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La logica della posozione- 12^ puntata

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on . Postato in Breve corso di psicoeconomia | Letto 1270 volte

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QUAL’E’ LA VOSTRA EMOTIVITA’ IN BORSA?

12^ PUNTATA

LA PAZIENZA COME FATTORE DI SUCCESSO

L'IMPORTANZA DI SAPER ATTENDERE I RISULTATI

In questa puntata torneremo a parlare di psicoeconomia, e più precisamente della pazienza, cioè della capacità che ciascuno di noi ha, o dovrebbe avere, nell'attendere i risultati.

E' incredibile come, un argomento così importante, e sicuramente critico in molte operazioni di investimento, non sia stato ancora adeguatamente approfondito.

In questa breve lezione, pur non potendo sviscerarne tutte le sfaccettature e le insospettabili implicazioni, cercheremo di darne una chiara definizione, all'interno di quel quadro più ampio rappresentato dalla logica di posizione. I tasselli che man mano verranno progressivamente inseriti, puntata dopo puntata, saranno successivamente incastrati tra loro per realizzare, al termine, una piacevole costruzione teorico-pratica, che vi tornerà sicuramente utile nel vostro day-trading.

QUANDO VIENE CHIAMATA IN CAUSA LA PAZIENZA?

La pazienza è un tratto caratteriale dell'investitore che viene chiamato in causa quasi tutte le volte in cui un'operazione non dà i risultati sperati. Ho detto e sottolineato "quasi" per dei motivi ben precisi che vedremo tra poco.

Caso A. La stagnazione.

Innanzitutto le situazioni classiche in cui i "nervi" dell'investitore vengono messi a dura prova sono quelle nelle quali la particolare azione che egli sta seguendo si "inchioda" ad un certo livello e continua a stagnare attorno a quel prezzo per un periodo abbastanza lungo.

Un'aggravante di questa situazione è data dal caso in cui questo comportamento amorfo cominci esattamente dopo l'entrata del povero trader.

Infatti, se il titolo che ha deciso di acquistare oggi, ha fatto fuoco e fiamme fino al giorno prima, e subito dopo si predispone ad entrare in letargo, ha tutti i motivi per innervosirsi…

 

 Caso B. Il lento scivolamento.

Come ho già affermato in "Come guadagnare in Borsa con la psicologia", è meglio una discesa repentina che dà l'allarme, rispetto ad un lento e sonnacchioso scivolamento verso il basso che spazientisce, ma non fa azionare i meccanismi di autodifesa. Il lento scivolamento è molto pericoloso, come le malattie silenziose!

E' sempre bene fissare degli stop-loss che scatteranno sempre, anche se raggiunti con calma, e vi diranno giustamente che è ora di vendere.

Il lento scivolamento è un'altra tipica situazione in cui si può perdere la pazienza, sia per il fastidioso passare del tempo in maniera infruttifera, e sia per il fatto che la perdita intanto aumenta… Attenti alle sabbie mobili!!

 

 Caso C. La lenta risalita.

Non so voi cosa ne pensate, ma a giudizio di molti non c'è niente di più fastidioso di un'azione che fa fatica a salire, ma proprio tanta tanta fatica, quasi le mancasse l'ossigeno. Verrebbe voglia di alzarla di peso, con le proprie mani. Anche in questo caso la pazienza viene messa a dura prova, anche se il titolo tende ad andare verso l'alto…si fa per dire.

Conosco persone che sono incapaci di tenere un titolo che si muove solo di frazioni di punto, per più di una settimana!

Anche in questo caso, come pure nel precedente (B), valgono le considerazioni dell'aggravante, fatte nel caso (A), se il comportamento da "bradipo" comincia subito dopo l'acquisto del titolo.

 

 PERCHE' ABBIAMO DETTO QUASI ?

Prima ho detto che la pazienza viene chiamata in causa quasi tutte le volte in cui un'operazione non da i risultati sperati. Mi riferivo ai casi in cui il titolo scende o sale troppo velocemente.

E' vero che anche quando il titolo scende molto velocemente bisogna avere una certa dose di pazienza, ma in quei casi, i veri tratti caratteriali chiamati in causa saranno completamente diversi, come ad esempio l'autocontrollo, o l'ostinazione!

Quando invece il titolo sale troppo velocemente e sudano le mani perché si è impazienti di vendere, i tratti caratteriali chiamati in causa saranno in realtà quelli del coraggio e della predisposizione al rischio.

PRIMI CONSIGLI OPERATIVI

Tornando ai tre casi elencati sopra bisogna fare un piccolo passo indietro, e ricordare quanto veniva già affermato in una delle puntate precedenti:

 


taglia le perdite e lascia correre i profitti

Si tratta di una regola d'oro!

Quando saprete levare le tende nei momenti peggiori, e saprete lasciar andare l'azione quando sta salendo, avrete già raggiunto un buon risultato in termini di "trading corretto".

La regola sembra semplicissima, ma ha un fondamento di verità scientifico.

Per chi volesse saperne di più, potrà esaminarne le simulazioni e le spiegazioni che ho riportato in "Come guadagnare in Borsa con la psicologia" (edito da Franco Angeli), al Capitolo 11.

Tornando ai 3 casi precedenti, il consiglio operativo che deriva dalla suddetta regola d'oro, si traduce nei seguenti comportamenti:

1. Nei casi "A" e "C", lento spostamento in orizzontale e lenta salita, il consiglio è quello di tenere, perché il titolo deve anche avere il tempo per esprimere le proprie potenzialità. Se lo avrete scelto correttamente, i risultati arriveranno, ma se pensate di trovarvi di fronte a dei meccanismi automatici, vi conviene ricredervi subito. Il mercato, che lo vogliate o no, è bizzarro.

2. Nel caso "B", lento scivolamento verso il basso, come vi ho già anticipato, la cosa migliore è vendere non appena il prezzo arriva a toccare il punto di stop-loss che voi avrete prudentemente e saggiamente fissato prima di iniziare l'operazione. Se ciò non dovesse far parte delle vostre abitudini, vi converrà impararlo in fretta per evitare danni peggiori in seguito.

Per ora abbiamo solo posto le basi della discussione.

In seguito torneremo ancora su questo argomento in maniera più dettagliata.

(Riproduzione Riservata - © 2000 Renato Paludetto)

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