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ARLEY

E se ci si innamora dello psicologo?

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Salve a tutti! Ho un problema e questo mi sembra il posto giusto per esporlo e per cercare consigli o dritte da qualcuno che sia un po' più furbo e saggio di me... :D: Da circa tre mesi frequento uno psicologo. Ho intrapreso questo percorso perchè sono in crisi con me stessa e dunque con il mondo intero...ma questa è un'altra storia :ph34r: ....Il fatto è che lo psicologo che ho scelto si è rivelato non solo molto giovane (solo qualche anno più di me) ma purtroppo è anche mooooolto carino fisicamente e parecchio simpatico.... :Love: E questa secondo me non è una grande fortuna. Io con lui mi trovo benissimo dal punto di vista "terapeutico" perchè è anche molto bravo nel suo lavoro. Sta riuscendo a farmi "aprire" e, comunque da quando vado, sono molto migliorata e sto meglio con me stessa. E questo significa solo che fa bene il suo lavoro.

Senonchè, come vi dicevo, questo tipo è davvero un bel tipo. Proprio un bel tipo. E allora succede che comincio a pensare a lui un po' troppo spesso ( :o: )...e nei giorni dell'incontro la mattina mi sveglio sempre di buonumore...sto mezz'ora davanti all'armadio per decidere cosa mettere...insomma sono patetica.

Non so cosa fare. Sono in crisona. Visto che con lui mi trovo molto bene vorrei parlargliene pero' ho paura di rovinare tutto. E ho paura di risultare ridicola. E ho paura che poi non riuscirei più a confidarmi insomma....una parte di me vorrebbe non soltanto confessargli tutto ma vorrebbe anche sentirsi dire che è reciproco....e poi mi immagino che ci alziamo dalle rispettive poltrone e ...come dire...ci chiariamo.... :D: ragazzi sono messa malissimo.

Razionalmente mi rendo conto che è una grandissima sciocchezza anche perchè oltre al fatto che io sono la paziente e lui il mio psicologo c'è anche che siamo entrambi sposati e lui addirittura con figli.

Non razionalmente invece....è un disastro.

Resta il fatto che ormai vivo solo aspettando la mia seduta e tutto il giorno ho in testa solo lui.

Secondo voi è meglio tagliare la corda e cambiare analista?? Aiutatemi!

Grazie e ciao a tutti!

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Da quello che scrivi sembra un vero e proprio "transfert", una specie di innamoramento, che si crea in un rapporto terapeutico. E' importante che avvenga perchè l'intervento si incardina su questo. Se lui è uno psicanalista esperto, saprà come gestire questo rapporto che viene usato anzi produttivamente per il successo terapeutico e la tua crescita. Come ovvio, per usare il transfert così, è necessario parlarne in seduta, e la prima a farlo dovresti essere proprio tu. Se lo nascondi, questo sentimento potrebbe essere un ostacolo alla terapia e casomai potresti danneggiare anche altre eventuali relazioni che mi pare abbiate già voi due. Pertanto è importante liberare il tuo sentimento, senza pudore, in modo da rendere più chiaro il rapporto terapeutico.

Se lui non fosse psicanalista (x es. psicologo psicoterapeuta), comunque sarebbe importante che sappia cosa ti sta succedendo, in modo da gestire opportunamente il rapporto, anche a costo di doversi rendere conto che dipendenze fissazioni e idealizzazioni "eccessive" potrebbero essere causa di pause o inviti a spostarsi verso colleghi (assai raro, non è il caso tuo). In ogni caso il codice deontologico e gli ordini sono molto drastici su eventuali conseguenze sentimentali fra terapeuta e paziente. In psicanalisi ortodossa, anzi, la neutralità del terapeuta è molto preservata.

E difficile, certo, ma prendi armi in spalla e coraggio e dì tutto tranquillamente: se è serio e competente (cosa che sembra sia), saprà come fare, proprio perchè è una cosa che capita spesso (per lui nulla di nuovo sotto il sole), se non anche auspicabile.

La psicoterapia infatti è un luogo dove per definizione si fa prima di tutto una riflessione sul comportamento, invece di metterlo in pratica con eventuali storie d'amore addirittura anche fisicamente vissute. Se togliamo questa caratteristica alla psicoterapia, diventa uguale alla stessa vita di tutti i giorni.

I terapeuti capaci sanno metabolizzare bene le proiezioni delle pazienti e sanno ben accogliere l'amore di una paziente senza farlo diventare patologico, ossessivo e intransigente, cosa che potrebbe accadere se non glielo dici. Questi terapeuti "capaci" sanno riconoscerlo senza paura e parlarne, gradualmente con le pazienti in modo da far accettare loro il non poter essere ricambiate, facendo scemare la cosa; soddisfacendole così in modo più profondo, così da non aver più bisogno di essere ricambiate in modo concreto a tutti i costi.

Tecnicamente del transfert ne parlò per primo Freud, secondo lui è una resistenza perchè è un modo per abbassare il terapeuta al rango di amante, e pertanto va elaborato. Si investe di affetto il terapeuta perchè si proiettano in lui delle caratteristiche di una persona affettivamente legata. Tuttavia oggi è considerato in terapia un passaggio quasi obbligato, ma per essere utile, come dicevo prima, deve essere correttamente elaborato e ridato al paziente.

Auguri per questo tuo ulteriore passaggio di crescita verso il corretto e produttivo andamento dei prossimi incontri! :o:

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ciao Harley, bè oltre ad essere d'accordissimo con ciò che dice oscar, che certo ne sa più di me, ti posso dire la mia esperienza,e per me è anche piùstrana ma significativa forse, perchè la mia psicologa era una donna, ed era anche tutto quello che non era mia madre, mi "innamorai" di lei fin da subito e anche a me capitava di fantasticare su abbracci da parte sua, e cose del genere, e anch'io mi sentivo stupida...e anche in colpa perchè una madre che mi voleva bene ce l'avevo.

Per molto tempo non gliel'ho detto, e questo mi ha creato u pò di problemi, in quanto in alcune cose non ero esattamente sincera con lei.....paura di deluderla forse.....poi un giorno mi sono fatta forza e gli ho detto, tutto quello che pensavo e di come l'avevo idealizzata e mi sono resa conto che in realtà era appunto un'idealzzzazione, un transfert verso di lei e nulla più ma così bello da aiutarmi a guarire....

Da quel giorno lei mi ha dato del tu(prima mi dava del lei che io non digerivo bene ma poi ho capito il perchè)....

Ti consiglio di aprirti a lui, non sei ridicola, sei più che normale e starai presto molto meglio, parlane così come ha ifatto qui e vedrai che lui saprà come fare....facci sapere....buona fortuna...

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Da quello che scrivi sembra un vero e proprio "transfert", una specie di innamoramento, che si crea in un rapporto terapeutico. E' importante che avvenga perchè l'intervento si incardina su questo. Se lui è uno psicanalista esperto, saprà come gestire questo rapporto che viene usato anzi produttivamente per il successo terapeutico e la tua crescita. Come ovvio, per usare il transfert così, è necessario parlarne in seduta, e la prima a farlo dovresti essere proprio tu. Se lo nascondi, questo sentimento potrebbe essere un ostacolo alla terapia e casomai potresti danneggiare anche altre eventuali relazioni che mi pare abbiate già voi due. Pertanto è importante liberare il tuo sentimento, senza pudore, in modo da rendere più chiaro il rapporto terapeutico.

Se lui non fosse psicanalista (x es. psicologo psicoterapeuta), comunque sarebbe importante che sappia cosa ti sta succedendo, in modo da gestire opportunamente il rapporto, anche a costo di doversi rendere conto che dipendenze fissazioni e idealizzazioni "eccessive" potrebbero essere causa di pause o inviti a spostarsi verso colleghi (assai raro, non è il caso tuo). In ogni caso il codice deontologico e gli ordini sono molto drastici su eventuali conseguenze sentimentali fra terapeuta e paziente. In psicanalisi ortodossa, anzi, la neutralità del terapeuta è molto preservata.

E difficile, certo, ma prendi armi in spalla e coraggio e dì tutto tranquillamente: se è serio e competente (cosa che sembra sia), saprà come fare, proprio perchè è una cosa che capita spesso (per lui nulla di nuovo sotto il sole), se non anche auspicabile.

La psicoterapia infatti è un luogo dove per definizione si fa prima di tutto una riflessione sul comportamento, invece di metterlo in pratica con eventuali storie d'amore addirittura anche fisicamente vissute. Se togliamo questa caratteristica alla psicoterapia, diventa uguale alla stessa vita di tutti i giorni.

I terapeuti capaci sanno metabolizzare bene le proiezioni delle pazienti e sanno ben accogliere l'amore di una paziente senza farlo diventare patologico, ossessivo e intransigente, cosa che potrebbe accadere se non glielo dici. Questi terapeuti "capaci" sanno riconoscerlo senza paura e parlarne, gradualmente con le pazienti in modo da far accettare loro il non poter essere ricambiate, facendo scemare la cosa; soddisfacendole così in modo più profondo, così da non aver più bisogno di essere ricambiate in modo concreto a tutti i costi.

Tecnicamente del transfert ne parlò per primo Freud, secondo lui è una resistenza perchè è un modo per abbassare il terapeuta al rango di amante, e pertanto va elaborato. Si investe di affetto il terapeuta perchè si proiettano in lui delle caratteristiche di una persona affettivamente legata. Tuttavia oggi è considerato in terapia un passaggio quasi obbligato, ma per essere utile, come dicevo prima, deve essere correttamente elaborato e ridato al paziente.

Auguri per questo tuo ulteriore passaggio di crescita verso il corretto e produttivo andamento dei prossimi incontri! :D:

Carissimo Oscar, intanto ti ringrazio per la tua bella e chiara risposta (devo dire molto esaustiva). Io pero' sono un po' confusa e richiedo, se ne hai voglia, ancor ail tuo aiuto: questo benedetto transfert è buono? Non è buono? :o: Io credo che forse sia "auspicabile" da parte del terapeuta...pero' se ci pensi da parte del paziente è una sfiga nera! Il terapeuta in fondo sa di "piacere" e di "contare" per il suo paziente e in questo modo allora, forse, riuscirà meglio nel suo lavoro. E va bene. Pero' adesso mettiti dalla parte del paziente per un attimo: cominci ad aspettare con troppa ansia e desiderio la tua seduta. E Cominci a pesnare a lui anche "fuori dalla stanza".

Oscar....cosa gli vado a raccontare? Come faccio a dirglielo? Secondo me questo si spaventa e mi da' un calcio nel sedere...oltre a trovarmi assolutament einopportuna. E poi sai cos'è? Io sono orgogliosissima e non mi va di ammettere queste cose. Non mi piace. Che casino...non ne esco più.

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ciao Harley, bè oltre ad essere d'accordissimo con ciò che dice oscar, che certo ne sa più di me, ti posso dire la mia esperienza,e per me è anche piùstrana ma significativa forse, perchè la mia psicologa era una donna, ed era anche tutto quello che non era mia madre, mi "innamorai" di lei fin da subito e anche a me capitava di fantasticare su abbracci da parte sua, e cose del genere, e anch'io mi sentivo stupida...e anche in colpa perchè una madre che mi voleva bene ce l'avevo.

Per molto tempo non gliel'ho detto, e questo mi ha creato u pò di problemi, in quanto in alcune cose non ero esattamente sincera con lei.....paura di deluderla forse.....poi un giorno mi sono fatta forza e gli ho detto, tutto quello che pensavo e di come l'avevo idealizzata e mi sono resa conto che in realtà era appunto un'idealzzzazione, un transfert verso di lei e nulla più ma così bello da aiutarmi a guarire....

Da quel giorno lei mi ha dato del tu(prima mi dava del lei che io non digerivo bene ma poi ho capito il perchè)....

Ti consiglio di aprirti a lui, non sei ridicola, sei più che normale e starai presto molto meglio, parlane così come ha ifatto qui e vedrai che lui saprà come fare....facci sapere....buona fortuna...

Grazie mille Digi. Pensa che anche io sospettando dei conflitti con mia madre ho scelto apposta un terapeuta maschio... :huh: secondo te sono stata furba?? Cavolo! E come facevo a immaginare che di fronte mi si sarebbe presentato un figo mio coetaneo?? Questa è una sciagura! Non poteva capitarmi uno brutto come un barbagianni?? Che sfiga nera. :mellow:

Scherzi a parte, come ho già detto a Oscar io non mi sento affatto pronta a raccontargli tutto. Mi vergogno troppo. Davvero. Non riuscirei mai....sono parecchie volte che vado e mi riprometto di raccontargli tutto...ma poi mi tiro indietro. Non ho il coraggio. Pero' lo so che hai ragione. E se taccio mi si ritorce contro. E oltretutto visto che lui è anche un bel volpino forse ha capito tutto lo stesso.... :mellow: Che casino!

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Si, certo che il transfert è una cosa buona. E' funzionale allo sviluppo della relazione terapeutica. Deve essere solo gestito da lui, ma potrà accadere ed evolversi solo grazie alla tua collaborazione. Lui lo da in pratica per scontato o quasi, che avvenga.

Tutti i tuoi dubbi ed ansie previsite potranno essere gestite, ridefinite e restituite a te grazie all'elaborazione di quanto vi accade.

Rispetto alla realtà/irrealtà del rapporto teraputa paziente... certo che è reale! Chi ti dice queste sciocchezze? Anzi, proprio la discussione e l'elaborazione fa parte del processo di consapevolizzazione di quello che vivi, attribuendo significati e sensi che prima rimanevano nel tuo inconscio.

La realtà/irrealtà che ora ti appare deve ancora essere ridefinita e rielaborata, affinchè non si idealizzi in modo disfunzionale, ovvero non produttivo per la terapia. Il "favore" che tu continuerai ad avere per lui sarà utile, ma senza... troppi effetti collaterali. Anzi, anche questa rielaborazione fa parte di uno dei processi di crescita. Il fatto di volergli "saltare addosso" carnalmente non capita mica solo a te! Quasi tutte le sue clienti hanno "un debole per lui", sta tranquilla. E figurati quelle dell'età a lui prossima! Fa parte del suo lavoro, ed anzi, la usa come una "leva" per andare avanti meglio. Anche qui nulla di nuovo sotto il sole. Si comincia dal parlare di transfert per poi vuotare tutto il sacco sia delle tue pulsioni che dei tuoi sentimenti. Ci è abituato. Così la relazione terapeutica potrà evolvere.

Sul fatto che ha già capito (forse pure prima di te) ci puoi giurare, ma non emetterà nessun giudizio quando glielo dirai. Sta tranquilla anche di questo.

Anche le rigidità di cui parli (orgoglio, coerenza, ecc) messe in dubbio da questa proiezione, le vedo come un'opportunità da non lasciarti sfuggire assolutamente per crescere davvero e rompere certi tuoi meccanismi in chiave evolutiva.

A te la scelta se essere coerente o efficace.

un :mellow:

oscar

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Mcchè. Non mi convnce per niente sta storia del tranfert. Tu dici che è buona cosa, che aiuta a "ridefinire", "rielaborare"..parli di relata' ed irrealta'....dici che è utile per "evolvere" per "capire" e un sacco di altre cose belle da sentir dire....

Ragazzi non ci dimentichiamo pero' che il terapeuta di fronte ha delle persone in carne ed ossa che hanno emozioni e sensazioni. Magari anche sane. A me la faccenda di "fare leva" proprio non va giu'....perchè mi sento strumentalizzata. Mi sento presa in giro e ridicolizzata. Perchè puo' anche essere "utile" alla terapia ed al percorso nel lungo tempo, pero' nell'immediato, perdonami, io mi sento coglionata. Come tutte le volte che ho la sensazione che qualcuno "vuole portarmi a dire o a fare" determinate cose. Mi sento una specie di burattino uguale ad altri cento burattini che si comporta e reagisce esattamente nel modo in cui lui si aspetta. Scontata, stupida e ridicola.

A me questa cosa fa incazzare terribilimente. Inoltre non mi va giù nenche questo rapporto "sbilanciato". Non esiste. Mi sento parte debole. Troppo più debole. Ed incazzandomi non riesco più a cavare un ragno dal buco. E se non cavo un ragno dal buco vuol dire che sono ferma e non procedo. E se non procedo vado a perdere tempo.

Oscar grazie mille.

Mi hai dato uno spunto importantissimo per ragiornare. Ho ragionato in questo preciso momento, scrivendo e, forse, contestandoti....pero' ho capito cosa mi conviene fare.

Io dico che cosi' non mi piace. Avro' tutti i miei problemi ma questa voglia di "saltargli addosso" sta diventando un po' troppo prepotente e me ne strabatto se faccio parte della massa femminile delle sue clienti/pazieni e se il mio è un desiderio comune. Io lo vivo in modo troppo umiliante. Se continuo a frequentarlo soffriro' perchè saro' obbligata a trattenermi. E poi, guarda, mi sta complicando un po' troppo la vita....non esiste che con una vita già impostata mi devo "ridurre" cosi'.

E' diventato il mio primo pensiero del mattino. E l'ultimo della sera. Perdo tempo davanti al guardaroba x decidere cosa mettere e alla seduta ci vado volando ...immaginando già il suo sorriso.

...Altro che tranfert...qua sto messa male. Molto male.

E dico che, per me stessa e per il mio equilibrio, è meglio battere ritirata. Immediata aggiungerei.

Un bacio grandissimo e ancora grazie. Sei proprio un figo. :mellow:

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Tu vai da lui "proprio" per essere strumentalizzata, emozioni comprese! Ovviamente in positivo, è chiaro.

Il fatto che ti voglia sentire forte per forza, è una resistenza classica. E secondo me è anche fonte di alcuni dei casini che non ci hai accennato, e che ti hanno condotto all'inizio da lui.

Nessuna terapia funziona se non ci si "affida" come dei bimbi inermi al terapeuta, con tanta umiltà. Senza quella non si progredisce. Con tutte le debolezze, soprattutto quelle rigidità che ami chiamare "rapporti di forza". Se metti questi rapporti fra te e lui allora non ti apri e lo regredisci ad amante. Come diceva Freud.

Anche quando ci si fa operare da un chirurgo si è deboli, addirittura addormentati! O ti fidi o no. Semplice. Anche a questo serve il transfert.

Ciaooo :mellow:

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ciao Arley, visto che sta ipensando di mollarlo, che ti costa prima parlargli di queste tue sensazioni e paure?Poi se non ti piace la risposta (cosa che non sarà perchè lui non ti giudica) allora sei libera di andare....ma lasciati questa possibilità, anche secondo me questa è una tua resistenza, che dovresti cercare di superare per poter fare altri passi avanti nella comprensione/accettazione di te....

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Tu vai da lui "proprio" per essere strumentalizzata, emozioni comprese! Ovviamente in positivo, è chiaro.

Il fatto che ti voglia sentire forte per forza, è una resistenza classica. E secondo me è anche fonte di alcuni dei casini che non ci hai accennato, e che ti hanno condotto all'inizio da lui.

Nessuna terapia funziona se non ci si "affida" come dei bimbi al terapeuta, con tanta umiltà. Senza quella non si progredisce. Con tutte le debolezze, soprattutto quelle rigidità che ami chiamare "rapporti di forza". Se metti questi rapporti fra te e lui allora non ti apri e lo regredisci ad amante. Come diceva Freud.

Anche quando ci si fa operare da un chirurgo si è deboli, addirittura addormentati! O ti fidi o no. Semplice. Anche a questo serve il transfert.

Ciaooo :mellow:

Manomanomano! Non posso. Non sono pronta. Non ne ho voglia. Non riesco in nessun modo! Infatti ecco perchè continuo a dire che è un casino. Ho sbagliato perchè avrei dovuto scegliere un terapeuta diverso...forse una donna...magari un po' materna non so....ma questo qui proprio non va bene! Io mettermi nelle sue mani come una bimba indifesa?? Macchè bimba indifesa! Spiegami come fai ad arrenderti e ad "aprirti" con l'innocenza di un bambino se in quella stanza i pensieri che faccio sono tutto tranne che innocenti! Questo mi piace! E' pericoloso! Non posso continuare cosi'!

Pero' non vedo via d'uscita. Mi sento come un topo in trappola. E mi maledico per essermi cacciata in questa situazione....ma chi me l'ha fatto fare?? :mellow:

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Giusto per curiosità...

Ma uno dei problemi che ti hanno condotta da lui sono proprio alcune tue "rigidità" o no?

Lo vedo anche dalle resistenze in questo dialogo. Per carità, sei libera di scegliere di non vincerti e abbandonare la lotta, ma credo che dalle lotte ne trai energia... non so. Ho questa impressione.

Come se avessi già preso la decisione prima di scrivere qua. Quindi se pensi di non farcela, fai bene a lasciare tutto. Casomai lo saluti prima di non ritornarci più e glielo dici, se vuoi, se no, neppure quello. Tanto ti starai avviando da un'altra.

Io ho cercato di rispondere (esaustivamente, coma hai detto) alla tua domanda-non domanda (perchè avevi già deciso).

- "Secondo voi è meglio tagliare la corda e cambiare analista?? Aiutatemi!" -

Quindi... auguri per il tuo/tua prossima terapeuta! :mellow:

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ciao Arley, visto che sta ipensando di mollarlo, che ti costa prima parlargli di queste tue sensazioni e paure?Poi se non ti piace la risposta (cosa che non sarà perchè lui non ti giudica) allora sei libera di andare....ma lasciati questa possibilità, anche secondo me questa è una tua resistenza, che dovresti cercare di superare per poter fare altri passi avanti nella comprensione/accettazione di te....

Ma sai cos'è Digi? E' che io credo che sia "superfluo" parlarne con lui...quello ha capito già tutto da un pezzo. Cioè mi sentirei solo molto sciocca...non ne ho il coraggio. Ho paura di sentirmi umiliata. Anche perchè la regola della "paziente che non deve mai essere respinta" la conosco e quindi, sono sicura che riceverei una "buona" e "positiva" e "sensata e saggia" reazione da parte del mio PERFETTO psicologo....pero' mi suonerebbe cosi' falsa e standard...mi sentirei davvero una stupida trattata non come una donna ma come una bambina alla quale vengono lanciate due caramelle solo per tenerla buona e chiuderle la bocca....Tutto questo mi mortifica... :D:

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Giusto per curiosità...

Ma uno dei problemi che ti hanno condotta da lui sono proprio alcune tue "rigidità" o no?

Lo vedo anche dalle resistenze in questo dialogo. Per carità, sei libera di scegliere di non vincerti e abbandonare la lotta, ma credo che dalle lotte ne trai energia... non so. Ho questa impressione.

Come se avessi già preso la decisione prima di scrivere qua. Quindi se pensi di non farcela, fai bene a lasciare tutto. Casomai lo saluti prima di non ritornarci più e glielo dici, se vuoi, se no, neppure quello. Tanto ti starai avviando da un'altra.

Io ho cercato di rispondere (esaustivamente, coma hai detto) alla tua domanda-non domanda (perchè avevi già deciso).

- "Secondo voi è meglio tagliare la corda e cambiare analista?? Aiutatemi!" -

Quindi... auguri per il tuo/tua prossima terapeuta! ^_^

Si' forse sul fatto che avevo già deciso hai ragione....e forse non sbagli neppure quando dici che sono rigida. Anzi, hai ragione un'altra volta. Sono rigidissima e durissima. Sono rigorosa fino allo sfinimento con me stessa e lo pretendo anche dagli altri.

Io per chi mi vede da fuori sono formidabile. Invece dentro sono solo molto spaventata. Non mi fido di nessuno e non riesco a "lasciarmi andare" mai completamente.

Lo so che sono sbagliata. Ed è questo il motivo che mi ha spinta a voler migliorare. Pero' mi sono imbattuta in una cosa che non avevo preventivato e che mi impaurisce ancora di più. E poi anche il fatto di "sentire" questo richiamo fisico...per me è inconcepibile perchè io sono sempre stata molto controllata anche in questo....

Sapete cos'è? E' che sono stufa di me stessa. Mi stanco e mi sfinisco da sola. Sempre a fare la donna d'acciaio che risolve tutti i problemi di tutti gli altri, che è un punto di riferimento per ogni membro della sua famiglia, per gli amici, che fa sempre la cosa giusta.....mi sono rotta le palle adesso.

E avere un "problema" in più per me adesso è un deterrente grande.

A me piace il mio psicologo e lo trovo anche molto preparato. E' bravo. E' giovane ma sa quello che fa. E sono dispiaciuta a buttare tutto alle ortiche per ricominciare da un altro. Pero' sono costretta. Mi conosco e mi conviene farlo senno' davvero ne esco a pezzi. Tks. :D:

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Ma sai cos'è Digi? E' che io credo che sia "superfluo" parlarne con lui...quello ha capito già tutto da un pezzo. Cioè mi sentirei solo molto sciocca...non ne ho il coraggio. Ho paura di sentirmi umiliata. Anche perchè la regola della "paziente che non deve mai essere respinta" la conosco e quindi, sono sicura che riceverei una "buona" e "positiva" e "sensata e saggia" reazione da parte del mio PERFETTO psicologo....pero' mi suonerebbe cosi' falsa e standard...mi sentirei davvero una stupida trattata non come una donna ma come una bambina alla quale vengono lanciate due caramelle solo per tenerla buona e chiuderle la bocca....Tutto questo mi mortifica... :D:

stai facendo resistenza.....se è normale quasi per tutti, e c'è un termine addirittura coniato per questo tipo di situazioni, perchè solo tu dovresti sentirti umiliata? Comunque sia deciditi, perchè secondo me così non farai più del bene a te stessa, fingere con il proprio psicoterapeuta non è positivo ai fini della terapia....

ABBASSA LE DIFESE!!!!!!!

un saluto affettuoso ^_^

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Si' forse sul fatto che avevo già deciso hai ragione....e forse non sbagli neppure quando dici che sono rigida. Anzi, hai ragione un'altra volta. Sono rigidissima e durissima. Sono rigorosa fino allo sfinimento con me stessa e lo pretendo anche dagli altri. Sono stata bravissima. Una bravissima bambina, un'adolescente giudiziosa che non ha mai dato problemi...e sono diventata una donna all'apparenza stabile. Ma io mi percepisco solo come una donna abortita. Mi manca un pezzo. E sono andata dal mio psicologo perchè volevo cercare e trovare cio' che mi manca.

Io per chi mi vede da fuori sono formidabile. Invece dentro sono solo molto spaventata. Non mi fido di nessuno e non riesco a "lasciarmi andare" mai completamente.

Lo so che sono sbagliata. Ed è questo il motivo che mi ha spinta a voler migliorare. Pero' mi sono imbattuta in una cosa che non avevo preventivato e che mi impaurisce ancora di più. E poi anche il fatto di "sentire" questo richiamo fisico...per me è inconcepibile perchè io sono sempre stata molto controllata anche in questo....

Sapete cos'è? E' che sono stufa di me stessa. Mi stanco e mi sfinisco da sola. Sempre a fare la donna d'acciaio che risolve tutti i problemi di tutti gli altri, che è un punto di riferimento per ogni membro della sua famiglia, che fa sempre la cosa giusta.....mi sono rotta le palle adesso.

E avere un "problema" in più per me adesso è un deterrente grande.

A me piace il mio psicologo e lo trovo anche molto preparato. E' bravo. E' giovane ma sa quello che fa. E sono dispiaciuta a buttare tutto alle ortiche per ricominciare da un altro. Pero' sono costretta. Mi conosco e mi conviene farlo senno' davvero ne esco a pezzi. Tks. :D:

ti capisco benissimo, per me devi parlargi, poi fa come credi.....

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Si' forse sul fatto che avevo già deciso hai ragione....e forse non sbagli neppure quando dici che sono rigida. Anzi, hai ragione un'altra volta. Sono rigidissima e durissima. Sono rigorosa fino allo sfinimento con me stessa e lo pretendo anche dagli altri. Sono stata bravissima. Una bravissima bambina, un'adolescente giudiziosa che non ha mai dato problemi...e sono diventata una donna all'apparenza stabile. Ma io mi percepisco solo come una donna abortita. Mi manca un pezzo. E sono andata dal mio psicologo perchè volevo cercare e trovare cio' che mi manca.

Io per chi mi vede da fuori sono formidabile. Invece dentro sono solo molto spaventata. Non mi fido di nessuno e non riesco a "lasciarmi andare" mai completamente.

ma vah? ^_^

Beh.. a furia di darmi ragione tutte ste volte, poi mi monto la testa... eh? :21:

Lo so che sono sbagliata. Ed è questo il motivo che mi ha spinta a voler migliorare. Pero' mi sono imbattuta in una cosa che non avevo preventivato e che mi impaurisce ancora di più. E poi anche il fatto di "sentire" questo richiamo fisico...per me è inconcepibile perchè io sono sempre stata molto controllata anche in questo....

A me sto fatto del richiamo fisico mi ricorda il principio di piacere che non riesce ad essere superato dal principio di realtà. A causa della tua rigidità, esce in modo compensativo a soddisfacimento delle repressioni che fa il tuo super-io. In altre parole la tua bambina vuole la caramella (lui) per compensare le botte che riceve il tuo genitore interno (rigido).

Non credo che ti serva cercare cosa ti manca, ma semmai togliere qualcosa che hai in più.

Per superarti, cara arley... mi sa che devi passare per una tua distruzione in pezzi... per poi ricomporti come vuoi... Altrimenti le dinamiche si ripeteranno sempre.

E poi non SEI sbagliata, ti COMPORTI in modo poco utile a te. E' molto diverso, e hai il futuro per comportarti come vuoi, se ci lavori umilmente.

Auguri...

:D:

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mmmm....allora Oscar....praticamente mi stai dicendo che sono una super-donna ( :B): ) che vuole le caramelle ( :D: ) e nell'io profondo vuole ripempire di botte lo psicologo?? ( :rolleyes: )....ho capito bene? :rolleyes:^_^:Big Grin:

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arley non sai quanto ti capisco... Più o meno provo le tue stesse emozioni, questo a riprova di quanto sia comune provare certi sentimenti verso lo psicologo :rolleyes: Comunque questa discussione mi ha fatto riflettere molto. Io credo che il nocciolo della questione sia proprio la fiducia, il SAPER DARE FIDUCIA al proprio terapista...E quale prova di fiducia più grande che l'esporsi a una gigantesca figura di palta :rolleyes: Ti assicuro che anch' io al momento non sono pronta, però mi rendo conto che nel momento in cui riuscirò (se ci riuscirò :D: ) a sfondare questo muro, ci sarà una svolta nel rapporto con lo psicologo e nel mio percorso. Quindi datti i tuoi tempi, non mandare tutto a puttane (scusate il francesismo...) vedrai che arriverà il momento in cui troverai il coraggio di parlargliene ^_^

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arley non sai quanto ti capisco... Più o meno provo le tue stesse emozioni, questo a riprova di quanto sia comune provare certi sentimenti verso lo psicologo :rolleyes: Comunque questa discussione mi ha fatto riflettere molto. Io credo che il nocciolo della questione sia proprio la fiducia, il SAPER DARE FIDUCIA al proprio terapista...E quale prova di fiducia più grande che l'esporsi a una gigantesca figura di palta :rolleyes: Ti assicuro che anch' io al momento non sono pronta, però mi rendo conto che nel momento in cui riuscirò (se ci riuscirò :D: ) a sfondare questo muro, ci sarà una svolta nel rapporto con lo psicologo e nel mio percorso. Quindi datti i tuoi tempi, non mandare tutto a puttane (scusate il francesismo...) vedrai che arriverà il momento in cui troverai il coraggio di parlargliene :Big Grin:

Wow. Grazie infinite.

Questo vuol dire che non sono sola. Ed è già qualcosa! ...Senti ma...quindi anche tu sei "in dubbio" se parlare o no? E come ti stai comportando adesso? ^_^

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mah... al momento taccio :D:

Gli ho parlato di come sia arrabbiata con me stessa per il fatto di non riuscire a dirgli tutto quello che vorrei dirgli. Lui è stato meraviglioso, non mi ha per niente forzata e mi ha detto che comunque non forzerà i miei tempi ^_^ e non sai quanto gli sono grata per questo... Un pò temo anch' io che abbia intuito e la cosa mi imbarazza da morire :rolleyes:

Lo so che devo buttare giù 'sto muro... Spero di riuscirci, ma per ora non sono pronta :rolleyes: E' che mi devo proprio fare violenza... Comunque io non ci penso proprio a cambiare terapista, perchè ho avuto la fortuna di trovare una persona eccezionale, e col cavolo che lo mollo !!

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