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Prego... per quel che mi ci vuole a scrivere due inutili righe...

PS: Dicevo "sembra di essere in guerra" nel senso che sembra quasi di essere nel corso di un'occupazione militare,

fatta senza l'utilizzo di armi in senso stretto ma con armi di altro tipo.

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Ah, scusa. Mi avevano tratto in inganno le tue parole sul non voler far guerra o andate contro qualcuno...

Però, se sono altri a voler fare la guerra a te (o a voler fare una guerra e a coinvolgerti) e a venirti contro, la tua

volontà di non-scontro perde un po' di rilevanza, no? A meno che tu non abbia lo spazio per spostarti...

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Sai, quello che non vorrei proprio fare e dargli la soddisfazione di chiedere io di essere spostata in altro servizio!!! Ti racconto a grandi linee cosa è successo per quanto possa abbreviare la storia.... Avevo chiesto circa un anno fa di essere accolta in un'altra Azienda pubblica con la mobilità e quest'ultima, visto il mio curriculum ha subito accettato con una Delibera del Direttore Generale. Dovevo solo aspettare il nulla osta della mia azienda (alla quale ho fatto regolare domanda allegando la Delibera di accoglimento dell'altra Azienda). Ma i vertici della mia azienda e i colleghi che lavorano in direzione, mi hanno convocando proponendomi di ripensarci, dichiarandomi attestati di stima per la mia professionalità..... Io purtroppo ho deciso di rinunciare al trasferimento e di rimanere nella mia azienda considerando che, conoscendo i colleghi da anni (compreso di Direttore) potessi essere in una botte di ferro!!! Invece è successo quello che ti ho raccontato dopo avermi fatto smaltire lavoro arrettrato che io, essendo un'esperta, ho regolarmente svolto in poco tempo!!!!

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Hai ragione, forse ho sbagliao cliccando!! Il mio compuer mi sa dando problemi...... non mi cambiano neanche quello!!!!

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Alessandro è scomparso, Momo... stiamo preparando le foto da mettere sui tetrapack del latte!

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Alessandro è scomparso, Momo... stiamo preparando le foto da mettere sui tetrapack del latte!

ciao a tutti

se c'è qualcuno che frequenta questo forum vorrei raccontare la mia storia.....

penso di essere vittima di mobbing sul lavoro

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ciao a tutti

se c'è qualcuno che frequenta questo forum vorrei raccontare la mia storia.....

penso di essere vittima di mobbing sul lavoro

Qualcuno c'è... però se è aiuto, che cerchi, non so quanto te ne puoi aspettare... di mobbing tendono a

parlarne solo le persone che ci sono dentro o che pensano di esserci.

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Vorrei raccontarvi la mia storia non tanto per avere aiuto, perchè ormai è vecchia e superata, quanto per sapere da voi, che ve ne intendete più di me, se si è trattato di mobbing, perchè io ancora non l'ho capito.

Lavoro in un'azienda molto grande, qualche anno fa, ad un convegno, noto il direttore generale che mi squadra dalla testa ai piedi. Dopo poco mi arriva la proposta per andare a lavorare come sua assistente, accetto. Dividevo l'ufficio con altre due ragazze, assistenti come me. Per i primi mesi sonda il terreno (ma io, che fino ad allora ero molto ingenua e scherzavo un po' con tutti, non me ne ero resa conto) con battute, doppi sensi, allusioni, tutto sempre in maniera bonaria e buttata sullo scherzo. Dopo un po' passa alle vie di fatto e comincia con le proposte, fino ad arrivare alle vere e proprie molestie sessuali. La situazione diventa insostenibile, io rischio l'esaurimento nervoso, non lo voglio denunciare per non rovinare la sua famiglia (com'ero buona!) e, visto che sono diventata molto amica con una delle mie colleghe, sono sempre più decisa a chiederle aiuto, magari chiedendole di non lasciarmi più sola con lui. Confido questo mio proposito ad un'amica comune che ho con questa collega che, vedendomi veramente decisa a raccontare tutto all'altra, mi implora di desistere perchè l'altra è l'amante del capo da 3 anni!!! Rimango sconvolta, mi sento completamente sola, comincio finalmente a vedere i segnali fra di loro, segnali che c'erano sempre stati ma che io, ingenua com'ero, avevo sempre confuso per un semplice buon rapporto di lavoro! Dopo un po', non ci crederete, ma cominciano a venirmi i dubbi anche con l'altra collega, certe frasi dette ed il fatto che vengo a sapere che è gelosa marcia di me. Gelosa? E di cosa? A quel punto comincio a capire di essere finita in un harem, capisco perchè a loro è arrivato l'aumento del minimo e a me niente, a loro arrivano i livelli (fino a 3 in più!) e a me niente. Un giorno affronto il capo, gli dico testualmente: "Scusi, ma qui per avere un livello in più basta lavorare o bisogna per forza fare delle prestazioni straordinarie?", lui capisce che ho mangiato la foglia, diventa rosso, si giustifica e nel giro di due mesi mi dà 2 livelli. Il terzo non mi arriverà mai, non mi ha mai messa pari a loro e tantomeno mi ha mai aumentato il minimo dello stipendio come a loro, ma la collega gelosa comincia a farmi delle cattiverie, lei e il capo mi tolgono il lavoro (quella con cui ero amica, invece, continua i rapporti con me come niente fosse, senza aiutarmi ma senza neanche darmi contro), ho passato mesi a non fare un tubo, solo fotocopie (parole del capo: erano un lavorino per me!), completamente demansionata. Io a quel punto, che non sapevo a chi rivolgermi (lui era il direttore generale!), ho fatto buon viso a cattivo gioco e ho iniziato ad utilizzare il tempo libero sul lavoro (praticamente tutta la giornata) per studiare, visto che mi stavo laureando. Bene, la collega se n'è accorta (questo vuol dire che guardava pure nel mio pc!) e l'ha detto al capo, che però non ha fatto assolutamente niente. Non ha presso nessun provvedimento, si è dimostrato molto comprensivo e... dopo un paio di giorni mi ha fatto notare la sua benevolenza ed il fatto che un "ringraziamento" sarebbe stato carino! Io ovviamente ho rifiutato e lui mi ha trasferita in un altro reparto.

La storia è finita così, nel nuovo reparto sono stata benissimo, con un capo correttissimo e ho ricominciato a vivere. Mi sono sempre chiesta, però, se si sia trattato solo di molestie sessuali o anche di mobbing.

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Molestie senz'altro, e fatte abusando di un potere d'autorità (art. 572 del codice penale). Ha molte caratteristiche del mobbing,

ma almeno da come lo racconti sembra relativamente blando... cioè, i sintomi e le mosse di accerchiamento per piegarti ad

un volere abusivo c'erano, ma portate avanti senza grossa convinzione, senza spingere fino in fondo. Sembrerebbe, almeno.

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Molestie senz'altro, e fatte abusando di un potere d'autorità (art. 572 del codice penale). Ha molte caratteristiche del mobbing,

ma almeno da come lo racconti sembra relativamente blando... cioè, i sintomi e le mosse di accerchiamento per piegarti ad

un volere abusivo c'erano, ma portate avanti senza grossa convinzione, senza spingere fino in fondo. Sembrerebbe, almeno.

Si, infatti è così, anche perchè lo scopo del capo non era quello di mandarmi via e forse per questo ha supportato la collega fino ad un certo punto nella sua azione di mobbing, se così si può definire.

Non sapevo invece che l'abuso di potere fosse un'aggravante delle molestie sessuali.

E' un campo di cui so poco o nulla, per questo non sapevo ancora come definire questa vecchia storia... grazie per i chiarimenti! :ola (4):

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Importante è non avere paura di rivolgersi anche ai Sindacati.

La prima segnalazione presso un Sindacato, a mio giudizio è molto importante.

e quando sono proprio esponenti (importanti) dei sindacati che fanno il mobbing/bossing?

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Salve a tutti,

mi ritrovo disoccupato dopo alcune vicissitudini a me poco chiare.

Ero stato assunto da una azienda tedesca, la XYZ AG, di medie dimensioni (con circa 100 dipendenti) che voleva investire in Italia nel settore fotovoltaico. Da premettere che in Italia era stata creata una XYZ Italia Srl di questa azienda per la quale io ero stato assunto. Dopo circa due anni l'azienda madre in Germania va in crisi e fallisce con conseguente fallimento della stessa Srl italiana.

Vengo a conoscenza di ciò dall'amministratore delegato della XYZ Italia Srl, che mi comunica che non ha più senso per loro continuare a investire in Italia. Quindi, in sostanza, niente più lavoro per me.

L'amministratore delegato mi assicura però che segnaleranno il mio profilo ad una piccola azienda e che le possibilità di un'assunzione sono più che buone. Confortato da ciò, vengo contattato da questa nuova azienda per il colloquio, dopo aver mandato il mi CV. Il colloquio si svolge in maniera molto formale, e benché la figura da loro ricercata non coincide in tutto con le mie esperienze. Terminato il colloquio, appena avviatomi verso casa con la macchina mi squilla il cellulare e quelli dell'azienda mi comunicano che hanno deciso di iniziare una collaborazione con me, perché hanno intravisto in me - parole dette da loro - una persona molto umile. Mi viene quindi detto che posso iniziare e "frequentare" l'azienda in modo da ambientarmi.

Inizio quindi con entusiasmo il mio nuovo lavoro. Il periodo è fine novembre e sono ancora un dipendente della vecchia azienda tedesca, ma con accordo da entrambe le parti, posso iniziare a lavorare in quella nuova.

Di contratto ancora non si parla né da parte mia né da dall'altra parte. Dopo qualche giorno mi arriva una mail dal mio capo (l'amministratore delegato) della vecchia azienda tedesca che mi chiede di dare le dimissioni e mi invia la lettera di dimissioni già compilata e che devo solo firmare.

Resto per la verità un po' allibito, chiedendomi se sono tutelato abbastanza nel firmare una lettera di dimissioni senza avere un contratto per il mio nuovo lavoro. Allora chiedo alla nuova azienda di esprimersi in maniera ufficiale riguardo la mia posizione, cioè se è loro intenzione assumermi, con quale tipologia di contratto ecc. Mi sembrano molto chiare le intenzioni della vecchia azienda tedesca: hai un nuovo lavoro che siamo riusciti a segnalarti e a raccomandarti e tu con dimissioni per motivi personali ci eviti di fatto di doverti licenziare. A me la situazione sta bene, ma quando faccio presente alla nuova azienda di regolamentare il tutto (dato che mi hanno fatto capire di avere interesse per la mia figura professionale), noto una certa freddezza e reticenza. La sensazione è come se stessi chiedendo loro un favore. Mi rassicurano comunque che avrebbero preparato il contratto e che, in effetti, mi viene proposto per la firma. Si tratta di un contratto a tempo indeterminato con 2 mesi di periodo di prova. Io intanto ho firmato la lettera di dimissione dalla vecchia azienda tedesca.

Tutto sembra procedere per il meglio, sono contento perché esco tutto sommato bene dal fallimento di una azienda e ho un contratto a tempo indeterminato e un nuovo lavoro.

Mi impegno e i rapporti con i miei superiori mi sembrano buoni. Nulla mi viene detto sul mio operato, né che le cose stanno andando bene né che ci sono problemi.

Vengo a sapere che l'azienda cerca un'altra figura professionale uguale alla mia, perché è loro intenzione di averne due dello stesso tipo. Quindi, mi dico e penso, saremo in due.

Il nuovo candidato viene scelto e gli vengono assegnate le mi stesse mansioni (in pratica entrambi dobbiamo lavorare a progetti identici ma ognuno per conto proprio). Io lavoro per conto mio, con i miei tempi e le mie esperienze, l'altro con i suoi metodi.

Inizio ad avvertire le prime stranezze, innanzitutto un maggiore coinvolgimento da parte dei superiori verso l'altro candidato. Con me sorrisi di compiacimento, mi chiedono come sto procedendo ecc. senza mai dirmi o segnalarmi qualche problema o segnalazioni di un non corretto adempimento delle mie mansioni. A dirla tutta inizia a serpeggiare un po' di timore nel vedermi sempre più isolato. E' sempre l'altro, che più di me, viene coinvolto.

Ma la beffa non tarda ad arrivare. Sono ormai alla scadenza dei due mesi di prova, mi mancano gli ultimi giorni della settimana, sono a giovedì e vengo chiamato da uno dei superiori. Mi comunica che prima della scadenza dei due mesi di prova, il rapporto di lavoro deve concludersi. Il motivo è che pure loro sono in crisi, i progetti che dovevano partire, per motivi economici sono bloccati, e quindi non c'è più lavoro né per me né per l'altro assunto. Almeno per adesso, poi si vedrà.

Quindi, si appellano al diritto di potermi licenziare perché sono in periodo di prova e sembra che io non possa fare niente. Io resto perplesso e penso che stranamente e con sospetta tempestività la crisi sia arrivata proprio prima della scadenza del periodo di prova. Resto con la convinzione che anche l'altro sia stato licenziato e mi metto l'anima in pace.

Dopo due mesi, per caso incontro l'altro e mi dice che è stato confermato, cioè assunto. Resto allibito e mi sento umiliato. Ho la chiara impressione di essere stato un pacco di scambio tra la vecchia ditta e quella nuova, tenermi buono per due mesi e poi un calcio e via.

Tengo poi a precisare che le mansioni per cui ero stato assunto e che sono state scritte nel contratto non erano esattamente quelle che io svolgevo. In sostanza mi hanno sempre detto di fare cose di grado superiore, ma io voglioso di imparare non me ne sono mai lamentato e anzi ero in un certo senso contento di fare di più di quello che mi si chiedeva (senza sapere che su quelle mansioni stavo misurando le mie capacità).

Insomma una faccenda poco chiara, che mi ha lasciato tanto amaro in bocca e rabbia per essere stato umiliato.

Non superare un periodo di prova, come ufficialmente risulta, è una cosa molto spiacevole e ripeto ancora molto umiliante. Ho già fatto qualche altro colloquio e nel mio CV ho scritto anche questa esperienza di due mesi, ma alla domanda perchè solo due mesi devo arrampicarmi sugli specchi dicendo cose false.

Forse il mio è piu uno sfogo e penso ci siano poche possibilità di mobbing. Grazie per l'attenzione.

Francesco

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Questa è la cosa che fa più incazzare:

Ho già fatto qualche altro colloquio e nel mio CV ho scritto anche questa esperienza di due mesi, ma alla domanda perchè solo due mesi devo arrampicarmi sugli specchi dicendo cose false.

... e cioè che ti ritrovi pure a doverne risponderne tu, e stando molto attento a come lo fai.

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Questa è la cosa che fa più incazzare:

... e cioè che ti ritrovi pure a doverne risponderne tu, e stando molto attento a come lo fai.

Grazie per la risposta, ma cosa vuoi dire esattamente con il tuo commento? E, se hai letto il mio sfogo, cosa ne pensi?

Ciao

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Grazie per la risposta, ma cosa vuoi dire esattamente con il tuo commento? E, se hai letto il mio sfogo, cosa ne pensi?

Ciao

Ciao. Si, ho letto il tuo racconto. Non chiamarlo "sfogo", è un racconto... uno sfogo è quando si picchia qualcuno.

Per il resto, proverò a risponderti più tardi o domani perché ora non ho tempo. Intanto però vorrei chiederti una cosa:

ritieni normale il fatto di di doverti arrampicare sugli specchi per giustificare decisioni altrui che oltrettutto hai pagato tu?

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Eccomi qua. Su quello che ti è successo, purtroppo sono giochetti così comuni che sarebbero nauseanti anche solo per la loro

ripetitività, se già non lo fossero di per sè.

Cosa intendevo dire con quel commento: tu hai vissuto questa esperienza che si è conclusa con quella che per te, di fatto, è una

"pena", vale a dire la perdita del lavoro. Ora ti ritrovi, quando fai un colloquio, a dover giustificare il perché ti è stata data quella pena.

La cosa assomiglia molto alla trama de "Il processo" di Kafka, non so se hai presente...

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Ciao. Si, ho letto il tuo racconto. Non chiamarlo "sfogo", è un racconto... uno sfogo è quando si picchia qualcuno.

Per il resto, proverò a risponderti più tardi o domani perché ora non ho tempo. Intanto però vorrei chiederti una cosa:

ritieni normale il fatto di di doverti arrampicare sugli specchi per giustificare decisioni altrui che oltrettutto hai pagato tu?

Quando si affronta un colloquio di lavoro si dice sempre che una regola importante è quella di non parlare mai male delle precedenti esperienze di lavoro.

Quindi devo fare buon viso a cattivo gioco. E giustificare magari come sto facendo, che si è trattata di una collaborazione a progetto di due mesi. Ma poi penso, che chi fa i coloqui non è nemmeno tanto stupido e capisce che due mesi sono pochi per iniziare e portare a termine un progetto (d'ingegneria) e quindi ci vule poco a capire che mi sto arrampicando sugli specchi.

E poi, quello che ho provato io è piuttosto difficile da dimostrare, essendo le mie delle sensazioni (da quello che ho capito sulla questione Mobbing, ci vogliono molti indizi per provare di aver subito un matrattamento psicologico e morale e resta sempre la "fatica" di una eventuale azione legale)

Chi mi ha licenziato si è semplicemte avvalso di una legge riconosciuta....il licenziamento durante il periodo di prova.

E per dirtene un'altra, quando sono andato al centro di impiego per aggiornare il mio stato occupazionale in modo che risultassi disoccuapto per prendere temporanemante l'assegno di disoccupazione, all'ufficio risultava già, evidentemente segnalato, che ero stato licenziato con motivazione "non superameto del periodo di prova"....e, non so se mi puoi capire, sembra di avere la fedina penale sporca!

Ciao, buona serata.

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che succedeva se non firmavi la lettera di dimissioni ?

Penso sarebbe stato piu problematico per la mia vecchia azienda tedesca.....avviso con tre mesi di anticipo, motivazione del licenziamento (e io avevo un contratto a tempo indeterminato) forse buonuscita...insomma sarebbe stato un po piu complicato per loro.

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