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bulldog

Dinamiche d'ufficio / rapporti colleghi partner

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Ciao, ho da poco cambiato lavoro e sto vivendo quindi un periodo di inserimento con nuovi colleghi. Sto avendo qualche difficoltà e per questo vorrei confrontarmi con tutti voi per sentire un po' le vostre opinioni.

Dunque, premetto che non sono più il novello uscito università, ho 30 anni e già lavorato in diverse realtà. Circa un mese fa sono arrivato in questo ufficio e l'impressione fu ottima, mi é sembrato ci fosse molta cordialità (per come ero abituato: forse anche troppa!) ed anche una buona comunicazione. Su 10 persone, soltanto una (veramente molesta, ve l'assicuro) non mi stava molto simpatica a pelle, ma ho cercato di mantenere la giusta distanza, e comunque di interagire sempre con educazione. Su di lei tornerò a breve. La suddetta persona odiosa (veramente ignorante e sgraziata) ha dovuto poi interagire con me, e lo faceva in modo piuttosto insopportabile. Alle prime ho subito il suo modo di fare rimanendo comunque disponibile, ma poi son tornato a casa un giorno e mi son detto "Se glielo permetto, domani lo farà ancora, e forse di più". E così ho deciso che il giorno dopo le avrei risposto a tono se avesse avuto lo stesso modo di interloquire (avete presente quelle persone che parlano sempre, e non ti lasciano parlare? Impossibile averci a che fare...ve lo giuro!). Così, quando mi ha interdetto per l'ennesima volta le ho risposto francamente alzando un pochino il tono della voce che lavoravamo meglio se mi avesse lasciato terminare le frasi, invece di interrompere in continuazione... Effettivamente la mia azione é stata efficace, nel senso che ora la suddetta mi si rivolge con maggiore educazione, parliamo solo quando ne abbiamo necessità, per il resto ci ignoriamo abbastanza. Se la vedo nel corridoio, si gira e sparla con qualche collega.

Ora, se fosse soltanto un rapporto di antipatia con lei, non ne farei una gran questione. Il problema é che questa ha in ufficio quello che credo sia suo partner/confidente (parlano continuamente a bassa voce, anche nel bel mezzo di un discorso in cui sono coinvolte altre persone) ed il suddetto é un senior, per cui tutti lo rispettano e vogliono andare d'accordo con lui perché quando si verifica un problema lui é uno di quelli che ti può sempre aiutare. Ho notato che, purtroppo, da quando si é manifestata l'antipatia tra me e la suddetta ** (non userò epiteti volgari, ma vi lascio immaginare) si é gelata un po' la comunicazione anche con lui (mi fa sempre sorrisini molto poco sinceri) ed inoltre altri colleghi nell'ufficio (un altro senior) mi osservano in maniera strana, e mi pare abbiano preso anche loro le distanze da me. Ho come l'impressione che il fatto di ribellarmi ai modi scorbutici della z** abbia creato una situazione di stallo nei miei confronti. Aggiungo che mi son reso conto che esiste una sorta di "guerra fredda" tra metà ufficio e l'altra metà... nel senso che alcune persone non si parlano e questo aggiunge una sorta di velata tensione... Io vorrei cercare di andar d'accordo con gli uni e gli altri, ma questo casus belli con la z** pare che abbia compromesso un po' i rapporti con quella metà di ufficio... Che fareste voi per mettere una pezza alla situazione?

Io ho agito per "legittima difesa", perché ritengo che al lavoro i rompicoglioni vadano messi a tacere... E soprattutto credo non sia giusto subire le lagne di una tizia pedante per tutto il giorno... Però evidentemente il fatto di essere l'ultimo arrivato non mi aiuta nella mia posizione, e non vorrei compromettere rapporti che mi serviranno per lavorare bene in futuro. Voi cosa fareste?

Vorrei concludere l'intervento con una lista di problematiche che credo siano comuni, per cui le vorrei elencare e vi sarei grato se mi scriveste cosa ne pensate, le vostre reazioni in certe situazioni:

1) COME AGIRE QUANDO CI SONO I "GRUPPETTI"?

Io di natura sono abbastanza aperto e sincero, però per esperienza so che quando siamo in presenza di "gruppetti" chiusi, e poco disponibili ad accettare il nuovo, conviene relazionarsi in maniera formale e professionale. Alla lunga saranno i fatti a determinare se il nostro rapporto si stringerà o meno. Cercare di far parte di un gruppo a tutti i costi non fa parte del mio lavoro, e sinceramente non mi interessa. Non lo so, secondo voi sbaglio? Non vorrei perdere delle opportunità lavorative (ad es. essere coinvolto in progetti...ecc!) solo perché queste simpatie/antipatie si stanno creando... io penso che sul lavoro debba esserci la collaborazione, non l'amicizia...

2) COME RELAZIONARSI CON COLLEGHI CHE SONO PARTNER?

Sembra una barzelletta, eppure nel nostro ufficio ci sono ben due (2!) coppie di fatto... a parte che a volte quando siamo in ufficio in tre é un po' imbarazzante, perché magari questi si abbracciano o manifestano effusioni... ma ok, siamo sul lavoro e non mi pesa più di tanto ignorare qualcuno per qualche istante. La cosa un po' più fastidiosa é che si parlano continuamente a bassa voce... Per cui quando parlo ad alta voce con un collega sento sempre di sottofondo i commentini loro... Non mi va di impicciarmi, però se una cosa é palesemente riferita a ciò che é stato appena detto / magari hai il dubbio, però sembra proprio così, perché non sei riuscito a sentire bene... Che fare? Ignorare e farsi sparlare in continuazione... oppure dirgli qualcosa? Meglio finger di non sentire e far la figura dei fessi oppure interagire con la loro conversazione e rompere l'equilibrio tra partner?

Si accettano consigli...

3) ANDARE A PRANZO CON I COLLEGHI CON CUI STAI LAVORANDO, ANCHE SE SONO ANTIPATICI?

Questa é un'atavica questione. Una volta ebbi una conversazione con il mio capo, il quale francamente aveva deciso di non supportare un rinnovo del mio contratto: lui mi disse che una delle motivazioni per cui non aveva avuto fiducia in me durante i 12 mesi trascorsi insieme era che non andavo mai a pranzo con lui... Da allora ho imparato (mio malgrado, perché la reputo una cosa decisamente stupida!) che é fondamentale (almeno in Italia) andare a mangiare con i colleghi con i quali si sta lavorando. Questo anche se non c'è troppa confidenza. In caso contrario, si rischia di creare un solco nella collaborazione che può portare a conseguenze estreme (nel mio caso fu proprio la perdita del lavoro).

Ora sono in un contesto diverso, eppure si presenta una situazione simile: i colleghi si alzano per andare in mensa e non ti dicono niente. Un giorno chiesi ad uno di loro, francamente: "per favore mi puoi passare a chiamare quando andate?" Lui rispose sì.. poi non passò. Poi ci incontrammo in mensa e mi disse "Scusa", in un modo come a dire: "te l'ho fatto apposta". Allora, come agire quando ci sono colleghi fondamentalmente pezzi di m,, Se ti aggreghi non é un problema, ma non ti chiamano e sembra che li devi inseguire, se non ti aggreghi sei tu che hai qualche problema con loro (anche perché, la mensa é piccola, quindi ci si vede comunque seduti a tavoli diversi). Come risolvere la questione? Anche qui, son curioso di sentire le risposte...

Un commento finale, davvero spensierato: ma quanto è stressante la vita del DIPENDENTE!

Grazie a tutti in anticipo per le risposte!

Un abbraccio,

bulldog

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Il ‎30‎/‎01‎/‎2019 at 20:46, bulldog dice:

Su 10 persone, soltanto una (veramente molesta, ve l'assicuro)

La suddetta persona odiosa (veramente ignorante e sgraziata)

(avete presente quelle persone che parlano sempre, e non ti lasciano parlare? Impossibile averci a che fare...ve lo giuro!).

Così, quando mi ha interdetto per l'ennesima volta

 

Ciao,

a parte il fatto di "parlare sempre senza lasciarti a tua volta parlare" , in cosa e come, di preciso, ti ha molestato? In quale ambito ti "ha interdetto" ?

 

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Ma allora, questa persona è molto sgraziata con tutti. Nel caso specifico, mi doveva comunicare un lavoro da svolgere. Oltre ad utilizzare il tono autoritario che implica subordinazione, questa persona - che attenzione: non è una mia superiore - è molto pedante e se ti deve spiegare una cosa te la ripete tre volte. Anche se continui a dire "si lo so" "vai avanti" lei comunque deve completare tutte le frasi (frasi come "devi fare così" "non devi fare cosá") spiegandomi un lavoro che probabilmente so svolgere meglio di lei. Alla lunga l'istinto è quello di fissare un punto sulla scrivania, cercare lo sguardo dialtre persone, sospirare, flagellarsi(!)

Io penso che nella comunicazione si debbano cercare dei punti di contatto (anche visivo) e se uno ti lancia segnali di aver capito, sia buona cosa rendersene conto e smettere di parlare. Poi sul tono di voce ognuno ha il suo, non discuto, però tendenzialmente preferisco parlare con chi ha un tono di voce gentile .

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Il ‎21‎/‎02‎/‎2019 at 23:08, bulldog dice:

Io penso che nella comunicazione si debbano cercare dei punti di contatto (anche visivo) e se uno ti lancia segnali di aver capito, sia buona cosa rendersene conto e smettere di parlare. Poi sul tono di voce ognuno ha il suo, non discuto, però tendenzialmente preferisco parlare con chi ha un tono di voce gentile .

Capisco cosa intendi e, per esperienza, ti posso dire che raramente troverai persone sensibili a tal punto da capire i segnali non verbali in una comunicazione o persone che si rivolgeranno a te con la dovuta gentilezza.

Comunque non escludo che esistano tali persone, anche io ne ho conosciute una o due nella mia vita fin'ora : ) ma, per il resto, le persone sono come sono, e non gliene importa granché se il loro modo di essere cagiona danno agli altri, quindi temo dovrai abituarti a sopportarle, magari anche facendo valere le tue ragioni ma consapevole del fatto che le critiche, anche quelle costruttive, spesso sono motivo di "offesa" da parte di chi le riceve.

Sta a te decidere se fare il famoso "buon viso a cattivo gioco" e lasciar correre oppure iniziare una crociata contro i colleghi invadenti. Io non te lo consiglio perché, purtroppo, il tempo che trascorriamo a lavoro aumenta sempre più e trascorrerlo in un ambiente ostile si ripercuote sulla nostra vita.

 

 

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