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Laraa

UN ANNO CON 100 OGGETTI SOLTANTO

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Vagando in internet mi sono trovata a leggere questo articolo:

VIVERE CON L'ESSENSIALE

La nuova filosofia del downsizing ( semplicità volontaria ossia passaggio a uno stile di vita meno stressante) e la sfida delle 100 cose, un mix tra anticonformismo e minimalismo che si sta diffondendo dagli USA in tutto il mondo, si caratterizza per l’esaltazione della frugalità e del vivere in semplicità rifuggendo da eccessi di ogni genere. Ridurre le cose che si possiedono per vivere meglio: tanto semplice a dirsi quanto difficile a farsi. Soprattutto se confrontato alla mentalità imperante che ha ormai metabolizzato il consumo quasi fine a sé stesso ,una sfida per contrastare la cultura del consumo, che induce il costante desiderio di comprare cose, senza che queste possano mai offrire un autentico senso di soddisfazione.

Soluzione per vivere meglio, suggerita da una singolare sfida lanciata nel 2008 dall’autore californiano Dave Bruno, che si è imposto di sopravvivere per un anno intero con sole 100 cose. Liberandosi dalle cose superflue si acquisisce un nuovo benessere interiore, vivere in semplicità rifuggendo da eccessi di ogni genere,l’obiettivo sarebe quello di liberarsi da stress ed impulsi consumistici per ridare un nuovo valore alle cose.

Come si gioca alla sfida delle 100 cose

Innanzitutto bisogna darsi delle regole. Bruno le elenca nella prima parte del suo libro:

1)è una sfida personale, non deve coinvolgere altri, nemmeno la famiglia;

bisogna stabilire quali sono le cose “personali”, perché la sfida vale su quelle; non valgono le cose che in casa vengono utilizzate da tutta la famiglia (televisore, divano del salotto ecc.);

si può tenere una scatola di “ricordi” e non conteggiarla;

si può tenere una biblioteca (anche se ha migliaia di libri, vale uno);

alcune cose si possono contare per gruppi (la biancheria intima);

si possono escludere gli attrezzi di uso domestico (metro, cacciavite ecc.);

si può essere tolleranti sui regali che si ricevono durante il periodo della sfida;

se si acquista una cosa nuova, si deve sostituire quella vecchia.

2)Darsi un orizzonte temporale. E fare la lista

Occorre stabilire se si vuole giocare alla sfida per un mese, sei mesi, un anno o più: e cioè stabilire per quanto tempo si vuol vivere con 100 cose. Bruno ha ideato la sfida nell’estate 2007, l’ha lanciata a novembre 2008 e chiusa un anno dopo.

Occorre fare una lista delle cose che si hanno, seguendo le regole di cui prima, e con cui si intende vivere, o sopravvivere. Si può cominciare da quello che si ha sul comodino (libri, portafogli, occhiali, braccialetti, anelli) o sulla scrivania (computer, cellulare, schedari, vaschette portaoggetti, biglietti da visita), per poi passare al grosso, cioè all’armadio (biancheria, T-shirt e camicie, gonne, pantaloni, giacche e cappotti, sciarpe, cappelli, maglie, maglioni, scarpe e ciabatte, calze). Se poi avete un hobby (modellismo, arrampicata, escursioni subacquee, sci, origami), fate una lista a parte solo per quello.

3)Aggiornamenti

Per tenere sotto controllo come sta andando la sfida, fate degli aggiornamenti periodici. All’inizio potrebbe essere anche ogni settimana, poi una volta ogni mese o trimestre. È buona cosa farla ai cambi di stagione. Indispensabile farla prima e dopo Natale. Dopo ogni aggiornamento, ponetevi piccoli obiettivi che intendete raggiungere all’aggiornamento successivo.

Se ci sono giornate in cui fate qualcosa di particolare (una visita a un amico lontano, un’escursione, riparare lo scooter in garage o tagliare l’erba), fate attenzione a quante cose vi servono: la volta successiva che vi ricapiterà, potrete fare una mini-sfida nella sfida provando a utilizzare almeno una cosa di meno. Vale anche per il vestiario: pensate a cosa vi serve per vivere una settimana. La settimana successiva cercate di utilizzare almeno una cosa di meno.

Importante: se siete convinti dell’utilità della vostra scelta, non fatevi influenzare dagli altri, in famiglia, in ufficio, a scuola, su Facebook. Possono essere ironici, compassionevoli, scettici, ma alla fine probabilmente vi chiederanno come si fa e come vi siete sentiti a farlo.

4)Morale

Arrivati alla fine del periodo che avete scelto per la vostra sfida delle 100 cose, fate un bilancio e non solo numerico. Se siete riusciti a vivere con 100 o comunque con meno cose di quelle che credevate fossero indispensabili, avrete avuto successo, e anche risparmiato dei soldi, probabilmente. E avrete sperimentato che possedere e consumare non dà la felicità. Ridurre, rifiutare, riorganizzare forse nemmeno dà la felicità, ma certo insegna che si può vivere altrettanto bene con meno. «Se tutti aderissero alla sfida delle 100 cose e si liberassero dal consumismo, credo fermamente che il risultato sarebbe molto positivo», dice Bruno. Difficile dargli torto.

Praticamente bisogna sottrarsi agli stimoli assillanti del consumismo eliminando il superfluo e adattandosi a vivere con solo 100 oggetti,liberarsi del superfluo e vivere una vita più ricca di significati.

Voi riuscireste a fare questo tipo di esperienza?

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ci si potrebbe provare,è un bel gioco senza dubbio...

ma se la cosa prendesse piede il sistema economico andrebbe a rotoli perchè è fondato sul consumo; per conseguenza arriverebbero ben presto con i mitra per ridurti alla ragione e farti consumare...

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A me da l'idea di una cosa molto stressante... :sweat:

C'è qualcosa che non mi convince... parla come se gli stimoli al consumismo fossero un qualcosa di interiore.

E tutte le persone e le aziende che si occupano di marketing, poarete? E le loro fatiche, il loro impegno, il

loro dispiegamento di mezzi e strategie per rangiungere l'obbiettivo che altro non è che... stimolare i consumi?

Saranno state fagocitate dai langolieri? :Worried:

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ci si potrebbe provare,è un bel gioco senza dubbio...

ma se la cosa prendesse piede il sistema economico andrebbe a rotoli perchè è fondato sul consumo; per conseguenza arriverebbero ben presto con i mitra per ridurti alla ragione e farti consumare...

Beh,l'articolo che ho riportato parla come se si trattasse di un gioco, ma Dave Bruno a scritto il libro "La Sfida delle 100 Cose" nel 2008 spiegando come lui è riuscito a vivere con l'essenziale e liberarsi del superfluo. Poi è nato un vero movimento americano sulla scia del manuale che mette in pratica il suo nuovo stile di vita.

Certo forse non a lui importa molto del sistema economico,il suo scopo era arrivare a raggiungere il suo benessere interiore, comunque non pensava certo che avrebbe avuto dei seguaci.

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A me da l'idea di una cosa molto stressante... :sweat:

C'è qualcosa che non mi convince... parla come se gli stimoli al consumismo fossero un qualcosa di interiore.

E tutte le persone e le aziende che si occupano di marketing, poarete? E le loro fatiche, il loro impegno, il

loro dispiegamento di mezzi e strategie per rangiungere l'obbiettivo che altro non è che... stimolare i consumi?

Saranno state fagocitate dai langolieri? :Worried:

Quella di Dave Bruno si tratta proprio di un sfida contro il consumismo, vivere per un anno la vita di tutti i giorni, rinunciando a tutto quello che possiede ad eccezione delle 100 cose che ritiene indispensabili.

Lui ha scritto il manuale ,secondo me,semplicemente perchè voleva raccontare la sua esperienza,non penso pensasse di trovare sostenitori del suo stile di vita ,certamente però serebbe utile leggere il libro per capire di cosa realmente tratta.

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:Thinking: Comunque ,pensando al successo e alle vendite del suo libro,anche lui ,in qualche modo,fa parte del mondo del consumismo o no!!!! :Waiting:

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Anche senza guardare il successo delle vendite... guarda le 'regole' del gioco.

Una su tutte: "se si acquista una cosa nuova, si deve sostituire quella vecchia."

Più che sfidare il consumismo, ne è il paradigma...

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Beh,l'articolo che ho riportato parla come se si trattasse di un gioco, ma Dave Bruno a scritto il libro "La Sfida delle 100 Cose" nel 2008 spiegando come lui è riuscito a vivere con l'essenziale e liberarsi del superfluo. Poi è nato un vero movimento americano sulla scia del manuale che mette in pratica il suo nuovo stile di vita.

Certo forse non a lui importa molto del sistema economico,il suo scopo era arrivare a raggiungere il suo benessere interiore, comunque non pensava certo che avrebbe avuto dei seguaci.

mi viene in mente l'episodio delle navi nere, pensando al fatto che comperare e consumare è un obbligo non una facoltà^^ e se non adempi ti arrivano le cannoniere...

navi nere

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Anche senza guardare il successo delle vendite... guarda le 'regole' del gioco.

Una su tutte: "se si acquista una cosa nuova, si deve sostituire quella vecchia."

Più che sfidare il consumismo, ne è il paradigma...

Lui vuole solo escludere il consumo superfluo.

Si dovrebbe vivere avendo a disposizione solo 100 oggetti: quindi,secondo me, se hai necessità di qualcosa che non è tra le cose che hai selezionato e conservato, ne vendi una che per il momento non ti serve , per acquistare qualla che ti occorre.Facendo cosi'hai sempre solo 100 oggetti da utilizzare.

Comunque è piu'complicato, secondo me, gestire questo stile di vita ,che semplicemente viverlo.mah.. :unknw: .

Complimenti a lui che c'è riuscito ..

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mi viene in mente l'episodio delle navi nere, pensando al fatto che comperare e consumare è un obbligo non una facoltà^^ e se non adempi ti arrivano le cannoniere...

navi nere

In che senso ,scusa?

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Lui vuole solo escludere il consumo superfluo.

Si dovrebbe vivere avendo a disposizione solo 100 oggetti: quindi,secondo me, se hai necessità di qualcosa che non è tra le cose che hai selezionato e conservato, ne vendi una che per il momento non ti serve , per acquistare qualla che ti occorre.Facendo cosi'hai sempre solo 100 oggetti da utilizzare.

Comunque è piu'complicato, secondo me, gestire questo stile di vita ,che semplicemente viverlo.mah.. :unknw: .

Complimenti a lui che c'è riuscito ..

Ma vedi che qui si confonde il consumo con il possesso?

Se davvero volesse sfidare il consumismo, dovrebbe mettere un tetto al numero di cose che acquista e che

butta, non a quelle che possiede. Un tetto di 100 cose sarebbe anzi un incentivo al consumismo... nel senso

che per rispettare quel tetto sarebbe costretto a sbarazzarsi di una cosa ogni volta che glie ne serve una

che non ha, solo per farle spazio (mentre conservandola, potrebbe tenerla per usarla in futuro).

Pensa a quando si va in vacanza... è più o meno la stessa cosa: uno ha il limite dato dalle dimensioni dei

bagagli, e finisce per comprare le cose man mano che gli servono e liberarsene se non ci stanno in valigia...

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... cioè... è sì più leggero, ma consuma di più!

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In che senso ,scusa?

beh se io non voglio commerciare con te e tu vieni con i cannoni per vendermi i tuoi prodotti, di cui potrei fare benissimo a meno...insomma, la stessa cosa potrebbe accadere secondo me in scala globalizzata se, teoricamente, moltitudini di persone limitassero da un anno all'altro i consumi all'indispensabile....a chi venderebbero un sacco di merci che sono oggettivamente superflue? i paesi che le hanno prodotte e ci hanno investito denaro se la prenderebbero in saccoccia...

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Ma vedi che qui si confonde il consumo con il possesso?

Se davvero volesse sfidare il consumismo, dovrebbe mettere un tetto al numero di cose che acquista e che

butta, non a quelle che possiede. Un tetto di 100 cose sarebbe anzi un incentivo al consumismo... nel senso

che per rispettare quel tetto sarebbe costretto a sbarazzarsi di una cosa ogni volta che glie ne serve una

che non ha, solo per farle spazio (mentre conservandola, potrebbe tenerla per usarla in futuro).

Pensa a quando si va in vacanza... è più o meno la stessa cosa: uno ha il limite dato dalle dimensioni dei

bagagli, e finisce per comprare le cose man mano che gli servono e liberarsene se non ci stanno in valigia...

Non sono sicura che funzioni veramente cosi',dovrei leggere il libro per capire il suo stile di vita.

http://www.lasfidadelle100cose.it/libro/

"L'obiettivo del 100 Thing Challenge è di sviluppare in me una certa disciplina del consumo - spiega Dave Bruno - voglio adottare la filosofia del non pensare o comportarmi come farebbe il tipico consumatore americano. Voglio vivere una vita fatta di carità e speranza non di consumo insensato, egoistico e avido".

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beh se io non voglio commerciare con te e tu vieni con i cannoni per vendermi i tuoi prodotti, di cui potrei fare benissimo a meno...insomma, la stessa cosa potrebbe accadere secondo me in scala globalizzata se, teoricamente, moltitudini di persone limitassero da un anno all'altro i consumi all'indispensabile....a chi venderebbero un sacco di merci che sono oggettivamente superflue? i paesi che le hanno prodotte e ci hanno investito denaro se la prenderebbero in saccoccia...

Chiaro il concetto,ma una situazione simile credo che sia davvero improbabile che si realizzi ma se si avverasse, restando sempre nell' immaginario ,si emanerebbe una NORMATIVA GIURIDICA che obbligherebbe il cittadino ad fare un tot di acquisti mensili..... :rflmao:

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Una vita di carità e speranza? :D: Se non fosse per lo slogan e i 14 euro e 90 direi che è un francescano!

M'è venuta in mente un'altra cosa a proposito delle "sfide al consumismo"... hai mai per caso avuto la ventura

di frequentare qualcuno che ha vissuto fuori dal consumismo, tipo qualche parente che era già nell'età della

ragione prima del boom degli anni '50 e seguenti? Beh, tendono spesso a non buttare via niente ("si sa mai...").

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io ho notato un crescente proliferare di blog e forum di mutuo aiuto sul riciclo "creativo"... c' è da farsi una cultura, ci sono cose divertenti ma anche ingegnosissime... è bello perchè ci si scambiano idee e capacità già acquisite mettendole a disposizione degli altri in modalità gratuita... di necessità virtù?

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