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Caos e Cambiamento

Tags: cambiamento Caos

Inverno, finitudine, apocatastasi, rinascita: appunti per un buon cambiamento

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Se ci riflettiamo, siamo perfettamente consapevoli del divenire – ce ne rendiamo conto, anche di fronte al ripetersi di giorni apparentemente uguali ma rapidi come il passo delle stagioni che danzano verso il futuro – l’inverno finale.

Inverno finitudine apocatastasi rinascita appunti per un buon cambiamento valeria bianchi mianTutto scorre. Panta rei. Nemmeno se lo volessimo, potremmo bagnare i nostri piedi nello stesso fiume per due volte. “Tutto fluisce”, ci dice Eraclito, nel continuo divenire della “stupenda armonia” che nasce dai contrasti, dagli opposti in danza. E ancora: “Vita - nome dell’arco - Morte - il frutto”.1

Proviamo a pensare agli anni, ai decenni, ai secoli e ai millenni che si sono succeduti prima della nostra nascita, prima che noi stessi ci sviluppassimo in esseri umani adolescenti, giovani, adulti. Immaginiamo le migliaia, i milioni, i miliardi di altre anime -umane e animali che hanno vissuto, che abitano adesso e che nasceranno in quel “centimetro o poco più” che si trova all’estremo della spirale sulla quale sono indicate le ere geologiche2 e che comprende la nostra esistenza sulla Terra. Possiamo davvero affermare con certezza che sì, tutto scorre, e che “altre e altre acque affluiscono da umori, anime esalano”?

Caos, cambiamento e conoscenza: le radici biologiche del Sé

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Definire il Sé appare una impresa titanica senza l’ausilio di questa o quella impostazione psicologica, vuoi di matrice analitica, cognitiva o quant’altro, che ne deriva la descrizione dai suoi presupposti teorici.

Caos cambiamento e conoscenza le radici biologiche del Sé - ciro ferraro"L'essere vivente, dal batterio all'homo sapiens, obbedisce a una logica particolare secondo la quale l'individuo, sebbene effimero, particolare e marginale, considera se stesso il centro del mondo. Tutti gli altri sono esclusi dal luogo ontologico del soggetto, inclusi i gemelli omozigoti, i familiari, i propri simili. In base a una legge d'esclusione che richiama alla mente il principio di Pauli, questo egocentrismo, che esclude da sé stesso tutti gli altri esseri, questa computazione, questo ethos per il sé fornisce la definizione logica, organizzativa ed esistenziale del concetto di soggetto." (Morin, 1981)

Qualsiasi tentativo di concepire le persone esclusivamente come un genere di cose del mondo che persistono nel tempo, finirà con l’imbattersi in questo ostacolo. Il Sé che appare al soggetto sembra scomparire all’analisi esterna.” (Nagel, 1979)

Cervello, personalità e cambiamento catastrofico

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Cervello e teoria delle catastrofi

Cervello personalità e cambiamento catastrofico nicola ghezzaniNel corso del tempo, qualche operatore del campo del disagio mentale mi ha chiesto, con un pizzico di ironia, in cosa consista l’originalità della Psicologia Dialettica, la teoria che io e Luigi Anepeta andiamo elaborando dagli anni Ottanta del secolo scorso. Spiegare l’originalità di una teoria complessa come la nostra non è facile; ma, nelle poche righe che seguono, vorrei provare ad accennare ad almeno uno dei suoi numerosi meriti: l’aver introdotto la teoria delle catastrofi nel contesto della psicologia clinica. Personalmente sono conscio delle mie limitate competenze matematiche, sicché il mio rimando alla teoria delle catastrofi è più che altro di natura logica e formale. Non di meno, poiché ogni sistema logico-matematico consente di semplificare i fenomeni complessi e di ricondurli nei limiti delle formulazioni cosiddette “falsificabili” (nel senso di Karl Popper), cioè suscettibili di essere oggetto di verifica, è agevole prevedere che teoria delle catastrofi si rivelerà di grande utilità in neurobiologia, in psicologia e nelle altre scienze umane. Aspettiamo, quindi, qualcuno che non si spaventi dell’enorme numero di variabili da includere e sappia modellarla a questo scopo.

Depressione, Chaos, Desiderio, Trasformazione

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Suggestioni immaginali in setting analitico con un paziente depresso

caos e cambiamento leonardo seidita"Se si potesse ascoltare la pancia di un terapeuta..."
(D. Napolitani)

«Ἦ τοι μὲν πρώτιστα Χάος γένετ᾽, αὐτὰρ ἔπειτα
Γαῖ᾽ εὐρύστερνος, πάντων ἕδος ἀσφαλὲς αἰεὶ
[ἀθανάτων, οἳ ἔχουσι κάρη νιφόεντος Ὀλύμπου,
Τάρταρά τ᾽ ἠερόεντα μυχῷ χθονὸς εὐρυοδείης,]
ἠδ᾽ Ἔρος, ὃς κάλλιστος ἐν ἀθανάτοισι θεοῖσι,
λυσιμελής, πάντων δὲ θεῶν πάντων τ᾽ ἀνθρώπων
δάμναται ἐν στήθεσσι νόον καὶ ἐπίφρονα βουλήν.
Ἐκ Χάεος δ᾽ Ἔρεβός τε μέλαινά τε Νὺξ ἐγένοντο•
Νυκτὸς δ᾽ αὖτ᾽ Αἰθήρ τε καὶ Ἡμέρη ἐξεγένοντο,
οὓς τέκε κυσαμένη Ἐρέβει φιλότητι μιγεῖσα.»
(Esiodo, Teogonia)

“Dunque, per primo fu il Chaos”. Così Esiodo esordisce nel suo mito di creazione degli dèi. Risalendo all’etimologia del termine “caos”, si scopre come esso, in origine, non abbia l'attuale connotazione di "disordine”; il termine greco antico "chaos" rimanda piuttosto a “spazio aperto” nel senso di voragine, fenditura, burrone. Ne deriva quindi il senso di “abisso oscuro” come “spazio di fondo”, “un buco nero dell'universo” (G. Guidorizzi, 2009). Caos dunque - dirà Guidorizzi (2009) in “Il mito greco. Gli dèi” - come “vuoto primordiale, una specie di gorgo buio che risucchia ogni cosa in un abisso senza fine paragonabile a una nera gola spalancata (χάσκω, "inghiotto")”.

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