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Diamante

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    Medico chirurgo psicoterapeuta

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  1. Sembra una situazione basata su dei ruoli: il tuo quello di genitore/salvatore ed il suo quello di bambina/vittima. Quello che descrivi come ricatto o violenza può per fortuna essere messo in atto solo con la tua complicità. Chiaramente più tu ti poni come genitore affettivo o punitivo più lei si conferma nella regressione ed evita di assumersi la responsabilità delle proprie scelte di vita. Se ti agganci a lei in questo gioco di ruoli la situazione può solo approfondirsi nel senso che hai descritto. Non mi sembra una strategia efficace sollecitare una sua presa di coscienza. Ma puoi essere tu
  2. Probabilmente il primo punto da accertare è la sua attuale natura. E solo dopo averla esplorata che potrai decidere se ti sta bene così come è oggi. Se davvero è un violento, un estraneo, uno che se ne frega di te e cosi via forse il problema è risolto, non ti sta bene e finisce qui. Capire quindi se quando dici di tenerci ti riferisci ad una persona reale o ad un ricordo. Mi chiedo però sinceramente come potrai fare a capire come stanno le cose mantenendo una distanza diciamo di sicurezza da lui. Senza correre rischi. Vuoi capire se puoi fidarti? Beh forse lui sta facendo la stessa cosa. Come
  3. Sei molto dolce nel descrivere tutto questo, e colpisce anche l'onestà di questi sentimenti. Una risposta che ti è stata data parlava di "volerti bene". Ma se questa frase avesse un significato alternativo? Se volerti bene significasse davvero amare te stessa con tutto quello che sei e provi, senza alcun se e ma? Immagina come vorresti essere amata. Con la tua dipendenza affettiva, con le tue paure, le tue insicurezze, la tua disoccupazione, con tutto quello che sei, abbandonando per un attimo l'idea che ci sia qualcosa di sbagliato o di migliorabile. Nessuna parte da non far conoscere all'alt
  4. Vabbè, stamattina sono talmente nel pallone che pure le nozioni di base dell'ortografia mi hanno abbandonata...

  5. Sono contenta! Buona giornata e scusa ancora per quell'mp ;)

  6. Si, stanco morto. Ma ne è valsa la pena:-)

  7. Turbo sono assolutamente d'accordo con te. Del resto lo stesso Freud definisce la nevrosi come un allontanamento dalla realtà ed il riavvicinamento alla realtà come scopo di ogni terapia. Questo principio resta valido a mio parere per qualsiasi percorso psicologico e/o spirituale. Ed è un cammino senza fine, che porta per fortuna non ad un annullamento (anche se ne sembra una tappa), ma ad una gioia, una serenità che esiste qualcosa che "è" al di là di ciò che "diviene". E ci si arriva attraverso se stessi, attraverso l'osservazione che il tutto è già dentro di noi, senza cercarlo fuori, nemme
  8. Le fresie significano “mistero” ed il ranuncolo “bellezza un po’ malinconica”. Anche io ho dedicato la mattinata alla casa, ed il pomeriggio al relax (letture, musica e un film dimenticabile). Buona serata:-)

  9. Sì! Un bel sole caldo. Per onorarlo, ho comprato un enorme mazzo di ranuncoli e fresie colorate che mi profumano la casa e rallegrano la vista :)

  10. Buon giorno Margherita! Splende il sole sui tuoi petali bianchi?

  11. Judy possiamo pensare tutto ed il contrario di tutto. Non puoi avere idea di quanto marcio ci sia in certi ambienti. Ed è davvero dolcissima la tua premura nei suoi confronti, credimi non è difficile guardare dietro una certa veemenza. In un contesto diverso il tuo istinto protettivo sarebbe da sostenere. Ma attenzione a fare i "salvatori" perchè a volte, in piena buona fede, si fanno guai veramente grossi. I fatti parlano di un medico abilitato che ha eseguito un atto medico. Nessuno, me incluso sia chiaro, può mettere il mantello e volare al salvataggio con la musichetta di superman. Spe
  12. Non vi sembra che con Lilith si sia andati un bel pò sopra le righe? Un terapeuta può e DEVE avere l'approccio al paziente che sceglie di avere, se finalizzato all'ottenimento dello stato di salute del paziente, senza naturalmente violare la legge ed il codice deontologico, e nel pieno rispetto delle proprie qualifiche professionali. Nessuno, nemmeno un suo Collega e tantomeno estranei, è autorizzato a condizionare e ad invadere in modo così violento il setting ed il rapporto di fiducia con il terapeuta (il che fa ripensare addirittura all'utilità di condividerlo in un forum, e quindi ad una
  13. Wow! Sei in terapia con Magritte :-)

  14. No, non ci ho mai provato. Ma mi vengono in mente quegli uomini in cappotto scuro di Magritte...imperscrutabili, sideralmente distanti. In più, il mio è un individuo incredibilmente affascinante. La sua mente è limpida, il suo fare risoluto. Ma se ci si avvicina troppo, si rischia di essere fulminati dal circuito elettrico...

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