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Salve a tutti,

cercavo uno spazio di discussioni che facesse al caso mio e mi sono imbattuta in questo forum.

Ho un problema che mi affligge da un bel po di tempo e ho bisogno di esprimere le mie preoccupazioni a cuore aperto con persone che non mi giudichino ma che mi sappiamo consigliare.

Sarò breve: mio padre non accetta il mio ragazzo perchè è straniero, non ha la cittadinanza (perchè in Italia per prenderla ci vogliono diversi anni) ed è povero. I motivi per cui lui non approva la nostra unione sono: non ha un titolo di studi per cui rimarrà un operaio a vita e non potrà garantirmi un futuro economico stabile; mio padre ha fatto tanti sacrifici per me è non vuole vedermi ridotta in povertà e, in tal caso, mi lascerà marcire nella situazione in cui mi sono ficcata; il mio ragazzo da me trae moltissimi vantaggi (non siamo ricchi, siamo persone comuni ma un domani avrò delle piccole proprietà) invece io che vantaggio traggo dal mio ragazzo?

La cosa peggiore è che io la penso esattamente come mio padre... Ho paura del futuro che potrei avere con questo ragazzo anche se io adesso ci sto bene e lo amo.

Lui ha un lavoro a tempo indeterminato che, secondo mio padre, non è sicuro. Oltretutto lo stipendio se ne va aiutando la madre, pagandosi l'appartamento e da vivere. Dal mio canto, io non ho un lavoro ma mi sto impegnando al massimo per ottenerlo. Certamente non vorrò fare la mantenuta!

C'è questo episodio di famiglia che m'influenza molto: ad una mia zia le è stato detto più volte di far finire la relazione con la persone che ora è suo marito. Una brava persona si ma che sembrava un tipo alquanto sfaticato. Oggi mia zia fatica ad arrivare a fine mese perchè il marito ha perso il lavoro ed è molto infelice.

Io oltre ad avere lo stesso carattere di mia zia, sento di avere anche la stessa sorte. Non sono stupida, sono innamorata ma questo per me rappresenta un problema reale. Abbiamo entrambi 26 anni e stiamo insieme da uno.

Voi al posto mio cosa fareste? Dovrei lasciare questo ragazzo?

Vi prego di comprendere le mie preoccupazioni. Grazie mille

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Dì a tuo padre di trovargli un lavoro sicuro, e poi sposatelo.

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Mi dispiace dirtelo ma per me che se questo ragazzo ti lascia fa bene..

Mi dispiace dirtelo ma tuo padre è razzista..

Mi dispiace dirtelo ma ci sono tanti italiani che fanno e faranno gli operai e non c'è niente di umiliante in questo..trovati un banchiere allora..

Il fatto che lo pensi anche tu questo è deprimente e scorretto..

Il mio consiglio finale e smettila di scrivere e dire queste cose..

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:D: ok, direi che siamo stati abbastanza cattivi

Seriamente, Luce, non sono dubbi stupidi quelli che ti poni però in queste cose devi valutare tu. Nessuno può dirti

quanto per te è importante lui, quanto per te è importante la prospettiva di un futuro economicamente tranquillo, e

a dirla tutta nessuno può nemmeno dirti quanto le prospettive future che appaiono ora - in positivo o in negativo - si

riveleranno reali o meno nel futuro...

Sai, è piena l'Italia di gente che 10-20 anni fa sembrava avere una prospettiva migliore di un operaio e che oggi è più

spiantata dello stesso anche se lui è in cassa-integrazione... Ed è anche pieno di caproni che han fatto carriera...

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Si chiedo scusa forse sono stato troppo duro, ma nel momento in cui uno accosta amore ad economia per me non è amore ed è deprimente ritenere una povera persona che poveretto è un umile operaio, metterlo nel banco degli imputati per il lavoro che svolge, ci sono più di dieci milioni di operai in Italia e sono italiani e svolgono un lavoro importantissimo per la nostra economia, avrei minimamente capito il suo discorso se diceva che lui era senza lavoro e non voleva fare niente, ma lavora e un operaio, con posto indeterminato, si è vero il posto in cui lavora potrebbe chiedere e lui perde il posto ma può succedere a chi ha un esercizio commerciale, a un ragioniere ad un avvocato, quanti proprietari di fabbriche si sono uccisi per i debiti che avevano, può succedere a tutti, quindi non capisco questo discorso tranne che farmi pensare che ci sia del razzismo in realtà o che la ricerca di un ragazzo si debba racchiudere solo ad un ceto alto.

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  • 2 weeks later...

Ciao,
Io capisco i tuoi dubbi, penso siano molto umani.
Secondo me quello su cui devi ragionare è quanto tu tenga a questo ragazzo.
Se state veramente bene insieme, se vi amate, se siete in sintonia, allora questi problemi non devono spaventarti.
Forse tua zia è infelice perchè con suo marito in fin dei conti non sta veramente bene, allora le difficoltà economiche le pesano doppiamente.
Penso a mio marito. Gli voglio molto bene e mi illumina le giornate con il suo carattere giocoso/affettuoso. Se dovessimo avere problemi economici per colpa sua, sicuramente potrei soffrirne perchè magari desidero il jeans da 100,00 Eur che non posso permettermi, ma non sarei mai pentita di averlo sposato, nè riterrei insopportabili tali "sofferenze".
Vedi, quando si sta con una persona, ci sono sempre delle rinunce da fare prima o poi (economiche e non), devi vedere tu se ne vale la pena (ossia se tieni veramente a lui).

Diverso è se quando scrivi: "il mio ragazzo da me trae moltissimi vantaggi (non siamo ricchi, siamo persone comuni ma un domani avrò delle piccole proprietà)", intendi esprimere una perplessità in merito alla sincerità dei suoi sentimenti. Pensi che lui possa star con te solo per opportunismo?
E' chiaro che in questo caso la situazione è molto diversa.....

Facci sapere

t.

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Luce biancastra.

Mi piace, segno della tua consapevolezza di imperfezione, imperfetta come tutti, come me e come mia figlia.

Fino alla fine del tuo post ho avuto l’impressione che a scrivere fosse lei, mia figlia.

Ha 21 anni e da tre sta con un etiope. Visibilmente etiope. Non ha ancora la cittadinanza italiana, ma è qui da quando aveva cinque anni, è praticamente italiano, a parte il colore della pelle.

Mi sono sempre vantato, fin da ragazzo, di essere antirazzista, di essere contro tutti tipi di discriminazione (altrimenti io non mi vestirei da donna, come racconto in altri miei post), contro tutti i pregiudizi. Ed ecco che mi arriva questa prova terribile da sostenere.

Questa vicenda, parallela alla tua, ha diversi piani di lettura.

Uno è quello della ragione, nel nome della quale tuo padre (come me) sostiene che un compagno del genere non può garantirti una vita comoda e finirai comunque per soffrire, perché la sua condizione di straniero gli chiude e gli chiuderà molte porte.

Vedi, da ventisei anni i tuoi genitori (tutti i genitori lo fanno, chi più chi meno perché siamo diversi gli uni dagli altri) si sforzano di renderti la vita meno pesante possibile, e sperano (tutti i genitori) che, una volta adulti, i propri figli abbiano la capacità di vivere una vita più comoda possibile.

Questa tegola (perché è una botta forte, come lo è stata per me) vanifica tutti i loro sforzi. Perché sono sicuri, come lo sono io, che la tua non sarà una vita agiata e facile. Tutto inutile, quindi. Uno si volta indietro e vede che tutti i suoi sforzi sono stati vani, tua figlia è caduta nella rete dei sentimenti.

Eh, già, i sentimenti.

Perché non c’è soltanto la ragione, bisogna guardare anche i sentimenti.

Tre anni fa io mi sono arrabbiato molto con mia figlia (ma ancora non ci è passata del tutto), per questi motivi. Ma lei ci dice che con questo ragazzo sta bene, lui le vuole un gran bene, la tratta bene e sono innamoratissimi.

Ecco il punto. Con il tuo compagno devi stare bene. Non importa da dove venga o che faccia abbia o che lavoro faccia. La prima cosa, in una unione, è che i due stiano bene insieme, si capiscano, si amino, si aiutino a vicenda. Bisogna capirsi al volo, anche senza parole, essere sicuri l’uno dell’altra.

Con questi presupposti si possono smuovere le montagne.

Non si può andare avanti ascoltando soltanto la ragione, occorre anche ascoltare “la pancia”, l’istinto (altrimenti non mi vestirei da donna). Bisogna che i due aspetti, ragione e sentimento, siano in equilibrio, che la razionalità venga in aiuto di un amore folle e che nelle azioni quotidiane vi sia quel pizzico di follia che aiuta a vivere.

La vita è fatica, è guadagnarsi il pane quotidiano con il sudore, il pagare le bollette e il meccanico, ma è anche sognare insieme, o ballare nudi al buio (mia moglie ed io lo facciamo ancora adesso, ogni tanto, a cinquant’anni), o godersi una giornata al mare.

Ecco, “Luce”, quello che intendo dire è di riflettere bene su come immagini il tuo futuro, se il rapporto che hai con quest’uomo vale la pena di soffrire un po’ per il tuo vivere quotidiano in cambio un amore. Ma devi esserne sicura: se ti innamori di una persona è perché la consideri bella, dolce e che ti vuole bene, ma anche in gamba, forte e in grado di tirarsi su le maniche e lavorare. Un giusto mix, insomma.

Tuo padre ha ragione.

Ma hai ragione anche tu.

Devi parlare con molta franchezza con tuo padre, dirgli che lo ringrazi per tutto quello che ha fatto per te, ma che ora tocca a te dimostrargli di essere adulta, e spiegargli che vi amate, e allo stesso tempo devi avere dal tuo compagno le rassicurazioni che tuo padre cerca e pretende. E ne ha diritto.

Purtroppo per mia moglie e me, il ragazzo di mia figlia è un bravissimo ragazzo, gran lavoratore, ha un bel sorriso ed è educatissimo. Perfetto, insomma. Peccato che è nero.

Ecco il punto: il razzismo citato da qualcuno non c’entra nulla. Da una parte ci sono le convinzioni personali, dall’altra c’è la cura che noi diamo ai nostri figli. Facile confondere le due cose, in questi casi.

Questo è ciò che mi ha insegnato la mia vicenda, spero ti sia d’aiuto.

Un abbraccio.

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Purtroppo per mia moglie e me, il ragazzo di mia figlia è bravissimo ragazzo, gran lavoratore, ha un bel sorriso ed è educati simo. Perfetto, insomma.Peccato che è nero.

No non c'è confusione tra le due cose, questo è razzismo.

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Però ammetto che il mio è un punto di vista razionale non essendo padre quindi da un lato vi capisco, e magari quando sarò padre la penserò come voi non lo so anche se penso di no, li ho sempre visti come noi ma con culture diverse, ma cmq resta sempre razzismo, fatelo dire da me che per ora sono razionale.

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Purtroppo per mia moglie e me, il ragazzo di mia figlia è bravissimo ragazzo, gran lavoratore, ha un bel sorriso ed è educati simo. Perfetto, insomma.Peccato che è nero.

No non c'è confusione tra le due cose, questo è razzismo.

Come al solito, non hai capito nulla, perché non hai letto tutto.

Scambi la preoccupazione di chi ha pulito i figli dalla cacca fin da piccoli con il pregiudizio.

Essere neri, purtroppo, nella nostra società schifosa è ancora un handicap (esattamente come vestirsi da donna), di cui tua figlia, se sta con un nero, si fa carico.

E tu, che le hai cambiato i pannolini e asciugato le lacrime fin da quando era bambina, avresti voluto per lei un compagno senza problemi economici.

NON E' RAZZISMO.

Abbiamo grande stima del ragazzo di nostra figlia, ma non possiamo negare di essere preoccupati per il suo futuro lavorativo.

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Forse non hai letto tu che ho scritto..

Essere neri nella società di oggi è un Handicap? ?Ma dove vivi??Forse ti stai confondendo col passato.

Mi spieghi una cosa, che differenza c'è tra un bianco operaio e un nero operaio?

Di quello che fai tu, ho già espresso la mia opinione è non combacia con la tua, non fa niente, allora, quando hai scritto la prima volta pensavo stessi chiedendo aiuto per essere normale e ti ho risposto per questo, altrimenti sapendo di essere di opinione diversa non ti avrei neanche scritto, quindi non mi va di parlare di quello che fai tu e non mi interessa per me sei libero di fare quello che vuoi..ma il paragone tra un nero e te non c'entra niente, qui non parliamo di un nero che è nero e che vuole essere bianco di colore di pelle, tu sei un maschio che è maschio che vuole essere donna, tu hai un problema per me.., il nero no, tu da maschio hai tutti i diritti sociali e culturali che ti spettano sei tu che non vuoi essere quello che sei, se il nero da nero avesse tutti i diritti culturali e sociali che gli spettano di essere nero, allora avrei detto anche a lui che ha qualcosa che non va..ma sei tu che ha qualcosa che non va non il nero, ma poi mi parli di equilibrio tra ragione e sentimento..ma lascia stare, tu non sei neanche in equilibrio col tuo sesso..

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Mi spiego meglio il nero è nero e vuole essere nero,ma accettato culturalmente, tu sei un maschio che è maschio che vuole essere donna, ma accettata culturalmente...tu scommetto che non noti nessuna differenza..se non la noti ti ripeto che hai qualcosa che non va..

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Delirio.

"Non discutere mai con un idiota: ti porta al suo livello e ti batte con l'esperienza" (Oscar Wilde).

Ciao "Luce", ti lascio in "buone" mani, io non ce la faccio con questo qua.

Spero di esserti stato utile lo stesso.

Un abbraccio.

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Sì luce, ti spiego io cos' è l'equilibrio o meglio te lo spiega Freud. .

L'essere umano ha due forse, la prima è l'essere, che è una forza che spinge le persone a soddisfare i propri bisogni senza regole, l'altra forza è l'Io, quella forsa dettata dalla ragione che impone e mette delle regole alla forsa dell'essere, per far si che i propri istinti vengano frenati o almeno ci siano delle regole, quando l'essere e cioè il soddisfare i bisogni sensa regole prende il sopravvento sull'Io, nascono i così detti problemi psicologici, per questo è importante avere un giusto equilibrio, cosa di cui il nostro amico ne è privo..se si vuole aiutare che si focalizzi sul 'io perché ora è troppo sull'essere, non è in equilibrio..vedi luce questo succede se non si è in equilibrio, però questi sono gli unici casi, che se glielo dici si arrabbiano, ricordatelo luce...

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Ieri è successa una cosa, che mi sembra perfetta per spiegare ciò che voglio dire, Luce.

Mia figlia è venuta a dirci che il suo ragazzo non riesce a pagarsi l’affitto, questo mese. Lui lavora in un bel supermercato, a tempo pieno (e a volte anche di più), per seicento euro al mese. Sfruttamento? Può darsi.

Ma ciò che vorrei far capire a lei (e a te) è che i nostri timori di genitori si avverano in questi casi; ora lei è angosciata per lui, se stesse insieme ad un ragazzo con una solida famiglia alle spalle, magari anche con un lavoro solido o semplicemente un futuro sicuro da professionista, lei stessa sarebbe più serena, e potrebbe studiare con serenità (è al terzo anno di università), invece di preoccuparsi per il suo ragazzo.

Non è il nostro razzismo che ci preoccupa, ma quello degli altri. I padroni del supermercato lo sfruttano, così come fanno moltissimi altri datori di lavoro con tanti altri immigrati.

Noi che ci siamo preoccupati per vent’anni che lei stesse bene, ora soffriamo nel vederla angosciata invece che spensierata.

Non è razzismo, quello di tuo padre, credimi, ma soltanto voglia di dimostrarti che a te ci tiene, e molto.

Un abbraccio.

P.S. Personalmente è l’ultima volta che scrivo su questo forum, che è viziato dalla presenza inquietante di questo imbecille, inspiegabilmente lasciato libero di fare danni a destra e a manca.

Ciao a tutti

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Ancora..ultima volta poi non te lo spiego più, anche se si prova affetto verso i figli, un padre non può o non dovrebbe dire a sua figlia di lasciare un ragazzo perché è nero,o tentare di far questo questo è razzismo..luce goditi questo rapporto se pensi che sia la persona giusta per te..fregatene se è nero.il genitore anche se è preoccupato non può consigliare una cosa del genere a sua figlia dovrebbe scindere dall'affetto che prova nei confronti di essa..

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Per concludere il marito di mia sorella lavora o meglio lavorava in una ditta di pulizie ora è in cassa integrazione...LUI È ITALIANO..quindi te lo ripeto, se parlate di condizioni economiche, va bene, ma se parlate di bianco o nero questo non va bene..quindi smettila che stai facendo cattive figure..

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Angelo... concentrati un attimo, non è difficile.

Luce, qui, su questo forum, ha cercato aiuto perché ha un problema con suo padre, non con il suo ragazzo.

Dicendogli "un padre non può dire a sua figlia di lasciare un ragazzo perché è nero, questo è razzismo" non l'aiuti, anzi, le complichi le cose. Lei vuole recuperare il rapporto con suo padre, non romperlo definitivamente.

Ovvio che il suo ragazzo, di qualunque razza sia, resta un punto fermo.

Quanto alle amicizie, anche tra i miei amici vi sono numerose persone di colore o comunque straniere. Ho lavorato a Kigali (in Rwanda), nella onlus di un amico, facendomi molti amici (neri) con cui sono sempre in contatto (San Facebook!), ho una cara amica in Kenya (nera) con cui sono sempre in contatto, aggiungiamo un caro amico a Taiwan, che vado a trovare ogni tanto, un'amica ad Haifa (ebrea, casomai qualcuno avesse qualcosa contro gli ebrei), un amico albanese che è il mo idraulico e mi ha ristrutturato la casa, ed altri ancora.

Mettiamoci anche dieci anni di volontariato sulle ambulanze dell'emergenza 118, per dire che ne ho viste (è il caso di dirlo) davvero di tutti i colori. Ho un sito web su cui scrivo di fatti e storie che mi arrivano da tutto il mondo. Sono musicista e cantante e con il mio gruppo facciamo serate un po' dappertutto.

Infine, e se ti applichi non ti sarà difficile far lavorare i tuoi disastrati neuroni, una persona come me, con le sue perversioni (che a te non piacciono, NON PUO' avere alcun tipo di pregiudizio, né di razza, né di sessualità, né di religione. Cosa faccio, mi vesto da donna e me la prendo con gli omosessuali? Vuoi convincerti una buona volta, che non sono razzista?

Caro Angelo, e lo dico una volta per tutte prima di chiudere definitivamente la mia presenza qui, a dispetto delle mie perversioni, che a te non piacciono, mi considero una persona viva e vivace, ho molti amici e li incontro spesso, passo poche serate in casa.

Non venire a dire a me che cos'è il razzismo.

"Peccato che è nero" significa che, come tutti i genitori, vorrei che mia figlia si mettesse insieme ad un tipo bello, educato, dolce e ricco. Un immigrato di colore non le può dare, attualmente, un futuro tranquillo.

Se non te ne sei reso conto, "Luce" non ci sta leggendo, è scappata, e poco importa chi dei due sia stato. Siamo rimasti soli a farci una stupida guerra che non ha alcun senso.

Ecco perché me ne vado e chiudo con questa tutte le mie collaborazioni con questo forum.

Addio a tutti.

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Grazie, ma l'avevo capito che ha un problema con suo padre, solo che tu essendo padre non ti stai rendendo conto che è suo padre che sta sbagliando perché preoccupazioni o no, sta consigliando a due persone che si amano, che vogliono stare insieme, lui ha un lavoro a tempo determinato ed è un bravo ragazzo, di non stare insieme perché è nero, e suo padre che sta sbagliando perché lo sta giudicando non adatto solo per il colore della pelle ed è sbagliato, quindi è suo padre che dovrebbe cambiare idea e far vivere il loro rapporto d'amore normalmente,senza crearli problemi psicologici in quello che fa, se suo padre non vuole cambiare idea lei e giusto che prosegua per la sua strada e che non rinunci a questo rapporto descritto da lei come qualcosa di importante..

Non cominciare a dire che a me tu non piaci, non mi piaci come ragioni che è diverso, ho sempre detto che sei una persona che ha un problema, ma che non accetta di averlo, che se fosse per me non ci sarebbe nessun problema in quello che fai, se non vivessimo in una società, società nella quale pultroppo, quelli come te, non sono accettati culturalmente dalla maggior parte delle persone, e me ne dispiace, ti avevo scritto e me ne pento, ma che in un futuro, questo sarà accettato, solo che i tempi devono avere una giusta evoluzione, in modo che non danneggi nessuno ignoranti e non, e che questi tempi non è giusto che li decida tu, con la forza per modo di dire..ma tu come al solito non hai capito niente di quello che ti avevo scritto allora ne quello che sto cercando di farti capire in questo discorso. .

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Luce segui la tua strada e se tuo padre davvero ti vuole bene, te la lascerà vivere,senza ostacoli, perché non stai facendo niente di male, non ti fare venire paranoie, viviti questa storia d'amore come è giusto che te la dovresti vivere..

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Un padre dovrebbe fare solo queste domande, Lo ami? Lui ti ama? State bene insieme?È un bravo ragazzo? E al massimo se ha un lavoro,e ritenersi fortunato se già c'è questo, per il resto si deve ritenere ancor più fortunato se c'è altro..cioè se è ricco, se è della stessa cultura, se è religioso ecc. Se il padre trova il giusto equilibrio tra l'essere e cioè in questo caso, il cosa vorrebbe lui, e il suo io, cioè in questo caso, cosa vorrebbe lei, allora ascolterà anche cosa gli sta dicendo sua figlia, cioè che lo ama e che vuole stare con lui e che è un bravo ragazzo e lascerà un po perdere, il cosa desidererebbe lui, gli sta chiedendo di lasciar perdere qualcosa di concreto cioè che si amano e che stanno bene, per qualcosa di immaginario, perché il futuro si può solo immaginare, ma non sapere e lui che deve trovare il giusto equilibrio tra sentimento e ragione.

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