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Nemesi, Paradossi e Cabale delle cose della Psicologia Italiana

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Una piccola carrellata delle stranezze, le nemesi, i paradossi e le cabale delle cose della psicologia italiana

di Catello Parmentola

Nemesi Paradossi e Cabale delle cose della Psicologia Italiana

Inoltrarsi nelle storie delle cose psicologiche in Italia significa impattare un numero considerevole di paradossi e cabale. Ne riportiamo qualcuna.

  1. Basti pensare che per un secolo la psicologia si è svolta senza gli psicologi.
  2. Quando poi ci sono stati gli psicologi, grazie all’istituzione dei primi Corsi di Laurea nel 1971, non c’era ancora la loro professione, venendo la professione psicologica istituita solo 18 anni dopo, con la Legge 56/89.
  3. Esattamente un secolo prima le cose erano andate esattamente allo stesso modo, essendo del 1871 la prima cosa psicologica, il libro di Ardigò La psicologia come scienza positiva, ma avendo dovuto poi aspettare e lottare giusto gli stessi 18 anni per i riconoscimenti e le autorizzazioni all’introduzione istituzionale –nel 1889- della disciplina nei Laboratori di fisiologia, antropologia ecc.
  4. Alla ricerca di metafore e cabale consolatorie, c’è da dire, però, che l’89 ricorre spesso, sempre positivamente, non solo nella storia della psicologia ma anche nella Storia tout court.
    Nel 1989 cade il Muro di Berlino.
    Nel 1789, è iniziata la Rivoluzione francese ed è entrata in vigore la Costituzione americana: l’inizio e il compimento delle due grandi Rivoluzioni borghesi, le uniche due che hanno cambiato davvero qualcosa nell’Uomo e non solo nelle cose.
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    È suggestivo pensare che la storia della psicologia abbia anch’essa incrociato l’89, come a volere metaforicamente incrociare date ed eventi importanti, capaci di cambiare davvero qualcosa nell’Uomo e non solo nelle cose.
  5. Altro paradosso è che le Specializzazioni in Psicologia abbiano anticipato i Corsi Laurea, essendo state riconosciute nel 1970 le Scuole di Massucco Costa a Torino e di Cesa Bianchi a Milano.
    Quindi ci sono stati gli specializzati in Psicologia   provenienti da altre professioni, prima che potessero esserci gli psicologi.
    Una conseguenza è che si siano poi ritrovati ad insegnare psicologia ai futuri psicologi soggetti che non erano psicologi.
  6. Altro paradosso è che dopo avere tanto atteso la Legge istitutiva della professione psicologica, la quasi totalità degli psicologi ha contribuito a vuotarla pochi mesi dopo, provando a farsi autorizzare all’esercizio psicoterapeutico utilizzando la norma transitoria (ex art. 35).
  7. Incredibili poi gli incroci biografici di Benussi, prima con Brentano e poi con Ardigò.
    Benussi e Brentano hanno fatto l’uno la storia del Laboratorio dell’altro, scambiandosi per lo stesso ventennio i luoghi fisici della loro Ricerca, Benussi a Graz e Brentano a Firenze, partendo e rientrando quasi contemporaneamente nonostante non ci fosse alcun finalismo a riguardo.
  8. La cabala che incrocia Ardigò è ancora più suggestiva perché il suicidio di Benussi avvenne nello stesso Laboratorio fondato a Padova da Ardigò circa mezzo secolo prima: potremmo quindi affermare che la prima parte della storia della psicologia italiana inizia e finisce nello stesso luogo.
    Fra l’altro Ardigò qualche anno prima di Benussi aveva vissuto la stessa frontiera suicidaria, anche se non con lo stesso tragico esito.
  9. Un’altra cabala ad alta valenza simbolica è relativa al fatto che la psicologia, che è sempre stata avversata dal cattolicesimo e dal marxismo, vede istituita la propria professione proprio nel1989, l’anno in cui la caduta del Muro di Berlino sancì il superamento delle grandi ideologie novecentesche e mise in crisi le forze politiche che più le presidiavano.
    In Italia presto ‘finirono’ i due Partiti storici, la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista.
    Forse questo aprì possibilità o distrasse vigilanze, fatto sta che la professione psicologica viene normativamente istituita proprio nel 1989.      
  10. C’è, tuttavia, una nemesi altrettanto suggestiva: la Psicologia, sempre avversata da cattolicesimo e marxismo, deve la Legge istitutiva della professione soprattutto proprio ad un cattolico-comunista, il cattocomunista per antonomasia, il senatore Adriano Ossicini, cattolico eletto nelle liste del Partito Comunista.
    Anzi va aggiunto che, al di là del cattocomunista Ossicini e della Legge istitutiva della professione psicologica, anche in altri snodi importanti ritroviamo sempre grandi uomini di Chiesa.
    La storia della psicologia italiana inizia convenzionalmente con Roberto Ardigò che è stato a lungo un prete; il primo Corso di Laurea in Psicologia a Roma ha esposto l’impegno di Ernesto Valentini che era un gesuita; per non parlare dei grandi contributi e di tutte le cose psicologiche avviate da Agostino Gemelli che era un frate francescano.
  11. La nemesi ha riguardato anche il marxismo poiché, dopo tanto ostracismo ‘ideologico’, è stata strategica l’apertura del PCI alle contestazioni sessantottine nei confronti del sistema psicologico-psichiatrico del tempo.
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    Senza il famoso Convegno su Psicologia, psichiatria e rapporti di potere (organizzato, su iniziativa dell’Istituto Gramsci, nel 1969 a Roma), Convegno che ospitò e accolse le tesi basagliane, difficilmente avrebbe potuto avviarsi quel percorso istituzionale che, in accompagnamento a quello culturale e politico, portò all’avanzatissima Legge 180 del 1978, la Legge Basaglia.
  12. Infine, è paradossale anche la circostanza che segue.
    Su 122.875 iscritti all’Albo, ‘ben’ 102.699 sono donne (l’83,58%) e ‘solo’ 20.176 sono uomini (il 16,42%).
    La comunità degli psicologi che è informata dai paradigmi sempre aperti ed evoluti della psicologia, che è sempre accogliente e sensibile riguardo alle istanze di parità delle donne, come mai no ha mai avuto una donna Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine (a parte due brevissimi e fortuiti interim).
    Ci sono stati 6 Presidenti CNOP maschi proprio come 12 Presidenti della Repubblica maschi.
    Solo che la seconda circostanza è mediamente molto più stigmatizzata della prima, nonostante il rapporto maschi - femmine nella popolazione complessiva sia 49 - 51, non certo 16 - 84 come nella popolazione professionale degli psicologi.
    E comunque la politica non si accredita l’evolutezza accreditata alla comunità degli psicologi.

Ecco, ci siamo ‘divertiti’ con una piccola carrellata delle stranezze, le nemesi, i paradossi e le cabale delle cose della psicologia italiana.

(a cura di Catello Parmentola)

 

 

 

 

 


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