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Andarsene di casa


xxx

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Sto scrivendo dall'internet point nonostante abbia il pc a casa, perchè ormai là dentro non ci riesco a stare più di tanto....non ne posso più dei silenzi e dell'indifferenza che si respira; ormai le mie giornate le passo all'università praticamente dalla mattina alla sera, perchè a casa sto male mi sento come in prigione, e questo mi crea una stato di nervosismo e tensione che difficilmente mi permette di concentrarmi a fare qualcosa, sopratutto studiare. Dall'altra parte c'è il MONDO ESTERNO che mi fa sentire vivo....anche uscire da solo e stare in giro per la città mi fa sentire sereno e libero. Sia chiaro: per fortuna ho la mia vita sociale e degli amici fidati che mi sono conquistato pian piano grazie alla mia volontà, sennò sarebbe stata una tragedia. Mi sento molto più solo a casa insieme alla mia famiglia che in questo momento che sto davanti al monitor di un internet point. Ho 23 anni e studio, non mi è mai passato in mente di lasciare l'università perchè so di essere all'altezza di laurearmi e sarebbe un fallimento. L'idea di andarmene da quella maledetta casa invece ce l'ho sempre avuta, ma mai così tanto come in questo periodo. Lavoro in nero il fine settimana e quei soldi non mi basterebbero per affittarmi una stanza da qualche parte, ma trovando un lavoro part-time la mattina ce la potrei fare, dedicandomi allo studio il pomeriggio. So che questo comporterebbe sacrificio, ma credo che sia la soluzione migliore perchè non è una scelta maturata da un giorno all'altro o da una litigata. Solo io che ho vissuto là dentro per 23 anni posso sapere che non si può più andare avanti così. Confesso: sto scrivendo queste cose per confrontarmi con chi ha avuto esperienze del genere e per leggere dei consigli perchè comunque la decisione è importante, ma io non ho paura del mondo esterno come qualche anno fa, HO PAURA DI PASSARE ALTRI ANNI DENTRO QUELLA CASA...

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sembra che hai già preso una decisione....ma in quella decisione è come se tu aggiungessi un ma...

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Per rispondere ad aioblu, ti posso dire chei il mio "ma" era:

ma forse mi dovrei sentire in colpa per mollare lì tutti con i loro problemi, forse è da vigliacchi, forse dovrei stare quì e cercare di trovare con loro un equilibrio...

La mia sudatissima risposta, dopo anni è stata che io non ne avevo colpa, e quindi non ero responsabile dei casini dei miei.

Per raccontare a te, xxx, (che strano nick, potevi usare un po' più di fantasia), la mia esperienza ecco: sono andata via a 19 anni, iscrivendomi all'università e ottenendo l'assegno di studio e il diritto alla Casa dello Studente. Vivere lì cinque anni è stata una delle esperienze più importanti di tutta la mia vita.

Lo so se non sei uno studente fuori sede non hai diritto alla casa dello studente, ma il mio consiglio è : Fallo prima possibile!

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saggia decisione, fai bene ad andartene prima possibile...

(mi sembra di capire perfettamente quello che provi, anch'io m sento come in una prigione in casa mia,

e non vedo l'ora d mandare a fanculo tutto...solo ke non avendo nemmeno 17anni la vedo dura...)

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Ti capisco benissimo...

Ho passato tre giorni fuori casa dopo l'ennesima lite avuta con i miei genitori, più con mio padre.

Mi sono sin da subito resa indipendente guadagnandomi da vivere da sola perchè lui mi dava soltanto 25 € di settimana e comprava vestiti solo durante i saldi,2 completi a testa a me e a mia sorella,non riuscivo a pagarmi quasi nulla, lui guadagna molto, ma ha da sempre avuto le braccine corte, figurati che toglie l'intero stipendio alla moglie tenendoselo per sè (conservando euro per euro gelosamente in banca) e lasciandole pochi euro al giorno (poverina la mia mamma non riesce nemmeno a comprarsi una rivista,perchè lui la riprende sullo spreco).Lei è molto accondiscendente e segue tutto quello che fa e dice mio padre. :bash

Lui ha un'associazione nella quale si organizzano corsi,in collaborazione con una scuola privata, avevano richiesto la mia figura professionale, o meglio si era autoproposto lui inizialmente, ma il suo misero diploma non era sufficiente, come si fa a litigare perchè PRETENDE metà del mio compenso?? Per 400 ore mi pagheranno 6000 €, lui ne vuole 3000, sia perchè il lavoro mi è stato trovato da lui, sia perchè si occupava della contabilità?? Può un padre essere così egoista?

Vivo con loro, ma faccio la spesa a parte, lui (il padre padrone) compra lo stretto necessario (in questo momento però lui e la moglie sono a Venezia e lì si che si spende, i viaggi sono la sua passione) e quindi devo provvedere a comprarmi le cose che lui ritiene inutili del tipo yogurt, cereali, coca cola, gallette di riso,frutta e verdura(loro ne mangiano poca) ecc... Di questo non mi lamento, posso pagarmi le mie cose...

Per il compleanno, nessun regalo (li fanno mal volentieri e per settimane pretende che sia contenta) preferisco stare senza regali

Io lavoro a contratto, mi pagheranno con il contributo regionale che arriverà tra t2-3 mesi, giorni fa gli chiesi 50 euro per la benzina, dimenticandomi di ridarglieli, la seconda volta che gli richiesi 30€ mi rinfacciò "Guarda che già me ne devi 50!", allibita e cmq abituata alla sua tirchieria non ci feci caso. :twisted:

Infatti per ora mi mantiene il mio uomo, da tre mesi non ho uno stipendio fisso e non saprei come pagarmi le spese,non peso assolutamente sul bilancio famigliare, tranne per la corrente elettrica!!!

Caldaia rotta, non la ripara, costa troppo nuova, staremo per l'intero inverno senza riscaldamenti, ha detto che compreremo qualche stufa a gas :wink:

Vuole che lo si aiuti in tutto, ma il suo aiuto lo nega sempre, mia madre è una figura assente, asserisce e conferma tutto quello che lui dice.

Nel momento stesso che ho PRETESO quei soldi che mi ero guadagnata e si è imbufalito dicendomi che se non mi andava bene lì c'era la porta, me ne sono andata in lacrime

Sono andata temporaneamente ad abitare nella casetta che io e il mio amore usiamo per stare insieme, ma è piccolissima e invivibile, ha la camera da letto nel soppalco e ci entra solo il letto e un armadio, giù un divano e una tv, mentre delle ante scorrevoli nascondono una cucina microscopica, senza balcone... Non ce l'ho fatta a rimanere fuori x più di 3 giorni e cogliendo l'occasione che loro erano fuori, sono rientrata a casa, torneranno domattina e già sto malissimo.

Come vedi vivevo una situazione simile alla tua

E non so come uscirne, perchè il lavoro che faccio non è abbastanza stabile e duraturo da potermi permettere di affittare un appartamento.... :shock:

Ho vissuto un'infanzia di merda.... Sono cresciuta fino a 7 anni dai nonni, perchè loro lavoravano, e venivano a trovarmi solo per 1 ora al giorno, dalle 19 alle 20, dopodichè andavano via con la scusa che l'indomani lavoravano.

Hanno litigato con i loro fratelli e sorelle, perchè sono persone che non rioescono a farsi amare, a Natale, siamo sempre e solo noi quattro, adoro mia sorella ed è l'unica famiglia che mi resta.

Se puoi scappa, la famiglia a volte può essere una trappola mortale...

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ciao xxx,ho avuto la stessa tua esperienza ma io avevo solamente 14 anni , ero terrorizzato da mio padre ed un giorno decisi di andarmene.

cosi' feci ed andai ad abitare da mia nonna ...brutti periodi ma ero sereno nn vedevo piu' quella faccia che mi terrorizzava giornalmente...nn ho piu' rimesso piede in quella casa . il caso tuo e' diverso , si nn hai il tuo spazio,

hai delle lite ma devi sapere che la vita e' dura fuori e senza lavoro sara' un'inferno . perche' nn aspetti , cerca di convivere finche' ti laurei , dopo di che' tutto sara' piu' facile. stai facendo il passo piu' lungo della gamba e potrebbe compromettere i tuoi studi. anchio avevo amici ma quando c'e' stato il vero bisogno e si doveva dimostrare la vera amicizia son spariti.

le cose buone vengono a chi sa' aspettare !! buona fortuna

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Se puoi scappa, la famiglia a volte può essere una trappola mortale...

forse non conosci le trappole che trovi fuori... :!:

chi scappa i suoi problemi se li porta appresso, non è che li lascia lì, e in più ne aggiunge degli altri...i problemi si risolvono guardandoli in faccia, dritto negli occhi...magari mettendosi davanti ad uno specchio...

e guardandosi dritto negli occhi...

SMETTIAMOLA DI FARE LE POVERE VITTIME... :!: :!: :!:

Guardiamoci un pò meglio dentro, prima di giudicare chicchessia...

TU QUANTO MALE FAI AGLI ALTRI ? TU SEI PERFETTO O MEGLIO DI QUALCUN'ALTRO?

COME PUOI GIUDICARE? TI CONOSCI DAVVERO TANTO DA POTER GIUDICARE? CREDI DAVVERO DI CONOSCERE CHI PENSI TI STIA FACENDO DEL MALE?

Mi vengono in mente solo due parole : egoismo, autodistruzione.

Con gli altri si fa in qualche modo per risolvere , non per distruggere/distruggerli...altrettanto con se stessi...

bisogna amare se stessi un pò di più, amare gli altri un pò di più... :!:

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per me è un processo naturale quello di volersi allontanare da casa. è sempre stato cosi, solo che ora la società non lo permette più visto che un ragazzo della tua età (e della mia, visto che ho solo un paio di anni più di te) non ha la possibilità di allontanarsi da casa, a meno che non rinuncia a quello che sta facendo. Io vivo a Roma vivo con mia madre e mia nonna, ci vogliono 500 euro per una singola e 350 per una doppia...praticamente sono incastrato...lavoro, ma non mi danno una lira...perchè chiaramente fresco di laurea non ho grosse esperienze...io oramai sopporto. Non penso che uno che se ne voglia andare di casa sia un egoista, anzi penso siano molto più egoisti i genitori che scaricano frustrazioni e mancanze sopra i propri figli, gli unici rimasti a casa..io certe volte preferisco stare tutto il giorno fuori, non pagato, che starmene a casa a vivere tensioni e incomprensioni. PEraltro credo che risolverò i problemi con la mia famiglia solo una volta che mene sarò allontanato...certe volte bisogna allontanarsi dalle cose per vederle meglio nella loro interezza.

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