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E se lo psi si innamorasse di NOI?


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credo all'amore REALE. non credo all'idealizzazione.

quello che racconti tu è qualcosa che mi è capitato di vedere solo nei film, mai nella vita reale, ne mia ne di chi conosco...

quando mi è capitato di idealizzare fortemente qualcuno che non conoscevo poi ho dovuto bruscamente rimettere i piedi a terra! il che non significa che chi avevo idealizzato non avesse qualità, le aveva..le ha! ma sono le sue qualità, unite ai suoi difetti di persona reale, diverse dalle qualità idealizzate che io gli avevo attribuito.

preferisco voler bene a una difettosa persona reale piuttosto che voler bene a una perfetta persona immaginaria.

se poi devo essere onesta al 100% io sarei sospettosa verso un uomo che parte in quarta verso una donna sposata con figli...mi da l'idea che sia un po' superficiale rispetto alla portata delle difficoltà oggettive che ci sono.

ti è già capitato nella vita di idealizzare una persona che conoscevi appena...questo precedente non ti fa pensare che stavolta sia meglio tenere i piedi per terra?

concordo su tutto e anche io diffido di chi parte in quarta in una situazione ingarbugliata....in cui si dovrebbe camminare in punta di piedi.

Sugli "esrrcizi" dello psi, on sapevo fossero dei consigli veri e propri per gestire la propria vita...diciamo che se così è per tutto, allora io non ci durerei nemmeno un minuto...per come sono fatta, sarebbe un'altra occasione per non far uscire fuori la vera me.....tu sei sicura che sta venendo fuori la vera te?

Pensi di essere capace senza lo psi di prendere le deicisione per conto tuo?

Io è a quello che miro e tu? Qual'è l'obiettivo della tua psicoterapia? Te ne sei posto qualcuno?

P.S.: io faccio una psicoterapia dinamica di tipo analitico.

VOLEVO SAPUTARE ANCHE IO MARGHERITA CHE MI ERO PERSO IL MESSAGGIO PRECEDENTE!!! fACCI SAPERE QUALCOSA IN PIù SUL SECONOD PSI CHE è ANDATO VIA PURE LUI.... :icon_confused:

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:icon_biggrin:

la risposta data dal mio psicoterapeuta per quanto riguarda il transfert a mio parere sembra normale..non mi sembra mica una follia o altro? Secondo me è da ammirare la sua sincerità...forse gli altri psi per nascondersi avrebbero girato intorno all'argomento così centrato.

no no, stai tranquilla che i terapeuti sono preparati a queste cose, e a volte se le vanno anche a cercare (gli psicanalisti tra tutti), proprio per poter sfruttare le sensazioni/pulsioni/energie che si sviluppano :ola (4):

giusto oggi ho iniziato a preparare un esame di psicoterapia cognitivo-comportamentale, e nel capitolo riguardo al ruolo del terapeuta, ho letto proprio di come le situazioni di "turbamento emotivo" rivolti alla figura del terapeuta (non alla persona) siano attesi e anche auspicati, nonchè a volte alimentati proprio per aiutare il paziente a modificare le modalità di interazione affettiva con le figure rilevanti... (ovviamente il terapeuta li deve sapere gestire se vuole fa ste cose, senno fa i danni)

un pò quello di cui si è parlato nelle pagine precendi in pratica :Big Grin:

ora veniamo a noi :spiteful:

tu stessa hai parlato più volte di carenze affettive, e le basi in cui queste vengono colmate, e le condizioni per cui possano venire colmate in un eventuale futuro,avvengono proprio durante l'infanzia con le figure di riferimento primarie (genitori) e nell'adolescenza con le figure significative (sempre genitori e gruppo dei pari).

in adolescenza avviene la differenziazione e lo sviluppo della sessualità, e proprio in questa fase le attenzioni e le rotture di cojoni :icon_mrgreen: di un padre verso una figlia che comincia a uscire coi ragazzi, tra le altre cose, tendono a valorizzarla, l'aiutano a costruire la sua identità di donna e tutto quello che ne consegue.

il riferimento alla ragazzina adolescente era da intendere in questo senso; il fatto che te la sei presa è interessante però :icon_biggrin:

cmq per queste ragioni (e molte altre collegate ad esse e tra loro) le risorse per colmare queste carenze (nel tuo caso) le trovi e le devi trovare si dentro di te, con le tue esperienze, ma devi avere dei "modelli operativi interni" (cosi se chiamano) che ti permettono di sfruttarle in modo funzionale, altrimenti o si disperdono o vengono impiegate in modo disfunzionale. se hai seguito il discorso dovrebbe esser chiaro dove si "aprrendono" sti modelli...

cmq laddove, per varie ragioni, non sono stati potuti apprendere (o appresi male) in passato, la terapia cognitiva-comportamentale è un metodo tramite il quale modificarli secondo le esigenze :ola (4):

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una domanda per Ego che sicuramente conosce più di me i vari approcci terapeutici. quello dello psi di filotea che metodo è?

juditta ma di che ti impicci? :icon_mrgreen:

non eri tu una tra quelle che diceva" eh tra paziente e psico non mettere il dito perchè bla bla e bla bla?" :icon_twisted:

cmq, in base a questo:

tutti i suoi consigli hanno avuto un effetto benefico sulla mia psiche e sulle relazioni sociali...anche se certe volte mi sono rifiutata e ribbellata....la terapia cognitiva è basata su esercizio che il dottore da alla sua paziente...questi esercizi possono definirsi 'consigli' di cui il paziente puo' o non accettare.io ,anche quando mi sembrava tutto stupido ho fatto quanto mi diceva...e i risultati,incredibilmente,ci sono stati.

sembrerebbe più una terapia cognitivo-comportamentale che cognitiva e basta.

nelle terapie comportamentali (che agiscono sul comportamento quindi), è prassi che il terapeuta dia degli "esercizi", il più delle volte progressivi, da fare.

ad esempio, mi ricordo un metodo di terapia comportamentale per i disturbi sessuali dell'eiaculazione precoce (credo), è appunto quello di far fare degli esercizi di trattenimento dell'urina tamite una tecnica particolare per diverse volte al giorno, per tanti giorni, e il terapeuta chiede abbastanza energicamente che queste vengano fatte.

questo non tanto perchè ste tecniche hanno un efficacia del 100%, ma proprio per il loro effetto ansiolitico, nel senso che se uno fa una cosa che gli dice di fa il terapeuta, se non funziona, parte delle colpe se le addossa lui e il paziente è un pò più libero.

questo ovviamente può essere esteso a tutti i tipi di esercizi comportamentali (in particolar modo a quelli che hanno a che fare coi disturbi d'ansia).

poi ci sono anche le terapie gestaltiche dove vengono proposti degli esercizi di respirazione, proiezione ecc, le terapie di gruppo, con i role play ecc ecc, fino ad arrivare alle terapie "sovrane" (ahime :icon_rolleyes: ), dove lo psichiatra impone al paziente dei farmaci da prendere...

per questo il ruolo e il "protagonismo" del terapeuta varia molto a seconda delle terapie, ma se volete sapere la mia, queste limitazioni sull'intervento imposte alla ceca, non servono a na cippa, o meglio, servono solo a spillare più soldi al paziente (nel senso che più aspetti che lui ci arriva da solo, piu sedute ti fai e piu soldi prendi) :Money Eyes:

ora per par condicio tocca a te dire che terapia fai pero, se non l'hai gia detta... :Big Grin:

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per questo il ruolo e il "protagonismo" del terapeuta varia molto a seconda delle terapie, ma se volete sapere la mia, queste limitazioni sull'intervento imposte alla ceca, non servono a na cippa, o meglio, servono solo a spillare più soldi al paziente (nel senso che più aspetti che lui ci arriva da solo, piu sedute ti fai e piu soldi prendi) :Money Eyes:

io invece la penso in modo completamente diverso (però parlo per quanto mi riguarda, non è un parere universale eh), nel senso che io credo che una psicoterapiadi tipo compotamentale sicuramente fa spendere meno in termini di tempo e soldi rispetto a un'analisi o comunque terapia non "invasive" ma non credo fornisca le basi psicologiche affinchè il paziente possa risolvere sempre e comunque le situazioni che la vita presenta...proprio perchè non dà gli strumenti per trovare dentro di sè le risposte ma le fornisce dall'esterno!

Credo che questo tipo di terapie sia valida fino a che non si presenta una situazione difficile nella vita del paziente per cui egli ha bisogno dinuovo di essere "istruito" su come comportarsi relativamente a quel determinato evento....

Inoltre penso anche che siano valide per chi più di tanto non vuole indagare dentro di sè....là credo che sia lo stesso psicoterapeuta a doversi rendere conto che non ha senso far fare un'analisi lunga e costosa a chi non riesco o non vuole indagare troppo a fondo.....come al contrario un comportamentista dovrebbe tragrettare altrove un paziente che ha voglia di indagare infondo dove questo tipo di terapia (a quanto pare)non ti porta!

Spero non appaia un discorso di parte, perchè non vuole esserlo...diciamo che penso che più che il paziente a fare la scelta giusta, dovrebbe essere lo psicologo conesto con i pazienti e rendersi conto se sono più portati verso un certo tipo di terapia piuttosto che a un altro (o magari a entrambi , insomma non è detto che ci sia l'escusiva).

Dico questo in base a un pò di esperienze lette qui sul forum e di amiche e personali sui vari tipi di psicoterapia!!!!

Senza dimenticarsi che fondamentale è anche l'empatia fra paziente e psi!

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juditta ma di che ti impicci? :icon_mrgreen:

non eri tu una tra quelle che diceva" eh tra paziente e psico non mettere il dito perchè bla bla e bla bla?" :icon_twisted:

se mi si continua a interpellare...

comunque alla fine, se non te ne fossi reso conto, il discorso tra me e filotea si è spostato su esperienze e idee personali riguardo l'amore idealizzato, piuttosto che sul comportamento del suo psichiatra...

sempre sul pezzo, eh? :icon_rolleyes:

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Margherita che piacere rileggerti !

anche il secondo è partito ? tu hai deciso di non proseguire il tuo percorso con nessun altro ? come stai ?

se ti va, facci sapere !

:abbr:

Cara Froggy,

come ho scritto, tutti partono. D'altra parte, come ho scritto in passato, la mia terapia si svolgeva in una struttura pubblica, dove la maggior parte del lavoro la fanno ragazzi giovani che, anche per la situazione disastrosa delle modalità contrattuali (nonchè per le loro esigenze di studio e formazione), vanno e vengono. Non so ancora se e quando riprenderò il mio percorso (che sarebbe una cosa sicuramente auspicabile), anche perchè non avrei comunque alternative al pubblico, non avendo uno stipendio fisso e, di conseguenza, la possibilità di pagarmi una terapia nel privato.

Comunque sto attraversando alti e bassi, momtni up e momenti down.

Per adesso, sto a guardare, un po' inerte e stanca. Un bacio,

Margh

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non ho ben capito perchè avete litigato, ma scusa filotea, forse lo hai già detto ma da quanto vi conoscete? A parte le telefonata dal vivo vi vedete?

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ma infatti ecco perchè chiedevo, mi sembra che ci sia uan corsa spietata, ma non ho capito verso cosa...cioè in tre settimane due persone (che tra l'altro si sono viste quante volte?) dovrebbero stare ancora nella fase in cui si comincian oa conoscere ,non in quella in cui litigano e si fanno attanagliare dalle paure per il futuro...poi non lo so, magari se sappiamo perchè litigano ne capiamo qualcosa in più...

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secondo me ora sei troppo sconvolta per prendere alcun tipo di decisione. Scusa Filo, non sapevo neppure che fossi sposata e mi chiedo perché, proprio ora che è arrivato questa sottospecie di principe o cos’ altro, tu stia ponderando questa “soluzione”. Se fossi una tua amica o parente, credo che probabilmente prima ti farei piangere e sfogare e poi ti piglierei a ceffoni ma non per farti male, è chiaro, solo per cercare di farti riprendere un po’… Capisco che nella situazione emotiva in cui ti sei cacciata provare a farti ragionare con le teorie non serve a una cippa perché ho il timore che tu, molto meno consapevolmente di quanto credi, abbia imboccato un vicolo cieco ed è probabile che te ne renda conto solo quando ti ritroverai il muro davanti alla faccia. Detto ciò, mi pare di aver capito che tu abbia dei bambini oltretutto, quindi qualsiasi decisione tu prenda, ricordati che ci saranno ricadute soprattutto su di loro. Allora, visto che come dice anche il proverbio, prevenire è meglio che curare, non è meglio fare un attimo mente locale e cercare di rimettere a posto un po’ le idee? Vengo al consiglio pratico onde evitare le teorie, che è meglio. Domanda: se il principe, ti ama e ti desidera come tu dici, avrà tempo, modo, rispetto per i bimbi, per la tua condizione di mamma, rispetto per la tua condizione seppur formale ma comunque coniugale e quindi anche un po’ di pazienza. Se davvero amore deve essere, che sia! Ma coi tempi e coi modi giusti ovvero quelli che distinguono due persone mature da due ragazzini in piena crisi ormonale. L’ amore va anche messo un po’ alla prova, se gli corri dietro quello non è amore, è uno sport olimpionico! Nota bene: qualora il supposto nobile fosse troppo mobile, scusa ma non ho resistito nello scrivere questa ca.zzata, ovvero troppo saldo su posizioni che non prevedono una di quelle pazienti caratteristiche che ho elencato prima, vuol dire che ti sei imbattuta, magari pure nel momento peggiore, nel cavaliere travestito che fuori è azzurro ma dentro è marrone. E’ lui infatti, quello che viene definito etimologicamente da qualunque dizionario femminile, l’ Uomo di Merda. :Straight Face:

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se mi si continua a interpellare...

comunque alla fine, se non te ne fossi reso conto, il discorso tra me e filotea si è spostato su esperienze e idee personali riguardo l'amore idealizzato, piuttosto che sul comportamento del suo psichiatra...

sempre sul pezzo, eh? :icon_rolleyes:

eh vabbuò, io cerco di risspondere in ordine a tutti gli interventi, se poi nel frattempo che lo faccio si è finiti a parlare d partite iva, mica è colpa mia :Big Grin:

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io invece la penso in modo completamente diverso (però parlo per quanto mi riguarda, non è un parere universale eh), nel senso che io credo che una psicoterapiadi tipo compotamentale sicuramente fa spendere meno in termini di tempo e soldi rispetto a un'analisi o comunque terapia non "invasive" ma non credo fornisca le basi psicologiche affinchè il paziente possa risolvere sempre e comunque le situazioni che la vita presenta...proprio perchè non dà gli strumenti per trovare dentro di sè le risposte ma le fornisce dall'esterno!

Credo che questo tipo di terapie sia valida fino a che non si presenta una situazione difficile nella vita del paziente per cui egli ha bisogno dinuovo di essere "istruito" su come comportarsi relativamente a quel determinato evento....

Inoltre penso anche che siano valide per chi più di tanto non vuole indagare dentro di sè....là credo che sia lo stesso psicoterapeuta a doversi rendere conto che non ha senso far fare un'analisi lunga e costosa a chi non riesco o non vuole indagare troppo a fondo.....come al contrario un comportamentista dovrebbe tragrettare altrove un paziente che ha voglia di indagare infondo dove questo tipo di terapia (a quanto pare)non ti porta!

Spero non appaia un discorso di parte, perchè non vuole esserlo...diciamo che penso che più che il paziente a fare la scelta giusta, dovrebbe essere lo psicologo conesto con i pazienti e rendersi conto se sono più portati verso un certo tipo di terapia piuttosto che a un altro (o magari a entrambi , insomma non è detto che ci sia l'escusiva).

Dico questo in base a un pò di esperienze lette qui sul forum e di amiche e personali sui vari tipi di psicoterapia!!!!

Senza dimenticarsi che fondamentale è anche l'empatia fra paziente e psi!

tutto quello che dici è vero e corretto secondo me :ola (4):

per questo creo bisognerebbe lasciare deontologicamente libero (perchè cmq nella maggior parte dei fatti è cosi) di poter scegliere se, quando e come dire certe cose al paziente, come fare gli interventi ecc ecc ecc ecc, e non imporre dei limiti alla cieca che sono solo penalizzanti (per tutti) -_-

però volevo precisare una cosa sulla tua (sembra) presunta onnipotenza della psicoterapia... è vero che tanto più è fatta bene, tanto più efficace, maggiori sono le possibilità del paziente di far fronte ad eventuali eventi futuri destabilizzanti, ma cosi come una volta curata dalla febbre, non sei immune per sempre ad essa, anche la psicoterapia più efficace del mondo non rende immuni a vita da ricadute o da qualsiasi altro disturbo di tipo psicologico :vava:

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tutto quello che dici è vero e corretto secondo me :ola (4):

per questo creo bisognerebbe lasciare deontologicamente libero (perchè cmq nella maggior parte dei fatti è cosi) di poter scegliere se, quando e come dire certe cose al paziente, come fare gli interventi ecc ecc ecc ecc, e non imporre dei limiti alla cieca che sono solo penalizzanti (per tutti) -_-

però volevo precisare una cosa sulla tua (sembra) presunta onnipotenza della psicoterapia... è vero che tanto più è fatta bene, tanto più efficace, maggiori sono le possibilità del paziente di far fronte ad eventuali eventi futuri destabilizzanti, ma cosi come una volta curata dalla febbre, non sei immune per sempre ad essa, anche la psicoterapia più efficace del mondo non rende immuni a vita da ricadute o da qualsiasi altro disturbo di tipo psicologico :vava:

mbah, non lo so dove ha ieltto che io penso che la psicoterapia sia onnipotente, proprio giorni fa in privato parlavo con altri utenti del fatto che la psicoterapia non può essere a vita ma nello stesso tempo, potrebbe servire ancora nell'arco della vita..e se dico questo voglio dire che non è che una votla finita un'analisi sei in una botte di ferro, no affatto!

Diciamo che fra tutte le correnti terapeutiche, io penso che quella dei comportamentisti, sia la meno duratura, proprio perchè non ti lascia gli strumenti a te, per affrotnare le varie difficoltà che ti si presenteranno.

Ma questo non esclude il fatto che l'analisi può essere finita senza affrontare determinati temi che poi si ripropongono in futuro e quindi non si è preparati in materia! Ritengo però che gli strumenti che ti lascia una terapia che appunto dà al paziente la possibilità di conoscersi dall'interno siano molto più efficaci, di uan terapia basata su esercizi, consigli e tecniche rivolte all'esterno....

Questo ovviamente è un parere mio, non mi aspetto che lo condividano tutti...

io non ho mica capito quello che è successo... :mellow:

nemmeno io tanto...non ho capito come mai filotea ad un tratto decide di lasciare il marito e soprattutto lo psi! Non era grazie a lui che avevi raggiunto certi risultati?

Filotea sta attenta a seguirei consigli di sto presunto principe, stavolta devo ammettere che mi fiderei di più del tuo psi che ti conosce da molto più tempo....vai davvvero con i piedi di piombo!

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in effetti detta così ha tutto un altro aspetto la questione!

credo che abbia ragione il tuo psi a dirti che devi essere sicura che il principe non c'entra niente, se non magari appunto uan specie di spunto di riflessione, una specie di presa di coscienza che la situazione non può andare avanti così in famiglia!

Capisco anche che tu sia sconvolta, mi rendo conto che con i figli è davvero un macello, però loro ti ringrazieranno molto di più se gli dai l'esempio che la vita è una sola e bisogna viversela!!! L'esempio che gli diamo spesso vale più di tante parole...

Credo che dovresti affrontare il tema ancora e ancora prima di fare il tuo primo passo verso al separazione, queste sono decisioni dalle quali non si può certo tornare indietro....facci sapere....

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domanda accademica x filotea:

hai detto, se non ricordo male, che il principe è un collega o conoscente del tuo terapeuta... potresti chiarire meglio questo potenziale legame?

inoltre il tuo terapeuta e il vecchio romeo hanno avuto modo di conoscersi, incontrarsi o simili?

se vuoi e quando vuoi eh.

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