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I Test Psicologici

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I blog di Psiconline

Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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Il forte torcicollo

forte-torcicollo

CONSIDERAZIONI

Il corpo ha una sua specifica simbologia sin dai primordi culturali. Mi piace ricordare Platone che poneva nella testa la razionalità e l’Io cosciente, nel torace il coraggio e il sentimento, nel ventre la sessualità e la cupidigia concupiscente. Il sogno di Marta usa il corpo per esprimere il suo conflitto affettivo e i suoi traumi al riguardo. Spessissimo avviene che una delusione amorosa non si risolve e porta a una negazione dell’altro amore che può venire, delle altre possibili relazioni, una chiusura psicofisica difensiva della serie “o te o nessuno mai più”. 

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Luci ed ombre della normativa sui B.E.S.

luci_ed_ombre_sui_bes

Costa meno caro aiutare un giovane a costruirsi
che aiutare un adulto a ripararsi.
(Anonimo)

All’indomani dell’emanazione della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e della relativa Circolare applicativa relative a “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica” si accese un ampio dibattito, tra detrattori e difensori circa le effettive opportunità offerte da tale norma.

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Ma LUI…DOV'E'...

testamento_biologico

Biotestamento o testamento biologico? Apparentemente potrebbe sembrare un gioco psicolinguistico da proporre a degli studenti in preparazione ad un esame cognitivo o di psicolinguistica  composto da un questionario con domande multiple.

Biotestamento è un sostantivo formato da bio più testamento. Bio è il prefisso di biologia che significa che vive; testamento deriva dal prefisso testari che significa testare, dettare e il suffisso mentum segnala lo strumento, il mezzo per dare delle disposizioni.

Il significante di biotestamento pone  al centro ciò che vive, ma ogni cosa materiale, nel suo significato estensivo, vive per definizione. Infatti, tutto ciò che entra/esce dalla mente-cervello è codificato da processi biochimici, molecolari dei neuroni e diventa parola e pensiero. Se tutto ciò fosse vero, allora il prefisso bio è il sostantivo dominante, di conseguenza è secondario testare, dare istruzioni, elencare le proprie opzioni.

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La delusione dopo l'arrivo

delusione dopo arrivoCome sappiamo il fenomeno migratorio sopratutto dal continente africano sta assumendo negli ultimi tempi forme molto difficili da sostenere. Sottolineo innanzi tutto che la maggior parte dei migranti non proviene da paesi in guerra, per cui sono già predestinati a non avere il permesso di soggiorno. Personalmente non saprei cosa suggerire per fermare questa interminabile catena umana. Non sono d'accordo ne' con la chiusura delle frontiere, ne' con il ritiro delle navi della Marina Militare Italiana, sostituite da quelle della guardia costiera libica.

Mi rendo però conto che l'arrivo in Italia rappresenta sia la fine dei loro sogni, sia la fine di quello stralcio di vita che avevano raggiunto al loro Paese.

In questo periodo più che mai ogni giorno le varie Prefetture ci chiedono posti letto per i nuovi arrivi. Qualche giorno fa uno di questi gruppetti si è presentato dicendo: "Vogliamo il cellulare, l'orologio e la crema per il corpo"! Venivano tutti dal Sudan.

Ora dovreste vedere cos'è il Sudan! Un paese terrificante, il più povero che io abbia mai visto, dove i sopravvissuti alle guerre muoiono di fame, di malattie, di stenti.

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Creare il Mammufante ma eliminare l’Elefante: la nostra epoca borderline

Ganesh - il mammufante e l'elefanteDi sfuggita leggo il titolo di un articolo sulla prima pagina di un giornale dimenticato in metropolitana: “Le sinapsi artificiali apprendono da sole”. Tra un impegno e l’altro sfoglio il nuovo numero del National Geographic Italia (aprile 2017) e mi perdo tra le righe di un altro articolo: “L’uomo del futuro”. Apprendo che, secondo il parere di alcuni scienziati, “l’unico ostacolo al balzo tecnologico” che ci farà umanità nuova (attraverso tecnologie come CRISPR-Cas9) sarebbe “l’uomo stesso, nel senso che potremmo decidere che non vogliamo usare pratiche eugenetiche sul nostro stesso genoma. Ma questo scrupolo ci fermerà davvero? E per quanto tempo?"1

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Perché questo rubrica sul Blog di Psiconline.it

Contemporanea/Mente – luci e ombre del millennioQuesta rubrica potrebbe sfoggiare diversi titoli che ruotino intorno all’avverbio “contemporaneamente” nelle accezioni che saltano, appunto, in mente pronunciando il termine in questione.

Ad esempio potrebbe chiamarsi “Riflessioni dall’Antropocene: tra presenza e assenza” oppure  ancora “In questo Tempo: pensieri sugli opposti psichici” e così via, sperando di accendere in voi la curiosità e l’interesse che vi consentiranno di seguirmi d’ora in poi.

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Colazione da Tiffany

colazione da tiffanyTRAMA DEL SOGNO – CONTENUTO MANIFESTO

Olga sogna di trovarsi in una villa elegante, proprietà della sua famiglia. E’ in giardino e ci sono delle vasche carine per terra e il prato all'inglese.
C'è la madre molto elegante con un cappottino nero ricamato, ma è più esile rispetto alla realtà: magrolina come la protagonista del film “Colazione da Tiffany”.
Ci sono anche altre persone, tra cui suo marito. Forse la madre è anche più giovane, sulla trentina abbondante di anni.
Comincia a piovere, una pioggia torrenziale che infanga tutto.
Allora Olga dapprima l’osserva e poi si rende conto che le sue comodissime e utilissime scarpe sono lontane da lei e si stanno inzuppando. Allora comincia a correre e così si bagna ancora di più, però riesce a prendere le scarpe e nella foga di ripararsi infila totalmente il piede in una pozza d’acqua.
Olga è divertita da tutta questa situazione e ride tanto. Poi tornando verso un riparo si toglie il cappotto perché si convince che deve farlo asciugare dentro la casa.
Vedendo sua madre sotto la pioggia, vuole toglierle il capotto per lo stesso motivo, ma la madre non glielo permette, anzi la guarda come se il suo gesto fosse una follia, mentre per lei è una cosa che ha assolutamente senso

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#Sfida Autismo

giornata mondiale autismoPiù che di “autismo” sarebbe più opportuno parlare di “autismi”, o, meglio ancora, sarebbe il rinunciare alle etichette e concentrarci su quel bambino che magari non sa giocare, comunicare, esprimere le proprie emozioni, che vive in una condizione di isolamento perché le interazioni sociali sono precluse ai diversi, ma che sa offrirci la ricchezza della sua diversità, da cui tutti abbiamo da imparare.
 (Eugenio Serravalle)1

In occasione della “Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo” che si è celebrata a livello internazionale il 2 aprile, metto in stand by la discussione che sto portando avanti sulle problematiche degli altri alunni con Bisogni Educativi Speciali, per dedicare questa mia riflessione alla sfida dell’autismo, per sottolineare quanto spesso ho affermato nei miei precedenti post: ciascuno va rispettato,  per l’intrinseco valore che porta dentro di sé, valorizzando ciò che di positivo, bello, significativo  ha da dare!

Del resto a me non è mai piaciuta la definizione “autistico”, preferisco “affetto da autismo” giacché il soggetto non è la malattia ma ben altro… In questa prospettiva è necessario riflettere su come la convivenza con i coetanei rappresenta per tutti (alunni con autismo e normo dotati) un’occasione unica per sperimentare apprendimenti funzionali con il diverso da sé,  insieme al/ai quale/i imparare a comprendere il mondo, imparandone le regole, per generalizzare via via in altri contesti le abilità apprese a scuola. Certo è un’operazione ardua e complessa, che necessita della collaborazione di tutte le figure interne ed esterne che ruotano intorno all’alunno, anche prevedendo adattamenti organizzativi dell’ambiente scolastico e un impiego di tutte le risorse disponibili.

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Un dipinto di Adolf Hitler

Salò. Museo of Madness (follia): interessante nell'allestimento.

dipinto di adolf hitler 1935Follia deriva da follus, follis: mantice, pallone pieno di vento per giocare, muoversi di qua e di là; nella bassa latinità assunse il significato metaforico di fatuo, stolto, di persona con la testa vuota, piena di vento. E' una mostra sulla “follia”, non sulla malattia mentale o il disagio psichico.

Dipinti come quelli di Ligabue, Goya, Becon, Zinelli, Alessandrini, video sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari o su l'Ospedale Psichiatrico di Trieste sono pungenti e opportuni.
Il concetto di follia della mostra tiene ma deborda quando l'occhio cade sul dipinto senza titolo di Adolf Hitler.

E' il dipinto di un criminale che merita di essere posto su una parete da solo e studiato come oggetto psicopatologico. Associare o accostare il dipinto di costui con la sana, allegra e fantastica fauna e flora di Ligabue o il delirio colorato maniacale di Carlo Zinelli o la voce di Alda Merini con quell'oscuro dipinto è  un errore concettuale etimologico inaccettabile.

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Come smascherare una bugia

come scoprire una bugiaPossiamo in meno di un secondo, capire quale emozione sta provando il nostro interlocutore?
E’ possibile sapere se una persona ci sta mentendo o no?

Sappiamo che chi sta dicendo una bugia si tradirà, con un qualche segnale del corpo. L’inganno si sviluppa non solo attraverso l’atto verbale della menzogna, ma anche attraverso comportamenti tesi ad incidere sulle conoscenze, motivazioni, aspettative dell’interlocutore.

Se vogliamo interpretare questo punto di vista, possiamo dire che l’omissione di informazioni non è tanto una menzogna, quanto un inganno.

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