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  1. Mi sento strana a volte, come galleggiante in una dimensione che non mi appartiene, senza punti di appiglio, senza muri nè pavimento nè tetto…a spasso nel mio universo. Confondo facilmente una normale felicità con sintomi di euforia pre-maniacale, mi viene difficile talvolta, credere che sia una naturale risposta del mio stato emozionale, anche perchè quando provo questo sentimento lo provo in grande. Inizio a viaggiare con la mente e sento le endorfine invadermi corpo e anima in una maniera cosi’ estrema da mettermi il dubbio che non sia normale, invece lo è, ognuno ha il suo modo di percepirlo e, al mio mi devo solo ancora abituare forse. Faccio fatica a dividere la mia empatia caratteriale con segnali di distorsioni della realtà, credo anche perchè mi sono calata cosi’ tante volte ed in modo profondo in pensieri metaforici e filosofici che quando il mio cervello prova piacere non conosce un limite, cosi’ come non lo conosce nella tristezza. Mi sento una farfalla migratrice che si diletta a giocare a ping-pong… Mi sono divisa in cosi’ tanti pezzetini per elaborare i miei dolori che quando mi ritrovo intera di fronte al benessere esistenziale, non mi sento io. Mi sembra un’altra me, un’altra me che si è costruita una vita parallela alla mia in cui c’è solo positività, ma non è cosi’ il mondo, non è cosi la realtà, lo sono pero’ certo i sogni, i desideri, lo puo’ essere un fondamento su cui costruire, resta il fatto che il negativo non si puo’ eliminare solo ridurre è ad ogni modo anch’esso fondamentale nella vita, va tenuto in considerazione sempre. Come faremmo a sapere cos’è il bene se non avessimo il paragone contrario? Questo è anche base di alcune religioni o filosofie, in cui si ha la certezza che nel male esiste sempre un po’ di bene e viceversa..lo trovo giusto e completo questo concetto al centro del quale credo ci debba essere sempre un forte equilibrio capace di non sbilanciare le dosi che compongono la nostra pace interiore. Forse è questo che mi capita allora, perdo l’equilibrio finendo con un piede sospeso nell’aria, aria che entra in troppo finestre alcune delle quali non sono spettacoli necessari per proseguire, cosi’ mi perdo, cosi’ mi ritrovo, cosi’ vivo…cosi’ continuo. Perchè la mente mi chiede cosi tanto, come mi buttasse fra le stelle e ci chiedesse di trovare la nostro da ogni angolazione possibile?!?
  2. Mi sento strana a volte, come galleggiante in una dimensione che non mi appartiene, senza punti di appiglio, senza muri nè pavimento nè tetto…a spasso nel mio universo. Confondo facilmente una normale felicità con sintomi di euforia pre-maniacale, mi viene difficile talvolta, credere che sia una naturale risposta del mio stato emozionale, anche perchè quando provo questo sentimento lo provo in grande. Inizio a viaggiare con la mente e sento le endorfine invadermi corpo e anima in una maniera cosi’ estrema da mettermi il dubbio che non sia normale, invece lo è, ognuno ha il suo modo di percepirlo e, al mio mi devo solo ancora abituare forse. Faccio fatica a dividere la mia empatia caratteriale con segnali di distorsioni della realtà, credo anche perchè mi sono calata cosi’ tante volte ed in modo profondo in pensieri metaforici e filosofici che quando il mio cervello prova piacere non conosce un limite, cosi’ come non lo conosce nella tristezza. Mi sento una farfalla migratrice che si diletta a giocare a ping-pong… Mi sono divisa in cosi’ tanti pezzetini per elaborare i miei dolori che quando mi ritrovo intera di fronte al benessere esistenziale, non mi sento io. Mi sembra un’altra me, un’altra me che si è costruita una vita parallela alla mia in cui c’è solo positività, ma non è cosi’ il mondo, non è cosi la realtà, lo sono pero’ certo i sogni, i desideri, lo puo’ essere un fondamento su cui costruire, resta il fatto che il negativo non si puo’ eliminare solo ridurre è ad ogni modo anch’esso fondamentale nella vita, va tenuto in considerazione sempre. Come faremmo a sapere cos’è il bene se non avessimo il paragone contrario? Questo è anche base di alcune religioni o filosofie, in cui si ha la certezza che nel male esiste sempre un po’ di bene e viceversa..lo trovo giusto e completo questo concetto al centro del quale credo ci debba essere sempre un forte equilibrio capace di non sbilanciare le dosi che compongono la nostra pace interiore. Forse è questo che mi capita allora, perdo l’equilibrio finendo con un piede sospeso nell’aria, aria che entra in troppo finestre alcune delle quali non sono spettacoli necessari per proseguire, cosi’ mi perdo, cosi’ mi ritrovo, cosi’ vivo…cosi’ continuo. Perchè la mente mi chiede cosi tanto, come mi buttasse fra le stelle e ci chiedesse di trovare la nostro da ogni angolazione possibile?!?
  3. Perchè mi domando....devono andare cosi le cose ? Lo so, neanche mi presento e già inizio a blaterare.. beh è difficile spiegare, anche solo brevemente .. cosa prova una persona. È il presupposto necessario per continuare, se vuoi leggere questo messaggio. Scrivo qui e ora perchè tanto so che le cose peggio di così possono benissimo andare..l'esperienza insegna. I miei problemi non finiscono mai.. ..ora non voglio essere compatito, nulla di che. Voglio solo sfogarmi. Che sia chiaro, raccontare una vita non è complicato, è assurdo. In breve: Il periodo più bello in assoluto della mia vita fin ora è stata la mia Infanzia.. era tutto diverso..sorridevo SEMPRE, ero bellissimoo, non mi facevo problemi, non avevo nenche idea di che cosa fosse un problema.. a scuola ero il migliore, mi divertivo sempre, ho avuto una famiglia fantastica e degli amici che mi volevano bene..non mi mancava niente! Descrivere tale gioia per me ora, è anche difficile..facevo le smorfie in ogni foto, TUTTI mi volevano bene, mi amavano.. Un periodo pieno di ricordi felici, quasi attorniati da un'atmosfera calda, rassicurante, nella quale ero a mio agio. Beh, quello era il MIO mondo..un mondo spensierato, angelico..++++ Tenevo tutto chiuso dentro questo mio mondo..forse questo è stato un difetto.. ..non saprei..ma non ne sono convinto..( finchè si è felici da sè, in fondo, non c'è nulla di male).. Ero molto estroverso Dentro il mio habitat naturale (la mia famiglia: genitori, fratello e sorella), simpatico, educato, intelligente (me lo dicevano i miei).. Ma era molto timido il mio approccio con il mondo esterno, lontano da quell'atmosfera familiare.. è sempre stato così.. Grazie a Dio ho avuto, anche se per poco tempo, un amico con il quale riuscivo a divertirmi sempre, anche a scuola..era il mio amico d'infanzia..il migliore.. Al tempo avevo un bel gruppo di amici, venivano a casa mia e io a casa loro, ci divertivamo modestamente e non c'era nulla di male in questo.. Devo dire la verità..ho sempre avuto paura di uscire per strada o per le piazze della città.. sono sempre stato il genio della classe, il migliore, l'introverso, quello che per la sua allergia stava sempre con il pacchetto di Smile e non parlava mai..(ecco, questo pensavano gli altri di me). La situazione però era accettabile ed ero felice così. Con il tempo, però, le cose cambiarono.. Durante le medie, sono stato emarginato dalla nuova classe.. Gli amici che avevo all'elementare sono stati tutti trasferiti nelle alte sezioni, ma avevo ancora il mio migliore amico con me. Eravamo 5 maschi e forse 20 ragazze..beh io all'inizio non conoscevo nessuno.. e..loro non conoscevano me, almeno non come il mio amico di banco.. Il primo è stato il migliore degli anni, gli altri due un inferno. Le cose peggiorarono improvvidamente.. nella classe c'era un gruppetto molto rinomato e popolare che odiavo..loro prendevano in giro tutti e si vantavano di essere chi sa che cosa.. ..io ero addirittura considerato lo scemo, che non si fa mai vedere, che fa fatica a relazionarsi.. beh dovevo essere preso di mira no ? Iniziò un periodo brutto, quasi mi bullizzarono.. Beh certo, scontato il fatto che poi piangevano come neonati se la maestra li sgridava. Ok, comunque il discorso è quello. Dopo aver subito cose che neanche avrei potuto immaginare ed essendo già di mio introverso e timido..non so spiegarti..qualcosa è cambiato in me.. per la prima volta, un giorno, tornai a casa in lacrime, anche se nascondevo tutto.. gli episodi tristi diventarono ben presto ricordi bui, aumentarono a vista d'occhio. A scuola andavo sempre benissimo, come i miei genitori.. ma .. ben presto..mi resi conto che era l'unica cosa andava bene nella mia vita... PECCATO, DAVVERO.. Sono stato Distrutto dagli "altri"..si, chiamiamoli altri o estranei, perchè non appartengono alla mia vita e ai miei ideali. Con i miei non ci ho mai parlato veramente.. Per un periodo pensai che in realtà loro facessero bene a farmi fare costantemente figuracce con le ragazze della classe ogni giorno della mia vita, si.. e lo sai perchè.. perchè se non fai cadere un altro in basso, non potrai guardare dall'alto.. cioè devi perforza fare Male a qualcuno per ottenere rispetto, amicizia e tutto quello che cavolo ti pare. Mi contraddico spesso, lo so, cosa ci posso fare..rifletto tantissimo, troppo.. e questo mi fa stare male.. Il mio migliore amico mi abbandonò senza neanche chiedere, per seguire l'altro gruppo di vigliacchi, anzi no.."popolari". E più passavano i giorni, più mi sentivo abbandonato da tutti, Tutti. Avevo perso quasi tutti i miei amici..Ora non parlavo veramente con nessuno, se non in rare occasioni.. ma a parte tutto ciò, ero ancora felice (la mia grande passata felicità era quasi invincibile).Nonostante avessi provato a ristabilire le cose, non ci riuscii , ma è vero anche che non ebbi reagito a dovere..avevo paura.. Tanto, pensavo, posso essere felice anche senza di loro, perchè loro non mi capiscono.. ci sono invece i miei cugini, mio fratello e mia sorella, insomma..potevo contare sulla parte migliore di me.. la mia vera vita. Ecco, meglio soli che mal accompagnati.. Andai al liceo e a dire la verità all'inizio fu ancora più traumatico.. Un ragazzo in classe mia che neanche mi conobbe (come io non conobbi lui) mi insultò di brutto, già nei primi 5 minuti della prima ora di lezione in assoluto ! Ma ehi allora ho banalmente pensato: sarà il destino questo ? Boh.. Me ne fregavo, avevo imparato che le amicizie si coltivano col tempo e svaniscono all'improvviso. Già quella non poteva essere un'amicizia. Così, senza aver fatto nulla di male o chissà che cosa. Non fu facile per me relazionarmi anche in quel contesto.. per carità avevo nuovi ottimi amici di scuola rispetto ai compaesani, davvero .. e dovrei ringraziarli perchè non avevano quei modi brutali e stupidi .. Comunque ero felice solo a scuola, non vedevo l'ora di andarci, anche in anticipo, per incontrare quelle persone fantastiche.. ma per il resto ero solo.. Già..durante l' estate neanche mi preoccupavo di uscire una volta in quei tre mesi perchè -tanto sto bene come sto a scuola..eh poi ci vedremo l'anno prossimo -pensavo. Intanto gli altri miei compaesani se la spassavano ogni giorno.. Provai ad uscire anch'io.. ma qualcosa non mi faceva stare bene.. non mi sentivo a mio agio (come a casa o a scuola) e non parlavo mai. Inutile dire ce provai a cambiare parecchie volte compagnie e gruppi, ma il risultato fu sempre lo stesso. Avrei voluto seguire l'amico d'infanzia ma lui usciva con gli altri che odiavo e che non mi volevano affatto. Non sapevo cosa fare.. A volte uscivo da solo..giravo per le strade solitario, con una fanta per passare il tempo.. uscivo in bici, mi facevo notare, andavo in campagna per ammirare i tramonti e i paesaggi che erano uno spettacolo.. Cercavo di passare il tempo sognando, trovandomi una passione ( la musica, il calcio) I risultati arrivarono (a volte mi facevano giocare a calcetto) ma non ero ancora felice.. nessuno voleva uscire con me, non ero mai stato invitato ai loro compleanni, in nessuna festa o evento.. Ogni anno la stessa storia.. Halloween? Per me significava guardati un film da paura a casa, oppure farai talmente schifo che neanche meriti di avere una tv. Beh..non so come ma andò sempre peggio.. Ero frustrato, mi sentivo stanco, solo, apparentemente un amico. Mi sentivo male se pensavo alle uscite, alla moda, al modo di comportarsi con gli altri, ecc... Mi resi conto che non pensare ai problemi fosse una soluzione..ma probabilm. mi sbagliavo. Non mi facevo condizionare da nulla, vestivo come volevo, ecc.. Mi sentivo felice, soddisfatto, a scuola andavo allla grande, ero ancora il migliore e mi sentivo apprezzato da tutti. Nascondevo la mia ansia e le mie paure dietro la maschera dello studente bravo e sicuro di sè. Ma c'era sempre qualcosa che non andava: non ero mai considerato dagli altri, sebbene fossi stato sempre gentile, disponibile, sincero, cordiale, spiritoso, di + e di -. Niente. Esistevo in classe solo per: 1)aiuti in fisica o in un altra materia; 2) fazzoletti. Allora mi sono detto -Basta, così non posso continuare per sempre- devo farmi degli amici veri, devo costruire qualcosa di importante per me.. altrimenti sono finito. Non ce l'ho mai fatta. Ho 17 anni e ho sofferto di solitudine per almeno 7 anni, soffro di ansia sociale e credo di essere colpito da chissà quante altre cose.. forse un disturbo.. non saprei. Ma non è possibile, i miei tentetivi di approcciare sono andati a puttane, gli amici bugiardi e infami stanno andando a puttane (eh meglio) Ho 17 anni e sono solo. Ho tutto ciò che si può avere nella vita, davvero.. ma sono solo. Ho provato a confidarmi con una mia compagna di classe, ma è stato l'errore più grande che io avessi fatto nella mia vita. Estate ? Non posso. Anche se provassi a chiedere di uscire con un amico una volta.. rifiuterebbe. Ho paura di essere rifiutato, perchè su 1 milione di tentativi, ho raccolto 1 milione di fallimenti e ora dico basta. Non so più cosa fare, davvero. Mi sento vuoto, non so...inutile, perso. Depresso no, non credo, spero di non esserlo.. La mia vita fa schifo, è monotona, priva di felicità.. non riesco a divertirmi, ma mi sforzo di riuscirci. Come al solito, guardare gli altri divertirsi mentre si fanno le foto ogni giorno della loto vita, dopo tutto quello che ti hanno fatto subire.. è ..è solo.. ingiusto. Ormai, neanche me la prendo. Cosa farò al mio diciottesimo ? Ma come si fa ? Non puoi conoscere una persona da come si veste, da cosa fa nella vita.. e neanche da come si comporta con te, credimi. Perchè, forse, nasconde una marea di sentimenti e pensieri che neanche lui stesso immagina di avere. Ma il mondo non ce lo insegna, ci insegna la moda, le superstizioni, gli stereotipi, che l'apparenza inganna, ma l'apparenza sei tu stesso--> perchè neanche te sai davvero chi sei. Io, in fondo, lo so..so chi sono veramente..sono il bambino allegro e spensierato.....il problema, però, è che gli altri guardano, giudicano e ti confinano. Per il mondo io sono un essere inutile. Grazie per l'attenzione ho scritto un papiro lunghissimo..!!11!1 Chiedo scusa per la vostra perdita di tempo..
  4. Ciao, sono un ragazzo di 22 anni...e non ho un futuro. Mi sono diplomato 2 anni fà in informatica ed adesso sono fottuto. Mi spiego, finita la scuola ero praticamente certo del mio futuro: andare all'università, studiare informatica, essere assunto nel settore e poi, costruirmi una vita, ma le cose non vanno mai come vogliono. Iniziai ad avere 2 opportunità, 2 lavori. Andare a fare uno stage 40 Km lontano da casa, o fare il panettiere vicino casa, ma non scelsi nessuno delle 2, fiducioso che ciò che mi avrebbe riservato il futuro, necessitava di una laurea. Inizia l'università, scoprendo che anche un'altro ragazzo che veniva a scuola con me la frequentava e così iniziammo a frequentarci maggiormente e ad utilizzare entrambe le macchine ( a turni ) per andare all'uni. Ma ecco che ad un tratto mi prese una strana sensazione:non appartenere a questo mondo, odiare tutti gli altri, avere tanta rabbia depressa di capire che avrei fatto una xxxxxxx se continuavo così. Vedevo attorno a me solo ipocriti e gente che aveva vita solo facile, insomma io vestivo le stesse cose da anni e non potevo nemmeno cambiare scarpe non avendo disponibilità economiche e la voglia di studiare veniva meno perchè la mia motivazione di continuare era 0. Cosi decisi di prendermi un'anno sabbatico ed iniziai a giocare ad un gioco online che mi prese molto, ed io ero ossesionato nel giocarci perchè entravo in un mondo che non era il mio e così giocai ossessivamente giorno e notte. Passato un anno circa. Al momento in cui mi ero convinto a riprendere l'università ebbi un malore improvviso, un'emmorraggia del cervello, in termini medici conosciuta come mav...pensai di morire...e non mi dispiaceva affatto.Durante tutto quel tempo ero diventato pigro, debole, non avevo più sogni e la notte non riuscivo a dormire perchè continuavo a pensare al mio passato e che non avrei dovuto continuare a vivere in quel modo. Comunque mi salvarono, mi ripresi ed ebbi nuova gioia di vivere, pensavo che tutto sarebbe andato per il meglio.Ma ancora una volta mi illusi. Ci vollero diversi mesi per riprendere la mia vita, a casa dopo l'ospedale, e così decisi di riprendere a studiare, ma questa volta trovai un corso gratuito, della durata di un anno, dove c'era la possibilità di essere assunti, cosi provai ad iniziare questo nuovo percorso. Ma ecco che di nuovo, incontrando i compagni del corso( coetanei o poco piu giovani) mi tornò quel sentimento di rabbia e depressione.Non potevo continuare cosi!! Arriviamo infine ad oggi, dove sto cercando lavoro ma senza successo, dove non riesco a dormire per troppi pensieri di merda che mi affollano in testa.Ho perso le mie speranze, i miei sogni, la mia umanità. Questo paese sembra proprio non volermi, mi hanno mentito dicendomi che il diploma era utile, che ero un bravo ragazzo e che ero in gamba ed avrei avuto un futuro roseo.Tutto quello che provo adesso è sempre quello stesso sentimento di depressione ed odio nel confronto degli altri e non faccio che pensare che sarebbe stato tutto più facile morire quella notte, di emorraggia...indolore... Avrei voluto solo rendere i miei genitori fieri, aiutare la mia famiglia, e tornare a sorridere, soddisfatto della mia vita. Ma adesso non vedo proprio soluzioni. Non è fattibile continuare...
  5. da un'anno che non sento il gusto di vita tutto era iniziato dalla Terza media Non ho piu interessi, mi pesa fare tutto, non ho piu voglia di uscire, non mi importa piu di vestirmi in modo carino. Infilo una tuta, o la prima cosa che mi capita ed esco E se esco e per andare a scuola. A scuola sono andato a parlare con una psicologa per questi sentimenti e lei mi ha consigliato di andare fare una (visita psicologica). Sono andato a fare la visita pero hanno bisogno del consenso dei miei genitore perchè non sono qua tornano fra un mese. Non lo so cosa voglio, ho solo voglia di dormire per non pensare o magari di non svegliarmi. Perche se mi sveglio ricomincio a pensare a tutto quello che sono. Ecco quello che faccio durante il giorno penso e vegeto. Devo studiare ma non sai quanto mi pesa! Vorrei solo rimanere sdraiato a dormire e spegnere il cervello. Mi vedo uno schifo. Quando esco e incontro qualcuno che conosco, preferisco cambiare strada o far finta di non vederla. Non vedo lora di tornare a casa e guardare il mondo dietro lo schermo del pc. Invidio il mondo che vive, perche la gente ce la fa a vivere, io no, ho paura di vivere. Ho paura di un altro giorno. Io sto male, ma sono cosi codardo da non avere il coraggio di vivere. Perche secondo me vivere vuol dire anche essere coraggiosi. E io non lo sono. Meglio andare da questo mondo. Sto male, di questo me ne rendo conto. Ma preferisco non fare niente che affrontare sta vita. Scusate, ma dovevo urlare qualcosa a qualcuno.
  6. Alcune scuole di pensiero sostengono che l'individuo é in grado di creare la propria realtà attraverso i suoi comportamenti, altre scuole di pensiero risultano più fataliste e sostengono che il destino di ognuno é già scritto senza poterne cambiare gli eventi. Voi di che scuola di pensiero siete? Credete nel potere di creare la propria realtà di vita? Quanto il destino influisce su di noi? Quanto le nostre scelte condizionano il nostro presente? Quanto potere abbiamo di determinare le condizioni della nostra vita e quanto invece gioca il ruolo del destino?......................
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