Pubblicità

Onicofagia (135433)

0
condivisioni

on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 344 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)
Paolo 35

Sono un uomo di 35, laureato, sposato con due figli, senza problemi familiari o economici. Da quando ero bambino soffro di una grave forma di onicofagia che interessa anche le dita dei piedi; ciò mi provoca un grave imbarazzo che però non mi impedisce di continuare a mangiarmi le unghie. A volte riesco a farmele crescere fino a diventare normali, salvo poi, in occasioni del tutto imprevedibili anche non stressanti, distruggere tutto in "attacchi" che durano poche decine di minuti, ma che mi lasciano fortemente depresso per la situazione in cui mi riduco. Ho letto che sarebbe una forma di aggressività verso se stessi o cose del genere; io in realtà dopo tanti ho capito che lo faccio perchè mi piace ed oramai è diventata la mia droga. Sono un pò preoccupato perchè mia figlia maggiore di tre anni ha cominciato anche lei, e non vorrei che si riducesse come me. Tra le altre cose degne di nota, ricordo che i miei fratelli mi dicevano che da bimbo digrignavo fortemente i denti. Ho un'ottima situazione economica e affettiva; ho una ottima intesa con mia moglie anche dal punto di vista sessuale. Lei è dolcissima con me e si rammarica solo quando mi vede con le dita in bocca, anche se io cerco di farlo senza farmi vedere perchè ovviamente non voglio farmi rimproverare. Ho sempre pensato che col tempo sarei riuscito a smettere da solo, ma oramai sono passati gli studi, il matrimonio, i traslochi i figli, etc. e non ho ancora risolto il mio problema.
Vorrei sapere quale professionista sia più adatto nel mio caso (psicologo, psicoterapeuta o diritto dallo psichiatra? ;-)) e che tipo di terapia sia consigliata. Grazie<

Ciao Paolo. Passiamo ai fatti. Prova a prenderti cura di un dito per volta, se sei bravo anche due o tre contemporaneamente. Fallo per un tempo di 3 settimane e vedi se le cose vanno bene. Come il dito di cui ti sei preso cura sta meglio passa ad un'altro, ricordandoti che il dito "guarito" è intoccabile. Noterai anche delle sensazioni tattili e dolorifiche differenti in quelle dita di cui ti sei preso cura. Fatta una mano passa all'altra, lo stesso per le dita dei piedi. Probabilmente ti sarà più facile cominciare dalle dita dei piedi. Fai questa cosa per almeno 6 mesi. Poi vediamo. Un Saluto

(risponde il Dott. Massimo Giusti)


Pubblicato in data 22/06/09

Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su Psicologi Italiani

Pubblicità
Vuoi conoscere i libri che parlano di Dipendenza per saperne di più?
Cercali su Psiconline® Professional Store

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Perché andare in psicoterapia?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Angoscia [1593361574931]

alex, 41 anni   Salve, ho bisogno tanto di un supporto psicologico, un mental coach sarebbe l'ideale. Vivo con mia madre da sempre, non ho amici, so...

senso di colpa e dipendenza […

Marco, 30 anni Proverò a essere breve. Mi sono sempre sentito in generale infelice, anche quando le cose mi vanno bene, ho sempre avuto difficoltà nelle r...

Non ce la faccio più [15922277…

Ciao03, 16 anni Voglio finirla qua, non riesco più ad andare avanti. Ho 16 anni e sono sempre stata una persona estroversa e vivace piena di amici. Nonos...

Area Professionale

Usi Facebook come professionis…

Facebook è uno strumento molto potente per il professionista ma, contemporaneamente, ha al suo interno molti pericoli che devono essere assolutamente evitati...

Allarme Coronavirus ed operato…

La pandemia per COVID-19 ha causato reazioni diverse, si è potuto osservare tentativi di minimizzare gli effetti di questa problematica e contemporaneamente com...

Il Test del Villaggio nel post…

Il periodo di pandemia collegata al Covid-19 tende progressivamente a ridursi e diventa utile analizzare le reazioni dei pazienti alla somministrazione del Test...

Le parole della Psicologia

Xenofobia

Il significato etimologico del termine Xenofobia (dal greco ξενοφοβία, composto da ξένος, ‘estraneo, insolito’, e φόβος, ‘paura’) è “paura dell’estraneo” o anch...

Flooding

Indica una tecnica cognitivo-comportamentale che consiste nell'esposizione ripetuta del soggetto allo stimolo a valenza fobica, senza che vi sia per lui possibi...

Frotteurismo

Il Frotteurismo è una parafilia consistente nell’impulso di toccare e strofinarsi contro persone non consenzienti, al fine di conseguire l’eccitazione e il piac...

News Letters

0
condivisioni