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Gazza

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  1. Gazza

    Paura e ansia.

    Su questo hai ragione, però purtroppo ancora non ci riesco. Non so, comunque mi sento in colpa per provare questi sentimenti di rabbia e non riesco a parlarne con i miei genitori. Ho paura che sarebbe troppo doloroso per loro e anche per me. Quindi finisce che la rabbia verso di loro la esterno per delle cavolate, tipo che a volte li tratto male e mi arrabbio con loro con dei pretesti futili e ovviamente non capiscono perché io li tratti così.
  2. Gazza

    Paura e ansia.

    Sì, volendo sì. Oggi basta la villocentesi, allora era possibile diagnosticare tramite amniocentesi. Ma mia madre all'epoca non la fece, perché essendo relativamente giovane magari pensava che il rischio di malattie genetiche nel feto fosse basso. La fece 5 anni dopo, in attesa di mio fratello che è normale, ma per me no. Infatti ce l'ho con lei anche per questo. Perché doveva assicurarsi prima che io fossi normale. E una volta saputo che non lo ero doveva abortire. Mi sarei risparmiata una vita di merda.
  3. Gazza

    Paura e ansia.

    Ciao a tutti del forum. Ma c'è ancora qualcuno o state tutti a strafogarvi di panettone? Scherzi a parte, spero che le stiate passando al meglio queste feste. Io non tanto. Vi aggiorno un po' sulla mia situazione. Purtroppo o per fortuna la ricerca intrapresa sulle origini della mia patologia è quasi giunta al termine. A forza di bussare alle porte sbagliate finalmente 15 giorni fa io e il mio psicologo siamo riusciti a contattare un genetista che prima di esprimere un parere ha voluto visionare i referti citogenetici del mio caso. E meno male, visto che fino ad ora avevo solo incontrato specialisti che non si erano nemmeno premurati di vedere l'esame del mio cariotipo, dando ovviamente risposte ipotetiche, un po' campate in aria. Per darvi un'idea: è come se vi rompeste una gamba e l'ortopedico che vi dovrebbe curare non si scomodasse nemmeno di vedere le lastre della frattura. Comunque, esami alla mano ora so che di anomalie cromosomiche non ne ho una sola ma ben due, anche se una è la diretta conseguenza dell'altra. Ma, cosa più importante, so che l'anomalia principale è di origine o materna o paterna. In poche parole è stato senza possibilità di dubbio uno dei miei genitori a farmi nascere sbagliata. Quindi se non posso avere figli e ho la vita irrimediabilmente rovinata devo "ringraziare" o mamma o papà. Vedrò nel 2018 se sarà possibile stabilire con esattezza, con test genetici, chi dei due è il colpevole. E poi metterlo/a una volta per tutte di fronte alle sue responsabilità e fargliela pagare cara. E con questi pensieri e questa enorme rabbia nei loro confronti, potete ben capire quanto io sia piena di spirito Natalizio.
  4. Mi chiedo come possa dormire la notte...
  5. Gazza

    Paura e ansia.

    Ti resta sempre la terza opzione di farti monaca. La religione la puoi scegliere tranquillamente a seconda dei tuoi gusti personali.
  6. Ogni pianta per crescere ha bisogno di una certa dose di luce e di calore. Se viene lasciata troppo in ombra i casi sono due: o muore, oppure cresce tutta storta e rachitica, con il tronco e i rami il più possibile protesi verso la fonte di luce più vicina. Penso che noi da bambini siamo un po' come le piante. Se nasciamo e viviamo in condizioni ottimali allora cresciamo dritti e forti. Altrimenti la nostra mente deve trovare vie traverse per sopravvivere. Cresciamo storti, ma probabilmente era l'unico modo che avevamo per non morire. 

    1. Visualizza i commenti precedenti  3 altro
    2. Lis

      Lis

      Di certo fare i genitori non è facile ma credo che, agendo con buon senso, non si possano fare grandi danni.

      Diverso è il caso in cui le nevrosi degli adulti avvelenano la vita ai loro figli.

      Nessuno chiede di nascere. E a nessuno auguro l'inferno che ho passato io. Non voglio compiangermi, i miei non erano genitori "normali" ma persone con problemi psichici abbandonate a se stesse.

      Mi sento stupida a scrivere questo ma, se vi rendete conto che nella vostra famiglia, o tra le vostre conoscenze, ci sono situazioni in cui gli adulti non sono in grado di occuparsi dei loro figli, cercate di fare qualcosa per quanto nelle vostre possibilità. Nessuno mi ha aiutata, non che me lo dovessero, ma dentro fa male, perché quando si è bambini tutto può fare paura e cose che un adulto può superare per un bambino sono insormontabili.

      Ora che sono cresciuta il mio peggior incubo è di rivivere un giorno qualsiasi della mia infanzia. Spesso faccio questo sogno e mi sveglio in preda al terrore. Per nessuno dovrebbe essere così.

      P.s. scusa Gazza se ho usato il tuo spazio, a buon rendere ; )  

    3. angelo crucitti

      angelo crucitti

      Gazza perché non gliela regali tu una bella Discorrea Elephantipes..:D:

    4. Gazza

      Gazza

      Ho visto le foto, che non la conoscevo. Ma è brutta! (comunque il refuso Dioscorea - discorrea è voluto?). Poi già gli ho detto che la statuetta dello studio sembra raffigurare uno che caga... direi che la pianta me la risparmio. 

  7. Gazza

    Paura e ansia.

    Boh penso di sì. Alcune persone, soprattutto uomini, hanno come priorità la carriera, per cui magari si sentono realizzati affermandosi professionalmente. Altri si fanno preti/suore e lì il senso della loro vita davvero mi sfugge, ma sono scelte personali. Comunque secondo me una persona si realizza o nel lavoro o creandosi una famiglia. Altrimenti che senso ha la vita? Le donne poi, se non hanno figli non credo che possano mai sentirsi realizzate, neanche se facessero una carriera incredibile. E poi io mi chiamo Gazza perché le gazze vanno nei nidi degli altri uccelli e mangiano le uova. Così si vendicano e gli altri uccelli restano senza piccoli. Mangiano anche le uova di quelle stronze delle galline, che potrebbero avere un pulcino al giorno, se volessero. Mi stanno simpatiche per quello, le gazze.
  8. Gazza

    Paura e ansia.

    Al momento l'unico modo per dare un senso alla mia vita sarebbe sposarmi, poter avere figli e occuparmi di loro, di mio marito e della casa. E visto che non sarà mai possibile la mia vita non ha senso. Potrei morire anche domani che non farebbe alcuna differenza. Volevo una terapia per poter diventare normale e poter avere una famiglia, ma non è possibile e non mi dicono nemmeno il perché.
  9. Gazza

    Paura e ansia.

    Ciao ragazzi. Niente, riprendo questo post per aggiornarvi sugli sviluppi, purtroppo non positivi, della faccenda. A farla breve, nonostante avessi molti dubbi e paure, avevo comunque deciso di continuare la terapia psicologica e la ricerca della causa della mia sindrome. Dopo tanti specialisti contattati e mesi di risposte poco chiare e superficiali, finalmente 3 settimane fa una genetista mi ha dato risposte chiare ed esaustive. Ho ricevuto quasi una consulenza genetica in piena regola e mi ha spiegato che principalmente esistono due forme distinte della mia patologia, che hanno due origini diverse (pur se gli effetti clinici sono più o meno i medesimi). Nel primo caso, il più frequente, la colpa della malattia è di uno dei genitori, che produce spermatozoi (o ovuli) privi dei cromosomi sessuali, da cui viene concepita poi una bambina malata. Mi hanno detto anche che nella grande maggioranza dei casi chi produce il gamete anomalo è il padre, la madre è colpevole molto più raramente. Ma questo non è il mio caso. Il mio è il secondo caso, molto meno frequente (ho la versione rara di una malattia che già di per se è rara. Che fortuna, no?) In pratica quando sono stata concepita io entrambi i gameti erano sani, e l'anomalia si è sviluppata non prima ma dopo il concepimento, in seguito a una non meglio specificata perdita di parte del materiale genetico, dovuta a una mancata e non corretta divisione dei cromosomi sessuali in fase di sviluppo embrionale. Infatti se nel primo caso la mancanza dei cromosomi sessuali è totale, nel mio caso ci sono, ma sono incompleti. Solo che se nel primo caso si sono ormai abbastanza chiarite le cause (appunto di solito è colpa del padre), nel mio caso non si sa come né perché sia avvenuta questa perdita di materiale cromosomico, non si sa nulla del perché i miei cromosomi sessuali non si siano divisi correttamente. Insomma, dopo mesi di tribolazioni e ansie, mi ritrovo con un niente di fatto. Mi ritrovo esattamente con quello che sapevo prima di iniziare la terapia: sono nata con dei cromosomi sessuali anomali, non si sa come né perché. E continuano a dirmi che è stato un caso sfortunato. A questo punto la colpa di tutto non può essere che mia, ovviamente. Mi sono anche resa conto, a questo punto, che non ha senso contattare nessun altro esperto, perché molto difficilmente avrò una risposta più completa dell'ultima che ho ricevuto. Ho deciso quindi di interrompere la terapia psicologica, anche se non ho ottenuto nessuno dei risultati sperati. Volevo una risposta sul perché sono nata così e non l'ho ricevuta. A questo punto è chiaro che non lo saprò mai. Volevo una terapia che mi desse anche solo una minima speranza di guarire, di diventare una donna normale. Ma mi hanno detto chiaramente che per me non ci sono terapie, morirò sbagliata così come sono nata. Quindi a questo punto non ha più alcun senso andare avanti, così come non ha più senso la mia vita.
  10. Ciao, se posso darti un consiglio: O gli parli apertamente dei tuoi dubbi (non sperare che poi lui ti dica se iniziare o meno il percorso di psicoterapia, ma almeno lo avrai avvisato) oppure cambia, cerca un altro professionista. In un certo senso ci sono passata anche io e mi rendo conto che se trovi una persona attraente sin dalla prima volta che la vedi, non si può parlare certo di transfert, che spesso è parte stessa della terapia, ma di un'attrazione fisica difficilmente risolvibile. Tra l'altro uno psicoterapeuta di 34 anni, per quanto capace e professionale avrà, per una questione anagrafica, di sicuro pochi anni di attività professionale alle spalle. Non so quali e quanto siano complessi i tuoi problemi ma in certi casi è meglio affidarsi a qualcuno con un po' di esperienza in più. Poi sono la prima a dire che è meglio un terapeuta giovane con cui riesci a costruire una buona alleanza terapeutica piuttosto che uno con 20 anni di esperienza ma con cui non ti trovi bene. Però credimi, questa attrazione fisica è un campanello d'allarme molto forte e un bell'ostacolo già di partenza.
  11. Sto messa male. Solo 3 su 10. E il gatto manco l'ho voluto io.
  12. Gazza

    Paura e ansia.

    E niente, non ce la faccio :( . Ho rinunciato a contattare quegli specialisti. Ho chiesto al terapeuta di non inviare nessuna mail anche se era tutto pronto, perché ho troppa paura delle risposte che potrei ricevere e delle reazioni che potrei avere. Sento di essere una delusione per me stessa e per tutti, di avere fallito per l'ennesima volta ma non ce la faccio.
  13. L'unica cosa che possiamo risponderti è che un disturbo di personalità serio come quello bipolare non può essere certo diagnosticato leggendo i sintomi su internet. Dando retta a internet ognuno di noi potrebbe avere di tutto e il contrario di tutto. Per diagnosticare il disturbo bipolare c'è bisogno di una valutazione psichiatrica. Altrimenti si parla di aria fritta.
  14. Gazza

    Paura e ansia.

    Eccolo qui . Mi ci vorrebbe un L.E.D. in miniatura da tenere sul comodino o in borsa. Da usare a piccole dosi quando mi prendo troppo sul serio e divento pesante.
  15. Gazza

    Paura e ansia.

    Per entrambe le cose, in effetti. Anche se per la cura mi sa che non ci sia proprio nulla da fare, nemmeno a livello sperimentale.
  16. Gazza

    Paura e ansia.

    Ciao ragazzuoli! come state? io insomma... Sono in terapia da ormai un anno e mezzo e, dopo un percorso travagliato, sono arrivata a un punto piuttosto importante. Quando ho cominciato le mie sedute il mio psicologo non sapeva assolutamente nulla di me, ancora meno della mia malattia. Non aveva praticamente nessuna esperienza di pazienti con malattie genetiche, tante volte l'ho visto spaesato, non capiva o non sapeva bene cosa fare dal punto di vista clinico. Eppure, nonostante questo direi che ha saputo ascoltarmi e, anche se gli ci è voluto del tempo, ora è in grado di capire le ragioni di certi miei ragionamenti o stati d'animo, pur se ovviamente non li giustifica. Insomma, con tanta pazienza è riuscito a comprendere quanto per me sia di fondamentale importanza stabilire di chi sia la responsabilità della mia patologia. Perché si è formata e se la colpa sia mia o dei miei genitori. Mi ha consigliata di rivolgermi ad alcuni siti di medicina online per avere risposte. Purtroppo però su patologie rare come la mia c'è molta ignoranza anche tra i medici. Ho ricevuto varie risposte tra di loro incompatibili. Alcuni dicono che uno dei miei genitori sia responsabile della mia anomalia genetica, che sarebbe stata già presente in uno dei gameti da cui sono stata generata. Altri dicono di no, che al 100% è sopravvenuta in fase embrionale, dopo il mio concepimento. Nessuno dei medici contattati sa da cosa sia stata provocata in concreto la mia malattia. Dicono che le cause dell'anomalia non sono ancora note. Per me questa incertezza è inaccettabile e insopportabile, ho bisogno di avere risposte certe. Di sapere chi è il colpevole, e fargliela pagare. E se la colpevole sono io devo essere io a pagare. Ma devo sapere quale sia la mia colpa, quale sia la causa della malattia, è fondamentale. Abbiamo deciso di prendere l'iniziativa di contattare medici specialisti della mia sindrome, anche se in Italia non sono molti, visto che è l'unico modo di arrivare a una risposta certa, se esiste. Quindi questa settimana ho scritto una bozza di mail in merito e la settimana prossima deciderò insieme allo psicologo chi cominciare a contattare. Dovrei essere contenta, di essere arrivata a questo punto, credo. In fondo in passato ho sentito vari altri psicologi che mi dicevano che non dovevo farmi domande sul perché fossi nata così, che era una cosa stupida. Secondo loro avrei dovuto accettare tutto quello che mi è capitato perché tanto non si può cambiare nulla, e rassegnarmi a vivere la vita che ho nel modo meno peggiore possibile. Quindi dovrei essere felice di avere trovato qualcuno che per lo meno mi riconosce il diritto di essere arrabbiata, di non volere essere sbagliata, di sapere perché è successo a me. Ma la verità è che ho paura. Ho paura di tutto e del contrario di tutto. Ho paura di non ricevere alcuna risposta dai medici che contatterò. Oppure di ricevere il solito: "l'origine specifica di questa anomalia cromosomica non è al momento del tutto chiara, probabilmente il suo è stato un caso sfortunato" (che è solo un modo carino per dire: "non lo sappiamo perché sei nata così"). O ancora di ricevere risposte troppo brutte, che non riuscirò ad accettare e mi manderanno del tutto fuori di testa. Ho paura che mi diranno che in ogni caso per me non c'è nulla da fare. Che morirò sbagliata così come sono nata, mentre io invece voglio diventare normale. Ho paura di scoprire che quello che faccio è sbagliato, e che avevano ragione tutti quelli che mi dicevano che dovevo solo accettare la situazione e mettermi l'animo in pace. Scusate lo sfogo ma sono un po' (molto) in crisi.
  17. Gazza

    Cos'è una donna?

    Questo è strano, perché io invece ho sempre considerato il pragmatismo e il restare ancorati alle cose pratiche, all'oggi, come una bella qualità tipicamente maschile. Vedo invece il restare ancorati al passato e ai rancori, così come il rincorrere sogni impossibili come un grande difetto prettamente femminile. Quanto al fatto che una donna che non può procreare non possa essere considerata del tutto donna, mi trovi invece abbastanza d'accordo. Solo una distinzione: le donne che vanno in menopausa e non possono più procreare ma hanno avuto figli restano comunque donne. Quelle che per ragioni di salute si vedono asportare totalmente o parzialmente l'apparato riproduttivo prima di avere avuto figli, prima lo erano e dopo l'intervento inevitabilmente non lo sono più. Quelle che come me nascono sterili perché l'apparato riproduttivo non è funzionale o non è del tutto formato, non sono masi state donne e mai lo saranno, a meno che la scienza non le aiuta a rimanere incinte. Ovviamente con fecondazione omologa, perché se si parla di eterologa allora non sono donne, perché l'ovocita da cui nasce il bambino non è il loro. Io la penso così, per me la donna è donna essenzialmente perché in grado di fare figli, è una conditio sine qua non.
  18. Gazza

    Cos'è una donna?

    No, secondo me conferma solo il fatto che il carattere viene formato tramite convenzioni sociali prestabilite. Quando nasci femmina ti insegnano fin da piccola che ti devi comportare in un certo modo, che devi essere carina, gentile, non sporcarti, non fare giochi troppo fisici, ecc... La stessa cosa per i maschi, a loro si dice di non piangere, di non essere troppo sensibili, di non avere paura perché "è da femmine...". Inevitabilmente la nostra personalità viene formata da queste convezioni sociali (che per me sono affatto sbagliate), ma sarebbe sciocco pensare che siamo così fin dalla nascita. Sono cose che si formano con il tempo e c'entrano con il sesso biologico solo perché noi facciamo delle distinzioni e mettiamo dei tabù sociali in base al sesso del bambino sin dai suoi primi giorni di vita. Io come mi sento? vorrei che qualcuno mi spiegasse scientificamente se mi devo considerare una donna oppure no, perché io al momento mi sento un essere che non è né un uomo né una donna, un essere che non è niente. Come ho scritto prima, da una parte leggo sui libri di medicina e i trattati specifici che cromosomicamente non sono una donna. E questo è pacifico. Ma dall'altra leggo anche, e mi viene detto, che devo considerarmi una donna nonostante questo fatto. E però non mi viene detto perché mi devo considerare tale, cosa può farmi dire che sono una donna pure io. Non mi danno una ragione scientifica, un motivo per cui io mi debba considerare lo stesso di sesso femminile, e non indefinito. E ti assicuro che se me la dessero una buona ragione, valida e ineccepibile dal punto di vista medico e scientifico, come dimostrato e ineccepibile che sia la terra a girare intorno al sole e non il contrario, io mi sentirei molto meglio. Invece non è così, come ho detto sembra che io debba considerarmi una donna in base a un dogma di fede che non può essere dimostrato. E io sono una che non prende le cose per buone senza una spiegazione scientifica.
  19. Gazza

    Cos'è una donna?

    Ma che fai, ti arrendi? dài che non sono così teriiibbile.
  20. Gazza

    Cos'è una donna?

    Caro L.E.D., magari pensi di avermi risposto ma così non è, visto che parli di femminilità ma non mi sai spiegare in concreto che cosa sia questa benedetta femminilità. Se io ipoteticamente ti chiedo "Gazza è affetta da questa specifica condizione, nonostante questo può considerarsi una donna oppure no?" e tu mi rispondi "secondo me sì (oppure "per me no") allora poi devi anche argomentare la tua affermazione. Sia chiaro che non ce l'ho assolutamente con te, visto che poi in fondo non è compito tuo stabilire questa cosa. Ho fatto questa domanda a medici, psicologi, ginecologi, genetisti, ma nessuno mi ha dato uno straccio di risposta argomentata. Il massimo che ho tirato fuori è stato "dal punto di vista cromosomico no, ma lei è una donna lo stesso". Risposta che non vuol dire niente, se non mi spieghi perché secondo il tuo parere lo sarei comunque. Sembra come se io dovessi prendere questa cosa che sono una donna lo stesso quasi come un dogma di fede, come una verità data per certa a priori. E sinceramente non ne posso più di persone che parlano si sensibilità, di empatia, di capacità di ascolto come caratteristiche femminili, e pretendono di convincermi che sono una donna in base a questo ragionamento. Come se tutti gli uomini fossero insensibili, non empatici e incapaci di comprendere le emozioni altrui solo per il fatto di essere maschi. O come se tutte le donne fossero sensibili ed empatiche di natura. Niente di più sbagliato. Paradossalmente se mi dicessero "sei comunque una donna perché nonostante tutto sei nata con la f**a e non con il p*****o " sarebbero almeno più convincenti, perché il ragionamento avrebbe una sua logica. Scusa il discorso triviale, ma così è.
  21. Gazza

    Cos'è una donna?

    Buona domanda... il vocabolario de Mauro come prima accezione di mammifero riporta: animale che partorisce la prole e la alleva nutrendola con il proprio latte; anche agg.: la balena è un animale mammifero. Dato che la "donna" della mia fattispecie non può avere figli né allattare, direi che forse non può essere considerata nemmeno mammifero. Un po' come il caso del mulo: può essere considerato un mammifero visto che si tratta di un ibrido sterile (tranne in rarissimi casi) che non è presente in natura? Boh... PS: a sto punto cambio nick da Gazza a Mulo, mi sa... E comunque caro L.E.D. non mi hai mica ancora risposto seriamente...
  22. Gazza

    Cos'è una donna?

    Ma in che senso ho barato? volevo semplicemente sapere le vostre opinioni, e poi ho espresso la mia. Cioè per me il fatto di essere donna o uomo è un fatto di natura esclusivamente anatomica e cromosomica. Però per molti vedo che non è così, che ne fanno una questione di personalità della serie "ragioni come un uomo" oppure "hai una sensibilità tipicamente femminile". Per me non esistono una mentalità o una sensibilità maschile/femminile, è solo un fatto di cromosomi e genitali, e basta. Però mi interessava sapere anche altre opinioni, tutto qua.
  23. Gazza

    Cos'è una donna?

    E, ammesso che questo tratto distintivo ci fosse (tratto della personalità, o altro?) sarebbe sufficiente a identificare una donna come tale anche in quei rari casi in cui un individuo nasce con malattie genetiche che lo portano ad avere un corredo cromosomico diverso da quello di una donna e un apparato genitale esternamente femminile ma incompleto? Io credo di no, credo che la cosa principale che caratterizza la donna sia: avere due cromosomi X, a differenza del maschio. Avere un utero, una vagina, un clitoride, delle ovaie e delle tube di Falloppio. Se qualcuna di queste cose mancano, per varie anomalie nello sviluppo del feto, allora non si può essere considerati donne. Ovviamente nemmeno uomini, perché allo stesso modo non ci sono le condizioni anatomiche per essere considerati di sesso maschile. Non basta dire "mi sento una donna" perché si è stati educati e cresciuti come tali, o perché sulla carta di identità c'è scritto "sesso femminile" per esserlo davvero. L'unica cosa che conta è il corredo cromosomico e l'apparato genitale-riproduttivo. Motivo per cui né queste persone nate sbagliate, né i transessuali potranno mai essere considerati davvero donne. Perché basta un semplice prelievo di sangue con analisi del cariotipo per smentirli.
  24. Gazza

    Cos'è una donna?

    e meno male che avevo detto: risposte serie Salutami Violet! Scherzi a parte L.E.D. la mia domanda non era "cosa ti piace in una donna" ma "cosa permette a una donna di essere considerata tale". Mi spiego meglio: una donna puoi anche trovarla brutta ma non per questo smetti di considerarla essere di sesso femminile. Stesso discorso vale per gli uomini. Una donna secondo me pure a 80, 90 o 100 anni resta una donna, anche se ovviamente dal punto di vista sessuale non è più attraente come quando ne aveva 20. Parallelamente ci sono moltissimi uomini attratti da travestiti e transessuali, ma non vuole dire assolutamente che li considerino donne.
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