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A Cucciolotta.

Alda Merini, poetessa 'maledetta', quanto dolore in lei....

I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere iddio.

ma i poeti nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

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Una poesia è una città piena di strade e tombini

piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,

piena di banalità e roba da bere,

piena di pioggia e di tuono e di periodi

di siccità, una poesia è una città in guerra,

una poesia è una città che chiede a una pendola perché,

una poesia è una città che brucia,

una poesia è una città sotto le cannonate

le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,

una poesia è una città dove Dio cavalca nudo

per le strade come Lady Godiva,

dove i cani latrano di notte, e fanno scappare

la bandiera; una poesia è una città di poeti,

per lo più similissimi tra loro

e invidiosi e pieni di rancore...

Una poesia è questa città adesso,

cinquanta miglia dal nulla,

le 9.09 del mattino,

il gusto di liquore e delle sigarette,

né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,

questa poesia, questa città, che serra le sue porte,

barricata, quasi vuota,

luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,

i monti di roccia dura,

l'oceano come una fiamma di lavanda,

una luna priva di grandezza,

una musichetta da finestre rotte...

Una poesia è una città, una poesia è una nazione,

una poesia è il mondo...

E ora metto questo sotto vetro

perché lo veda il pazzo direttore,

e la notte è altrove

e signore grigiastre stanno in fila,

un cane segue l'altro fino all'estuario,

le trombe annunciano la forca

mentre piccoli uomini vaneggiano di cose

che non possono fare.

Charles Bukowski - "Una poesia è una città"

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Gavja ricevere da te queste poesie è sempre un mix di emozioni....grazie...

Tu una donna

La fiamma del tuo cerino

ha acceso la mia fantasia

ma non bruciare i baci del mio amore

l alfabeto di Alessandra

le fragole del bosco

la polvere del palcoscenico

donna zanzara pungente del sillabario

pasto magnetico del lupo solitario

nel cerchio del ballerino

non sei signora

di sera dopo l imbrunire

zanzara che ti nutri

del dolore delle ossa

senza occhi e senza cuore

teatro che fa sognare il buio

dove nasconde metà luce

zanzara dal veleno dolce

non donna non signora....

dalla raccolta di poesie di Alessandro Sicilia

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Mattino d'autunno nella vigna

fila per fila ceppo per ceppo i ceppi si ripetono

e i grappoli sui ceppi

e gli acini sui grappoli

e la luce sugli acini.

La notte nella casa grandissima e bianca

una luce dentro ciascuna

le finestre si ripetono

tutte le piogge che cadono si ripetono

sul suolo sull'albero sul mare

sulla mia mano il mio viso i miei occhi

ripetersi dei punti a maglia

ripetersi nel cielo stellato

in tutte le lingue ripetizioni dei «t'amo»

e nelle foglie il rinnovamento dell'albero

e in ogni letto di morte il dolore

per la vita troppo breve

ripetersi della neve

che cade

della neve che cade leggera

della neve che cade a fiocchi

della neve che fuma come la nebbia

disperdendosi nella tempesta

che imperversa

ripetersi della neve che mi sbarra il cammino

i bambini giuocano nel cortile

nel cortile giuocano i bambini

una vecchia passa nella strada

nella strada una vecchia passa

passa una vecchia nella strada.

La notte nella casa grandissima e bianca

una luce dentro ciascuna

le finestre si ripetono

sui grappoli, rinnovamento di acini

sugli acini, la luce

il mattino d'autunno nella vigna

fila per fila nodo per nodo i ceppi si ripetono

sui ceppi, i grappoli

sui grappoli, gli acini

sugli acini, la luce

nella luce, il mio amore.

Il miracolo del rinnovamento, mio cuore,

è il non ripetersi del ripetersi.

(N.Hikmet)

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Sui figli

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:

Parlaci dei Figli.

E lui disse:

I vostri figli non sono figli vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita procede e non s'attarda sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.

L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.

Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere;

Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

Kahlil Gibran

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  • 3 weeks later...

Non vivere su questa terra

come un estraneo

o come un turista nella natura.

Vivi in questo mondo

come nella casa di tuo padre:

credi al grano, alla terra, al mare

ma prima di tutto credi all'uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri

ma prima di tutto ama l'uomo.

Senti la tristezza del ramo che secca

dell'astro che si spegne

dell'animale ferito che rantola

ma prima di tutto

senti la tristezza e il dolore dell'uomo.

Ti diano gioia tutti i beni della terra

l'ombra e la luce ti diano gioia

le quattro stagioni ti diano gioia

ma soprattutto, a piene mani

ti dia gioia l'uomo!

Nazim Hikmèt

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Amo molto anche la letteratura russa.

LA PORTA E' SOCCHIUSA

La porta è socchiusa,

dolce respiro dei tigli...

Sul tavolo, dimenticati,

un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume...

tendo l'orecchio ai fruscii.

Perché sei andato via?

Non comprendo...

Luminoso e lieto

domani sarà il mattino.

Questa vita è stupenda,

sii dunque saggio cuore.

Tu sei prostrato, batti

più sordo, più a rilento...

Sai, ho letto

che le anime sono immortali.

Anna Achmatova

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Ilaria, anche tu ami Hikmet?

Grazie per la bella poesia. :wink:

sì, e guarda è una scoperta relativamente recente..

ciao :)

a propo'..

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello

che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.

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Il più bello dei mari.... mi ha sempre commosso profondamente. grazie per averla postata.

( Vorrei mettere una faccetta, ma sinceramente, non ne trovo una adatta a ciò che vorrei esprimere)

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Notte Gavja, notte Ilaria.

Non è che voglio contraddire per partito preso, ma davvero mi sento molto distante dalla poesia di ricordata da Ilaria. Ricordo anche quanto piace a Maurizio Costanzo.

Dico quello che sento io parafrasando:

Il più bello dei mari

è quello che ho navigato

Il più bello dei miei figli

sono prorio quelli che ho adesso.

I più belli dei miei giorni

sono tutti quelli che ho vissuto.

E quello

che vorrei dirvi di più bello

ve lo dico: siete adorabili a parlare di poesia, in questa notte che ci vede qui!

Un abbraccio

Gianni

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Notte Gavja, notte Ilaria.

Non è che voglio contraddire per partito preso, ma davvero mi sento molto distante dalla poesia di ricordata da Ilaria. Ricordo anche quanto piace a Maurizio Costanzo.

Dico quello che sento io parafrasando:

Il più bello dei mari  

è quello che ho navigato  

Il più bello dei miei figli  

sono prorio quelli che ho adesso.  

I più belli dei miei giorni  

sono tutti quelli che ho vissuto.  

E quello  

che vorrei dirvi di più bello  

ve lo dico: siete adorabili a parlare di poesia, in questa notte che ci vede qui!

Un abbraccio  

Gianni

Si vede che non ti sei mai sentito imprigionato Aioblu.

Grazie comunque per le belle parole.

Un abbraccio con il cuore e buonanotte. :) :wink:

A me ste faccette proprio non piacciono... per favore, rimediate, mi sembra di postare delle cretinerie.

Chiedo scusa :roll: ( l'unica faccetta che salvo)

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Sono d'accordo sulle faccette e su quello che dicevi prima.

Nel senso: adoro la mia vita nella quale ho sempre smontato pazientemente le gabbie che volevano imprigionarmi- non senza pagare un prezzo ogni volta - .

Si, io mi sento un uomo felice.

Spero sia contagioso, almeno per i sogni di tutti di questa notte.

Notte.

:roll: come di chi sta per prendere sonno e un pò pensa.

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Notte Gavja, notte Ilaria.

Non è che voglio contraddire per partito preso, ma davvero mi sento molto distante dalla poesia di ricordata da Ilaria. Ricordo anche quanto piace a Maurizio Costanzo.

Dico quello che sento io parafrasando:

Il più bello dei mari  

è quello che ho navigato  

Il più bello dei miei figli  

sono prorio quelli che ho adesso.  

I più belli dei miei giorni  

sono tutti quelli che ho vissuto.  

E quello  

che vorrei dirvi di più bello  

ve lo dico: siete adorabili a parlare di poesia, in questa notte che ci vede qui!

Un abbraccio  

Gianni

Si vede che non ti sei mai sentito imprigionato Aioblu.

Grazie comunque per le belle parole.

Un abbraccio con il cuore e buonanotte. :) :wink:

A me ste faccette proprio non piacciono... per favore, rimediate, mi sembra di postare delle cretinerie.

Chiedo scusa :roll: ( l'unica faccetta che salvo)

Un mio amico dedicò a sua madre, malata, "Il più bello dei mari".. fu in quell'occasione che conobbi quella poesia e la trovai adeguatissima a quella circostanza...e trovai il pensiero del mio amico di una delicatezza...

notte a Gavja e ad aioblu 8)

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Notte Gavja, notte Ilaria.

Non è che voglio contraddire per partito preso, ma davvero mi sento molto distante dalla poesia di ricordata da Ilaria. Ricordo anche quanto piace a Maurizio Costanzo.

Dico quello che sento io parafrasando:

Il più bello dei mari  

è quello che ho navigato  

Il più bello dei miei figli  

sono prorio quelli che ho adesso.  

I più belli dei miei giorni  

sono tutti quelli che ho vissuto.  

E quello  

che vorrei dirvi di più bello  

ve lo dico: siete adorabili a parlare di poesia, in questa notte che ci vede qui!

Un abbraccio  

Gianni

Si vede che non ti sei mai sentito imprigionato Aioblu.

Grazie comunque per le belle parole.

Un abbraccio con il cuore e buonanotte. :) :wink:

A me ste faccette proprio non piacciono... per favore, rimediate, mi sembra di postare delle cretinerie.

Chiedo scusa :roll: ( l'unica faccetta che salvo)

Un mio amico dedicò a sua madre, malata, "Il più bello dei mari".. fu in quell'occasione che conobbi quella poesia e la trovai adeguatissima a quella circostanza...e trovai il pensiero del mio amico di una delicatezza...

notte a Gavja e ad aioblu 8)

Sono d'accordo sulle faccette e su quello che dicevi prima.

Nel senso: adoro la mia vita nella quale ho sempre smontato pazientemente le gabbie che volevano imprigionarmi- non senza pagare un prezzo ogni volta - .

Si, io mi sento un uomo felice.  

Spero sia contagioso, almeno per i sogni di tutti di questa notte.

Notte.

:roll: come di chi sta per prendere sonno e un pò pensa.

Bensvegliata, Ilaria

Quali sogni hai fatto stanotte? :cry:

Sono curiosissimo. :wink:

Anche Costanzo dedica la poesia da te citata ai sofferenti ed al suo pubblico.

E' dentro di me ( puoi esserne certa ) infatti la tua poesia, che esprimevo nel saluto della buona notte che rivolgevo a te ed a Gavja.

Io adesso aggiungerei alla mia parafrasi anche:

"come è bellissimo dedicare una poesia alla propria madre, alla vita, sempre"

Io sono qui prorio per imparare ad essere più "delicato", che è una cosa che non si finisce mai di scoprire quanto sia difficile…

Se poi si può intravedere qualche altro motivo di riflessione in questa poesia, quale quello che proponevo, credo che esso potrebbe essere utile a pensare ad altri tipi di sofferenze ( quelle indotte dal non vivere il proprio presente fuggendo in altre direzioni - ad esempio il futuro) Perciò penso che la maggiore delicatezza a cui aspiro, non mi abbia abbandonato nel cogliere un attimo del presente, per rivolgervi un saluto affettuoso di buona notte, come augurio di "splendidi sogni".

Come vedi sono perfettamente d'accordo con te su tutto. :wink:

Ho solo aggiunto me a quello che dicevi tu. :D Scusa se se ti fosse sembrato per qualche verso troppo/poco. :(

..na domenica Ilaria, :D

bensvegliata anche a te Gavja, :D come vanno i tuoi sogni? :wink:

Gianni

Ps. Qui riferisco il termine"poesia" contemporaneamente al momento vissuto stanotte ed alla poesia da te citata, salvo quando non specifico "poesia da te citata"

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Non è che voglio contraddire per partito preso, ma davvero mi sento molto distante dalla poesia di ricordata da Ilaria. Ricordo anche quanto piace a Maurizio Costanzo.

Dico quello che sento io parafrasando:

Il più bello dei mari  

è quello che ho navigato  

Il più bello dei miei figli  

sono prorio quelli che ho adesso.  

I più belli dei miei giorni  

sono tutti quelli che ho vissuto.  

E quello  

che vorrei dirvi di più bello  

ve lo dico: siete adorabili a parlare di poesia, in questa notte che ci vede qui!

Un abbraccio  

Gianni

Un mio amico dedicò a sua madre, malata, "Il più bello dei mari".. fu in quell'occasione che conobbi quella poesia e la trovai adeguatissima a quella circostanza...e trovai il pensiero del mio amico di una delicatezza...

notte a Gavja e ad aioblu  8)

Bensvegliata, Ilaria  

 

Quali sogni hai fatto stanotte? :wink:  

Sono curiosissimo. :cry:  

Anche Costanzo dedica la poesia da te citata ai sofferenti ed  al suo pubblico.

E' dentro di me ( puoi esserne certa ) infatti la tua poesia, che esprimevo nel saluto della buona notte che rivolgevo a te ed a Gavja

Io sono qui prorio per imparare ad essere più "delicato", che è una cosa che non si finisce mai di scoprire quanto sia difficile…

Se poi si può intravedere qualche altro motivo di riflessione in questa poesia, quale quello che proponevo, credo che esso potrebbe essere utile a pensare ad altri tipi di sofferenze ( quelle indotte dal non vivere il presente fuggendo in altre direzioni - il futuro od il passato.) Perciò penso che la maggiore delicatezza a cui aspiro, credo non mi abbia abbandonato nel cogliere un attimo del presente, per rivolgervi un saluto affettuoso di buona notte, come augurio di "splendidi sogni".  

Come vedi sono perfettamente d'accordo con te su tutto. :wink:  

Ho solo aggiunto me a quello che dicevi tu.  :D Scusa se se ti fosse sembrato per qualche verso troppo/poco. :(  

..na domenica Ilaria, :D  

bensvegliata anche a te Gavja,  :D come vanno i tuoi sogni? :wink:  

Gianni

Una battuta per aioblu :wink: Che ci frega di Costanzo e di cosa piace a lui ! :LOL: Io nemmeno sapevo della sua predilezione per questa poesia, e la mia predilezione per le cose se a volte si può incrociare con quella degli altri ben venga, fermo resta che ognuno segue un suo percorso "intertestuale" nello scegliere e costruirsi una propria biblioteca mentale di riferimenti, che si fonda su motivi unici e propri.

Quanto all'ampliamento di senso che tu proponi mi trovi perfettamente d'accordo. C'è un sapore idealistico/attendista/quasi da "destino-che deve fare il suo corso" nella poesia che è quello che mi piace meno. La migliore delle vite possibili ce la dobbiamo costruire oggi,non ci è "data in sorte" miracolosamente o fortuitamente, ma è il risultato di un impegno costante e tenace.Inoltre "la migliore delle vite " è quella che abbiamo avuto *se* riusciamo a coglierne il significato, se cogliamo il senso che quanto abbiamo vissuto ha e quanto ci rivela rispetto a chi siamo noi ora e rispetto a come possiamo evolvere e chi possiamo ancora divenire.

Ma l'accento sulla speranza, sulla fiducia nel futuro, sulla necessità di abbandonare ogni rimpianto o nostalgia per il bel tempo che fu è ciò che mi sembra *utile* di questa poesia.

Grazie per il tuo spunto, aioblu!!

Buona domenica, oggi qui c'è il sole finalmente!

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Mi fa piacere trovare ancora "convergenze".

Se fosse una questione di accento, io lo metto sicuramente più sul presente, unica fonte di vita vera. ( le altre sai bene che sono o utili esperienze , il passato o "aspettative" "programmi" il futuro-quasi sempre diverso da quello che la nostra prospezione in avanti ci induce a sperare.

IO NON SPERO NULLA. VIVO.

( "vedendo e sentendo" - nell'accezione che riguarda non solo la percezioni fisiche)

Stop!

Alla madre malata, potremmo anche dire: "è sempre stupendo averti qui, anche in questa tua sofferenza, perchè ti voglio un bene dell'anima";

forse anche questo può indicare un futuro, una consolazione, ma ancorata semplicemente al presente senza trascurare che forse era la stessa cosa che voleva comunicare il tuo amico. E' chiaro che preferisco il "discorso più diretto, più sul famoso "qui e ora" o "hic et nunc" come si preferisce, e soffro un pò Costanzo, o chi, quando cerca di allontanare i sofferenti, il suo pubblico e me da quello che vivo in quel momento: io in quel momento sto più che altro guardando la Tv (!) e pensando a quante persone fanno male le fughe in avanti. A questo pensavo quando ti parlavo di Costanzo: è che l'ho capito adesso meglio perchè - però se avessi pensato più al futuro, forse non l'avrei detto. Ma sentivo di dire così in quel momento - ed il "senso" più vero l'ho capito parlando con te: bellissimo,no?

Sono vicino al tuo concetto finale di speranza, ma più che la fiducia nel futuro, adoro la fiducia in sè stessi.

Come vedi siamo sempre d'accordo, è forse solo una questione di accento.

Ma questo non ci importa di più del sole , che anche qui è splendido adesso.

Porto le mie "bimbe" fuori. ( le bimbe è un vezzeggiativo per mia moglie e mia figlia )

Così ci goderemo questo bel "calore"...

Un caldo abbraccio domenicale a te, Ilaria.

Gianni

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  • 3 weeks later...

Nello menzionando Pasolini nelle "Coccole.." mi ha fatto ricordare questa sua importante poesia ....

PP Pasolini Supplica a mia madre

E' difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio essere solo. Ho un'infinita fame

d'amore, dell'amore di corpi senza anima.

Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu

sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l'infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l'unico modo per sentire la vita,

l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile....

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