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primula

convivere con un depresso!!

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ciao primula leggendo quello che hai scritto più su mi rendo conto che tuo marito il fondo lo ha già toccato, senti ma hai mai parlato con lo psicoteraputa che lo tiene in cura? Per capire cos'ha? Veramente!

Prova a parlargli e a capire da dove nasce il suo problema....magari ti può aiutare e poi forse avresti anche tu bisogno di aiuto, così rischi di cadere anche tu in depressione ei tuoi figli hanno bisogno di te....non devi farti maltrattare, assolutamente!

purtroppo ha un rapporto particolare col suo psicoterapeuta. lui lo stima molto come l'unica persona che lo capisce ma secondo me lo asseconda e basta. spesso non centra il problema e gli da ragione su cose per me molto discutibili. una volta i suoi hanno cercato di parlargli per capire cosa dovevano fare e per dare anche la loro versione, ma sono stati trattati malissimo e sbattuti alla porta perchè non si dovevano intromettere. A me non sembra un atteggiamento professionale, anche se non avendo mai avuto a che fare con terapie non so come si comportano gli altri professionisti. lui non cambierebbe mai terapeuta secondo me perchè questo gli dice quello che vuole sentire.

che ne dite? avete fatto terapia? come si comporta il terapista coi familiari in genere?

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ma ditemi, si può continuare ad amare un depresso? ci è riuscito qualcuno? o ci si rassegna alla croce? è questo il senso di stargli vicino? grazie a tutti...cut...

penso che dovresti prima di ogni cosa smetterla di accudirlo come un bambino, perché più vai avanti a trattarlo così e più lui si adatterà a questa situazione secondo me !

si. cerca sul web relazione simbiotica. Esigenza di essere accuditi per l'accudito, e da parte di accudisce, di continuare a farlo per sentirsi a posto con se.

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MOLTISSIMI ANNI FA' EBBI UNA BRUTTA DEPRESSIONE , PERSI 26 POUNDS . SO' BENISSIMO COSA VA' INCONTRO

UNA PERSONA DEPRESSA E NN E' BELLO ....CREDETEMI. QUANDO ANDAVO A LETTO , VOLEVO ,ANZI PREGAVO CHE SE C'ERA QUALCUNO CHE MI ASCOLTAVA DI FARMI MORIRE PERCHE' NN VOLEVO PIU' RESPIRARE O FAR RESPIRARE QUELL'ARIA STAGNANTE CHE FILTRAVA E MARCIVA IL CERVELLO.

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MOLTISSIMI ANNI FA' EBBI UNA BRUTTA DEPRESSIONE , PERSI 26 POUNDS . SO' BENISSIMO COSA VA' INCONTRO

UNA PERSONA DEPRESSA E NN E' BELLO ....CREDETEMI. QUANDO ANDAVO A LETTO , VOLEVO ,ANZI PREGAVO CHE SE C'ERA QUALCUNO CHE MI ASCOLTAVA DI FARMI MORIRE PERCHE' NN VOLEVO PIU' RESPIRARE O FAR RESPIRARE QUELL'ARIA STAGNANTE CHE FILTRAVA E MARCIVA IL CERVELLO.

è quesrto che vorrei capire.. si può guarire anche quando è così forte, o resta sempre una visione falsata della realtà, l'incubo che ritorni da un momento all'all'altro? anche lui dice a volte che vorrebbe morire.. io vorrei sapere che fare.. non voglio buttare un amore e una famiglia, lasciarlo "in questo momento" so che creerebbe situazioni emotive e pratiche da delirio, ma se non ho la speranza devo farlo.. ieri mi ha messo le mani addosso per una cretinata..

mi chiedo di cosa parla col terapeuta, come ho scritto prima c'è un mistero attorno..

come ne sei uscito? e ora come stai? e chi ti sta vicino?

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secondo voi, dite sinceramente cosa ne pensate se avete fatto terapia..

purtroppo ha un rapporto particolare col suo psicoterapeuta. lui lo stima molto come l'unica persona che lo capisce ma secondo me lo asseconda e basta. spesso non centra il problema e gli da ragione su cose per me molto discutibili. una volta i suoi hanno cercato di parlargli per capire cosa dovevano fare e per dare anche la loro versione, ma sono stati trattati malissimo e sbattuti alla porta perchè non si dovevano intromettere. anche lui si è arrabbiato tantissimo e loro sono rimasti senza sapere che fare e vivendo nell'angoscia. A me non sembra un atteggiamento professionale, anche se non avendo mai avuto a che fare con terapie non so come si comportano gli altri professionisti. lui non cambierebbe mai terapeuta secondo me perchè questo gli dice quello che vuole sentire.

che ne dite? avete fatto terapia? come si comportano i terapisti coi familiari in genere? è vero che non possono essere influenzati dai familiari? io ho chiesto a mio marito di venire con me da una psicoterapeuta che ha visto me e mio figlio dopo la morte del mio primo marito e da cui anche lui mi aveva accompagnato per avere dritte sul bambino, per confrontare i nostri punti di vista davanti a un professionista, ma mi ha risposto di no e c he era affar mio. anzi da quando lei ha detto cose in contraddizione con lui, la considera una scema.

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ciao primula scusa se sarà riassuntiva ma sto avendo problemi con pc ed è da stamattina che provo a scriverti questo messaggio e quando vado per aggiungerlo mi disconnette...vabè...

Volevo dirti che non è facile dare la propria opinione a riguardo perchè in fondo abbiamo ascoltato solo una parte della storia, la tua, e nonostante non metto in dubbio che dici tutta la verità c'è da tener conto che la verità spesso non è mai assoluta, specialmente quando c'è di mezzo sentimenti e sofferenza....

Credo che lo psicoterapeuta in linea di massima dovrebbe crecare di capire le ragioni del proprio assistito, dovrebbe cercare di aiutarlo a conoscersi meglio ed accettarsi e se è il caso a migliorarsi, non credo che sia di parte o cose del genere, inoltre spesso proprio per avere una visione più ampia della situazione gli psicolgi chiedono di sentire anche i parenti o conviventi del paziente e mettersi anche a loro disposizione per qualsiasi chiarimenti, ora io non so come vi siete posti (o proposti) di fronte allo psicologo di tuo marito ma comunque mettere alla porta mi pare un atteggiamento poco accogliente e professionale....

Detto questo non credo che lui gli dica quello che vorrebbe, piuttosto che tuo marito interpreta quello che lo psicologo dice come a suo favore....e comunque di base non mi piace l'idea che si rifiuti di venire dalla tua psicoterapeuta (dovrebbe farlo per te) ma hai mai pensato di chiedergli di andare da un terzo psicologo estraneo ad entrambi?

Inoltre ti consiglio (ed è questo l'unico che posso darti) di restare comunque in contatto con la tua psicologa qualora lui non volesse che ne vedeste uno in comune, anche solo per sfogarti o farti consigliare da chi può veramente farti fare un'idea chiara della tua situazione....

Lui è depresso ma non ha diritto di alzarti le mani e nemmeno quello di fregarsene, anch'io quando ero in piena depressione spesso ho "trattato male" mio marito o le persone a cui volevo bene però è anche vero che altrettanto spesso ho chiesto scusa e mi sono sentita in colpa, sapevo di fare del male anche a loro....

Scusami se non sono stata chiara ma rifare tre o quattro volte lo stesso messaggio mi ha snervato, però volevo risponderti.....spero sia la volta buona....

Con affetto

Giusy

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ciao primula scusa se sarà riassuntiva ma sto avendo problemi con pc ed è da stamattina che provo a scriverti questo messaggio e quando vado per aggiungerlo mi disconnette...vabè...

Volevo dirti che non è facile dare la propria opinione a riguardo perchè in fondo abbiamo ascoltato solo una parte della storia, la tua, e nonostante non metto in dubbio che dici tutta la verità c'è da tener conto che la verità spesso non è mai assoluta, specialmente quando c'è di mezzo sentimenti e sofferenza....

Credo che lo psicoterapeuta in linea di massima dovrebbe crecare di capire le ragioni del proprio assistito, dovrebbe cercare di aiutarlo a conoscersi meglio ed accettarsi e se è il caso a migliorarsi, non credo che sia di parte o cose del genere, inoltre spesso proprio per avere una visione più ampia della situazione gli psicolgi chiedono di sentire anche i parenti o conviventi del paziente e mettersi anche a loro disposizione per qualsiasi chiarimenti, ora io non so come vi siete posti (o proposti) di fronte allo psicologo di tuo marito ma comunque mettere alla porta mi pare un atteggiamento poco accogliente e professionale....

Detto questo non credo che lui gli dica quello che vorrebbe, piuttosto che tuo marito interpreta quello che lo psicologo dice come a suo favore....e comunque di base non mi piace l'idea che si rifiuti di venire dalla tua psicoterapeuta (dovrebbe farlo per te) ma hai mai pensato di chiedergli di andare da un terzo psicologo estraneo ad entrambi?

Inoltre ti consiglio (ed è questo l'unico che posso darti) di restare comunque in contatto con la tua psicologa qualora lui non volesse che ne vedeste uno in comune, anche solo per sfogarti o farti consigliare da chi può veramente farti fare un'idea chiara della tua situazione....

Lui è depresso ma non ha diritto di alzarti le mani e nemmeno quello di fregarsene, anch'io quando ero in piena depressione spesso ho "trattato male" mio marito o le persone a cui volevo bene però è anche vero che altrettanto spesso ho chiesto scusa e mi sono sentita in colpa, sapevo di fare del male anche a loro....

Scusami se non sono stata chiara ma rifare tre o quattro volte lo stesso messaggio mi ha snervato, però volevo risponderti.....spero sia la volta buona....

Con affetto

Giusy

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ho fatto un po di casino con le citazioni.. cara giusy capisco cosa vuoi dire. si, ho pure proposto tempo fa di andare da un terzo terapeuta insieme perchè capisco che ci sono situazioni private in cui non posso entrare.. ma niente. grazie per le tue parole.. grazie a tutti voi che mi avete risposto, mi avete aiutato.. vedrò che succede! lottare sempre!!

un bacio

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allora alla prima difficoltà si manda in fumo il matrimonio? dalla depressione si guarisce...è difficile per chi si trova vicino al depresso...è vero...ma abbandonare una persona xkè qst è in difficoltà mi sembra un pò avventato...nella mia famiglia ognuno avrebbe dovuto essere per conto suo...boh nn so...fate vobis...

joker...

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Joker, ma sai che palle convivere con un depresso? E poi potrebbe metterci anni a guarire (ammesso che ci riesca), perché quella poverina deve rovinarsi la vita per una scelta sbagliata fatta in passato? E poi è facile che se lo lascia questo si svegli un po' (oppure commetta il classico omicidio-suicidio, ma è meno probabile).

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Certo, e secondo me non dovrebbe buttare via la propria vita per colpa del marito. Ma dico, perché farla sentire in obbligo a portare quella croce? Non sarebbe meglio indirizzarla verso una felicità sicura e immediata, quella di trovarsi un uomo/marito sano oppure un sereno periodo da single (a seconda delle preferenze)? Tanto i figli sono un problema sopravvalutato, stanno bene comunque, io stesso sono figlio di genitori divisi e non ne ho mai sofferto. Quella poverina deve pensare solo alla propria felicità, trascinare per un tempo indeterminato un matrimonio pesante in cui il marito le attribuisce anche la causa della sua situazione non mi sembra una buona idea. E poi chi ti dice che se il marito dovesse guarire sparirebbero i problemi? E se la causa della depressione fosse proprio un matrimonio nel quale il marito si sente stretto? Secondo me a mollare il marito non sbaglia in nessun caso.

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per il momento ti rispondo solo che non sono d'accordo cn te eccetto qnd dici ke il problema forse è il loro matrimonio...potrebbe anche essere...ma da ciò che ha detto primula non mi semravano esserci tutti qst problemi tra loro..cmq rispondo meglio domani...scusami...

joker...

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Il rischio di imbracciare una possibile croce l'ha scelto lei, non altri che cercano di farla sentire in colpa. Quando ci si sposa si fa un patto di reciproca solidarietà, anche a costo di "rovinarsi la vita", pertanto portatore di rischi di cui si è consapevoli. Ci si separa quando non si riesce più a gestire se stessi a causa dell'altro. Se diventi cieco non puoi guidare lo zoppo. Se invece vedi con difficoltà ma continui a poterlo fare, allora la separazione è solo una questione di comodità.

Se invece consideri il matrimonio in termini consumistici (lo butto via se non lo posso usare e trarne beneficio), allora viene meno non solo il patto-contratto davanti al resto della società (che ti da dei piccoli vantaggi quando ti certifichi coniugato), ma pure quelli davanti a te stesso come soggetto maturo e capace di scelte stabili.

L'obbligo sociale e consumistico di benessere assoluto deve fare i conti con l'illusione di poter prescindere dai doveri, che alla lunga danno senso alla nostra ed altrui vite, e che serve per mantener pure coesa una comunità.

Una causa di immaturità la vedo nel Quella poverina deve pensare solo alla propria felicità, la dove scorgo non solo mancanza di capacità previsionale del futuro, ma pure una bella dose di egoismo tipico di chi pone sè al centro del mondo senza valutare le interrelazioni adeguatamente e maturamente.

Poi... ci sono i colpi di fortuna. Ti conosci, dopo due giorni ti sposi e sei felice per tutta la vita, ma le stime che la nostra mente arrivano a fare, per "fortuna", appunto a volte sono imprecise! :He He:

Rispetto alla faccenda marito depresso PERCHE' stretto dal matrimonio, penso sia il caso di farlo valutare da un terapeuta o da una consulente ad hoc. Senza gli "strumenti" adatti, per quanta buona volontà ci si possa mettere, si corre il rischio di diventare ciechi.

Spesso poi fattori esterni (lavori demotivanti, luoghi di vita deprimenti, parenti stronzi ecc) mettono uno zampino determinante nel dis-orientamento dei veri obiettivi personali.

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sono d'accordo con oscar e faccio una domanda a bello (che ogni tanto ci viene a trovare e provocare!!!!!Vero bello? :abbr: ) allora tu credi che la depressione non sia una malattia?

Un'altra domanda (viene spontanea :;): ): se quell'uomo avesse un tumore (che porta altrettanti squilibri e dolori nelle famiglie e coppie) cosa consiglieresti a quella donna?

Potrei essere d'accordo sul fatto che oltre ad essere depresso sembra anche un stonzo quest'uomo ma non conoscendo bene tutta la storia è inutile andare a dire cose che poi non sono....sarà primula a sapere ciò che vuole perchè come ben dice oscar se non lo lascia dietro c'è sempre un tornaconto anche per lei.....

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Risponderò con ordine, premettendo solo che non penso che a Primula passi nemmeno per la testa di lasciare il marito, ma ciò non vuol dire che io non deva darle il consiglio che reputo più adeguato.

@Oscar/Joker

Il rischio di imbracciare una possibile croce l'ha scelto lei, non altri che cercano di farla sentire in colpa. Quando ci si sposa si fa un patto di reciproca solidarietà, anche a costo di "rovinarsi la vita", pertanto portatore di rischi di cui si è consapevoli.

Sì e no, come anche tu precisi dopo bisogna vedere con quale ottica e aspettative ci si è sposati, e non mi sembra giusto che se le condizioni iniziali sono cambiate drasticamente, un coniuge viva una situazione di estremo disagio a causa dell'altro. Una cosa è infatti affrontare delle difficoltà comuni insieme, ben altra è vedere uno dei due trascinare l'altro in un pozzo di infelicità. Ora, in questo caso è evidente che la povera signora non ha sposato un depresso, ma se lo è ritrovato ad un certo punto della loro vita coniugale. Indipendentemente da quali possano essere i fattori scatenanti di tale patologia, perché ella dovrebbe attraversare un calvario del genere? In nome di una promessa avventata fatta in gioventù e della quale non ha ponderato bene le gravi implicazioni?

Ricordo che ha giurato di stargli accanto in salute e in malattia solo agli occhi di dio, per lo stato italiano ha semplicemente firmato un contratto (in realtà non è proprio così, ma lasciamo perdere questa sottigliezza) che può terminare in qualsiasi momento quando si accorgesse che non è più vantaggioso per lei. Secondo me la sfortunata dovrebbe farsi forza e avere il coraggio di cambiare.

L'obbligo sociale e consumistico di benessere assoluto deve fare i conti con l'illusione di poter prescindere dai doveri, che alla lunga danno senso alla nostra ed altrui vite, e che serve per mantener pure coesa una comunità.

Si è assunta un dovere, è vero, ma possiamo biasimarla se di fronte alla prospettiva di una lunga infelicità decidesse di sottrarsene? A mio parere no, è anzi un gesto che deve a sé stessa. Il matrimonio obbliga ad una scelta lunga un vita, e secondo me ciò è contro natura, la nostra mente è dinamica ed è giusto che si possa cambiare idea. Quanto al fatto che assumersi un dovere darebbe un senso alle nostre vite ti rispondo solo che, per come la vedo io, niente di ciò che facciamo può dare un senso a ciò che non ce l'ha.

Una causa di immaturità la vedo nel Quella poverina deve pensare solo alla propria felicità, la dove scorgo non solo mancanza di capacità previsionale del futuro, ma pure una bella dose di egoismo tipico di chi pone sè al centro del mondo senza valutare le interrelazioni adeguatamente e maturamente.

Forse sono immaturo, potresti avere ragione, e sicuramente egoista, ma meglio così che fare la fine di coloro che mentono a sé stessi perché non vogliono accettare di avere la naturale esigenza di ricercare la propria felicità e così si convincono di fare le scelte che fanno per mille motivi inutili nessuno dei quali è quello vero. Si raccontano le storielle che nel rapporto c'erano incomprensioni, che mancava il dialogo o altre ragioni che fino al momento prima non esistevano senza scorgere il reale motivo, il bisogno di cambiare. Tu lo chiami egoismo? Anch'io, ma ci aggiungo anche la parola onestà.

@Digi79

allora tu credi che la depressione non sia una malattia?

No, credo sia una malattia, ma credo anche che a volte venga usata come scusa, pur non soffrendone, per giustificare insoddisfazioni personali e comportamenti negativi (non sto dicendo che è questo il caso).

se quell'uomo avesse un tumore (che porta altrettanti squilibri e dolori nelle famiglie e coppie) cosa consiglieresti a quella donna?

Se con il tumore l'uomo cambiasse il proprio umore, fosse arrabbiato con lei e con il mondo e la facesse stare male, rendendo così l'ambiente familiare pesante (come nel caso della depressione), allora dovrebbe lasciarlo anche in quel caso.

sarà primula a sapere ciò che vuole perchè come ben dice oscar se non lo lascia dietro c'è sempre un tornaconto anche per lei.....

E' molto probabile, l'altruismo incondizionato è molto raro (oltre che patologico).

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è quesrto che vorrei capire.. si può guarire anche quando è così forte, o resta sempre una visione falsata della realtà, l'incubo che ritorni da un momento all'all'altro? anche lui dice a volte che vorrebbe morire.. io vorrei sapere che fare.. non voglio buttare un amore e una famiglia, lasciarlo "in questo momento" so che creerebbe situazioni emotive e pratiche da delirio, ma se non ho la speranza devo farlo.. ieri mi ha messo le mani addosso per una cretinata..

mi chiedo di cosa parla col terapeuta, come ho scritto prima c'è un mistero attorno..

come ne sei uscito? e ora come stai? e chi ti sta vicino?

ciao primula, come tanti depressi negavo l'aiuto professionale anche perche' in quei periodi nn

c'era aiuto come adesso specialmente farmacologico ma molto probabilmente ero ignorante sulla materia.

me ne sono uscito grazie ad un farmaco che tutt'ora prendo e che mi ha cambiato la vita.

cmq, la ansia e depressione e' ereditaria cosa che tuo marito (se ho ben letto ) nn ha.

la depressione va' via anche nn curandola ma ritornera' con piu' furore

ecco perche' e' importante sequire le istruzioni del medico.

ho avuto molto supporto da mia moglie e dai miei figli , senza di loro nn credo

che ne sarei uscito propio perche' negavo tutto.

io nn ho mai messo mani adosso a mia moglie , nn ho mai toccato i miei ragazzi fisicamente e

credo che tuo (sempre se fosse vero) ti alzava le mani anche prima di essere depresso.

tu nn puoi abbandonarlo adesso perche' ha veramente bisogno di te.

che facciamo , ai primi incovenienti famigliari abbandoniamo tutto e scappiamo?

allora ammazziamo gli handicappati , i malati terminali di varie malattie,

i malati psicotici , i vecchi senili ed i malati di alzhaimer e cosi via tanto

nn servono a niente. cmq, questo e' impossibile perche' e' animalesco

e crudele.

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sono contentissima di aver visto i miei festeggiare i loro 25 anni di matrimonio...cosa c'entra? che grazie all'amore, alla comprensione, grazie a tutto quello che volete dopo una brutta depressione da parte di uno di loro, stanno ancora insieme...penso sia la dimostrazione che dalle situazioni anche più spiacevoli SE LO SI VUOLE si esce fuori...(lo sto provando anche sulla mia pelle)...quello che voglio dire è che da soli non si va da nessuna parte....negare l'aiuto di qualcuno è la richiesta più assoluta e disperata di aiuto invece...lasciare una persona proprio quando ci si accorge che questa ha dei problemi mi sembra veramente un atto meschino ed egoista...(la storia delle mani addosso però non mi piace affatto)...apposta per questo ho sempre detto a primula di farsi forza...perchè è lei che ha in mano la situazione..è lei la persona lucida...e non voglio con qst caricarla di responsabilità...però deve essere forte per due...lo so è dura...ci sn passata da figlia...e ricordare alcuni episodi spiacevoli mi fa piangere ancora oggi...ma abbandonare una persona proprio perchè ha bisogno di me ed io non posso farmi ROVINARE la vita da un "malato" mi sembra veramente sfuggire da qualcosa di "scomodo" per la nostra posizone...la vita non è tutta rose e fiori è...

comunque è solo il mio pensiero...(spero si capisca quello che ho scritto:S)

con affetto...

joker...

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bisogna vedere con quale ottica e aspettative ci si è sposati, e non mi sembra giusto che se le condizioni iniziali sono cambiate drasticamente, un coniuge viva una situazione di estremo disagio a causa dell'altro. Una cosa è infatti affrontare delle difficoltà comuni insieme, ben altra è vedere uno dei due trascinare l'altro in un pozzo di infelicità.

Questo fa parte del rischio che ci si sobbarca. Non esserne consapevoli significa non saper prevedere ed essere immaturi. Si prende il pacchetto completo: gioie e dolori probabili. Altrimenti ritorniamo ad una concezione consumistica del matrimonio, come in un flirt.

Sei stanco di lei? La tua vita è un inferno? Prendi e butti via

Ora, in questo caso è evidente che la povera signora non ha sposato un depresso, ma se lo è ritrovato ad un certo punto della loro vita coniugale. Indipendentemente da quali possano essere i fattori scatenanti di tale patologia, perché ella dovrebbe attraversare un calvario del genere? In nome di una promessa avventata fatta in gioventù e della quale non ha ponderato bene le gravi implicazioni?

Ti sei risposto da solo. Promessa avventata. Immaturità. Nessuno l'ha costretta con la pistola.

Secondo me la sfortunata dovrebbe farsi forza e avere il coraggio di cambiare.

Ceerto! Ma all'interno dei patti che ha sottoscritto!

Si è assunta un dovere, è vero, ma possiamo biasimarla se di fronte alla prospettiva di una lunga infelicità decidesse di sottrarsene? A mio parere no, è anzi un gesto che deve a sé stessa.

Se lei si rende conto di star diventando cieca e non poter più guidare il marito zoppo, allora si, e forse ci sarebbe pure da discuterne... è una sorta di legittima difesa per la propria salute

Il matrimonio obbliga ad una scelta lunga un vita, e secondo me ciò è contro natura, .

Contro natura??!???

Semmai contro la natura di alcuni, fra i quali forse tu. Per ora ::angry::wub:

la nostra mente è dinamica ed è giusto che si possa cambiare idea. Quanto al fatto che assumersi un dovere darebbe un senso alle nostre vite ti rispondo solo che, per come la vedo io, niente di ciò che facciamo può dare un senso a ciò che non ce l'ha.

Il senso della vita è una cosa così tanto soggettiva? IHMO un minimo di senso sta nella continuità che una comunità da al fatto di preservare se stessa. Non è un caso che ci sono valori uguali in tutte le etnìe, come per esempio la condanna alla pedofilia, oppure ma non altrettanto diffusa, la concezione del matrimonio durevole in tante comunità umane. Perché? E' un meccanismo autoconservativo delle comunità, che sanno che se ognuno dà il suo, ci sono maggiori probabilità di sopravvivenza della specie. Non fa eccezione neppure l'estinzione/danneggiamento eccessivo del singolo, che stressato dal coniuge oltre la propria soglia di salute, non potrebbe vivere. Vivere, appunto; e non vivere meno comodamente, altrimenti non farebbe più....il suo!

Forse sono immaturo, potresti avere ragione, e sicuramente egoista, ma meglio così che fare la fine di coloro che mentono a sé stessi ...cut...Tu lo chiami egoismo? Anch'io, ma ci aggiungo anche la parola onestà.

Onestà è rispettare i patti con gli altri. Se senti di non riuscire a farlo o a sostenerne il peso, semplicemente non li sottoscrivere. Il matrimonio è un pò diverso dagli altri "patti", se uno lo fa, è per la responsabilità davanti ai terzi e rispetto al coniuge. Se fosse solo per se stessi, non ci sarebbe bisogno neppure di sottoscriverlo.

Se con il tumore l'uomo cambiasse il proprio umore, fosse arrabbiato con lei e con il mondo e la facesse stare male, rendendo così l'ambiente familiare pesante (come nel caso della depressione), allora dovrebbe lasciarlo anche in quel caso.

Il punto sta nel che cosa intendi per "pesante". Credo che sia questo il punto di tutta la discussione.

Se pesante vuole dire "mi ammalo per colpa tua" è un conto, se invece vuol dire estremo disagio, è tutto un altro.

E' molto probabile, l'altruismo incondizionato è molto raro (oltre che patologico).

Beh... tutte le volte che mi sono avvicinato all'altruismo incondizionato, dopo mi sono sentito benissimo. Specie in un rapporto d'amore, verso una partner o un gatto, o uno sconosciuto. Maturità vuol dire anche saper cosa è, e saperci arrivare. La cosa è difficile, certo, ma che sia patologica mi giunge nuova; mi daresti qualche riferimento scientifico sul caso?

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Se con il tumore l'uomo cambiasse il proprio umore, fosse arrabbiato con lei e con il mondo e la facesse stare male, rendendo così l'ambiente familiare pesante (come nel caso della depressione), allora dovrebbe lasciarlo anche in quel caso.

Il punto sta nel che cosa intendi per "pesante". Credo che sia questo il punto di tutta la discussione.

Se pesante vuole dire "mi ammalo per colpa tua" è un conto, se invece vuol dire estremo disagio, è tutto un altro.

E' molto probabile, l'altruismo incondizionato è molto raro (oltre che patologico).

Beh... tutte le volte che mi sono avvicinato all'altruismo incondizionato, dopo mi sono sentito benissimo. Specie in un rapporto d'amore, verso una partner o un gatto, o uno sconosciuto. Maturità vuol dire anche saper cosa è, e saperci arrivare. La cosa è difficile, certo, ma che sia patologica mi giunge nuova; mi daresti qualche riferimento scientifico sul caso?

Oscar mi ha risparmiato la fatica, Bello e impossibile, lo dico io che sei provocatorio....... :wub:

Se uno si sposa è perchè ci crede in quel "contratto", e comunque generalmente parlando se due persone decidono di andare a convivere perchè si amano e vogliono invecchiare insieme, non credo proprio che si sentono infastidite da un coniuge che a un certo punto si becca una depressione (o tumore ecc), solo che spesso si crea un disagio fortissimo perchè comunque la bilancia non è più ferma nel mezzo e tutto pende sulle spalle di una persona, e questo crea disagio ma se persiste il sentimento iniziale del matrimonio (o convivenza, per me non c'è differenza da punto di vista dei sentimenti) si cerca di superare insieme....poi sono d'accordo con te che se le cose intaccano il rapporto dei coniugi in modo irrecuparabile o se il problema nasce proprio dal rapporto oramai andato fuori binario allora è meglio una santa separazione che potrebbe anche giovare al depresso....

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cerco di rispondere: penso che abbandonare la persona in difficoltà, cher hai sposato, non sia giusto. non vorrei fosse fatto a me. quello che vorrei capire è quanto ancora ci sia da parte sua. nel senso: se avsse una grave malattia invalidante, non avrei dubbi e non lo lascerei perchè saprei che ha bisogno del mio amore e sostegno e sarei disposta con amore a stargli vicino rinunciando ad una vita normale. ma il brutto è affrontare sacrifici e non essere minimamente riconosciuta, stimata o amata, anzi come se la mia vicinanza fosse un fastidio e ogni mio gesto pur pensato per lui fosse un tradimento. io ho già affrontato prove molto pesanti per stargi vicino (anche lui lo ha fatto) ma ora sembra che dell'amore non sia rimasto nulla. questo non capisco: senza complicità e affetto, cosa rimane? possibile che un depresso veda che il mondo e sporattutto le persone più care gli stanno contro? può non rendersi conto, pur nella sofferenza, di chi gli vuole bene? è questo vuoto che mi distrugge, questo incentrare tutto su di se e non vedere più l'altro. e non riesco a capire come o se si possa guarire.

inoltre dico: tutti hanno diritto ala felicità, io che non ho la depressione ne ho diritto quanto lui. basta con questa storia che i "forti" sono obbligati a sostenere i "deboli", che spesso sono solo egoisti succhiatori di vita altrui.

il diritto alla propria felicità viene prima di un avido succhiamento.

P.s. per me felicità sarebbe anche solo un sorriso, o un "grazie", anche in un mare di guai.

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cerco di rispondere: penso che abbandonare la persona in difficoltà, cher hai sposato, non sia giusto. non vorrei fosse fatto a me. quello che vorrei capire è quanto ancora ci sia da parte sua. nel senso: se avsse una grave malattia invalidante, non avrei dubbi e non lo lascerei perchè saprei che ha bisogno del mio amore e sostegno e sarei disposta con amore a stargli vicino rinunciando ad una vita normale. ma il brutto è affrontare sacrifici e non essere minimamente riconosciuta, stimata o amata, anzi come se la mia vicinanza fosse un fastidio e ogni mio gesto pur pensato per lui fosse un tradimento. io ho già affrontato prove molto pesanti per stargi vicino (anche lui lo ha fatto) ma ora sembra che dell'amore non sia rimasto nulla. questo non capisco: senza complicità e affetto, cosa rimane? possibile che un depresso veda che il mondo e sporattutto le persone più care gli stanno contro? può non rendersi conto, pur nella sofferenza, di chi gli vuole bene? è questo vuoto che mi distrugge, questo incentrare tutto su di se e non vedere più l'altro. e non riesco a capire come o se si possa guarire.

inoltre dico: tutti hanno diritto ala felicità, io che non ho la depressione ne ho diritto quanto lui. basta con questa storia che i "forti" sono obbligati a sostenere i "deboli", che spesso sono solo egoisti succhiatori di vita altrui.

il diritto alla propria felicità viene prima di un avido succhiamento.

P.s. per me felicità sarebbe anche solo un sorriso, o un "grazie", anche in un mare di guai.

ti capisco primula, va dalla tua ex psicoterapeuta, credo che hai bisogno di spiegazioni che noi non possiamo darti....e poi hai anche bisogno di sfogarti (per questo ci siamo anche noi, quando vuoi!!!) e capire cosa vi sta succedendo....

L'egoismo e la depressione sono due cose diverse.....

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