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ilaria

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  1. Mica crederai che tutte queste accuse siano vere...mica crederai che questi giudizi così secchi ti riguardino sul serio...
  2. che poi lei potrebbe essere se non proprio una sorella al massimo una mia cugina , data la differenza d'età ... spesso ha fatto riferimento a un rapporto fraterno tra noi...io invece sto un po' in indietro, questo accudimento dimostrato per la mia depressione "reattiva allo schifo sul lavoro" me l'ha fatta sentire protettiva, in una veste materna di cura... non so se l'ho già scritto: tempo fa per strada ho incontrato una mia collega giovane con la sua bella mamma, vedendo come la ragazza fosse graziosa ho pensato subito che lei deve aver costruito quell'identità "amabile" grazie al senso di essere amata che le ha provato specchiandosi nello sguardo amorevole di quella bella signora: per un momento sono stata presa da malinconia pensando che a me questo non è mai capitato, poi però ho pensato alla mia psi: anch'io frequento una bella signora e posso specchiarmi nel suo sguardo accogliente...(tranne quando mi lascia fuori dallo studio perchè fa casimo sull'agenda)
  3. Ragazze, ieri pomeriggio ho vinto la mia battaglia contro le due colleghe str.onze...eravamo nella stanza della direttrice e io ho visto la tranvata che s'è precipitata in faccia a quelle due, l'espressione colpita di chi è affondata nella vergogna, s'è vista messa a nudo lei e il suo lurido piano, e l'imbarazzo per essere state smascherate nelle misere scorrettezze ... mentre la mia direttrice m'ha detto: "si vede che lei ama i suoi bimbi", le ho presentato i miei certificati medici e oggi sono a casa fino al 27 .. ma una cosa ,si sa, è vincere una battaglia, altra è vincere la guerra ...
  4. c'ero quasi, ma me ne sono vergognata, alla fine, ma sento che glielo dirò.. ultimamente stiamo un po' scherzando su questo mio giocare a nascondino..le ho portato un "verbale" schifoso con il quale una mia collega condannava a morte due miei alunni ..volevo sapere se l'impressione di morte che trasudava quel testo era solo mia o era in effetti così...ma le avevo portato anche il mio "contro-verbale" e glielo'ho detto, però le ho pure detto che mi vergognavo a leggerglielo.. oggi sono andata dalla dirigente e le ho consegnato, come al solito , una mia contro-relazione umana a una relazione alla Taormina con cui la mia collega inchiodava certi miei alunni rei di imperdonabili colpe...l'ho letta alla dirigente e la mia dott mi ha detto - so che ce l'ha con sè ma non si sente ancora di farmela vedere ...lo farà a suo tempo - e così che va ...un nascondino che sta per essere smascherato..ho le sedute contate... ti piace il mio sogno ?
  5. perchè sei all'inizio, poi con l'accumulo delle sedute questa sensazione che la seduta è solo una piccola luce che subito si spenge per far riprecipitare nel buio si attenua... è come infilzare le perle di una collana..pian piano il filo scompare....
  6. stanotte mi sono sognata che ero in una casa, nella sala d'ingresso quadrata e mentre salivo un gradino che mi portava verso mi rivolgevo alla mia psicologa che era all'interno di una stanza laterale chiamandola "mamma"...pronunciavo quella parola con un tono pieno e caldo.. altra scena: ero corrucciata perchè una signora bruna aveva compiuto un gesto di dura discriminazione contro un disabile vietandogli di entrare in un posto.. devo parlarne con la mia psi e mi accoglie in una stanza dove lei era impegnata in una tavola rotonda con alcuni colleghi...a me viene lo scrupolo di approfittare perchè si tratta di un suo impegno di lavoro e ci son di mezzo soldi... -->equilibrio: immagina come ti sentiresti se tu non andassi alla seduta...
  7. la mia dott oggi ha lasciato dentro la cassetta delle poste di casa mia il certificato medico.. c'è scritto della mia sindrome ansioso depressiva e tutta una serie di sitomi tra cui la vulnerabilità allo stress..e poi "E' dalla sottoscritta seguita con terapia psicofarmacologica e psicoterapia" che mi ha fatto sentire in una botte di ferro, mi è sembrata una dichiarazione esplicita di presa in carico e di assunzione di responsabilità nei miei confronti. le ho inviato un sms per ringraziarla e darle l'arrivederci a giovedì..e lei mi ha richiamata, ha voluto sapere se andava bene e io le ho detto del pianto davanti al mio medico curante e dicome lui fosse imbarazzato ma per lei tutto questo dipende dal fatto che mi lascio andare, sono meno controllata e va bene così... mi ha anticipato l'appuntamento da giovedì a lunedì... il nostro rapporto si sta facendo davvero molto più disinvolto e spontaneo, io sento di potermi affidare e ho un bisogno incredibile di questo rapporto di fiducia..lei è, assolutamente senza filtri, sa condurre l'analisi in questo modo così naturale e disinvolto.. si vede che la vive l'analisi, è parte della sua personalità, è un aspetto del suo modo di essere, non c'è dottrina se non dissimulata, ma tanto.. l'ultima volta lei mi ha raccontato una cosa sua molto personale, certo era pertinente a quanto stavamo dicendo, ma mi ha raccontato questa cosa e la sofferenza che ne è scaturita... questi sono rapporti umani che uno se li sogna fuori dell'analisi grazie a tutte voi per l'attenzione
  8. Dunque la mia psi in 4 anni che vado da lei solo ora mi ha proposto sia un ansiolitico e un antidepressivo da prendere in un secondo momento, sia una pausa da lavoro per "sindrome ansioso-depressiva"..dice che l'ha fatto perchè ora mi vede meno rigorosa, meno modello tipa tutto d'un pezzo che "ce la deve fare da sola" (che è proprio l'atteggiamento che mi ha portato a somatizzare) , e io ho una gran voglia di sentirmi bene, giusto per conoscerne il sapore ... poi ovviamente si scalerà man mano che la psicoterapia farà il suo corso. oggi sono andata dal mio medico curante a farmi fare il certificato medico per la scuola e quando mi ha chiesto cosa avessi mi sono messa a singhiozzare.... ma che figura di mmmme..rda mi sono ricreata un fronte genitoriale sostitutivo che mi difende dal mondo prevaricante brutto e cattivo...sono in piena regressione e va bene così
  9. sondaggino...quante di voi integrano anche solo ciclicamente la psicoterapia con i farmaci? io mi sa che inizierò a prendere per un periodo un ansiolitico...perchè quest'ansia che si è liberata grazie alla scomparsa della somatizzazione mi sta massacrando
  10. anche la mia psi è una psicoanalista junghiana ... decisamente informale. prima di iniziare la psicoterapia con lei ho fatto altri due colloqui con altrettante analiste junghiane: bè 'ste tre non avevano assolutamente niente in comune: - una usava preferibilmente il lettino , in alternativa la poltrona e definiva la sua una scelta "culturale" che non dipendeva esclusivamente dal fatto di esser junghiani o meno... - un'altra era precisissima e molto rigorosa, di quelle che se salti la seduta te la paghi altrimenti colludi con le resistenze.. - e poi c'è la mia che è "diversa", come la banca dello spot..
  11. autistica a autoreferenziale come sono non riesco a prendere seriamente in considerazione la possibilità che la mia dott legga il forum... pertanto qui lei non esiste...già mi preoccupano di più eventuali suoi pazienti perchè sapendo di cosa noi siamo capaci non escludo che qualcuno dei suoi possa essere approdato qui...ma quando scrivo della mia analisi anche questa preoccupazione svanisce... ho troppo bisogno di affiggere in questa bacheca i miei pensieri sputandoli fuori per come mi vengono...spero nel modo più autentico possibile, altrimenti cui prodest?
  12. io trovo la tua scrittura sempre così rivolta al tuo intimo, così emotiva..così infinitamente migliore dell'ordine razionale e lucido delle cose
  13. perchè ti considera una persona che ha già dentro di sè le risposte. hai forse bisogno di una persona che ti "spieghi" (come un genitore al figlio, o, peggio, un maestro a un allievo) quello che secondo lei va bene per te? il grande dell'analisi è che non c'è qualcuno che magicamente possiede tutte le risposte, che sa dov'è il bene e il male, il giusto o lo sbagliato... in analisi c'è qualcuno che "dà voce", lascia finalmente che quella voce si esprima , dopo una vita che è rimasta seppellita sotto i mille dogmi con i quali veniamo ricoperti da quando siamo nati... il silenzio dell'analista non è forse un "luogo" che il paziente può riempire liberamente ? non è forse quell'indispensabile distanza che consente l'ascolto,lo spazio dove la "voce" del paziente può dire a un altro e allo stesso tempo sentirsi? se "anche " in analisi trovassimo l'ennesimo saccente che tutto sà e che vuole imporci la sua visione delle cose e le sue verità piuttosto che aiutarci a scoprire le nostre, la stanza dell'analista non potrebbe essere il luogo dove nascere alla nostra più autentica umanità...
  14. a me ha aiutato tanto scrivere le sedute e i sogni...ho sempre usato due quaderni apposta...trascrivere le sedute serve a immortalare il momento e quindi poterci ritornare su a distanza di tempo...durante le pause la rilettura in sequenza delle sedute mi ha aiutato a mantenere un collegamento con l'analisi e l'analista...a continuare il mio lavoro, a concentrarmi di più sulla presenza e sulla relazione che sull'assenza e sull'interruzione...
  15. Stasera su raitre...bellissimo Il funzionario dell’autorità, qualunque impressione faccia su di noi, è servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano. (Kafka)
  16. auguri a tutti...che qualcosa di carino ci porti questo 2010...mica tanta roba...qualcosina.. io del 2009 salvo due cosette positive: - l'arrivo della mia cagnolina e la guarigione da una grana psicosomatica notevole... camminare con un cucciolo per strada significa anche incontrare il lato migliore di tante persone.. e tra tante amarezze che accompagnano le relazioni abituali quegli incontri tutti emotivo-affettivi sono decisamente in controtendenza... ieri ho avuto la seduta con la mia psi.. e le ho "rivelato" il nome del mio ex-psi...lo conosce, lei mi ha rivelato il nome del suo "maestro" e di nome lo conosco... del mio ex-psi è rimasta sorpresa, dai miei racconti s'era fatta l'idea si trattasse di un'altra persona, "Ma è simpatico! Sono contenta che l'abbia frequentato...pensa molto a se stesso, ma è un tipo simpatico." "Sì, un simpatico str.o.nzo" dico io e conviene che è la giusta definizione...
  17. c'ho un'ansia che m'ammazza... erano anni... tempo fa la mia analista mi spiegò che quando uno ha un disturbo psicosomatico l'ansia non la sente perchè si scarica tutta sull'organo bersaglio che prende a dis-funzionare...proprio di recente sono guarita da un mio storico disturbo psicosomatico e m'è tornata un'ansia che erano anni che non provavo più..ho allora chiesto alla mia dott se questa ansia non si possa essere liberata grazie alla scomparsa del sintomo e lei mi ha detto che è così..e che è così forse anche perchè io adesso sono in grado di gestirla... tant'è che però sto uno schifo...
  18. capita, di stare male e non sapere esattamente per che cosa...forse in questi casi bisogna allenarsi ad ascoltare se stessi..dandosi tempo.. mamma mia quanta poca pazienza ha la gente in generale...me ne accorgo a scuola: nasce un problema e tutti che si affrettano a sfoderare La Soluzione...a trovare La Risposta ai dubbi.. tutti disperatamente in cerca di certezze e di soluzione "magiche"... invece io credo sia un gran bene stare ad ascolatare il proprio malessere e dandosi tempo accoglierlo e comprenderlo fino a dargli un nome... quindi, milletre, tu DEVI stare in questo forum perchè stare qui è segno di capacità di stare nel problema senza affrettarsi a cercare una pozione magica che lo faccia scomparire..
  19. ahahh..." ma tu quando muori che sei vecchia!!" però io ho dei ricordi personali di miei pensieri sulla morte di quando ero bambina... intanto ricordo che una sera io e mia sorella eravamo a letto e io ero davvero piccola roba tipo quattro anni , cinque al massimo...mia sorella 10 circa e mi fece una bella descrizione della vita..."ora siamo piccole, poi diventiamo adulte come mamma e papà, poi invecchieremo, ci verranno i capelli bianchi ci ammaleremo e moriremo...una roba del genere detto con un tono talmente lugubre che io balzai sul letto e mi misi a piangere disperata alchè si precipitarono in camera mamma e papà, io tra urli e lacrime dissi "perchè lei ha detto che io morirò" e i miei sgridarono mia sorella così pesantemente che scoppiò a piangere pure lei ....insomma ne venne fuori un dramma... poi, se andavo al cimitero mi mettevo a leggere le date di nascita e di morte di tutte le lapidi di bambini e la cosa mi faceva davvero stizzire ...un mio zio mi ha raccontato che una volta di fronte a una di quelle lapidi esclamai indispettita "ma che ci combina che ci buttano qua come ciabatte" insomma io credo che in un qualche modo il pensiero della morte agita già l'animo dei bambini ..e a ripensarci non so se sono d'accordo con la mia dott... che i bimbi si sono fatti una loro idea personalissima su un sacco di robe importanti della vita
  20. ne ho parlato con la mia analista che mi ha ridimensionato l'affermazione fatta e in effetti a pensarci bene è proprio vero: i bambini così piccoli non hanno maturato le forme di pensiero astratto, la simbolizzazione...quindi hanno difficoltà a riflettere su un tema così astratto come "la mia morte"... filosofie sulla morte e sulla propria morte son capaci di farle solo le menti adulte...inoltre il giovane si sente onnipotente, non ci pensa alla fine, solo l'anziano ci pensa, per raggiunti limiti d'età, gli tocca farci amicizia... le ho detto però che secondo me i bambini possono provare un sentimento di paura per il fatto di sentirsi male ..oppure possono impressionarsi a vedere tutte le robe mediche e ospedaliere e magari le proprie personali menomazioni... e questo sì, ma per lei vale molto l'atmosfera che hanno intorno, il fatto di respirare l'umor nero dei genitori o dei nonni...lei dice che se un bambino (come anche un adulto) potesse rimanere abbracciato a qualcuno che è tranquillo verrebbe aiutato ad affrontare tranquillamente il passaggio...si rasserenerebbe egli stessi..
  21. periodo questo, che dovrei andarci un'ora ogni giorno, dall'analista...altro che pause su,su,su....
  22. io no di certo.... anche se, ultimamente, a causa dei miei down d'umore sento che mi dice cose altrettanto carine come quelle che le ho sentito dire, sulla porta, alla sua presunta paziente preferita...per lo meno concorro per un ex aequo..sempre meglio della sensazione di negletta...
  23. Oggi giorno d'angoscia pieno...oltre alle mie paturnie c'è stato un fatto sconcertante...è morta a soli 6 anni una mia alunna...l'ho conosciuta poco perchè era in prima e ha frequentato solo 15/20 giorni tra settembre e ottobre...poi la sua malattia, che si è manifestata la scorsa estate, ha preso a precipitare...come in un libro scritto male è morta il giorno di Natale, e oggi i funerali... vedere una bambina in una bara è innaturale..la cosa che più mi ha colpito è stata la lucentezza vitale dei capelli castani.. le lunghe ciglia... la mamma le stava incollata accanto anzichè celebrare la messa nella chiesa, all'ultimo l'hanno celebrata nella camera ardente..anzichè portare la piccola al cimitero, dopo la funzione ..all'ultimo hanno deciso di rimanere lì ..insieme alla bambina e ci rimarranno tutta la notte fino a domani mattina. come non capire la difficoltà di "lasciarla andare", di separarsene...e quanta paura avrà avuto quella bimba nel sentirsi morire, e quanta ne avrà avuta nell'immaginarsi la propria morte...come non capire che una mamma non voglia lasciarla sola...è innaturale che una bimba si separi dalla propria mamma perchè deve essere rinchiusa in un loculo di un cimitero...come non opporsi a tutto questo... stranamente mi sono apparse consolatorie le parole del prete che ha celebrato una messa asciutta, composta e sussurrata...qual è il senso di una vita così breve...forse nel ricordo d'amore che avrà seminato attorno a sè e tra le persone a lei legate... che se ci pensi è l'unica cosa che conta...campare amando e lasciandosi amare..l'antica faccenda della corrispondenza d'amorosi sensi
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