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 Buongiorno mi chiamo Alessandro  mi piace leggere libri di psicologia oppure guardare video su YouTube per riflettere su argomenti quali autostima,saper guardare le nostre emozioni e quelle degli altri, motivazione, comunicazione, cerco persone interessate come me a questi argomenti per un confronto.

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Io sono Dottore in Psicologia, e ti direi di non studiarla su YouTube! È una disciplina che invariabilmente risente dell'influenza della cultura in cui viene studiata. Considera che stai valutando l'essere umano e questo, per natura, si difende da molte verità; in conclusione, ti consiglierei di sviluppare prima un metodo per avere la giusta distanza clinica e solo poi aprirti pian piano al mondo della psiche, e questo di norma nella divulgazione non c'è

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Ho provato a riflettere sulla tua risposta Ma faccio fatica a capire cosa vuol dire sviluppare prima un metodo per avere la giusta distanza clinica

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Hai ragione, sono stato poco chiaro. Mi spiego meglio: ognuno di noi fa quel che fa per delle motivazioni precise, che tuttavia sono oscure alle volte; capita che quando si studiano discipline come la psicologia sia per cercare di appianare qualche tendenza interna, di solito di stampo narcisistico, piuttosto che per un sincero desiderio di aiutare. Considera che, come dicevo, la mente umana tende per natura a difendersi da molte verità, soprattutto quelle che spingono a percepire la propria impotenza, sicché è molto facile divenire offensivi, ovviamente in buona fede non accuso nessuno di cattiveria, quando si comincia a studiare e cresce la sensazione di "aver capito gli altri" (in particolare prova a cercare il concetto di "invalidazione emotiva"). In altre parole, capita spesso che si pensi di aver capito tutto di una data persona e poi invece non si è capito nulla! Pensa che perfino io non mi permetto di usare la tecnica all'infuori del mandato che mi si dà in seduta!

In conclusione: dal momento che troppe volte ho visto conoscenti interessati alla psicologia come te essere (involontariamente, non ne dubito) offensivi nel loro credere di aver capito la psiche umana, ti stavo consigliando di non studiarti una cosa così intima ed importante su YouTube; la prima cosa da sviluppare è la sensibilità e l'umana pietà, un sincero interesse a conoscere meglio l'altro e soprattutto starlo a sentire senza essere invadenti, ascoltare ciò che è e non ciò che i video su YouTube dicono che statisticamente potrebbe essere; insomma il primo lavoro da fare è su di sé.

Ovviamente non ti parlo nella presunzione di sapere già tu a che livello di conoscenza sei, e se mi sono espresso male in tal senso me ne scuso; è che ci tengo sempre ad indirizzare bene chi davvero si vuole avvicinare a questa fantastica disciplina!

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Prima di tutto ti ringrazio molto per la risposta approfondita e quindi per il tempo che mi hai dedicato,ho apprezzato la tua disponibilità,vorrei provare a proporti alcune riflessioni..fin da quando ero ragazzo mi ero posto l'obiettivo di cercare di capire meglio me stesso,le persone che mi stanno intorno e in generale il mondo.. era una specie di curiosità interiore che forse è una mia caratteristica,per esempio fin da allora mi ricordo di lunghe passeggiate durate anche ore nelle quali parlavo a tu per tu con amici sia maschi che femmine, in queste occasioni naturalmente parlavo anche di me ma soprattutto ascoltavo e cercavo di capire, mi piaceva proprio ascoltare le persone che si aprivano, mi raccontavano la loro storia.. all'epoca delle superiori e anche per molti anni dopo la mia materia preferita era la storia proprio perché mi ha aiutato a capire meglio attraverso il passato anche il presente nel mondo intorno a me..ho letto infatti molte decine di libri di storia. Credo per farti un esempio di essere uno dei pochi che ha letto tutti i  volumi del diario scritto da Churchill durante la seconda guerra mondiale. Poi il mio interesse si è spostato soprattutto alla psicologia, ho cominciato per esempio a conoscere Watzlavich e la pragmatica della comunicazione umana da cui ho imparato concetti molto interessanti come quello della differenza tra relazione e contenuto, della punteggiatura degli eventi, il fatto che ognuno di noi vede la realtà in modo molto soggettivo e che quindi essendone consapevoli possiamo cercare di non farci imprigionare da come ci sembrano le cose a prima vista, ho anche imparato per esempio che non c'è un rapporto lineare causa-effetto ma un insieme circolare di azioni e retroazioni, ho poi conosciuto l'analisi transazionale di Eric Berne o per esempio del suo allievo Thomas Harris con il concetti di genitore adulto bambino e con le transazioni semplici e incrociate e I rituali passatempi e giochi che però in Berne non hanno nulla di divertente, ho trovato molto interessante il suo discorso sulla fame di riconoscimento, sul fatto che tutti cerchiamo carezze psicologiche, sul fatto che cerchiamo e nello stesso tempo abbaiamo paura dell'intimità, di Berne ho letto a che gioco giochiamo e ciao e poi in cui introduce il concetto di copione che tendiamo a ripetere.  ho conosciuto poi molti altri autori per esempio Vera birkenbihl che mi ha insegnato il concetto di nebbia psicologica, Nathaniel Branden con i sei pilastri dell'autostima e l'arte della consapevolezza  e il suo metodo di finire le frasi proprio per aumentare la nostra consapevolezza , alcuni libri di Giorgio Nardone che insieme a Paul Watzlavich si è occupato di psicologia strategica e ad Arezzo dirige il centro di psicologia strategica breve con  Stefano Bartoli che si è poi dimostrato un allievo così interessante, ho letto poi altri libri sulla programmazione neuro linguistica di Bandler e Grinder, ho letto i libri di Anthony Robbins che sempre si rifà alla PNL, in Italia quelli di Roberto Re sullo stesso argomento, ho letto altri libri sulla psicologia analogica settore molto particolare e delicato, avevo letto a  suo tempo uno dei libri classici di Freud e quindi sia pure in modo non approfondito diciamo che so qualcosa dei suoi concetti di io es e e super io,  mi sono poi interessato ad autori che in qualche modo si avvicinavano alle discipline orientali, ho letto per esempio un libro interessante scritto da uno psicoterapeuta americano diventato allievo di Osho che si intitola A tu per tu con la paura. Ho letto l'arte della felicità scritto dal Dalai Lama in collaborazione con uno psichiatra americano che confronta i due mondi così diversi per guardare dentro se stessi.Ho letto il libro di Daniel Goleman intelligenza emotiva e un altro scritto poi da sua moglie Tara Bennett Goleman Alchimia emotiva con la prefazione del Dalai Lama e probabilmente ho letto molti altri di cui in questo momento non ricordo neanche il nome, questo solo per darti un'idea,  ho trovato poi molto utile guardare su YouTube in particolare i video di Nardone, per esempio quello sul dialogo terapeutico, guardo quelli di Luca Mazzucchelli che presenta una sintesi molto efficace di vari argomenti, ho visto su State of Mind alcuni video in cui vengono  intervistati i grandi classici diciamo alcuni tra gli psicologi più famosi soprattutto della scuola cognitivo comportamentale. Ho Insomma cercato di capire autori delle scuole più diverse, ultimamente per esempio ho cominciato a cercare di capire qualcosa della Gestalt di Fritz Perls, ho visto autori che propongono metodi diciamo un po' più direttivi e chi come per esempio Carl Rogers fa della non direttività il centro della sua azione. Penso che come dici tu cercare di sviluppare la sensibilità e la pietà umana sono i presupposti di base per imparare a relazionarsi con l'altro, penso anche che spesso molte persone tendono più a parlare che ad ascoltare e vedo che anche tu hai sottolineato l'importanza dell'ascolto Grazie ancora per tutto il tempo che mi hai dedicato

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Hai letto un bel po'! Io ammetto di preferire approcci più scientifici: proprio dalla ricchezza di autori esistenti (che non sempre convergono concettualmente) capii, dall'inizio del mio percorso, di dover essere più empirico, quindi ho preferito coinvolgermi immediatamente in tirocini di sorta cercando di dotarmi degli strumenti più utili alla ricerca (infatti oggi svolgo anche quella). Da quanto dici ascoltavi amici ed amiche ma, hai mai fatto una di quelle passeggiate da solo? Diciamo, ti sei mai raccontato la tua, di storia? Freud ha scritto non solo della eteroterapia ma anche della autoterapia, a cui dedicava mezz'ora di ogni giorno

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Molti anni fa ho scritto una mia autobiografia  che hanno letto alcuni pochi miei amici diciamo più intimi. Per quanto riguarda le mie letture gli autori  che ho indicato sono solo una parte di quelli che ho letto , molti di più sono quelli che non ho  detto per non fare un discorso troppo lungo,  cito solo i nomi di alcuni psicoterapeuti  che immagino conosci  Kurt Lewin per i gruppi, Selvini Palazzoli per approccio sistemico relazionale, Steve de Shazer psicologia strategica, Milton Erikson per ipnosi e terapia, Willi Pasini per autostima, Dott. Schwartz del Centro Universitsrio di Los Angeles per trattamento disturbo ossessivo, Lee Baer psicologo degli Stati Uniti per  cura del disturbo ossessivo compulsivo con terapia cognitivo comportamentale e molti altri. Riguardo all'approccio più scientifico per valutare i risultati in termini di efficienza ed efficacia sembra che la terapia cognitivo comportamentale sia quella  che  viene per molti disturbi indicata come preferibile. Ho trovato i interessante su YouTube guardare tra l'altro i video proposti da Ordine psicologi del Friuli Venezia Giulia, per esempio con le simulate del caso, ma anche molti altri sono utili a mio avviso.

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Tra gli autori  che ho letto che non ho citato di uno in particolare vorrei parlare. Era docente di psicologia all'Università di Padova,Guido Petter,   in uno dei suoi libri, dall'infanzia alla preadolescenza mi ha insegnato il concetto di spazio psicologico di libero movimento che mi è sembrato molto interessante

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Com'è sorto il tuo interesse per la Psicologia? Io personalmente adoro la scienza ed i suoi metodi, e di cose e persone da capire ce ne sono tante!

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