Vai al contenuto

Pubblicità

mio

Membri
  • Numero contenuti

    11680
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

0 Neutral

Su mio

  • Rank
    buon momento a tutti

Contact Methods

  • Website URL
    http://
  • ICQ
    0

Profile Information

  • Gender
    Male

Visite recenti

11023 visite nel profilo
  1. concordo con te...su questo.... ma io li darei anche ai single piuttosto che non darli.....non mi sento di dire loro non possono adottare. POi quello che ha fatto Vendola per esempio lo trovo abberrante
  2. io credo che giudicare se sia meglio una persona di un altra per fare il genitore, e farlo partendo dai gusti sessuali sia una forma di razzismo... detto questo credo che il peggio sia vedere un orfanotrofio pieno, ma pultroppo qualcuno ci guadagna... tutelando i bambini si devono fare (secondo me) delle gradatorie che (una volta eliminati ogni possibili psicolabili) valutino la richiesta del genitore...anche solo un genitore piuttosto che all'orfanotrofio si considerino: gruppo famigliare (meglio etero con più figli) - la sua stabilità, li rendimenti scolastici degli altri figli, magari ascoltare loro... soldi possibilità sociali cultura e via via.... il nocciolo è cercare di dare il meglio al figlio, dove è ovvio che il meglio sarebbe una famiglia felice, ma essendo inquantificabile si valutino le cose materiali....
  3. mio

    DIO

    ci mancherebbe....a cosa serve una luce....non certo per essere tenuta in un cassetto... Gesù ha detto: ciò che udrai con il tuo orecchio predicalo sui tuoi tetti. Nessuno accende una lampada e la colloca sotto un moggio né la pone in luogo nascosto. Egli la pone invece sul lucerniere, in modo che chiunque entra ed esce scorga la sua luce. (Mt 5/15 - 10/27 + Mc 4/21 + Lc 8/16 - 11/33)
  4. zio Mike,.....colpo sempre in canna! grande....
  5. la mia risposta è : si, esiste....nell'adesso laddove tutto è, tutto nasce e tutto muore
  6. mio

    DIO

    se vuoi sapere chi era jiddu krisnamurthi...cercalo su internet qualcosa trovi....letture interessanti...comunque era un uomo..prima di tutto
  7. mio

    DIO

    il motivo del conflitto....separare ciò è unico....in noi ed il resto.... grazie a te.
  8. mio

    DIO

    ti riporto un brano di J.k....molto illuminante..... ma bisogna essere privi di preconcetti per capirlo.....come un bicchiere deve essere vuoto per essere riempito Può pensare a Dio? Può essere convinto dell’esistenza di Dio perché ha letto tutte le testimonianze? Anche l’ateo ha le sue testimonianze; probabilmente l’ateo ha studiato tanto quanto lei, e dice che Dio non esiste. Lei crede che vi sia Dio, e lui crede il contrario; entrambi avete le vostre convinzioni, entrambi avete passato del tempo pensando a Dio. Ma prima di pensare a qualcosa che non conoscete, dovete scoprire cosa sia il pensare, non è vero? Come potete pensare a qualcosa che non conoscete? Potete aver letto la Bibbia, la Bhagavad Gita, o altri libri in cui vari studiosi eruditi hanno abilmente descritto cosa è Dio, asserendo una cosa e smentendone un’altra; ma fintantoché non conoscete i meccanismi del vostro stesso pensiero, qualsiasi cosa pensiate di Dio potrebbe essere stupida e meschina, e generalmente lo è. Potete accumulare una grande quantità di prove sull’esistenza di Dio, e scrivere articoli davvero intelligenti sul tema, ma sicuramente la prima domanda sarà: come sapete che ciò che pensate è vero? Può il pensare portare all’esperienza di ciò che è inconoscibile? Il che non significa che voi dobbiate accettare emotivamente o sentimentalmente delle sciocchezze su Dio. Quindi non sarebbe importante scoprire se la vostra mente è condizionata, piuttosto che cercare ciò che è non condizionato? Certamente se la vostra mente è condizionata, e lo è, per quanto possa indagare la realtà di Dio, potrà solo mettere insieme conoscenze o informazioni a seconda del proprio condizionamento. Perciò il vostro pensare a Dio è una completa perdita di tempo, un congetturare senza valore. È come il mio stare seduto in questo boschetto desiderando di essere sulla cima di quella montagna alle mie spalle. Se voglio davvero scoprire cosa c’è sulla cima della montagna e oltre, devo scalarla. Starmene seduto qui a fare ipotesi, costruire templi, chiese, ed emozionarmi a proposito di tutto ciò, non serve a niente. Quello che devo fare è alzarmi, camminare, lottare, sforzarmi, arrivare li e scoprire; ma poiché la maggior parte di noi non vuole farlo, ci accontentiamo di starcene qui seduti facendo congetture su qualcosa che non conosciamo. E io dico che questo congetturare è un ostacolo, un deterioramento della mente, non ha assolutamente alcun valore; conduce soltanto l’uomo a una maggiore confusione, a una maggiore sofferenza. Dio è qualcosa di cui non si può parlare, che non può essere tradotto in parole, perché deve rimanere per sempre il non conosciuto. Nel momento in cui il processo di riconoscimento ha inizio, siete ritornati nell’ambito della memoria. Avete capito? Diciamo, per esempio, che voi avete un’esperienza momentanea di qualcosa di straordinario. In quel preciso istante non vi è nessuno che pensa: “Devo ricordarmi di questo”, vi è soltanto lo stato in cui si sperimenta. Ma non appena quel momento passa, il processo di riconoscimento si manifesta. Vi prego di seguirmi. La mente dice: “Ho avuto un’esperienza meravigliosa e vorrei che si ripetesse”, e così comincia la lotta per avere di più. L’istinto di acquisizione, il perseguimento del possesso, dell’ottenere di più, si manifesta per vari motivi: perché vi procura piacere, prestigio, sapere, perché vi fa diventare un’autorità, e tutte le altre sciocchezze del genere. La mente persegue ciò di cui ha avuto esperienza, ma ciò di cui ha avuto esperienza è già passato, morto, andato. Per scoprire ciò che è, la mente deve morire a ciò di cui ha avuto esperienza. Non si tratta di qualcosa che può essere nutrito giorno per giorno, messo insieme, accumulato, trattenuto, per poi parlarne e scriverci sopra. Tutto quello che possiamo fare è vedere che la mente è condizionata, e comprendere il meccanismo del nostro stesso pensare attraverso la consapevolezza di sé. Devo conoscere me stesso non come mi piacerebbe essere idealmente, ma come sono realmente, per quanto brutto o bello, per quanto geloso, invidioso, avido. Ma è molto difficile vedere quello che siamo senza provare il desiderio di cambiario, e lo stesso desiderio di cambiamento è un’altra forma di condizionamento; ed è così che procediamo, andando da un condizionamento a un altro, senza mai fare esperienza di qualcosa che sia al di là di ciò che è limitato. ========================= Comprendi la realtà e tutto ti sarà svelato..
  9. mio

    DIO

    scusami ma io mi domanderei, perchè ho pensato ciò? da dove nasce questo pensiero?
  10. quindi esiste il destino? ....
  11. mio

    DIO

    traducendo...hai avuto un pensiero, ossia hai riesumato immagini viste , girando un film.... tutto ciò che viene da dentro di noi è passato....Se Dio fosse, sarebbe presente.....quindi inimmaginabile.
  12. mah, la teoria della famiglia.....boh...l'orfanotrofio non è una famiglia....comuqnue sarebbe più opportuno iniziare a facilitare le adozioni ad oggi impossibili
  13. dovresti osservarti e capire da dove nasce questa credenza in te....
  14. no, esiste solo cio che è, L'adesso...l'unico possibile destino prescento e l'agire sull'adesso consapevolmente
  15. ciao scusa il ritardo nella risposta. E che oramai vengo poco dopo 12000 messaggi ho esaurito gli argomenti.... Giudicare cosa vuol dire? Vuol dire prendere un fatto, un azione una cosa e , dopo averla paragonata e ispezionata con la nostra esperienza coscia ed incoscia ( che è il nostro passato , che è il contenuto della nostra mente, quello che tu intendi dicendo IO.....). analizziamo invece la realtà....Ciò che è l'oggetto del giudizio è il fatto una volta avvenuto. questo fatto è l'unica realtà, la verità della cosa. Noi diciamo :"poteva fare così."..".era meglio se."..oppure " non lo sopporto"....qualsiasi cosa sia pensa a cosa si tratta. e' il mio pensiero (tieni presente che è figlio del condizionamento del nostro passato) quindi non è una realtà oggettiva, e che dice : Cio che è (unica ed Indiscutibile verità) dovrebbe essere stato diverso. Ossia una cosa che non esiste (il nostro io) crea una realtà parallela paragonandola a quello che percepisce dell'unica verità e le confronta......cosa vedi di vero in tutto questo. se guardi una cosa per ciò che è realmente , se la senti , se la vivi, allora non puoi giudicarla perchè per essere totalmente consapevole di un qualcosa devi viverlo nell'adesso....allora avrai la totale comprensione della cosa stessa, la vedrai per quello che è. giudicare una cosa significa perdersi nel fantasticare cosa sarebbe potuto accadere, o cosa avremmo voluto accadesse o fosse. Esistono i fatti, le azioni il resto è solo il rapporto che si ha tra il nostro passato ( che è la mente che noi chiamiamo ed identifichiamo con Noi stessi) e l'idea di una cosa o di una azione. Non c'è mai rapporto tra il Nostro IO , il nostro se, la nostra mente ed il reale. Il reale è ora, la mente vive nel passato, è passato. solo quando elimini te stesso, comprendendo i meccanismi e gli inganni della mente, allora osservi, se osservi comprendi e la comprensione di cio che è impedisce il giudizio, sia perchè il giudicante è morto sia perchè vedi con chiarezza che qualsiasi alternativa a cio che è non è reale, non è importante come poteva andare....mai.
×
×
  • Crea Nuovo...

Important Information

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Privacy Policy.