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Gli effetti dei filtri colorati sulla lettura nei dislessici

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I bambini di 9-10 anni con dislessia hanno impiegato minor tempo a leggere i passi di un libro per bambini tramite i filtri colorati, probabilmente grazie ad una attenuata eccitabilità della corteccia cerebrale.

 

LETTURA

Leggere è l'attività più difficile per un bambino con dislessia, ma potrebbe essere migliorata con l'uso dei filtri verdi. Uno studio descritto in un articolo di ricercatori francesi e brasiliani ha riportato velocità di lettura aumentate in volontari di 9-10 anni con dislessia che hanno usato filtri di colore verde. Non è stato riscontrato però nessun effetto dovuto all'interazione della variabile filtro con l'età dei partecipanti. I filtri a colore sono stati usati per la prima volta nel 1982 per il trattamento di deficit di apprendimento. Sono stati anche utilizzati per i bambini con autismo e con il disturbo di iperattività e deficit attentivo (ADHD).

"Comunque studi sulla loro efficacia sono ancora limitati nel metodo. Noi invece abbiamo usato una metodologia molto rigorosa" spiega Milena Razuk, prima autrice dell'articolo, pubblicato sul giornale Research in Developmental Disabilities. I filtri non sono largamanete usati in Brasile data la mancanza di ricerche, mentre sono stati utilizzati già in qualche nazione come la Francia. Milena Razuk ,che ha completato il suo PhD ad Aprile al Cruzeiro do Sul University (São Paulo, Brazil), ha creato l'esperimento in collaborazione con la Paris Diderot University. Sono stati selezionati 36 bambini tra cui 18 con dislessia e 18 senza per lo studio nel Robert Debré Hospital a Parigi. I ricercatori decisero di usare filtri gialli e verdi nell'esperimento.

 

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LETTURA PIU' VELOCE

A tutti e 36 i bambini veniva chiesto di leggere passi di un libro per bambini adatti alla loro età di lettura. I testi erano sullo schermo del pc con un filtro verde, uno giallo oppure senza filtro. I loro movimenti oculari erano registrati con un "Mobile Eye Tracker": un dispositivo di tracciamento oculare certificato da un medico, consistente di occhialini su misura con delle videocamere che registravano i movimenti di ogni occhio singolarmente grazie a segnali di luce infrarossi. "Un bambino con dislessia fissa il suo sguardo sulle parole per un tempo maggiore per provare a comprendere meglio il testo.

" Mentre i filtri non influenzano la velocità di lettura nei bambini non dislessici, il dispositivo oculare ha riscontrato una differenza statisticamente significativa per i dislessici, i quali leggevano più velocemente con i filtri verdi rispetto a quando il testo era presentato con i filtri gialli o senza filtri. Loro fissavano lo sguardo nei gruppi di parole per 500 secondi confrontati con i 600 della lettura con il filtro giallo o senza, il periodo di fissazione con e senza filtri era invece di 400 per i bambini non dislessici". Gli autori dello studio spiegarono però che non hanno valutato se l'uso dei filtri migliorasse la comprensione di lettura e che questa dimensione ha bisogno di ulteriore esplorazione.

 

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DISLESSIA E' POCO COMPRESA

Le cause della dislessia sono ancora poco conosciute. In aggiunta alla difficoltà di lettura, altri deficit sono stati trovati essere associati al disturbo: includendo disturbi sensomotori. "C'è come una sorta di rumore che disturba la comunicazione tra il cervello ed il resto del corpo" spiega Razuk. L'uso di alcuni test ha mostrato che nè disturbi visivi nè intellettivi sono parte del disturbo anzi "Il QI (quoziente intellettivo) dovrebbe essere normale o intorno alla media". Nell'articolo, gli autori sostennero che l'aumento dei tempi di lettura con il filtro verde dovrebbe essere dovuto a cambiamenti nell'accessibilità degli stimoli visivi per il processamento del sistema nervoso centrale.

Altri studi hanno invece suggerito che i filtri colorati potrebbero ridurre l'ipereccitabilità corticale cerebrale, la quale potrebbe essere maggiore nei dislessici, attenuando quindi i contrasti degli stimoli visivi e cosi migliorando le prestazioni nella lettura. Questa idea è stata rinforzata da uno studio del 2015 nel quale la risonanza magnetica funzionale (fMRI) ha mostrato un'attivazione significativa della corteccia cerebrale durante la lettura con i filtri colorati (in questo caso maggiormente con il filtro di colore blu) a confronto con la lettura senza filtri. Gli autori hanno ipotizzato che i filtri riducessero lo stress visivo e la distorsione, migliorando la performance di lettura ed il processamento visivo. Il prossimo passo per il gruppo di ricerca dovrà essere l'utilizzo degli scanner fMRI per l'analisi delle attività cerebrali dei bambini dislessici mentre affrontano un compito di lettura.

 

 

Tratto da ScienceDaily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura del Dottor Claudio Manna)

 

 

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102 geni associati al disturbo dello specchio autistico

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Nel più grande studio di sequenze genetiche sul disturbo dello specchio autistico (ASD), i ricercatori hanno identificato 102 geni associati al disturbo dello specchio autistico.

Geni

Essi sono stati fatti progressi significativi nella scoperta di geni associati al disturbo dello specchio autistico che sono anche associati a disabilità intellettive e ritardo nello sviluppo, condizioni che, tra di loro, sono spesso sovrapposte. Questa ricerca è stata presentata al Meeting Annuale dell'American Society of Human Genetics 2018 tenutosi a San Diego in California.

Gli abbracci ci proteggono dai conflitti interpersonali

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In accordo con le nuove ricerche, ricevere abbracci, un comune comportamento di supporto che gli individui utilizzano con gran parte dei loro partner sociali, si crede possa attutire i cambiamenti negativi del tono umorale correlati a conflitti interpersonali.

Abbracci

Le persone che usano più frequentemente il contatto interpersonale, hanno una migliore salute fisica e psicologica e delle migliori relazioni interpersonali.

Le persone riescono a riconoscere di media 5000 volti

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Nella storia della nostra specie, gli umani hanno tipicamente sempre vissuto in piccoli gruppi composti da meno di cento individidui.

volti

Un nuovo studio, pubblicato sul giornale Royal Society, suggerisce che le nostre abilità di riconoscimento facciale siano superiori alle mille unità. Dalla combinazione si misure separate di richiamo e riconoscimento, Jenkins e colleghi hanno mostrato che le persone riconoscono più di 5000 volti di media e che le differenze individuali sono ampie.

Comprendere la neurobiologia dello stereotipo

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La stimolazione cerebrale ha fatto luce sulla neurobiologia sottostante i pregiudizi impliciti. Studi recenti di cosa pensino gli essere umani a riguardo di membri di altri gruppi sociali rivelano che i pregiudizi qualche volte operino oltre il nostro controllo consapevole.

stereotipoViene chiamato pregiudizio implicito, la tendenza ad essere sospettosi di persone che percepiamo come stranieri, probabilmente è presente qualche tratto evolutivo nella nostra storia quando un piccolo gruppo di umani competeva tra di loro per risorse preziose come cibo ed acqua. Oggi, la tendenza innata del nostro cervello a categorizzare in stereotipi può risultare nella discriminazione, ingiustizia e conflitto.

Gli effetti dell'esercizio fisico sul nostro cervello

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Un nuovo studio del British Journal of Psychology ha mostrato nel dettaglio come le prestazioni cognitive possano migliorare durante l'esecuzione di un esercizio fisico.

Esercizio

Sono state prese delle elettroencefalografie da 24 partecipanti che eseguivano un compito di memoria di lavoro visivo (-la memoria visiva di lavoro è l'abilità di mantenere informazioni visive utili per il compito in corso-) mentre erano a riposo o mentre eseguivano un esercizio fisico che coinvolgeva diverse posture: seduto su o pedalando una cyclette ed in piedi o camminando su un tapis roulant.

Dormire 7- 8 ore a notte migliora le prestazioni cognitive

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Risultati preliminari dallo studio più grande del mondo sul sonno hanno mostrato che le persone che dormono di media tra le 7 e le 8 ore a notte hanno prestazioni cognitive maggiori rispetto a quelli che dormono di meno o di più rispetto a questa media.

Dormire

I neuroscienziati del Western University's Brain and Mind Institute hanno pubblicato le loro ricerche nel giornale SLEEP. Lo studio sul sonno più grande del mondo è stato effettuato nel Giugno del 2017 su 40.000 persone da tutto il mondo che hanno partecipato allo studio scientifico online il quale includeva un ampio questionario ed una serie di prestazioni cognitive.

Predire i deficit emotivi nell'infanzia precocemente

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I ricercatori dell'UNC Early Brain Development Study hanno tracciato lo sviluppo del circuito emotivo cerebrale nell'infanzia trovando connessioni cerebrali funzionali come negli adulti per la regolazione emotiva che emergono durante il primo anno di vita.

infanzia

La crescita di questi circuiti cerebrali durante il secondo anno di vita prediceva il QI ed il controllo emotivo del bambino al 4 anno di età, suggerendo una nuova via di intervento precoce per i bambini a rischio di problemi emotivi.

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