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Evapsiche80

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  1. Se ti va, sono contenta di ascoltare la tua storia...;) :)
  2. Ho assunto spesso il sereupin e il frontal. Sono laureanda in lingue ma per diversi anno ho tenuto la laurea in sospeso. Il punto è proprio quello , ho delle difese troppe alte che non mi permettono di transitare nel desiderio di guarire.Mi sono così abituata alla malattia che la gabbia interiore non mi sembra più gabbia e preferisco rimanere così. Sto molto male. Mettici anche che per guarire devo rinunciare a tutto ciò che invece rivendico da una vita e che mi è stato distrutto. Mettici pure che per guarire devo spendere tanto altro tempo e risorse, che i traumi non si risolvono senza riattraversarli e rivivendoli. Tutto ciò mi ha demotivato. Ti dico la verità , penso che non sono in tempo per guarire e che hanno vinto le resistenze. Vorrei tanto sbagliarmi che sia davvero così.
  3. Ciao Rufuge :) Allora, io ho 35 anni e sono stata in terapia , col mio attuale psicologo, dai 21 anni,approdai da lui dopo varie terapie , una con una psicologo inesperta e incapace e due psichiatri che mi somministravano farmaci e cercavano invano di farmi terapia con i mezzi della psichiatria. Per me l'inizio di questo percorso con Lui e l'inserimento nel gruppo di terapia fu come approdare in una splendida oasi in un deserto, un faro in mezzo all'oceano in tempesta, una capanna in una foresta .La diagnosi iniziale fu di anoressia, disturbo ossessivo compulsivo e ipocondriaco e disturbo narcisistico di personalità.Avevo anche scampato un pericolo di tossico dipendenza. Ho sempre vissuto nella sofferenza e nell'attesa di un tempo migliore, la terapia sembrava avermi dato questa possibilità.L'infanzia sempre infelice , l'adolescenza peggio dell'infanzia, gli unici anni n cui iniziavo a costruire qualcosa, o meglio intravedo la speranza di costruire un futuro , sono stati i primi dieci anni di terapia. Mi ero messa in stand-by , credendo che come con una bacchetta magica i mie problemi si sarebbero risolti da soli, credendo che sarei scampata a tutti i pericoli della vita (malattie, morte) dai quali con l'inganno della mente , stavo fuggendo, credevo che appena avrei voluto mi sarei laureata e mi sarei buttata nella società e nel lavoro, che appena avrei voluto , mi sarei innamorata, avrei avuto una vita sessuale e sarei "cresciuta" mandando al diavolo il passato e la mia famiglia vivendo "per sempre felice e contenta"! L'impatto con la realtà è stato catastrofico .Mi ero solo autoingannata. Dopo anni di terapia, nonostante avessi risolti molti mie sintomi, non avevo capito la portata dei mie problemi, dello stallo esistenziale e del congelamento emotivo che mi portavo dentro. Lo shock davanti ai mie problemi e anche alla faticosità che ne prevede una risoluzione, senza calcolare i l tempo richiesti, mi hanno fatto automaticamente rinunciare al cambiamento per cui lottavo da anni. Quel cambiamento non è stato più positivo per me. Non sapevo di avere dentro di me una grandissima DIPENDENZA AFFETTIVA,non sapevo di essere egosintonica e di avere una grande depressione da smaltire. Non sapevo nemmeno di essere molto PASSIVA, e poco coraggiosa. Mi sembra di preferire la mia malattia alla guarigione. Questo mi fa molto male. Penso lo avrai dedotto. non sono sposata, vivo in casa con i miei , devo ancora laurearmi , anche se ho da fare solo 4 esami,ma vivo nell'inerzia totale.
  4. Evapsiche80

    Esiste il destino?

    Sono dì'accordo, penso che la vita umana è la somma di ciò che riusciamo a fare ma anche di ciò che ci accade per caso. Possiamo fare molte scelte, ma altre no, non dipendono da noi. Credo che esiste la fortuna e anche la sfortuna, quindi il Destino! Possiamo però scegliere di combattere fino all'ultima goccia di sangue e di non arrenderci mai, rischiando ogni volta , nonostante i dubbi e le paure, laddove non intervengono fattori superiori alla nostra volontà :).
  5. Apro questo topic da paziente e mi piacerebbe confrontarmi con chi ha fatto una terapia ma anche con chi studia psicologia, tirocinanti e/o terapeuti se presenti nel forum. Forse non posso porvi domande specifiche riferite a me stessa, su quella che è la mia situazione nel dettaglio , ma ho questo urgenza interiore, di capire , anche solo in termini generali, cosa fa si che una persona che inizia un percorso terapeutico con molto zelo e ottimismo, fiducia assoluta, combattività e determinazione, ad un certo punto, quando prende coscienza dei suoi veri problemi, qualcosa va storto e molla. Si ricrede e rimane insabbiato e intrappolato in quel percorso che credeva che l'avrebbe redento a una vita migliore e che invece lo condanna a una sofferenza sorda e immutabile. Durante un percorso di terapia, si apprende , e si viene anche lusingati e incoraggiati , che si è dei bambini dotati, come direbbe ila grande A. Miller,che ci si è ammalati proprio per quella sensibilità particolare che ci rendeva diversi e "vedenti" in una ambiente famigliare malsano, non in sintonia con il nostro vero io, con la visione della nostra esistenza, dei nostri sogni e delle nostre potenzialità. Mi chiedo incessantemente perché quel bambino dotato, ora che è adulto e che ne ha la possibilità, invece di afferrare al volo l'opportunità di salvarsi, di" guarire", di diventare felice, si rifiuta? Che fine ha fatto quel bambino dotato? Era dotato ma non era davvero coraggioso? Le domande che sorgono sono tante.
  6. Apro questo topic da paziente e mi piacerebbe confrontarmi con chi ha fatto una terapia ma anche con chi studia psicologia, tirocinanti e/o terapeuti se presenti nel forum. Forse non posso porvi domande specifiche riferite a me stessa, su quella che è la mia situazione nel dettaglio , ma ho questo urgenza interiore, di capire , anche solo in termini generali, cosa fa si che una persona che inizia un percorso terapeutico con molto zelo e ottimismo, fiducia assoluta, combattività e determinazione, ad un certo punto, quando prende coscienza dei suoi veri problemi, qualcosa va storto e molla. Si ricrede e rimane insabbiato e intrappolato in quel percorso che credeva che l'avrebbe redento a una vita migliore e che invece lo condanna a una sofferenza sorda e immutabile. Durante un percorso di terapia, si apprende , e si vine anche lusingati e incoraggiati , che si è dei bambini dotati, come direbbe ila grande A. Miller,che ci si è ammalati proprio per quella sensibilità particolare che ci rendeva diversi e "vedenti" in una ambiente famigliare malsano, non in sintonia con il nostro vero io, con la visione della nostra esistenza, dei nostri sogni e delle nistre potenzialità. Mi chiedo incessantemente perché quel bambino dotato, ora che è adulto e che ne ha la possibilità, invece di afferrare al volo l'opportunità di salvarsi, di" guarire", di diventare felice, si rifiuta?Che fine ha fatto quel bambino dotato? Era dotato ma non era davvero coraggioso?
  7. SEcondo è un troll....penso sia chiaro...ciao troll;-)
  8. A questa cosa si rimedia facendo psicoterapia,che è un percorso ,spesso piuttosto lungo,a seconda della diagnosi ricevuta,ma che ha come obbiettivo quello di destrutturare e ristraltturare la nostra personalità,il nostro modo "squilibrato" di vivere,agire,pensare e sentire per riportare armonia,completezza e riportacci in contatto con ciò che siamo relmente e che abbiamo dovuto soffocare per quei danni subiti nell'infanzia! Consiglio...sei sulla buona strada per cambiare...continua la tua terapia;-)
  9. Io ho un problema nelle relazioni,fino a poco tempo fà anche a livello sessuale(sono stata narcisista..e ho ancora delle tracce emotive).Ora sarei felice di avvicinarmi al sesso e quando ci penso non mi immagino ina una relazine seria..ho volgia di sperimentare,di giocare...poi sarà pure copla di youporn .Concedetemi questa battuta libera...;-)
  10. Aggiungo apprensione..sì..ho un'nasia di prestazione che mi i segue e mi paralizza e blocca... Cmq...Buon Natale anche a te....anzi a tutti
  11. Tex,ci pensavo proprio ieri!E' così..mi fanno paura le responsabilità del dopo guarigione,stare nel trauma cmq dà l'idea di avere qualcuno di cui liberarsi,da sconfiggere,come se fosse una causa,una colpa che ci opprime,e in effetti lo è stato e lo anche di per sè,però liberando della mia " storia personale" dovrei andare nelal vita,una vita sconosciuta,non piu' controllata della qulae solo io sono responsabile e protagonista,sia degli eventi buoni che di quelli cattivi! Mi dici che devo fregarmene,ma come faccio?Poi cosa intendi per fregarmene ..che devo restare così?Rimando in conitnuazione,ma non posso farlo sempre,prima o poi dovrò fare una scelta. Mi sento un pò delusa dalla terapia ,ma anche da me stessa..credevo di essere più forte...Lo psicologo,mi dice che non ho ancora le risorse per potere fare questo passaggio verso la" guariogne",tantomeno per vivermi i distacchi,i lutti ed elaborare...insomma dovrei ancora costruire quelle risorse per poter iniziare a camminare da sola,ma se io parto così...come cambierà tutto ciò?
  12. Nell'anoressia rischi che cronicizza e poi diventa sempre più difficile uscrine,per questo è meglio per te stessa se ti affidi ad uno psicologo!Eì ben noto che l'anoressia non è un disturbo semplice e spesso si sentono decorsi poco piacevoli,ma spero che tu faccia qualcosa in tempo,dall'anoressia si può uscire e in tanto ce la fanno! Per il pupo,la cosa minima che potrebbe accadrgli e che lui viva emozioni di abbandono e confusione come le hai vissute tu nella tua infanzia... In toeria siamo tutti bravi,anche io mi trovo sull'orlo del precipizio e non so cosa fare... Spero ,in ogni caso,di averti dato un sprono o un confronto...;-)
  13. Riesco ad entrare con un pò di ritardo!Grazie per avermi risposta....mi hai dato anche uno spiraglio,oltre ad un confronto! Figurati che io sono una di quella che non mancava mai ad una seduta di psicoterapia,l'avevo presa con così tanta passione che mai avrei pensato un giorno di sentirmi tradita dalla terapia stessa! Mi arrabbio con la terapia,perchè ho davanti a me una montagna altissima da salire,e per di più da salire io da sola,con le mie forze,cosa di cui prima non mi ero mai resa conto,non so se anche a qualcun'altra qui dentro nel forum è capitata la stessa cosa .Ho provato e provo tutt'ora,rispetto a questa consapevolezza un senso di rabbia e delusone. Tutto mi sembra vago,faticoso e incerto,mi sento sola ,come in una zattera "scassata"in mezzo ad un'oceano! Per di più in una fase delicata mi sono sentita poco aiutata dal mio terapeuta,a cui mi sono affezionata e ora ho dei dubbi anche su di lui,mi sento perseguitata dalla sfortuna,lo so potrà sembrare vittimistico,e mi rendo conto che ce l'ho anche come tratto patologico,ma è accaduto. Ho avuto una dissociazione causata da pensieri ossessivi dopo avere appreso delle tecniche meditative(le quali mi hanno spaventata,e ancora oggi mi spaventano perchè mi danno un senso di distacco e illusione della realtà ). Che dire mi sento intrappola,incastrata...voglio che questa trappoli si rompi prima o poi e tutto torni come prima,che io troni come prima,la "me"combattiva che lotta per "guarire"per affracarsi dal male della mia famiglia!
  14. Cosa intendi quando dici che ti ha coinvolta nella sua vita privata?potresti fare qualche esempio?Potrebbe essere normale,considerando l'attaccamento che si sviluppa nella relazione terapeutica!
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