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Cordelia

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  1. Ciao Giulia...nessun amore sano dovrebbe farti sentire come ti senti tu ora. Nessuna persona che ti ama dovrebbe lasciarti ripetutamente nel momento del bisogno e per Nessuna ragione al mondo sarebbe sensato farla finita. La tua vita è più preziosa di qualunque altra cosa e dovresti provare a pensare di farti aiutare da un professionista. Parlare con uno psicologo o psicoterapeuta ti aiuterebbe e troveresti sicuramente ciò di cui hai bisogno ora...molto di più di una spalla su cui piangere. Spero che tu prenda in seria considerazione il mio suggerimento
  2. Ciao Lisa! Hai una mamma che ti vuole un sacco di bene ma non la fai entrare nel tuo privato. A volte, finiamo col non vedere possibilità perché ci ostiniamo a ripeterci che non ce ne sono. Potresti provare ad aprirti a tua madre e cercare un confronto rispetto a quello che senti oppure semplicemnte cercare l ascolto di cui hai così bisogno e il riconoscimento delle tue capacità.
  3. Ciao allora se vuoi aiutare le famiglie e occuparti del loro supporto devi innanzitutto essere una psicologa quindi avere concluso la triennale, avere consrguito la laurea specialistica di due anni, che potrebbe essere psicologia clinica ma anche del ciclo di vita, aver svolto tirocinio di un anno obbligatorio ai fini dell abilitazione e infine aver superato l esame di stato ed esserti iscritta all albo. Una volta completato questo sei a tutti gli effetti una psicologa e puoi esercitare la professione. Attualmente con la sola laurea triennale puoi partecipare, con la supervisione di uno Psicologo professionista e previa iscrizione alla Sezione B dellAlbo professionale, ad attività preliminari connesse allutilizzo di strumenti psicologici (colloqui, test, osservazioni), volti anche a valutazioni psicometriche; all'applicazione di metodologie e tecniche di selezione del personale e di formazione ed orientamento professionale; alla programmazione ed alla valutazione di interventi (anche di ricerca) di natura clinica e psico-sociale nell'ambito dei servizi diretti alla persona, alla famiglia, ai gruppi ed alle comunità, finalizzati alla promozione del benessere, allefficacia degli interventi educativi, al potenziamento delle risorse individuali e sociali, con particolare riferimento alla dimensione delle disabilità. Spero di averti aiutato! Ciao!
  4. Cordelia

    Disturbi del sonno

    Ciao, da quello che scrivi è difficile capire bene la situazione se non che sia abbastanza grave..ma ti chiederei di approfondire magari, anche se capisco che possa essere difficile, gli elementi su cui ti basi per considerare questa situazione di cui ci hai parlato. Da quello che hai scritto ho capito che ha un ritmo di sonno-veglia che è anomalo diciamo..dorme il giorno e si attiva verso sera..questo di per se puo essere informativo di difficolta legate al sonno ma non di altro. Eppure la tua richiesta accorata mi dice che c è qualcosa di piu subdolo di questo..che tu intravedi forse in una sorta di depressione? Dici che tua madre fa delle battaglie immani per poter solamente crederci in un altro giorno. Questo insieme al fatto che dici che da quando andavi alle elementari praticamente dovevi badare tu a te stessa per il pranzo ...ecco questi elementi dicono molto di piu. Però mi chiedo: se tu dovevi prepararti il pranzo da te ed eri tu a svegliare tua madre, fino a che punto ti sei occupata di lei? Oppure, quando lei si svegliava, poi iniziava a fare cio che normalmente una mamma fa e quindi badare alla casa, ai figli etc erc (da quello che hai detto ho supposto che tua madre non abbia un lavoro quantomeno nei turbi di mattina)? E poi mi chiedevo: tua padre o altri familiari, come hanno considerato la situazione, quando hanno saputo che eri tu da piccolina ad occuparti anche del pranzo? Cioè, se io papà avessi un figlio che va alle elementari e tornando a casa so che deve prepararsi da se perche la mamma dorme, io prenderei la situazione abbastanza seriamente e farei in modo di trovare delle soluzioni o capire quantomeno cosa c è che non va.
  5. Cordelia

    Mi sento sola da morire

    Ciao..io non so quando leggerai questo messaggio, però intanto te lo scrivo. Hai scritto che ti senti sola..e hai scritto qui per un aiuto, bene, è un ottimo passo. Qui sicuramente non sei sola. Io sono uno dei tanti iscritti al forum che potrebbe risponderti e gia una risposta penso che possa farti sentire meno sola. Però non credo che le risposte che puoi trovare qui possano fornirti tutto l'aiuto che chiedi. Qui non ci sono risposte di professionisti...non ci sono psicologi o comunque non è il luogo in cui viene fornito questo tipo di sostegno. Dalla tua richiesta è evidente che hai bisogno di qualcuno che sia in grado di aiutarti a gestire la situazione complessa che vivi e ad affrontarla percorrendo quella che puo essere la migliore strada per te. Quindi devo suggerirti di richiedere un consulto psicologico a un esperto..questo però, non significa che non voglia aiutarti. Se ascoltarti è cio di cui hai bisogno, qui nel forum lo puoi trovare e io posso ascoltare la tua storia e darti il mio appoggio, anche se virtualmente, di modo che possa alleviare almeno un po la tua solitudine. Però mi rendo conto che non è molto..comunque io sono qui se vorrai parlarne
  6. Cordelia

    Mi sento sola da morire

    Sei ancora li?
  7. Ciao! Allora tutto dipende da quello che vuoi fare.. Se il tuo obiettivo è approfondire delle conoscenze in merito alla psicologia, per pura curiosità personale, allora studiare per questi 3 anni ti permettera di ottenere un'infarinatura su diversi argomenti che riguardano questo mondo cosi affascinante. Se il tuo obiettivo invece è quello di poter lavorare come psicologo allora devi tenere presente il percorso che c'è da fare: laurea triennale +laurea specialistica (2 anni) + tirocinio formativo di 1 anno + esame di stato + iscrizione all albo = alla fine sarai psicologa. Niente è impossibile quindi se è quello che vuoi potresti anche pensare a intraprendere questo percorso seriamente
  8. Cordelia

    Problemi famigliari

    Ma tu pensi di non riuscire completamente a parlare di questi fatti a uno psicologo? Perche pemso che sarebbe molto piu proficua una discussione con un esperto per te. Comunque a parte questa parentesi..anziche uscirne secondo me potresti provare ad addentrarti piu in profondità. E potresti provare a rispondere a domande come. . . : - in che modo te la immagini questa donna come mamma? Come si comporta? Cosa fa? Cosa non farebbe? Sarebbe una mamma presente? Sarebbe autoritaria anche con la figlia? - come ti immaggini che sarebbe vivere come figlia di questa donna? Immaginati proprio una giornata con te che ti alzi dal letto. - se la figlia fosse stato un figlio, un maschio, sarebbe stato diverso perche...tu saresti potuta essere ancora nella tua fantasia, la figlia che lei non aveva e avresti cosi potuato stabilire con lei un legame unico e speciale? (Potrebbe essere cosi?) - immagina una giornata tipo con tua mamma a partire da quando ti alzi dal letto, come sarebbe? - come mai da un anno o piu ti sei ritrovata a stare da sola in casa per molto tempo? Cosa è cambiato in questi ultimi anni? Prima com era? Come ti sentivi quando i tuoi genitori passavano piu tempo in insieme a te?
  9. Cordelia

    Problemi famigliari

    Ciao lisa ben tornata...ogni volta che leggo i toui messaggi penso " si è fatta un'autoanalisi perfetta". Cioe tu: 1) riconosci le tue emozioni e le sai distunguere ( quindi sai che sei triste e non arrabbiata per esempio); 2) riconosci la causa delle tue emozioni (sai che sei triste per il pensiero che per lei sua figlia sarà la persona più importante della sua vita); 3) sei consapevole anche che non è ragionevole sentirsi triste per questo.Tutte queste cose non sono scontate e quindi direi perfetto. Hai provato anche a darti delle interpretazioni di questo fatto: hai detto che forse è perché vorresti essere al posto di sua figlia, pero poi sembri scartare questa idea dicendo che è una "cosa che non capisco visto che ho una madre fantastica". (Non capisci o non accetti?) Apri il tuo messaggio dicendo che il distaccamento dai tuoi genitori è iniziato da poco piu di un anno, inizialmente subito e successivamente voluto, cercato. Ora preferisci stare sola e questo distacco è aumentato da quando è successo questo fatto che hai saputo che questa insegnante ha una figlia. Quindi per lei, sua figlia è ovviamente la cosa piu importante della sua vita, e quindi le concede tutto il suo affetto come è giusto che sia e allora forse l atteggiamento da "viziata" della figlia, dipende dal fatto di essere una figlia tanto amata. (Potrebbe essere proprio questo cio che cosi tanto ti infastidisce?) Quindi da quando dentro di te è nata questa consapevolezza che qualcuno che tu reputavi inespugnabile/irraggiungibile (l insegante autoritaria rigida come il ferro) ha invece una figlia (quindi ha con lei un legame unico e indissolubile), tu ti sei sentita invadere dalla tristezza e non ti senti di voler stare con i tuoi genitori. (Cosa ti fa pensare questo? Che legame ci trovi? ) Ps: "da quando ho saputo che ha una figlia (oltretutto femmina, se fosse stato maschio forse no)" perché? Se fosse stato un maschio cosa sarebbe cambiato? Buona riflessione
  10. Ma lo capisci che questa cosa è assurda? Lui non è il tuo re! E tu sei libera! Se vuoi scrivergli scriviglie e vedi come va a finire e se lo vuoi mollare bene fallo! Sei una persona e sei Libera! Queste catene sei tu a decidere di fartele mettere. E sei tu chw puoi spezzarle. Ma devi essere tu a muoverti!
  11. Io capisco che tu abbia difficoltà a recidere il rapporto con lui, perché è la tua prima storia, perché lo hai amato e nutri un sentimento nei suoi confronti che ti fa vedere sempre una speranza e ti fa rimettere in discussione tutto. Lo so lo, capisco. Anch'io ho vissuto una relazione dove non volevo aprire gli occhi, perché avevo paura di perdere tutto quello che avevo costruito. E anche lui era un tipo che mi svalutava, mi denigrava con commenti e azioni che mi facevano sentire sempre in difetto, sempre sbagliata. Che mi umiliavano fino a farmi credere che forse lo meritavo. Una volta, dopo aver fatto l'amore, mentre io ero completamente ammaliata da lui, lui mi disse che sembravo una balena arenata. Vedi me lo ricordo ancora dopo anni e anni. Non stava scherzando, il suo tono era serio e il suo sguardo pieno di disprezzo. Sono sicura che se glielo chiedessi, lui non lo ricorderebbe, perché per lui non era importante, era soli una critica come tante altre, una critica al mio non essere come lui voleva. Ma fanculo! Imparerai che nessuno può dirti come devi essere o come devi sentirti. Nessuno può dirti che devi sentirti in colpa o che dovresti vergognarti per come sei, per quello che fai, e per quello che dici. Nessuno puo farti sentire una stupida perche hai pensato questo o quell altro. NESSUNO. CHI LO FA STA COMPIENDO UN ABUSO. ABUSO EMOTIVO. ABUSO PSICOLOGICO. QUESTA È VIOLENZA. Io riesco a sentire quello che provi...e la tua confusione e la tua rabbia e la tua frustazione e tutte queste emoziobi che si scontrano tra loro come onde in una mare in tempesta. Il mio piu grande consiglio e ti chiedo davvero di seguirlo è che se non ce la fai da sola a capire cosa e come devi fare, fatti aiutare da un esperto. Rivolgiti a uno psicologo e lui sapra aiutarti a individuare e riconoscere i tuo stati d animo e capirete insieme qual è la strada piu giusta da seguire per affrontare questo.
  12. Mi sembra che tu abbia tutte le risposte alle tue domande. Sai che non potrà migliorare. Sai quanto male ti faccia e ti ha fatto stare in questa situazione.sai che lui non è consapevole di questa situazione e non riconsoce di sbagliare. Allora questa settimana fa che sia l ultima punizione che devis opportare. Nessuno dovrebbe farti sentire cosi. L amore non fa sentire cosi. L amore da gioia speranza felicita voglia di vivere. L amore fa sentire pieni di vita. Qua c è tutt altro. Dici di non avvere nemmeno vent anni. Questi sono fli anni piu belli. Gli anni in cui la vitalità potrebbe farti saltare al cielo. Abbandona la paura del se. Abbandona questo pensiero che forse è l unico che davvero ti tiene prigioniera: l idea che sia tu la colpevole. NO! IL PROBLEMA È SUO SUO E BASTA. È UN PROBLEMA CHE RIGUARDA IL SUO CARATTERE E NON TE. QUESTO SIGNIFICA CHE LUI AVRA LO STESSO ATTEGGIAMENTO ANCHE CON ALTRE PERSONE.
  13. Ciao! Cosa esattamente non ti permette di chiudere la relazione? -la paura che lui possa impedirtelo? Anche usando violenza? - senti ancora un sentimento di amore forte nei suoi confronti? - nutri speranze che questo suo carattere possa mogliorare? Cosa esattamente ti tiene ancora legata a lui? Tu stessa hai detto che hai paura, che subisci e sei consapevole che tutto questo non è giusto, non è segno di amore, non è segno di maturità, ne di stabilità emotiva (parlo per lui). Mi sembra che hai chiare le idee. Cosa allora ti turba? Tu vuoi lasciarlo o stai cercando conferme del fatto che lasciarlo possa essere la cosa piu giusta? Se è cosi posso dirti senza ombra di dubbio che questa è violenza psicologica e non dico che lui ci goda, ma evidentemente c'è un problema e riguarda solo lui e non te o il modo in cui ti poni tu nei suoi confronti. E questo problema se lui non lo affronta in modo concreto cioe tramite un percorso pscicoterapico, sicuramente non cambiera da solo o perche glielo dici tu. Perché questi comportamenti, la loro reiterazione e l incapacita di metterne in atto di altri piu funzionali, sono indice di una difficolta che riguarda la sua personalità e ceh quindi è difficile da smontare parlando semplicemente.
  14. Cordelia

    Sentimenti strani

    Certo quello del "prendere il posto di tuo padre" va intesa come una metafora. Non intendo dire che potresti avere lo stesso tipo di tapporto che un marito ha con la moglie, perché tu rimani sempre figlia e lei tua mamma. Quello che dico é che potresti stare svolgendo una funzione compensatoria e che non ti permette di viverti le cure genitoriali di cui hai bisogno. Quando parlo di cure mi riferisco nel tuo caso, alle attenzioni affettive ed emotive piu che a quelle materiali, dato che, come hai detto tu, i tuoi non ti fanno mancare nulla da questo punto di vista. Quella di dormire con la mamma, é un aspetto che mi ha fatto pensare a un legame forte tra te e lei, che potrebbe indicare anche la tua voglia di proteggere ed essere protetta, ma non é l unico elemento che mi ha fatto pensare a questo. Poi penso che la tua confusione a questa età sia normale, perché stai cercando di capire chi sei, dove vai, cosa vuoi. Ti interroghi su cio che senti e provi e quindi é normale che ora questo interessse nei confronti di queste figure, lo possa vivere con una maggiore riflessione. Il fatto di immaginare abbracci o gesti che possana avere una valenza erotica non indica la presenza in te di un orientamento omosessuale. Anzi potrebbe essere perfettamente spiegabile con il bisogno di instaurare un legame emotivo forte e intenso di tipo genitoriale con la figura materna. Quindi non preoccuparti molto sul chiederti se sei etero o omo...interrogati piuttosto sui tuoi bisogni di essere accudita e sulla necessita che senti di accudire e proteggere l altro. Ciao!
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