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Suicidio

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 4744 volte

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SuicidioPer suicidio (dal latino suicidium, sui occido, uccisione di se stessi) si intende l'atto con il quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte. Ci si riferisce ad un ampio spettro di comportamenti di tipo autolesivi, che, pur riconoscendo le medesime motivazioni, sono suddivisi in categorie diverse in base al livello dell’intenzionalità della ricerca della morte.

Si va quindi dal suicidio, inteso come un atto in cui l’esito è la ricerca della morte, al mancato suicidio in cui l’esito non è stato letale per interventi di fattori protettivi estranei al soggetto, al tentato suicidio, in cui l’intenzionalità suicidaria è in genere sfumata e ambivalente, al parasuicidio in cui l’autolesione non è legata ad un chiaro intento di autosopprimersi.

Il suicidio può inoltre presentarsi nella variante “suicidio di coppia”, generalmente amanti o congiunti stretti, di “suicidio-omicidio”, in cui il soggetto omicida si toglie la vita dopo aver ucciso un altro individuo, e di “suicidio di massa” per lo più in sette religiose o in gruppi di individui strettamente legati tra di loro.

Il suicidio è stato trattato in modo molto approfondito da Émile Durkheim, il quale individua quattro tipi di suicidio collegati ai gradi di integrazione e regolamentazione sociale:
egoistico si verifica a causa di una carenza di integrazione sociale;
altruistico si ha quando la persona è troppo inserita nel tessuto sociale, al punto da suicidarsi per soddisfare l'imperativo sociale;
anomico tipico delle società moderne, sembra collegare il tasso dei suicidi con il ciclo economico: il numero dei suicidi aumenta nei periodi di sovrabbondanza come in quelli di depressione economica;
fatalista si verifica quando la vita di una persona è eccessivamente regolamentata, quando il futuro è bloccato senza pietà e le passioni soffocate violentemente da una disciplina oppressiva.

Per quanto riguarda le cause del suicidio ci sono delle evidenze ancora insufficienti e contrastanti tra di loro; dal punto di vista biologico il tentativo di predire il fenomeno sulla base di dati genetici ed eredo familiari si sono mostrati insoddisfacenti; mentre sembrano essere più promettenti i contributi sui meccanismi neuro chimici e recettoriali con la combinazione di tutti quei fenomeni psicologici e psicopatologici quali ad esempio la depressione.

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La notizia di un suicidio lascia sempre un senso di smarrimento in chi la riceve. E la domanda spontanea che ci si pone è Perche?
Varie sono le motivazioni alla base del gesto ovvero:

La morte intesa positivamente.
In un primo momento la persona che soffre comincia a prendere in considerazione l'idea di suicidarsi, non in maniera veramente intenzionale, ma come una possibile soluzione ai propri problemi ed al proprio dolore. Il suicidio viene visto come un’ultima via di fuga da percorrere nel caso che gli eventi e la propria situazione precipitasse.
Si considerano aspetti positivi e negativi del suicidio.

Successivamente, quella che è un’idea di suicidio incomincia a prendere le sembianze di una vera e propria intenzione di porre termine alla propria esistenza. Si valutano pro e contro della scelta finale ci si trova a combattere contro sentimenti opposti, fra la voglia di vivere e quella di morire, fra disperazione e speranza. Ciò viene particolarmente vissuto dalla persona che soffre di depressione.

Decisione finale.
Infine, viene presa la decisione di suicidarsi. Spesso, però, anche se si è decisi e determinati, succede che all’ultimo momento l’istinto di sopravvivenza prevale e si ritorna indietro sulla propria decisione.

Alcune volte il pensiero della morte diventa dominante nell’analisi cognitiva della persona, prevale e occlude altre ipotetiche soluzioni. Se a questo si aggiungono elementi disturbanti riguardanti l’affettività, la sessualità, è possibile che si attivi l’atto.

Secondo i dati più attendibili, il suicidio è tipico, ma non esclusivo dei maschi e degli anziani, mentre il parasuicidio è più frequente nei giovani e nelle donne. La maggior parte dei suicidi sono preceduti da più lievi episodi di comportamenti autolesivi minori.

In genere i fattoi scatenanti possono essere: malattia fisica, crisi relazionale, sentimentale, disoccupazione, licenziamento, recente lutto, incarcerazione. Il cosiddetto suicidio “lucido” ovvero quello compiuto con assenza di psicopatologia si colloca tra il suicidio assistito e l’eutanasia.

 

Per Approfondimenti

  • psicologi-italiani.it
  • Wikipedia.org
  • dizionari.corriere.it
  • iltuopsicologo.it
  • Le attuali frontiere della psicologia clinica Centro scientifico editore

 

(A cura della dottoressa Alessandra Antonacci)

 


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