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ragazza molto confusa (165965)

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on . Postato in Adolescenza | Letto 546 volte

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mgv, 17 (165965)

La mia Storia: Salve, vado subito al dunque.
Da 4 anni sono molto amica di una ragazza che stimo tantissimo, che sento come un'"anima sorella" e con cui ho avuto per molto tempo uno splendido rapporto. All'inizio dell'anno scorso ho cominciato ad avere qualche dubbio sui miei sentimenti nei suoi confronti: ero e sono certa di provare un'attrazione romantica molto forte e una leggera attrazione fisica che va e viene e, per spiegare il motivo per cui non è continua, devo aprire una piccola parentesi: ho sempre avuto tendenze masochistiche(intendo proprio masochismo sessuale), e in questo periodo (cioè da quando ho finito le medie e ho smesso di frequentare un ragazzo che mi piaceva molto) immaginare di essere usata è l'unico modo in cui riesco a provare desiderio. La mia attrazione è quindi legata non soltanto alla persona, ma al tipo di rapporto che ho con lei, rapporto che è molto variabile.
So bene, proprio perché avevamo molta confidenza, che non ha mai avuto alcun interesse per i ragazzi, e ora credo di poterla definire asessuale. Purtroppo io ho creduto che potesse essere lesbica non dichiarata o almeno omoromantica (proprio a causa del mio masochismo avrei accettato volentieri una relazione asessuale, intendendo la mia castità come "pegno d'amore") e le ho detto quello che provavo, scoprendo di non essere ricambiata. Inutile dire che ci siamo allontanate, e che continuiamo a sentirci solo per via delle amicizie comuni. Cerco di essere l'amica migliore possibile, rispettosa, non gelosa né invasiva, attenta alla sua felicità più che alla mia, ma soffro come tutti gli innamorati respinti. Eppure non è questo il problema.Questo evento infatti mi ha messo di fronte una serie di problemi:
1-ho provato a fare i primi timidi coming-out (sono certa, se non di essere lesbica o bisessuale, almeno di poter provare qualcosa per le ragazze), ma ho trovato un vero sostegno solo in mio padre: mia madre (i miei sono separati, e la mia dichiarazione è stata separata) ha avuto seri problemi di insonnia e ho dovuto rimangiarmi tutto (stranamente mi ha creduto), metà della mia famiglia è troppo chiusa anche solo per provare, le mie amiche più strette hanno avuto qualche perplessità poi superata, con gli altri coetanei non voglio ancora espormi (alcuni miei compagni nel quartiere gay in viaggio di istruzione si guardavano le spalle...).
2-Sento la necessità di definirmi, credo che sia molto più comodo (mi piacerebbe poter dire "io sono...", almeno il problema sarebbe solo dirlo, così invece il problema è anche cosa dire). Purtroppo ho avuto anche qualche dubbio, non intenso e lacerante ma sotterraneo e degno di essere chiarito, sulla mia identità di genere: sono certa di non volere transizionare, ma non solo altrettanto certa di potermi definire una "ragazza". Non so spiegare bene, nemmeno a me. In realtà non sento una chiara distinzione tra i (due?) sessi (io me lo spiego sempre pensando al masochismo, che concentra l'attenzione sul rapporto piuttosto che sull'oggetto, e penso anche di "innamorarmi della persona, non del sesso"--->così come non percepisco la differenza di genere negli altri non la percepisco in me), ho sentito parlare di agender ("né carne né pesce" diciamo) e credo di rispecchiarmi, ma al momento metto da parte la questione perché, non volendo un'operazione, si tratta di una decisione che comunque non avrebbe conseguenze concrete e visibili, e in fondo posso far luce su questo punto più avanti nella mia vita. Al momento, per quieto vivere, parlo di me al femminile e tengo per me questi dubbi (questa volta inconfessati).
3-Vorrei anche definire il mio orientamento, non ho fretta ma questo mi impedisce di affrontare i coming out più difficili, e finché non sono dichiarata non ho possibilità, nel mio ambiente, di conoscere persone LGBT (anche solo per parlare di problemi comuni).
Vorrei vivere alla luce del sole; vorrei accettarmi non solo razionalmente, ma in modo più profondo, senza piangere alla prima canzone gay-friendly; vorrei imparare a gestire i miei rapporti con un mondo esterno che non posso cambiare.


Cara MGV
Il non dichiarare il nome anche di fantasie fa emergere alcune difficoltà interiori e personali che sono da correggere. Per quanto riguarda la richiesta credo che ci sia molta confusione sull’orientamento sessuale quindi si evince che necessita un percorso di maturazione psicologica. Ti consiglio di consultare uno psicoterapeuta psicodinamico che ti aiuterà a trovare la tua giusta dimensione nel panorama sessuale.
Auguri

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(Risponde il Dott. Sergio Puggelli)

Pubblicato in data 21/04/2015

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