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  1. ciao a tutte, sono nuova.vi scrivo per avere un consiglio, ho un amico da 3 anni, siamo stati legati, ma in questo ultimo periodo ho sviluppato una forte gelosia, perchè lui ha iniziato a farsi sentire meno, ed è subentrata una sua nuova amica. questi due eventi mi hanno destabilizzato quindi mi sono allontanata, nel gruppo l'ho ignorato. e lui dopo un mese, ha tirato fuori la rabbia insultandomi in modo pacato e mettendomi in cattiva luce con gli altri amici, poi abbiamo chiarito gli ho spiegato i motivi del mio allontanamento ovvero il suo essere meno presente che sembrava non aver bisogno di me. infatti mi aspettavo indifferenza da parte sua come è stato per un periodo anzichè rabbia. è come se fosse scoppiato. ci siamo riappacificati, mi ha detto che ci sarebbe stato di più e io gli ho promesso che sarei stata più presente. ha detto che sarebbe stato più presente, ma nonostante questo è sparito, mi chiedo se stia aspettando che sia io a farmi sentire, per per lui io devo comportarmi bene, credo che le cose non tornino più come prima. e poi questa nuova amicizia mi ha destabilizzato, la gelosia mi porta a tenerlo lontano, ma allo stesso tempo mi chiedo se stia facendo la cosa giusta. Secondo voi dovrei mantenere l'amicizia o troncarla definitivamente (dando ascolto alla gelosia e ai suoi comportamenti)? per me lui è molto importante, ma io non lo sono allo stesso modo per lui.
  2. Buonasera, vorrei un vostro consiglio su un problema che sto vivendo da alcuni mesi a questa parte. Sono una donna di 30 anni e ho, da quasi due anni, una relazione con un uomo molto più grande di me, di 60 anni. Viviamo a distanza, perché io sono di Bari e lui di Roma. All’inizio della nostra frequentazione lui era entusiasta e mi diceva che era interessato alla convivenza. Io ho iniziato con i piedi di piombo, soprattutto perché venivo da una delusione sentimentale e avevo paura di soffrire di nuovo. L’anno scorso salivo da lui una volta al mese per 4 o 5 giorni al massimo, poi per tutta l’estate non ci siamo visti perché a casa sua stavano facendo dei lavori e non essendoci il condizionatore soffro molto il caldo. Lui mi ha chiesto diverse volte in quei mesi di salire per andare a trovarlo perché gli mancavo, ma io mi sono rifiutata e lui ci è rimasto male ovviamente. Dopo l’estate sono tornata da lui e ho scoperto che mi mancava troppo e ho iniziato a restare da lui per più giorni, una settimana o dieci. Verso Novembre gli ho espresso il mio desiderio di allungare i tempi di convivenza, anche ad un mese, perché ho sempre avuto come obiettivo finale la convivenza e ho capito di amarlo davvero. Qui sono iniziati gli scontri. A Natale mi ha concesso di stare da lui un mese, ma una volta lì abbiamo ripreso questo argomento dolente, abbiamo litigato e io, sentendomi rifiutata, sono scesa dopo una settimana mia sponte. A questo punto ho iniziato a covare sospetti sul suo scarso interesse nei miei confronti e ho insistito ancora di più su questo punto, ottenendo solo l’effetto opposto. Ora mi dice che lui non mi vuole fissa a casa sua, perché vuole i suoi spazi e per il momento è d’accordo massimo sulla mia permanenza da lui per due settimane al mese e che poi col tempo si vedrà di arrivare gradualmente ad un mese di convivenza. Forse è tutto molto confuso, anche nella sua testa perché, anche se ora mi dice che non mi vuole fissa a casa sua, in alcune occasioni mi ha detto che non si sposerebbe mai ma al massimo può convivere. Quindi l’opzione della convivenza la considererebbe eventualmente... A me del matrimonio non interessa francamente, ma vorrei sbloccare la questione convivenza e non so più come fare. Qualcuno può darmi qualche consiglio? Grazie a chiunque vorrà rispondermi.
  3. Ciao a tutti, mi sono iscritto al forum per parlarvi della situazione un po' difficile in cui mi trovo, spero che qualcuno possa darmi una mano. Scusate in anticipo per la lunghezza. Tutti i miei amici sono fidanzati. Può capitare che si lascino, ma dopo pochi mesi si rifidanzano sempre. Io mi considero un ragazzo normale, né bello né brutto, con un carattere un poco introverso... ma probabilmente anche interessante (ci sono tante cose che mi piacciono della vita e che amo fare). E sono single praticamente da sempre. Ho avuto un paio di storie di un annetto l'una (amori intensi ma brevi) e poi solo storielle, ma nemmeno poi così tante.. Adesso che ho superato i 30 questa differenza tra me e i miei amici comincia a pesarmi molto psicologicamente. Il fatto che non abbia una ragazza è duro da sopportare, ma direi che è poca cosa rispetto alla sensazione che provo quando intuisco che faccio quasi 'pena' ai miei amici... è abbastanza evidente che loro provano a non lasciarmi troppo da solo e mi coinvolgono nelle loro uscite anche in presenza delle ragazze; ci tengono a me. Io ne sono felice, ma onestamente tutto questo mi fa male. Il confronto con gli altri è impietoso ed è sempre sotto gli occhi di tutti. E' il classico elefante nella stanza che tutti fanno finta di non vedere, ma che vedono benissimo. Credo che il mio problema in parte risieda nel fatto che non ho un lavoro stabile. Mi piace lavorare da solo, senza capi né colleghi con cui dover andare per forza d'accordo. Inoltre sono un creativo e mal sopporto compiti monotoni che non hanno niente a che vedere con arte e creatività. Da qui la mia difficoltà ad affermarmi professionalmente, il che influisce negativamente sulla sicurezza che ho in me stesso. Da questo punto di vista mi sto muovendo per migliorare il mio lavoro e i miei guadagni... anche se si tratta di un miglioramento piuttosto lento. Sono un solitario. Nel senso che cerco sempre di stare per conto mio.. ma poi avverto tutto il peso della solitudine. E' un paradosso! E per i solitari la vita è più dura. Come affrontare rapporti lavorativi? come gestire le relazioni di gruppo? Tornando al lato sentimentale ripeto che qualche storia l'ho avuta. In questi anni sono uscito con un gran numero di ragazze, ma molte di queste mi hanno fatto gentilmente presente che 'io non sono il loro tipo' oppure la storia finiva sul nascere... e questo di certo non ha aiutato a rafforzare la mia autostima. Il risultato è che quando interagisco con una ragazza, adesso, non posso fare a meno di avere dei pregiudizi. Vedo la femmina come una fredda calcolatrice, come un'essere che non potrebbe mai avere interesse per me... a cui interessa la solidità di un uomo e il suo guadagno monetario... non certo la sua personalità. Non tento nemmeno più di stabilire un ponte, né con amiche né con sconosciute.. perché porterebbe solo ad altra sofferenza, ad altre delusioni. Diciamo che sto quasi per toccare il fondo... io sono uno che sente molto il giudizio sociale (anche se razionalmente lo ripudio). Inutile dire come anche la mia famiglia non mi faccia quasi più domande sul fatto che sono single, ma il loro disappunto è quasi palpabile. I miei cugini sono tutti fidanzati o sposati, come è giusto che sia. Questo è tutto il peso dell'essere single a 30 anni, dell'essere un solitario... e del subire il giudizio sociale. Questo è il peso dell'aver perso, a forza di feedback negativi, la sicurezza in se stessi. Come posso riprogrammare il mio focus? E' ben radicato ve lo assicuro... Secondo voi sono tanto incasinato? Soprattutto se penso a quali erano le mie aspirazioni e le mie aspettative una decina di anni fa. Sento che non sto rispettando il dono della vita. Ma sento pure, forte e chiaro, che la vita stessa non sta avendo rispetto per il sottoscritto... e non so come cambiare le cose. Ci provo ogni giorno a dare il massimo, ma mi pare che le cose restino allo stesso punto. Frustrazione. P.s. un paio di anni fa, in un momento simile, ho fatto un breve percorso con una psicologa della mia città, che mi ha reso consapevole di alcuni aspetti di me che non conoscevo. Ma in definitiva mi trovo ancora in quella stessa, problematica, situazione. Pensate che la professionista dell'epoca arrivò a dirmi che sarebbe stato utile in qualche modo abituarmi alla prospettiva di restare single per sempre... avrei dovuto, ai suoi occhi, trovare un modo per stare 'comunque bene'. Non teneva conto del fatto che il giudizio della società è impietoso.. e che comunque gli individui hanno forti esigenze di natura sentimentale e sessuale. Grazie a chi vorrà scrivere una frase, un consiglio...
  4. Salve a tutti, ho 17 anni e la mia vita non è mai stata tanto triste come adesso. Per motivi di salute ho smesso di frequentare la scuola, ma riprenderò a partire da settembre. Adesso come adesso, penso di aver perso quello che faceva delle mie giornate una vita sociale. Il mio ex ragazzo era l'unica cosa su cui contavo, e ora se n'è andato. Ho litigato con la mia migliore amica, lei mi giudica troppo e non mi accetta quindi nessuna delle due vuole più uscire. Abito in un paese un po' isolato, per arrivare al centro della mia città devo camminare mezz'ora per arrivare alla stazione. Mio padre lavora tutto il giorno e non lo vedo mai. È separato in casa con mia madre, che preferisce spostare la sua attenzione al cellulare e ai social, perché non lo sopporta più, è un po' le do ragione, perché mio padre ha una mentalità molto chiusa e l'ha trascurata. Non parla quasi mai, non usa la testa nelle cose ed è sprovveduto. La capisco, ma io tendo a sentirmi sempre più sola e mi sto disperando. Soffro di asma e allergie varie, che mi complicano ancora di più la vita e le situazioni, ho persino preso un cane per sentirmi meno sola, ma non posso tenerlo perché ho appena scoperto che stare così tanto a contatto con il suo pelo mi fa stare male. Mia madre dice che ho tante visite da fare. Ma nella mia vita non accade mai nulla di bello, assomiglia ad una maledizione. Non so come uscire da questo circolo vizioso e uscire con gli amici, divertirmi, avere un ragazzo, e non soffrire per la situazione in famiglia com'è stato fino ad un anno fa. Ora la situazione è drasticamente sprofondata anche se i miei genitori non c'entrano, perché nonostante il loro comportamento mi faccia fare male, non mi hanno mai fatto mancare niente. Mio padre mi ha sempre viziata da piccola, mia madre mi donava l'affetto. Ora si è distaccata, ma è giusto così perché ho 17 anni, e non posso pretendere di avere mia madre come amica quando non ho nessuno con cui parlare. Eppure fino all'anno scorso era tutto perfetto. Uscivo uscivo e uscivo, non avevo così tanta ansia e pressione. Ora mi ritrovo a chiedere aiuto perché appunto è cresciuta un ansia pazzesca dentro di me e non so se sia legato a queste cose, ma mi sta veramente facendo impazzire. Le persone non escono con te e non ti aiutano via social, mi serve un vero e proprio posto dove sia facile per me fare amicizia, perché non sono specialmente timida o maleducata, se mi applico penso di poter costruire rapporti stabili, ma ora non ne trovo il modo. Non esco di casa da una settimana, cosa mi consigliate di fare?
  5. Buona sera popolo del web, È davvero molto più semplice parlare ad un monitor che stressare sempre i soliti poveri amici/fidanzata! Ho un problema davvero insistente e per il mio piccolo (ne va del mio futuro) molto grosso e fastidioso. Al momento lavoro come operaio su turni in un'azienda alimentare (Ho una laurea magistrale in Agronomia, 110 e lode sono specializzato sul controllo degli alimenti, latte in particolare) ma purtroppo la fabbrica in cui lavoro è la classica multinazionale in cui o hai una bella raccomandazione o sei un numeretto che può averne tre di lauree ma non arriverà mai a nulla (porto un esempio, il mio "capo"/tecnologo alimentare ha una laurea triennale in enologia con 99/110 peccato che il papà lavori in ditta). Al momento sono stato inserito in un reparto dove ci sono buone speranze di avere un contratto decente/fare carriera con tutti i miliardi di forse del caso, ma ecco il mio problema: I turni mi uccidono, nel giro di 6 mesi mi è venuta la gastrite con un principio d'ulcera e sto male, a livello fisico e psicologico, sopratutto psicologico. Dall'altra parte mi si è presentata un'occasione unica, avendo io SEMPRE lavorato durante i miei studi ho acquisito una discreta esperienza come idraulico, mi è stata appunto offerta un'opportunità (contratto di 3 anni) per svolgere questo mestiere. Ecco a voi il mio dubbio: dovrei "rischiare" e stringere i denti (rimettendoci anche un pochino di salute) e provare ad aspettare e a vedere se riuscirò mai ad arrivare al lavoro che desidero fare con tutto me stesso e quindi rinunziare a fare l'idraulico o mollare la mia azienda e fare l'artigiano (stando anche un pochino meglio anche perchè fare l'idraulico mi piace e sopratutto niente più turni, NIENTE PIÙ NOTTI) ma rinunciare al sogno della mia vita? So che i sogni non si avverano quasi mai, ho 27 anni, ma so anche che fare l'idraulico è dura, è un mestiere comunque faticoso (cantieri, freddo/caldo) mentre nella mia attuale azienda di fatica non ne faccio minimamente, ma so anche che senza "calci in culo" si arriva a poco. Fatemi sapere! Vi ringrazio!
  6. Salve, non so se questo é il forum o la sezione giusta per argomenti simili, ma ormai é da piú di 5 anni che il mio unico pensiero é quello di togliermi la vita, ci ho provato piú volte invano, nell'ultimo periodo mi ha aiutato molto la mia fidanzata addirittura una volta posso dire che mi ha salvato la vita, ma ora comincio ad essere in cattivi rapporti anche con lei. Ho 19 anni e vivo ancora con i miei, non ci rivolgiamo la parola da ormai non so quanto, quindi non riesco a chiedere aiuto nemmeno a loro... Penso ogni volta che ho una vita da vivere e non voglio che finisca qui... Ma che vita? Mi sembra di non avere giá piú nulla da vivere e di aver vissuto giá abbastanza fin troppo. Vorrei potermi consultare con qualcuno e sapere se devo e posso sottopormi a qualche cura e/o antidepressivo, grazie.
  7. Ciao, Sono una ragazza di 20 anni, ormai più di un anno fa ho conosciuto quello che sembra l'amore della mia vita. Inizialmente vivevamo nello stesso palazzo, in due appartamenti diversi, poi 6 mesi fa lui si è trasferito in Turchia, e io a mia volta ho traslocato, cambiano città! Abbiamo provato ad avere una relazione a distanza, la cosa è andata avanti per 4 mesi, con scarsi risultati, non mi parlava più di come si sentiva, viveva una situazione difficile perché era disorientato avendo perso tutti i suoi punti di riferimento. Io mi ero distaccata, considerato che a volte, era troppo geloso, e non fli davo ascolto. Questa cosa l'ha ferito talmente tanto che ha deciso di lasciarmi. Nel mese successivo ci siamo sentiti poco, io mi sono allontanata. Naturalmente lo pensavo sempre, era principalmente orgoglio. Nel frattempo sono andata a letto con un'altro, però non smettevo mai di pensare a lui, soprattutto durante questo rapporto. Quindi ho deciso di smettere e non farlo più. Glielo confessato, ma sembra non accettarlo e prenderlo come un tradimento, tanto che nonostante sia innamorato, prende le distanze, e non vuole tornare con me .Poco fa è venuto in italia, ci siamo visti,abbiamo fatto l'amore per un giorno intero, appena si sposta,va a vedere i suoi amici, su comporta male con me, non si fa sentire, mi blocca, ecc.. fino al giorno della partenza che lo ragfiungo, per suo volere e anche mio per accompagnarlo all'aeroporto. È un rapporto che mi ditrugge, perché provo forti sentimenti per lui, ma lui nonostante vedo che mi ama ancora moltissimo, vuole a tutti i costi prendere le distanze da me, mi ignora, mi blocca e mi sblocca, ongi tanto mi scirve. Non riesce a perdonarmi, io vorrei fare di tutto per farmi perdonare, ma lui me lo impedisce. Nonostante tutto io credo moltissimo nella nostra storia e lo amo tanto, però il suo comportamento mi confonde, mi dice che mi ama e poi mi blocca, non si fa sentire, ecc. Io sto molto male, e non so come comportarmi.
  8. Sono una ragazza adolescente ma è da dieci anni che mi sento a disagio per tutto. Per tutto,e sempre. Non mi piace il mio comportamento,il modo in cui vivo e il modo in cui gli altri si comportano con me. È davvero difficile da spiegare ma sento questo senso di profondo disagio e rabbia che mi accompagna sempre e non mi lascia mai. Voglio cambiare,ma non so come. Voglio diventare chi sono davvero,ma che non sono mai riuscita ad essere. Purtroppo non ne ho i mezzi. Mi sento uno specchio in frantumi.
  9. oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
  10. Ciao a tutti, sono nuovo e trovo interessante il vostro forum e ho bisogno di scrivere, soprattutto di farmi consigliare! Inizio da qui : Ho conosciuto la mia ragazza quasi 3 anni fa, e quando l'ho conosciuta diciamo che ero il classico ragazzo adolescente (avevo 20 anni), che non si era mai innamorato e che ha sempre provato a crearsi una storia seria ma per via di altri motivi non ci sono mai riuscito. Quando ho conosciuto lei quindi io pensavo fosse una ragazza come tutte le altre ma ha sempre avuto un potere già dall'inizio, testarda e quando si fissa un obbiettivo l'ho raggiunge, e poi avevamo interessi quasi uguali, come la musica, avevamo da raccontarci tanto, lei ha sempre mostrato un grandissimo interesse per me. Insomma in questi quasi tre anni son successe tante cose, le mie indecisioni, le mie fughe da lei, lei che ogni volta che tornavo lasciava tutto e ritornava da me fino a quando, io mi sono innamorato di lei, pazzo di lei, in ogni punto di vista a partire dal suo carattere duro, testardo, il suo aver ragione sempre, ma dolce, buono, e molto simpatica, con lei non ti annoi, anzi è solare come ragazza ma quando ha i suoi giorni no è meglio lasciarla perdere perchè credetemi è meglio cosi. Comunque da Gennaio 2013 stiamo insieme di nuovo e credetemi, in passato ho sbagliato, non le dicevo le cose come stavano, toglievo sempre scuse e avevo altro per la testa, ma da qua do sono innamorato per lei faccio di tutto! A partire da regali, a partire ad essere sempre generoso e disponibile per lei, a farle conoscere la mia vita, a renderla sempre speciale, a portarla sopra i tetti del mondo! Comunque lei mi ha perdonato, mi ha sempre amato e me lo ripete, abbiamo fatto l'amore, abbiamo fatto cose che forse nessuna coppia ha fatto, ma il problema è un altro.. Dice dice, ma non ricambia! Ho sempre paura di litigare con lei, perchè come oggi è indifferente ai miei messaggi e poi la vedo su FB o Instagram, sono sempre in punta di piedi con lei per paura di dire qualcosa che non va. La mia domanda che mi pongo sempre è questa : Ma se una persona dice di amarti, che sei la sua vita etc..perchè quelle parole come faccio io, non le dimostra in fatti ??!! Perchè a Settembre quando non ero innamorato ma provavo un fortissimo sentimento io, lei mi tartassava (in senso buono) di messaggi per uscire etc.. E ora aspetta sempre me per chiederglielo ? Voi pensate che questi suoi atteggiamenti, siano come un boomerang ? Cioè, prima lo facevi tu e ora lo faccio io? Io non so più cosa pensare. So solo che io sono sempre qua, e anche se lei ha questi atteggiamenti, io la amo sempre di più. Attendo una vostra risposta. Grazie:)
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