando offri un caffè e l'altro ringrazia e forse in futuro invece di offrirti un caffè, ti regalerà i biglietti di un concerto che vorrai vedere. O almeno io credo sia cosi. Perdere le amicizie non è una cosa bella, ma di sicuro nulla è per sempre, bisogna accettare la situazione dopo un po', perchè in fin dei conti tu vivi per te stessa e non vivi per gli altri. Quindi continua a socializare e credi in più nelle tue potenzialità e in quello che sei. Per quanto tu prova a reprimere queste sensazioni, alcune persone potranno leggerti anche se tu fai notare che non ti è successo niente. Invece di reprimerle cerca in tutti i modi di sfogarlo, non so come ma puoi provare uno sport per esempio o parlarne con i tuoi genitori. prova fino all'impossibile! Perchè se non ci credi prima tu in te stessa, allora non lo farà nessuno. E non appogiarti sulla possibilità che qualcuno creda in te, perchè nel momento in cui non ci sarà ti sentirai di nuovo nella stessa situazione. "Stammi bene!" Giacomo
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