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AlessandroMartinelli

***ABORTO***

Sei favorevole o contrario per quanto riguarda l'aborto?  

24 voti

  1. 1.

    • Assolutamente contrario
      5
    • Assolutamente favorevole
      9
    • Dipende, solo in casi di gravi malformazioni o di malattie genetiche
      10


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Alcuni dati...ufficiali:

A 18-25 giorni dopo il concepimento il cuore batte già,

A 6 settimane si può misurare la frequenze delle onde cerebrali

A 8 settimane gli organi interni sono funzionanti e le impronte digitali sono visibili

A 9 settimane il feto percepisce dolore

Il bambino strizza gli occhi, ingoia e può formare un pugno e anche sorridere, si muove e da calci, percepisce caldo, luce e rumore, si succhia il pollice.

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Rain dice che adesso sono tali e tanti i metodi per evitare una gravidanza indesiderata che per rimanere incinta per incidente ci vuole davvero una grande incoscienza...e questo renderebbe una persona adatta ad allevare un bambino???

non ha la testa per prendere delle precauzioni quando fa sesso tantomeno ne ha per allevare un figlio.

partorire e darlo in affidamento può essere una soluzione' date=' ma non sempre praticabile.soprattutto credo che una donna debba poter scegliere.

un aborto non è un omicidio. un bambino al terzo mese di gestazione è poco più di un embrione....purtroppo per chi lo porta dentro è già una creatura, e la ferita provocata dall'aborto non si rimargina mai.mai.

finitela di puntare il dito su persone che hanno vissuto e vivono un inferno che voi non potete,per vostra fortuna, immaginare nemmeno nei peggiori incubi.[/size'][/color]

Allora, di certo l'aborto non rende più mature le persone, ma all'aborto ci sono alternative...l'aborto è una soluzione sempre di comodo, dopo che si è fatti i propri comodi. Le persone, inoltre non sono sole, possono essere aiutate a maturare, e i bambini possono essere adottati. Ciò non toglie che io voterei a favore dell'aborto, perchè io la penso così ma non sono in grado di comprendere tutte le varie sfacettature che una tematica così importante ha...

Per me è omicidio, perchè il processo che si innesca nella fecondazione è quello che condurrà alla vita e fin da subito il nostro dna si è mescolato in una combinazione unica che è particolare e speciale. Parlare del feto come semplice carne, come fosse una ciste, è per me impensabile eticamente, moralmente e anche logicamente, anche che abbia solo poche ore.

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Apprezzo molto(anche se non la condivido)la posizione di Rain, che pur essendo contraria all'aborto voterebbe a favore. per fortuna in italia si è già votato.

a tutto il resto non rispondo,per ora no. la mia reazione alle vostre parole sarebbe troppo *a caldo*, troppo poco diplomatica. forse troppo ferita.

ma se bisognava aprire un topic sull'aborto per questo forse si poteva anche evitare.

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Martinelli ma se in Australia hanno delle leggi molto discutibili è un problema loro (l'Australia è anche uno dei paesi più attivi quando si tratta di censurare opere varie e limitare l'accesso al web, inoltre non mi sembra che qui si stia giustificando l'aborto in ogni caso), in Italia c'è una regolamentazione rigida sull'aborto, nessuna viene costretta, anzi le donne sono spronate a partorire.

Statisticamente è più pericoloso partorire che abortire entro un dato periodo, quindi mi pare giusto che ci sia la possibilità di non affrontarlo: sono le proprie scelte; non muore nessun innocente perché ad un embrione non si può appioppare l'aggettivo "innocente" usando il senno di poi, altrimenti io potrei appioppargli l'aggettivo "colpevole" poiché potrebbe, con il senno di poi, diventare un feroce assassino, un vigliacco, e perché probabilmente si ingozzerà di carne fino alla morte.

Ora, non vorrei risultare offensivo, ma dato che tiri fuori esempi personali devo per forza controbbattere a questi esempi, ma l'embrione che portava in grembo tua moglie non era ancora un individuo: non sono le braccine e le gambine a fare gli individui, perché se io prendo della carne e la modello ad immagine e somiglianza di un embrione non vi sarà, nel presente, alcuna differenza.

Il fatto che siamo uomini, la vita è bella, sono felice, sono Cattolico, sono un Muslim, ecc ecc. non dovrebbe mai, quando si tratta di decidere per gli altri, per tutta la società, influenzarci: l'unica cosa a cui possiamo attaccarci è il rispetto per l'individuo, ma un individuo può essere un cane, un uomo, una mucca, ma non un embrione, perché un embrione un cervello ancora non lo ha e, per sua sfortuna, non è ancora un individuo e pertanto sarà la madre a decidere il suo destino dando priorità al suo benessere e alla sua libertà.

Ho cercato, come sempre, di essere molto preciso nello scrivere per evitare facili fraintendimenti, non me ne volere male, se fosse per me un tocco magico e tutti egualmente felici, ma la realtà è ben diversa, inutile illudersi.

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Martinelli ma se in Australia hanno delle leggi molto discutibili è un problema loro (l'Australia è anche uno dei paesi più attivi quando si tratta di censurare opere varie e limitare l'accesso al web, inoltre non mi sembra che qui si stia giustificando l'aborto in ogni caso), in Italia c'è una regolamentazione rigida sull'aborto, nessuna viene costretta, anzi le donne sono spronate a partorire.

Statisticamente è più pericoloso partorire che abortire entro un dato periodo, quindi mi pare giusto che ci sia la possibilità di non affrontarlo: sono le proprie scelte; non muore nessun innocente perché ad un embrione non si può appioppare l'aggettivo "innocente" usando il senno di poi, altrimenti io potrei appioppargli l'aggettivo "colpevole" poiché potrebbe, con il senno di poi, diventare un feroce assassino, un vigliacco, e perché probabilmente si ingozzerà di carne fino alla morte.

Ora, non vorrei risultare offensivo, ma dato che tiri fuori esempi personali devo per forza controbbattere a questi esempi, ma l'embrione che portava in grembo tua moglie non era ancora un individuo: non sono le braccine e le gambine a fare gli individui, perché se io prendo della carne e la modello ad immagine e somiglianza di un embrione non vi sarà, nel presente, alcuna differenza.

Il fatto che siamo uomini, la vita è bella, sono felice, sono Cattolico, sono un Muslim, ecc ecc. non dovrebbe mai, quando si tratta di decidere per gli altri, per tutta la società, influenzarci: l'unica cosa a cui possiamo attaccarci è il rispetto per l'individuo, ma un individuo può essere un cane, un uomo, una mucca, ma non un embrione, perché un embrione un cervello ancora non lo ha e, per sua sfortuna, non è ancora un individuo e pertanto sarà la madre a decidere il suo destino dando priorità al suo benessere e alla sua libertà.

Ho cercato, come sempre, di essere molto preciso nello scrivere per evitare facili fraintendimenti, non me ne volere male, se fosse per me un tocco magico e tutti egualmente felici, ma la realtà è ben diversa, inutile illudersi.

sei una delle prime persone che vedo affrontare questo argomento con ragionevolezza, calma, senza preconcetti.

non so cosa ne pensino gli altri, ma io sono davvero ammirata da quanto hai scritto.e ti ringrazio.

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Io credo che nessun abortista sia a favore dell'aborto, ma piuttosto credo che sia a favore della legge sull'aborto.

Come mai è stato legalizzato l'aborto? Forse che prima della legge,l'aborto non esisteva? Forse che abolendo la legge - sia mai - non esisterebbe più?

Ma anche fatte queste considerazione un po' del tipo "il male minore"..forse che, nei contenuti, la legge per l'aborto non cerca di scongiurarlo, l'aborto?

Basta rileggere la legge e si comprende bene come essa preveda una serie di interventi raccordati al fine di garantire una maternità consapevole:prevenzione, informazione sulla contraccezione, consultori, aied.

La prima cosa che capita a una donna che intenda abortire è parlare con uno psicologo per valutare la sua situazione.La prima cosa che capita a una donna che ha abortito è incappare in un'equipe di ginecologo-psicologo che dà tutte le informazioni più elementari di contraccezione affinchè la cosa non si ripeta.

Tutto il resto è storia umana.E la storia umana è fatta di erranze (non solo nel senso di errori, ma anche in quello di percorsi).Seppure in tale storia ci sono degli sbagli forse che condannandoli o bollandoli li si eliminano? O forse bollare e condannare serve a chi lo fa per avere l'illusione di allontanare da sè il pericolo di commettere egli stesso quello sbaglio: ma purtroppo per lui "non c'è niente che appartiene all'umanità che gli è estraneo". Mai dire "a me non succederà mai".

Sarebbe interessante cercare di capire cosa c'è nel mondo interno di una persona che sceglie di abortire e in quello di una donna che sceglie di portare a termine la gravidanza.

A me personalmente convincono argomenti diversi rispetto a quelli della responsabilità, della superficialità ecc.ecc. io penso a mondi interni abitati da lutti, abitati da sentimenti depressivi covati chissà da quanto, abitati da una vitalità interiore bloccata e da una creatività bloccata, da poca fiducia e speranza. Penso a problemi esistenziali potenti, forti, devastanti che inducono le donne che abortiscono a fare anche altre scelte contrarie alla vita, altre scelte di rinuncia, di resa, di disamore innanzitutto verso di sè.

Io penso che anche in un aborto all'apparenza "superficiale" ci sia di base un bello zampino dell'inconscio nei suoi aspetti mortiferi.

Credo che a quelle donne bisognava stare vicini molto prima, e con molta attenzione affinchè potesse essere possibile cogliere la china che stavano percorrendo e aiutarle a risalirla prima che arrivassero a quel punto.

E pertanto dico che io credo e spero che, se all'origine della scelta per l'aborto,tra le ipotesi possibili ci può essere uno stato depressivo, sia possibile superare quell'esperienza, ma non per buttarsela dietro alle spalle, ma perchè si riesce a perdonarsi l'unico peccato che si è veramente compiuto : quello cioè di avere coltivato, dentro di sè prima di tutto, tanta pulsione contraria alla vita,alla propria vita, di qui, conseguentemente il resto.E' giusto che le donne che hanno abortito riescano a procedere oltre nel loro percorso esistenziale e rivoluzionare il loro mondo interno accogliendovi e coltivandovi il calore dell'amore di sè, della vitalità e della creatività per riuscire, poi, a riversarla anche fuori di sè, nel mondo come meglio credono...

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...perchè ci sono cose che non si possono capire,bisogna viverle, o al limite essere molto vicini a chi le vive.

se qualcuno vuole provare a fare un passettino in questa direzione,il seguente mi sembra un ottimo first step:

"è un attimo.

la preanestesia, e poi ti portano in sala operatoria.e passi in un corridoio dove stanno tutti bambini appena nati, forse voluti, che dormono pacificamente.

ho pensato che fossero una proiezione del mio io colpevole, invece no.erano proprio tutti lì.ed è così ovunque.sembra che lo facciano apposta per farti sentire ancora più una merda quando stai andando ad abortire.

perchè sei una merda,anzi peggio.sei un'assassina. te lo gridano tutti i muri, le barelle,i bambini appena nati che dormono. te lo grida anche lui, il cosiddetto padre.

è un attimo.

poi ti svegli. il tuo corpo tutto agghindato per l'arrivo di una nuova vita, bellissimo e famelico, si trasforma in un mostro che ha fame di te.l'utero si trasforma in una lama che ti perfora dentro, in fondo talmente in fondo da arrivare al cuore. e ti lasciano lì a piangere di dolore.

se ci riesci, se sei brava, il tuo bambino mai nato nuoterà in un mare di lacrime,e lì starà bene.

meglio che con te.perchè tu non lo vuoi. perchè tu sei pazza,tu sei una persona che divora le vite degli altri perchè non ne ha una sua.

cosa gli ho donato nei suoi pochi mesi di vita?

gli ho donato moltissimi dolci, un concerto dei Marlene Kuntz, un bel pò di svenimenti...e il mare.Il Mare.

non potevo fare di più.

la cosa più dolorosa che si possa affrontare. la ferita che non si rimargina. nemmeno quando non sei più pazza. nemmeno quando smetti di divorare gli altri.

ma l'importante è che Lui abbia capito.non è importante come il mondo ti considera.assassina.

sì.andrò all'Inferno.

ci andrò da sola. conosco la strada."

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"la cosa più dolorosa che si possa affrontare. la ferita che non si rimargina. nemmeno quando non sei più pazza. nemmeno quando smetti di divorare gli altri.

ma l'importante è che Lui abbia capito.non è importante come il mondo ti considera.assassina.

sì.andrò all'Inferno.

ci andrò da sola. conosco la strada"

il racconto è bello. ma questa chiusa è "uno" dei modi di risolvere l'esperienza.credo ne esistano tanti quante sono le persone che la vivono.

c'è un forum in cui molte donne che hanno abortito raccontano la loro esperienza, e raccontano anche il modo in cui sono riuscite a superarlo, per fortuna.

non vedo perchè una che ha avuto la sfortuna di dover abortire debba pure doversi sentire condannata alle fiamme eterne.

il fatto che ci si possa risollevare dall'esperienza non la rende meno drammatica, nè offre argomenti ai moralisti.

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Martinelli ma se in Australia hanno delle leggi molto discutibili è un problema loro (l'Australia è anche uno dei paesi più attivi quando si tratta di censurare opere varie e limitare l'accesso al web, inoltre non mi sembra che qui si stia giustificando l'aborto in ogni caso), in Italia c'è una regolamentazione rigida sull'aborto, nessuna viene costretta, anzi le donne sono spronate a partorire.

Statisticamente è più pericoloso partorire che abortire entro un dato periodo, quindi mi pare giusto che ci sia la possibilità di non affrontarlo: sono le proprie scelte; non muore nessun innocente perché ad un embrione non si può appioppare l'aggettivo "innocente" usando il senno di poi, altrimenti io potrei appioppargli l'aggettivo "colpevole" poiché potrebbe, con il senno di poi, diventare un feroce assassino, un vigliacco, e perché probabilmente si ingozzerà di carne fino alla morte.

Ora, non vorrei risultare offensivo, ma dato che tiri fuori esempi personali devo per forza controbbattere a questi esempi, ma l'embrione che portava in grembo tua moglie non era ancora un individuo: non sono le braccine e le gambine a fare gli individui, perché se io prendo della carne e la modello ad immagine e somiglianza di un embrione non vi sarà, nel presente, alcuna differenza.

Il fatto che siamo uomini, la vita è bella, sono felice, sono Cattolico, sono un Muslim, ecc ecc. non dovrebbe mai, quando si tratta di decidere per gli altri, per tutta la società, influenzarci: l'unica cosa a cui possiamo attaccarci è il rispetto per l'individuo, ma un individuo può essere un cane, un uomo, una mucca, ma non un embrione, perché un embrione un cervello ancora non lo ha e, per sua sfortuna, non è ancora un individuo e pertanto sarà la madre a decidere il suo destino dando priorità al suo benessere e alla sua libertà.

Ho cercato, come sempre, di essere molto preciso nello scrivere per evitare facili fraintendimenti, non me ne volere male, se fosse per me un tocco magico e tutti egualmente felici, ma la realtà è ben diversa, inutile illudersi.

Caro Dario,

capisco in toto la tua posizione, una posizione contrastante, da non genitore...

Un giorno quando diventerai un futuro papà, facilmente cambierai idea.

Un saluto.

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Martinelli ma se in Australia hanno delle leggi molto discutibili è un problema loro (l'Australia è anche uno dei paesi più attivi quando si tratta di censurare opere varie e limitare l'accesso al web' date=' inoltre non mi sembra che qui si stia giustificando l'aborto in ogni caso), in Italia c'è una regolamentazione rigida sull'aborto, nessuna viene costretta, anzi le donne sono spronate a partorire.

Statisticamente è più pericoloso partorire che abortire entro un dato periodo, quindi mi pare giusto che ci sia la possibilità di non affrontarlo: sono le proprie scelte; non muore nessun innocente perché ad un embrione non si può appioppare l'aggettivo "innocente" usando il senno di poi, altrimenti io potrei appioppargli l'aggettivo "colpevole" poiché potrebbe, con il senno di poi, diventare un feroce assassino, un vigliacco, e perché probabilmente si ingozzerà di carne fino alla morte.

Ora, non vorrei risultare offensivo, ma dato che tiri fuori esempi personali devo per forza controbbattere a questi esempi, ma l'embrione che portava in grembo tua moglie non era ancora un individuo: non sono le braccine e le gambine a fare gli individui, perché se io prendo della carne e la modello ad immagine e somiglianza di un embrione non vi sarà, nel presente, alcuna differenza.

Il fatto che siamo uomini, la vita è bella, sono felice, sono Cattolico, sono un Muslim, ecc ecc. non dovrebbe mai, quando si tratta di decidere per gli altri, per tutta la società, influenzarci: l'unica cosa a cui possiamo attaccarci è il rispetto per l'individuo, ma un individuo può essere un cane, un uomo, una mucca, ma non un embrione, perché un embrione un cervello ancora non lo ha e, per sua sfortuna, non è ancora un individuo e pertanto sarà la madre a decidere il suo destino dando priorità al suo benessere e alla sua libertà.

Ho cercato, come sempre, di essere molto preciso nello scrivere per evitare facili fraintendimenti, non me ne volere male, se fosse per me un tocco magico e tutti egualmente felici, ma la realtà è ben diversa, inutile illudersi.[/quote']

sei una delle prime persone che vedo affrontare questo argomento con ragionevolezza, calma, senza preconcetti.

non so cosa ne pensino gli altri, ma io sono davvero ammirata da quanto hai scritto.e ti ringrazio.

Anchio ammiro Dario, per il pensiero di fondo sicuramente positivo...ma contrastato da chi è genitore...

Contrastato sicuramente anche da me, un futuro papà...

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Io credo che nessun abortista sia a favore dell'aborto, ma piuttosto credo che sia a favore della legge sull'aborto.

Come mai è stato legalizzato l'aborto? Forse che prima della legge,l'aborto  non esisteva? Forse che abolendo la legge - sia mai -  non esisterebbe più?

Ma anche fatte queste considerazione un po' del tipo "il male minore"..forse che, nei contenuti, la legge per l'aborto non cerca di scongiurarlo, l'aborto?

Basta rileggere la legge e si comprende bene come essa preveda una serie di interventi raccordati al fine  di garantire una maternità consapevole:prevenzione, informazione sulla contraccezione, consultori, aied.  

La prima cosa che capita a una donna che intenda abortire è parlare con uno psicologo per valutare la sua situazione.La prima cosa che capita a una donna che ha abortito è incappare in un'equipe di ginecologo-psicologo che dà tutte le informazioni più elementari di contraccezione affinchè la cosa non si ripeta.

Tutto il resto è storia umana.E la storia umana è fatta di erranze (non solo nel senso di errori, ma anche in quello di percorsi).Seppure in tale storia ci sono degli sbagli forse che condannandoli o bollandoli li si eliminano? O  forse bollare e condannare serve a chi lo fa per avere l'illusione di allontanare da sè il pericolo di commettere egli stesso quello sbaglio: ma purtroppo per lui "non c'è niente che appartiene all'umanità che gli è estraneo". Mai dire "a me non succederà mai".

Sarebbe interessante  cercare di capire cosa c'è nel mondo interno di una persona che sceglie di abortire  e in quello di una donna che sceglie di portare a termine la gravidanza.

A me personalmente convincono argomenti diversi rispetto a quelli della responsabilità, della superficialità ecc.ecc.   io penso a mondi interni abitati da lutti, abitati da sentimenti depressivi covati chissà da quanto, abitati da una vitalità interiore bloccata e da una  creatività bloccata, da poca fiducia e speranza. Penso a problemi esistenziali potenti, forti, devastanti che inducono le donne che abortiscono a fare anche altre scelte contrarie alla vita, altre scelte di rinuncia, di resa, di disamore innanzitutto verso di sè.

Io penso che anche in un aborto all'apparenza "superficiale" ci sia di base un bello zampino dell'inconscio nei suoi aspetti mortiferi.

Credo che a quelle donne bisognava stare vicini molto prima, e con molta attenzione affinchè potesse essere possibile cogliere la china che stavano percorrendo e aiutarle a risalirla prima che arrivassero a quel punto.

E pertanto dico che io credo e spero che, se all'origine della scelta per l'aborto,tra le ipotesi possibili  ci può essere uno stato depressivo, sia possibile superare quell'esperienza, ma non per buttarsela dietro alle spalle, ma perchè si  riesce a perdonarsi l'unico peccato che si è veramente compiuto : quello cioè di avere coltivato, dentro di sè prima di tutto, tanta pulsione contraria alla vita,alla propria vita, di qui, conseguentemente il resto.E' giusto che le donne che hanno abortito riescano a procedere oltre nel loro percorso esistenziale e rivoluzionare il loro mondo interno accogliendovi e coltivandovi  il calore dell'amore di sè, della vitalità e della creatività per riuscire, poi, a riversarla anche fuori di sè, nel mondo come meglio credono...

Cara Ilaria,

si...le ragioni sono delle più diverse...dal problema psicologico profondo al problema economico, ma alla fine?

Prima di abortire cercano di capire le ragioni...e per legge hai tempo minimo 7 giorni per decidere.

Alla fine decidi di si, sicuramente per gravissimi problemi, ma alla fine chi se ne và per sempre?

Un saluto.

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Apprezzo molto(anche se non la condivido)la posizione di Rain' date=' che pur essendo contraria all'aborto voterebbe a favore. per fortuna in italia si è già votato.

a tutto il resto non rispondo,per ora no. la mia reazione alle vostre parole sarebbe troppo *a caldo*, troppo poco diplomatica. forse troppo ferita.

ma se bisognava aprire un topic sull'aborto per [b']questo[/b] forse si poteva anche evitare.

Mi scuso se ti ho ferita S., questo è il mio pensiero.

E se le mie idee ti feriscono, dimmelo e sarò io a fermarmi.

Intravedo un esperienza forse personale, e l'ultima cosa che voglio fare è farti male, farti ricordare pensieri ed esperienze negative.

Un saluto.

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Martinelli ma se in Australia hanno delle leggi molto discutibili è un problema loro (l'Australia è anche uno dei paesi più attivi quando si tratta di censurare opere varie e limitare l'accesso al web, inoltre non mi sembra che qui si stia giustificando l'aborto in ogni caso), in Italia c'è una regolamentazione rigida sull'aborto, nessuna viene costretta, anzi le donne sono spronate a partorire.

Statisticamente è più pericoloso partorire che abortire entro un dato periodo, quindi mi pare giusto che ci sia la possibilità di non affrontarlo: sono le proprie scelte; non muore nessun innocente perché ad un embrione non si può appioppare l'aggettivo "innocente" usando il senno di poi, altrimenti io potrei appioppargli l'aggettivo "colpevole" poiché potrebbe, con il senno di poi, diventare un feroce assassino, un vigliacco, e perché probabilmente si ingozzerà di carne fino alla morte.

Ora, non vorrei risultare offensivo, ma dato che tiri fuori esempi personali devo per forza controbbattere a questi esempi, ma l'embrione che portava in grembo tua moglie non era ancora un individuo: non sono le braccine e le gambine a fare gli individui, perché se io prendo della carne e la modello ad immagine e somiglianza di un embrione non vi sarà, nel presente, alcuna differenza.

Il fatto che siamo uomini, la vita è bella, sono felice, sono Cattolico, sono un Muslim, ecc ecc. non dovrebbe mai, quando si tratta di decidere per gli altri, per tutta la società, influenzarci: l'unica cosa a cui possiamo attaccarci è il rispetto per l'individuo, ma un individuo può essere un cane, un uomo, una mucca, ma non un embrione, perché un embrione un cervello ancora non lo ha e, per sua sfortuna, non è ancora un individuo e pertanto sarà la madre a decidere il suo destino dando priorità al suo benessere e alla sua libertà.

Ho cercato, come sempre, di essere molto preciso nello scrivere per evitare facili fraintendimenti, non me ne volere male, se fosse per me un tocco magico e tutti egualmente felici, ma la realtà è ben diversa, inutile illudersi.

Alcuni dati...ufficiali:

A 18-25 giorni dopo il concepimento il cuore batte già,

A 6 settimane si può misurare la frequenze delle onde cerebrali

A 8 settimane gli organi interni sono funzionanti e le impronte digitali sono visibili

A 9 settimane il feto percepisce dolore

Il bambino strizza gli occhi, ingoia e può formare un pugno e anche sorridere, si muove e da calci, percepisce caldo, luce e rumore, si succhia il pollice.

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Ale, se pure il tuo obiettivo è quello di arginare il numero degli aborti (chi non lo vorrebbe) tuttavia io credo che il "modo" e gli argomenti scelti non siano tra quelli più efficaci: non è colpevolizzando chi abortisce, nè adultizzando un embrione o adducendo dati da alcuni ritenuti scientifici che si contiene la faccenda.

Ma è accogliendo con comprensione la realtà di fatto e lavorando sulle condizioni affinchè ...

ed è un lavoro tosto, complesso, con implicazioni e ramificazioni da paura.

Il problema secondo me non è aborto sì/aborto no, ma come rendere sempre più diffusa la maternità consapevole e rimuovere i fattori che impediscono questo.

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Ale, se pure il tuo obiettivo è quello di arginare il numero degli aborti (chi non lo vorrebbe) tuttavia io credo che il "modo" e gli argomenti  scelti non siano tra quelli più  efficaci: non è colpevolizzando chi abortisce, nè adultizzando un embrione  o adducendo dati da alcuni ritenuti scientifici che si contiene la faccenda.  

Ma è accogliendo con comprensione  la realtà di fatto e lavorando sulle condizioni affinchè ...

ed è un lavoro tosto, complesso, con implicazioni e ramificazioni da paura.

Il problema secondo me non è aborto sì/aborto no, ma come rendere sempre più diffusa la maternità consapevole e rimuovere i fattori che impediscono questo.

Ciao Ilaria,

chi non vorrebbe arginare il numero degli aborti...? Nessuno.

E' proprio vero...basterebbe un ecografia per innamorarsi del proprio bimbo. Questo lo sai?

Certo, il lavoro è lungo ed estremamente tortuoso...

Cercando aiuto...si trova, sempre! Basta volerlo!

Infine, non stò colpevolizzando nessuno, credimi...

Ma la mia opinione rimane, non sono daccordo.

Per i nostri errori, di qualsiasi natura essi siano, sono nostri e non del bambino che abbiamo in grembo.

Qui parlo di responsabilità, di assumersi le proprie responsabilità!

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Quanto gravi e dolorosi i nostri problemi e le nostre difficoltà siano, siamo noi che dobbiamo cercare di arginare e chiedere aiuto.

Certo non è questo il modo di entrare nella mentalità e nella psicologia di quei momenti di scelta...il prima e il dopo.

Ma la realtà è questa, abbiamo paura di non essere in grado di fare i genitori, soffriamo su questa decisione...prima, durante e dopo...tantissimo, i rimorsi e i sensi di colpa sono all'ordine del giorno.

Ma alla fine noi proviamo tutto questo e viviamo, e lui? Non proverà niente...non vivrà...

Ilaria e S., credetemi...non è giusto.

P.S. Questa è la mia opinione.

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Tratto dal sito: http://www.mpv.org/a_11_IT_4_1.html

Ciao mi chiamo Marina sono una ragazza di 23 anni, mamma da un anno solo.

Vi racconto la mia storia.

Sono una ragazza di Milano ed una sera rientrando a casa ho subito una violenza sessuale. Sono stata presa nei pressi della stazione centrale da due individui che hanno approfittato di me ed uno di loro due è... il padre del mio bambino.

Non vi dico se erano albanesi, marocchini, italiani... che importanza ha?

Due bruti ed uno di loro è il padre di Giacomo.

Denuncia contro ignoti e poi dolori alla pancia e poi... mestruazioni in ritardo, test di gravidanza, visita dalla mia ginecologa....

gravidanza

Aspettavo un bambino da uno di quei bruti.

Che fare?

Certo. Abortire.... .

Ero molto decisa ad abortire, ed anche la mia ginecologa era di quell'avviso.

Preparai tutte le carte, semplici da fare, dopo solo un colloquio con una impiegata di un consultorio ebbi in mano il certificato per i.v.g. .

Poi una mattina, navigando in internet, entrai in un forum sull'aborto e lessi il semplice messaggio di un ragazzo che aveva scritto:

"PER UNA GRAVIDANZA DIFFICILE OD INDESIDERATE TELEFONA AL NUMERO VERDE SOS VITA 800813000"

Non lessi bene e pensai fosse un numero che aiutava chi voleva abortire...

invece.

Telefonai.

Una voce calda mi rispose e mi invitò ad esporre il mio problema.

Raccontati tutto a questa persona che subito mi divenne amica... e che altro dirvi?

Ricevetti aiuto sotto tutti gli aspetti: psicologico, morale, amichevole....

Tanto aiuto.... ed ora eccomi qua con mio figlio Giacomo, la mia gioia, la scelta giusta della mia vita della quale non mi pento assolutamente e sapete una cosa? Giacomo assomiglia si a suo padre, come qualcuno mi diceva, ma proprio grazie alla sua nascita sono riuscita a superare quella violenza ed a perdonare il padre.

Ora che ti ho infastidito ti invito ad inviare questa lettera a tutti i tuoi amici ricordando loro il numero verde SOS VITA 800813000.

Ricordati che ogni 4 minuti in Italia un bambino viene ucciso dall'aborto.

Ricordati che ogni 16 secondi nel mondo un bambino viene ucciso dall'aborto.

Impegna i prossimi 16 secondi per salvare almeno una vita inviando in giro questa mia storia ed il numero verde

SOS VITA 800813000.

Chi salva una vita salva il mondo intero.

Grazie

Marina

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Tratto dal sito: http://www.mpv.org/a_11_IT_4_1.html

Ciao mi chiamo Marina sono una ragazza di 23 anni, mamma da un anno solo.  

Vi racconto la mia storia.  

Sono una ragazza di Milano ed una sera rientrando a casa ho subito una violenza sessuale. Sono stata presa nei pressi della stazione centrale da due individui che hanno approfittato di me ed uno di loro due è... il padre del mio bambino.  

Non vi dico se erano albanesi, marocchini, italiani... che importanza ha?  

Due bruti ed uno di loro è il padre di Giacomo.  

Denuncia contro ignoti e poi dolori alla pancia e poi... mestruazioni in ritardo, test di gravidanza, visita dalla mia ginecologa....  

gravidanza  

Aspettavo un bambino da uno di quei bruti.  

Che fare?  

Certo. Abortire.... .  

Ero molto decisa ad abortire, ed anche la mia ginecologa era di quell'avviso.  

Preparai tutte le carte, semplici da fare, dopo solo un colloquio con una impiegata di un consultorio ebbi in mano il certificato per i.v.g. .  

Poi una mattina, navigando in internet, entrai in un forum sull'aborto e lessi il semplice messaggio di un ragazzo che aveva scritto:  

"PER UNA GRAVIDANZA DIFFICILE OD INDESIDERATE TELEFONA AL NUMERO VERDE SOS VITA 800813000"  

Non lessi bene e pensai fosse un numero che aiutava chi voleva abortire...  

invece.  

Telefonai.  

Una voce calda mi rispose e mi invitò ad esporre il mio problema.  

Raccontati tutto a questa persona che subito mi divenne amica... e che altro dirvi?  

Ricevetti aiuto sotto tutti gli aspetti: psicologico, morale, amichevole....  

Tanto aiuto.... ed ora eccomi qua con mio figlio Giacomo, la mia gioia, la scelta giusta della mia vita della quale non mi pento assolutamente e sapete una cosa? Giacomo assomiglia si a suo padre, come qualcuno mi diceva, ma proprio grazie alla sua nascita sono riuscita a superare quella violenza ed a perdonare il padre.  

Ora che ti ho infastidito ti invito ad inviare questa lettera a tutti i tuoi amici ricordando loro il numero verde SOS VITA 800813000.  

Ricordati che ogni 4 minuti in Italia un bambino viene ucciso dall'aborto.  

Ricordati che ogni 16 secondi nel mondo un bambino viene ucciso dall'aborto.  

Impegna i prossimi 16 secondi per salvare almeno una vita inviando in giro questa mia storia ed il numero verde  

SOS VITA 800813000.  

Chi salva una vita salva il mondo intero.  

Grazie  

Marina

brava marina, se esistesse Dio sarebbe fiero di te........pultroppo no c'è ma spero che ad essere fieri della tua scelta siano in tanti e nei momenti di difficoltà guarda tuo figlio.....

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Ila è vero, l'esperienza che ho riportato non esemplifica tutte le esperienze possibili, ma credo che le *fiamme eterne* cui si riferisce questa donna siano quelle della condanna da parte delle persone che non capiscono, non possono capire questa cosa. e penso che buona parte di questo topic sia un buon esempio di tutto ciò.

Ale, io non credo proprio che se una persona ha figli o sta per averne debba necessariamente cambiare idea sull'aborto.è un argomento troppo complesso per liquidarlo con argomentazioni puramente teoriche, basandosi solo ed esclusivamente sulla propria esperienza. immagino che il fatto(bellissimo)che tu stia per diventare padre influisca in qualche modo su di te. ma da qui a diventare un fanatico antiabortista ce ne passa.

in america molti antiabortisti fanatici hanno ammazzato i medici che praticavano gli aborti. è una cosa un pò contraddittoria per un movimento che si dichiara favorevole alla vita.ed è a questo che si arriva quando si considera solo una parte della questione

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Ila è vero' date=' l'esperienza che ho riportato non esemplifica tutte le esperienze possibili, ma credo che le *fiamme eterne* cui si riferisce questa donna siano quelle della condanna da parte delle persone che non capiscono, non possono capire questa cosa.

[/color']

ah sì, questo certamente sì.

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A 18-25 giorni dopo il concepimento il cuore batte già,  

A 6 settimane si può misurare la frequenze delle onde cerebrali  

A 8 settimane gli organi interni sono funzionanti e le impronte digitali sono visibili  

A 9 settimane il feto percepisce dolore  

Il bambino strizza gli occhi, ingoia e può formare un pugno e anche sorridere, si muove e da calci, percepisce caldo, luce e rumore, si succhia il pollice.

Bella lista della spesa, ma secondo me va considerata esclusivamente per stabilire un limite legale entro il quale consentire l'aborto. Anche in un tizio in coma col cervello mezzo spappolato a volte il cuore continua a battere per un po', eppure io non lo definirei più un essere vivente. Si può discutere su basi scientifiche, per chi ne ha la competenza, se il limite di 3 mesi sia giusto o vada modificato (in un verso e nell'altro), ma penso che il diritto all'aborto vada concesso.

La ragazza della storia ha scelto di tenere il bambino, meglio per lei se adesso è serena (anche se non posso fare a meno di pensare che schifo di geni che avrà ereditato quel povero cristo, compresi quelli della madre, se ha deciso di perdonare lo stupratore, comunque sono affari suoi), però non capisco perché la sua scelta deva valere per tutte.

:wink::LOL::LOL::evil::evil:

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Ila è vero' date=' l'esperienza che ho riportato non esemplifica tutte le esperienze possibili, ma credo che le *fiamme eterne* cui si riferisce questa donna siano quelle della condanna da parte delle persone che non capiscono, non possono capire questa cosa. e penso che buona parte di questo topic sia un buon esempio di tutto ciò.

Ale, io non credo proprio che se una persona ha figli o sta per averne debba necessariamente cambiare idea sull'aborto.è un argomento troppo complesso per liquidarlo con argomentazioni puramente teoriche, basandosi solo ed esclusivamente sulla propria esperienza. immagino che il fatto(bellissimo)che tu stia per diventare padre influisca in qualche modo su di te. ma da qui a diventare un fanatico antiabortista ce ne passa.

in america molti antiabortisti fanatici hanno ammazzato i medici che praticavano gli aborti. è una cosa un pò contraddittoria per un movimento che si dichiara favorevole alla vita.ed è a questo che si arriva quando si considera solo una parte della questione[/color']

Ciao S.,

non sono daccordo con gli anti-abortisti e con i loro modi brutali, uccidere per una convinzione o qualsiasi altra ragione non è giusto.

In automatico neanche l'aborto è una giusta ragione.

La mia posizione è questa, non accetto l'aborto, esclusi motivi legati alla salute stessa del bambino, gravi malformazioni o gravi malattie genetiche, tutto il resto a mio avviso non è giustificato.

L'ho sempre pensata cosi...certo adesso che stò diventando papà sono più sensibile al problema.

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Bella lista della spesa, ma secondo me va considerata esclusivamente per stabilire un limite legale entro il quale consentire l'aborto. Anche in un tizio in coma col cervello mezzo spappolato a volte il cuore continua a battere per un po', eppure io non lo definirei più un essere vivente. Si può discutere su basi scientifiche, per chi ne ha la competenza, se il limite di 3 mesi sia giusto o vada modificato (in un verso e nell'altro), ma penso che il diritto all'aborto vada concesso.  

La ragazza della storia ha scelto di tenere il bambino, meglio per lei se adesso è serena (anche se non posso fare a meno di pensare che schifo di geni che avrà ereditato quel povero cristo, compresi quelli della madre, se ha deciso di perdonare lo stupratore, comunque sono affari suoi), però non capisco perché la sua scelta deva valere per tutte.

Quella che ha fatto Alessandro non mi pare affatto una "lista della spesa": stiamo parlando di una questione molto delicata, non mi pare che parlare di un cuore che batte sia lo stesso che parlare della frutta e della verdura!

E poi non so quante persone conoscano le notizie che ha riportato, non sono scontate!

Nessuno qui ha messo in dubbio il fatto che sia giusto che esista una legge sull'aborto e il diritto che un genitore ha di poter scegliere. L'intervento di Alessandro voleva invece far riflettere dal punto di vista etico su che cosa implichi per la singola persona operare o meno la scelta dell'aborto e su come il limite dei 3 mesi sia solo un "paletto" fissato dalla legge.

Gli aborti purtroppo esisteranno sempre, e la legge dovrebbe servire in primis ad evitare gli aborti clandestini, quindi nessuno sta parlando di abolirla.

Tuttavia il diritto è una cosa, l'etica un'altra (anche se il diritto è influenzato, inevitabilmente e giustamente dall'etica, perché siamo uomini e non bestie!).

Dal punto di vista etico, personalmente penso che l'aborto dovrebbe essere "l'ultima spiaggia", qualora davvero non ci siano alternative, perché comunque l'embrione per me è un essere vivente, non è solo un mucchietto di cellule come potrebbe essere una cisti da asportare.

Qui è chiaro che ognuno di noi dà la propria risposta, in base alla propria sensibilità.

Sul discorso dei geni, vorrei farti notare come vivere in una società influenzi tantissimo il bambino, quindi il fatto che abbia, come dici tu "uno schifo di geni", ammesso che sia così, non significa che diventerà automaticamente un criminale!

La biologia per fortuna non determina le persone al 100%!

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